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	<title>Subacquea Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Subacquea Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Cosa pensano i pesci. Percezione, coscienza, consapevolezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 14:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra le mie passioni, come in molti sanno, c&#8217;è la subacquea. La vita al di sotto dell&#8217;acqua per me ha un fascino che non ha nulla da invidiare a quella sulla terra. Qualche tempo fa avevo parlato di Altre menti di Peter Godfrey-Smith (https://wp.me/pQMJM-27p), un libro che parla dei Polpi e dei cefalopodi in generale [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra le mie passioni, come in molti sanno, c&#8217;è la <a href="https://www.staipa.it/blog/tag/subacquea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">subacquea</a>. La vita al di sotto dell&#8217;acqua per me ha un fascino che non ha nulla da invidiare a quella sulla terra. Qualche tempo fa avevo parlato di <a href="https://www.staipa.it/blog/altre-menti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Altre menti </a>di <em>Peter Godfrey-Smith</em> (<a href="https://wp.me/pQMJM-27p" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://wp.me/pQMJM-27p">https://wp.me/pQMJM-27p</a>), un libro che parla dei Polpi e dei cefalopodi in generale e della loro intelligenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi abbiamo la tendenza a considerare i pesci, e in generale gli animali che vivono sott&#8217;acqua in maniera molto meno empatica di quelli che vivono sulla terra. Se è facile credere che una mucca o un bradipo provino dolore fisico ed emozioni è più difficile pensarlo di un pesce. Un po&#8217; per l&#8217;assenza di espressioni facciali, un po&#8217; per la nostra incapacità di sentirne i segnali analoghi ai versi degli animali terrestri. Diciamo <em>muto come un pesce</em> e siamo convinti che cuocere le aragoste vive non provochi alcun dolore all&#8217;animale. Diciamo <em>hai la memoria di un pesce rosso</em>, pensando che non siano in grado di ricordare cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cosa pensano i pesci. Percezione, coscienza, consapevolezza</em> di <em>Jonathan Balcombe</em> ci porta invece mano nella mano a conoscere la vita reale dei pesci attraverso gli studi degli ultimi anni. Ci porta a scoprire che i pesci, come gli altri animali, sono in grado di ricordare cose per anni, sono in grado di riconoscere uno specifico umano che li osservi da sopra la superficie dell&#8217;acqua, provano dolore ed emozioni, hanno arzigogolate strategie di cooperazione anche tra specie diverse, alcuni di essi sembrano perfino avere un gusto estetico e cerchino di fare opere più belle dei propri simili per conquistare le proprie compagne.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="8622" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-pensano-i-pesci-percezione-coscienza-consapevolezza/circle-sea-1000x640-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?fit=1000%2C640&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,640" data-comments-opened="1" data-image-title="circle-sea-1000&amp;#215;640-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?fit=1000%2C640&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=500%2C320&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8622" width="500" height="320" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=300%2C192&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=768%2C492&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=640%2C410&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=100%2C64&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=24%2C15&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=36%2C23&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=48%2C31&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Fonte: <a href="https://web.archive.org/web/20220704153530/https://www.scuolenaturali.it/cose-questo-misterioso-cerchio-sul-fondo-del-mare/">Cos&#8217;è questo misterioso cerchio sul fondo del mare?</a></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Balcombe riesce capovolge tutte le nostre convinzioni sui pesci, dimostrandoci come non siano creature passive e prive di sentimenti, delle specie di robot senza coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci insegna che esistono più di 30.000 specie diverse di pesci, ognuna con le proprie caratteristiche, la propria individualità e la propria bellezza e lo fa raccontandoci aneddoti, spiegandoci ricerche, affascinandoci con racconti. Infine, ci parla delle statistiche della pesca da parte degli umani e del nostro inquinamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci insegna che, dopo tutto, non sono solo gli animali terrestri a meritarsi la nostra attenzione e le nostre preoccupazioni: ci sono 30.000 specie, laggiù che ignoriamo e distruggiamo senza neppure pensarci.</p>
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		<title>Toccare il fondo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 14:29:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Toccare il fondo. Lasciarsi andare e toccare il fondo abbandonando ogni certezza. Toccare il fondo pinneggiando in giù fino a quando ti manca l&#8217;aria, senza bombole, senza nulla. Toccare il fondo, quella sabbia laggiù nel buio, nel nulla nell&#8217;acqua fredda -nera- che ti blocca il respiro il cuore, l&#8217;anima. La pressione sui polmoni che spinge. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Toccare il fondo.<br />
Lasciarsi andare e toccare il fondo abbandonando ogni certezza.<br />
Toccare il fondo pinneggiando in giù fino a quando ti manca l&#8217;aria, senza bombole, senza nulla.<br />
Toccare il fondo, quella sabbia laggiù nel buio, nel nulla nell&#8217;acqua fredda -nera- che ti blocca il respiro il cuore, l&#8217;anima. La pressione sui polmoni che spinge.<br />
Toccare il fondo.</p>
<p>Quella sabbia bianca laggiù nel buio riflette la luce del sole.</p>
<p>Quando il tuo sogno più grande si spezza perché lo hai preso sotto gamba, quando perdi tutte<span id="more-4476"></span> le persone accanto di cui ti fidavi, quando non è l&#8217;acqua a toccarti la gola ma tu nell&#8217;acqua che devi scegliere se risalire o continuare a scendere.</p>
<p>Toccare il fondo.<br />
Sfiorare la sabbia lieve -bianca- e solo dopo voltarsi a guardare in alto. La luce filtra dal movimento delle onde come raggi di sole all&#8217;alba dopo un temporale. Fasci luminosi a muoversi e la superficie lontana come specchi incurvati  in movimento.</p>
<p>Sentire alghe avvolgerti le membra, trattenere i movimenti. Devi respirare. Non c&#8217;è altra soluzione che respirare.</p>
<p>Hai perso ogni zavorra, ogni peso. Hai perso la fiducia mal riposta, la supponenza, gli allori su cui sdraiarti, le persone. Sei tu. Tu e le tue scelte. Tu e la tua forza.</p>
<p>Tu. Ed il mondo è lì sopra.<br />
Basta spingere verso l&#8217;alto.<br />
Il mondo è lì.</p>
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		<title>Sulle persone che amano la montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 16:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono tre sport che amo in questo periodo. Ne ho fatti molti, più di quanti potrei ricordarmi cercando di fare un elenco in questo momento, non sono mai stato un patito di nessuno di questi, forse dell&#8217;atletica leggera a suo tempo. Gli sport che amo in questo periodo sono nell&#8217;ordine il running, la subacquea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tre sport che amo in questo periodo. Ne ho fatti molti, più di quanti potrei ricordarmi cercando di fare un elenco in questo momento, non sono mai stato un patito di nessuno di questi, forse dell&#8217;atletica leggera a suo tempo. Gli sport che amo in questo periodo sono nell&#8217;ordine il running, la subacquea e il trekking. Ognuno ha il suo perché nell&#8217;economia della mia vita, ognuno ha il suo ruolo specifico.<br />
Il running lo vivo come espressione massima di solitudine. Lo vivo così un po&#8217; perché non sopporto molto di dover andare al ritmo di qualcun&#8217;altro che sia più o meno veloce di me. E non sopporto molto l&#8217;idea di costringere qualcun&#8217;altro al mio ritmo. Facendo running ho modo di pensare, di ragionare, di estraniarmi dalla realtà e osservando solo quei due metri che separano me dai prossimi tre passi lasciare fluire il tempo. Correndo il mio cervello si svuota abbastanza da poter pescare in quel mare enorme delle idee sconnesse. Se non corressi forse non sarei in grado di scrivere, se non scrivessi forse non sarei in grado di vivere. Da qualche ho parte ho letto che molti scrittori corrono, o almeno camminano molto, Murakami e King ne decantano i benefici, qualcuno dice che sia anche l&#8217;unico modo per rigenerare cellule del cervello. Onestamente credo sia una <span id="more-4461"></span>leggenda metropolitana ma mi piace pensare che sia così. A volte ci si chiede dove prendere le idee, se ci sia un luogo magnifico dove trovarle, per me sono lì. Quando corro o, ne parlerò credo più avanti, quando cammino. Le idee sono infinite, milioni e sono tutte banali. La cosa che le rende speciali, non sono le idee stesse ma le connessioni. Camminando e correndo dal mio punto di vista si creano le connessioni. Un bambino con poteri sovrannaturali è qualcosa di interessante? Un padre alcolizzato è qualcosa di interessante? Un albergo deserto è qualcosa di interessante? Sì. Ma banali. Estremamente banali e usate. Lo sono tutte e nessuna di queste è una storia. Un bambino con poteri sovrannaturali rinchiuso con un padre alcolizzato in un albergo isolato invece è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shining_(romanzo)"><em>Shining</em></a> e il resto è sotto gli occhi di tutti. Correndo ho qualcosa da fare per costringere la mia mente a non pensare al lavoro, alla bella ragazza che mi gira per la testa, all&#8217;organizzazione di complicate esistenze reali. La mia mente è libera di connettere cose. Non ci sono connessioni ad ogni corsa, non connessioni importanti almeno. Ma pian piano si accumulano concetti, linee, disegni, progetti, mondi, universi. E si infilano in cassetti che poi nel tempo si connetteranno a loro volta. Non voglio essere disturbato in questo processo. Correndo in città le persone che ti passano accanto sono concentrate, non so se sia perché connettono come me le proprie idee o perché in città sono tutti più stronzi. Ma nessuno ti saluta. Nessuno alza lo sguardo. Se lo fai tu ti guardano male.<br />
