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	<title>Guerra Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Guerra Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Giornata internazionale della pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 18:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornata mondiale di...]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 21 settembre è la Giornata internazionale della pace, istituita il 30 novembre&#160;1981&#160;dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite&#160;tramite la risoluzione 36/67. Non è una giornata stupida, è una giornata in cui è bene ricordarsi che la pace non è per sempre e non è scontata. Dal 1945, solo in paesi europei, ci sono state moltissime guerre [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 21 settembre è la Giornata internazionale della pace, istituita il 30 novembre&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1981">1981</a>&nbsp;dall&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Generale_delle_Nazioni_Unite">Assemblea Generale delle Nazioni Unite</a>&nbsp;tramite la risoluzione 36/67.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è una giornata stupida, è una giornata in cui è bene ricordarsi che la pace non è per sempre e non è scontata. Dal 1945, solo in paesi europei, ci sono state moltissime guerre o partecipazioni a guerre, l&#8217;Italia stessa ha partecipato a tra le 6 e le 10 guerre.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" height="713" width="1024" decoding="async" data-attachment-id="9820" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/giornata-internazionale-della-pace/image-5-7/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-5.png?fit=2048%2C1425&amp;ssl=1" data-orig-size="2048,1425" data-comments-opened="1" data-image-title="image-5" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-5.png?fit=1024%2C713&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-5.png?resize=1024%2C713&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9820"/><figcaption>Fonte: <a href="https://www.termometropolitico.it/1336836_guerra-europa-i-paesi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.termometropolitico.it/1336836_guerra-europa-i-paesi.html</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono state guerre combattute ai nostri confini e poco lontano. Abbiamo rischiato che qualche conflitto si allargasse al nostro territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viviamo in un periodo relativamente stabile ed è facile abituarsi alla tranquillità, a rilassarsi credendo che nulla del genere possa più succedere. Eppure, quasi nessun cittadino comune si sarebbe aspettato neppure una pandemia globale, o l&#8217;attacco delle torri gemelle, o molti altri eventi catastrofici che tuttavia si son verificati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non dimentichiamo mai che la pace non è gratis, non è per sempre, non è scontata.</p>
<p id="wpar-pubdate" class="wpar-pubdate wpar-pubdate-container"><span class="wpar-label">Articolo pubblicato in origine il </span><span class="wpar-time">21/09/2022 @ 09:07</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Giornata mondiale dei profughi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 19:35:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornata mondiale di...]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 20 giugno è la Giornata mondiale dei profughi. Le sento già le eco dei soliti. &#8220;Siete Radical chic&#8221;, &#8220;ci vogliono sostituire&#8221;, &#8220;basta con queste giornate mondiali, non se ne può più!&#8221; La Giornata mondiale dei profughi commemora l&#8217;approvazione nel&#160;1951&#160;della&#160;Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati&#160;(Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell&#8217;Assemblea generale [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 20 giugno è la Giornata mondiale dei profughi. Le sento già le eco dei <em>soliti</em>. &#8220;Siete Radical chic&#8221;, &#8220;ci vogliono sostituire&#8221;, &#8220;basta con queste giornate mondiali, non se ne può più!&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Giornata mondiale dei profughi commemora l&#8217;approvazione nel&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1951">1951</a>&nbsp;della&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_relativa_allo_statuto_dei_rifugiati">Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati</a>&nbsp;(Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_generale_delle_Nazioni_Unite">Assemblea generale delle Nazioni Unite</a>. Non una cosa dell&#8217;altro giorno decisa dalla sinistra antisociale che promuove la sostituzione dei lavoratori ma qualcosa che esiste da più di settanta anni. E la giornata esiste dal 2001 nel cinquantesimo anniversario della Convenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesa cattolica festeggia una giornata simile dal 1914, ora celebrata ogni anno nell&#8217;ultima domenica di settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una giornata simile è così importante? Perché anche gli Italiani sono stati profughi, perché ci vuol niente perché torniamo ad esserlo, perché solo collaborando possiamo salvare questo mondo che abbiamo tutti contribuito a distruggere, tutti ma principalmente noi. E chi ne soffre, chi scappa da guerre, chi scappa da un clima non più sopportabile, chi scappa dalla povertà, molto spesso scappa a causa nostra. Scappa a causa del colonialismo che abbiamo fatto, dello sfruttamento delle risorse economiche che stiamo ancora facendo, dell&#8217;inquinamento e l&#8217;uso sconsiderato dell&#8217;energia che stiamo facendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profughi lo sono stati i nostri nonni e se sono stati trattati male, se hanno faticato, se sono morti in tanti oggi possiamo impedire che questo accada di nuovo.</p>
<p id="wpar-pubdate" class="wpar-pubdate wpar-pubdate-container"><span class="wpar-label">Articolo pubblicato in origine il </span><span class="wpar-time">20/06/2022 @ 09:07</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>IA e Geopolitica: Oltre la mimetica, verso un nuovo equilibrio globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è stato un tempo, quasi romantico, in cui le startup di Intelligenza Artificiale si presentavano come i nuovi guardiani della moralità umana. Anthropic, nata da una costola di OpenAI proprio per divergenze sulla sicurezza, aveva fatto della &#8220;Constitutional AI&#8221; il suo vessillo. Ma la storia si muove velocemente: oggi quelle stesse aziende stanno uscendo dalla [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è stato un tempo, quasi romantico, in cui le startup di Intelligenza Artificiale si presentavano come i nuovi guardiani della moralità umana. Anthropic, nata da una costola di OpenAI proprio per divergenze sulla sicurezza, aveva fatto della &#8220;Constitutional AI&#8221; il suo vessillo. Ma la storia si muove velocemente: oggi quelle stesse aziende stanno uscendo dalla fase adolescenziale per entrare in quella della maturità strategica, dove l&#8217;etica deve confrontarsi con la realpolitik dei corridoi del Pentagono.</p>


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<h3 class="wp-block-heading">Reality Check: La mappa del nuovo fronte digitale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione tra Big Tech e Difesa non è un tradimento improvviso, ma un&#8217;evoluzione sistemica. Vediamo come si sono mosse le pedine sulla scacchiera.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>OpenAI e il pragmatismo di Sam Altman:</strong> A gennaio 2024, OpenAI ha rimosso dai termini di servizio di <strong>ChatGPT</strong> il divieto esplicito per scopi &#8220;militari e di guerra&#8221;. È stato un segnale di realismo: per guidare l&#8217;innovazione, bisogna sedersi al tavolo di chi garantisce la sicurezza nazionale.</li>



<li><strong>Google Gemini e l&#8217;infrastruttura silenziosa:</strong> Mentre gli altri discutevano di etica, Google integrava Gemini nei sistemi di difesa. Con il lancio di <em>GenAI.mil</em> a fine 2025, Mountain View ha dimostrato che l&#8217;IA non è solo un chatbot, ma la spina dorsale logistica e analitica della democrazia moderna.</li>



<li><strong>Il caso Anthropic: Dalla resistenza alla responsabilità:</strong> Anthropic ha provato a interpretare il ruolo dell&#8217;obiettore di coscienza. A febbraio 2026, il tentativo di imporre &#8220;linee rosse&#8221; invalicabili (niente sorveglianza, niente armi letali) ha portato il Pentagono a definirla un &#8220;rischio per la catena di approvvigionamento&#8221;.</li>



<li><strong>Il ritorno al dialogo:</strong> Tuttavia, a marzo 2026, Anthropic ha mostrato un&#8217;apertura costruttiva. Sotto la spinta degli investitori e della necessità di non restare isolata, l&#8217;azienda ha avviato una &#8220;revisione pragmatica&#8221;. L&#8217;idea è nobile: meglio una versione di Claude &#8220;addestrata ai valori democratici&#8221; che lasciare il campo libero a modelli privi di qualsiasi guardrail etico.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">La Migrazione degli Illusi: Il ruolo dei testimonial</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito etico non è rimasto confinato nei laboratori. Quando Anthropic si dichiarò &#8220;resistente&#8221;, assistemmo a una diaspora digitale senza precedenti. Personaggi famosi del mondo tech e guru della &#8220;digital ethics&#8221; lanciarono campagne virali al grido di: <em>&#8220;Abbandonate ChatGPT, passate a Claude&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Milioni di utenti hanno seguito questo appello, cercando un &#8220;rifugio etico&#8221;. Questa migrazione di massa ha dimostrato quanto il pubblico sia sensibile al tema, ma ha anche evidenziato un&#8217;ingenuità collettiva: l&#8217;IA non è un bene di consumo isolato dal mondo, è una tecnologia <em>dual-use</em>. Oggi quegli utenti scoprono che il confine tra civile e militare è più sfumato di quanto i post su LinkedIn facessero credere. Ma forse, proprio questa consapevolezza è il primo passo verso un uso più maturo degli strumenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il parallelo nucleare: L&#8217;equilibrio del terrore come garanzia di pace</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire dove stiamo andando, dobbiamo guardare all&#8217;atomo. Negli anni &#8217;50, il nucleare era visto come l&#8217;apocalisse imminente. Eppure, la storia ci ha consegnato un paradosso: la <strong>MAD (Mutually Assured Destruction)</strong>. Quando tutte le grandi potenze hanno ottenuto la stessa potenza distruttiva, si è creato uno stallo che ha impedito un conflitto globale per decenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;IA è il nuovo nucleare. È una risorsa strategica esistenziale: chi avrà la migliore, avrà il controllo del mondo. Ma se tutte le nazioni democratiche (e i loro competitor) raggiungeranno una parità algoritmica, potremmo assistere a un nuovo &#8220;freno&#8221; globale. Un mondo dove tutti hanno un &#8220;puntatore laser&#8221; puntato contro tutti è un mondo in cui nessuno ha interesse a premere il grilletto, perché la ritorsione automatizzata sarebbe immediata e totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio come il nucleare ci ha dato l&#8217;energia atomica — una risorsa fondamentale per il progresso civile — l&#8217;IA sviluppata per la difesa porterà innovazioni incredibili nella medicina, nella logistica civile e nella gestione delle risorse planetarie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione: Una visione propositiva</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non dobbiamo guardare a questo processo con solo pessimismo. La collaborazione tra startup etiche e apparati di difesa può portare a una guerra &#8220;più intelligente&#8221; (meno danni collaterali, più precisione) e, paradossalmente, a una pace più solida basata sulla deterrenza tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa possiamo fare noi? Smettere di cercare l&#8217;IA &#8220;buona&#8221; e iniziare a pretendere l&#8217;IA <strong>trasparente</strong>. La soluzione non è il luddismo o la fuga verso il modello &#8220;più etico&#8221; del mese, ma la partecipazione attiva alla definizione di standard internazionali. L&#8217;IA sta diventando una risorsa universale come l&#8217;elettricità o l&#8217;energia atomica: il nostro compito è assicurarci che, in questo equilibrio del terrore 2.0, l&#8217;umanità resti sempre al centro del comando.</p>
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		<title>Genocidio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Genocidio. &#8220;Il termine “genocidio” non esisteva prima del 1944. Si tratta di un termine molto specifico, che indica crimini violenti commessi contro determinati gruppi di individui con l’intento di distruggerli. I Diritti Umani, così come stabilito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazione Unite del 1948, riguardano i diritti fondamentali degli individui. Nel 1944, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Genocidio. <em>&#8220;Il termine “genocidio” non esisteva prima del 1944. Si tratta di un termine molto specifico, che indica crimini violenti commessi contro determinati gruppi di individui con l’intento di distruggerli. I Diritti Umani, così come stabilito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazione Unite del 1948, riguardano i diritti fondamentali degli individui. <br>Nel 1944, un avvocato [&#8230;], Raphael Lemkin (1900-1959), cercò di descrivere le politiche naziste di&nbsp;sterminio&nbsp;sistematico che prevedevano anche la distruzione degli Ebrei Europei. Egli coniò la parola “genocidio” unendo il prefisso geno-, dal greco razza o tribù, con il suffisso -cidio, dal latino uccidere. Nel proporre questo nuovo termine, Lemkin aveva in mente “l’insieme di azioni progettate e coordinate per la distruzione degli aspetti essenziali della vita di determinati gruppi etnici, allo scopo di annientare i gruppi stessi”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho scelto una definizione a caso. Ho scelto quella del <em>United States Holocaust Memorial Museum</em> (<a href="https://short.staipa.it/46ndr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/46ndr</a>), credo quindi possa essere tranquillamente condivisibile da ogni parte in causa. L&#8217;articolo stesso prosegue con la definizione data dalle Nazioni Unite nella Convenzione per la Prevenzione e la Repressione del Crimine di Genocidio:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l&#8217;intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:</em><br><em>(a) uccisione di membri del gruppo;</em><br><em>(b) lesioni gravi all&#8217;integrità fisica o mentale di membri del gruppo;</em><br><em>(c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;</em><br><em>(d) misure miranti a impedire nascite all&#8217;interno del gruppo;</em><br><em>(e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi sono morti circa 35.000 cittadini palestinesi (<a href="https://short.staipa.it/lkkt8">https://short.staipa.it/lkkt8</a>), feriti 78.755, in 221 (Dato aggiornato al 15 maggio 2024) significa su per giù 160 morti al giorno, 490 feriti. Gli Israeliani morti d&#8217;altra parte si contano nell&#8217;ordine delle centinaia in totale. Quindi intorno al centesimo dei morti palestinesi. </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em><em>(a) uccisione di membri del gruppo;</em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, i soldati Israeliani si filmano e pubblicano sui social i loro video mentre deridono i civili palestinesi (<a href="https://short.staipa.it/yq8fz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/yq8fz</a>), in rete è possibile trovare anche video dove gli stessi defecano sui tappetini da preghiera dei palestinesi, distruggono simboli religiosi o fanno scritte offensive in luoghi sacri. </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>(b) lesioni gravi all&#8217;integrità fisica o mentale di membri del gruppo;</em><br><em>(c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Circa la metà dei morti palestinesi sono minorenni (<a href="https://short.staipa.it/78wvi">https://short.staipa.it/78wvi</a>), ci sono video di soldati che ammazzano bambini a sangue freddo (<a href="https://short.staipa.it/if3zs">https://short.staipa.it/if3zs</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, dobbiamo discutere sul singolo cavillo legale e capire se ci sia <em>trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro</em> o meno? Se le lesioni siano sufficientemente gravi o meno? Se l&#8217;ammazzare bambini sia interpretabile o meno come <em>misure miranti a impedire nascite all&#8217;interno del gruppo </em>o se ammazzare tutti lo sia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vogliamo stare a discutere se la parola <em>Genocidio</em> si possa dire liberamente sui media o se debba essere censurata tanto da dover fare una dichiarazione ufficiale da parte di una rete nazionale? (<a href="https://short.staipa.it/bdmwy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/bdmwy</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo discutendo su stronzate mentre la gente laggiù muore, discutiamo di cavilli, guardiamo la polizia fare cariche su chi solleva la questione dell&#8217;incoerenza dell&#8217;occidente (<a href="https://short.staipa.it/5u99j" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/5u99j</a>) mentre gli stessi che mandano aiuti a Gaza vendono armi a chi la sta radendo al suolo. E chi è che vende le armi a Israele? La classifica dei maggiori esportatori di armi contiene:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Stati Uniti</li>



<li>Germania</li>



<li>Italia</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, l&#8217;Italia sta guadagnando un botto di soldi grazie al Conflitto Israelo-Palestinese (<a href="https://short.staipa.it/uwy4q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/uwy4q</a>) e ipotizzare che il terzo venditore di armi a Israele si schieri contro questo conflitto temo possa essere da ingenui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è importante saperlo. Perché può permetterci di guardare le notizie con un&#8217;ottica diversa. Di scegliere se fidarci ciecamente delle fonti governative come la RAI che ha i suoi ormai noti problemi di libertà di espressione (<a href="https://short.staipa.it/o4724">https://short.staipa.it/o4724</a> ) o provare a informarsi da fonti diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il difficile è ovviamente non cadere dall&#8217;altra parte nel complottismo o nell&#8217;<em>anti-semitismo</em>, perché non è questione di diffidare o odiare una specifica etnia, non nel caso di noi che siamo solo osservatori almeno, ma piuttosto di una certa ideologia. Sono perfettamente consapevole che la goccia che ha fatto scatenare la guerra sia stata un brutale attentato palestinese ma anche fermarsi a questo senza analizzare quello che c&#8217;è stato prima (<a href="https://short.staipa.it/dat6g">https://short.staipa.it/dat6g</a>) è estremamente limitante.<br>D&#8217;altra parte non ha senso alimentare l&#8217;odio che già c&#8217;è verso gli ebrei in genere, né cittadini delle nazioni in cui viviamo né cittadini generici di Israele stesso. Sono i <em>sionisti </em>a portare avanti l&#8217;ideologia politica della distruzione di chiunque stia sul territorio che considerano la loro terra promessa, e il <em>sionismo </em>è un movimento politico/religioso (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sionismo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Sionismo</a>), non una intera religione, non una intera etnia.</p>
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		<title>Sul conflitto Israelo-Palestinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Polemipolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto Israelo-Palestinese]]></category>
