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	<title>Come riconoscere una Fake News Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Come riconoscere una Fake News Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>La Falsa Causa (non causa pro causa)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando scambiamo la coincidenza per spiegazione “Dopo X è successo Y, quindi X ha causato Y.” Questo è il cuore della Falsa Causa: confondere la correlazione (o la semplice successione temporale) con la causalità. In logica classica è detta anche non causa pro causa; tra le forme comuni ci sono post hoc ergo propter hoc [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Quando scambiamo la coincidenza per spiegazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Dopo X è successo Y, quindi X ha causato Y.” Questo è il cuore della Falsa Causa: confondere la correlazione (o la semplice successione temporale) con la causalità. In logica classica è detta anche <em>non causa pro causa</em>; tra le forme comuni ci sono <em>post hoc ergo propter hoc</em> (“dopo questo, dunque a causa di questo”) e <em>cum hoc ergo propter hoc</em> (“insieme a questo, dunque a causa di questo”).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è la Falsa Causa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attribuiamo a un fattore <strong>A</strong> la causa di un effetto <strong>B</strong> solo perché <strong>A</strong> precede <strong>B</strong> o varia insieme a <strong>B</strong>, senza considerare altri fattori, cause comuni (variabili nascoste) o la <strong>casualità</strong>. Il nostro cervello è straordinario nel trovare schemi; a volte, però, vede nessi dove non ci sono.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Da quando porto il braccialetto ‘anti-stress’ dormo meglio: il braccialetto funziona.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Potrebbero esserci molte spiegazioni alternative: cambi di routine, meno caffè, periodo meno impegnativo, aspettative (effetto placebo). La relazione temporale da sola non dimostra la causa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo cambiato il logo del Comune e il turismo è cresciuto: il nuovo logo attira visitatori.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Magari sono aumentati i voli low-cost, sono stati restaurati musei, c’è stato un evento internazionale. Senza controllare stagionalità, tendenze e altri interventi, si rischia la falsa causa.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Sulle reti sociali (vaccini e falsi nessi con i decessi)</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Dopo la vaccinazione, in quel mese sono aumentate le segnalazioni di morti: quindi i vaccini <em>causano</em> più morti.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Esempio tipico di <strong>correlazione scambiata per causalità</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tasso di base</strong>: in popolazioni grandi, ogni giorno ci sono decessi attesi per età e patologie. In campagne di vaccinazione di massa, alcuni decessi capiteranno comunque dopo l’iniezione per pura coincidenza temporale.</li>



<li><strong>Composizione della popolazione</strong>: spesso si vaccinano prima le fasce più anziane e fragili, dove il rischio di decesso è già più alto.</li>



<li><strong>Bias di segnalazione</strong>: dopo un evento molto visibile (la vaccinazione) si segnalano di più eventi che sarebbero passati inosservati.</li>



<li><strong>Verifica empirica dell’aumento</strong>: prima di concludere che “i decessi sono aumentati”, confrontare i conteggi con serie storiche comparabili (stesse settimane/mesi di anni precedenti), stimare mortalità attesa e mortalità in eccesso, distinguere tra segnalazioni e certificazioni ufficiali, considerare ritardi di registrazione e cambiamenti demografici (età, dimensione della coorte vaccinata).</li>



<li><strong>Controllo dei confondenti</strong>: per valutare la causalità servono confronti con gruppi equivalenti, analisi del rischio relativo e del tasso di base, studio di meccanismi biologici plausibili e repliche indipendenti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La morale: la vicinanza temporale non basta; occorrono evidenze e metodi adeguati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nella pubblicità e nella comunicazione</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Da quando abbiamo messo l’etichetta ‘naturale’, le vendite sono esplose: è merito della nuova etichetta.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Forse c’è stata una campagna sconti, la ripresa stagionale, un influencer non dichiarato, l’uscita di un competitor. Senza un gruppo di controllo o un test A/B, è facile attribuire la causa sbagliata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché finiamo per crederci</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Euristica della disponibilità</strong>: esempi vividi o recenti (titoli, post virali) ci fanno sovrastimare un nesso.</li>



<li><strong>Pregiudizio di conferma</strong>: vediamo come causali i dati che confermano ciò che già crediamo.</li>



<li><strong>Ricerca di schemi e narrazione</strong>: preferiamo una storia “A causa di B” al riconoscere la <strong>contingenza</strong>.</li>



<li><strong>Negligenza del tasso di base</strong>: ignoriamo quante volte un evento accade <strong>in generale</strong>, a prescindere da A.</li>



<li><strong>Variabili nascoste</strong>: sottovalutiamo cause comuni che spiegano sia A sia B.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla ed evitarla</strong></h2>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Distingui correlazione e causalità</strong>: “A precede/varia con B” non implica “A causa B”.</li>



<li><strong>Cerca il meccanismo</strong>: qual è il nesso plausibile che collega A a B? Esiste una relazione dose–risposta?</li>



<li><strong>Controlla i confondenti</strong>: età, stagionalità, trend, selezione del campione, fattori concomitanti.</li>



<li><strong>Verifica il tasso di base</strong>: quante volte B accade comunque nella popolazione e nel periodo considerato?</li>



<li><strong>Confronti corretti</strong>: gruppi di controllo, test A/B, repliche indipendenti, quando possibile <strong>esperimenti</strong>; altrimenti quasi-esperimenti (prima/dopo con controllo, differenze-in-differenze).</li>



<li><strong>Cerca coerenza tra studi</strong>: risultati simili in contesti diversi sono più convincenti del singolo dato.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lista di controllo rapida</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’argomento si basa solo sulla successione temporale o su una correlazione grezza?</li>



<li>Sono stati considerati tasso di base e composizione della popolazione?</li>



<li>Ci sono confondenti evidenti non controllati?</li>



<li>Esiste un meccanismo plausibile e, se sì, è supportato da dati (ad es. dose–risposta)?</li>



<li>Sono presenti confronti con gruppi equivalenti o test A/B?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vedere nessi è umano; dimostrarli richiede metodo. La Falsa Causa<strong> </strong>svanisce quando chiediamo: <em>quali prove mostrano che A produce B e non è solo un compagno di viaggio?</em> Finché non abbiamo questa risposta, la prudenza logica è la scelta più razionale.</p>
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		<title>La Generalizzazione Affrettata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bias]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Generalizzazione Affrettata]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando pochi casi diventano “la regola” Capita di trarre conclusioni generali da pochi esempi o da casi particolari. È la fallacia della Generalizzazione Affrettata: si osserva un frammento di realtà e lo si estende a tutto l’insieme, ignorando la dimensione del campione, il contesto e possibili spiegazioni alternative. Che cos’è la Generalizzazione Affrettata È un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Quando pochi casi diventano “la regola”</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Capita di trarre conclusioni generali da pochi esempi o da casi particolari. È la fallacia della Generalizzazione Affrettata: si osserva un frammento di realtà e lo si estende a tutto l’insieme, ignorando la dimensione del campione, il contesto e possibili spiegazioni alternative.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è la Generalizzazione Affrettata</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È un errore di inferenza: da un numero insufficiente di osservazioni (o da osservazioni non rappresentative) si inferisce una regola generale. Spesso nasce da aneddoti, esperienze personali, sondaggi mal costruiti o dati raccolti in condizioni particolari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Ho comprato due volte quel marchio e si è rotto entrambe le volte. Quel marchio fa prodotti scadenti.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Due casi non bastano per giudicare l’intera produzione: servono dati più ampi, confronto con altri marchi, tassi di difetto noti, condizioni d’uso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“In quel quartiere hanno segnalato alcuni furti: significa che la città è fuori controllo.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Si passa da <strong>alcuni episodi </strong>a una diagnosi sull’intera città, senza considerare i dati complessivi, l’andamento storico, eventuali differenze tra zone e periodi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Sulle reti sociali</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Ho letto tre commenti negativi: questo ristorante è pessimo.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Tre commenti (magari non verificati o concentrati in un breve periodo) non rappresentano l’esperienza media. Contano la distribuzione delle recensioni, le fonti, la coerenza nel tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nella pubblicità e nella comunicazione</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Dopo una settimana questo integratore mi ha cambiato la vita.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>testimonianza singola</strong> non dimostra efficacia. Serve un quadro di <strong>studi controllati</strong>, campioni adeguati, misure oggettive e replicabilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché finiamo per crederci</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pregiudizio di conferma</strong>: notiamo gli esempi che confermano ciò che già crediamo e ignoriamo il resto.</li>



<li><strong>Euristica della disponibilità</strong>: casi recenti o vividi (video virali, storie forti) sembrano più frequenti di quanto siano.</li>



<li><strong>Euristica della rappresentatività</strong>: se un caso “somiglia” allo stereotipo, lo prendiamo per tipico anche se è raro.</li>



<li><strong>Negligenza della dimensione del campione</strong>: sottovalutiamo quanti casi servono per una stima affidabile.</li>



<li><strong>Pregiudizio del sopravvissuto</strong>: vediamo solo i casi che emergono (i “successi”) e dimentichiamo i fallimenti invisibili.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla ed evitarla</strong></h2>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Chiedi “quanti?”</strong>: qual è la dimensione del campione? È sufficiente? È stato scelto in modo rappresentativo?</li>



<li><strong>Controlla la variabilità</strong>: i casi osservati sono tipici o fuori scala (picchi, eccezioni, stagionalità)?</li>



<li><strong>Cerca il tasso di base</strong>: qual è la frequenza dell’evento nella popolazione/periodo di riferimento?</li>



<li><strong>Diffida dell’aneddoto</strong>: una storia colpisce; le serie di dati convincono. Pretendi misure, intervalli di confidenza, replicazioni.</li>



<li><strong>Verifica alternative</strong>: ci sono spiegazioni diverse (uso scorretto, selezione dei casi, effetto novità, conflitti d’interesse)?</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lista di controllo rapida</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>La conclusione generale nasce da pochi casi o casi speciali?</li>



<li>Il campione è sufficiente e rappresentativo?</li>



<li>È stato considerato il tasso di base e la variabilità?</li>



<li>Le prove sono aneddoti o dati sistematici?</li>



<li>Sono state valutate spiegazioni alternative?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Generalizzare è umano, generalizzare in fretta è rischioso. Prima di trasformare poche osservazioni in una regola, chiediamoci se abbiamo abbastanza dati, se sono rappresentativi e se abbiamo esplorato altre spiegazioni. Solo così passiamo dal “mi sembra” al “con ogni probabilità è così”.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La Petizione di Principio (Petitio principii)</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/la-petizione-di-principio-petitio-principii/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bias]]></category>
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		<category><![CDATA[Petitio principii]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione di Principio]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando la conclusione è nascosta nelle premesse Capita spesso di leggere o ascoltare argomentazioni che “girano in tondo”: invece di dimostrare una tesi, la presuppongono. È la fallacia della Petizione di Principio (o ragionamento circolare): la conclusione viene data per scontata nelle premesse, magari con parole diverse o definizioni ridondanti. L’effetto è una spiegazione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Quando la conclusione è nascosta nelle premesse</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Capita spesso di leggere o ascoltare argomentazioni che “girano in tondo”: invece di dimostrare una tesi, la presuppongono. È la fallacia della<strong> Petizione di Principio</strong> (o ragionamento circolare): la conclusione viene data per scontata nelle premesse, magari con parole diverse o definizioni ridondanti. L’effetto è una spiegazione che sembra convincente ma non aggiunge informazioni nuove.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è la Petizione di Principio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Struttura tipica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Premessa</strong>: X è vero perché Y.</li>