Il secondo sport è la subacquea. La subacquea è una dimensione a parte. La massima essenza di <em>siamo persone distinte ma senza l&#8217;altro potremmo morire</em>. Fiducia. La cosa più importante è fidarsi del proprio compagno, fidarsi ciecamente. Non del gruppo ma del compagno. Si impara che senza parlare, senza altro che gesti bisogna capirsi, aiutarsi, salvarsi se necessario. Bisogna aspettarsi, seguire il ritmo dell&#8217;altro, dettare il ritmo, guardarsi attorno e godersi il mondo sempre con un occhio all&#8217;altro. Se scompare sei fottuto anche tu. Quando questo lo amplifichi con il freddo e la scarsa visibilità del lago tutto si amplifica. Là sotto è un altro mondo. Altre connessioni ancora, là sotto il mondo è lento. Ti rendi conto che quando pensi di fare qualcosa il tuo corpo risponde dopo un tempo che  ti   pare   infinito    e    questo        ti           permette                         di                                analizzare                           lentamente     quello                   che                                     si                             connette                              dentro                         la                                        tua                                                                          testa.<br />
Lo capisci quasi solo una volta fuori, quando i processi biologici riprendono il corso normale, quando l&#8217;azoto si allontana dalle sinapsi del tuo cervello. Là sotto qualcosa si è connesso. Si connette anche in qualche modo l&#8217;anima con quella della persona a cui devi la vita, che ti deve la vita quando qualcosa va storto. E qualcosa una volta o l&#8217;altra va sempre storta. &#8220;I subacquei con molte immersioni sono persone molto fortunate&#8221; dice il mio di compagno. Ma nessuno di voi puoi comprenderne a fondo l&#8217;ironia senza essere stato la sotto per molte immersioni. I subacquei, le persone che si incontrano prima delle immersioni o dopo sono persone socievoli. Non succede mai, e dico mai, che un subacqueo ne incontri un altro senza socializzare. Per questo molti hanno un apposito adesivo sull&#8217;auto. Ci si ferma a chiacchierare, a chiedersi come è la visibilità, la temperatura, ci si chiede dove si va a mangiare dopo. Perché là sotto l&#8217;ossigeno dell&#8217;aria in pressione ti costringe a consumare molte energie, e quando sali hai una fame boia. Lo sanno tutti quelli che sono andati giù, e così tutti sanno che se ci sono dei subacquei quelli sanno dove andare a mangiare bene dopo l&#8217;immersione. I subacquei snobbano però. C&#8217;è una sorta di gara a chi ha <em>l&#8217;attrezzatura più lunga</em>. Uno che scende col <em>bibo</em> considera sfigato uno che scende col <em>mono</em>, un <em>DIR</em> considera scarso un non <em>DIR</em>. Lo si sa, non serve dirselo. Squadrano la tua attrezzatura e sanno la tua esperienza tecnica. O suppongono di saperla quantomeno. Però a mangiare e a bere una birra ci si va tutti assieme, scarsi, bravi, egocentrici e timidi. Non c&#8217;è niente di più buono del cibo dopo un&#8217;immersione. Ad eccezione del cibo dopo il trekking ovviamente.<br />
L&#8217;ultimo sport è il trekking. Credo sia sia compreso però che in questa classifica ho tenuto per ultimo quello che amo di più. Il trekking è la summa di entrambi i lati positivi di corsa e subacquea, con qualcosa in più. La cosa che amo di più del trekking è senza dubbio ciò che ho già detto. Lo spazio, il tempo, lo spaziotempo nella mia testa. Le connessioni che si creano dentro la mia testa. Ma qui le connessioni si creano anche con le altre teste. Camminare con qualcuno significa attendersi. Significa affrontare un mondo difficile assieme, significa parlare, raccontarsi, essere a nudo. Significa dimostrare all&#8217;altro cosa si è davvero perché se si fa trekking davvero prima o poi la difficoltà arriva e da quella esce il carattere, esce se sei uno sbruffoncello pieno di sé o se la tua esperienza è reale, e quando esce questo o va tutto bene, o va tutto male. Forse la cosa più bella del trekking in montagna sono le difficoltà perché creano connessioni tra le persone e sono le persone quelle che hanno dentro le storie, le vite, le espressioni, i caratteri. Perché tutto alla fine si riassume nella realtà, anche la finzione. Nel trekking tocchi la realtà delle persone, che non è quella che vedi nell&#8217;ambiente lavorativo, al cinema, ad una conferenza, ad una festa. Lì le persone sono nude. Le connessioni si alimentano, la vita si alimenta, l&#8217;amore si alimenta, il tutto si alimenta. Anche tu. Gli gnocchi di malga non sono niente male cazzo. E una fetta di soppressa spessa in un panino sfarinato con un bicchiere di vino mangiato lassù ha un sapore che neppure i subacquei hanno mai sentito. E poi ci sono le persone. La montagna a mio avviso va vissuta nei gruppi piccoli guardandosi attorno per ingrandirli. Le persone in montagna si salutano quasi tutte. Capisci se uno va in montagna spesso perché ti saluta, non perché ha gli scarponi della <em>Sportiva</em> o le scarpe della <em>Scarpa</em>. Poi eh&#8230; se va con le <em>All Stars</em> una domanda te la devi fare lo stesso ovviamente ma senza senso di superiorità, probabilmente tra qualche uscita le <em>All Stars</em> saranno distrutte, i piedi pure e quella persona saluterà la gente con le sue nuove calzature adatte, chissenefrega quanto costose. La gente lassù si saluta, la gente lassù se ti vede zoppicare o stramazzare al suolo ti raccoglie, si siede accanto a te e ti chiede come va. Ti cede l&#8217;ultimo sorso di acqua. Per me se sei stato in montagna con me, se abbiamo faticato, se ci siamo spogliati del mondo per arrivare ad una meta sei un&#8217;amico e questo non lo toglierà mai nessuno. Se poi mi hai dato un pezzo del tuo panino col salame allora siamo fratelli. Cioè non troppo letteralmente, se sei una ragazza potresti interessarmi comunque eh? Dammelo lo stesso un pezzetto di panino col salame. Se ti avanza. Io ti darò il mio.<br />
Lassù si stringono rapporti che quaggiù non puoi immaginare. Infine tra tutte queste persone quelle che considero le migliori, quelle con cui condividerei davvero il mio mondo sono quelle che una volta scese dalla montagna salutano ancora le persone. Che quando vanno a correre non si arrendono e salutano anche quelli dallo sguardo basso che li guarderanno male, che chissenefrega se non ti piacciono le cose che piacciono a loro e se non vieni in montagna con loro perché sei una persona bellissima da scoprire lo stesso, perché non si sentono ne superiori ne inferiori a nessuno.<br />
Ecco. Queste sono le persone che amo.</p>
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		<title>Il rumore delle cose che iniziano</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 17:00:14 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Fare una recensione dei un libro di un&#8217;amica, di una persona che si conosce, non è mai semplice. Se poi si tratta di un libro con questo livello di successo sul mercato la cosa diventa più difficile. Il libro in se l&#8217;ho letto già da diverso tempo, ho iniziato a leggerlo il giorno stesso in cui è arrivato sul mercato ed ho finito pochi giorni dopo. L&#8217;ho letto tutto d&#8217;un respiro, ascoltandone i suoni e le immagini, immedesimandomi negli ambienti creati ad arte quanto un brano di Battiato.<br>Non è facile fare una recensione del genere perché non ritengo che il libro sia privo di difetti e se da un lato evidenziarli sarebbe un delitto e probabilmente più un gusto personale, nasconderli sarebbe quantomeno falso, ma in tutta quella bellezza, dall&#8217;inizio alla fine, in tutta quella bellezza delle immagini, delle situazioni della delicatezza ogni difetto in questo libro scivola in secondo piano, coperto dai suoni, dai rumori di qualcosa di bello.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter wp-image-3869 size-medium"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="198" height="300" data-attachment-id="3869" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/il-rumore-delle-cose-che-iniziano/7019579_1437636/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?fit=660%2C1000&amp;ssl=1" data-orig-size="660,1000" data-comments-opened="1" data-image-title="Il rumore delle cose che iniziano" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?fit=660%2C1000&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?resize=198%2C300&#038;ssl=1" alt="Evita Greco: il rumore delle cose che iniziano" class="wp-image-3869" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?resize=198%2C300&amp;ssl=1 198w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?resize=317%2C480&amp;ssl=1 317w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?resize=66%2C100&amp;ssl=1 66w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?resize=16%2C24&amp;ssl=1 16w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?resize=24%2C36&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?resize=32%2C48&amp;ssl=1 32w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/7019579_1437636.jpg?w=660&amp;ssl=1 660w" sizes="(max-width: 198px) 100vw, 198px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Evita Greco: il rumore delle cose che iniziano</strong></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo due mesi che l&#8217;ho letto, dopo aver lasciato decantatare ogni immagine ed essermene allontanato ho&nbsp;iniziato a scrivere queste parole e di nuovo le ho lasciate decantare in attesa di un non so cosa.&nbsp;Ho sentito paragonare questo libro ad Amelie, il film francese, ed in effetti qualcosa di francese probabilmente c&#8217;è seppure con la terra e la genuinità del nostro territorio. Basta aver incontrato Evita poche volte per rendersi conto che questo libro è molto più&nbsp;<em>lei&nbsp;</em>e che lei è molto più&nbsp;<em>questo libro</em>&nbsp;di quanto il più smaliziato dei lettori possa credere, non è frutto di costruzione né di finzione del marketing, e questo traspare da ogni riga, traspare pure dai difetti a cui accennavo. La testa persa, costantemente in un mondo in cui i significati delle cose sono leggermente disassati dai significati che le altre persone attribuiscono, le persone &#8220;normali&#8221;. Eppure c&#8217;è talmente tanta &#8220;normalità&#8221; in questi personaggi da parere quasi alieni, astrusi proprio per la loro semplicità.<br>Se dovessi paragonare questo libro ad un brano musicale penserei ad <em>Imagine di John Lennon</em>, un brano semplice e semplificato all&#8217;osso e perfetto di per se per questo. Credo sia difficile riprodurre un tale livello di semplicità ed immediatezza. Lasciamo perdere i riferimenti errati al mondo della subacquea o ad altri tecnicismi analoghi, è l&#8217;emozione ciò che passa, il desiderio di guardare nella propria vita e chiedersi perché dobbiamo essere così complicati ed è proprio lì, mentre ci si chiedere queste cose che la trama svolta in un modo che rende quella semplicità la causa stessa, nel bene e nel male, della trama.<br>Un libro da leggere, e da regalare, una piccola perla che entra nel cuore.</p>