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					<description><![CDATA[Un tempo questo blog si chiamava &#8220;Staipa&#8217;s Blog &#8211; PoesiPolemiPolitica&#8221;, lo premetto per chi mi conoscesse o seguisse da poco, e invito anche a leggere la pagina Questo è un blog politico apartitico (https://short.staipa.it/politico), per chi avesse qualche dubbio. Il tema è già divisivo per partito preso, lo era ben prima di questo conflitto, ben [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un tempo questo blog si chiamava &#8220;Staipa&#8217;s Blog &#8211; PoesiPolemiPolitica&#8221;, lo premetto per chi mi conoscesse o seguisse da poco, e invito anche a leggere la pagina <a href="https://www.staipa.it/blog/questo-e-un-blog-politico/">Questo è un blog politico apartitico</a> (<a href="https://short.staipa.it/politico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/politico</a>), per chi avesse qualche dubbio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema è già divisivo per partito preso, lo era ben prima di questo conflitto, ben prima della risoluzione Onu del 1948 (<a href="https://w.wiki/8Dnr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://w.wiki/8Dnr</a>) e dell&#8217;olocausto della Seconda Guerra Mondiale, non sono uno storico, non sono un geopolitico e non ho nessuna intenzione di fare un riassunto tecnico di quanto accaduto, per questo posso rimandare a un video di GeoPop in cui il tutto viene spiegato in maniera chiara e senza troppe prese di posizione (<a href="https://youtu.be/hBImPpGnYKE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://youtu.be/hBImPpGnYKE</a>)</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe class="youtube-player" width="550" height="310" src="https://www.youtube.com/embed/hBImPpGnYKE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Geopolitix: La questione Isreaelo-Palestinese raccontata bene</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un mio obiettivo di vita è sempre quello di cercare non schierarmi a priori, e negli ultimi anni ho diminuito di molto il mio desiderio di discutere di determinati argomenti. Non perché non sia importante anzi, se posso scendo in piazza a manifestare ben più di quanto facessi un tempo, ma perché oramai internet e i <em>social </em>sono un guazzabuglio di litigi e di persone che sentono di poter dire qualunque cosa sempre e costantemente dalla parte della ragione e questo mi annoia terribilmente. Non c&#8217;è voglia di riflettere ma solo di attaccare e così il mio modo riflessivo e provocatorio di scrivere finisce per alimentare discussioni noiose e poco proficue. Lo stesso vale per voi ovviamente, se siete già annoiati di leggere questo articolo o se pensate già di sapere dove andrà a parare fatevi un favore: smettete pure di leggerlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho comunque l&#8217;impressione che in determinati casi scrivere resti utile, se non altro lo è per me. In ogni modo il discorso è annidato, arrotolato e parte degli argomenti che tratto abitualmente in articoli come <strong><a href="https://short.staipa.it/gsin5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</a></strong> (<a href="https://short.staipa.it/gsin5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/gsin5</a>). Ma c&#8217;è una ragione più importante: <strong>sta morendo un sacco di gente e degli stronzi ci lucrano per ricevere consensi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riassunto lo farò a modo mio in ogni caso, due nazioni si odiano per motivi religiosi, politici, etnici, territoriali (tanto per cambiare) e non importa a nessuno chi dei due abbia ragione perché probabilmente nessuno ha mai una ragione completa. Il meccanismo è sempre lo stesso e può agire su ognuno di noi quando si semplifica troppo qualcosa di complesso, quando si cerca una ragione e un colpevole fuori e non ci si guarda dentro. Ne ho parlato anche in <strong><a href="https://short.staipa.it/ja0z9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perché odi gli immigrati. O gli omosessuali. O le donne. O i tossici. O…</a></strong> (<a href="https://short.staipa.it/ja0z9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ja0z9</a>). Succede ovunque, in grande come in questo caso o nel piccolo dei continui stupidi scontri di &#8220;opinione&#8221; sui social. <br>In questo caso, nello specifico si promette alla più debole delle due nazioni un&#8217;autonomia e non si fa nulla per portarla avanti perché gli interessi economici e culturali sono legati all&#8217;altra. La più debole decide di farsi sentire per smuovere la situazione, lo fa nel peggiore dei modi, con un atto terroristico assolutamente inaccettabile e vile, sì. Ma davvero così incomprensibile? La risposta dall&#8217;altra è uno schieramento di potenza mostruoso e l&#8217;inizio di un genocidio di massa in cui sono coinvolti indistintamente adulti, uomini, donne e bambini, azioni altrettanto terroristiche, inaccettabili e vili. (<strong>Guterres, a Gaza numero bimbi morti supera qualunque guerra </strong><a href="https://short.staipa.it/l5poi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/l5poi</a>).<br>Non credo che nessuno sano di mente riterrebbe nessuno dei due atti come non terroristico, non inaccettabile e non vile. Non importano quali siano le motivazioni e quanto queste possano essere comprensibili. Le azioni che ne conseguono non sono accettabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è questione di tifoseria, eppure tutti si stanno schierando. Indipendentemente dall&#8217;azione fatta dall&#8217;una o dall&#8217;altra parte si stanno schierando o perché una religione è meno peggio dell&#8217;altra, o perché con una nazione ci sono interessi economici e con l&#8217;altra meno, o perché una delle due nazioni è più filoccidentale e l&#8217;altra più filorientale. Gi stati stessi si stanno schierando decidendo per i loro cittadini, ma si stanno schierando con o contro altri governi, non pensando ai i loro cittadini, non alle persone. Quelle che stanno venendo ammazzate, trucidate, uccise e che non hanno scelto questa guerra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sa, siamo in una società in cui <a href="https://short.staipa.it/sdktc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il bullismo viene spacciato come valore</a> (<a href="https://short.staipa.it/sdktc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/sdktc</a>), in cui la gestione passiva del bullo è oramai interiorizzata (<a href="https://short.staipa.it/4bdv2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/4bdv2</a>): o ci si schiera con il più forte o si resta a guardare, rendendo il bullo più potente, dandogli un tifo e un pubblico, dando valore alle sue atrocità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo è importante parlare, urlare, manifestare una visione quando questa non è allineata con chi prende le decisioni, ma c&#8217;è modo e modo di manifestare e c&#8217;è una forma di coerenza che non è quella di chi fino a pochi mesi fa dava del <em>pacifinto</em> ai <em>pacifisti</em> e ora predica una pace. UNA pace, non LA pace. In entrambi i casi difendendo il più forte ovviamente, sia quando si trattava di dare del <em>pacifinto</em> sia quando ora si dichiara <em>pacifista</em>. Ci vuole uno sguardo più ampio e privo di assoluzioni, quelle le dà la religione: sia le assoluzioni che le scuse per combattersi. Vanno guardate le persone, gli assassini, le vittime, le popolazioni soverchiate e le nazioni potenti. Non è con l&#8217;eccesso di legittima difesa, con io tengo in casa un fucile e se qualcuno entra lo ammazzo che si risolvono le cose. Chi entra è colpevole, -se non sono stato io in precedenza a spingere verso quella situazione- ma questo non assolve le mie colpe quando colgo l&#8217;occasione per sfogare i miei istinti ammazzando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Hamas fosse la mafia, non sarebbe comunque distruggendo la Sicilia, abbattendo tutti i suoi ospedali, bombardando ogni casa che si sospetta contenere un mafioso, ammazzando tutti i siciliani che si combatterebbe la mafia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contro questo voglio protestare, e su questo ogni cittadino dovrebbe riflettere: quanto è giusto che la propria casa, la propria famiglia, la propria vita vengano distrutte da una bomba quando non si è fatto personalmente nulla per provocare quella reazione?<br>Questa domanda dovrebbe essere indipendente dalla religione, dall&#8217;appartenenza etnica, dalla posizione politica, altrimenti stiamo disumanizzando una fetta di umanità al pari di chi considerava altre etnie come esseri inferiori e accettando lo stesso genere di barbarie che ci orripila quando pensiamo allo schiavismo, al 1945 o al Massacro di Srebrenica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo guardando il bullo che invece di offendere, o rubare la merendina ammazza migliaia di persone innocenti perché pochi del loro gruppo hanno fatto qualcosa di deprecabile e ingiustificabile, ma pur sempre non quelli che stanno subendo ora il massacro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, nonostante i secoli, il progresso e la storia restiamo pur sempre gli stessi umani.<br><a href="https://short.staipa.it/uadcm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Restiamo umani”? Ma anche no.</a> (<a href="https://short.staipa.it/uadcm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/uadcm</a>)<a href="https://short.staipa.it/uadcm" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><br></a></p>
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		<title>Le nuotatrici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 16:05:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tendo a recensire molti libri, ma raramente recensisco un film. Non è un caso, non sono un grande cinefilo e sono pochi i film che mi colpiscono in un modo che mi spinga a parlarne su questa piattaforma, soprattutto tra i film recenti. Non è tra questi Le Nuotatrici diretto da Sally El Hosaini e presentato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tendo a recensire molti libri, ma raramente recensisco un film. Non è un caso, non sono un grande cinefilo e sono pochi i film che mi colpiscono in un modo che mi spinga a parlarne su questa piattaforma, soprattutto tra i film recenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è tra questi <em><strong>Le Nuotatrici</strong></em> diretto da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sally_El_Hosaini">Sally El Hosaini</a> e presentato in anteprima mondiale al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Toronto_International_Film_Festival">Toronto International Film Festival</a> del 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ha colpito perché racconta di una storia vera, quella di Yusra e Sara Mardini, due sorelle Siriane che allo scoppio della guerra nel loro paese hanno scelto di tentare di raggiungere l&#8217;Europa. La storia è raccontata anche nel libro &#8220;Butterfly&#8221;, di Yusra Mardini</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="536" height="813" data-attachment-id="10528" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/le-nuotatrici/image-4-9/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?fit=536%2C813&amp;ssl=1" data-orig-size="536,813" data-comments-opened="1" data-image-title="image-4" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?fit=536%2C813&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=536%2C813&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-10528" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?w=536&amp;ssl=1 536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=198%2C300&amp;ssl=1 198w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=316%2C480&amp;ssl=1 316w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=66%2C100&amp;ssl=1 66w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=16%2C24&amp;ssl=1 16w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=24%2C36&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=32%2C48&amp;ssl=1 32w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Vederlo consapevoli che è una storia vera è un pugno nello stomaco, perché nonostante sia la storia di due ragazze, essenzialmente fortunate, mostra la difficoltà di un viaggio che migliaia di persone percorrono quotidianamente per tentare di sopravvivere a guerre, persecuzioni, clima. Quelle persone spesso muoiono affogate e dimenticate in mezzo al mare, o incastrate in qualche campo profughi, o morte di stenti camminando a piedi e che molti dei nostri politici e dei loro votanti si ostinano a respingere incuranti delle loro vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mostra soprattutto un&#8217;altra cosa interessante: mostra perché non è necessario essere poveri per dover intraprendere quel viaggio. Perché Yusra e Sara non sono povere, non scappano per raggiungere un luogo dove vivere a sbafo degli europei, semplicemente non hanno altra soluzione se non fare quel viaggio nella speranza di salvare la propria famiglia o restare a rischiare di morire sotto le bombe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre però è un film che insegnerà a chi già sa e che non verrà guardato da chi avrebbe bisogno di avere schiaffato in faccia un mondo in cui non crede, un mondo fatto di persone più sfortunate di noi che per puro caso sono nate in un paese con drammi che noi non possiamo neppure immaginare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Sull&#8217;Ucraina, sui poteri forti, sui grandi progetti occulti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 11:17:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualche settimana fa avevo ricominciato a scrivere articoli, ho alcuni &#8220;titoli&#8221; già pronti da riempire e un po&#8217; di materiale. La verità però è che non ho troppa voglia di scrivere. Tornerò nelle prossime settimane con un po&#8217; di materiale. Ho dato un nuovo stop inizialmente per problemi personali e ora perché la situazione mondiale [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Qualche settimana fa avevo ricominciato a scrivere articoli, ho alcuni &#8220;titoli&#8221; già pronti da riempire e un po&#8217; di materiale. La verità però è che non ho troppa voglia di scrivere. Tornerò nelle prossime settimane con un po&#8217; di materiale. Ho dato un nuovo stop inizialmente per problemi personali e ora perché la situazione mondiale mi crea qualche difficoltà di concentrazione.<br />C&#8217;è qualcosa però che ci tengo a scrivere, e che va scritto ora, non tra una settimana o tra un mese. O forse che andava scritto già qualche giorno fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come è stato sul Covid anche sulla guerra in Ucraina stanno girando una quantità di Fake News disarmante, anche e soprattutto perché parte della guerra è propaganda. La guerra, dall&#8217;una e dall&#8217;altra parte, al netto dei morti e delle distruzioni è propaganda. Chi attacca deve giustificare le proprie scelte con una narrativa che renda eroico e necessario l&#8217;intervento, chi si difende deve alzare il morale dei cittadini e dei militari. Senza propaganda la guerra non esisterebbe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre la scelta giusta è quella di affidarsi a fonti credibili, che abbiano avuto sempre o quasi un certo livello di affidabilità. Questo significa, zero gruppi Facebook (a meno ovviamente di alcuni limitati che per motivi intrinsechi si occupavano già di Ucraina o di argomenti affini), zero messaggini sul telefono, e puntare tutto su testate giornalistiche di livello. Non sono io a farvi l&#8217;elenco di quali testate, ma <em>news guard</em> (<a href="https://www.newsguardtech.com/">www.newsguardtech.com</a>) che si occupa di questo e fa una classifica dell&#8217;affidabilità annuale che per il 2021 indica come i 10 migliori siti per affidabilità</p>



<ol class="wp-block-list"><li><a href="https://www.open.online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Open.online</strong></a>, un sito che si occupa di notizie nazionali e internazionali pensato per i millennial.</li><li><a href="https://www.tpi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Tpi.it</strong></a>, un sito che pubblica notizie di carattere nazionale e internazionale, con una particolare attenzione alla politica.</li><li><a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Ilsole24ore.com</strong></a>, il sito del Sole 24 Ore, un quotidiano nazionale con sede a Milano che si occupa principalmente di economia e finanza.</li><li><a href="https://iltirreno.gelocal.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Iltirreno.gelocal.it</strong></a>, il sito del quotidiano Il Tirreno, fondato a Livorno e distribuito in Toscana.</li><li><a href="https://www.varesenews.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Varesenews.it</strong></a>, un sito di notizie per la provincia di Varese, in Lombardia.</li><li><a href="https://www.agi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Agi.it</strong></a>, il sito dell’Agenzia Giornalistica Italia, un’agenzia di stampa che pubblica notizie nazionali e internazionali.</li><li><a href="https://www.lanuovasardegna.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Lanuovasardegna.it</strong></a>, il sito del quotidiano di Sassari La Nuova Sardegna, che si occupa di notizie riguardanti la regione Sardegna.</li><li><a href="https://www.internazionale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Internazionale.it</strong></a>, il sito di Internazionale, un settimanale che pubblica articoli della stampa estera tradotti in italiano, inchieste e reportage.</li><li><a href="https://www.lifegate.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Lifegate.it</strong></a>, un sito che pubblica notizie e informazioni e promuove ambiente e sostenibilità.</li><li><a href="https://www.blastingnews.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Blastingnews.com</strong></a>, un sito che pubblica articoli e video di notizie di politica, economia, gossip, tv, cultura e sport, prodotte da oltre 100 collaboratori.</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">e i 10 peggiori siti per spargimento di disinformazione </p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Ilprimatonazionale</strong>, il sito del Primato Nazionale, una rivista mensile collegata al movimento neofascista CasaPound che pubblica frequentemente contenuti falsi e fuorvianti.</li><li><strong>Byoblu</strong>, il video blog di Claudio Messora, che ha pubblicato informazioni false e non comprovate su temi legati alla salute, inclusa la pandemia di coronavirus del 2020.</li><li><strong>Databaseitalia</strong>, un sito di notizie che ha pubblicato contenuti falsi sulla pandemia di coronavirus del 2020 e su altri argomenti. Il sito pubblica anche teorie del complotto di QAnon.</li><li><strong>Lantidiplomatico</strong>, un sito di estrema sinistra che si occupa di notizie internazionali e spesso pubblica contenuti falsi.</li><li><strong>Scenarieconomici</strong>, un sito con un orientamento di destra che ha pubblicato notizie false e fuorvianti e che non rivela la sua proprietà da parte di un membro del Parlamento europeo.</li><li><strong>Oltre</strong>, un sito conservatore che si occupa di politica, scienza e salute, e che ha pubblicato informazioni false e fuorvianti su immigrazione, la pandemia di COVID-19 e i vaccini.</li><li><strong>Imolaoggi</strong>, un sito d’informazione con posizioni politiche di destra che pubblica contenuti falsi e fuorvianti a sostegno delle proprie posizioni nazionaliste e anti-immigrazione.</li><li><strong>Mag24</strong>, un sito di notizie gestito in modo anonimo, che ha ripetutamente pubblicato informazioni false sulla pandemia di COVID-19 e i relativi vaccini, e su altri temi.</li><li><strong>Eventiavversinews</strong>, un sito gestito in modo anonimo che si oppone ai vaccini contro il COVID-19 e pubblica informazioni false e fuorvianti sulla loro sicurezza ed efficacia.</li><li><strong>Voxnews</strong>, un sito italiano che pubblica regolarmente informazioni false a sostegno della sua agenda anti-immigrazione. Il sito ha pubblicato anche disinformazione sul vaccino per il COVID-19 e sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Qui i criteri di valutazione: <a href="https://web.archive.org/web/20230406045324/https://www.newsguardtech.com/it/special-reports/special-report-un-bilancio-del-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/n1ips</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è neppure questo quello che volevo scrivere oggi. Quello che volevo scrivere è di fare sempre uso del <em>rasoio di Occam</em> (<a href="https://short.staipa.it/occam" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/occam</a>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>è futile fare con più mezzi ciò che si può fare con meno</strong></p><cite>Guglielmo di Occam</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Pensare sempre che dietro ci sia un piano occulto che vuole azzerare l&#8217;economia, piuttosto che provocare volontariamente una crisi mondiale, piuttosto che dimezzare la popolazione, piuttosto che [metti il complotto che vuoi tu] serve solo a semplificarci la vita. A farci accettare l&#8217;inaccettabile, il caso, l&#8217;assenza di raziocinio negli eventi.<br />È più facile vedere un ordine nel mondo credendo all&#8217;esistenza di un complotto occulto.<br />È un bias cognitivo comune ma la realtà è che il caso esiste, l&#8217;irrazionalità esiste, e l&#8217;uomo non è quell&#8217;essere intelligente e buono che vorrebbe essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono guerre iniziate unilateralmente da pazzi senza scrupoli, esistono virus che per caso attaccano l&#8217;uomo da un animale, esistono terremoti casuali, esistono incidenti, esistono infinite cose che non hanno un motivo e per quanto sia difficile da accettare è la realtà. Esistono anche i complotti, sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">David Robert Grimes, fisico di Oxford ha fatto un&#8217;analisi proprio di complotti stimando le probabilità di durata in base al numero di persone coinvolte. Ne ha pure ricavato una formula, il teorema di Grimes.<br />La probabilità che un complotto resti segreto, secondo questo teorema ma anche intuitivamente, è inversamente proporzionale al numero dei congiurati e alla durata.<br /></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gedistatic.it/content/gedi/img/huffingtonpost/2016/01/27/111934718-650b77df-f902-40be-b4f3-6ce033db03a5.jpeg?ssl=1" alt=""/><figcaption>Probabilità di fallimento di un complotto in base agli anni di durata</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ha inoltre definito quale sia il numero di persone che possono fare parte del complotto affinché questo possa rimanere segreto per un tempo sufficiente. Secondo i suoi calcoli per far durare un complotto 5 anni, possono partecipare un massimo di 2521 persone, mentre se per complotti più lunghi come i 50 che ci vorrebbero se lo sbarco sulla Luna fosse un falso si potrebbero coinvolgere massimo 251 persone.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gedistatic.it/content/gedi/img/huffingtonpost/2016/01/27/111934928-7b0e05b6-4410-433c-bc1c-850fa7b7ef08.jpeg?ssl=1" alt=""/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, ragionamenti alla mano, è più credibile l&#8217;assenza di un complotto che la presenza di un complotto globale che dovrebbe coinvolgere migliaia di banchieri, governanti, aziende</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>è futile fare con più mezzi ciò che si può fare con meno</strong></p><cite>Guglielmo di Occam</cite></blockquote>