<li><strong>Conclusione</strong>: dunque X.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se però Y implica già X<strong> </strong>(o è X riformulato), non c’è prova ma circolarità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Questo integratore è efficace perché rafforza le difese.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">“Efficace” e “rafforza le difese” dicono sostanzialmente la stessa cosa: <strong>manca </strong>la prova esterna (per esempio: studi, indicatori misurabili, confronto con placebo).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Questa legge è necessaria perché è indispensabile per la sicurezza.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">“Necessaria” e “indispensabile” sono sinonimi: la tesi è semplicemente ripetuta. Servono dati su rischi, impatti, alternative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Sulle reti sociali</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Questa pagina è affidabile perché dice sempre la verità.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">È una definizione circolare: per stabilire che “dice la verità” occorrono verifiche <strong>indipendenti</strong>, non l’asserzione stessa.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nella pubblicità e nella comunicazione</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il nostro yogurt è il migliore perché ha qualità superiori.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">“Il migliore” = “qualità superiori” non dimostra nulla. Servono criteri operativi (ingredienti, zuccheri, test comparativi) e misure verificabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché finiamo per crederci</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pregiudizio di coerenza</strong>: preferiamo argomentazioni che “suonano” coerenti anche quando non dimostrano.</li>



<li><strong>Pregiudizio di conferma</strong>: se la conclusione ci piace, accettiamo più facilmente premesse ridondanti.</li>



<li><strong>Euristica della familiarità</strong>: ripetere la tesi con parole diverse la fa sembrare più vera.</li>



<li><strong>Effetto cornice</strong>: termini come “indispensabile”, “superiore”, “evidente” creano un’aura di ovvietà.</li>



<li><strong>Sforzo cognitivo</strong>: smontare la circolarità richiede tempo; l’intuizione rapida ci inganna.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla ed evitarla</strong></h2>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Caccia ai sinonimi sospetti</strong>: la conclusione ricompare nelle premesse con altre parole?</li>



<li><strong>Chiedi criteri e misure</strong>: “Quali indicatori dimostrano X? Con quali soglie, in quali condizioni?”</li>



<li><strong>Pretendi evidenze indipendenti</strong>: dati, studi, protocolli che non presuppongano già la tesi.</li>



<li><strong>Spezzare il circolo</strong>: individua il primo passaggio che aggiunge informazione<strong> nuova</strong>. Se non c’è, è petizione di principio.</li>



<li><strong>Definisci i termini</strong>: sostituisci parole-valigia (migliore, indispensabile, naturale, efficace) con definizioni operative.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lista di controllo rapida</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>La conclusione è ripetuta nelle premesse (anche con sinonimi)?</li>



<li>Ci sono dati esterni che la sostengono?</li>



<li>I termini sono definiti e misurabili?</li>



<li>Esistono spiegazioni alternative considerate?</li>



<li>Ogni passaggio aggiunge davvero informazione nuova?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Petizione di Principio seduce perché è elegante e rassicurante, ma non dimostra. Per evitarla, chiediamo sempre: <em>cosa prova davvero questa premessa che non sia già la tesi?</em> Solo così il ragionamento smette di girare in tondo e comincia a spiegare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L’Appello alla Popolarità (Argumentum ad Populum)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Appello alla Popolarità]]></category>
		<category><![CDATA[Argumentum ad Populum]]></category>
		<category><![CDATA[Bias]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando “lo dicono tutti” diventa una prova (ma non lo è) “Se lo pensano in tanti, allora dev’essere vero.” È questa l’idea alla base dell’Appello alla Popolarità: confondere il consenso con la verità, l’applauso con l’argomento, il numero di mani alzate con le prove. La popolarità può dire molto su gusti e preferenze, quasi nulla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Quando “lo dicono tutti” diventa una prova (ma non lo è)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Se lo pensano in tanti, allora dev’essere vero.” È questa l’idea alla base dell’<strong>Appello alla Popolarità</strong>: confondere il consenso con la verità, l’applauso con l’argomento, il numero di mani alzate con le prove. La popolarità può dire molto su gusti e preferenze, quasi nulla sulla <strong>validità</strong> di un’affermazione fattuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è l’Appello alla Popolarità</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È la fallacia per cui si considera una tesi vera o giusta <strong>perché</strong> sostenuta dalla maggioranza o perché “tutti lo sanno”. Invece di portare evidenze, si cita il consenso (reale o presunto). Ma la verità non si decide a maggioranza: votare non trasforma un errore in un fatto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Questo rimedio funziona: lo usano tutti nel mio paese.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Che molti lo usino non dimostra l’efficacia. Servono studi, dati, controlli: il consenso, da solo, non è una prova.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“I sondaggi dicono che la maggioranza vuole questa misura, quindi è la strada giusta.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’opinione dell’elettorato è importante per la rappresentanza, ma non dimostra <strong>efficacia</strong> o <strong>giustizia</strong> di un provvedimento. Servono analisi d’impatto, confronti internazionali, costi/benefici e alternative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Ha milioni di like e condivisioni: è certamente vero.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Popolarità online ≠ veridicità. Bot, campagne coordinate, titoli accattivanti e contenuti polarizzanti drogano i numeri. I like misurano <strong>engagement</strong>, non accuratezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nel marketing e nella comunicazione</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il più venduto in Italia.” “9 su 10 lo raccomandano.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Senza sapere <strong>chi</strong> ha risposto, <strong>come</strong> è stato selezionato il campione, <strong>quando</strong> è stato misurato e <strong>da chi</strong> è stato commissionato lo studio, l’appello alla massa resta uno slogan, non una prova.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché finiamo per crederci</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prova sociale</strong>: in contesti di incertezza tendiamo a imitare il comportamento della maggioranza.</li>



<li><strong>Effetto carrozzone (bandwagon)</strong>: una tesi che “sale sul carro dei vincitori” sembra più attraente man mano che cresce il consenso.</li>



<li><strong>Bias di conformità</strong>: adeguarsi al gruppo costa meno, socialmente ed emotivamente.</li>



<li><strong>Bias di conferma</strong>: numeri e sondaggi selezionati confermano ciò che già crediamo.</li>



<li><strong>Euristica della disponibilità</strong>: ciò che vediamo spesso (trend, hashtag, meme) sembra più vero o frequente di quanto sia.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla ed evitarla</strong></h2>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Chiedere le prove, non i numeri</strong>: quali dati indipendenti sostengono la tesi oltre alla popolarità?</li>



<li><strong>Verificare il consenso</strong>: come è stato misurato? campione, metodo, periodo, margine d’errore, conflitti d’interesse.</li>



<li><strong>Distinguere gusto da verità</strong>: che qualcosa sia popolare può contare per le <strong>preferenze</strong> (musica, design), non per le <strong>affermazioni fattuali</strong>.</li>



<li><strong>Separare popolarità e competenza</strong>: “tutti dicono” non equivale a “gli esperti concordano”. Il <strong>consenso scientifico</strong> (di chi studia il tema) non è l’Appello alla Popolarità.</li>



<li><strong>Allerta sui vaghi quantificatori</strong>: “tutti”, “la gente”, “ormai si sa” sono spie di generalizzazione.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Checklist rapida</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il messaggio sostituisce le prove con “tutti lo dicono/lo fanno”?</li>



<li>I numeri sono verificabili (metodo, campione, periodo)?</li>



<li>La tesi riguarda gusti o fatti?</li>



<li>C’è confusione tra celebrità/seguaci e <strong>competenza</strong>?</li>



<li>Sono presenti quantificatori vaghi o assoluti?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Appello alla Popolarità sfrutta la nostra tendenza a fidarci del gruppo. Utile per capire i <strong>gusti</strong>, fuorviante per stabilire la <strong>verità</strong>. La domanda chiave resta sempre la stessa: <strong>quali sono le prove?</strong> Se ci sono, non serve la folla; se mancano, la folla non basta.</p>
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		<title>L’Uomo di Paglia (Straw Man)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Argumentum ad Metum]]></category>
		<category><![CDATA[Bias]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[L’Uomo di Paglia]]></category>
		<category><![CDATA[Straw Man]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si deforma l’argomento per vincere facile Nel confronto pubblico – dai social alla politica, fino al marketing – capita spesso di assistere a discussioni in cui l’argomento originale viene storpiato in una versione più fragile, più estrema o semplicemente diversa, per poi essere “abbattuto” con facilità. È la fallacia dell’Uomo di Paglia: non si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Quando si deforma l’argomento per vincere facile</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel confronto pubblico – dai social alla politica, fino al marketing – capita spesso di assistere a discussioni in cui l’argomento originale viene storpiato in una versione più fragile, più estrema o semplicemente diversa, per poi essere “abbattuto” con facilità. È la fallacia dell’<strong>Uomo di Paglia</strong>: non si confuta la tesi reale, se ne costruisce una di comodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è l’Uomo di Paglia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Schema tipico:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li>A propone una tesi <strong>T</strong>.</li>



<li>B la riformula in <strong>T’</strong>, più debole o caricaturale.</li>



<li>B confuta <strong>T’</strong> e si dichiara vincitore.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">L’errore logico sta nel fatto che T’ non è la tesi di partenza. Invece di rispondere all’idea reale, ci si batte contro una rappresentazione distorta. L’opposto virtuoso si chiama spesso <em>principio di carità</em> (o “steelman”): ricostruire la versione più forte dell’argomento altrui prima di criticarlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Ridurre il traffico in centro con più mezzi pubblici.»<br>«Ecco, volete vietare le auto a chi lavora.»</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta non aboliva le auto; le ampliava le alternative. La conclusione “vietare” è un uomo di paglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Introdurre limiti alle pubblicità di disinformazione online.»<br>«Quindi servirebbe <strong>censurare Internet.</strong>»</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La misura riguarda formati e responsabilità; trasformarla in “censura” è deformare la tesi per renderla impopolare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«I videogiochi possono avere effetti diversi a seconda dell’uso.»<br>«Allora i videogiochi fanno male e qualcuno vuole <strong>proibirli</strong>.»</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Da un’affermazione sfumata a un assoluto caricaturale: tipico uomo di paglia che polarizza la discussione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nel marketing e nella comunicazione</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Questo yogurt ha meno zuccheri.»<br>«I concorrenti non si curano della salute.»</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’affermazione comparativa diventa un attacco totalizzante contro “gli altri”, che non era presente nella tesi originale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché finiamo per crederci</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Bias di conferma</strong>: tendiamo a notare le versioni dell’argomento avverso che confermano ciò che già pensiamo.</li>



<li><strong>Euristica della semplificazione</strong>: una caricatura è cognitivamente più facile da processare della tesi reale, spesso complessa e condizionata.</li>



<li><strong>Bias di appartenenza al gruppo</strong>: sostenere la versione “nemica” più estrema rafforza l’identità del proprio schieramento.</li>



<li><strong>Effetto cornice (framing)</strong>: parole emotive e dicotomie (“sempre/mai”, “buoni/cattivi”) guidano la percezione più dei contenuti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerlo ed evitarlo</strong></h2>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Richiedere la tesi originale</strong>: «Possiamo citare le parole precise o il contesto completo?»</li>



<li><strong>Parafrasare con conferma</strong>: «Se abbiamo capito bene, la proposta è…?» – e attendere l’assenso dell’interlocutore.</li>



<li><strong>Bandire gli assoluti non dichiarati</strong>: se la tesi non dice “sempre/mai”, non attribuirglieli.</li>



<li><strong>Distinguere nucleo e corollari</strong>: criticare l’idea centrale, non dettagli marginali o iperboli mai sostenute.</li>



<li><strong>Applicare il principio di carità (steelman)</strong>: ricostruire la versione <strong>più solida</strong> dell’argomento altrui e rispondere a quella.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Checklist rapida</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>La critica risponde davvero alle parole e al senso della tesi originale?</li>



<li>Sono comparse assolutizzazioni (“sempre”, “mai”, “tutti”) non presenti nella proposta iniziale?</li>