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		<title>Immergersi in te stesso (edited)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 17:05:53 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph"><span style="color: #999999;"><em>*il racconto è stato modificato dopo la pubblicazione iniziale*</em></span><br>Non è buona norma in genere immergersi in solitaria,&nbsp;in tutti i corsi insegnano a scendere sempre con in compagno ma d&#8217;altronde sono molte le cose che non è buona norma fare, ad esempio scendere con&nbsp;un bombolino ean 70 in una immersione profonda, ad esempio, ma non credo che nessuno dei due rappresenti un problema per l&#8217;attività che ho scelto di fare oggi.<br>Questa è una bella sera di una stellata come poche volte se ne vedono, complice l&#8217;inverno&nbsp;e lo scarso turismo la gran parte delle luci sono spente e questo permette di vedere il tutto illuminato solo dagli astri e dalla luna che sta salendo lentamente all&#8217;orizzonte tra i monti. L&#8217;aria è frizzante e viva, e l&#8217;acqua assolutamente calma, un&#8217;ottima notte per un&#8217;esperienza come questa.<br>La preparazione dell&#8217;attrezzatura come sempre è veloce ma meticolosa, non vorrei avere qualche genere di imprevisto che mi tolga la calma assoluta&nbsp;che ho dentro.<br>La bombola è piena ma non credo mi servirà, il bombolino ben agganciato e con l&#8217;erogatore chiuso, i formalismi sono importanti.<br>La torcia è ben carica, della secondaria non credo di averne bisogno ma è qui nella tasca del GAV non si sa mai, giusto? Fermo un passante per chiudermi la muta stagna, pulisco la maschera e sono pronto.<br>Le panchine sono sempre un ottimo aiuto per un subacqueo, niente di più comodo che sedersi, allacciarsi il gav, la bombola, prendere in una mano il bombolino e la maschera, nell&#8217;altra reggere la torcia e le pinne, alzarsi e camminare verso lo scivolo di alaggio per le barche.<br>Ho fatto centinaia di volte questa immersione e la conosco ormai più del giardino di casa ma è da sempre la mia preferita: qui ho imparato e qui voglio stare per&nbsp;sempre.<br>Con l&#8217;attrezzatura sulle spalle scendo in acqua lasciando i vari oggetti minuti sul bordo dello scivolo, l&#8217;acqua non è fredda come mi aspettavo e questo è molto positivo. Indosso la maschera e faccio un paio di prove creando depressione all&#8217;interno ma entra aria&nbsp;quindi non è messa bene, la ricontrollo, la sistemo, perfetto. Ora prendo dallo scivolo&nbsp;le pinne e le indosso, questa è una delle cose più comode di questo punto di immersione, puoi stare in piedi tranquillo a prepararti in acqua ma la profondità aumenta velocemente spostandoti di pochi metri. Un&#8217;accoppiata vincente.<br>Controllo l&#8217;aggancio del bombolino al&nbsp;GAV e sono pronto: tutto è in&nbsp;ordine.<br>Mi guardo intorno, mi viene spontaneo fare il gesto di ok con il pugno sulla testa ma questa volta non c&#8217;è qualcuno a cui segnalarlo, alzo il corrugato, svuoto e scendo.<br>Ci vogliono solo pochi istanti e mi trovo a cinque metri, mi viene da sorridere pensando che ho dimenticato di portare la boa di segnalazione, anche questa è una di quelle cose che non si fanno ma non credo sarà un problema per nessuno.<br>L&#8217;immersione, il mio percorso preferito almeno, inizia scendendo qualche metro seguendo una sagola che parte dalla base dello scivolo di alaggio verso il largo, questa porta ad un piccolo canyon che lascia presagire l&#8217;immensa bellezza che da lì a poco colpirà il mio sguardo e la pace che porta.<br>Di notte si vede poco oltre a due pareti di roccia ognuna a pochi centimetri dalla spalla, potrebbe fare impressione detto così ma quaggiù è un altra cosa, tra queste due pareti si vedono scendere rapidamente le rocce da una decina di metri a oltre i trentacinque, di fronte il blu scuro&nbsp;assoluto, dietro le pietre della spiaggetta.<br>Ed è nel blu che bisogna andare, questo canyon in genere fa effetto di&nbsp;sfogo per le correnti e mescola i termoclini con il movimento di acqua che si incanala. Fermandosi all&#8217;inizio a volte sembra di avere il vento freddo tra i capelli&nbsp;ma&nbsp;non questa sera perché di inverno l&#8217;acqua in superficie non è sufficientemente calda ed i termoclini sono di conseguenza meno marcati. L&#8217;emozione di scendere da questo punto in ogni caso&nbsp;resta sempre unica. In pochi secondi sono a trenta metri, carezzo la valvola del bombolino ma non è ancora il suo momento: ora posso guardarmi attorno;&nbsp;il canyon scompare in alto e qui il buio è più forte, si vede solo quello che viene illuminato dal cono luminoso della torcia e puntando verso sinistra, verso il largo, la luce non può nulla contro l&#8217;oscurità infinita della notte. A destra invece le rocce color sabbia chiara&nbsp;mi sovrastano ed in un anfratto c&#8217;è il presepe, forse il punto di immersione&nbsp;più famoso da queste parti. Lo saluto rimanendo a guardarlo ancora qualche minuto mentre attorno non c&#8217;è alcun suono al di fuori delle bolle che escono dal mio erogatore. Ritmicamente. Circa ogni otto secondi.<br>Questo è ciò che vengo a trovare qui ogni volta: il silenzio così diverso dal silenzio del mondo di sopra, così diverso da ogni silenzio. Talvolta&nbsp;ci sono suoni,&nbsp;molti, ma pur sempre in qualche modo educati: quando l&#8217;acqua è mossa si sentono le rocce cozzare tra loro, i sassi muoversi con quel tipico suono secco e acuto che&nbsp;somiglia a quello che fa un accendino quando si accende, ma più acuto, più breve e secco. I suoni sott&#8217;acqua si propagano molto più velocemente che nell&#8217;aria, tanto da impedire di capire la direzione da cui provengono, ad esempio il suono dei motori delle barche somiglia&nbsp;a quello di una mosca che voli in modo costante, e anche questo se non lo si conosce è impossibile da comprendere, e non si riesce a capire da che parte arrivi, da che parte vada. I suoni qui ti avvolgono, e come essi sei parte del mondo, sei parte del mondo come il mondo è parte di te.<br>Allontanandomi dal presepe scendo di pochi metri e mi sposto, dovrei trovare qualche sette nano dallo strano nome, i subacquei hanno un umorismo particolare, il più famoso e storico si&nbsp;chiama &#8220;embolo&#8221; credo sia il più significativo oltre ad essere il primo che ho incontrato. Scendendo più in profondità, oltre i quaranta metri i riflessi cominciano a rallentare, tutto ciò che può essere tensione nel mondo di fuori qui dentro è così lontano, assente, così insignificante da scomparire. Non come se si rimpicciolisse e ridimensionasse ma proprio come se la superficie dell&#8217;acqua fosse un portale tra un universo ed un altro e tutto rimanesse nel proprio. Qui non esistono. Penso sempre all&#8217;immagine di &#8220;Stargate&#8221; nel momento in cui mi sto immergendo, c&#8217;è una consapevolezza diversa, una calma, un rilassamento che&nbsp;credo possa esserci simile solo nello spazio siderale. L&#8217;adrenalina non esiste ed il cuore batte lentamente, il respiro è lento e regolare, chiudendo gli occhi sembra quasi di sciogliersi e mescolarsi e far parte di questo tutto, ci si sente un niente parte di un tutto e al contempo un tutto con tutto.<br>Puoi vedere pesci muoversi lenti ed avvicinarsi curiosi, consapevoli che tu non sei un pericolo, a volte sfiorarli, puoi essere uno di loro, toccare i gamberi sotto quello che per noi è il collo e vederli muovere le zampette, puoi vedere cuccioli protetti da adulti ed infilarti in foreste di piante verde fluorescente, o osservare il modo sinuoso con cui le anguille avanzano,&nbsp;peccato che in genere duri poco meno di un ora prima di dover risalire per l&#8217;aria o per la saturazione dell&#8217;azoto che sia, ma non questa volta.<br>Il computer segna 66 metri,&nbsp;lentamente apro il bombolino, con un EAN 70 l&#8217;ossigeno-tossicità dovrebbe essere stata sufficiente a stordirmi a trenta metri a più di sessanta non dovrebbe volerci molto, ma il fondo qui supera agevolmente i cento e nel frattempo continuerò a scendere. Per sicurezza ho indossato molto più dei pesi che utilizzo in genere. Mi tolgo il gav, lo faccio ruotare davanti a me respirando ancora dalla bombola dell&#8217;aria, che nel frattempo chiudo. Ho ancora un paio di respiri prima che non esca più nulla, il tempo di rimettere il gav, e iniziare a respirare dall&#8217;erogatore del bombolino.<br>All&#8217;inizio sembra tutto normale, ma non potevo aspettarmi come diceva il mio istruttore che fosse &#8220;un colpo di pistola&#8221;, nulla nel corpo umano è così secco ed immediato credo,&nbsp;non che sia un medico, conosco solo quello che riguarda la subacquea, mentre scendo oltre la zona sabbiosa mi si avvicina un luccio enorme, sembra guardarmi ed io lo guardo, mi ruota attorno e si mette a testa in giù come un delfino, mi fa ridere e le bolle che escono dal mio erogatore lo fanno fuggire, o forse era già fuggito prima che ridessi&nbsp;&nbsp; non&nbsp;&nbsp;&nbsp; ne&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; s ono&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; troppo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ss icuro,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; il&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; tempo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sembra&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; scorrere&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; strano.