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		<title>Chi lotta contro i diritti dell&#8217;uomo e chi lotta per i diritti del pesce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 15:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Lo so. Alla domanda &#8220;<i>In che mondo vivranno i nostri figli?</i>&#8221; rispondo sempre &#8220;<i>Nello stesso in cui viviamo noi e in cui hanno vissuto i nostri genitori e i genitori dei nostri genitori e così via</i>&#8220;. Il mondo alla fine è sempre la stessa declinazione di bellezze e brutture. L&#8217;uomo si crede migliore di chi è venuto prima (e di chi verrà dopo) e ogni volta si meraviglia nello scoprire di essere invece peggiore. Di fatto cambiano le situazioni ma non i meccanismi di base. Cambiano i tempi ma non l&#8217;uomo.<br>Una domanda più pertinente per me sarebbe: &#8220;<i>Ma in che mondo stiamo vivendo noi?</i>&#8220;.<br>In questi giorni mi sono trovato ad affrontare un paradosso che come direbbe una mia cara amica, &#8220;<i>non mi ci sta in testa</i>&#8220;. Non trovo una definizione migliore. In poche ore mi sono trovato a leggere articoli di un gruppo parlamentare che lotta per diminuire i diritti dei cittadini (<a href="https://www.provitaefamiglia.it/blog/vita-famiglia-e-liberta-al-via-lintergruppo-parlamentare">https://goo.gl/L7PbCY</a>) e di una <i>attivista vegana</i> che lotta per i diritti dei pesci (<a href="https://www.vegolosi.it/news/la-cena-allacquario-di-genova-mangiando-pesce-davanti-ai-pesci/">https://goo.gl/Fqephw</a>) lamentandosi del fatto che all&#8217;acquario di Genova ci si mangi davanti. Come se un pesce riuscisse a distinguere cos&#8217;hai nel piatto. Come se la differenza tra un uomo e una mucca, entrambi mammiferi, fosse maggiore di quella tra uno delfino e un totano che sono rispettivamente un mammifero cetaceo e un cefalopode.<br>Siamo davvero in un mondo in cui nonostante la crisi economica, nonostante le guerre continue, nonostante esseri umani muoiano quotidianamente nella ricerca della libertà qualcuno si occupa di togliere altre libertà o di lamentarsi perché un delfino, che mangia pesce per definizione, potrebbe offendersi perché ti vede un totano nel piatto. Mi immagino già il totano che fa il tifo quando ti vede nel piatto un tonno o una ricciola, suoi principali predatori.<br>Qualcuno vuole decidere come finire la propria vita e ottiene la possibilità di farlo. Che male ti fa se tu non vuoi avere questa libertà? Qualcuno vuole riconosciuti i diritti di poter ereditare, avere informazioni mediche, condividere degli averi, costruire qualcosa con chi ama indipendentemente dal sesso e riesce ad ottenerlo. Che male ti fa se tu non vuoi farlo?</p>



<span id="more-5765"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra che ognuno si senta in potere di scegliere di che cosa gli altri abbiano diritto, cosa sia giusto e cosa sia sbagliato per gli altri. L&#8217;<i>etero</i> di turno che dall&#8217;alto della propria conoscenza del mondo può sentenziare sulla vita del&nbsp;<i>ricchione</i> di turno. Il <i>benestante dalla vita perfetta</i> che dal suo divano sente di poter decidere per le scelte della <i>ragazza violentata in un vicolo</i>. Il <i>giovane&nbsp;bigotto</i>&nbsp;che si sente di poter decidere per <i>l&#8217;anziano malato ad un passo dalla morte</i>.&nbsp;<br>Nel frattempo in&nbsp;Aceh, Afghanistan, Algeria, Burundi, Colombia, Congo, Costa d&#8217;Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Filippine, Yemen, Israele, Palestina, Libia, Kashmir, Kurdistan, Nepal, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Siria, Somalia, Sudan, Uganda, Ucraina (Dati purtroppo aggiornati al 2016<br><a href="https://contropiano.org/documenti/2017/01/06/la-guerra-mondiale-corso-coinvolti-47-paesi-087675">https://goo.gl/u4F3hC</a> ) ci sono persone che muoiono per fame, bombe, diritti negati.&nbsp;<br><br><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="5768" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/guerre-nel-mondo/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?fit=1357%2C628&amp;ssl=1" data-orig-size="1357,628" data-comments-opened="1" data-image-title="Guerre nel mondo 2006" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?fit=1024%2C474&amp;ssl=1" class="wp-image-5768" style="width: 554px;" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?h=256&#038;ssl=1" alt=""  scale="0" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?w=1357&amp;ssl=1 1357w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=300%2C139&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=1024%2C474&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=768%2C355&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=640%2C296&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=100%2C46&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=24%2C11&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=36%2C17&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=48%2C22&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br>Altro che&nbsp;<i>Repubblica fondata sul lavoro</i>,&nbsp;<i>diritto al lavoro</i>,&nbsp;<i>diritto all&#8217;autodeterminazione</i>. Loro non hanno diritto a mangiare, a bere, a respirare, a passeggiare, a ridere. Non hanno diritto a vivere. Non sono tonni che guardano umani mangiare totani. Non sono uomini frustrati e insoddisfatti che invidiano la libertà e l&#8217;apertura mentale di altri uomini.<br>E ciò nonostante, quando qualcuno proveniente di questi paesi arriva a chiederci aiuto siamo capaci di rifiutarlo, perché abbiamo paura che ci rubino il nostro di diritto al lavoro, il nostro diritto a sentirci migliori, i nostri diritti. Abbiamo paura che ci tolgano il diritto di stare a pensare quali diritti togliere agli <i>altri di noi</i>. Abbiamo paura che ci sveglino e ci facciano capire quanto sia stupido perdere tempo su queste cose. Abbiamo paura di accorgerci che stiamo a pensare a&nbsp;<i>froci</i>,&nbsp;<i>negri</i>, <i>peccatori che vogliono morire</i>,<i> assassine di feti</i>,&nbsp;solo perché non vogliamo guardare dentro di noi e renderci conto che siamo uguali alle persone che odiamo, siamo uguali a ciò che ci schifa. Siamo uguali.<br>Semplicemente siamo uguali a loro, a chi ci ha preceduto, a chi ci succederà. Siamo uguali ai nostri figli e ai nostri nonni. Siamo uguali a chi diceva <i>Heil Hitler</i>, siamo uguali ai&nbsp;<i>servi della gleba&nbsp;</i>e ai&nbsp;<i>patrizi</i>. Siamo uguali ai seguaci di&nbsp;<i>Malcom X</i> o di <i>Ghandi</i>. Siamo uguali ai <i>cavalieri medievali</i> e ai poveracci che al tempo prendevano la sifilide nei bordelli. Siamo uguali ai grandi viaggiatori eroici come&nbsp;<i>Cristoforo Colombo</i> che arrivò in America e agli europei che spazzarono via le popolazioni autoctone. Siamo uguali a <i>Neil Armstrong</i> che mise il primo piede sulla Luna e ai complottisti convinti che sulla Luna non ci siamo mai stati. Siamo uguali a <i>chi attraversa il Mediterraneo su un gommone</i> e a <i>chi vive sui monti e non ha mai visto il mare</i>. Siamo uguali a chi <i>prega ogni giorno il suo Dio</i> e a <i>chi violenta bambini nascondendosi dietro un ruolo</i>. Siamo uguali a <i>chi prega un dio diverso dal nostro</i> e a <i>chi crede che non esista nulla oltre la morte</i>. Siamo uguali a <i>un qualunque ladro o assassino</i> e siamo uguali alla <i>maestra delle elementari</i>.<br>Basterebbe capire questo. Capire che i miei diritti sono i tuoi. Che toglierne a te equivale a toglierne a me, o ai miei figli.&nbsp;<br>Basterebbe capire questo per rendersi conto di quanto siamo stupidi.<br>Ma non lo faremo, proprio come i nostri genitori, e i loro prima, e i loro prima ancora. E non lo faranno i nostri figli, e i figli dei nostri figli perché in sostanza la questione è sempre e solo che siamo tutti uguali.<br>Il paradosso sta tutto qui. Non nei totani e i delfini. Non nel sentirsi in diritto di togliere diritti.<br>Il paradosso sta nell&#8217;essere tutti uguali da 200.000 anni e non essere in grado di capirlo.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Immagine in evidenza:&nbsp;<i>Uguaglianza davanti alla morte Bouguereau &#8211; égalité devant la mort</i>&nbsp;di William-Adolphe Bouguereau (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uguaglianza_davanti_alla_morte">https://goo.gl/K4qrdz</a>)</p>
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		<title>Di me in me, ossia la storia di chi potevamo nascere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 19:47:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci ho riflettuto molto in questi anni, ogni volta che mi è successo, o che non mi è successo. Ho fatto ricerche, mi sono documentato: schizofrenia hanno detto.           Non lo è, per il semplice fatto che è reale, che ricordo dettagli che non potrei ricordare se fosse immaginazione. Dicono che negli anni mi si sia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci ho riflettuto molto in questi anni, ogni volta che mi è successo, o che non mi è successo. Ho fatto ricerche, mi sono documentato: schizofrenia hanno detto.           <br>Non lo è, per il semplice fatto che è reale, che ricordo dettagli che non potrei ricordare se fosse immaginazione. Dicono che negli anni mi si sia strutturata nella testa tutta una quantità di cose che non ho affrontato e che questo abbia costruito dei ricordi che si possono assimilare a ricordi reali ma che non lo sono, come sogni. <br>Io non ricordo il dolore nei sogni.          <br>Non mi sono mai svegliato dai sogni provando sulla pelle o nelle ossa il ricordo fisico del dolore. Ovvio, dicono che mi sia addormentato in una posizione che mi ha causato dello spasmo, ci sono infinite giustificazioni ma non sono sufficienti. Non lo sono mai del tutto, anche perché non si tratta di sogni: attraverso il confine e vivo l’altra parte, e accade da dopo la prima volta in cui sono morto.<br>Le obbiezioni quando dico queste cose sono sempre le stesse. Dicono che tutti muoiono ma che si muore una volta sola. Io non lo so, e non lo sanno neanche loro perché non sono mai morti per la prima volta.       <br>La chiamo la prima non perché ce ne siano state altre, so che dovrò morire ancora. Come tutti. Ma credo di dover morire ancora due volte. Una di qui e una di là, perché non è un sogno, non più di quanto io stesso sia un sogno proveniente dal di là del confine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ero un ragazzino la prima volta che sono morto, avevo sette anni, due mesi e tre giorni. Un ragazzino normale come tanti. Fino a quel momento avevo avuto una normalissima vita.     <br>Una, normalissima vita.    <br>Avevo appena terminato la seconda media, era il 19 di giugno. All’epoca portavo i capelli a caschetto in stile tazza che andavano di moda negli anni novanta, portavo quasi sempre una tuta di felpa grigia e uno zainetto pieno dei miei tesori, un piccolissimo coltellino trovato per terra, una lente di ingrandimento, una fionda che mio padre aveva piegato su un tondino di ferro e a cui aveva fissato la camera d’aria di una bicicletta, del nastro isolante, un paio di sassi dalla forma strana. Quel giorno avevo appena litigato con Giulia, la mia fidanzatina. Pensavo che il mondo sarebbe crollato perché anche se litigavamo un giorno sì e uno no, nel giorno sì per me tutto si oscurava.  <br>Quello era un giorno sì.    <br>Credo fosse l’emulazione dei nostri genitori a farci vivere in quel modo, i suoi li avrei visti divorziare pochi anni dopo se fossi rimasto vivo, e in effetti li vidi nonostante fossi morto quel giorno. Lo so, non è facile da comprendere ma quel giorno scappai fuori dalla ringhiera del condominio, c’era un albero che sapevo mi avrebbe permesso di arrivare abbastanza alto da salire in piedi sulla scatola di cemento dei contatori elettrici, non era in vista dalla finestra da cui mamma controllava il mondo come il faro di un carcere e con un po’ di fortuna sarei riuscito a scendere dall’altro lato poggiando i piedi sul cofano di un’auto. Fu così. Lo ricordo perfettamente perché i ricordi prima della morte restano vividi nella testa come ad averli vissuti a rallentatore, e perché è l’ultimo ricordo di un me stesso unito e apparentemente indivisibile come ognuno si aspetta di essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte mi ritrovo a pensare al fatto che tutto questo mondo è fatto di infiniti centri dove ogni essere umano percepisce la vista, lo spazio, il tatto, gli odori, i suoni in un suo modo unico e con l’impressione di esserne al centro. Mi soffermo a pensare che io sono una comparsa per uno sconosciuto che passeggia nel mio campo visivo, che potrebbe non avermi visto e potrei non esistere per lui. Ma questa è una sensazione che tutti provano, quello che fatico ad esprimere è l’essere due. Non due menti in una testa ma due corpi in mezza mente. Ero appena sceso sul cofano di quell’auto e dal cofano sull’asfalto, c’era una piccola rosa quasi viola a spuntare dal muretto, piccola e solitaria. Il mio ultimo ricordo.<br>Il mio primo ricordo.         <br>Da quell’istante non sono più stato uno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In genere mi capita quando sono stanco, credo
sia capitato a chiunque quello che io chiamo rimbalzare nel sonno. In ufficio,
o quando stai leggendo un libro o guardando un film la mente si estranea per
qualche secondo e non stai più seguendo quello che stavi facendo, le palpebre
si abbassano quasi impercettibilmente. la testa spesso si abbassa un po’ e il
movimento risveglia l’apparato vestibolare dando quella minuscola carica
adrenalinica che costringe le palpebre a spalancarsi e il collo a irrigidirsi
riportando in posizione la testa, dopo qualche minuto il processo riprende con
le palpebre che si abbassano, la testa, l’apparato vestibolare, la carica
adrenalinica, le palpebre a spalancarsi, la testa a rialzarsi e ancora fino a
scegliere di bersi un caffè, un grande bicchiere di acqua, lavarsi la faccia,
andare a letto o qualsiasi scelta si possa fare per uscire dal ciclo, per
smettere di rimbalzare. Quello è un luogo, o un tempo, di sottilità. Dove lo
spazio e il tempo sono sottili tanto da sfiorare altri mondi, e non intendo tra
il mondo reale e quello onirico anche se forse è proprio questo il concetto.
Una sottilità tra più spazi e più tempi. Non ho ancora imparato ad
attraversarla consapevolmente per quanto ci abbia provato negli anni, ma so che
è possibile. La parte difficile è riprendere il controllo senza svegliare il
corpo di qua, senza che l’apparato vestibolare ti costringa a ritirare la mano
con cui hai attraversato la superficie che come un lago verticale divide un
mondo da un altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella piccola rosa era davanti a me e da quel
momento, dal momento immediatamente successivo per essere precisi, ho due
ricordi perfetti e precisi. Nel primo, quello che non mi porta qui, sorridevo
pensando che al mio ritorno avrei dovuto coglierla e portarla a Giulia ero
pervaso da un improvviso stato di benessere consapevole che tutto sarebbe
andato nel migliore dei modi, è così la mente dei bambini. Un istante piangi
come se tutto l’universo ti fosse contro e l’istante dopo il mondo sorride e
non ricordi neppure perché la rabbia ti aveva fatto fuggire. Mi voltai e feci
tre passi oltre il muso dell’auto parcheggiata, al quarto divenne tutto buio.
Ricordo il tempo rallentare e riesco ancora a guardare tutto come in un film
con il grandangolo. Se guardo in alto vedo il cielo azzurro e due nuvole
bianche, più in basso invece la vista si offusca da sinistra a destra con un
oggetto che lentamente invade la vista, uno scatto improvviso che spegne tutto
il lato sinistro dello schermo ed infine vedo spegnersi anche il lato destro.
Se guardo più in basso vedo il mio corpo contorcersi a partire dall’anca che
ruota disarticolandosi dalle spalle e si alza verso destra mentre la testa
rimane immobile. Il tutto poi venire poi sostituito da una superficie bianca
azzurra lucida, ma l’azzurro potrebbe essere il riflesso del cielo. Ho tutto il
tempo di chiedermelo ma non riesco a decidere comunque. Poi tutto si spegne e
diventa nero. Pochi istanti prima mi ricordo a guardare quella piccola
rosellina e pensare che avrei potuto portarla a Giulia, sicuramente ero in
tempo per riparare il danno e vedere le lentiggini sulle sue guance muoversi
sul suo sorrisone, ero pervaso da un improvviso stato di benessere consapevole
che tutto sarebbe andato nel migliore dei modi, è così la mente dei bambini. Un
istante piangi come se tutto l’universo ti fosse contro e l’istante dopo
sorridi consapevole che il mondo è buono e ti proteggerà sempre. La colsi e
tornai senza pensare verso il cancelletto di casa. Sapevo che mia madre mi
avrebbe scoperto e sgridato ma non c’era un modo sicuro di rientrare oltre la
ringhiera e poi dovevo tornare da Giulia con il mio trofeo il prima possibile.
Non avevo un’avventura da eroe da raccontarle per il coraggio di recuperare per
lei un fiore da fuori del regno della regina cattiva?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando torno a pensare a questi due ricordi e
ai successivi non li so distinguere. Ho la certezza di essermi risvegliato in
un altro mondo dopo l’incidente, un mondo di mortali e non un paradiso o un
inferno per quanto un bimbo innocente possa finirci. All’inizio non ricordavo
di essere morto, né di Giulia o della rosa, non ricordavo nulla. Mi ero
svegliato come da un sogno in un letto. Ricordo come mi facessero prurito le
gambe e di come dei lacci mi impedissero di muovere le braccia per grattarmi.
Credevo di essere in un incubo ma il dolore che sentivo al piede era troppo
reale per essere finzione. Quando arrivò l’infermiera mi resi conto dal suo
sguardo, e dai suoi vestiti, che qualcosa non andava. “Piccolo, come stai?
Abbiamo dovuto legarti ma non temere” disse. Indossava un vestito verde con
molte macchie scure e il suo sguardo era triste. Riuscii a stento a guardarmi
attorno e vidi che in questo ospedale non c’erano pareti ma altri letti con
bambini, adulti, moltissimi letti e pochissimi infermieri. “Ti va se ti libero
la mano?” disse. “Sì”, risposi. “Però…” sospirò “non riesco a dirglielo”
mormorò tra sé e sé.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi sembra un ricordo meno vivo di quello
in cui mia madre urlava dalla finestra “Cosa ci fai fuori? Adesso vengo giù e
te ne buschi un paio di quelli giusti” e scendeva con la furia di un caccia
bombardiere a colpirmi con due missili di mano pesanti come macigni. Li presi
stoicamente stringendo forte il gambo della rosa dietro la schiena. “Cosa ci
facevi là fuori?! Non azzardarti mai più a farlo! Adesso subito su in castigo!”
questo non l’avevo previsto. E Giulia? E la rosa? Quando mi capita di
rimbalzare sul sonno talvolta oscillo. Oscillo tra i mondi e i ricordi e sono
il bimbo in quell’ospedale, e sono il bimbo attaccato da quel caccia
bombardiere di madre, e ho colto la rosa e non l’ho colta. Quando smetto di
rimbalzare mi alzo in piedi e per andare a sciacquarmi la faccia e so solo in
quell’istante quale di quei due bambini sono.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>
Quello in grado di alzarsi in piedi sulle proprie gambe.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo che l’infermiera mi aveva liberato la mano la prima cosa che feci fu allungarmi per togliermi quel prurito e cercare di capire perché il piede mi facesse male ma qualcosa non era come mi aspettavo. “Non ricordi, vero?” disse l’infermiera. “Cosa?” dissi io gelato nonostante il caldo torrido. “Non c’è un altro modo per dirtelo, Ahmed. Una mina. Sei finito su una mina. Come Jūl̊yā ieri, ma tu sei stato più fortunato.”        <br>“Jūl̊yā?”<br>“Sì, la tua amica, non ricordi?”   <br>Non avevo più le gambe. Le sentivo, sentivo il dolore al piede come fosse ancora lì ma il lenzuolo era inesorabilmente vuoto. Non c’era niente là sotto. Niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche da questo lato della realtà ho spesso provato dolore a quel piede dopo aver rimbalzato sul sonno, dopo aver oscillato. Mi hanno detto sia un problema di circolazione sanguigna. Sì, potrei crederci se non fossi certo che non è così. Se non ricordassi i mesi di riabilitazione, l’ospedale di Emergency, l’infermiera Sara, la dottoressa Alice, il dottor Mark. Se non ricordassi la difficoltà di crescere e diventare grande. Eppure ho due gambe, un po’ di acciacchi dovuti allo scarso sport e allo stare spesso seduto, sono un ingegnere di discreto successo e Giulia è viva anche se si è sposata da poco con quello sfigato di Andrea.<br>O forse è morta su una mina accanto a me.   <br>Ricordo anche tutta la fatica per provare a raggiungere una nazione che non fosse l’Iraq in cui ero nato. Credo di essere arrivato qui. E per qui intendo qui. Nella mia città.           <br>In realtà lo so. Perché sono qui, e sono stato picchiato, ho dormito al parco scendendo e issandomi da solo sulla sedia a rotelle che mi è stata data. Una sedia degli anni 70 pesante non so quanti kg ma abbastanza per muovermi e chiedere l’elemosina. Forse dovrei incontrarmi. Forse dovrei vedermi con me e darmi qualcosa per stare meglio, fare qualcosa. Ma in fondo non saprei come aiutarmi, e mi vergognerei di me stesso.        <br>Forse è meglio dare ragione al mondo, devo essere schizofrenico.         <br>Devo. Essere schizofrenico.</p>