<li>L’argomento confutato è una semplificazione o una caricatura?</li>



<li>È stato chiesto all’autore se la parafrasi rappresenta correttamente la sua posizione?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Smontare un uomo di paglia può dare l’illusione di aver “vinto” il confronto, ma non fa avanzare la comprensione. Per discutere davvero, servono rigore e buona fede: ricostruire la tesi com’è, non come conviene rappresentarla, e poi valutarla con dati e ragionamento. In questo modo il dissenso resta utile e il dialogo diventa una palestra di pensiero, non un tiro al bersaglio di paglia.</p>
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		<title>L’Appello alla Paura (Argumentum ad Metum)</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/lappello-alla-paura-argumentum-ad-metum/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 10:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Appello alla Paura]]></category>
		<category><![CDATA[Argumentum ad Metum]]></category>
		<category><![CDATA[Bias]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Paura]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando la paura sostituisce gli argomenti La paura è una potente leva emotiva. Serve alla sopravvivenza, ma quando viene usata per convincere al posto delle prove diventa una fallacia: l’Appello alla Paura (argumentum ad metum). Funziona così: si evoca un pericolo reale o immaginario, lo si amplifica e lo si collega a una conclusione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Quando la paura sostituisce gli argomenti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La paura è una potente leva emotiva. Serve alla sopravvivenza, ma quando viene usata per convincere al posto delle prove diventa una fallacia: l’Appello alla Paura (<em>argumentum ad metum</em>). Funziona così: si evoca un pericolo reale o immaginario, lo si amplifica e lo si collega a una conclusione che “dovremmo” accettare senza ulteriori domande. Più l’emozione sale, più il ragionamento scende.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è l’Appello alla Paura</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È una strategia retorica che mira a persuadere spaventando: “Se non fai/approvi X, accadrà Y (terribile)”. Invece di portare dati, probabilità e alternative,<strong> </strong>si offre un aut aut emotivo che costringe a scegliere “per sicurezza”. La paura può essere fondata, ma diventa fallace quando rimpiazza le evidenze o quando distorce il rischio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Se non compriamo questo sistema di allarme, ci svaligeranno la casa.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Che un allarme possa ridurre il rischio è plausibile; la conclusione “ci svaligeranno” è però un salto logico basato sul timore, non su dati (tassi di furto, quartiere, alternative, costi/benefici).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Se non approviamo subito questa legge, le nostre città diventeranno invivibili.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza è un tema serio, ma l’argomento qui spinge con scenari-catastrofe senza numeri: niente confronto con i dati storici, nessuna analisi di efficacia di misure alternative, solo urgenza emotiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Attenzione! Questa sostanza è ‘chimica’: provoca malattie gravissime! Condividi per salvare i tuoi cari.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Post del genere sfruttano paura e <em>chemofobia</em>. Mancano contesto, dosi, fonti verificate. Spesso mostrano immagini scioccanti e grafici decontestualizzati per scatenare condivisioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nel marketing e nella pubblicità</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Senza questo integratore il tuo sistema immunitario è indifeso.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Si crea ansia sulla salute per proporre la soluzione salvifica. Mancano studi clinici solidi, si giocano parole come “difese”, “tossine”, “pericolo” e si accendono colori/icone d’allarme per orientare l’acquisto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché finiamo per crederci</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Euristica della disponibilità</strong>: un caso eclatante o recente (video virale, titolo allarmistico) ci fa sovrastimare la probabilità reale.</li>



<li><strong>Avversione alla perdita</strong>: temiamo le perdite più di quanto desideriamo i guadagni; “meglio fare qualcosa di sicuro” anche se non è supportato.</li>



<li><strong>Urgenza artificiale</strong>: timer, allarmi, “ultima occasione” comprimono il tempo per verificare.</li>



<li><strong>Autorità ed effetto alone (framing)</strong>: camice bianco, grafici, sirene rosse danno una parvenza di credibilità che abbassa le difese critiche.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla ed evitarla</strong></h2>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Chiedi i numeri</strong>: qual è il rischio assoluto? e quello relativo? Ci sono dati indipendenti?</li>



<li><strong>Controlla tasso di base (base rate)</strong>: quanto è probabile davvero che accada Y nella popolazione/contesto?</li>



<li><strong>Cerca alternative</strong>: esistono altre soluzioni meno drastiche o più efficaci? Quali costi/benefici?</li>



<li><strong>Separa emozione e prova</strong>: l’emozione è legittima; la conclusione deve poggiare su evidenze.</li>



<li><strong>Diffida dell’urgenza</strong>: quando tutto è “subito”, spesso il problema è il messaggio, non il tempo.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Checklist rapida</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il messaggio evoca paura senza numeri?</li>