<br>D&#8217;un tratto mi accorgo di avere i piedi in alto e di aver toccato il fondo con la testa, è un attimo poi mi giro mentre passa un altro luccio, questo non sorride. Forse è quello di prima.<br>Ho forse, il dubbio&nbsp; &nbsp;che&nbsp;&nbsp; &nbsp;potrebbe non essere il luccio&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; delfino il &nbsp;ruotavo io? Ruotare? Il fondo. Sto respirando, e questa cosa sulla bocca, in bocca,&nbsp;mi infastidisce come un peso come una maschera di ferro di un re imprigionato. La tolgo e sto volando, in assenza di peso posso muovermi come si muovono gli uccelli, posso fluttuare nell&#8217;universo e attraversare mondi&nbsp;o essere io mondo&nbsp;attorno a me nubi belle color della sabbia si alzano mi impediscono la vista e poi si spostano e si muovono, sembra di essere&nbsp;nel cielo&nbsp;e uccelli senza ali&nbsp;mi guardano e&nbsp;ridono. No&nbsp;non ridono le ali ma gli uccelli, insomma quelli lì, non li vedi?! Quelli lì.<br>Ridono e io rido con loro, rido a crepapelle come un matto mentre&nbsp;Embolo che&nbsp;è sceso qui da me&nbsp;mi saluta, e quello? Quello sembra Giuseppe che cammina con&nbsp;Maria o sono due pesci o sono le mie mani che si allontanano verso un dove che non so&nbsp;e vedo i fiori sul fondo e i prati verdi poi più nulla e fiori che divengano grandi grandi grandi come mondi e dentro i fiori tanti fiori con dentro fiori grandi e poi nulla.<br>Credo che gli occhi abbiano iniziato a ruotare verso l&#8217;alto, insistentemente.&nbsp;Mi fanno male mi fanno male come volessero girarsi dentro come dovessi guardare dietro ma non potessi girare la testa?<br>Non mi sento più nell&#8217;acqua, non mi sento più. E vedo dentro, credo che gli occhi siano girati davvero&nbsp;dentro e vedo dentro di me.<br>Ho sempre pensato che le immersioni portassero all&#8217;introspezione quanto la meditazione, che aiutassero a rilassarsi e parlare con se, con l&#8217;io profondo a vederlo ed affrontarlo lontano dalla realtà,&nbsp;ma ora vedo dentro me! Voglio dire, vedo direttamente il cervello, il cervello e i suoi tarli,&nbsp;con le loro zampette e le loro alette lunghe e striate, vedo insetti muoversi sulla&nbsp;superficie,&nbsp;dentro attraverso buchi, mordere, mordicchiare, ne sento il rumore, crick crick,&nbsp;guarda quello! Ha il volto di Lei e sta mordendo proprio in mezzo credo ci sia la parola lì, se ho un ricordo vago di queste cose&nbsp;e quello lì? Sembra così triste e solo, scontroso con quell&#8217;aria superiore, ha due baffoni buffi ed un piccolissimo orologio a cipollotto e morde anche lui qua e là, dentro, profondo. Dietro lui una lunga scia che attraversa più parti del cervello, ed eccone un altro curioso che muove la testa come a ritmo perso in se stesso e fa i suoi buchi con un trapano a meno invece che mordendo.&nbsp;Sento come di non avere più un corpo e mi sento risucchiato dentro, come dicono debba essere&nbsp;in un buco nero mi sento allungare,&nbsp;allungato all&#8217;infinito come uno spaghetto&nbsp;a partire da quello che potevano essere i piedi infinitamente lontani e le caviglie chilometri prima e&nbsp;decine di chilometri indietro le ginocchia, centinaia il corpo e migliaia le spalle fino alla testa che tende a distanza infinita&nbsp;e sono liquido. Attorno a me infiniti dischi morbidi e rossi come cuscini tondi ed altri bianchi come sfere dalla superficie rugosa altri&nbsp;oggetti ancora rosa ma nell&#8217;insieme il tutto è di un rosso scuro e vivido, scivolo velocemente in questa specie di corridoio tondo pieno di vicoli, curve bivi e diramazioni, ogni tanto ci sono valvole da cui posso entrare e guardando dietro mi accorgo che non posso tornare da dove vengo spinto a intervalli regolari, ad ogni colpo più in là e&nbsp;come se sapessi dove andare come se fossi attratto da qualcosa&nbsp;nonostante i bivi mi sembra di essere organicamente unito in una sola entità. Accelero e rallento, accelero e rallento come spinto o trascinato, accelero e rallento, e il corridoio si fa sempre più stretto, in mille, milioni, miliardi di piccoli corridoi ed io pur sentendomi uno&nbsp;sono in ognuno di loro come diviso in infinite infinitesime parti di un tutto vedo infiniti corridoi, sono in&nbsp;infiniti infinitesimi corridoi e sento di essere spinto e attratto fino a raggiungere una superficie più solida dove i corridoi sono talmente stretti da essere indistinguibile l&#8217;essere ancora in corridoi&nbsp;o lo stare attraversando una struttura solida tra atomo e atomo. Sento di stare cambiando, sento come se non fossi più nell&#8217;acqua ma per un istante mi sento carne e aria e legno e nulla di tutto questo, mi sento fantasma che attraversa un muro e muro attraversato&nbsp;e nuovamente mi trovo in un lungo corridoio questa volta lineare e dritto.<br>Blu. Per qualche momento sembra una situazione stabile, ho il tempo di osservare attorno contemporaneamente in ogni direzione la superficie di questa galleria grigia e il blu che sono dentro di essa. La sento muoversi, non piegarsi, non comprimersi ma come se si inclinasse velocemente in una direzione, nell&#8217;altra, in un altra ancora e poi&nbsp;nuovamente mi sento&nbsp;risucchiato verso il basso,&nbsp;veloce sento il rumore di qualcosa strofinato, qualcosa che gratta&nbsp;su una superficie non liscia ma neppure&nbsp;molto porosa,&nbsp;non sono più nell&#8217;acqua perché sento le direzioni dei suoni ed è in basso questo rumore, a scatti come trascinato, ed è la direzione verso cui sto andando.<br>Mentre parte di me osserva ancora la superficie liscia osservo dove inizia il mio essere stringersi il corridoio, mi sento stringere tra due punte di metallo e comincio ad uscire, ad essere fuori su di una superficie bianca&nbsp;dalla quale mi sento attratto tanto da non potermi più staccare, sento di stare prendendo una forma sinuosa lunga interrotta a tratti, mi sento parte di qualcosa di più grande di me.<br>Resto lì qualche tempo immobile, mentre sento spostare la superficie su cui sono finito, sento di rimanere chiuso quando una superficie analoga viene appoggiata su quella che sento mia e poi di nuovo sento l&#8217;aria quando questa superficie non so quanto tempo dopo viene nuovamente allontanata. Poi come una pelle d&#8217;oca sento alzarsi qualcosa di me, lo sento elevarsi, allontanarsi, sento come di perdere il corpo se mai l&#8217;ho avuto e di essere essenza ed improvvisamente volo&nbsp;verso qualcosa, verso&nbsp;l&#8217;alto.<br>Non sapevo i tuoi occhi fossero così belli, così veri, così stupiti ma li vedo un istante e poi sento battere.<br>Tump, Tump, Tump, Tump.<br>Ho trovato casa.</p>
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		<title>Immersioni a Riva Del Garda sotto la neve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 19:26:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Video di una mia immersione a Riva del Garda, sul Lago di Garda]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Video di una mia immersione a Riva del Garda, sul Lago di Garda<br></p>



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		<title>Il lago nel mare.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 12:50:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono luoghi nel mondo, neanche troppo lontani da noi dove accadono piccolezze infinitesime che danno visioni, che cambiano la prospettiva di vedere, che rovesciano l&#8217;essere, per sempre o anche solo per qualche istante. Un po&#8217; torna alla mente il nostro vecchio naufragio di qualche anno fa mentre si naviga tutti al largo di Chioggia, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono luoghi nel mondo, neanche troppo lontani da noi dove accadono piccolezze infinitesime che danno visioni, che cambiano la prospettiva di vedere, che rovesciano l&#8217;essere, per sempre o anche solo per qualche istante.<br />
Un po&#8217; torna alla mente il nostro vecchio naufragio di qualche anno fa mentre si naviga tutti al largo di Chioggia, il sole forte anche se non caldo, l&#8217;odore del sale, i delfini che saltano, e ancora le onde che scivolano sotto la chiglia.<br />
Obiettivo il relitto dell&#8217;<a href="https://web.archive.org/web/20130709130541/http://www.aiam.info:80/05/articoli_immersione_eudokia.htm">Eudokia II</a> una nave cargo abbastanza grande da entrarvi, e visitarne le cabine, la sala macchine, osservare la crepa dello scontro con la nave che l&#8217;ha fatta affondare, casa di molteplicità di pesci e colori.<br />
Ma non è l&#8217;Eudokia che più mi fa pensare ma l&#8217;aria.<br />
Così vicino a noi, così facilmente riproducibile e al contempo così raro da vedere c&#8217;è un fenomeno che accade all&#8217;interno dei relitti, o nelle grotte sommerse, o volendo anche in una semplice scatola immersa nell&#8217;acqua.<br />
Il lago nel mare.<br />
L&#8217;inversione del mondo.<br />
Guardare in altro e vedere sopra di te un lago in cui specchiarti creato dall&#8217;aria che stai emettendo dai polmoni, smettere di respirare e osservare un lago dall&#8217;alto. Dal basso.<br />
E stai voltando a testa in giù, stai volando su un lago di cristallo in una struttura congelata nel tempo e attorno a te bolle d&#8217;acqua che scendono verso il lago lentamente ingrandendosi fino a confluirvi, fino a farne parte, alimentarlo, ingrandirlo, nutrirlo. E l&#8217;acqua è tramutata in aria e l&#8217;aria in acqua e il tempo è immobile nel silenzio nella consapevolezza che quel mondo è lì dove tu sai ma nessuno o pochissimi potranno vederlo come lo vedi tu, capirlo come lo capisci tu.<br />
E poi allontanarsi volando e scendere, scendere fino al confine, un confine che una volta attraversato fa ruotare nuovamente il mondo e l&#8217;acqua si tramuta in aria e l&#8217;aria in acqua e la barca ha di nuovo i colori e i motori accessi e il tempo ricomincia a scorrere.</p>
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		<title>&#8230;..wow!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 11:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La partenza per Catanzaro è questa sera, non pensavo di connettermi più ma sta mattina voglio rilassarmi qualche minuto. Ieri sera abbiamo fatto un immersione esplorativa in una zona che non avevamo mai visto, una bruttura di sabbia ovunque con una stupenda corona di alghe piena di pesci e di gamberi ma solo negli ultimi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La partenza per Catanzaro è questa sera, non pensavo di connettermi più ma sta mattina voglio rilassarmi qualche minuto.<br />