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		<title>Il grigio nel mezzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 13:08:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;istanza di scarcerazione è andata a buon fine&#8221;Me lo ha detto così, me lo ha detto. Senza nessun preambolo. Si è presentato al colloquio e mi ha detto che sarei presto uscito.&#8220;Ma che cazzo dici?&#8221; risposi.&#8220;Sì, insomma verrai rilasciato a breve&#8221;&#8220;Ma perché? Non ti ho chiesto io di farlo che cazzo di avvocato sei se [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;istanza di scarcerazione è andata a buon fine&#8221;<br>Me lo ha detto così, me lo ha detto. Senza nessun preambolo. Si è presentato al colloquio e mi ha detto che sarei presto uscito.<br>&#8220;Ma che cazzo dici?&#8221; risposi.<br>&#8220;Sì, insomma verrai rilasciato a breve&#8221;<br>&#8220;Ma perché? Non ti ho chiesto io di farlo che cazzo di avvocato sei se non fai quello che dico?&#8221;<br>&#8220;Cercare di farti allungare la pena? Allo stato delle cose non sarebbe neppure possibile, e poi è ridicolo io i miei clienti li devo difendere non incastrare peggio di quello che sono, che figura ci farei? Non troverai mai un avvocato disposto a lavorare per farti peggiorare volutamente la pena!&#8221;<br>&#8220;Non è possibile&#8230; sei un folle.&#8221;<br>&#8220;Vedrai che quando respirerai l&#8217;aria di fuori mi ringrazierai&#8221;.<br>Stava sorridendo. Stava perfino sorridendo.<br>&#8220;Vedrai che quando sarò fuori finirò per farlo ancora, e forse passeranno altri anni prima che mi prendano di nuovo. O sarò costretto ad ammazzarmi e mi avrai sulla coscienza.&#8221;<br>Si alzò sempre con quella sua faccia sorridente da sberle e uscì.<br>Il fatto che stia parlandovene e che ve ne stia parlando in passato remoto dovrebbe farvi accendere delle lampadine su come sia andata a finire, almeno escludere una delle due possibilità che avevo paventato a quel folle. O almeno sul fatto che tale possibilità non sia ancora avvenuta e che nel frattempo sia scorsa dell&#8217;acqua sotto i ponti come si dice.<br>Potrei provare a spiegarvelo in un milione di modi che cosa provo quando lo faccio, me lo hanno chiesto miriadi di volte. &#8220;Perché lo fai?&#8221;,&#8221;Cosa hai provato facendolo?&#8221;, &#8220;Quello che hai fatto è terribile come hai potuto esserne in grado?&#8221;, &#8220;Come fai a fare i conti con la tua coscienza mentre fai una cosa del genere?&#8221;. Potrei cercare tutte le parole del mondo, potrei cercare tutti i giri di parole del mondo ma nessuno vi farebbe capire quello che sono. Nessuna vi farebbe capire come io viva con la coscienza completamente piena e assoluta di star facendo un abominio mentre lo faccio, che io sia perfettamente consapevole di stare sbagliando ma che contemporaneamente mi è impossibile non farlo. Non lo capireste perché è totalmente al di fuori del vostro universo di buoni e di cattivi, di morale e di giustizia, di bianchi e di neri anche quando credete di essere in grado di percepire ed accettare tutte le infinite scali di grigi. C&#8217;è sempre qualche sfumatura in più tra quelle che riuscite a vedere ed è lì che si nasconde tutto quello che non siete in grado di comprendere, è li che si nasconde quello che vi terrorizza anche quando siete certi di non avere paure. Io sto lì in mezzo. Sono quella sfumatura che non siete in grado di vedere e ne sono assorbito talmente tanto da non essere in grado di comprendere completamente a mia volta il vostro mondo che per me è così totalmente bianco o totalmente nero da essere al di fuori delle mie percezioni. I conti con la mia coscienza li faccio tutti i giorni. Ogni istante, anche mentre lo faccio. Sono consapevole di dover essere fermato. Sono consapevole di non avere nulla di quello che voi chiamate umano eppure credo di essere più umano di voi, più terreno, più in grado di capire le sfaccettature che stanno dietro proprio all&#8217;essere umano che voi rifuggite cercando di allontanarvi dalle pulsioni fisiche e mentali. Quando vi allontanate da quelle basse pulsioni sessuali che vi spingerebbero ad accoppiarvi in mezzo alla strada, quando invece di urlare in faccia a qualcuno e spaccargli la faccia declinate con cortesia, quando vorreste appropriarvi di un oggetto posseduto da qualcuno di più debole ma che vi è gerarchicamente superiore e aspettate con le orecchie abbassate che vi dia udienza, non credete di starvi allontanando dalla vostra umanità? Di starvi allontanando da ciò che la natura ha deciso sia umano?<br>Per questo tutte le mie parole non potrebbero in alcun modo farvi comprendere ciò che vivo e sono, perché rifuggite l&#8217;essere umani, non volete comprenderlo ed accettarlo perché scoprireste anche voi, infine, di essere come me.<br>Sto dicendo che sono nel giusto? Sto cercando di dare una giustificazione a quello che faccio? No. No di certo perché non vi è giustificazione alcuna. Anche nell&#8217;essere profondamente umani si può essere nel giusto o nello sbagliato.. Fare sesso in mezzo ad una strada non è giusto o sbagliato è solo parte della natura umana di prima che voi decideste di allontanarvici con la morale. Uccidere il proprio vicino di casa per futili motivi invece è sbagliato, o mangiare un bambino per il piacere di sapere che gusto ha, o uccidere milioni di persone per una guerra di potere. Ma sono azioni che stanno dentro ad esseri umani, ad alcuni esseri umani almeno, e sono azioni più umane di farsi la permanente o allenarsi per una maratona e sentirsi superiori agli altri perché se ne da la prova su un social network.<br>Questo significa che io non mi senta in colpa? No. Io probabilmente sono tra tutti voi quello che meno merita di vivere, quello che se la pena di morte fosse ancora in vigore andrebbe fatto fuori senza indugio, solo che quella maledetta parte di me che mi spinge a fare le azioni che tanto vi e mi schifano è così intelligente da riuscire a nasconderle, a renderle talmente perfette che neppure la mia confessione è una prova sufficiente davanti alla legge. Devo farlo davanti ad un giudice perché mi rinchiuda in una gabbia per sempre ma io non lo so fare a comando. Le pulsioni non funzionano a comando. Io vivo la mia vita come tutti voi, il meno umanamente possibile come tutti voi. Guardo su Netflix le stesse vostre serie, tranne i thriller, quelli mi mettono ansia e non sopporto di vedere tutto quel sangue in tv, faccio la spesa e mi cucino quattro cose nel fornetto a microonde che ho preso con i punti del supermercato, poi giro per strada e succede. Tutto lì. Il desiderio arriva improvviso come arriva un alito di vento a scompigliare i capelli, volto l&#8217;angolo ed è lì. Come la vostra irrefrenabile voglia di comprare un iPhone, o una borsetta, o una stronzata a caso. Mi faccio schifo subito appena mi raggiunge, mi terrorizzo. La cosa che mi fa più paura è la consapevolezza che so di non poter fermare me stesso. Vorrei con una mano fermare l&#8217;altra e con l&#8217;altra fermare l&#8217;una e ritrovarmi con le braccia conserte e girarmi dall&#8217;altra parte per non guardare quello che sto per fare ma alla fine lo faccio. Nel vostro concetto di bianco e di nero questo non è possibile ed io posso essere solamente cattivo, voi solamente buoni. Fare quello che faccio io è una cosa che può fare solo un cattivo, subirla o guardarla da fuori con il ditino alzato da professorino è una cosa che possono fare solo i buoni. Io non sono cattivo, certo non posso dire di essere buono, lo so perfettamente che sto per fare un abominio, so che non lo voglio fare, ne soffro ma non lo posso fermare. Non posso fermare le mie azioni. E così accade. Lo nascondo perché l&#8217;istinto di conservazione è umano, è una cosa che ho io e che avete voi. Faccio sparire le tracce. E poi torturo me stesso pugnalandomi dentro l&#8217;anima a morte ancora ed ancora e poi cerco di dimenticare. Come fate voi quando accade qualcosa di terribile. Cerco di dimenticare. Nel vostro bianco e nel vostro nero la vittima è e può essere solo chi subisce l&#8217;azione, il carnefice chi la realizza. Probabilmente su questo secondo punto siamo d&#8217;accordo, ho qualche riserva talvolta ma in linea di massima mi sembra un&#8217;affermazione accettabile. Ma sul fatto che non possa essere a sua volta vittima anche chi realizza l&#8217;azione vi sbagliate di grosso. Ce ne sono a centinaia, migliaia, milioni come me che girano, che siano &#8220;solo&#8221; dei vampiri emotivi, o delle madri che scelgono tra curare il proprio figlio e fare qualcosa di drammaticamente sbagliato, o vittime di un impulso che non hanno scelto e non riescono a controllare. Persone, umani come me ce ne è pieno il mondo. Forse lo siete voi stessi, ma è terribilmente difficile ammetterlo se non quando avete il frutto del vostro male ancora davanti o tra le braccia ancora caldo. Poi cercherete di nasconderlo. Poi di dimenticare per sentirvi un po&#8217; più bianchi e un po&#8217; meno grigi. Un po&#8217; più accettabili a voi stessi.</p>
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		<title>Silenzioso deserto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 17:37:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Osservo attorno a me. Sabbia e deserto e null&#8217;altro, e silenzio. Nessun uomo ha mai visto il deserto come lo sto vedendo io ora, nessun uomo ha mai vissuto il silenzio come lo sto vivendo io. Ed è pace eternamente immobile. Non c&#8217;è vento qui. Non c&#8217;è pioggia. Non c&#8217;è vita. Questo è il primo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Osservo attorno a me. Sabbia e deserto e null&#8217;altro, e silenzio. Nessun uomo ha mai visto il deserto come lo sto vedendo io ora, nessun uomo ha mai vissuto il silenzio come lo sto vivendo io.<br />
Ed è pace eternamente immobile. Non c&#8217;è vento qui. Non c&#8217;è pioggia. Non c&#8217;è vita.<br />
Questo è il primo momento in cui posso davvero guardarmi attorno senza l&#8217;ansia di cosa possa accadere, prima dell&#8217;ansia di cosa possa accadere. Ironico che sia anche l&#8217;ultimo momento che passerò qui. La prossima volta sarà qualcun&#8217;altro al mio posto, o forse chissà un giorno&#8230;<br />
Da qui il mondo è così piccolo, infinitesimo. Come guardare uno di quei souvenir che si comprano nelle grandi città: la Tour Eiffel in una sfera di cristallo, il Colosseo. Una sfera di cristallo da prendere e ruotare per vederci scendere la neve. Non è molto più di questo il mondo quando lo osservi da qui. Eppure l&#8217;unico souvenir che avrò sarà qualche roccia ed il ricordo indelebile, tatuato per sempre di come l&#8217;intera umanità se ne stia a litigare dentro un piccolo ricordino da viaggio.<br />
&#8220;Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.&#8221;, lo aveva detto <a href="https://it.wikiquote.org/wiki/Jurij_Gagarin">Jurij</a>.<br />
Penso a come lì, in quella piccola sfera uomini convinti di essere al centro dell&#8217;universo abbiano combattuto guerre, e siano morti, o semplicemente si siano sentiti in dovere di far sapere al mondo delle proprie avventure sentimentali, universitarie o che cosa stessero cucinando in quel momento, convinti di poter cambiare tutto, di fare la differenza.<br />
Da qui posso prendermi un istante per osservare come tutto quello sia incredibilmente ridicolo.<br />
Ora che sto per lasciare tutto questo silenzio, tutto questa sabbia su cui ho lasciato orme che rimarranno nei millenni, ora che sto per tornare laggiù su quella sfera ho un momento di paura. Non temo il viaggio, ci siamo arrivati qui, torneremo a casa, ma il contatto di nuovo col suono. Come sarà il contatto col suono? Con la frenesia della vita in quegli spazi ristretti che sono case, o uffici o palazzi?<br />
Mi chiedevo quale sarebbe stata la colonna sonora migliore qui. Ma ho capito solo venendoci che i suoni che sento, il mio respiro ed il silenzio assoluto sono una colonna sonora che nessuno mai potrebbe immaginare, rovinare, storpiare con i suoni del mondo. Fermare il respiro ed ascoltare il silenzio fa venire voglia di non respirare più per non infettare l&#8217;universo di suoni che fuori da questa tuta sarebbero comunque silenzio assoluto.<br />
Provo nostalgia di questa sabbia, di questo luogo che sto lasciando e mentre alzo il piede per salire la scaletta del Lem so che è inutile cercare di comprendere l&#8217;eterno, l&#8217;abisso. Va solamente vissuto.<br />
Va solamente vissuto.<br />
Ascoltando.</p>
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		<title>Immemori battaglie pt6: Da dove proveniva il lampo. Da dove proveniva il tutto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 10:41:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da dove proveniva il lampo? Sono sicuro di aver premuto io il grilletto, ho sentito anche il botto. Ma allora perché sono riuscito a vedere così bene il volto dell&#8217;uomo dall&#8217;altra parte, a vederne l&#8217;uniforme? Era identica alla mia. Era identica alla mia. Il buio è tornato e gli occhi abbagliati dal lampo, forse dai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da dove proveniva il lampo?<br />
Sono sicuro di aver premuto io il grilletto, ho sentito anche il botto.<br />
Ma allora perché sono riuscito a vedere così bene il volto dell&#8217;uomo dall&#8217;altra parte, a vederne l&#8217;uniforme? Era identica alla mia.<br />
Era identica alla mia.<br />
Il buio è tornato e gli occhi abbagliati dal lampo, forse dai lampi mi impedisce di guardare ancora quell&#8217;uomo ma sento il fischio di un proiettile nella mia direzione, tra pochi decimi di secondo sentirò il botto provenire dalla direzione di quell&#8217;uomo se non mi sto sbagliando e l&#8217;unico movimento che riesco a fare e quello per toccare la tasca sinistra e vedere che lì c&#8217;è ancora il nuovo feticcio che potrei non consegnare più. Che non avrei mai consegnato comunque.<br />
Poi come un tarlo nella testa sento un dolore cupo avanzare tra i pensieri, qualcosa che scardina ogni altro pensiero, inaspettato. Un ricordo, una rivelazione, una comprensione tragica e forte di cosa mi abbia portato qui e di quale fosse stata la mia missione.<br />
Si fa strada spostando ricordi, istanti, distruggendo, aprendo.<br />
Apro gli occhi.<br />
“Quindi? Hai deciso?” mi dice l&#8217;uomo di fronte a me.<br />
Mi ricorda me stesso, me stesso invecchiato. Ha perso gran parte dei capelli e le rughe gli segnano il volto. La carnagione sembra più chiara, forse ha problemi di pressione bassa?<br />
Sembra consumato e magro.<br />
&#8220;Qual&#8217;è la tua scelta definitiva?&#8221; mi dice.<br />
&#8220;Fallo&#8221; rispondo.<br />
Appoggiato sulla scrivania uno stiletto lucido e perfetto di acciaio. L&#8217;uomo con tutta calma lo raccoglie e mi gira attorno mentre resto immobile e chiudo gli occhi. Sento le sue braccia cingermi un attimo e spostarmi i capelli poi la lama mi sfiora sotto l&#8217;orecchio sinistro, la punta scorre lentamente fino al punto dove la mascella si unisce al cranio e rimane ferma un secondo mentre l&#8217;uomo cerca la giusta inclinazione. Poi quasi senza dolore sento la lama entrare nel mio collo. Dura un&#8217;istante solo come la puntura di una siringa prima che vada a recidere il midollo tra due vertebre staccando di fatto ogni sensazione del corpo.<br />
Tutto sommato è stato gentile.<br />
Apro gli occhi ed il cane è ancora lì.<br />
Dall&#8217;altra parte della rete.<br />
Abbaia e ringhia.<br />
Ringhia.<br />
Lo so che è dall&#8217;altra parte della rete e non potrà farmi male ma sono un bambino e il terrore mi sta paralizzando. Cerco la mano del nonno ma non la trovo e non riesco a fuggire.<br />
Non vedo altro attorno, non riesco neppure a voltare lo sguardo.<br />
Cerco di svegliarmi, ma mi accorgo che il dolore al ginocchio sbucciato è reale.<br />
Cerco di svegliarmi.<br />
Ma sono lì.<br />
Sono lì.</p>
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		<title>Immemori battaglie pt5: -lampo-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 23:25:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è lo sparare l&#8217;atto principe dell&#8217;azione, è solo la conseguenza. Tutto l&#8217;insieme dell&#8217;atto è soprattutto nella respirazione e nell&#8217;attesa. Un susseguirsi di momenti in cui riempi i tuoi polmoni, stabilizzi il corpo e attendi un susseguirsi di istanti che sarebbero quelli sbagliati. Dal puntare al momento in cui premerai il grilletto passano solo pochi secondi di inspirazione, attesa, stabilizzazione della mira. Poi arriva l&#8217;istante esatto, subito dopo è troppo tardi. La mano incomincerà a tremare, il peso dell&#8217;arma a pesare, il cuore accelererà pompando il sangue e non potrai fare altro che abbassare l&#8217;arma e ricominciare un nuovo ciclo.<br />
Il nemico è là, in fondo alla canna del mio fucile, allineato al mirino, poco più in basso per bilanciare la curva della traiettoria lunga. Il vento è calato in questa notte fredda e lo vedo mentre mi cerca col lo sguardo. Il colpo che ha appena sparato gli ha fatto perdere il punto, o forse non si era accorto fossimo in due quando ha ucciso il mio compagno.<br />
Passano nella mia mente infinite cose mentre inizio ad inspirare l&#8217;aria nei miei polmoni, passano i nomi degli uomini di cui ricordo il volto nella morte, passa l&#8217;impressione di essere già stato a questo punto come in un dejavu, mi sembra anche di ricordare come sia andata a finire ma il ricordo si ferma un&#8217;istante prima di arrivare alla mia mente cosciente. Non riesco a farlo.<br />
Un tempo ero stato spietato, e non mi occorreva pensare, i movimenti immediati in una successione unica erano oliati di anni di esercizio e non serviva ragionare, le mie mani non tremavano neppure sotto la più grande pressione ma questa volta sto involontariamente lasciando al nemico il tempo di armarsi di nuovo e di puntarmi. So che se vedrò un lampo avrò ancora solo il tempo di premere il grilletto prima di sentire il colpo addosso e poi il botto, e non avrei il tempo di sapere dove sia finito il mio proiettile ma so anche che non avrò una seconda possibilità.<br />
Potrei nascondermi ed aspettare che vengano a prenderci tutti.<br />
Potrei urlare e svegliare i miei e nella loro agitazione prendere quello zaino e fuggire evitando forse i loro spari alla schiena.<br />
Potrei invece essere uomo ed uccidere il cecchino prima di svegliare i miei e fare il mio lavoro.<br />
&#8220;Quindi hai deciso?&#8221; mi rimbomba nella testa la voce.<br />
Mi sento come quando hai il terrore dei cani e c&#8217;è un cane dall&#8217;altra parte della ringhiera, quando sai che non potrà farti male ma hai il desiderio forte di fuggire lo stesso, quando hai le spalle al muro e sai che ormai è tardi per fuggire e che l&#8217;unica cosa che puoi fare è affrontare quella paura. Non temo l&#8217;uomo che ho di fronte, ne la sua pallottola, ne la morte. Temo di fallire la mia missione, non quella di questi uomini, non quella per cui sono vestito in questo modo, ma la mia missione, quella per cui sono nato.<br />
Ho il ricordo fisso di avere già usato questa metafora, o forse è solo un ricordo di quando da piccolo provavo il terrore per i cani per colpa di quel bastardo che mi ha morso.<br />
Il fucile di quell&#8217;uomo è puntato verso di me ora. Ora so che non avrò un altro tentativo, ne la scelta di fuggire. Conta solo chi dei due avrà per primo le mani ferme.<br />
“Quindi? Qual’è la decisione? Il tempo non è infinito e la fuori molte pedine si stanno muovendo.” mi rimbomba nella testa la voce.<br />
Sento il cane abbaiare e qualcuno recita i nomi delle persone che ho lasciato indietro, sembra la voce del biondo, nella mia testa. Solo nella mia testa.<br />
Quanto sarà passato, tre secondi? Non è ancora il momento, non lo è ancora, la mano trema sotto il peso del feticcio, la mano trema come a sostenere un peso che va al di là di quello di questo fucile, la mano trema. Non è ancora il momento.<br />
&#8220;Quindi? Hai deciso?&#8221; ancora nomi, credevo fossero meno, credevo di aver lasciato meno persone dietro.<br />
Abbai di cane rabbioso. Nella mia testa. Nella mia testa.<br />
Questo è il -lampo- momento.</p>
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		<title>Immemori battaglie pt4: Spari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 17:35:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Puzzi di grappa Baffo.&#8221; Nessuna risposta. &#8220;Puzzi di grappa, Stronzo mi vuoi dire che hai fatto la sta notte? Sei rimasto a scolarti la bottiglia? Non sembrerebbe, è ancora quasi del tutto piena!&#8221; Nessuna risposta. &#8220;Hai una bottiglia nascosta da qualche parte?&#8221; si stava alterando. &#8220;Senti Biondo. Lo sai che non bevo, non troppo almeno.&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Puzzi di grappa Baffo.&#8221;<br />
Nessuna risposta.<br />
&#8220;Puzzi di grappa, Stronzo mi vuoi dire che hai fatto la sta notte? Sei rimasto a scolarti la bottiglia? Non sembrerebbe, è ancora quasi del tutto piena!&#8221;<br />
Nessuna risposta.<br />
&#8220;Hai una bottiglia nascosta da qualche parte?&#8221; si stava alterando.<br />
&#8220;Senti Biondo. Lo sai che non bevo, non troppo almeno.&#8221; Baffo sembrava realmente dispiaciuto e altrettanto dispiaciuta parve la risposta di Biondo.<br />
&#8220;Lo so, qui beviamo tutti, non c&#8217;è modo di sopravvivere a questo senza bere ma non mi piace affatto come ti stai comportando, sembri bloccato, in panico, e lo sembri da giorni. Allunga un braccio in avanti.&#8221;<br />
Baffo allungò in avanti il braccio, la sua mano tremava. Lui rimase in silenzio.<br />
&#8220;Ti rendi conto che tu sei probabilmente il miglior tiratore tra di noi? Non spari un colpo da giorni, forse da settimane&#8221; Biondo stava osservando Baffo con uno sguardo grave, parlava a bassa voce. &#8220;La mia sopravvivenza, quella di tutti gli uomini che abbiamo attorno dipende anche da te. Credi non mi sia accorto che punti il fucile assieme agli altri e poi non spari? Che le uniche volte che lo fai spari volutamente fuori bersaglio?&#8221; Baffo guardava in basso, in silenzio. Osservava le proprie mani tremare e provava con scarso impegno a concentrarsi per fermarle.<br />
Attorno il vento fischiava nella notte, era una notte umida e fredda, folate di neve entravano nella trincea e gli uomini non di guardia cercavano inutilmente di dormire.<br />
&#8220;Credi che io possa fare la differenza?&#8221; disse Baffo, guardava lo zaino pronto con la coda dell&#8217;occhio.<br />
&#8220;Tu credi di no? Credi che potresti prendere quello zaino e fuggire? Ci sei in mezzo ormai. Ci sei in mezzo con tutte le scarpe, ci sei in mezzo con tutta la vita. Se provi a scappare qualcuno ti sparerà alla schiena come disertore. Non sarò certo io, sia chiaro ma qualcuno di certo se ne occuperà. E lo stesso potrebbe accadere quando qualcun&#8217;altro si accorgerà che hai smesso di sparare. Il tuo cibo è il cibo di tutti, la tua acqua l&#8217;acqua di tutti, le tue munizioni le munizioni di tutti. Non puoi sprecarle e startene seduto qui in attesa che qualcosa accada. Se attendi la morte tanto vale indossare ora quello zaino e fuggire, almeno ti sparerebbe qualcuno di noi e non attireresti l&#8217;attenzione del nemico.&#8221;<br />
Baffo rimase in silenzio di nuovo, guardò lo zaino senza nascondersi, poi strinse le mani, ne sfilò il feticcio ed iniziò a farlo ruotare tra le dita. Aveva incontrato un uomo che faceva lo stesso con una pallottola ed ipnotizzava la gente ma lui era in grado solo di ipnotizzare se stesso.<br />