<li>Mostra immagini scioccanti o parole allarmistiche?</li>



<li>Presenta un’unica soluzione “salvifica”?</li>



<li>Ignora alternative e proporzioni del rischio?</li>



<li>Cita fonti verificabili o solo opinioni/testimonianze?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La paura è un’ottima sirena d’allarme, pessima consigliera. Quando l’argomentazione fa leva sull’ansia più che sui dati, siamo davanti a un Appello alla Paura. Riconoscerlo non significa negare i problemi: significa affrontarli con misura, cercando numeri, probabilità e soluzioni concrete.</p>
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		<title>L’Appello all’Autorità (Argumentum ad Verecundiam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
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		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
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		<category><![CDATA[L’Appello all’Autorità (Argumentum ad Verecundiam)]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si crede a qualcosa solo perché lo dice qualcuno di &#8220;importante&#8221; Nel mondo della comunicazione, della pubblicità e dei social media, capita spesso di imbattersi in argomentazioni che sembrano convincenti solo perché pronunciate da personaggi famosi, esperti in altri settori o autorità riconosciute. Questa è la fallacia dell’Appello all’Autorità, o in latino, Argumentum ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Quando si crede a qualcosa solo perché lo dice qualcuno di &#8220;importante&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo della comunicazione, della pubblicità e dei social media, capita spesso di imbattersi in argomentazioni che sembrano convincenti solo perché pronunciate da personaggi famosi, esperti in altri settori o autorità riconosciute. Questa è la fallacia dell’<strong>Appello all’Autorità</strong>, o in latino, <em>Argumentum ad Verecundiam</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos&#8217;è l’Appello all’Autorità?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa fallacia si verifica quando si considera una dichiarazione vera solo perché proviene da una persona autorevole, senza esaminare le prove o la validità dell’argomento. Il problema non è l’autorità in sé, ma il fatto che si salta il passaggio critico: analizzare <em>ciò che viene detto</em>, non solo <em>chi lo dice</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il mio giornalista preferito dice che le vitamine curano il raffreddore, quindi dev&#8217;essere vero.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un giornalista, per quanto famoso, non è un medico. La sua affermazione dovrebbe essere verificata da fonti scientifiche, non accettata per il solo fatto che proviene da una celebrità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo provvedimento è giusto, lo ha detto il Presidente.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto che una figura politica sostenga qualcosa non la rende automaticamente corretta. Va analizzata nel merito.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un famoso influencer ha detto che i vaccini sono pericolosi.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se l’influencer ha milioni di follower, non è detto che abbia una competenza scientifica adeguata. Questo tipo di appello può essere molto dannoso. Vale anche per i premi Nobel: se un Nobel per la medicina afferma che il riscaldamento globale non esiste, non ha automaticamente più credibilità rispetto a chi si occupa davvero di climatologia. Il titolo non garantisce competenza in un campo diverso dal proprio — e purtroppo, a volte, nemmeno nel proprio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nel marketing</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo dentifricio è il migliore, lo dice un famoso chef in TV.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Uno chef non è un dentista. Il fatto che sia un personaggio conosciuto non significa che abbia competenze in igiene orale. Nemmeno se un cuoco parla di patatine in sacchetto: potrebbe semplicemente essere stato pagato per farlo, a meno che non affronti l’argomento in modo più ampio e documentato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché cadiamo nell’Appello all’Autorità?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo naturalmente portati a fidarci di chi riteniamo esperto o meritevole di rispetto, e spesso associamo la fama o il potere con la competenza. Inoltre, delegare il pensiero critico ci fa risparmiare tempo: accettare un&#8217;affermazione senza metterla in discussione è più facile che verificarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo meccanismo può essere utile in contesti di vera autorità (ad esempio, fidarsi di un medico specializzato), ma diventa una fallacia quando l&#8217;autorità non è rilevante rispetto al tema trattato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla ed evitarla</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Verifica le competenze dell’autore</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediti: la persona che fa questa affermazione ha davvero competenze nel campo di cui parla?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Concentrati sull’argomento, non sul volto noto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche una persona famosa può sbagliare. È il contenuto del messaggio che conta, non la popolarità di chi lo pronuncia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Cerca fonti indipendenti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di credere a una dichiarazione, verifica se è supportata da prove affidabili, dati o studi indipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Appello all’Autorità è una scorciatoia mentale che può portarci fuori strada, soprattutto quando l’autorità invocata non ha una vera competenza sull’argomento. Essere consapevoli di questa fallacia ci aiuta a non farci influenzare solo dal prestigio o dalla fama, e a sviluppare un pensiero più autonomo e critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: <strong>non è chi lo dice, ma cosa dice, e perché lo dice, a fare la differenza.</strong></p>
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		<title>L’Argumentum Ad Hominem</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/largumentum-ad-hominem/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[In ogni dibattito, pubblico o privato, ci si aspetta che le argomentazioni vengano analizzate e confrontate sul piano della logica e dei contenuti. Tuttavia, capita spesso che si finisca per spostare il bersaglio dall&#8217;argomento alla persona che lo sostiene. Questo tipo di errore è noto come Argumentum Ad Hominem, una delle fallacie logiche più diffuse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In ogni dibattito, pubblico o privato, ci si aspetta che le argomentazioni vengano analizzate e confrontate sul piano della logica e dei contenuti. Tuttavia, capita spesso che si finisca per spostare il bersaglio dall&#8217;argomento alla persona che lo sostiene. Questo tipo di errore è noto come <strong>Argumentum Ad Hominem</strong>, una delle fallacie logiche più diffuse e riconoscibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è l’Argumentum Ad Hominem?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine latino &#8220;Ad Hominem&#8221; significa letteralmente &#8220;contro l&#8217;uomo&#8221;. Questa fallacia si verifica quando si cerca di screditare un argomento non affrontandolo direttamente, ma attaccando chi lo propone, spesso con riferimenti alla sua moralità, coerenza, carattere o motivazioni. La fallacia preferita di ogni<em> hater</em>, ma anche la più abusata nella politica odiera.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non dovremmo ascoltare quello che dice Marco sull’ambiente, non è riuscito a prendere nemmeno la patente di guida.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto che Marco non abbia la patente non ha nulla a che fare con la validità delle sue argomentazioni sull&#8217;ambiente. Si attacca la persona per screditare l&#8217;opinione, senza affrontare il merito della questione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tipi di Ad Hominem</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Ad Hominem Abusivo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Attacco diretto alla persona, spesso con insulti o denigrazioni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Che ne sa lui di economia? È solo un ignorante.&#8221;</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Ad Hominem Circostanziale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si cerca di delegittimare l&#8217;opinione altrui facendo riferimento al contesto personale dell&#8217;interlocutore.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Tu difendi l&#8217;energia solare solo perché lavori in una ditta che la produce.&#8221;</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Tu quoque (Tu anche!)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si accusa l&#8217;interlocutore di incoerenza per evitare di rispondere all&#8217;argomento.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Mi dici di non fumare, ma tu fumi!&#8221;</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non possiamo prendere sul serio le proposte di quel candidato: una volta è stato multato per divieto di sosta.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di attacco ignora completamente le proposte del candidato e si concentra su un dettaglio irrilevante per screditarlo. Credo che più della metà delle affermazioni che sentiamo dire ai nostri politici, indipendentemente dal collocamento specifico, sia purtroppo di questo genere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non ascolto quello che dice quel tizio sul cambiamento climatico: guarda come si veste!&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aspetto di una persona non ha nulla a che vedere con la validità delle sue opinioni scientifiche. È un attacco superficiale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nel marketing e nella comunicazione pubblica</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non dare retta a chi critica questo prodotto: sono solo invidiosi perché non possono permetterselo.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Invece di rispondere alle critiche sul prodotto, si scredita chi le fa, attribuendogli motivazioni personali senza affrontare i contenuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché cadiamo nell&#8217;Argumentum Ad Hominem?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attaccare la persona è più facile e immediato che rispondere con argomentazioni valide. Questo tipo di fallacia fa leva sulle emozioni e può sembrare efficace nel breve termine, soprattutto in contesti conflittuali o polarizzati come quelli politici o social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la nostra mente tende a confondere la fonte con il messaggio: se chi parla ci sembra poco credibile o antipatico, siamo più propensi a rifiutare le sue idee, anche quando sono sensate. Viceversa, siamo portati ad accettare affermazioni anche poco fondate se provengono da persone che stimiamo o che ci attraggono: è il cosiddetto <em>halo effect</em> (effetto alone), un bias cognitivo che ci porta a giudicare positivamente l&#8217;intero messaggio sulla base di un&#8217;unica qualità positiva del mittente (come l&#8217;aspetto fisico, la fama, o la simpatia).: se chi parla ci sembra poco credibile o antipatico, siamo più propensi a rifiutare le sue idee, anche quando sono sensate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla e evitarla</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Focalizzati sull&#8217;argomento, non sulla persona</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando valuti un&#8217;affermazione, chiediti: sto rispondendo all&#8217;idea o alla persona che la propone?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Chiedi prove concrete</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se un&#8217;affermazione viene screditata sulla base di chi la fa, domandati se l&#8217;argomentazione è valida indipendentemente dalla fonte.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Non cadere nella trappola dell&#8217;incoerenza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se chi parla è incoerente, l&#8217;argomento può comunque essere corretto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Argumentum Ad Hominem è una scorciatoia retorica che impoverisce il confronto e allontana dal vero cuore delle discussioni. Imparare a riconoscerlo è fondamentale per mantenere un dialogo serio, rispettoso e centrato sui contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: <strong>criticare un&#8217;idea è legittimo, attaccare chi la esprime è una fallacia.</strong></p>
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		<title>La fallacia della Falsa Equivalenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bias di Conferma]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Falsa Equivalenza]]></category>
		<category><![CDATA[L’Errore della Falsa Equivalenza]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Non Sequitur]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella vita quotidiana e nei dibattiti, capita spesso di sentirsi dire che due cose sono equivalenti, anche quando in realtà non lo sono. Questo errore logico è conosciuto come falsa equivalenza e può portare a conclusioni sbagliate o a una percezione distorta della realtà. Che cos’è l’Errore della Falsa Equivalenza? La falsa equivalenza è una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella vita quotidiana e nei dibattiti, capita spesso di sentirsi dire che due cose sono equivalenti, anche quando in realtà non lo sono. Questo errore logico è conosciuto come <strong>falsa equivalenza</strong> e può portare a conclusioni sbagliate o a una percezione distorta della realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è l’Errore della Falsa Equivalenza?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>falsa equivalenza</strong> è una fallacia logica in cui si afferma che due cose siano uguali o comparabili semplicemente perché condividono alcune somiglianze, ignorando le differenze fondamentali. Questo errore si verifica quando ci si concentra su aspetti superficiali o irrilevanti, trascurando le caratteristiche più importanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le mele e le arance songo entrambe frutti, quindi hanno lo stesso sapore.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se mele e arance condividono alcune somiglianze, come essere frutti, hanno caratteristiche e gusti completamente diversi. Questa comparazione è una falsa equivalenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei dibattiti politici</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Entrambi i candidati politici sono corrotti, quindi sono uguali.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se entrambi i candidati possono avere avuto comportamenti discutibili, le loro politiche, esperienze e visioni possono essere molto diverse. Affermare che siano uguali ignora queste differenze cruciali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo influencer e un medico hanno espresso opinioni sulla salute, quindi le loro opinioni hanno lo stesso valore.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Paragonare un influencer senza competenze mediche a un medico qualificato è una falsa equivalenza. La formazione e l’esperienza professionale fanno una grande differenza nella validità delle opinioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nel marketing</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo prodotto biologico è sano quanto un prodotto lavorato, perché entrambi sono certificati.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se entrambi i prodotti possono essere certificati, le loro composizioni nutrizionali e gli effetti sulla salute possono essere molto diversi. La certificazione da sola non li rende equivalenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché cadiamo nella Falsa Equivalenza?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La falsa equivalenza è spesso utilizzata per semplificare argomenti complessi, rendendoli più facili da comprendere o manipolare. Questo errore può anche derivare dal desiderio di trattare tutte le opinioni o situazioni in modo equo, ignorando però le differenze rilevanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla e evitarla</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Valuta le differenze fondamentali</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediti: le differenze tra le due cose sono più importanti delle somiglianze? Quali caratteristiche rilevanti sono state ignorate?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Non confondere uguaglianza con somiglianza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda che il fatto che due cose condividano alcune caratteristiche non significa che siano equivalenti in ogni aspetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Cerca prove specifiche</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Assicurati che le comparazioni siano supportate da dati e contesto. Chiediti: questa equivalenza è giustificata?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’errore della falsa equivalenza può distorcere il nostro modo di pensare e portarci a conclusioni errate. Imparare a riconoscerlo è essenziale per sviluppare un pensiero critico e per prendere decisioni basate su fatti concreti e analisi accurate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: <strong>non tutto ciò che sembra uguale lo è davvero.</strong> Essere in grado di distinguere tra ciò che è veramente comparabile e ciò che non lo è è una competenza fondamentale nel mondo di oggi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>
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		<title>La fallacia &#8220;Non Sequitur&#8221; o non causa pro causa</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/la-fallacia-non-sequitur-o-non-causa-pro-causa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bias di Conferma]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[non causa pro causa]]></category>
		<category><![CDATA[Non Sequitur]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando la conclusione non segue le premesse Tra le fallacie logiche più comuni, il non causa pro causa – meglio conosciuto come &#8220;Non Sequitur&#8221; – è un errore che si verifica quando una conclusione non segue logicamente dalle premesse. Questa fallacia può sembrare innocua, ma spesso viene utilizzata per confondere o persuadere in modo subdolo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Quando la conclusione non segue le premesse</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le fallacie logiche più comuni, il <strong>non causa pro causa</strong> – meglio conosciuto come &#8220;Non Sequitur&#8221; – è un errore che si verifica quando una conclusione non segue logicamente dalle premesse. Questa fallacia può sembrare innocua, ma spesso viene utilizzata per confondere o persuadere in modo subdolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è un <em>Non Sequitur</em>?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine &#8220;<em>Non Sequitur</em>&#8221; deriva dal latino e significa &#8220;non segue&#8221;. Si riferisce a qualsiasi argomentazione in cui la conclusione non deriva logicamente dalle premesse iniziali, creando un salto logico ingiustificato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Premessa: Se una persona è ricca, allora possiede molti beni di lusso.<br>Conclusione: Questa persona possiede molti beni di lusso, quindi è ricca.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, la conclusione è un &#8220;<em>Non Sequitur</em>&#8221; perché, anche se una persona possiede beni di lusso, potrebbe averli ottenuti in modi diversi, come regali o eredità, e non essere realmente ricca.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Premessa: Questo influencer ha milioni di follower.<br>Conclusione: Deve avere sempre ragione.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il numero di follower di una persona non ha alcun legame logico con la validità delle sue affermazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. In politica</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Premessa: Questo politico è bravo a parlare in pubblico.<br>Conclusione: Sarà un ottimo leader.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Essere abili oratori non implica necessariamente la competenza necessaria per governare un Paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Nella pubblicità</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Premessa: Questo prodotto è naturale.<br>Conclusione: Deve essere sicuro ed efficace.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La naturalità di un prodotto non garantisce che sia privo di rischi o che funzioni come promesso. Anche il cianuro è naturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché cadiamo nel Non Sequitur?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I Non Sequitur sfruttano la nostra tendenza a fare collegamenti rapidi tra cause ed effetti, anche quando non sono giustificati. Questo accade soprattutto in situazioni in cui non abbiamo abbastanza informazioni o siamo influenzati da emozioni, pregiudizi o desideri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerlo ed evitarlo</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Analizza la struttura logica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediti se la conclusione segue effettivamente le premesse. Quali sono le prove che collegano le due cose?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Evita i salti logici</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se un argomento sembra forzato o troppo semplificato, potrebbe trattarsi di un <em>Non Sequitur.</em> Ricorda: correlazione non significa causalità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Fai domande critiche</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Quali sono le altre spiegazioni possibili?</li>



<li>La conclusione è supportata da fatti o è solo un&#8217;ipotesi?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il &#8220;Non Sequitur&#8221; è una delle fallacie logiche più diffuse e insidiose. Imparare a riconoscerlo non solo migliora la qualità del nostro pensiero critico, ma ci rende anche meno vulnerabili a manipolazioni e false argomentazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: <strong>non tutto ciò che segue sembra logicamente corretto lo è davvero.</strong> Essere vigili e analizzare ogni passaggio è essenziale per costruire ragionamenti solidi.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La Fallacia della &#8220;Negazione dell&#8217;Antecedente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bias di Conferma]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Negazione dell'Antecedente]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i diversi errori logici che possono compromettere la validità di un ragionamento, la fallacia della &#8220;Negazione dell&#8217;Antecedente&#8221; è uno dei più subdoli. Pur sembrando inizialmente plausibile, questa fallacia si basa su una relazione causale errata che ignora possibili alternative. Che cos’è la Fallacia della Negazione dell&#8217;Antecedente? La fallacia della negazione dell&#8217;antecedente si verifica quando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tra i diversi errori logici che possono compromettere la validità di un ragionamento, la <strong>fallacia della &#8220;Negazione dell&#8217;Antecedente&#8221;</strong> è uno dei più subdoli. Pur sembrando inizialmente plausibile, questa fallacia si basa su una relazione causale errata che ignora possibili alternative.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è la Fallacia della Negazione dell&#8217;Antecedente?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fallacia della negazione dell&#8217;antecedente si verifica quando si assume erroneamente che, dato che una certa condizione (A) è falsa, allora il risultato (B) non possa verificarsi. In altre parole:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Se A → B, allora non A → non B.</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ragionamento è fallace, poiché ignora che il risultato (B) potrebbe essere causato anche da fattori diversi da A.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se studiare porta a superare l&#8217;esame, allora chi non studia non può superarlo.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ragionamento è fallace, perché una persona potrebbe superare l&#8217;esame grazie ad altri fattori, come conoscenze pregresse o fortuna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nella scienza</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se un animale è un cane, allora è un mammifero.<br>Questo animale non è un cane, quindi non è un mammifero.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, ci sono molti altri animali che sono mammiferi, anche se non sono cani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se una persona è famosa, allora ha molti follower.<br>Questa persona non è famosa, quindi non può avere molti follower.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ragionamento ignora il fatto che ci sono persone con molti follower per motivi diversi dalla fama, come esperti di nicchia o influencer di settori specifici.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. In politica</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se un politico è competente, allora il Paese migliora.<br>Questo politico non è competente, quindi il Paese non può migliorare.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita di un Paese può dipendere da molti altri fattori, come circostanze economiche favorevoli o politiche passate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché cadiamo in questa trappola?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fallacia della negazione dell&#8217;antecedente si basa sulla nostra naturale tendenza a semplificare le relazioni causa-effetto. Ci piace pensare in termini binari: se una condizione non è vera, allora il risultato non può verificarsi. Questa semplificazione è utile nella vita quotidiana, ma spesso ci porta fuori strada in situazioni complesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla e evitarla</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Fai domande critiche</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Esistono altre cause che potrebbero portare allo stesso risultato?</li>