Ieri sera abbiamo fatto un immersione esplorativa in una zona che non avevamo mai visto, una bruttura di sabbia ovunque con una stupenda corona di alghe piena di pesci e di gamberi ma solo negli ultimi due metri di immersione,<span id="more-239"></span> in tappa di sicurezza, per il resto sabbia almeno fino ai 50 metri.<br />
Credo, perché è stato più o meno ai 45 che ho deciso di interrompere l&#8217;immersione segnalando a Corrado che non stavo affatto bene.<br />
Era già qualche minuto che aveva iniziato a girarmi la testa, prima leggermente, poi man mano in modo più pesante.<br />
Per un po&#8217; ho provato a resistere, succede a volte che ti giri la testa per qualche secondo o un paio di minuti quando vai in immersione profonda dopo un po&#8217; di tempo che non lo fai.<br />
L&#8217;erogatore però sembrava non dare abbastanza aria.<br />
L&#8217;erogatore sembrava pesante, difficile da tirare.<br />
L&#8217;erogatore.<br />
Un po&#8217; di affanno, la respirazione accelera, lieve affanno.<br />
Siamo a 45 metri. Ottimo! Andare in panico è la cosa peggiore e così mi calmo, mi rilasso, respiro lento, però l&#8217;erogatore non da abbastanza aria e la testa mi gira di più.<br />
Ipossia? Può essere, o ipossia o pressione sanguigna.<br />
Segnalo a Corrado il mio stato, Corrado mi segnala di mettersi in formazione a coppia stretta, di stargli accanto e segnala a Dodi la risalita. Sono tra due soccorritori, non può succedere nulla di grave, sarei soccorritore anche io ma non posso certo salvarmi da solo mal che andasse!<br />
Qualche minuto di decompressione, qualche minuto di tappa di sicurezza e immersione finita.<br />
Bombola ancora praticamente piena.<br />
Immersione andata.<br />
Questa settimana mentre sarò via gli erogatori vanno in revisione, sperando che il problema fossero loro.</p>
<p>Catanzaro aspettami! 12 ore di macchina di notte e sono lì!!! &#8230;wow&#8230; che seratine rilassanti mi faccio&#8230;.<br />
Ci sentiamo presumibilmente dal 14 settembre in poi.</p>
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		<title>Le pozze di Arsiero.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 11:25:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri ad Arsiero non è andata come l&#8217;ultima volta, questa volta la corrente era dolce, anche se l&#8217;acqua a causa del temporale della sera prima sul fondo toccava i 13 gradi. Però&#8230;. sole stupendo, tantissima gente, tuffi e&#8230;.. grigliatona a 10 euro! E che grigliatona! Da tornarci al più presto, con sub, non sub, amici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ad Arsiero non è andata come <a href="https://www.staipa.it/blog/i-canyon-e-la-perla-nera/">l&#8217;ultima volta</a>, questa volta la corrente era dolce, anche se l&#8217;acqua a causa del temporale della sera prima sul fondo toccava i 13 gradi.<br />
Però&#8230;. sole stupendo, tantissima gente, tuffi e&#8230;.. grigliatona a 10 euro! E che grigliatona!<br />
Da tornarci al più presto, con sub, non sub, amici e amiche!<br />
Nuotare in mezzo ai pesci, lasciarsi galleggiare nell&#8217;acqua o lanciarsi dalle pietre o da un ponte, prendere il sole in tranquillità sulla spiaggia o sugli scogli, lasciarsi attraversare dal sole.<br />
Già un posto come pochi.</p>
<p><figure id="attachment_1345" aria-describedby="caption-attachment-1345" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/Arsiero1.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1345" title="Le Pozze di Arsiero" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/Arsiero1.jpg?resize=600%2C450&#038;ssl=1" alt="Le Pozze di Arsiero" width="600" height="450"></a><figcaption id="caption-attachment-1345" class="wp-caption-text">Le Pozze di Arsiero</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_1346" aria-describedby="caption-attachment-1346" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/Arsiero2.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1346" title="Le Pozze di Arsiero" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/Arsiero2.jpg?resize=600%2C450&#038;ssl=1" alt="Le Pozze di Arsiero" width="600" height="450"></a><figcaption id="caption-attachment-1346" class="wp-caption-text">Le Pozze di Arsiero</figcaption></figure></p>
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		<title>Pozze di Arsiero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 11:37:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Domenica 24 giornata alle pozze di Arsiero (Vicenza)! Per i sub 40 minuti di immersione contro corrente, in mezzo a centinaia di pesci, in mezzo a canyon, in mezzo a paesaggi stupendi. Per i non sub, prato, sole e grigliata, e tutti da un ponte! Aperto a tutti!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 24 giornata alle pozze di Arsiero (Vicenza)!<br />
Per i sub 40 minuti di immersione contro corrente, in mezzo a centinaia di pesci, in mezzo a canyon, in mezzo a paesaggi stupendi.<br />
Per i non sub, prato, sole e grigliata, e tutti da un ponte!<br />
Aperto a tutti!</p>
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		<title>Notte&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 12:44:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il lago. La notte. Il lago nel buio la notte, tra le stelle e le luci della costa lontana, e scivolare sulla superficie liscia, scivolare come senza attrito. Non un sentore di umidità sulla pelle scoperta, non un soffio di vento in più ne in meno. Scivolare nel buio della notte tra le luci tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lago.<br />
La notte.<br />
Il lago nel buio la notte, tra le stelle e le luci della costa lontana,<br />
e scivolare sulla superficie liscia, scivolare come senza attrito.<br />
Non un sentore di umidità sulla pelle scoperta, non un soffio di vento in più ne in meno.<br />
Scivolare nel buio della notte tra le luci tra il cielo e l&#8217;acqua, tra il silenzio e il sciacquio delle onde.<br />
Non un filo di umidità sulla<span id="more-260"></span> pelle scoperta.<br />
Fermarsi. Al centro.<br />
Nel silenzio.<br />
Cullati dal dondolio dolce e lieve del lago.<br />
Sia quel che sia nel mondo, sia quel che sia sulle coste ed oltre, sia quel che sia nella mia vita reale.<br />
Ora sono qui e questo mondo è mio, questo spazio seppur piccolo è mio, nostro.<br />
E non può essere invaso.<br />
Il lago.<br />
La notte.</p>
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		<title>Musica ragazzi!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 00:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ora che i Dazzle si sono presi una pausa più o meno lunga se vi manca un po&#8217; di musica eccovi serviti! Musica ragazzi!!! Pesce Flauto Pesce Trombetta]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che i Dazzle si sono presi una pausa più o meno lunga se vi manca un po&#8217; di musica eccovi serviti!</p>
<p>Musica ragazzi!!!</p>
<p>Pesce Flauto</p>
<p>Pesce Trombetta</p>
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		<title>..ieri.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 13:03:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri&#8230; ieri è stata rilassante. Sveglia alle ore sette (era domenica) ore otto circa partenza con il trovatello smontato in una station wagon, quaranta minuti e siamo sul lago, si monta il gommone ci si butta in acqua (previo indossamento di attrezzatura subacquea e varie chiavi inglesi attaccate qua e là) dotati di pallone, bombola [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri&#8230; ieri è stata rilassante.<br />
Sveglia alle ore sette (era domenica) ore otto circa partenza con <a href="https://www.staipa.it/blog/buone-nuove-e-cattive-nuove-e-buonissime-nuove-dal-trovatello/">il trovatello</a> smontato in una station wagon, quaranta minuti e siamo sul lago, si monta il gommone ci si butta in acqua (previo indossamento di attrezzatura subacquea e varie chiavi inglesi attaccate qua e là) dotati di pallone, bombola per gonfiarlo, e corde.<br />
ci facciamo trascinare dal gommone fino al punto dove si trova la piattaforma subacquea e&#8230;<br />
beh&#8230; aspetta dai.. devo troppo raccontare il trascinamento!!! Fantastico quando il motore ti punta dritto in faccia e senti l&#8217;acqua talmente forte che sembra il vento e ti attraversa il cappuccio scompigliandoti i capelli, senti la faccia che si muove tutta come in un lancio dal paracadute e non vedi altro che bolle, bolle bolle, il gommone gira e tu ti senti trascinato di qua e di là come un peso morto, tutto concentrato sulle mani che non devono mollare la presa&#8230; figata&#8230;.<br />
Una volta arrivati al punto legare sott&#8217;acqua con i guanti la corda al pallone in modo da avere il pallone al centro della struttura, gonfiarlo e far risalire fino a due metri di profondità la piattaforma, mantenendo in equilibrio il tutto.<br />
Stupendo attaccarsi ad un angolo come un koala ciccione con il gav e la muta gonfi al massimo di aria per mantenere alta la parte di piattaforma che tende a cadere verso il basso.<br />
Poi&#8230; di nuovo farsi trascinare dal gommone abbracciato alla struttura senza una minima idea della direzione o della velocità a cui si sta andando, senza veder altro che il telo che si muove per la resistenza all&#8217;acqua.<br />
Infine raggiunta la posizione scelta lasciare scendere lentamente la struttura e posizionarla lentamente sul posto!<br />
E poi&#8230; speravo in un amaro montenegro sapore vero ed invece una volta risaliti (a parte la divertente scena di Corrado che accelerando si è cappottato dal gommone e ha dovuto rincorrerlo a nuoto per riprenderlo) il sapore è stato quello amaro di vedere due macchine scassinate e parecchia roba rubata&#8230;. la mia macchina almeno era sana.<br />
ERA.<br />
Il tempo di qualche telefonata per bloccare le carte di credito degli sfortunati e smontare il gommone ed sono corso praticamente in via diretta a lavoro per otto ore di tranquillo test di produzione per Bepop Carire.<br />
A mezzanotte sai&#8230;. che io ti penserò&#8230; ovunque tu sarai tu guida&#8230;. tornando a casa finalmente sognando il mio caldo lettino ho incontrato una ragazza nel modo in cui proprio non ci si aspetta, e tra l&#8217;altro nel modo in cui proprio non vorresti, si insomma&#8230; al semaforo c&#8217;era una ragazza sprintosa che credo volesse fare un garino sui riflessi e vedere chi parte per primo o chi parte più veloce&#8230;<br />