&#8220;Siamo di guardia, io e te&#8221; continuò Biondo, &#8220;io e te e nessun&#8217;altro. Cosa pensi accada se ci attaccano e tu non spari, se te ne stai lì immobile in silenzio mentre arrivano e ci massacrano tutti? Se puoi fare la differenza? Puoi far si che tutti questi uomini vivano o muoiano. Ognuno di loro, ognuno di noi può fare la differenza ogni istante, e non sai chi la farà, quando la farà. Siate pronti. Non è questo che ci hanno ripetuto mille volte? Siate pronti. Lo hanno detto a me, lo hanno detto a te, lo hanno detto ad ognuno di questi uomini. Tu non puoi salvare te stesso, sono loro che ti salveranno e loro, ognuno di loro non può salvare se stesso senza l&#8217;aiuto degli altri. Credi possa mai uno solo di noi sopravvivere da solo?&#8221;<br />
Baffo rimase ancora in silenzio, scosse leggermente la testa mentre si toccava la camicia sulla tasca, sul cuore. Aveva rimesso il feticcio al suo posto ma subito dopo tornò a toccarlo e ancora se ne allontanò come un fumatore che avesse aperto il pacchetto anche se aveva deciso di smettere.<br />
&#8220;Baffo. Davvero. Pensi di farcela? Credi di essere in grado di riprenderti prima che sia troppo tardi?&#8221;<br />
&#8220;Non lo so.&#8221; rispose Baffo. &#8220;Non lo so.&#8221;<br />
Un istante prima del botto Baffo fece in tempo a vedere un lampo e a sentire un fischio ed un rumore sordo come di un cocomero colpito da un martello. Il lampo era alle spalle di Biondo, poi arrivò il botto e quasi contemporaneamente pezzi mollicci e caldi gli arrivarono sul volto e sulla tasca, e altrove. Fece in tempo a vedere un buco nella faccia di Biondo, un buco nero che aveva portato via una parte del naso e si univa all&#8217;orbita di un occhio non più presente.<br />
Si alzò urlando e puntò il fucile nella direzione da cui aveva visto il lampo.<br />
&#8220;Maledetto! Ti ammazzo!&#8221; fu il suo grido. Solo nella testa.</p>
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		<title>Immemori battaglie pt3: Lettere e notti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 23:08:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Succede in notti come queste, notti subito prima o subito dopo di una battaglia, notti insonni, che accade. Dovresti pensare a fare un briefing per il giorno successivo o un debriefing del precedente ma non importa. Non ci riusciresti comunque. E forse è la grappa che hai buttato giù per non pensarci o il manto stesso della notte, del silenzio attorno mentre il mondo sembra scomparso e così lontano ma le inibizioni se ne sono andate, resti solo con te stesso e con i demoni che questa guerra avrebbe dovuto esorcizzare, i demoni da cui volevi scappare il giorno in cui hai iniziato questa strada ti osservano e ti ruotano attorno. Osservi il tuo zaino. Sai che è pronto, non ti serve neppure controllarlo. Sai che è pronto per fuggire al primo cenno di pericolo eppure lo hai scelto. Lo hai scelto tu questo percorso, hai scelto tu di lottare per questa causa, hai scelto tu di andare verso la gloria o la morte. Guardi anche il fucile del tuo compagno e lo carezzi, vorresti puntartelo sul mento e premere quel cazzo di grilletto, sarebbe una fuga così semplice, così veloce eppure non sei uomo neppure per andartene così.<br />
Ci sono cose che hai deciso non avresti mai più detto, persone a cui avevi deciso non le avresti più dette eppure la notte, o forse quel sorso di grappa&#8230; era solo un sorso, non abbastanza ma ti ritrovi con un foglio in mano ed una penna e stai scrivendo parole che vorresti dire, vivere qualcosa che per esplicito ti è stato chiesto di non vivere, ed allora prendi un altro po&#8217; di grappa, lo versi su quel foglio e poco prima di dargli fuoco ti rendi conto che qualcuno da lontano potrebbe vederlo, avresti potuto attirare il nemico. Ti tendi conto che ciò che hai scritto non solo è vero, ma resta indelebile nelle tue mani. Così asciughi il foglio e lo riponi nella tasca della camicia, la tasca sul cuore. Domani puzzerai ancora di grappa e ti daranno dell&#8217;alcolizzato e non potrai dire quanto vicino alla morte sei stato, quanto vicini alla morte tu abbia portato i tuoi compagni, annuirai e dirai solo &#8220;Sì.&#8221; pensando che forse hai un nuovo feticcio perché non ne bastava uno, non bastava quello che incessantemente ti fai ruotare tra le mani, non bastava il cazzo di feticcio che ti ricorda ogni giorno perché sei lì, perché sei finito i quel mondo, non ti bastava.<br />
Ed è ora di infilarsi nel sacco a pelo, forse è la volta che ti si chiuderanno gli occhi.<br />
Forse è la volta che i tuoi occhi si chiuderanno. O si apriranno forse.</p>
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		<title>Immemori battaglie pt2: &#8220;Quindi? Hai deciso?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 23:26:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Quindi? Hai deciso?&#8221; La persona da cui proveniva la voce lo stava guardando con aria interrogativa dall&#8217;altra parte di una scrivania. Lui era immobile, nel suo completo elegante leggermente stropicciato. &#8220;Sì, non è stata chiara la mia risposta?&#8221; Sembrava stupito del sentire nuovamente chiedere in merito alla decisione, era molto sudato ma apparentemente era come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quindi? Hai deciso?&#8221;<br />
La persona da cui proveniva la voce lo stava guardando con aria interrogativa dall&#8217;altra parte di una scrivania. Lui era immobile, nel suo completo elegante leggermente stropicciato.<br />
&#8220;Sì, non è stata chiara la mia risposta?&#8221;<br />
Sembrava stupito del sentire nuovamente chiedere in merito alla decisione, era molto sudato ma apparentemente era come se qualunque fatica avesse fatto fosse relegata al di fuori di quella stanza, in una specie di oblio di cose dimenticate.<br />
&#8220;Ricordi cosa hai risposto poco fa?&#8221; disse la persona dall&#8217;altra parte della scrivania.<br />
&#8220;Certo ho detto che&#8230;&#8221; il volto dell&#8217;uomo si rabbuiò qualche istante. &#8220;Ho detto che&#8230;&#8221; Una vena gli si gonfiò sulla fronte, pulsava mentre si copriva il volto con le mani scuotendo la testa.<br />
&#8220;Cazzo.&#8221; aggiunse. &#8220;Non avevo detto questo, solo pochi istanti fa ero certo del contrario! Ero sicuro che la decisione più sensata fosse&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Quindi? Hai deciso?&#8221; ripeté nuovamente l&#8217;altra persona.<br />
L&#8217;uomo alzò la faccia dai palmi delle mani poco prima di urlare &#8220;Che cazzo mi avete dato da bere?&#8221;<br />
&#8220;Nulla.&#8221; rispose la persona di fronte con tutta la calma del mondo.<br />
La vena dell&#8217;uomo continuò a pulsare mentre lui rimaneva in silenzio.<br />
Passarono alcuni minuti.<br />
&#8220;Allora respirare, qualcosa? Qualche siero della verità?&#8221;<br />
&#8220;Sei sicuro che sia questa la verità? Che sia la tua risposta definitiva?&#8221;<br />
&#8220;Cazzo. No. Non è un siero della verità, non lo è perché la verità sarebbe una ed una soltanto, non è un cazzo di siero della verità, cosa mi avete dato?&#8221;<br />
&#8220;Non ti ho dato nulla. Quello che sta accadendo sta accadendo solo grazie alla tua mente, a ciò che tu pensi. Ma non hai ricevuto nessuna sostanza ne da me ne da nessun altro.&#8221; La voce era assolutamente calma e rilassata, forse parlava leggermente a rilento &#8220;Ora è il momento di prendere una decisione, non c&#8217;è più tempo. Vuoi combattere o arrenderti? Ci credi ancora nonostante tutto o hai deciso che sia il momento di lasciarti andare?&#8221;<br />
&#8220;Sei tu a controllare la mia mente. Sei tu che devi avere qualche potere, qualche cosa. Mi stai manipolando con le cose che dici&#8221; l&#8217;uomo sembrava agitarsi sempre di più, il pulsare della vena pareva volerla fare esplodere e le gocce di sudore avevano ripreso a scendere copiose. &#8220;Parli in maniera melliflua e mi fai cambiare idea, mi fai sragionare.&#8221; batté il pugno sul tavolo.<br />
&#8220;Quindi? Qual&#8217;è la decisione? Il tempo non è infinito e la fuori molte pedine si stanno muovendo.&#8221;<br />
&#8220;Fanculo! Non credo di potercela fare! Mi è già stato detto che non ha senso, che non c&#8217;è speranza, che non c&#8217;è modo di affrontare quella battaglia, chi mi fa fare di lottare per qualcosa che non può che portare alla distruzione?&#8221;<br />
&#8220;Il tempo sta per scadere, sarà qualcun&#8217;altro a decidere per te.&#8221;<br />
L&#8217;uomo rimase in silenzio, i suoi occhi si muovevano velocemente in tutte le direzioni, cercava un appiglio, una certezza ma la stanza era vuota, non vi erano finestre e non si vedevano gli spigoli delle pareti. Tutto era di un bianco abbacinante tranne la sedia su cui era seduto, la scrivania e la sedia su cui era seduto il suo interlocutore. Vestito a sua volta di bianco.<br />
All&#8217;esterno, qualunque cosa fosse l&#8217;esterno vi erano voci di persone, chiacchiere, risate.Cercava di isolarne le voci e di capire se qualcuno potesse comunicare con lui. A volte gli pareva di riconoscerne qualcuna, forse erano ricordi. Una frase gli ruotava in testa, gli pareva di vederla scritta, non aveva mai sentito una frase così pesante, schiacciante, pregna di responsabilità. La battaglia forse stava tutta in quella frase, il senso della battaglia, della sua vita stessa stava forse in quella frase e in niente altro. Era il peso che lo portava a cedere e la forza che lo portava a lottare. Allo stesso tempo.<br />
Il ticchettio di un orologio segnava il tempo ed evidenziava il silenzio di quel luogo mentre la persona di fronte a lui lo fissava senza proferire parola.<br />
Passarono ancora alcuni secondi che parvero ore.<br />
&#8220;Quindi? Hai deciso?&#8221; disse l&#8217;uomo.</p>
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		<title>Immemori battaglie pt1: La fine.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 16:52:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sembrava quello il giorno. Dietro di me una vita di scontri, di lotte. Davanti finalmente l&#8217;obbiettivo di una vita, di molte vite. Troppe. Lì, in tutta la sua mirabile essenza. Di fronte a me. Ebbi il tempo di fermarmi ad osservarne l&#8217;intera figura e ricordare. Non ero in grado di fare l&#8217;elenco di tutti gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembrava quello il giorno.<br />
Dietro di me una vita di scontri, di lotte. Davanti finalmente l&#8217;obbiettivo di una vita, di molte vite. Troppe. Lì, in tutta la sua mirabile essenza. Di fronte a me.<br />
Ebbi il tempo di fermarmi ad osservarne l&#8217;intera figura e ricordare. Non ero in grado di fare l&#8217;elenco di tutti gli uomini, gli amici, che avevo lasciato dietro alle spalle. Delle vite perdute nell&#8217;obbiettivo comune di raggiungere questo che ora stavo osservando. Ci provai, provai a ricordare i volti ma mi apparivano distorti, con le bocche aperte o le teste esplose, nei miei ricordi stessi riconoscevo corpi da medagliette o dettagli che ricordiamo solo delle persone importanti. Innumerevoli persone importanti. Ero rimasto solo. L&#8217;ultimo era morto pochi giorni prima parandosi di fronte a me un istante prima che qualcosa mi colpisse e venendone colpito al mio posto.<br />
Ho sempre odiato tutto questo, ho sempre odiato le battaglie e uccidere, ammazzare. Avrei potuto dire che avrei dato l&#8217;anima per non farlo ma era evidente non fosse così. Alla fine io stesso avevo strappato vite, lo avevo fatto di nemici valorosi e di amici, perché lì in mezzo alla fine sei sempre solo, lo sei anche quando accanto a te c&#8217;è la persona che ami di più forse. Ma su questo ero fortunato: l&#8217;amore mi era stato strappato tanto tempo prima, mi era stato strappato il giorno in cui era iniziato tutto. Il giorno in cui avevo smesso di avere qualcosa da perdere. Probabilmente è stata questa la mia forza, il motivo della mia assenza di paura: non avere nulla da perdere.<br />
E a quel punto mancava solo un ultimo passo da affrontare. Portavo ancora quel feticcio, da un lato lucido come nuovo e dall&#8217;altro rovinato e distrutto quel giorno. Trascinato sull&#8217;asfalto. Mi ricordava il bene ed il male, un po&#8217; come una mia versione dello yin e dello yang, molto più prosaica, mi ricordava perché ero in quel campo, quanto di quello che avevo dietro era distrutto e quanto forse il poco che rimaneva davanti fosse la cosa che poteva più somigliare alla luce.<br />
La solitudine. L&#8217;aver perso ogni cosa, ogni anima affine, ogni persona della propria vita è una sensazione che ognuno dovrebbe provare. Vivere morti in vita. Non per un giorno, ne per cento, ma per anni dovrebbe essere simulato nella testa di ognuno perché possa capire quanto di bello sta ignorando perché possa imparare ad avere qualcosa per cui lottare pur non avendo nulla da perdere. Non lo provano in molti, per lo più non vi si avvicinano neppure o avvicinandovisi cadono inesorabilmente. Io ero un sopravvissuto, i corpi esplosi, crivellati, morti che chiamavo amici nella mia testa erano invece caduti.<br />
Ero lì. Finalmente. Pronto a&#8230; a cosa? All&#8217;ultimo attacco. O alla resa. O alla pace. O alla morte. Davanti a me c&#8217;era quello per cui da quel giorno avevo iniziato a lottare facendo a pezzi la mia vita con le mine, accoltellandomi pezzi dell&#8217;anima e ricostruendo ogni giorno meticolosamente curandomi da solo le ferite.<br />
Ero lì.<br />
Uscii allo scoperto.<br />
Fu un lampo. Mi trafisse qualcosa.<br />
Il lampo non veniva da ciò che mi aveva trafitto ma dalla mia testa, dal dolore lancinante che avevo provato decine di altre volte ma che questa volta sembrava avere un qualcosa di più definitivo. Sembrava contenere tutte le ferite di una vita più un&#8217;altra ancora nuova. Caddi.<br />
Mi cedette un ginocchio e caddi a terra non ancora esanime.<br />
Feci in tempo a guardare un&#8217;ultima volta nella direzione a cui agoniavo e da quella vidi partire un&#8217;oggetto che non potei evitare. Mi resi conto della mia vecchiaia in quel momento, della mia impotenza, del tempo perduto che non sarebbe più tornato. Misi la mano sul feticcio ed attesi che la granata mi esplodesse addosso portandomi via il feticcio e la mano e tutto il resto.</p>
<p>Ora sono qui. Al punto in cui iniziò tutto. Il feticcio ancora tra le mani, su un lato lucido e chiaro, come nuovo, sull&#8217;altro annerito come da un&#8217;esplosione, graffiato come trascinato sull&#8217;asfalto. Lo faccio ruotare sul tavolo, come sempre. C&#8217;è un uomo poco distante, è vivo. Credo di esserlo anche io almeno fisicamente. Qual&#8217;è la direzione verso cui devo andare? Ho come un vago ricordo di aver appena perso qualcosa, la testa mi rimbomba come dopo un botto, ma so cosa devo raggiungere, l&#8217;obbiettivo di una vita. Devo solo trovare la direzione, non ho più nulla da perdere ormai e quell&#8217;uomo forse potrebbe essermi d&#8217;aiuto.<br />
Mi alzo mentre il ginocchio sinistro ha un momento di cedimento, poi mi incammino verso quella direzione.</p>
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		<title>Europa 3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 20:40:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Partirà nella notte qui l&#8217;han chiamato Europa 3 Nello spazio infinito che fa sentire vicino a dio cercherò il futuro là nasceranno altre città Certo che mi mancherà questa vecchia gente che mi saluta spera solo in me che ho paura da nascondere su una stella nuova per ritrovare quello che qui non c&#8217;è” -Timoria- [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“<em>Partirà nella notte qui l&#8217;han chiamato Europa 3 </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nello spazio infinito che fa sentire vicino a dio cercherò il futuro là nasceranno altre città </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Certo che mi mancherà questa vecchia gente che mi saluta spera solo in me che ho paura da nascondere su una stella nuova per ritrovare quello che qui non c&#8217;è</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">-Timoria-</p>



<p class="wp-block-paragraph"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/8iNkeN4TK9A" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’immagine della terra come la si rappresentava nelle antiche cartine verdi e azzurre è oramai un ricordo del passato, oggi è ormai arancione e grigio, le calotte artiche sono quasi irrimediabilmente sciolte e se ne vede vagamente traccia guardando il mondo da fuori come due piccole zone di un grigio più chiaro, non bianco. <em> Quello che resta delle calotte artiche è ormai ricoperte delle polveri grigie che inglobano nei cicli in cui la superficie si scioglie e si congela di sei mesi in sei mesi ed ogni volta si congelano più piccole.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nel giro di pochi anni il processo potrebbe invertirsi verso una nuova glaciazione, l’atmosfera è divenuta irrespirabile </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vi è più traccia di azzurro e verde osservando da fuori il nostro pianeta ma oramai grigio e ocra sono i colori predominanti, intervallati talvolta da nubi spesso di colori iridescenti ricche di anidride solforica ed altre sostanze, non si vedono più luci ovunque negli scorci notturni ma solo localizzate in pochi centri, non più di un paio per continente, tutti ricoperti da enormi calotte di vetro, il resto della civiltà o della vita in genere sembra aver lasciato posto ad un grande deserto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’hanno mangiato i nostri padri e i padri dei nostri padri ed abbiamo continuato a mangiarlo noi ignorando volutamente ciò che stava accadendo attorno a noi.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Visto dalla terra il cielo è ormai divenuto rosso carminio e le temperature innalzate negli ultimi decenni, la fine delle risorse del pianeta azzurro. Sembra di essere in un eterno tramonto come se tale tramonto fosse in effetti il tramonto non solo di una civiltà ma di tutto ciò che un tempo la circondava. Visto dal basso al di fuori delle cupole si vedono solo rovine antiche di quelle che potevano essere città, rovine che nonostante gli anni sono state intaccate solo dai crolli e dalla polvere che come in una sabbiatrice leviga gli spigoli e distrugge i colori, nessuna traccia della natura che con la vegetazione tenti di riprendersi il suo territorio, nessuna traccia di nulla che possa dirsi vivo. Il mondo all’esterno è di gradazioni tra il rosso e il giallo e niente altro. <em>Lo abbiamo mangiato, lo abbiamo mangiato, Abbiamo distrutto tutto nella Grande Guerra, abbiamo distrutto tutto. Non era bastata l’atomica, la bomba H, Hiroshima non ci ha insegnato nulla. I positroni. La bomba a positroni.</em> Neppure l’estetica ormai anacronistica di un fungo atomico ma solo morte silenziosa ed immediata, da una parte all’altra del pianeta, distruzione, auto distruzione, nel giro di pochi secondi come un lampo che provenisse da un lato della sfera entrasse all’interno in direzione perpendicolare e poi si allargasse come un cilindro a riempire tutto il volume e la superficie. Poi colori cangianti, l’aria stessa rarefatta, cadaveri ovunque, cadaveri nelle città, cadaveri nella savana cadaveri galleggianti sulla superficie del mare, anche mostri marini sconosciuti, calamari giganti in superficie spinti da questa forza distruttiva ed uccisi e piante distrutte cadute ancora verdi ma prive di vita, intere foreste di conifere abbattute, con ogni singolo albero sradicato e comunque morto dentro cellula per cellula infinità di insetti caduti dal cielo o morti nella terra o nelle piante senza sapere neppure di esserlo, infiniti batteri, amebe, esseri monocellulari le cui membrane si sono rotte lasciando i citoplasmi uscire come uova rotte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli unici esseri viventi salvatisi furono qualcosa come dieci o dodici comunità sparse per il mondo di cui attualmente solo alcune sono in grado, o vogliono, comunicare con le altre e parlare delle loro posizioni geografiche</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le comunità più colte tra le più ricche pochi anni prima dell’aggravarsi della situazione bellica mondiale avevano costruito degli scudi positronici i una potenza sufficiente a deviare il fascio positronico più potente conosciuto all’epoca </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Enormi bunker sotterranei in piombo ricoperti sulla superficie di un materiale riflettente polarizzabile a cariche negative erano stati costruiti in alcune zone del mondo, ovviamente vennero popolate nella situazione di emergenza da persone potenti o importanti strategicamente come scienziati, costruttori, ingegneri. Molte di queste strutture vennero spazzate via piegandosi come scatolette e lasciando entrare radiazioni e particelle facendo esplodere una ad una le cellule che componevano i corpi di queste persone. Senza quasi dolore, o forse un dolore immenso concentrato in un istante di una brevità dell’ordine del millesimo di secondo. Come un raggio improvviso ogni corpo rimase come molle e privo di vita, della consistenza della verdura scongelata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli unici bunker che ressero realmente erano in alcuni centri scientifici dove il lavoro fu fatto con l’intelligenza e non con il profitto</em> Da allora i centri di “<em>civiltà</em>” ancora presenti sono delle specie di riserve indiane. Qui in una di esse vive il nostro protagonista “<em>Non credevo saremmo arrivati a questo punto, non lo credevo</em>” Un uomo, un uomo come lo erano in tanti altri, i tratti asiatici tradiscono gli danno un aria forse più giovane ma i capelli brizzolati ne tradiscono un’esperienza maggiore di quanto appaia. Indossa una tuta azzurra, omaggio al colore della terra, larga e morbida, una tuta spaziale. Ai polsi sono presenti anelli per l’aggancio di guanti e alla collo un anello più largo per l’aggancio del casco. Non vi sono loghi ne bandiere “<em>Le bandiere non hanno più senso in un mondo dove nessuno vuole distinguersi e sentirsi più potente di un altro</em>” ne nessuna immagine distintiva. Non vi sono telecamere di grandi annunci ma tutti i due o trecento abitanti radunati attorno a lui e ad altri due uomini ed una donna vestiti allo stesso modo. L’unica scritta è impressa sulla carena dell’enorme mezzo alle spalle dell’uomo, “Europa 3”. Il mezzo è al contempo avveniristico ed artigianale, la livrea bianca e lucida riflette la luce rossa come nei grandi momenti ma il mezzo è costruito di materiali di recupero. Un tempo questa doveva essere una base di lancio per satelliti televisivi o sonde di qualche genere. Ma anche i loghi di questa società o base sono stati deposti, non c’è modo di sapere cosa fosse e probabilmente non importa. I tre motori a reazione sono spaiati diversi tra loro, il corpo dell’astronave somiglia vagamente a quello di uno shuttle ma le dimensioni sono decisamente ridotte rispetto a quest’ultimo, ha più l’aria di un grande aereo. “<em>Signori e signore ecco a voi </em>Europa 3<em>, la speranza per la rinascita di una nuova civiltà altrove, lontano da qui, è equipaggiata con il meglio della tecnologia recuperata”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno, accanto alla console di guida vi è un computer con cabinet vecchio stile, fissato con viti alla struttura stessa della console di guida, sta girando un software di diagnostica che sembra effettivamente in grado di visualizzare le componenti della navetta nonostante sia esteticamente un comune PC</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“ed è probabilmente l’ultima speranza per un mondo migliore, possiamo andare a recuperare i mezzi abbandonati su Marte”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Marte, visto da lontano non sembra più rosso e morto come un tempo, sulla sua superficie vi sono diverse cupole ricche di vita floreale ed alcune sembrano dei giganteschi zoo pieni di animali. Tutto però sembra abbandonato, non sembra esserci presenza umana ma tutto è fatto da automi che si occupano dell’approvvigionamento di risorse, della coltivazione, della produzione di cibo per gli animali e per le piante. Dei sensori indicano che le percentuali di gas nell’aria all’interno delle cupole è ottimale per l’uomo. Ogni cupola è collegata alle altre da tunnel stagni e talvolta si vedono aprire i portelloni tra una cupola ed un tunnel e passarvi attraverso un mezzo automatizzato che trasporta materiale da una all’altra parte, ogni cupola è dotata di una base di lancio e al centro della disposizione delle cupole stesse vi è una gigantesca base di lancio. I vettori presenti sulle varie basi di lancio sono numerosi anche se la gran parte è assente.<br><em>“Non abbiamo più modo di comunicare con il pianeta dopo l’esplosione ma stimiamo che i mezzi automatici dovrebbero aver continuato a funzionare nonostante l’abbandono e dovrebbero esserci ancora diversi vettori funzionanti. Dovrebbe essere possibile recuperarli”</em></p>