<li>L&#8217;assenza di una causa significa davvero l&#8217;assenza dell&#8217;effetto?</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Cerca controesempi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Trova situazioni in cui il risultato si verifica anche senza la condizione iniziale. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Non semplificare troppo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Evita di ridurre relazioni complesse a semplici equazioni causa-effetto. La realtà è spesso più sfumata di quanto sembra.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fallacia della &#8220;Negazione dell&#8217;Antecedente&#8221; è un errore logico che può facilmente portare a conclusioni sbagliate. Imparare a riconoscerla ci aiuta a costruire ragionamenti più solidi e a resistere a manipolazioni retoriche e logiche ingannevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: <strong>l’assenza di pioggia non significa che la strada non sia bagnata.</strong> Il pensiero critico è il nostro miglior alleato per navigare nella complessità della realtà.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La Fallacia dell&#8217;Affermazione del conseguente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Affermazione del conseguente]]></category>
		<category><![CDATA[Bias di Conferma]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’ambito del ragionamento logico, ci sono errori che sembrano innocui ma che possono portarci a conclusioni completamente sbagliate. Una di queste è la Fallacia dell&#8217;Affermazione del conseguente, un errore logico tanto comune quanto pericoloso nei dibattiti, nei social media e persino nella vita quotidiana. Che cos’è la Fallacia dell&#8217;Affermazione del conseguente? La fallacia della conseguenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito del ragionamento logico, ci sono errori che sembrano innocui ma che possono portarci a conclusioni completamente sbagliate. Una di queste è la <strong><strong>Fallacia dell&#8217;Affermazione del conseguente</strong></strong>, un errore logico tanto comune quanto pericoloso nei dibattiti, nei social media e persino nella vita quotidiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è la Fallacia dell&#8217;Affermazione del conseguente?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fallacia della conseguenza affermata si verifica quando si assume erroneamente che, dato che se una certa condizione porta a un risultato, allora la presenza di quel risultato implica automaticamente la condizione originale. In altre parole:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Se A → B, allora B → A.</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di ragionamento è fallace, poiché ignora la possibilità che B possa essere causato anche da altri fattori, diversi da A.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio semplice</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se piove, allora la strada è bagnata.<br>La strada è bagnata, quindi ha piovuto.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ragionamento è fallace, perché la strada potrebbe essere bagnata per molti altri motivi: un’irrigazione automatica, una perdita d’acqua, o persino una pulizia stradale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi nella vita quotidiana</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Nella scienza</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se una persona ha il raffreddore, allora ha il naso che cola.<br>Questa persona ha il naso che cola, quindi ha il raffreddore.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, il naso che cola potrebbe essere causato da un’allergia, un’irritazione o altri fattori indipendenti dal raffreddore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Nei social media</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se un post ha molti like, allora deve essere valido e interessante.<br>Questo post ha molti like, quindi è valido e interessante.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ragionamento ignora il fatto che i like potrebbero essere stati acquistati, o che il post potrebbe essere popolare per ragioni diverse dalla sua validità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. In politica</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se un buon governo riduce la disoccupazione, allora la disoccupazione è bassa per merito del governo attuale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un esempio classico di conseguenza affermata. La bassa disoccupazione potrebbe essere dovuta a fattori economici globali o a politiche di governi precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché cadiamo in questa trappola?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fallacia della conseguenza affermata è così insidiosa perché sfrutta una scorciatoia mentale chiamata &#8220;bias di conferma&#8221;: tendiamo a cercare prove che confermino ciò che già crediamo, ignorando altre spiegazioni. Inoltre, la nostra mente ama semplificare la complessità della realtà, portandoci a fare collegamenti rapidi tra causa ed effetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscerla e evitarla</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Fai domande critiche</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Quali altre cause potrebbero spiegare il risultato?</li>



<li>Ci sono prove dirette che confermino la relazione causa-effetto?</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Analizza il contesto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Valuta se ci sono altri fattori che potrebbero influenzare il risultato. Nel caso della strada bagnata, verifica se ci sono state piogge recenti o altre possibili spiegazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Non semplificare troppo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda che la realtà è complessa. La presenza di un effetto non implica automaticamente una sola causa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fallacia della conseguenza affermata è un errore logico che può facilmente infiltrarsi nei nostri ragionamenti, portandoci a conclusioni errate. Imparare a riconoscerla non solo migliora la qualità delle nostre argomentazioni, ma ci rende anche più resistenti alle manipolazioni e alle <strong>fake news</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: <strong>una strada bagnata non significa necessariamente che ha piovuto.</strong> Esistono sempre spiegazioni alternative, e il pensiero critico è il nostro miglior alleato per scoprirle.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le Fallacie Logiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 11:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie Logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[Comunicare sembra essere diventato sempre più facile, ma forse è diventato solamente più immediato, veloce. I social media hanno amplificato le nostre voci, permettendoci di esprimere opinioni e confrontarci con gli altri ma hanno anche creato un ambiente in cui le argomentazioni errate e le manipolazioni retoriche proliferano. Non che le fallacie logiche siano una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Comunicare sembra essere diventato sempre più facile, ma forse è diventato solamente più immediato, veloce. I social media hanno amplificato le nostre voci, permettendoci di esprimere opinioni e confrontarci con gli altri ma hanno anche creato un ambiente in cui le argomentazioni errate e le manipolazioni retoriche proliferano. Non che le fallacie logiche siano una novità: sono state da sempre usate, spesso in modo intenzionale, dalla propaganda e dalla pubblicità ingannevole, ma in questo contesto, capire cosa siano e imparare a riconoscerle diventa una competenza essenziale e sempre più determinante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa sono le fallacie logiche?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>fallacie logiche</strong> sono errori nel ragionamento che sembrano validi ma non lo sono. Possono essere involontarie, frutto di scarsa attenzione o conoscenza, oppure intenzionali, usate per manipolare e persuadere. Chiunque può cadere in queste trappole, sia nel formulare i propri pensieri che nel valutare quelli degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Se lo pensano tutti, allora deve essere vero.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-d2c8be1b-b850-4abb-80b1-e440f49252fe">Questa è una fallacia molto comune chiamata <strong>Appello alla Popolarità</strong> (Provocatio ad populum), leggendola così sembra banale ma riflettendoci più attentamente è alla base di molte scelte quotidiane, quando scegliamo un prodotto molto venduto, quando ascoltiamo un artista molto famoso, quando scegliamo di appartenere alla religione più comune nel luogo in cui siamo nati e purtroppo quando ci faciamo determinate opinioni politiche basandoci sulle persone che abbiamo attorno</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché le fallacie logiche sono così rilevanti oggi?</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Le discussioni sui social media</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nei social media, ogni giorno ci troviamo coinvolti in dibattiti su argomenti che spaziano dalla politica alla scienza, fino a questioni personali. È qui che le fallacie logiche emergono con forza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Post che usano emozioni per convincere anziché argomenti validi.</li>



<li>Commenti che attaccano la persona invece di rispondere alla sua opinione.</li>



<li>Meme che semplificano problemi complessi in slogan accattivanti ma fuorvianti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscere una fallacia logica ci permette di discutere con maggiore consapevolezza, evitando di cadere in manipolazioni e aiutandoci a rispondere in modo più efficace.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Le promesse dei politici</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La retorica politica è uno degli ambienti in cui le fallacie logiche vengono utilizzate più frequentemente. I politici, spesso, usano questi trucchi per convincere il pubblico o screditare i loro avversari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esempio tipico:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Se non sei d&#8217;accordo con questa proposta, significa che non ti interessa il bene del Paese.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è una fallacia chiamata <strong>Falso Dilemma</strong> (Falsa dicotomia), che forza il pubblico a scegliere tra due opzioni estreme, ignorando alternative più sfumate, ed è sempre più utilizzato nel tentativo di polarizzare gli elettori, è per questo che in molte nazioni ci si sta spostando verso forme radicali di politica, prediligendo posizione estreme rispetto a quelle moderate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire questi meccanismi ci rende cittadini più attenti e meno manipolabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Le fake news e la disinformazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le fake news sfruttano le fallacie logiche per sembrare credibili. Ad esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confondono correlazione con causalità per creare allarmismi: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da quando sono stati introdotti i vaccini, è aumentato il numero di bambini diagnosticati con autismo. Quindi, i vaccini causano l&#8217;autismo.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Fallacia della <strong>Falsa Causa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Usano storie personali come prova universale:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Mio cugino ha smesso di usare il cellulare e ora dorme meglio. I cellulari sono la causa dell’insonnia.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Fallacia dell’<strong>Aneddoto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se impariamo a riconoscere questi errori, possiamo smascherare più facilmente la disinformazione e proteggere noi stessi e gli altri.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Le pseudoscienze e le medicine alternative</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le pseudoscienze e le medicine alternative spesso fanno leva su argomentazioni fallaci per convincere le persone. Frasi come:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Questo rimedio è naturale, quindi non può fare male.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">è per esempio la fallacia dell’<strong>Appello alla Natura</strong> (Fallacia ad naturam). Tuttavia, naturale non significa automaticamente sicuro o efficace. Anche l&#8217;arsenico è naturale, ma uccide anche a piccoli dosaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro esempio frequente è l’uso di testimonianze personali:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Ho provato questo integratore e mi sono sentito meglio, quindi funziona.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">di nuovo è una forma di <strong>Fallacia dell’Aneddoto</strong>, che ignora la mancanza di prove scientifiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Le pubblicità ingannevoli</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molte pubblicità sfruttano tematiche come il bio o il sano, o altre tematiche, per convincerci a comprare prodotti che in realtà non sono più sani di altri. Ad esempio, pubblicizzare uno yogurt magro con cioccolato come “light” crea una percezione di salute che non corrisponde alla realtà. Questo è un esempio di <strong>Fallacia della Falsa Etichetta</strong>, dove si usano parole o immagini per indurre in errore i consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere consapevoli di queste tecniche ci permette di fare scelte più informate e di non lasciarci ingannare da argomentazioni superficiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se impariamo a riconoscere questi errori, possiamo smascherare più facilmente la disinformazione e proteggere noi stessi e gli altri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una nuova serie di articoli</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A partire da oggi cercherà di scrivere una serie di articoli esplorando le principali fallacie logiche, spiegandole in modo semplice e con esempi pratici. Parleremo di come riconoscerle nei post sui social, nei discorsi dei politici, nelle pubblicità e persino nei dibattiti con amici e familiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo non è solo quello di evitare di cadere vittima delle fallacie, ma anche di diventare comunicatori migliori. Capire la logica dietro le argomentazioni ci permette di costruire dialoghi più solidi e convincenti, rendendo il confronto un’occasione di crescita anziché di conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché è importante parlarne adesso?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con la velocità con cui viaggiano le informazioni oggi, siamo sempre più esposti a manipolazioni e distorsioni della realtà, e non si può occuparsi di <em>Fake News</em> (<a href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/fake-news/come-riconoscere-una-fake-news/?order=asc"><a href="https://short.staipa.it/smpxo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">short.staipa.it/smpx</a></a><a href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/fake-news/come-riconoscere-una-fake-news/?order=asc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">o</a>) senza occuparsi delle<strong>  fallacie logiche</strong>. Riconoscere le fallacie logiche è come avere una bussola che ci aiuta a navigare tra le opinioni altrui e a formulare meglio le nostre. È uno strumento di pensiero critico indispensabile per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Difendersi dalla manipolazione.</strong></li>