il semaforo era rosso e lei è scattata appena è venuto verde&#8230;<br />
mi ha battuto&#8230;. son soddisfazioni, eh?<br />
peccato che non fosse di fianco a me ma dietro&#8230;..<br />
Si, mi ha battuto in ogni senso&#8230;. quindi anche la mia macchina ora non è più sana, però almeno ho visto che è bella resistente e ben costruita!<br />
Si&#8230; Ieri è stata una giornata rilassante e oggi alle sette ero già a lavoro!!!<br />
Evvai!!!!</p>
<p>p.s. E non ho il tempo di mettermi a scrivere seriamente qualcosa che sia un&#8217;analisi dei fatti recentemente accaduti a Verona, ne della mia visione del futuro prossimo per l&#8217;economia mondiale (il titolo sarebbe qualcosa tipo &#8220;prepariamoci alla rivoluzione&#8221;) &#8230;va beh&#8230; troverò il tempo quando forse ormai saranno argomenti &#8220;passati di moda&#8221;&#8230; ah volevo scrivere anche di Lei, ma quello forse è meglio se lo tengo per me.</p>
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		<title>Immersioni!!!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 13:45:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Trovatello]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.staipa.it/blog/?p=289</guid>

					<description><![CDATA[In attesa dell&#8217;immersione di sabato prossimo sul relitto dell&#8217;Eudokia e dell&#8217;immersione notturna che stiamo progettando alle Pozze di Arsiero domani, ci troviamo a Brenzone con il Trovatello smontato da montare sul posto, chiavi inglesi del 19, e attrezzature subacquee varie per spostare una piattaforma subacquea in zona più comoda per le attività e gli esercizi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">In attesa dell&#8217;immersione di sabato prossimo sul <a href="https://web.archive.org/web/20130709130541/http://www.aiam.info:80/05/articoli_immersione_eudokia.htm">relitto dell&#8217;Eudokia</a> e dell&#8217;immersione <span style="font-weight: bold;">notturna</span> che stiamo progettando alle <a href="https://www.staipa.it/blog/i-canyon-e-la-perla-nera/">Pozze di Arsiero</a> domani, ci troviamo a Brenzone con il Trovatello smontato da montare sul posto, chiavi inglesi del 19, e attrezzature subacquee varie per spostare una piattaforma subacquea in zona più comoda per le attività e gli esercizi dei corsi sub.<span id="more-289"></span><br />
Si smonta, si porta a galla, si trascina si rimonta! Evvai!<br />
Per altre informazioni sulle nostre attività e sulle immersioni future <a href="https://web.archive.org/web/20131209091345/http://www.blueplanetsub.it:80/">www.blueplanetsub.it</a> tra l&#8217;altro stanno partendo i nuovi corsi base.</div>
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		<title>Resusci-Anne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 13:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Subacquea]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Volto]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi presento la mia nuova amica&#8230; del cuore. Si chiama Resusci-Anne e ci supporta nel nostro fantastico corso BLS, il suo nome pare derivi da una triste storia del tipo che il calco del suo volto è quello di una ragazza che nessuno ha mai saputo chi fosse ritrovata nel Tamigi&#8230;. non molto bello. Comunque [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Vi presento la mia nuova amica&#8230; del cuore. Si chiama Resusci-Anne e ci supporta nel nostro fantastico corso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basic_Life_Support">BLS</a>, il suo nome pare derivi da una triste storia del tipo che il calco del suo volto è quello di una ragazza che nessuno ha mai saputo chi fosse ritrovata nel Tamigi&#8230;. non molto bello.<br />
Comunque ve la presento prima</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><figure id="attachment_1445" aria-describedby="caption-attachment-1445" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/04/Resusci-Anne1.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1445" title="Prima" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/04/Resusci-Anne1.jpg?resize=500%2C375&#038;ssl=1" alt="Prima" width="500" height="375" /></a><figcaption id="caption-attachment-1445" class="wp-caption-text">Prima</figcaption></figure></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">e dopo il nostro proverbiale intervento</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><figure id="attachment_1446" aria-describedby="caption-attachment-1446" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/04/Resusci-Anne2.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1446" title="Dopo" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/04/Resusci-Anne2.jpg?resize=500%2C375&#038;ssl=1" alt="Dopo" width="500" height="375" /></a><figcaption id="caption-attachment-1446" class="wp-caption-text">Dopo</figcaption></figure></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato a corsi analoghi e corsi subacquei è possibile contattare il responsabile Claudio all&#8217;indirizzo caiosub@gmail.com o al numero di telefono 3497164309.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Per prezzi e informazioni è possibile visitare <a href="https://web.archive.org/web/20131209091345/http://www.blueplanetsub.it:80/">www.blueplanetsub.it</a> (o per una grafica più confortevole la versione in fase di test blueplanetsub.somee.com)</p>
</div>
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		<title>Lacrime di coccodrillo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 00:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Pazzi!]]></category>
		<category><![CDATA[pescemi]]></category>
		<category><![CDATA[Subacquea]]></category>
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					<description><![CDATA[Si possono vedere le lacrime del pesce coccodrillo?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si possono vedere le lacrime del pesce coccodrillo?<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/web.archive.org/web/20130313233439/http%3A//www.acquaportal.it/Articoli/Marino/Biologia/MIMETISMO/images/Papilloculiceps-longiceps.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
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		<title>Tritoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 00:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma il pesce cane è il migliore amico del pesce uomo? p.s. Nella teoria musicale i tritoni sono intervalli di quinta diminuita (o anche quarta aumentata o quarta eccedente): tra una nota e l&#8217;altra c&#8217;è una distanza di tre toni. Il tritono è anche la metà esatta di una ottava. Questo intervallo è una delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ma il pesce cane</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.giocomania.org/pagine/11969/squalo.jpg?ssl=1" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">è il migliore amico del pesce uomo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">p.s. Nella teoria musicale i tritoni sono intervalli di quinta diminuita (o anche quarta aumentata o quarta eccedente): tra una nota e l&#8217;altra c&#8217;è una distanza di tre toni. Il tritono è anche la metà esatta di una ottava. Questo intervallo è una delle maggiori dissonanze della scala diatonica, e durante il medioevo era chiamato diabolus in musica. Il suono del tritono tende fortemente verso la risoluzione di una progressione.</p>
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		<title>1981</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 18:46:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<category><![CDATA[Subacquea]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi mi va di mettere questa foto scattata qualche settimana fa&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi va di mettere questa foto scattata qualche settimana fa&#8230;</p>
<p><figure id="attachment_1480" aria-describedby="caption-attachment-1480" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/04/1981.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1480" title="1981" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/04/1981.jpg?resize=800%2C600&#038;ssl=1" alt="1981" width="800" height="600" /></a><figcaption id="caption-attachment-1480" class="wp-caption-text">1981</figcaption></figure></p>
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		<title>Sgombrate!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 00:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Pazzi!]]></category>
		<category><![CDATA[pescemi]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos&#8217;è tutto questo affollamento??!Che c&#8217;è da vedere!?!?Sgombrate, sgombrate!! &#8230;.ok&#8230;..]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style: italic;">Cos&#8217;è tutto questo affollamento??!</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Che c&#8217;è da vedere!?!?</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Sgombrate, sgombrate!!</span><br style="font-style: italic;" /><br />
<span style="font-weight: bold;">&#8230;.ok&#8230;..<br />
<br style="font-style: italic;" /></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Old Blue Square</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 11:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Dazzle One]]></category>
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		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Istanti]]></category>
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		<category><![CDATA[ritorni]]></category>
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					<description><![CDATA[Giorni di sospensione, in aria, in cielo volando disperso tra istanti perduti e da trovare e attese e andate, ritorni. Penso ad un uomo, vecchio uomo a cui non ho mai ridato l&#8217;affetto che mi diede anni fa, e penso alle sue parole quando gli hanno chiesto &#8220;come stai?&#8221;: &#8220;Niente.. faccio le mie cose, mi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni di sospensione, in aria, in cielo volando disperso tra istanti perduti e da trovare e attese e andate, ritorni.<br />
Penso ad un uomo, vecchio uomo a cui non ho mai ridato l&#8217;affetto che mi diede anni fa, e penso alle sue parole quando gli hanno chiesto &#8220;come stai?&#8221;: &#8220;Niente.. faccio le mie cose, mi faccio da mangiare, faccio qualche passeggiata da solo. Tanto lei non tornerà più ormai.&#8221; la solitudine dopo una vita uniti.<br />