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		<title>In quale mondo cresceranno i nostri figli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 14:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;In quale mondo cresceranno i nostri figli?&#8221; credo sia la domanda che sento fare più spesso dopo accadimenti come quelli recenti, terrorismo, esplosioni, morti.Sembra di essere alle soglie di una nuova guerra mondiale seppur diversa dalle precedenti, un mondo contro un altro mondo. &#8220;In quale mondo cresceranno i nostri figli?&#8220; La risposta temo sia più [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>In quale mondo cresceranno i nostri figli?</em>&#8221; credo sia la domanda che sento fare più spesso dopo accadimenti come quelli recenti, terrorismo, esplosioni, morti.<br>Sembra di essere alle soglie di una nuova guerra mondiale seppur diversa dalle precedenti, un mondo contro un altro mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>In quale mondo cresceranno i nostri figli?</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><span data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text4:0">La risposta temo sia più semplice (e al contempo complessa) di quello che sembri: nello stesso in cui viviamo noi e in cui hanno vissuto i nostri genitori, i nostri nonni ed i nostri bisnonni e tutti prima di loro.</span><br data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text5:0"><br data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text7:0"><span data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text8:0">Oggi abbiamo il terrorismo islamico, ci fa tanta paura ed abbiamo ragione, ma trent&#8217;anni fa quando i nostri genitori erano più giovani e noi appena nati o non ancora in Italia eravamo negli anni di Piombo, gli attentati ce li facevamo in casa, una trentina di anni prima i nostri nonni stavano combattendo la seconda guerra mondiale, prima ancora stavano combattendo la prima guerra mondiale, ed avanti così.</span><br data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text9:0"><span data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text10:0">Il fatto che noi siamo vissuti in questa ventina/trentina d&#8217;anni in relativa pace dove viviamo non significa che il mondo stia peggiorando o che fosse migliorato, in Congo in tutto questo tempo c&#8217;è stata guerra ma non ce la siamo cagata, e così in Guatemala e così in decine di altri posti che neppure sappiamo come si chiamano.</span><br data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text11:0"><span data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text12:0">E se non bastasse ci sono state le due Guerre del Golfo, la Jugoslavia, l&#8217;undici settembre che per quanti sembri vicino è accaduto quasi quindici anni fa.</span><br data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text13:0"><span data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text14:0">Non siamo più civili che nel medioevo e nel medioevo non erano meno civili dei romani o degli etruschi o degli uomini preistorici.</span><br data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text15:0"><span data-reactid=".8.1:4:1:$comment10204508977619729_10204509086302446:0.0.$right.0.$left.0.0.1.$comment-body.0.$end:0:$text16:0">I nostri figli vivranno nello stesso mondo in cui siamo vissuti noi, i nostri genitori, i nostri nonni e tutti prima di loro, ne migliore ne peggiore, e sopravvivranno come stiamo facendo noi e tutti quelli prima di noi cercando di costruire nel loro piccolo un oasi.<br></span></p>
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		<title>Chi sta facendo la guerra santa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 12:38:41 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Da un po&#8217; non capita che qui io scriva di politica, il titolo del blog è ancora poesipolemipolitica ma ammetto di aver mollato un po&#8217; su quest&#8217;ultima.<br>La causa è piuttosto semplice in realtà, ossia il fatto che negli ultimi cinque o sei anni sono aumentati esponenzialmente in rete quelli che non sanno distinguere la politica dalla partitica, quelli che non sanno neppure cosa sia la politica e credono di parlarne ogni giorno pubblicando link con titoli altisonanti, quelli che si bevono ogni cosa dalle scie chimiche ai complotti spaziali credendo di essere per questo più acculturati e intelligenti di chi ha una formazione scientifica e lavora nei settori di competenza, questo mi ha fatto passare la voglia di discutere pubblicamente di politica.<br>Oggi tuttavia sono abbastanza infoiato da non aver voglia di non parlarne.<br>Voglio partire da un esempio più ampio per poi arrivare al punto:<br>La Franzoni (pare, perché io ho solo le informazioni giornalistiche, come tutti) abbia ucciso il proprio figlio, è solo il caso più famoso qui in Italia, quello a cui i giornalisti hanno deciso di dedicarsi ma ci sono diversi altri esempi (<a href="https://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/2014/03/09/1036576-casi-infanticidio.shtml" target="_blank" rel="noopener">qui un elenco sommario</a>).<br>perché nessuno dice che le mamme stanno facendo una guerra contro la nostra società per distruggere la popolazione e fare una selezione innaturale eugenetica di figli?<br>Semplicemente perchè, per ora, non abbiamo pregiudizi nei confronti delle mamme e difficilmente, per fortuna, riusciamo ad averne.<br>Tutto qui.<br>Eppure assumendo che le donne siano circa il 50% della popolazione e che <a href="https://www.ingenere.it/articoli/senza-relazioni-stabili-e-senza-figli-radiografia-delle-italiane-childless" target="_blank" rel="noopener">quattro donne su cinque</a> abbiano prima o poi figli la popolazione di mamme e potenziali tali sfiora il 40% su quella mondiale. Un potenziale terroristico estremamente grande.<br>Nonostante questo si assume che le madri assassine, percentuale estremamente bassa delle madri in genere siano delle pazze isolate.<br>La popolazione musulmana nel mondo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Religioni_maggiori" target="_blank" rel="noopener">si attesta intorno al 21%</a>,che è una popolazione grande la metà della popolazione delle madri.<br>In questa popolazione tre hanno fatto una strage a Parigi l&#8217;altro giorno.<br>In questa popolazione in varie parti del mondo ogni tanto qualcuno uccide gente.<br>In questa popolazione una percentuale decisamente ridotta comanda alcune nazioni usando la religione come espediente emotivo e morale per costringere una popolazione a fare cose negative, un po&#8217; come fanno altre nazioni con il comunismo, un po&#8217; come fanno altre nazioni con il potere totalitario, e molti di questi sono stati messi al potere dall&#8217;occidente, vogliamo ricordare chi ha messo al potere Saddam Hussein o Mu&#8217;ammar Gheddafi?<br>Eppure quando uno di questa popolazione fa un omicidio o uccide più persone questo implica che i Mussulmani ci vogliano conquistare.<br>Ora lasciamo perdere il fatto che Musulmano sia una generalizzazione enorme che dimentica di includere od escludere sotto gruppi di cui alcuni violenti e moltissimi pacifici, ma se il 20% della popolazione mondiale fosse fatto di terroristi che vogliono conquistare il resto del mondo, davvero qualcuno crede che non lo avrebbero già ampiamente fatto?<br>Peggio ancora se consideriamo che vogliano conquistare e distruggere il cristianesimo che è solo il 33%, pure frazionato in varie sotto categorie di cui il cattolicesimo che in Italia è considerato &#8220;quello giusto&#8221; è a sua volta una percentuale che andrebbe ulteriormente ridotta considerato i praticanti e quindi reali appartenenti a tale religione.<br>Però se ucciderci è un mussulmano è una guerra religiosa, se è una madre è lei ad avere dei problemi, non siamo in grado di concepire che tra i musulmani ci siano persone buone, magari la maggioranza, dato che in caso contrario ci avrebbero già conquistato, e persone con seri problemi che prendono la religione come punto scusa per commettere delitti.<br>Charles Manson, per prendere un caso famoso, ha fatto svariati omicidi e successivamente una strage di cinquanta persone, all&#8217;epoca era considerato e si considerava un leader religioso, affermava di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana, ma nessuno ha pensato che la sua religione volesse conquistare il mondo, è semplicemente stato considerato uno squilibrato.<br>La definizione che da Wikipedia di terrorismo mi piace molto &#8220;Il <b>terrorismo</b> è una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni criminali violente, premeditate ed atte a suscitare clamore come attentati, omicidi, prostituzioni, stragi, sequestri, sabotaggi, ai danni di enti quali istituzioni statali e/o pubbliche, governi, esponenti politici o pubblici, gruppi politici, etnici o religiosi.&#8221; ora se prendiamo questa come definizione chi è a fare terrorismo?<br>I tre personaggi che uccidono dieci persone o noi stessi e il giornalismo che li innalzano a &#8220;Guerra Santa&#8221;, a &#8220;Ci vogliono conquistare&#8221; a &#8220;I Musulmani sono tutti cattivi&#8221; alimentando non solo la paura ma l&#8217;interesse nel ripetere simili atti?<br>Non sarebbe più semplice, più utile, più corretto tacciarli semplicemente di follia? Come una madre che uccide i figli? Come qualsiasi pazzo che uccide persone che semplicemente ha scelto una giustificante, una molla, un movente diverso da altri ma egualmente privo di senso?</p>
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		<title>Apapaia (Cambiare Un&#039;idea) -Litfiba-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 22:38:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si può vincere una guerra in due E forse anche da solo E si può estrarre il cuore anche al più nero assassino Ma è più difficile cambiare un&#8217; idea .. Yeah! Il mio sogno è un taglio netto a tutto E voglio che sia più reale Potrei stare ore ed ore a parlare al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span>Si può vincere una guerra in due<br />
E forse anche da solo<br />
E si può estrarre il cuore anche al più nero assassino<br />
Ma è più difficile cambiare un&#8217; idea ..<br />
Yeah!<br />
Il mio sogno è un taglio netto a tutto<br />
E voglio che sia più reale<br />
Potrei stare ore ed ore a parlare al silenzio<br />
Ma è più difficile cambiare un&#8217; idea,<br />
Oh, oh!<br />
Il mio sogno è un mare acido<br />
E dimmi se non è reale<br />
Ma il sogno traveste di luce ogni cosa vivente<br />
E non toglie la paura dei fantasmi!<br />
Yeah! Eh!<br />
Rispetta le mie idee!<br />
Apapaia, apapaia, apapaia, apapaia, apapaia, pah!<br />
Eh! Rispetta le mie idee!<br />
Apapaia, apapaia, apapaia, apapaia, apapaia, uh!<br />
Il mio sogno è un mare acido<br />
E dimmi se non è reale<br />
Il giorno traveste di luce ogni cosa vivente,<br />
Ma non toglie la paura dei fantasmi!<br />
Yeah! Oh, oh! Oh, oh, yeah!<br />
Voglio idee per sopravvivere<br />
E mille, mille, mille non bastano!<br />
E quel sogno, sai,<br />
Continua a chiamarmi nella profondità del mare<br />
Una caduta dentro i vortici d&#8217; acqua<br />
Le mie mani, che non si fermano più<br />
Eh! Rispetta le mie idee!<br />
Eh! Rispetta le mie idee!<br />
Apapaia, apapaia, apapaia, apapaia,<br />
apapaia, apapaia, apapaia, uh!<br />
Eh! Oh, Oh oh!<br />
Rispetta le mie idee!<br />
(Le mie idee!)</span></p>
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		<title>Terremoto, svelate le trame che hanno ricostruito l’Abruzzo</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/terremoto-svelate-le-trame-che-hanno-ricostruito-labruzzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 18:26:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessio Postiglione INCHIESTA. Una verifica sulle società che hanno partecipato al progetto Case restituisce dati inquietanti. Legami con criminalità e politica. Negli appalti, in Abruzzo, qualcosa potrebbe essere andata storta. Per ora, l’attenzione della magistratura si è concentrata sul G8. Ma sono gli stessi appalti delle ricostruzione a meritare qualche considerazione in merito ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div>di Alessio Postiglione</div>
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<div>INCHIESTA. Una verifica sulle società che hanno partecipato al progetto Case restituisce dati inquietanti. Legami con criminalità e politica.</div>
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</div>
<p>Negli appalti, in Abruzzo, qualcosa potrebbe essere andata storta. Per ora, l’attenzione della magistratura si è concentrata sul G8. Ma sono gli stessi appalti delle ricostruzione a meritare qualche considerazione in merito ai soggetti coinvolti: ci imbattiamo, infatti, in complicati intrecci, conflitti d’interesse, rapporti con ditte discutibili, imprenditori e dirigenti con disavventure giudiziarie. Ad incuriosirci particolarmente è il progetto C.a.s.e, Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili; 184 edifici, circa 4.600 appartamenti, capaci di resistere a nuovi sismi, immersi nel verde. Un progetto per una spesa totale di circa 710 milioni di euro. Secondo l’Ara, l’associazione per la ricostruzione dell’Aquila,&nbsp;troppi soldi spesi male. Il costo al metro quadro del progetto è pari a 2.850 euro, contro un costo di costruzione medio di un palazzo a norma antisismica pari a €.1.100,00/1.300,00 mq.</p>
<p><strong>Ma chi ha ricostruito L’Aquila?</strong> Sono 16 le ditte o consorzi che si sono aggiudicate l’appalto&nbsp;per la realizzazione dei 150 edifici del&nbsp;progetto C.a.s.e. Si tratta solo di un primo livello di indagine perché le norme emergenziali varate dopo il sisma hanno dato la facoltà alle imprese capofila di convocare le ditte subappaltanti senza bando; le nuove norme, inoltre,&nbsp; hanno anche derogato alla legge 163 del 2006 del codice dei contratti pubblici, prevedendo che si potessero affidare in subappalto lavori fino al<span id="more-2135"></span> 50% della commessa. Tra le aziende vincitrici, la ditta che si è aggiudicata il maggior numero di lotti (5), fa capo all’Associazione temporanea d’imprese Maltauro/Taddei. Proprio la Taddei, abruzzese, ha subappaltato alcuni lavori di ricostruzione all’Impresa Generale Costruzioni srl di Gela, già oggetto di 4 segnalazioni della Direzione Investigativa Antimafia che la individuavano come referente del clan mafioso dei Rinzivillo di Gela.</p>
<p>Anche nel passato della vicentina Maltauro compaiono macchie legate all’aver operato in territori piagati dalla mafia edile:&nbsp; fu indagata per presunte tangenti a politici e funzionari per l’aggiudicazione della gara d’appalto per la realizzazione, alla fine degli anni ’80, del 1° e 3° lotto dei capannoni della zona artigianale di&nbsp;Villafranca, Messina. Enrico e Giuseppe Maltauro furono anche sotto inchiesta per le tangenti all’ex ministro socialista De Michelis&nbsp;per i lavori del raccordo autostradale con l’aeroporto Marco Polo di Venezia&nbsp;e per l’ampliamento della terza corsia della Venezia-Padova. Giuseppe Maltauro, nel “Veneto bianco”, era uomo vicino al presidente del Consiglio Mariano Rumor e alle gerarchie ecclesiastiche. La Maltauro, una volta chiusa la stagione di Mani Pulite, è diventata una degli attori di maggiore peso, in Italia, soprattutto nelle commesse militari: ha già lavorato a Sigonella, La Maddalena ed Aviano. Grazie all’ottimo rapporto Berlusconi-Gheddafi, ha anche recentemente sottoscritto una joint-venture con la compagnia aeronautica di Stato libica, Finmeccanica e AgustaWestland, oltre ad aver vinto un bando per&nbsp; la realizzazione ad Abou-Aisha, nelle vicinanze dell’aeroporto di Tripoli, di un centro-assemblaggio per gli elicotteri da guerra A109 Power.</p>
<p>Un’altra ditta vincitrice di Case è la Raffaello Pellegrini Costruzioni, diretta, fra l’altro, dal presidente dell’associazione costruttori di Sardegna Maurizio De Pascale. Nelle oltre ventimila pagine di atti giudiziari relativi al caso “Protezione Civile”, inoltre, emerge che la Pellegrini era la subappaltata della Consortile Arsenale, riconducibile ad Anemone; mentre Guido Bertolaso, Mauro Della Giovampaola, il funzionario agli arresti accusato di aver favorito Anemone, e Francesco Piermarini, il cognato di Bertolaso, telefonavano con utenze intestate alla ditta diretta da De Pascale. La Pellegrini, negli anni scorsi, è stata anche coinvolta anche nella inchiesta sugli abusi edilizi relativi al Biochimico di Cagliari.</p>
<p><strong>Un’altra ditta vincitrice</strong> è la Angelo Antonio Costruzioni Generali srl., di Montefalcione, in Irpinia; Angelo Antonio è fratello di Giancarlo D’Agostino, proprietario della più grande Idrostrade Ingegneria. Giancarlo è stato più volte denunciato per reati come associazione a delinquere, truffa, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. Il suo nome emerge anche nell’ordinanza prefettizia relativa allo scioglimento del Comune di Fondi. La Idrostrade, secondo il magistrato, sarebbe “pertinente ad indagini” relative a reati come “associazione di tipo mafioso, omicidio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, corruzione per atto contrario a doveri d’ufficio, violenza privata”. Un’altra ditta vincitrice di Case è la Sled che fa capo a Wolf Chitis, già in manette negli anni 90, dopo una breve latitanza, per gli appalti truccati della metropolitana di Napoli. Troviamo la ditta che fa capo agli abruzzesi fratelli Frezza, Armido e Walter. La loro impresa, fra l’altro, aveva firmato proprio i lavori dell’ospedale di San Salvatore, miseramente crollato durante il sisma. L’azienda è stata anche accusata, ingiuriosamente secondo i suoi legali, di aver costruito un garage, sotto al numero civico 79 di via venti Settembre, che sarebbe la causa del crollo del palazzo stesso, in occasione del terremoto.</p>
<p><strong>La CoGe Spa di Parma,</strong> insieme al Consorzio Esi, ha vinto un lotto per 2.095.720 euro. Nella CoGe, presieduta oggi come allora da Lino Mion, nel 1988, entrò, con una quota del 50%, Silvio Berlusconi. L’attuale premier, in seguito, si defilò; nella CoGe, tuttavia, sono passati sicuramente il fratello Paolo Berlusconi e, forse, il fratello del generale Mario Mori. Secondo una relazione della Dia del 1999, infatti, era il fratello dell’ex capo del Ros, attualmente sotto processo per la mancata cattura di Provenzano, quel tale Giorgio Mori presente nella proprietà della CoGe; ma un errore materiale nel documento della Dia rende ancora oggi oggetto di disputa questa attribuzione. Anche alla Donati-Tirrena-Dema sono stati affidati lavori per oltre due milioni di euro. Maurizio Donati, della Dema Costruzioni), ed Enrico Donati,&nbsp; della Tirrena Srl, sono finiti, l’anno scorso, sul registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Larino sul progetto Silcra, relativo alle costruzioni post terremoto in Molise. Sempre affari, sempre terremoti. Maledettissimi ma profittevoli terremoti.</p>
<p><a href="https://www.terranews.it/" target="_blank">FONTE</a></p>