<li><strong>Costruire un dialogo basato sulla logica e sul rispetto.</strong></li>



<li><strong>Diventare cittadini più consapevoli e informati.</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ci leggiamo nei prossimi articoli</p>
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		<title>Echo Chamber: Un Ciclo di Conferme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 10:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Uso consapevole della tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Complottismo]]></category>
		<category><![CDATA[Echo Chamber]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Critico]]></category>
		<category><![CDATA[Uso consapevole delle tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[Dei meccanismi che ci portano a credere a informazioni scorrette e a convincerci di idee sbagliate sui social ne ho parlato ampiamente anche in Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News (https://short.staipa.it/gsin5) e in declinazioni diverse ho detto più volte come Stupidità e ignoranza non siano la causa primaria del diffondersi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dei meccanismi che ci portano a credere a informazioni scorrette e a convincerci di idee sbagliate sui social ne ho parlato ampiamente anche in <em><a href="https://short.staipa.it/gsin5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</a></em> (<a href="https://short.staipa.it/gsin5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/gsin5</a>) e in declinazioni diverse ho detto più volte come <a href="https://short.staipa.it/fjz45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stupidità e ignoranza non siano la causa</a> primaria del diffondersi e radicarsi di queste informazioni (<a href="https://short.staipa.it/fjz45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/fjz45</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo più importante che una volta accesa la miccia di una Fake News la porta ad espandersi come un incendio e porta chi ci crede verso una sostanziale radicalizzazione delle proprie idee si chiama <em>Echo Chamber</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<em>Echo Chamber</em>, tradotto in italiano come &#8220;camera d&#8217;eco&#8221;, è un ambiente virtuale o reale dove le informazioni, le idee o le credenze vengono amplificate e rinforzate dalla comunicazione e ripetizione all&#8217;interno di un sistema chiuso. In queste camere, le opinioni esistenti sono continuamente confermate, mentre le idee contrastanti sono spesso ignorate o respinte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste da millenni e viene sfruttato da sempre anche nella propaganda per rafforzare pregiudizi.<br>Lo stesso meccanismo che un tempo guidava la percezione della realtà nei peggiori bar di paese ora guida<em> <a href="https://short.staipa.it/6p4y1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la percezione della realtà nei social</a> </em>(<a href="https://short.staipa.it/6p4y1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/6p4y1</a>).</p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché Succede?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo delle <em>echo chamber</em>, seppure non sia nuovo, è estremamente potenziato dalla tecnologia moderna. I motori di ricerca e i social media, progettati per mantenere la nostra attenzione, ci presentano contenuti in linea con le nostre preferenze. Questo ciclo di conferme, se l&#8217;utente non è consapevole dei suoi meccanismi, può portare alla polarizzazione e alla radicalizzazione delle opinioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli algoritmi dei social media, infatti, analizzano le nostre interazioni, i nostri &#8220;mi piace&#8221;, i commenti e le condivisioni, creando un profilo dettagliato dei nostri interessi e delle nostre convinzioni. In questo modo, ci vengono proposti contenuti simili a quelli che già abbiamo dimostrato di apprezzare, isolandoci ulteriormente in una bolla informativa.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Esempi di Echo Chamber</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio evidente è il dibattito sul cambiamento climatico. Chi crede che il cambiamento climatico sia una farsa tende a seguire e condividere solo contenuti che supportano questa visione, mentre chi lo ritiene una realtà innegabile fa lo stesso con fonti che lo confermano. Entrambi i gruppi finiscono per vivere in mondi informativi separati, rafforzando le proprie convinzioni senza confrontarsi con dati contrastanti. Si dice che vivono in <em>bolle di informazione</em> distinte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro esempio è il panorama politico. Durante le elezioni, i sostenitori di un candidato tendono a interagire principalmente con contenuti che lodano il loro candidato e criticano l&#8217;avversario. Con ampio utilizzo della <em><a href="https://short.staipa.it/v0csn" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Retorica dell&#8217;avvelenamento del pozzo</a></em> (<a href="https://short.staipa.it/v0csn" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/v0csn</a>). Questo porta a una visione distorta della realtà, in cui le qualità e i difetti dei candidati, e delle loro idee, vengono amplificati o minimizzati a seconda delle proprie convinzioni preesistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro esempio recente di <em>echo chamber</em> è rappresentato dalla pandemia di COVID-19. Le informazioni riguardanti il virus, i metodi di prevenzione e i vaccini hanno creato due campi opposti: da una parte i sostenitori delle misure di sicurezza e dei vaccini, dall&#8217;altra i negazionisti e i sostenitori delle teorie del complotto. Questi due gruppi hanno vissuto in <em>camere d&#8217;eco </em>separate, alimentando paure, sospetti e incomprensioni reciproche.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Gli Effetti delle <em>Echo Chamber</em></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le <em>echo chamber</em> finiscono per esacerbare il divario tra gruppi con idee opposte, rendendo difficile il dialogo e la comprensione reciproca. La percezione di avere accesso a tutte le informazioni necessarie può farci sottovalutare la complessità delle questioni e la validità delle opinioni altrui. Finiamo per dimenticarci che <em><strong><a href="https://short.staipa.it/tjmt6">Le soluzioni semplici sono quelle sbagliate</a></strong></em> (<a href="https://short.staipa.it/tjmt6">https://short.staipa.it/tjmt6</a>), e in alcuni casi, questo fenomeno può portare a una radicalizzazione delle idee o, nei casi più estremi, a comportamenti aggressivi e violenti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Ruolo delle Piattaforme Social</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme social, a causa dei loro meccanismi, hanno un ruolo piuttosto importante nella creazione e nel mantenimento delle <em>echo chamber</em>. Gli algoritmi di <em>Facebook</em>, <em>X</em>, <em>Instagram </em>e altre piattaforme, ad eccezione di Mastodon e del Fediverso (<a href="https://short.staipa.it/qwwj7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/qwwj7</a>), sono progettati per massimizzare il tempo che gli utenti trascorrono online, mostrando loro contenuti che ritengono più interessanti. Questo crea un effetto di auto-selezione, in cui vediamo solo una parte della realtà che conferma le nostre convinzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, alcune piattaforme hanno cercato di affrontare questo problema introducendo misure per promuovere la diversità delle informazioni. Per esempio, Twitter -prima di essere acquisito da Elon Musk e trasformarsi in X- aveva iniziato a mostrare tweet da fonti diverse e contrastanti nelle discussioni più seguite. Facebook ha implementato strumenti per identificare e limitare la diffusione delle <em>fake news</em>. Tuttavia, queste misure sono spesso insufficienti e inefficaci a causa della complessità del problema e della resistenza degli utenti a uscire dalle loro<em> bolle informative</em>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Come Rompere il Ciclo?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare le <em>echo chamber</em>, è importante seguire anche chi ha opinioni diverse dalle nostre e cercare attivamente informazioni contrastanti. Questo approccio non solo migliora la nostra comprensione, ma ci aiuta a sviluppare un pensiero critico più robusto. Ecco alcuni suggerimenti pratici:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Diversificare le Fonti di Informazione</strong>: Leggere giornali e siti web con orientamenti politici diversi, anche e soprattutto opposti alle nostre idee.</li>



<li><strong>Interagire con Persone di Opinioni Diverse</strong>: Partecipare a discussioni online o gruppi che includono una varietà di punti di vista&#8230; magari cercando di non litigare e farci cacciare al primo commento 😀 </li>



<li><strong>Essere Consapevoli degli Algoritmi</strong>: Capire come i social media personalizzano i contenuti può aiutarci a cercare attivamente informazioni contrastanti.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Ne ho parlato anche in <em><a href="https://short.staipa.it/g0uki" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I social possono influenzare la mia mente?</a></em> (<a href="https://short.staipa.it/g0uki" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/g0uki</a>). Per esempio, un utente che segue prevalentemente pagine e gruppi che condividono una visione unilaterale delle politiche migratorie potrebbe decidere di seguire anche fonti che offrono una prospettiva differente, favorendo una comprensione più equilibrata del tema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro suggerimento pratico è quello di utilizzare strumenti di <em>fact-checking</em>. Organizzazioni come FactCheck.org, PolitiFact e Snopes offrono risorse preziose per verificare la veridicità delle informazioni. Prima di condividere una notizia, è buona pratica verificare se è stata controllata da una di queste fonti affidabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno strumento molto comodo è <em><a href="https://short.staipa.it/wlclk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fact Check Explorer, il motore di ricerca contro le Fake News</a></em> (<a href="https://short.staipa.it/wlclk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/wlclk</a>)</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le Echo Chamber e le Fake News</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Strettamente legata alle echo chamber è la diffusione delle <em>fake news</em>. Quando siamo immersi in una <em>camera d&#8217;eco</em>, siamo più propensi a credere e condividere notizie che confermano le nostre opinioni, anche se false. Le <em>fake news</em> trovano terreno fertile nelle <em>echo chamber</em> perché non vengono messe in discussione, ma anzi, vengono rafforzate dalla ripetizione continua.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Educazione e Pensiero Critico</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;educazione gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro le <em>echo chamber</em>. Insegnare alle persone, soprattutto ai giovani, a sviluppare un pensiero critico e a riconoscere le <em>fake news </em>è essenziale per creare una società meglio informata e meno suscettibile alla disinformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrebbero introdotte a scuola e nelle università corsi di <em>media literacy</em>, ovvero<em> alfabetizzazione mediatica</em>, che insegnino agli studenti come analizzare e valutare criticamente le informazioni che ricevono. Lo stesso andrebbe fatto attraverso programmi educativi per adulti in modo da sensibilizzare la popolazione sull&#8217;importanza di diversificare le fonti di informazione e di verificare le notizie prima di condividerle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è evidente che non sempre questo risulta essere positivo o negli interessi di chi sta al governo, quindi facciamo il possibile, ognuno di noi per aiutare chi ci sta attorno a comprendere questi meccanismi.</p>
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		<title>Perché vedo così tante notizie di giovani che muoiono improvvisamente?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, in particolare dopo il picco della pandemia Covid e delle polemiche sulle vaccinazioni, si sentono numerose persone lamentarsi di quella che sembra essere una nuova moria: quella di ragazzi e giovani che sembrano morire con una frequenza molto più alta del normale, quasi sempre per problemi cardiovascolari. Cosa c&#8217;è di vero? Davvero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, in particolare dopo il picco della pandemia Covid e delle polemiche sulle vaccinazioni, si sentono numerose persone lamentarsi di quella che sembra essere una nuova moria: quella di ragazzi e giovani che sembrano morire con una frequenza molto più alta del normale, quasi sempre per problemi cardiovascolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa c&#8217;è di vero? Davvero molti giovani stanno morendo per motivi cardiovascolari?<br>La risposta veloce è <em>sì</em>. <em>Sì, ma</em>.<br>Chi vive di questo allarmismo o in questa paura attribuisce queste morti a una <em>correlazione</em> tra l&#8217;assunzione del vaccino Covid e la morte stessa, come se l&#8217;alta quantità di morti fosse causata dall&#8217;alta quantità di vaccinazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamone. Parliamone con dati che sono pubblici e disponibili a tutti. A chi crede a questa teoria e a chi no. </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="esiste-correlazione-tra-vaccini-e-morti">Esiste correlazione tra vaccini e le morti precoci?</h3>