Penso a come a volte anche solo una rianimazione fatta al volo potrebbe salvare una vita.<br />
Penso ancora alle cose che invece io ho davanti, penso al brano che stiamo <span id="more-320"></span>scrivendo con un testo che scivolerà tra significati opposti, tra storie opposte parlando infine di qualcuno di cui non dice nulla mentre dice di altri.<br />
Penso all&#8217;acqua: com&#8217;è fare 400 metri di nuoto in dieci minuti? Non so, però devo farlo se voglio fare la guida subacquea, fondamentale se davvero vorrò andarmene là divertente se poi resterò.<br />
Penso al corso di rianimazione che incomincia.<br />
E scivolo tra i tanti fatti accaduti, tra una mail che attendo da giorni.<br />
Penso alla gran cena di Venerdì, a quella di Sabato, alla notte di Sabato.<br />
Penso a mia sorella che è tornata e speriamo resti almeno un po&#8217;.<br />
(ma davvero hai una sorella? No. Anagraficamente no.)<br />
Penso che il testo del brano inizia con &#8220;Ripenso ai fatti che ci legavano nel tempo, penso ai fatti che legavano nel tempo noi&#8221; e penso a chi lo ascolterà e si sentirà chiamato e penserà che quel brano parli un po&#8217; di lui, di lei, di noi e parlerà invece d&#8217;altro, parlerà di chi forse mai potrà sentire. Penso ai fatti che, ci legavano nel tempo, penso ai fatti che legavano nel tempo e legano ancora i miei ricordi i tuoi a istanti.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Sharm da sotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 16:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>La Sirena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 12:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mare]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sirena non l&#8217;ho incontra, o forse si, ma non io, fatto sta che &#232; pi&#249; che concreta la possibilit&#224; di tornare in quel mare ma in un posto migliore e di restarci anche forse per sempre.Tutto spesato.Valuteremo.Le faremo sapere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://www.staipa.it/blog/sharm-el-sheik/">Sirena</a> non l&#8217;ho incontra, o forse si, ma non io, fatto sta che &egrave; pi&ugrave; che concreta la possibilit&agrave; di tornare in quel mare ma in un posto migliore e di restarci anche forse per sempre.<br />Tutto spesato.<br />Valuteremo.<br />Le faremo sapere.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Sharm El Sheik</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 17:05:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi saluto, sto per partire per Sharm El Sheik.Gi&#224;.Il primo aereo della mia vita, le prime immersioni in mari tropicali.Otto giorni lontano dal mondo, lontano da tutto ci&#242; che &#232; e ci&#242; che non &#232;.Lontano.Un po&#8217; mi piace pensare che non torner&#242; pi&#249; qui, che partir&#242; e poi boh magari l&#224; incontrer&#242; Ariel che per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi saluto, sto per partire per Sharm El Sheik.<br />Gi&agrave;.<br />Il primo aereo della mia vita, le prime immersioni in mari tropicali.<br />Otto giorni lontano dal mondo, lontano da tutto ci&ograve; che &egrave; e ci&ograve; che non &egrave;.<br />Lontano.<br />Un po&#8217; mi piace pensare che non torner&ograve; pi&ugrave; qui, che partir&ograve; e poi boh magari l&agrave; incontrer&ograve; Ariel che per una volta invece di perder le pinne e diventare uno di questi gretti umani mi far&agrave; diventare un tritone.<br />Il mio -anomalo- numero di telefono probabilmente risponder&agrave; con un &quot;il numero &egrave; inesistente&quot;.<br />Un altra dimensione, un altro mondo, un altro io.<br />Ci&ograve; che sar&ograve; l&agrave; non sar&ograve; qua ci&ograve; che sono qua non sar&ograve; l&agrave;.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Trovatello</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/trovatello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 20:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Trovatello]]></category>
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					<description><![CDATA[Varato! Va stupendamente!!!!!! Fantastico!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Varato!<br />
Va stupendamente!!!!!!<br />
Fantastico!</p>
<p><figure id="attachment_1573" aria-describedby="caption-attachment-1573" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/Trovatello1.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1573" title="Il Trovatello" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2008/02/Trovatello1.jpg?resize=450%2C600&#038;ssl=1" alt="Il Trovatello" width="450" height="600" /></a><figcaption id="caption-attachment-1573" class="wp-caption-text">Il Trovatello</figcaption></figure></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>26 Febbraio 2008. Inaugurazione del trovatello!</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/26-febbraio-2008-inaugurazione-del-trovatello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 10:08:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante la tristezza di alcuni momenti questo è un momento positivo. I Dazzle One andranno al Music Village, domenica mattina partirò per Sharm El Sheik, ho in mano il mio primo iPhone, a scout le cose scorrono tranquille, a lavoro pure e&#8230; Questo pomeriggio inauguriamo ufficialmente il trovatello! Mancano ancora gli adesivi che mi arriveranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la tristezza di alcuni momenti questo è un momento positivo.<br />
I Dazzle One andranno al Music Village, domenica mattina partirò per Sharm El Sheik, ho in mano il mio primo iPhone, a scout le cose scorrono tranquille, a lavoro pure e&#8230;</p>
<p>Questo pomeriggio inauguriamo ufficialmente il trovatello!<br />
Mancano ancora gli adesivi che mi arriveranno questa sera ma oggi il trovatello entrerà in acqua!<br />
A presto le fotine!!!</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il trovatello è quasi pronto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 06:31:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il trovatello è quasi pronto! Nel frattempo ho messo il gancio alla macchina, abbiamo trovato un motore che arriverà a giorni! &#8230;bisognerà pensare a come procurarsi una bottiglia che possa rompersi sul gommone per il varo!!! Vi lascio qualche foto&#8230; Il trovatello montato Vista Laterale Lo svincolo del paramezzale Svincolo con rinforzo Svincolo con rinforzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il trovatello è quasi pronto! Nel frattempo ho messo il gancio alla macchina, abbiamo trovato un motore che arriverà a giorni!</p>
<p>&#8230;bisognerà pensare a come procurarsi una bottiglia che possa rompersi sul gommone per il varo!!!</p>
<p>Vi lascio qualche foto&#8230;<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1202190598.jpg?ssl=1" alt="" /><br />
Il trovatello montato</p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1202190648.jpg?ssl=1" alt="" /><br />
Vista Laterale</p>
<p>Lo svincolo del paramezzale</p>
<p>Svincolo con rinforzo</p>
<p>Svincolo con rinforzo chiuso.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Buone Nuove e Cattive Nuove e Buonissime Nuove dal Trovatello!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 21:26:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ed eccomi finalmente per gli affiatati fan del Trovatello a darmi buone e cattive e buonissime nuove! La cosa incredibile è che c&#8217;è gente che mi contatta per chiedermi come sta il trovatello!!! Bene ecco le notizie salienti di quest&#8217;ultimo periodo. In un primo momento sembrava avessimo trovato un vecchio motore da 25 cavalli per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Ed eccomi finalmente per gli affiatati fan del Trovatello a darmi buone e cattive e buonissime nuove!</div>
<p>La cosa incredibile è che c&#8217;è gente che mi contatta per chiedermi come sta il trovatello!!!<br />
Bene ecco le notizie salienti di quest&#8217;ultimo periodo.<br />
In un primo momento sembrava avessimo trovato un vecchio motore da 25 cavalli per soli 200 euro, buttato nel dimenticatoio del magazzino del meccanico di un negozio di nautica!<br />
Ormai mancavano finalmente pochi giorni a poter usare il nostro supergommone!!<br />
Giunto il giorno di andare a prendere il motore io e<span id="more-359"></span> Kokcy ci avviamo sorridenti come non mai verso il negozio, arriviamo, e il negoziante ci porta nei meandri del magazzino fino ad  aprire una porticina dentro a cui ci sono pezzi di motore, e pezzi di ogni cosa. Scala un po&#8217; di oggetti&#8230; raggiunge il motore&#8230; lo alza&#8230; e&#8230;.. Bestemmia. Non una volta, ma molteplici volte. Non molteplici, ma decine di molteplicità, insomma sembrava una lezione universitaria di algebra lineare (N.d.R. Battuta per intenditori del genere).<br />
Apre il motore recitando il santo rosario e inveisce contro il meccanico licenziato ad ottobre, dopo di che ci spiega che il simpatico ex dipendente si è portato via metà dell&#8217;interno del motore (oltre a i CD di installazione dei programmi di testing e diverse altre cosucce).<br />
Proseguendo con la via crucis ci propone per una cinquantina di eruo un motore più vecchio da 20 cavalli da sistemare, costo riparazioni successivo stimato sul 150 euro.<br />
Ne cerca il libretto ma non lo trova, così torniamo con le mani in mano (e le palle nelle mani in mano) mestamente a casa.<br />
Dopo due giorni di depressione riprendono i lavori sul Trovatello<br />
Trasferendo la depressione anche al povero gommone</p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1201069370.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>procediamo con l&#8217;incollo di alcuni rinforzi all&#8217;interno e di alcuni dettagli all&#8217;esterno della struttura di gomma, nel frattempo procediamo con la cartavetratura del Paiolato precedentemente impregnato</p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1201159238.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>e successivamente la verniciatura con vernice di tipo Flatting</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1201159293.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>E&#8230;.. oh&#8230;. ma&#8230;. ma cos&#8217;è quella cosa là dietro&#8230; omiodddio!!!!!!!<br />
Si&#8230;. anche se questa è un altra storia è comparso un amico per il nostro trovatello.<br />