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		<title>L&#039;Aquila aspetta il miracolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 01:14:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Primo Di Nicola Sfollati a quota 40 mila. Macerie ancora da rimuovere. Rischi inquinamento. È lungo l&#8217;elenco dei problemi irrisolti. A dieci mesi dal sisma Vigili al lavoro davanti al palazzo del Governo VIDEOINCHIESTA L&#8217;Aquila, l&#8217;emergenza continua La nomina a ministro annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una commossa lettera di addio agli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Primo Di Nicola</p>
<p><strong>Sfollati a quota 40 mila. Macerie ancora da rimuovere. Rischi inquinamento. È lungo l&#8217;elenco dei problemi irrisolti. A dieci mesi dal sisma</strong></p>
<div><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2010/02/11/jpg_2120860.jpg" border="0" alt="" /></div>
<p>Vigili al lavoro davanti al palazzo del Governo</p>
<p><strong>VIDEOINCHIESTA</strong> L&#8217;Aquila, l&#8217;emergenza continua<br />
La nomina a ministro annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una commossa lettera di addio agli abruzzesi su una pagina del &#8216;Centro&#8217;. Così Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, alla fine di gennaio ha passato le consegne al nuovo commissario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi e al suo vice, il sindaco dell&#8217;Aquila Massimo Cialente. Se ne è andato con la riconoscenza dei terremotati per il modo in cui la Protezione civile ha offerto i suoi generosi aiuti e l&#8217;orgoglio per quanto realizzato per avviare<span id="more-1391"></span> il rientro alla normalità, a cominciare dal Progetto Case (Complessi antisismici ecocompatibili ecocostenibili), oltre 180 edifici, per non parlare di qualche migliaio di Map, le casette in legno. In tutto, Bertolaso ha speso oltre 1 miliardo e mezzo di euro per assistere la popolazione e completare opere in grado di dare un tetto sicuro a oltre 20 mila persone. Un successo, insomma, anche se non sono solo rose. Nell&#8217;eredità che lascia a Chiodi ci sono anche problemi: il numero degli sfollati ancora in alberghi e case private; una situazione incandescente nei comuni fuori dal cratere del sisma; una città intasata di macerie; i guasti ambientali provocati dal Progetto Case.</p>
<p>La carica dei 40 mila Il problema più grande è senza dubbio quello degli sfollati aquilani. A oltre dieci mesi dal terremoto e nonostante le promesse del premier che aveva assicurato una casa per tutti entro il 31 dicembre, sono oltre 40 mila gli aquilani che continuano a vivere in hotel (6 mila), caserme (1.100), appartamenti lungo la costa (2.400) e soprattutto in autonoma sistemazione in case in affitto o altro (più di 31 mila). Come mai così tanta gente non è riuscita ad avere un nuovo alloggio o a rientrare nelle proprie abitazioni? La questione non è di poco conto visto che, a parte tutto il resto, assistere questa massa di sfollati costa tantissimo: un giorno in albergo vale fino 70 euro a persona, gli affitti arrivano a un massimo di 800 euro. Morale: dallo scorso aprile sono già stati spesi oltre 220 milioni per dare ospitalità agli aquilani. Certo, i terremotati da sistemare sono risultati tanti, oltre 70 mila, ma le ragioni per le quali ancora oggi circolano tutti questi sfollati, secondo Giustino Masciocco, assessore alle Politiche abitative del comune, &#8220;vanno fatte risalire alle stime sbagliate della Protezione civile sul fabbisogno delle abitazioni da costruire per coloro che avevano visto la propria distrutta dal sisma e nei ritardi con i quali si stanno riparando le case poco danneggiate&#8221;. Una tesi confermata da Cialente che definisce tutto ciò &#8220;la nostra Waterloo&#8221;. Cominciamo dall&#8217;errore di calcolo.</p>
<p>Conti in rosso Le cifre dicono chiaramente che rispetto ai 7.181 aventi diritto a uno degli alloggi del Progetto Case in quanto proprietari di abitazioni classificate E ed F (quelle distrutte e le altre inutilizzabili perché vicine ad altre pericolanti) la Protezione civile ne ha costruite solo 5.565, ben 1.616 in meno del necessario. Con il risultato che altrettanti nuclei familiari composti da single giovani e anziani o da coppie sono rimaste senza l&#8217;alloggio. Questo errore, a sentire il Comune, è stato determinato dal fatto che il primo censimento dei danni avviato da Bertolaso venne fatto trascurando la &#8216;zona rossa&#8217; del centro storico quasi completamente distrutta e lavorando sulla fascia della cinta urbana meno danneggiata. Questa circostanza, unita al fatto che spesso i fabbricati compresi nelle fredde statistiche non erano case monofamiliari ma condomini anche con più di 20 appartamenti, hanno favorito l&#8217;errore di stima che ha spinto Bertolaso a fine maggio a fare costruire soli 3.775 alloggi. A dire al verità, anche il Comune aveva avviato un suo screening basato sui dati dell&#8217;anagrafe che indicò in circa 12 mila i nuclei che potevano avere bisogno di nuove abitazioni. Ma Cialente, che pure racconta di avere portato queste stime a Bertolaso, non venne ascoltato. Così si è andati avanti nell&#8217;errore. Fino a metà agosto, quando alla Protezione civile sono arrivati i risultati di un altro censimento che fissava il numero delle famiglie con abitazione E ed F crollate o inutilizzabili in circa 13 mila. E di questi appunto 7.181 chiedevano l&#8217;alloggio del Progetto Case. Solo davanti all&#8217;evidenza di questi numeri Bertolaso si decide a rimediare ordinando la costruzione di altri 675 appartamenti, mentre Cialente chiede 1.600 Moduli abitativi provvisori (Map), le famose casette di legno, ottenendone però solo 1.115. Ma nemmeno questa accelerazione è sufficiente: all&#8217;appello continuano a mancare ancora 1.616 appartamenti per un totale di circa 2 mila persone che continuano ad alimentare l&#8217;esercito degli sfollati.</p>
<p>Avanti piano Ma la fetta più grossa dei 40 mila è senza dubbio quella costituita dagli abitanti meno danneggiati e le cui abitazioni sono state classificate B e C (le A sono quelle agibili), circa 15 mila case riguardanti 30 mila persone. Vista la lieve entità dei danni, riparabili in poche settimane, proprio la veloce sistemazione di queste abitazioni avrebbe dovuto favorire il rientro degli sfollati. Invece, gli interventi più leggeri si stanno rivelando una via Crucis visto che ancora all&#8217;inizio di febbraio pochissimi lavori sono partiti. Colpa del caos normativo provocato dai decreti del governo in materia di ricostruzione che ha spinto la gran parte dei terremotati a temporeggiare; della mancanza del prezzario della Regione Abruzzo varato solo a metà settembre; dei lenti controlli sulla regolarità delle pratiche; dell&#8217;allungamento dei termini per la presentazione delle richieste di contributo prorogati fino al 31gennaio. Un circolo vizioso che dovrebbe spezzarsi ora che Cialente dice di voler usare il pugno di ferro con l&#8217;obbligo di inizi lavori entro sette giorni dalla concessione del contributo pena la perdita dello stesso e di qualsiasi forma di assistenza. Un giro di vite che dovrebbe consentire al massimo entro il mese di agosto il rientro nelle case dei 40 mila sfollati aquilani.</p>
<p>Terremotati invisibili Sono quelli dei comuni fuori dal cosiddetto &#8216;cratere&#8217; del sisma dimenticati persino dalle statistiche della Protezione civile (nel suo sito non compaiono). Quanti siano esattamente nessuno lo sa. E già questo la dice lunga sulla delicatezza della questione. Una stima fatta dal consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, fa ammontare a quasi 10 mila il loro numero. Si tratta di persone di paesi che ricadono dentro le province dell&#8217;Aquila, Teramo e Pescara. Solo a Sulmona ce ne sono quasi mille e vivono in albergo o ospiti in abitazioni di amici e parenti. Da questi sfollati &#8216;invisibili&#8217; si levano proteste per il diverso trattamento rispetto all&#8217;Aquila. Nel loro caso non è stata la Protezione civile a farsi carico dell&#8217;assistenza. A queste incombenze hanno dovuto pensare i comuni che, come Pratola, dallo Stato hanno avuto solo 250 mila euro, 100 mila dei quali per fronteggiare l&#8217;emergenza e i restanti per finanziare la ricostruzione dei fabbricati. Una miseria considerando che, a Pratola, le richieste di contributo sono state 150 con importi che quasi sempre superano i 40 mila euro. E non basta: avere il contributo non è semplice, occorre dimostrare la relazione tra il danno subito e il terremoto. Il che è facile solo a dirsi, vista la macchinosità dei controlli. La presidente della provincia Stefania Pezzopane chiede per questo &#8220;la cessazione della disparità di trattamento&#8221;. Anche per evitare il ripetersi di quello che è successo a Natale quando nello stesso albergo la Protezione civile ha consegnato pacchi dono ai terremotati dell&#8217;Aquila lasciando a mani vuote gli &#8216;invisibili&#8217;del cratere.</p>
<p>Un muro di macerie Tra quelli aperti lasciati in eredità dalla Protezione civile, secondo l&#8217;assessore alle politiche ambientali dell&#8217;Aquila Alfredo Moroni, quello delle macerie &#8220;è il problema dei problemi&#8221;. Nonostante un&#8217;intesa raggiunta con il comune nei mesi scorsi per risolvere lui la questione, Bertolaso ha passato le consegne lasciando per le vie del centro storico ancora chiuso circa 4 milioni di tonnellate di materiale frutto di crolli e demolizioni. E ora questa enorme massa impedisce la circolazione dei mezzi necessari ad avviare anche la minima riparazione degli immobili danneggiati, come a piazza S. Maria Paganica oppure nella storica via Cascina. La questione non è trascurabile: &#8220;Se non liberiamo le strade&#8221;, spiega Moroni, &#8220;non è possibile nemmeno avviare la ricostruzione&#8221;. Per questo Cialente aveva scritto a Bertolaso sollecitandolo ad allestire i siti necessari allo smaltimento dei rifiuti. Il sindaco aveva addirittura invocato l&#8217;impiego del Genio militare. Ma senza successo. Così oggi per la drammatica emergenza aquilana è in funzione un solo sito per lo smaltimento delle macerie, mentre altri due potrebbero essere allestiti a breve. Ad appesantire la situazione c&#8217;è poi la circostanza che la normativa in materia è particolarmente spinosa. E gli amministratori preferiscono procedere con i piedi di piombo per evitare guai giudiziari. Se comunque anche gli altri due impianti verranno aperti, con una spesa di 30 milioni di euro nel 2010 verranno rimosse 1 milione di tonnellate di detriti, quasi un terzo del totale. Ma occorre fare di più: con questo ritmo ci vorranno infatti tre anni per aprire le vie del centro storico ai mezzi necessari alla ricostruzione. Troppi.</p>
<p>Chi inquina di più L&#8217;emergenza del terremoto in Abruzzo si è aggiunta a un&#8217;altra, quella ambientale del fiume Aterno. A questo fiume il cui bacino è da sempre assediato dagli scarichi fuori norma di molti paesi e persino della facoltà di ingegneria ambientale dell&#8217;università dell&#8217;Aquila, la Protezione civile ha assestato un altro colpo con le fogne non depurate di alcuni insediamenti del Progetto Case: quelli di Assergi, Camarda e Paganica che vanno a inquinare l&#8217;affluente Vera; ma soprattutto quello di Bazzano, per il quale l&#8217;associazione Libera si appresta a scendere sul sentiero di guerra, completato in fretta e furia per consentire a Berlusconi di consegnarlo ai terremotati il 29 settembre, giorno del suo compleanno.</p>
<p>Il caso di Bazzano è singolare perché proprio al di sotto delle nuove case che ospitano circa 2 mila terremotati è in costruzione un depuratore voluto da Adriano Goio, commissario governativo per l&#8217;emergenza ambientale del fiume Aterno, per pulire gli scarichi dell&#8217;abitato preesistente. A causa dei ritardi dell&#8217;Enel, il depuratore non è però funzionante per mancanza di energia. Ciononostante, il consorzio Forcase incaricato da Bertolaso di realizzare le abitazioni dei terremotati ha iniziato a scaricare senza preavviso nella condotta del depuratore. Morale: Goio ha chiuso con dei palloni l&#8217;accesso all&#8217;impianto e solo per carità di patria, per non creare altri dispiaceri ai terremotati bisognosi di quegli alloggi, ha autorizzato il consorzio a scaricare la fogna direttamente nel fiume. Solo negli ultimi giorni Goio ha autorizzato la reimmissione della fogna nel depuratore, che però continua a non funzionare.<br />
(11 febbraio 2010)</p>
<h1><a href="https://lespresso.it/palazzo/2010/02/11/news/l-aquila-aspetta-il-miracolo-1.18749" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FONTE</a></h1>
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		<title>1994-2010, promesse tradite sulle tasse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 09:26:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due decenni di amnesie, dal contratto con gli italiani agli stop dell’Ulivo In Principio era l’aliquota unica. Succedeva nel 1994, quando Silvio Berlusconi si apprestava a vincere le prime elezioni politiche e il suo guru fiscale si chiamava Antonio Martino, economista liberal della scuola di Chicago. Che per la campagna elettorale tirò fuori l’asso nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Due decenni di amnesie, dal contratto con gli italiani agli stop dell’Ulivo</h3>
<p><strong>In Principio era l’aliquota unica</strong>. Succedeva nel 1994, quando Silvio Berlusconi si apprestava a vincere le prime elezioni politiche e il suo guru fiscale si chiamava Antonio Martino, economista liberal della scuola di Chicago. Che per la campagna elettorale tirò fuori l’asso nella manica; la flat tax. Ovvero, un’aliquota unica Irpef del 33% per tutti i contribuenti.</p>
<p><strong>«Tutti pagheranno meno tasse e i poveri saranno esentati»,</strong> spiegò al giornalista del Corriere Dino Vaiano. Giulio Tremonti, allora candidato dei<span id="more-8"></span> pattisti, lo stroncò: «Miracolismo finanziario». Una volta arrivato al governo, Berlusconi spedì prontamente Tremonti (nel frattempo passato con Forza Italia) alle Finanze, Martino alla Farnesina e l’aliquota unica nel dimenticatoio.</p>
<p><strong>Poi le aliquote diventarono due: 23% e 33%</strong>. Berlusconi prese l’impegno solennemente in televisione davanti a Bruno Vespa, firmando il contratto con gli italiani. E il superministro dell’Economia Giulio Tremonti si mise d’impegno. Radioso, il Cavaliere annunciò, presentando la Finanziaria 2003: «La riduzione dell’Irpef partirà dal prossimo anno e riguarderà 28 milioni di italiani». In effetti il Parlamento approvò una legge delega che prevedeva non soltanto le due aliquote, ma pure (qualcuno oggi se lo ricorda?) la famosa «armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie». Ovvero: meno tasse sui depositi bancari, riducendo quell’indecentemente alto prelievo del 27% sugli interessi già inesistenti dei conti correnti, e aumentando quell’indecentemente bassa imposta del 12,5% sugli investimenti finanziari e le speculazioni di borsa. Ma come, proprio quella riforma che avrebbe voluto fare in seguito la sinistra radicale e contro cui il centrodestra invece alzò le barricate? Proprio quella. Inutile dire che il 3 maggio del 2005 la legge delega con le due aliquote e l ’«armonizzazione» delle imposte sulle rendite era scaduta senza essere applicata: il governo non aveva mai fatto i decreti legislativi per attuarla. E Tremonti ammetteva con onestà: «L’aumento della tassazione delle rendite finanziarie sarebbe un grave errore anche se ideologicamente condivisibile».</p>
<p><strong>Nel frattempo le aliquote Irpef </strong>erano già diventate tre: 23%, 33%, 39%. Poi quattro: 23%, 33%, 39%, 43%. Pur riluttante, il successore di Tremonti, Domenico Siniscalco, sottoscrisse una riforma che i colonnelli del centrodestra, alle prese con sondaggi traballanti, giudicavano assolutamente necessaria per risalire nei consensi. L’Irpef fu rimodulata su quelle quattro aliquote e tagliata di circa 6 miliardi di euro. I contribuenti esultarono. Ma in compenso vennero investiti da una raffica di aumenti per i bolli e altre imposte marginali. Mentre Berlusconi insisteva: «L’anno prossimo aboliremo la quarta aliquota».</p>
<p><strong>L’anno seguente, 2006, nel programma elettorale</strong> della Casa della libertà spuntò invece il quoziente familiare. «Un padre di famiglia pagherà il 30% in meno di tasse», s’infervorò il Cavaliere. Ma al governo tornarono Romano Prodi e Vincenzo Visco. Intanto tre professionisti di Bari avevano promosso una causa civile contro Berlusconi per non aver onorato il contratto con gli italiani. Risarcimento preteso: la differenza delle tasse pagate e quelle che avrebbero invece pagato se fossero state rispettate le promesse.<br />
Già, le promesse. Non c’è stato un governo che le abbia rispettate tutte fino in fondo. Prodi, per esempio, ha tagliato il cuneo fiscale alle imprese, come chiedeva la Confindustria di Luca Cordero di Montezemolo. Ma nella breve storia del suo ultimo esecutivo non c’è traccia di quel «grande e sostanziale calo delle imposte per i lavoratori con reddito medio basso e per le famiglie con i figli» che aveva trionfalmente presentato come imminente nella conferenza stampa di fine 2007. C’è invece, eccome, traccia di un inasprimento fiscale per i redditi meno bassi, attuato dopo che lo stesso Prodi aveva dichiarato: «Non si aumentano le imposte per diminuire il cuneo fiscale». I leader del centrodestra ringhiarono furiosamente contro quella manovra. Salvo lasciare, una volta tornati al governo, tutto esattamente com’era. Abolendo però come promesso, va riconosciuto, l’Ici sulla prima casa.</p>
<p><strong>Qualcuno ha invece notizie del quoziente familiare</strong> (cioè un sistema fiscale basato sulla tassazione del reddito della famiglia diviso per i componenti del nucleo), di cui Berlusconi ogni tanto parla? «Introdurremo il quoziente familiare prendendo le risorse dall’evasione fiscale», ha promesso di nuovo il 16 marzo 2008. Venti giorni più tardi: «Porteremo l’aliquota massima al 33%, con le risorse che verranno dalla cura in profondità che attueremo per diminuire i costi dello Stato». Nell’attesa sono arrivati il terzo e il quarto scudo fiscale. Nonostante Berlusconi e Tremonti avessero proclamato prima delle ultime elezioni: «Basta con i condoni». E nonostante da dieci anni ormai sia stata dichiarata guerra all’Irap («Quella tassa farà una brutta fine», sparò il Cavaliere l’8 maggio del 2001 ancora a Porta a Porta), quella imposta sopravvive imperterrita.</p>
<p><strong>Non resta, a questo punto</strong>, che sperare almeno nella cancellazione del bollo per l’auto, le moto e i motorini: l’ultima promessa che Berlusconi ha fatto in campagna elettorale. Incrociamo le dita.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold;"><a href="https://www.corriere.it/politica/10_gennaio_11/rizzo_466424de-fe7d-11de-a5d5-00144f02aabe.shtml">FONTE</a></span></span></p>
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		<title>Sul giornalismo moderno.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 17:55:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giornalismo. In questi tempi sono entrato volente o nolente a contatto con il giornalismo, nel bene e soprattutto nel male. Essere laggiù in Abruzzo nelle tendopoli, o a vedere la morte di una persona conosciuta, o a sentire la verità di una città bistrattata dai media come quella in cui vivo, vedere le realtà dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornalismo.<br />
In questi tempi sono entrato volente o nolente a contatto con il giornalismo, nel bene e soprattutto nel male.<br />
Essere laggiù in Abruzzo nelle tendopoli, o a vedere la morte di una persona conosciuta, o a sentire la verità di una città bistrattata dai media come quella in cui vivo, vedere le realtà dei fatti, toccarle con mano e poi leggere i giornali, guardare la televisione, ascoltare la radio talvolta mi provoca un senso come di conati di vomito.<br />
Mi chiedo dove sia finita la libertà di parola che essi stessi professano, ed ormai diventa normale intervistare la donna piangente per chiederli &#8220;cosa prova<span id="more-90"></span> in questo momento?&#8221; diventa normale ledere la vita privata delle persone, e la libertà di parola diventa appunto questa libertà di ledere, questa libertà di informarci della signora che ha perso il bimbo e che gli è stato trovato dal Lessie di turno e tenerci all&#8217;oscuro della guerra in Congo che va avanti da anni o dei problemi politici in Guatemala, o del tentativo di Golpe in Messico o peggio ancora della realtà del mondo in Abruzzo, o peggio ancora della realtà nei nostri comuni, delle leggi fatte dagli stessi governanti che votiamo. Pero del naso scomparso di Micahel Jackson sappiamo tutto, e addirittura possiamo star tranquilli nella consapevolezza che in Abruzzo la gente sta bene quando basta un briciolo di comprensione per accorgersi che non è così.<br />
Poi ci sono i giornalisti &#8220;indipendenti&#8221;, &#8220;alternativi&#8221;, quelli fuori dal coro, quelli che ci dicono &#8220;la verità&#8221;.<br />
Spesso una verità che si contrappone non alle bugie, non alla disinformazione ma semplicemente si contrappogono a quanto dicono gli altri giornalisti, sia che dicano cose corrette sia che le dicano scorrette, si professano coloro che portano la verità delle cose, forse perché non hanno trovato lavoro con quelli. E come li riconosci questi? Quando gli dici che sei con loro, quando vuoi sostenerli e portare le loro idee per il mondo ti dicono &#8220;eh no&#8230; aspetta, però guarda che devi far vedere che sono io, mi raccomando, devi pubblicizzarmi non usare le informazioni che do senza dire che le do io&#8221;. Tu magari neanche ci pensi perché quello che conta per te e che la gente abbia una conoscenza più ampia, a te non importa guadagnare, non ti importa altro che quell&#8217;informazione giri, che la verità giri, si ma a loro no. Loro quelle cose non le scrivono per il bene delle persone, non le scrivono perché la gente apra gli occhi sulla realtà del Congo, sulla realtà dell&#8217;Abruzzo, sulla realtà dei nostri politici, sulla realtà di come funziona il mondo, no! Chissenefrega loro quelle cose le scrivono perché ci fanno i soldi, le scrivono perché fa moda scrivere fuori dal coro, perché c&#8217;è della gente che li ascolta per scappare da una trappola mediatica e semplicemente finiscono in un&#8217;altra.<br />