<h4 class="wp-block-heading">No, no aspetta, cosa significa correlazione prima di tutto??!</h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>In statistica, una correlazione è una relazione tra due variabili tale che a ciascun valore della prima corrisponda un valore della seconda, seguendo una certa regolarità. La correlazione non dipende da un rapporto di causa-effetto quanto dalla tendenza di una variabile a cambiare in funzione di un&#8217;altra.</strong></p>
<cite><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Correlazione_(statistica)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Correlazione_(statistica)</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quello qui sotto è un grafico che mostra la correlazione negli stati uniti tra i suicidi per stritolamento, strangolamento e soffocamento e la spesa per scienza, spazio e tecnologia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="404" data-attachment-id="7234" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/grafico-assurdo-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?fit=2080%2C820&amp;ssl=1" data-orig-size="2080,820" data-comments-opened="1" data-image-title="Grafico-Assurdo-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?fit=1024%2C404&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=1024%2C404&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7234" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=1024%2C404&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=300%2C118&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=768%2C303&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=1536%2C606&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=2048%2C807&amp;ssl=1 2048w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista della statistica la correlazione esiste ed è matematicamente dimostrabile. L&#8217;indice di correlazione in questo caso è di circa <strong>0.944</strong>, per chi non sia avvezzo alla statistica l&#8217;indice di correlazione può andare da 0 (non esiste nessuna correlazione) a [math]\pm1[/math] (esiste una correlazione totale) quindi in questo caso la correlazione è del 95%. Piuttosto alta direi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si calcola attraverso questa formuletta, l&#8217;indice di correlazione di Pearson</p>



<p class="wp-block-paragraph">[math]-1\leq (\rho) {xy}={\frac {\sigma {xy}}{\sigma {x}\sigma {y}}}={\frac {\sum {i=1}^{n}(x{i}-\mu {x})(y{i}-\mu {y})}{{\sqrt {\sum {i=1}^{n}(x_{i}-\mu {x})^{2}}}{\sqrt {\sum {i=1}^{n}(y_{i}-\mu _{y})^{2}}}}}\leq +1[/math]</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa manca in questo grafico? La causalità. Una correlazione statistica non implica che uno dei due dati correlati sia la causa dell&#8217;altro, significa solo che l&#8217;andamento dei due dati sono molto simili. Si tratta di un calcolo che stima quanto l&#8217;uno si discosti dall&#8217;altro ma non serve a dimostrare che ci sia un nesso di causalità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ah, ok. Esiste causalità tra vaccini e le morti precoci?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Immagino già chi mi segue da tempo a preoccuparsi, o a ridere sotto i baffi. Chi mi segue da meno invece lo vedo già a esclamare &#8220;Tu non sei un medico! Cosa vuoi saperne?&#8221;. Va bene va bene, ma non sforiamo nella <strong>retorica dell’avvelenamento del pozzo</strong> (<a href="https://short.staipa.it/v0csn" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/v0csn</a>), e cerchiamo di non fare del <strong>Cherry picking</strong> (<a href="https://short.staipa.it/gq0xv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/gq0xv</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono un medico, e di certo non scriverò qui se esista o non esista dal punto di vista medico una qualche <em>nesso di causalità</em>, posso tuttavia fare dei ragionamenti sulla parte statistica della questione. E utilizzare un metodo per cercare informazioni affidabili.<br>Ma dove si possono cercare statistiche ben fatte e affidabili sugli italiani?<br>Sul sito di ISTAT.<br>Ogni anno vengono fatte tutta una serie di statistiche sulle morti in base ai numeri presenti nelle anagrafi dei comuni e periodicamente sulle cause di morte, questo in base a dati forniti dagli ospedali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per evitare il <em>bias</em> del <em>non ce lo dicono</em> e anche la quantità di morti dovute al covid stesso, cercherò di attenermi a dati precedenti al 2020 per le cause di morte o successivi al 2021 per i confronti numerici tra il numero di decessi prima e dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indirizzo dove prendere i dati è il seguente <a href="https://www.istat.it/it/archivio/240401" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.istat.it/it/archivio/240401</a>, faccio riferimento alle statistiche aggiornate a luglio 2021 quando i vaccini erano in uso da soli sei mesi e non utilizzati ancora in maniera massiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati sono recuperabili in forma tabellare a questo indirizzo: <a href="https://www.istat.it/it/files//2020/03/TavoleStimaDecessiPerRegioneGennaioAprile_2015_2020.xlsx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.istat.it/it/files//2020/03/TavoleStimaDecessiPerRegioneGennaioAprile_2015_2020.xlsx </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta scaricato il foglio excel, si trova un raggruppamento chiaro e semplice nella scheda TAB_B</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="637" height="94" data-attachment-id="9318" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/perche-vedo-cosi-tanti-giovani-morire/image-60/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?fit=637%2C94&amp;ssl=1" data-orig-size="637,94" data-comments-opened="1" data-image-title="image" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?fit=637%2C94&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?resize=637%2C94&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9318" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?w=637&amp;ssl=1 637w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?resize=300%2C44&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?resize=100%2C15&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?resize=24%2C4&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?resize=36%2C5&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image.png?resize=48%2C7&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 637px) 100vw, 637px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Riporto qui per comodità la schermata di interesse</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="1024" height="647" data-attachment-id="9321" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/perche-vedo-cosi-tanti-giovani-morire/image-1-11/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?fit=1049%2C663&amp;ssl=1" data-orig-size="1049,663" data-comments-opened="1" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?fit=1024%2C647&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=1024%2C647&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9321" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=1024%2C647&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=300%2C190&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=768%2C485&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=640%2C404&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=100%2C63&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=24%2C15&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=36%2C23&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?resize=48%2C30&amp;ssl=1 48w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/02/image-1.png?w=1049&amp;ssl=1 1049w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come detto in precedenza possiamo tranquillamente ignorare i casi di COVID, non ci riguardano in quanto ci stiamo focalizzando sui casi di morte improvvisa per problemi cardiovascolari a fronte di vaccinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo notare come la causa principale di morte siano i problemi cardiovascolari, nel quadrimestre gennaio-aprile 2020 come nel quadrimestre gennaio-aprile calcolato sulla media degli anni dal 2015 al 2019. Nel 2020 era intorno al 30% mentre nella media 2015-2019 era addirittura oltre il 35%. Se dovesse esserci un trend, nel 2020 a inizio Pandemia le morti per problemi cardiovascolari sono state leggermente in calo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo motiva la prima risposta che ho dato in questo articolo: <em>sì, sono molte persone che stanno morendo per motivi cardiovascolari</em>. Praticamente una su tre. Solo che questa percentuale era impressionante, perfino leggermente maggiore, anche prima della pandemia. Una persona su tre moriva per problemi cardiovascolari anche prima dei vaccini Covid e prima che i nostri sguardi impauriti ci facessero caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sto dicendo che non esiste nessun <em>nesso di causalità</em> tra vaccino e rischi cardiovascolari? Ovviamente no, non lo sto dicendo e non è mia competenza farlo. Ci sono stati casi conclamati, secondo l&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco In Italia nel periodo dal 27/12/2020 al 10/07/2021 tra gli eventi avversi si sono registrate 166 <em>possibili </em>reazioni al vaccino con esito fatale e io di certo non potrei negare questo dato. (Qui il documento di AIFA <a href="https://short.staipa.it/qvaoj" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/qvaoj</a>) <br>Ma 166 casi sono un numero ridicolo che non fa aumentare nessuna percentuale di nessuna statistica neanche se invece dei percento mettiamo i permille.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un altro modo di analizzare le morti? Cosa è cambiato dopo il 2020? La domanda è più che lecita ma i dati sulle cause di morte non sono aggiornati, e se lo fossero qualcuno direbbe che possono essere falsificati mettendo cause di morte diverse da quelle reali. Giusto? Lo dicevano già per tentare di minimizzare l&#8217;impatto della pandemia quindi perché non usare la stessa narrazione anche in questo caso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Istat, però ci fornisce anche statistiche sui numeri di morti (persone tolte dall&#8217;anagrafe) indipendentemente dalle cause. Si trovano qui <a href="http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_MORTALITA1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_MORTALITA1</a> e si possono fare svariate ricerche, per età, per sesso, per provenienza, per anno&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho scelto un confronto tra la mortalità del 2018, ben prima del Covid e del 2022, il dato più recente che abbiamo ma che è comunque dopo il grosso della campagna di vaccinazioni, già nel pieno di quella che sembra la moria dei vaccinati. Dalla didascalia è possibile scaricare il file excel con i dati da cui ho ricavato i grafici.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="824" height="742" data-attachment-id="18237" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/perche-vedo-cosi-tanti-giovani-morire/image-74/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?fit=824%2C742&amp;ssl=1" data-orig-size="824,742" data-comments-opened="1" data-image-title="image" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?fit=824%2C742&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=824%2C742&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-18237" style="width:1070px;height:auto" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?w=824&amp;ssl=1 824w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=300%2C270&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=768%2C692&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=533%2C480&amp;ssl=1 533w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=100%2C90&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=24%2C22&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=36%2C32&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image.png?resize=48%2C43&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 824px) 100vw, 824px" /><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/Confronto-2018-2022.xls.xlsx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Download file</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri dell&#8217;asse x sono i <em>morti per mille</em> dell&#8217;anno, per esempio ci sono qualcosa come il 3,5‰ di bambini morti nei primi quattro anni di vita (3,4 ogni mille) e 2,8‰ nel 2022 (2,8 ogni mille).<br>A quanto pare tra gli zero e i 44 anni (è un range abbastanza largo per considerare i giovani?) le morti nel 2022 sono state leggermente meno che nel 2018. Solo per quelli tra i 40 e i 44 anni c&#8217;è stato un lieve aumento dello 0,1‰ (uno su diecimila), ma io voglio considerarli lo stesso tra i giovani perché ne ho 41. In compenso c&#8217;è stato un aumento a tratti lieve a tratti piuttosto marcato tra i 70 e i 120 anni, è un dato che dovrebbe dirci qualcosa ma non lo andrò ad analizzare in quanto esimono dall&#8217;argomento dell&#8217;articolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai dati che ho riportato qui e all&#8217;inizio si capiscono due cose: </p>



<ol class="wp-block-list">
<li>una persona su tre muore per problemi cardiovascolari</li>