Si da il caso che  il nostro Kokcy già trovatore del trovatello si stesse dando mostruosamente da fare alla ricerca di materiali nautici quando sul forum <a href="https://www.gommonauti.it/">www.gommonauti.it</a> magicamente ha trovato una persona che <span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">regalava il proprio gommone</span></span> (inizialmente ribattezzato &#8220;Il Regalello&#8221; o il &#8220;Regatello&#8221; poi definitivamente battezzato &#8220;Bombolino&#8221;), a patto di andarlo a prendere in Isola D&#8217;Elba.<br />
Fu così che i prodi (il governo non era ancora caduto) Kokcy, Skizzo e Caio si fecero un viaggetto fino all&#8217;Isola a prendere il nuovo Bombolino (ora di proprietà di Kokcy e il Caio).</p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1201326779.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Questa mattina è avvenuto il varo del Bombolino, e&#8230; va alla grande!</p>
<p>Ma non preoccupatevi cari fan del Trovatello! Il progetto non verrà abbandonato, anzi, presto sarà finito, siamo alla ricerca ancora di un motore e quando lo troveremo abbiamo grandi progetti per entrambi i mezzi!<br />
A presto nuove notizie.</p>
</div>
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		<title>Il Trovatello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 13:09:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come accennato qualche tempo fa con Kokcy e Dodi abbiamo iniziato l&#8217;impresa di sistemare Il Trovatello, il nostro futuro gommone da immersioni, ora ho qualche foto per documentare l&#8217;andamento delle operazioni! Ecco come si presentava Il Trovatello dopo una approfondita pulizia. In pratica le parti in gomma erano quasi perfette, lo specchio di poppa consumato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Come accennato qualche tempo fa con Kokcy e Dodi abbiamo iniziato l&#8217;impresa di sistemare Il Trovatello, il nostro futuro gommone da immersioni, ora ho qualche foto per documentare l&#8217;andamento delle operazioni!</p>
<p>Ecco come si presentava Il Trovatello dopo una approfondita pulizia.<span id="more-366"></span><br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1197369481.jpg?ssl=1" alt="" /><br />
In pratica le parti in gomma erano quasi perfette, lo specchio di poppa consumato e da risistemare e mancava totalmente il paiolato (ossia il piano su cui stanno oggetti e persone) e il paramezzale (Il &#8220;palo&#8221; che rende teso il telo sottostante per creare la chiglia), inoltre manca il motore e tutti gli accessori come i remi, i giubotti salvagente eccetera.<br />
Ma il difficile ovviamente sono il paiolato e soprattutto il paramezzale&#8230;</p>
<p>Questa è stata la prima prova di paramezzale in cartone per valutarne le dimensioni e la forma, ovviamente a ragionamento e tentativi.<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1197370834.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Questa invece la prima realizzazione pratica in legno scadente ma finalmente a quanto pare &#8220;funzionante&#8221;<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1198046082.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Ecco l&#8217;asse da cui stiamo realizzando il vero paramezzale, quello definitivo<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1200030633.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Ed il paramezzale con snodo al centro pronto almeno per quanto riguarda il lato della chiglia<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1200116488.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>e la tensione del gommone una volta gonfiato.<br />
In pratica è quasi perfetto e le pieghe longitudinali che si vedono verranno eliminate con l&#8217;inserimento del paiolo una volta realizzato.<br />
Manca solo tagliare la parte superiore del paramezzale per farci stare correttamente il paiolo e ovviamente impregnante e vernice.<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1200116508.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Questo invece il paiolo (senza il paramezzale sotto che deve ancora essere finito) appena tagliato e dimensionato.<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1198734056.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Dopo ore e ore di levigatrice per togliere la vernice e lisciare il tutto i tre moschettieri finalmente tutti per uno e uno per tutti possono iniziare a impregnare il tutto.<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1200030540.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Dodi e Staipa al lavoro (Kokcy fotografava invece di lavorare&#8230;. he he he)<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1200030522.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Il paiolo ben impregnato (manca ancora la vernice Flatting)<br />
<img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gommonauti.it/imm/4776/1200030583.jpg?ssl=1" alt="" /></p>
<p>Il lavoro sembra procedere a grandi passi, abbiamo un motore, abbiamo uno o due serbatoi per il carburante, abbiamo dei remi e dei giubbotti di salvataggio in prestito, abbiamo un carrello in prestito, mi devo mettere il gancio alla macchina&#8230;. mazza quanto costa&#8230;. ma stimiamo entro quindici giorni di poter varare il Trovatello ufficialmente! (&#8230;.secondo me un po&#8217; di più ma vedremo)</p>
<p>In progetto l&#8217;innesto di ruote per il trasporto, la realizzazione di un sistema di slitte e corda per issare il gommone sul tetto della macchina invece che sul carrello e renderlo usabile anche a sole due persone autonomamente, lo studio di un sistema di fissaggio per l&#8217;attrezzatura subacquea in modo sicuro all&#8217;interno (per trasporto) e all&#8217;esterno (per vestizione in acqua) del gommone, lo studio di una scaletta comoda per risalire dall&#8217;acqua.</p>
<p>A presto nuove notizie su Il Trovatello!!!!</p>
</div>
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		<title>La Subacquea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 16:33:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il mondo subacqueo. Un altro mondo. Un altro dove. Un altro quando. Un altro perché. Dopo un po&#8217; di assenze dovute al continuo lavorare nei fine settimana od avere impegni scoutistici finalmente ho re indossato la mia muta stagna e sono sceso nel mondo di laggiù. Uno dei miei &#8220;mondi lontani&#8221;. Non è un periodo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo subacqueo.<br />
Un altro mondo.<br />
Un altro dove.<br />
Un altro quando.<br />
Un altro perché.<br />
Dopo un po&#8217; di assenze dovute al continuo lavorare nei fine settimana od avere impegni scoutistici finalmente ho re indossato la mia muta stagna e sono sceso nel mondo di laggiù. Uno dei miei &#8220;mondi lontani&#8221;.<br />
Non è un periodo &#8220;buono&#8221; troppe cose, troppi pensieri, troppo poco sonno, troppo o troppo poco di tutto, ma laggiù e un mondo lontano.<br />
Ti vesti ancora immerso nel mondo di qui, ancora preoccupato, ancora teso, ancora serio, ancora freddo.<br />
Ti vesti, entri lentamente in acqua e poi&#8230; e poi non esisti più in questo mondo, non esiste più questo mondo, i pensieri, non esiste più altro che il silenzio.<br />
Fuori.<br />
Dentro.<br />
Silenzio.<br />
Nulla.<br />
E quello che c&#8217;è lì, quello che hai dentro quando sei lì, quello che provi è solo tuo e nessuno lo può comprendere se non forse il tuo compagno che ti segue, nelle cui mani è affidata la tua vita, che affida la propria vita nelle tue, il compagno con cui fai la tua strada.<br />
Peccato duri sempre così poco.<br />
A volte vorrei restarci per sempre in quel silenzio, in quel mondo, in quell&#8217;infinito vuoto pieno di pienezza, dove non serve apparire, dove non serve essere, dove non serve nulla e dove non ci sono pensieri, e tutto si muove con tempi diversi, ritmi diversi, movimenti diversi.</p>
<p>Nei prossimi giorni con <a href="https://www.staipa.it/blog/index.php?s=Kokcy">Kokcy </a> inizieremo una nuova avventura, costruendo il nostro gommone, il &#8220;<span style="font-style: italic;">Trovatello</span>&#8221; alla faccia del <a href="https://www.staipa.it/blog/il-belin-e-il-diving-club-gli-inaffondabili/">Belin</a> e del suo padrone dimostratosi poi ingrato al nostro averlo salvato.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Varie&#8230;.</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/varie/</link>
					<comments>https://www.staipa.it/blog/varie/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 10:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dal Vecchio Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[Non scrivo da un po&#8217; ma sono stato &#8220;travolto&#8221; da mille eventi e il tempo libero sta latitando. Forse dovrei emettere un mandato di cattura in modo da riuscire ad averne un po&#8217;&#8230; Ma tanto poi si sa che il tempo libero lo occupo quindi va bene così. Prosegue il lavoro tra tensioni e assunzioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non scrivo da un po&#8217; ma sono stato &#8220;travolto&#8221; da mille eventi e il tempo libero sta latitando. Forse dovrei emettere un mandato di cattura in modo da riuscire ad averne un po&#8217;&#8230;<br />
Ma tanto poi si sa che il tempo libero lo occupo quindi va bene così.<br />
Prosegue il lavoro tra tensioni e assunzioni scelte in modi dubbi, anzi forse neppure tanto dubbi&#8230;<br />
Prosegue la mia vita musicale dove finalmente sembra avvicinarsi alla concretezza la nascita di quello che dentro di me ho sempre chiamato il &#8220;Progetto M Style&#8221;, nella mia vita scout finalmente sono nel pieno di una &#8220;botta di vita&#8221; finalmente di nuovo nell&#8217;entusiasmo di fare, scoprire, vivere ora con i piccoli lupetti invece che con gli adolescenti del reparto.<br />
Ho inizato a fare <a href="https://www.taki-no-kan.org/">Jujitzu</a>, sto per completare il corso Advanced SSI di subacquea&#8230;<br />
si insomma sono un po&#8217; occupato, ma&#8230; ma soprattutto accanto a me c&#8217;è una persona importante che rende ogni giorno speciale, e che mi fa sorridere, pensare, sentire a casa.<br />
Sono felice.<br />
Si in questo periodo posso dire di esserlo.</p>
<p>p.s. Ah&#8230;. la Cincent è tornata finalmente a girare per le strade, era stato un problema a livello del cambio!</p>
]]></content:encoded>
					
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