Di mio sto pensando che non sia necessario solo leggere entrambe le parti, sia quelle dei giornalisti &#8220;normali&#8221; che quelle dei giornalisti &#8220;contro&#8221;, che non sia necessario guardare sia i giornali di stato, sia quelli delle varie posizioni politiche, sia quelli italiani che quelli dell&#8217;estero, sto pensando che oramai in questo mondo sia necessario trovarsi fonti realmente alternative, conoscere qualcuno che la c&#8217;è stato, conoscere qualcuno che in Abruzzo, in Guatemala, in Congo, in Parlamento in qualsiasi posto sia per noi un argomento di interesse reale, gente che abbia dormito nelle tendopoli e non nell&#8217;albergo a quattro stelle, gente che abbia parlato con le popolazioni guatemalesi a rischio suo del terrorismo locale, che abbia visto i bambini congolesi di cui non si parla, che conosca come funzionano le cose giù a Roma, gente che non sia pagata per farlo, che non abbia nulla da guadagnare nel dirti le cose, nel venderti la sua opinione, nel venderti la tua prossima opinione.<br />
Non è facile, no, ma il più delle volte non è neppure impossibile trovarlo ed ogni volta che lo trovi, ogni singola volta che lo trovi ti accorgi di come la gran parte delle informazioni di cui ci infarciscono sono quantomeno tendenziose, quantomeno partiticizzate,<br />
Credo davvero che il giornalismo, quello vero quello, quello divulgativo sia morto a Milano, il 22 luglio 2001.</p>
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		<title>Thinking Day</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 18:36:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[« Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo un po&#8217; meglio di come l&#8217;hai trovato e, quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo ma hai fatto del tuo meglio. » [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>« Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo un po&#8217; meglio di come l&#8217;hai trovato e, quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo ma hai fatto del tuo meglio. »<br />
B.P.</p>
<p>Il 22 febbraio di 152 anni fa a Paddingto nacque un uomo, un uomo semplice.<br />
Era il 185 in famiglia e fra amici veniva chiamato Stephe ma il suo nome completo era Robert Stephenson Smyth Powell, il sesto figlio di otto del reverendo Baden Powell il quale morì però tre anni dopo.<br />
Quando Robert aveva 12 anni, sua madre, con <span id="more-142"></span>l&#8217;intento di fornire, anche nel cognome, un sostegno al futuro dei figli, cambiò il cognome di famiglia da Powell in Baden-Powell. Un doppio cognome all&#8217;epoca risultava più &#8220;di classe&#8221;in alcuni ambienti, ed il fatto che Baden fosse un nome di origine tedesca comportava vantaggi sociali perché vicino al germanismo della famiglia reale.<br />
Non fu uno studente particolarmente bravo, ma sicuramente fu uno dei più vivaci, se qualcosa succedeva nel cortile di scuola sicuramente lui era lì in mezzo. Era notato particolarmente per le sue capacità come portiere nella squadra di calcio della scuola, come disegnatore, e come attore. Ogni volta che gli si proponeva di organizzare uno spettacolo lui era capace di accendere gli entusiasmi di tutti gli studenti.<br />
Si interessava anche alla musica e suonava in modo ambidestrio pianoforte e violino con un certo talento.<br />
Uno sei suoi più grandi divertimenti erano anche cacciare e cucinare animali nei boschi limitrofi, oltre a nascondervisi dai professori.<br />
A 19 tentò di entrare a Oxford ma non essendo troppo studioso non superò mai gli esami di ammissione, provò anche ad entrare in cavalleria e in fanteria dove riuscì con successo e optò per la nobile cavalleria.<br />
Prestò un eccelente servizio militare tanto che a soli 26 anni era già capitano in India.<br />
Proprio in quelle terre conquistò il trofeo più ambito di tutto il paese, quello del pig-sticking o caccia del cinghiale a cavallo, con una corta lancia come sola arma.<br />
Il cinghiale selvatico in India è definito «il solo animale che osi bere alla stessa pozza d&#8217;acqua della tigre».<br />
Le sue capacità come topografo e come esploratore lo fecero assegnare presto ad incarichi di grande responsavilità.<br />
Negli anni 80 perfezionò le sue doti di esploratore attraverso la conoscenza del popolo Zulù nella provinica del KwaZulu, in Sudafrica, i suoi superiori furono impressionati da tali doti tanto da segnalarlo e farlo trasferire ai servizi segreti britannici.<br />
Tra il 1892 e il 1893 fu responsabile dell&#8217;Intelligence nel mediterraneo e nei suoi viaggi in cerca di informazioni militari progettò i <a href="http://www.fortecavalli.it/">Forti Cavalli</a> che tuttora punteggiano le coste dello stretto di Messina.<br />
Durante la Seconda Guerra Boera era era il più giovane colonnello dell&#8217;esercito britannico e responsabile dell&#8217;organizzazione di forze di frontiera che dovevano assistere l&#8217;esercito regolare.<br />
Durante qesto incarico fu bloccato in assedio a Mafeking e circondato dall&#8217;esercito Boero il quale si trovava in vantaggio per numero di qualche migliaio di unità.<br />
Nonostante la schiacciane inferiorità numerica la sua guarnigione resse 217 giorni l&#8217;assedio grazie a diverse tecniche escogitate da lui. Fece realizzare dei finti campi minati e istruì i suoi soldati a simulare di dover evitare grandi recinzioni di filo spinato, compì la gran parte dei lavori di esplorazione delle aree e istruiì un gruppo di ragazzi del luogo in modo che facessero da vedette e portaordini e insegnò loro a oltrepassare le linee nemiche.<br />
Molti di questi ragazzi persero la vita in queste missioni e il colonnello fu impressionato dal coraggio e dalla generosità con cui i ragazzi attendevano ai loro compiti.<br />
L&#8217;assedio terminò con la liberazione della cittadina il 16 maggio del 1900.<br />
Fu promomosso Generale e divenne eroe nazionale con grande giubilo di tutta l&#8217;inghilterra aprendo il dizionario inglese si può trovare il verbo to <em>maffick</em> (&#8220;celebrare con stravaganti manifestazioni pubbliche&#8221;) e la parola <em>maffication</em> (&#8220;celebrazione tumultuosa&#8221;).<br />
Dopo aver organizzato un servizio di polizia nazionale in Sudafrica Robert ritornò in Inghilterra nel 1903, assumendo l&#8217;incarico di ispettore generale della cavalleria.<br />
Al suo ritorno, in Inghilterra scoprì che il suo manuale d&#8217;addestramento &#8220;Aids to Scouting&#8221; aveva avuto un grande successo e che era stato adottato da insegnanti e da associazioni giovanili.<br />
Avendo seguito conferenze dello scozzese sir William Alexander Smith, che aveva fondato a Glasgow il 4 ottobre 1883 le Boys&#8217;  Brigades, e dell&#8217;altro scozzese naturalizzato canadese, Ernest Thompson Seton, fondatore dei cosiddetti &#8220;Woodcraft Indians&#8221; già nel 1902, B.-P. accettò incarichi in questa organizzazione interconfessionale cristiana, che campeggiava dal luglio 1886. A seguito di ciò, B.-P. decise di riscrivere Aids to Scouting per un pubblico più giovane, e nell&#8217;agosto 1907 tenne un campo sull&#8217;isola di Brownsea con venti ragazzi di diverse estrazioni sociali, per verificare la praticabilità di alcune delle sue idee.<br />
&#8220;Scoutismo per ragazzi&#8221; fu in seguito pubblicato, nel marzo 1908, in sei fascicoli. Ragazzi e ragazze si unirono spontaneamente per formare squadriglie ed il movimento scout divenne inaspettatamente un fenomeno di massa, dapprima nazionale, in seguito internazionale.<br />
Nel frattempo il piccolo Stephe era diventato Sir Robert Stephenson Smyth Lord Baden-Powell, Primo Barone Baden-Powell di Gilwell, o come si faceva chiamare e tutt&#8217;ora è chiamato da ogni scout nel mondo B.P.<br />
Fu in quel campo che nacque lo Scoutismo, il movimento da allora è in continua crescita fino a raggiuingere più di 28 milioni di scout nel mondo che tra le tante attività ogni 22 febbraio organizzano il &#8220;Thinking Day&#8221;</p>
<p>« Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo un po&#8217; meglio di come l&#8217;hai</p>
<p>trovato e, quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo</p>
<p>ma hai fatto del tuo meglio. »<br />
B.P.</p>
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		<title>&#034;La sinistra in passato viveva grazie ai rubli sporchi di sangue dell&#039;Unione Sovietica&#034;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 19:40:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[6 Febbraio 2009 &#8220;Non c&#8217;è e non c&#8217;è mai stata una loro presunta superiorità morale. La sinistra in passato viveva grazie ai rubli sporchi di sangue dell&#8217;Unione Sovietica&#8221; -Silvio Berlusconi- &#8220;la Costituzione è «una legge fatta molti anni fa sotto l&#8217;influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>6 Febbraio 2009<br />
&#8220;<span style="font-style: italic;">Non c&#8217;è e non c&#8217;è mai stata una loro presunta superiorità morale. La sinistra in passato viveva grazie ai rubli sporchi di sangue dell&#8217;Unione Sovietica</span>&#8221;<br />
-Silvio Berlusconi-</p>
<p>&#8220;<span style="font-style: italic;">la Costituzione è «una legge fatta molti anni fa sotto l&#8217;influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello</span>&#8221;<br />
-Silvio Berlusconi-</p>
<p>Hai ragione mio presidente!<br />
E i comunisti <span id="more-149"></span>mangiano i bambini!<br />
E si stava meglio quando si stava peggio soprattutto.</p>
<p>Alle prossime elezioni facciamoci tutti un regalo: votiamo un presidente del consiglio, uno a caso, non importa se di destra o di sinistra, ma che sia un presidente del consiglio però, non un comico.</p>
<p>Solo a memoria del passato&#8230;</p>
<p>Non fonderò mai un partito. Se non entro in politica, vado in galera. Scendo in campo, per un nuovo miracolo italiano. Un milione di nuovi posti di lavoro. Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta. Non capisco perché a San Siro debbano entrare anche i tifosi delle altre squadre, togliendo il posto ai nostri: San Siro deve diventare solo rossonero. I poveri sono persone diseducate al benessere. Mai avuto a che fare con Craxi. Io sono l&#8217;unto del Signore. Il mio governo è schierato con l&#8217;opera di moralizzazione della vita pubblica intrapresa da valenti magistrati. Mussolini non ha mai ucciso nessuno, anzi mandava gli oppositori in vacanza nelle isole. Le mie aziende non hanno mai corrotto nessuno. Giuro sulla testa dei miei figli. Ho dato mandato irrevocabile di vendere le mie tv. Bossi parla come un ubriaco da bar, con lui non prenderò mai più un caffè: è un giuda, traditore, ladro e ricettatore di voti. La situazione della salute del Santo Padre è di assoluta tranquillità. Sarò lieto di incontrare il papà dei fratelli Cervi. In questo luogo passò Enea in fuga col padre Anchise e diede il via alla dinastia da cui nacquero Romolo e Remolo. Paolo di Tarso, il grande filosofo greco. Il Papa è un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol: ha la stessa idea vincente del mio Milan, che poi è l&#8217;idea di Dio, la vittoria del Bene sul Male. Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza: gli manderò Striscia la Notizia. Vorrei ricordare l&#8217;attacco del comunismo alle Due Torri. Ormai in Iraq c&#8217;è una vita regolare, poi certo ci sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori a Baghdad non funzionano. Montanelli e Biagi erano gelosi di me. Anch&#8217;io ho scritto le tavole della legge, come Napoleone e Giustiniano; Mosè era solo un passatavole. Mai sentito parlare di All Iberian. Se perdo le elezioni lascio la politica. La nostra Costituzione è di stampo sovietico. Siamo il partito dell&#8217;amore contro il partito dell&#8217;odio. Non ho mai insultato nessuno. Coglioni! Faccia da stronza! Stalinisti! Ladri! Golpisti! Fascisti! I giudici sono matti, mentalmente disturbati, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Noi ai giudici insidiamo le mogli, siamo dei tombeurs de femmes. Per portare a Parma l&#8217;agenzia alimentare europea ho riesumato le mie doti di play boy e fatto la corte alla presidente finlandese. Ho trovato una cimice dietro il termosifone, sono spiato da procure deviate. Io ero contrario alla guerra in Iraq, ma Bush non mi ha dato ascolto. La proporrò per il ruolo di kapò. Gli sbarchi di clandestini, con noi, sono calati del 247%. Io non racconto barzellette: dico parabole. La sinistra ha una predilezione per i dittatori. Putin è un sincero anticomunista. Gheddafi è un leader di libertà. Bella l&#8217;Estuania! Sono alto un metro e 71. I give you the salutation of my president of the Republic. Il lifting me l&#8217;ha imposto mia moglie. Noi di Forza Italia abbiamo una moralità di livello così elevato che gli altri non possono nemmeno percepirlo. Risolverò il conflitto d&#8217;interessi in cento giorni. Le mie tv mi remano contro. Il trapianto è ottimo, lo consiglio a tutti.Sono sempre stato assolto. L&#8217;evasione di chi paga il 50% dei tributi è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini e che non ti fa sentire moralmente colpevole. Questa storia delle leggi ad personam è falsa: ne ho fatte solo tre, per me. Biagi, Luttazzi e Santoro han fatto un uso criminoso della televisione pubblica. Avete capito bene: abolirò l&#8217;Ici. Galliani è la persona più onesta che ho mai conosciuto. Il mio cervello è talmente sviluppato che ha espulso i capelli. La giustizia è un cancro da estirpare. D&#8217;Alema è er mejo figo der bigoncio, di lui mi fido. La mia religione è il maggioritario. Io sono per il proporzionale. Mai fatto affari con la politica, anzi ci ho sempre perso. Gli elettori si sono sbagliati, erano giusti gli exit-poll. Sto trattando con la Russia dell&#8217;amico Putin per aprire un corridoio negli Urali e collegarci all&#8217;Oceano Pacifico. Non ci sarà alcun condono fiscale. Noi siamo per il presidenzialismo. Mai stato presidenzialista. Non sapevo che mio fratello vendesse decoder. Odio andare in tv, è una cosa che non sopporto. Nesta al Milan? Impossibile. Gilardino al Milan? Mai, sarebbe amorale. Io sono il Gesù Cristo della politica. Va bene, paragonatemi pure a Mosè. Fra me e Confalonieri c&#8217;è un patto: quello di avvisarci reciprocamente qualora uno dei due rincoglionisse. E Fedele non mi ha ancora detto niente. Prodi ha mentito: in un paese normale si sarebbe già dimesso. Non c&#8217;è mai stato un&#8217;editto bulgaro</p>
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		<title>Chissà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 18:46:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Strani giorni&#8230;. viviamo strani giorni&#8221; questa volta cito Battiato, &#8220;Via Col Vento&#8221; oggi no, oggi su quello ho già dato, e molto! In questi giorni sono successe tante cose strane, belle&#8230;. confusionarie! Ho aperto sul serio la guerra a Gabrieli Editore con una delle prime azioni che dovrebbero costringerla ad esporsi. Sta mattina ho donato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">&#8220;<span style="font-style: italic;">Strani giorni&#8230;. viviamo strani giorni</span>&#8221; questa volta cito Battiato, &#8220;Via Col Vento&#8221; oggi no, oggi su quello ho già dato, e molto!<br />
In questi giorni sono successe tante cose strane, belle&#8230;. confusionarie!<br />
Ho aperto sul serio la guerra a Gabrieli Editore con una delle prime azioni che dovrebbero costringerla ad esporsi.<br />
Sta mattina ho donato finalmente di nuovo il sangue dopo tanto tempo e mi è stato chiesto se in questi giorni sono stato a Ferrara o Bologna, sono rimasto interdetto qualche istante perché si, è come fossi stato a Ferrara anche se così non è, ho suonato ancora con i Dazzle scoprendo che forse, in fondo è ancora il loro tempo, forse è ancora un progetto che vale qualcosa, se non altro per alcuni brani notevoli, e così ho suonato anche con l&#8217;ennesimo tentativo di M-Style che ancora arranca in mancanza di un basso all&#8217;altezza, ed ho cercato un basso trovando una proposta alla Mike Patton. In pratica un sogno. (per la cronaca il sassofonista è Zorn, il cattivo di superman è <span id="more-210"></span>Zod, non si chiamano allo stesso modo, però avevo ragione che erano quasi uguali!!!)<br />
Ho cercato una persona trovandone quattro omonime di cui una che abita nella stessa provincia e una che abita nello stesso paese ma non la conosce e ho stretto amicizia con quest&#8217;ultima!<br />
Ho scritto quella lettera che avrei dovuto scrivere tanto tempo fa e domani la imbucherò&#8230;<br />
Sta sera pizza con gli amici con cui ho passato l&#8217;adolescenza.<br />
Ho trovato erogatore, primo stadio e manometro in ottime condizioni a 70 euro per il mio bombolino decompressivo&#8230;<br />
Sto ascoltando Baglioni (e questa forse è la cosa più strana) a palla!<br />
E via di strani giorni!</div>
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		<title>La ballata dell&#039;eroe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 21:11:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so bene il perché però è un po&#8217; che ascolto questo brano e mi fa pensare&#8230;. pensare&#8230; pensare. Non c&#8217;è un motivo vero, ma ogni tanto torna fuori. Così. La ballata dell&#8217;eroe Era partito per fare la guerra per dare il suo aiuto alla sua terra gli avevano dato le mostrine e le stelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so bene il perché però è un po&#8217; che ascolto questo brano e mi fa pensare&#8230;. pensare&#8230; pensare.<br />
Non c&#8217;è un motivo vero, ma ogni tanto torna fuori. Così.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">La ballata dell&#8217;eroe</span><br style="font-weight: bold;" /><br />
Era partito per fare la guerra<br />
per dare il suo aiuto alla sua terra<br />
gli avevano dato le mostrine e le stelle<br />
e il consiglio di vender cara la pelle<br />
e quando gli dissero di andare avanti<br />
troppo lontano si spinsero a cercare la verità<br />
ora che è morto la patria si gloria<br />
d&#8217;un altro eroe alla memoria<br />
era partito per fare la guerra<br />
per dare il suo aiuto alla sua terra<br />
gli avevano dato le mostrine e le stelle<br />
e il consiglio di vender cara la pelle<br />
ma lei che lo amava aspettava il ritorno<br />
d&#8217;un soldato vivo, d&#8217;un eroe morto che ne farà<br />
se accanto nel letto le è rimasta la gloria<br />
d&#8217;una medaglia alla memoria.</p>
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		<title>Return to&#8230; Piove. Governo ladro. La fine della trilogia?</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/return-to-piove-governo-ladro-la-fine-della-trilogia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 14:19:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qui e quo avevo già trattato l&#8217;argomento, e ora lo trattiamo qua, forse alla fine di questa trilogia. Che alla fine immagino che col prossimo governo potrebbe diventare come guerre stellari e raddoppiare. Bene, che dire? Il governo è caduto. Bene un paio di balle a dire il vero. Il governo precedente cosa ha fatto? [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="https://www.staipa.it/blog/piove-governo-ladro/ ">Qui</a> e <a href="https://www.staipa.it/blog/return-to-piove-governo-ladro/">quo</a> avevo già trattato l&#8217;argomento, e ora lo trattiamo qua, forse alla fine di questa trilogia. Che alla fine immagino che col prossimo governo potrebbe diventare come guerre stellari e raddoppiare.<br />
Bene, che dire?<br />
Il governo è caduto.<br />
Bene un paio di balle a dire il vero.<br />
Il governo precedente cosa ha fatto? Molte cose positive o meno, molte leggi, per se o meno. Successivamente gli italiani hanno votato un altro governo. Forse c&#8217;era un perché.<br />
Questo governo cosa ha fatto? Molte cose positive o meno, ha fatto rientrare l&#8217;Italia nei canoni dell&#8217;Europa evitando di metterci nei casini, ha finanziato la guerra in IRAQ nuovamente nonostante prima fosse contro, non ha fatto nulla per il mondo del lavoro.<br />
In pratica il 66% delle cose identiche al governo precedente più qualcosina che ha creato cose positive ed altre negative. Qualcosina. Poi si è suicidato apertamente (come ci si poteva aspettare) pugnalandosi internamente da solo. Tipo un ictus o un aneurisma, ma ampiamente previsti però.<br />
Quali erano le cose fondamentali da fare? Una legge elettorale ad esempio, una legge sul conflitto di interessi, risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti a Napoli ma evidentemente, c&#8217;erano altre cose o interessi prima.<br />
Chissà.<br />
(<span style="font-style: italic;">A proposito, domanda: siamo una nazione o una serie di regioni ognuna divisa dalle altre? No perché adesso Napoli è nei casini e ogni regione si fa i cazzi suoi ma quando nei casini ci sarà Torino? Napoli ha diritto di sputargli in faccia dicendo sai&#8230; &#8220;noi abbiamo già le nostre cose&#8230; è meglio se te la vedi tu&#8230;&#8221;</span>)<br />
Bene (un cacchio) il prossimo governo salirà attaccando con lo scotch un po&#8217; di partiti a caso quel tanto da ottenere il 50%+1, proporrà una nuova legge elettorale di cui solo parte del governo sarà convinta e forse neppure quella, e che l&#8217;opposizione a priori negherà. Dopo di che appena comincerà a far qualcosa di sensato lo scotch comincerà a staccarsi.<br />
Ovviamente nel frattempo la legge sul conflitto di interessi sarà stata ignorata e Napoli sarà ancora in mano alla camorra, l&#8217;opposizione avrà lavorato solo ed esclusivamente per buttar giù il governo e non per collaborare per il paese. In compenso si prenderà i meriti delle cose buone fatte dal governo attuale e attribuirà i demeriti all&#8217;attuale o al precedente (a seconda di chi va su).Qualcosa mi dice che questa non è affatto una trilogia&#8230;.</p>
<p>p.s. si lo so che siete tutti preoccupati per Trovatello, volevo scrivere delle novità a riguardo di quello e di altre cosucce varie ma rimando di qualche giorno per dare spazio al finale della trilogia se no mi tocca cambiare il titolo del BLog&#8230;</p>
</div>
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