<li>le morti tra i giovani non sono aumentate</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">A corollario di questi due punti penso di poter dire che, se davvero c&#8217;è stato un grande aumento di giovani morti per problemi cardiovascolari, deve esserci stato un altrettanto consistente calo di morti per altri motivi, in misura quasi equivalente se non superiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torniamo quindi alla domanda iniziale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="perche-vedo-cosi-tanti-giovani-morire">Perché vedo così tanti giovani morire?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se le statistiche sui morti non confermano la tesi che ci siano molte più morti precoci, non si spiega perché sembra che sui giornali queste morti siano aumentate notevolmente. Non ho dati specifici sul numero di articoli sul tema che vengono pubblicati oggi o che venivano pubblicati in passato, sebbene sia possibile ricavarli con alcuni metodi di ricerca di cui ho parlato nei vari articoli sulle <em>Fake News</em> (<a href="https://short.staipa.it/fake" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/fake</a>) tale ricerca sarebbe probabilmente tempo buttato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo è doppio e si autoalimenta: tutti noi abbiamo la tendenza a focalizzarci su qualcosa e crederlo una coincidenza. Ne ho parlato di recente in <strong>Cherry picking, le fake news amano le ciliege</strong> (<a href="https://short.staipa.it/gq0xv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/gq0xv</a>), <br>Basta guardarsi intorno, quando una coppia aspetta un bambino finisce sempre per vedere un mondo pieno di donne incinte e di bambini piccoli, se si ha un cane si finisce per notare tutti i cani del mondo, se si è attratti da un simbolo politico sarà facile vederlo in giro ovunque, se si è attratti da un modello di auto è facile continuare a notarlo, e così una volta iniziato a fare caso agli articoli su giovani morti prematuramente è facile farci caso sempre più spesso ignorando magari altri generi di notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se il meccanismo fosse solo così sarebbe facile liberarsene. Qui entra in gioco un secondo meccanismo di cui ho parlato  nell&#8217;articolo <strong>Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</strong> (<a href="https://short.staipa.it/9f1em" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/9f1em</a>). Nel caso specifico di queste morti ovviamente non si tratta di Fake News, sono notizie più che reali! La questione è che i <em>social network</em>, ma anche gli <em>aggregatori di notizie</em>, valutano i nostri interessi e gusti attraverso i nostri click e il tempo passato a visualizzare un articolo; una volta creato un profilo delle cose che sembrano interessarci ce le mostrano. Pensa che siamo interessati a decessi di giovani? Ci mostrerà tutti gli articoli che escono su quel tema. Anche fossero pochi, anche un articolo ogni dieci decessi, sembrerebbero comunque moltissimi, soprattutto se l&#8217;algoritmo sceglie di privilegiare quelli, soprattutto se si considera che in Italia muoiono più di 1500 giovani all&#8217;anno (lo si vede dal foglio excel di cui sopra).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1025" height="319" data-attachment-id="18268" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/perche-vedo-cosi-tanti-giovani-morire/image-3-17/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?fit=1025%2C319&amp;ssl=1" data-orig-size="1025,319" data-comments-opened="1" data-image-title="image-3" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?fit=1024%2C319&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=1025%2C319&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-18268" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?w=1025&amp;ssl=1 1025w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=300%2C93&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=768%2C239&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=640%2C199&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=100%2C31&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=24%2C7&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=36%2C11&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-3.png?resize=48%2C15&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>A questo va aggiunto che la morte di un giovane fa più notizia della morte di una persona di mezza età, e che una volta che i giornali abbiano capito che quel genere di notizia risulta molto <em>attiraclick</em> (<a href="https://short.staipa.it/cyj4l" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/cyj4l</a>) non perderanno occasione di pubblicarne il più possibile alimentando ulteriormente questa percezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prova di questo? Provate a cercare informazioni su altre tipologie di notizie tipicamente attraenti per il giornalismo. Che ne so incidenti stradali, parti problematici, gossip su un personaggio specifico meno famoso, morte di personaggi famosi. Dopo pochi giorni, sarete ricoperti da articoli su quell&#8217;argomento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se sarete stati bravi in compenso smetterete di vedere giovani morire.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Le soluzioni semplici sono quelle sbagliate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
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					<description><![CDATA[Le soluzioni semplici sono quelle sbagliate.Anche questo slogan, per esempio, è sbagliato.Perché si tratta di una semplificazione spinta. Esistono moltissimi problemi nel mondo, problemi che spesso possono essere visti da molteplici lati e posizioni, ideologiche e no. Il riscaldamento globale, l&#8217;inquinamento, i diritti delle donne, la biodiversità, le guerre nel mondo, la povertà, l&#8217;immigrazione, le [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Le soluzioni semplici sono quelle sbagliate.<br>Anche questo slogan, per esempio, è sbagliato.<br>Perché si tratta di una semplificazione spinta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono moltissimi problemi nel mondo, problemi che spesso possono essere visti da molteplici lati e posizioni, ideologiche e no. Il riscaldamento globale, l&#8217;inquinamento, i diritti delle donne, la biodiversità, le guerre nel mondo, la povertà, l&#8217;immigrazione, le pensioni, la riduzione delle nascite, l&#8217;invecchiamento del paese, la gente che dice cattiverie sui social, fare la radice quadrata, il calo della qualità media del giornalismo, la sicurezza informatica, trovare un modo di guadagnare di più, l&#8217;impossibilità di costruire una macchina che si autoalimenta&#8230; chiunque stia leggendo potrebbe aggiungere decine di tematiche che ho mancato di inserire e che per lui sono più importanti di queste, o meno importanti. Cambia poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quasi nessuna sarà esprimibile in un solo modo e in maniera semplice e lineare. Ne prendo quattro a caso cercando di dirne il poco che so in poche righe, solo come esperimento mentale. Non abbiatene a male se ignorerò moltissimi aspetti delle tematiche stesse. Ho scelto le tematiche a caso. Giurin giurello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Invecchiamento del paese</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fabbisogno di figli</strong>: In molte società sviluppate, la tendenza è verso la riduzione del numero di figli per coppia, anche dovuto alla scarsa mortalità infantile che spinge a non fare figli in sovranumero. </li>



<li><strong>Aumento dell&#8217;età media</strong>: I miglioramenti nella sanità e nelle condizioni di vita hanno portato a un aumento dell&#8217;aspettativa di vita.</li>



<li><strong>Cambiamenti nel lavoro e nella carriera</strong>: L&#8217;aumento delle opportunità di istruzione e la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro hanno portato a scelte diverse riguardo al momento in avere figli e all&#8217;interesse di averne.</li>



<li><strong>Migrazione</strong>: In Italia, come in molti altri paesi europei, c&#8217;è stata una significativa migrazione di persone più giovani verso altri paesi per motivi di lavoro.</li>



<li><strong>Cambiamenti culturali</strong>: Le idee culturali riguardo al ruolo della famiglia, dei figli e dell&#8217;invecchiamento possono influenzare le decisioni riguardanti la maternità/paternità.</li>



<li><strong>Condizioni economiche e lavorative</strong>: un paese con un alto livello di precariato e con accesso al mondo del lavoro estremamente difficile e ritardato può influenzare la decisione delle persone di avere figli. </li>



<li><strong>Politiche governative</strong>: Le politiche governative riguardanti la famiglia, la presenza di asili sul territorio, la sanità, l&#8217;assistenza agli anziani e l&#8217;immigrazione possono influenzare la struttura demografica della popolazione.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Riscaldamento Globale</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Emissioni di gas serra</strong>: Le attività umane, come la combustione di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) per la produzione di energia elettrica, il trasporto, l&#8217;industria e il riscaldamento, rilasciano grandi quantità di gas serra (come anidride carbonica, metano, biossido di azoto e altri). Questi gas intrappolano il calore e provocano l&#8217;effetto serra, riscaldando il pianeta.</li>



<li><strong>Deforestazione</strong>: L&#8217;abbattimento degli alberi, soprattutto nelle regioni tropicali, rimuove un importante assorbitore di anidride carbonica dall&#8217;atmosfera, mentre la combustione dei boschi rilascia grandi quantità di carbonio nell&#8217;aria. La perdita di foreste riduce la capacità della Terra di assorbire il carbonio atmosferico attraverso la fotosintesi.</li>



<li><strong>Agricoltura intensiva</strong>: L&#8217;uso di fertilizzanti azotati produce ossido nitroso, un potente gas serra. La gestione del bestiame produce grandi quantità di metano, soprattutto attraverso la digestione degli animali e lo smaltimento dei rifiuti. La conversione di terreni naturali in campi coltivati riduce la capacità del suolo di assorbire il carbonio.</li>



<li><strong>Industrializzazione e processi produttivi</strong>: Le attività industriali, come la produzione di cemento e l&#8217;acciaio, rilasciano grandi quantità di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera. </li>



<li><strong>Trasporti</strong>: I trasporti, sia su strada che marittimi, sono responsabili di una significativa quantità di emissioni di gas serra. I veicoli a motore che bruciano carburanti fossili rilasciano anidride carbonica e altri gas serra nell&#8217;atmosfera. Il trasporto marittimo fonte di ossido nitroso e zolfo che contribuiscono all&#8217;effetto serra e all&#8217;inquinamento atmosferico.</li>



<li><strong>Sfruttamento e uso dei combustibili fossili</strong>: L&#8217;estrazione, il trasporto e l&#8217;uso di combustibili fossili sono associati a perdite di gas metano e idrocarburi, oltre alle emissioni di anidride carbonica. Le attività di estrazione possono portare anche a perdite accidentali di metano, un gas serra molto più climalterante dell&#8217;anidride carbonica.</li>



<li><strong>Rifiuti e smaltimento</strong>: I rifiuti organici in discarica producono metano mentre si decompongono anaerobicamente. Il trattamento dei rifiuti tramite incenerimento, se non correttamente gestito, può rilasciare anidride carbonica nell&#8217;atmosfera.</li>



<li><strong>Urbano e sviluppo delle aree industriali</strong>: L&#8217;espansione delle aree urbane e industriali comporta la perdita di terreni naturali e la distruzione degli habitat, riducendo la capacità del suolo di assorbire il carbonio. L&#8217;urbanizzazione porta ad un aumento del consumo energetico per il riscaldamento, il raffreddamento e l&#8217;illuminazione degli edifici.</li>



<li><strong>Crescita demografica e sviluppo economico</strong>: L&#8217;aumento della popolazione mondiale e lo sviluppo economico hanno portato ad un aumento della domanda di energia, trasporti, alimenti e beni di consumo, contribuendo così alle emissioni di gas serra e al riscaldamento globale.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Fare la radice quadrata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Beh. Lo sapete, la radice quadrata non è semplice senza una calcolatrice, esistono metodi matematici iterativi ma sono tutti complessi. O forse no?</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impossibilità di costruire una macchina che si autoalimenta</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il secondo principio della termodinamica: </strong>È impossibile realizzare una&nbsp;trasformazione&nbsp;il cui unico risultato sia quello di trasferire&nbsp;calore&nbsp;da un corpo più freddo a uno più caldo senza l&#8217;apporto di lavoro esterno (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enunciato_di_Clausius">formulazione di Clausius</a>).</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">E le soluzioni?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se prendiamo in esame questi quattro problemi, ma lo stesso vale per qualunque altro problema complesso, spesso le soluzioni che vengono proposte sono troppo semplici. Sul tema dell&#8217;invecchiamento del paese si parla di dare incentivi economici alle famiglie con più di <em>n</em> figli, o si parla di dare incentivi ai giovani che sono emigrati per tornare nel paese, ma basta questo per risolvere? Questo genere di incentivi economici non prendono in considerazione il cambiamento culturale, il diritto di autodeterminarsi delle donne e delle coppie in genere, la parità di diritti e salari della donna e l&#8217;uomo, le difficoltà ad avere un lavoro stabile, i salari bassi, i costi degli affitti e della vita&#8230; <br>Per quanto riguarda il Riscaldamento Globale la situazione è ancora peggiore. Si parla spesso di come soluzioni che incrementino la presenza di produzione di energie solari o eoliche sarebbero in grado di risolvere il problema come se un sistema di produzione elettrica instabile e discontinuo possa avere effetto sulla produzione di gas climalteranti (che non sono solo la CO2) prodotti in una molteplicità di situazioni. Si parla spesso di come piantare qualche migliaio di alberi sarebbe una grande soluzione agli stessi problemi, quando gli alberi assorbono solo una minuscola quantità di CO2 e non gli altri gas climalteranti. <br>Sia chiaro, non sono contro gli incentivi alle famiglie, come non sono contro il piantare alberi o l&#8217;incentivare l&#8217;energia solare, ma serve essere in grado di comprendere gli ordini di grandezza dei fenomeni, ed entrambi non si risolvono con minuscoli interventi marginali, servono giganteschi cambi di rotta e soprattutto di cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io stesso sono proprietario di un impianto solare ma sono consapevole che il beneficio sia essenzialmente quello di farmi risparmiare e di farmi sentire la coscienza <em>irrazionalmente </em>più a posto in termini di impatto. Devo essere consapevole, però, che non sto aiutando il mondo in alcun modo finché mi limito a questo. Neppure se sul tetto di ogni casa ci fosse un pannello solare l&#8217;impatto sarebbe gran che (in compenso ci sarebbero impatti negativi da gestire sulla rete elettrica su cui non vado a dilungarmi). Ho anche due belle piante nel mio piccolo giardino e sono consapevole che se hanno un impatto positivo è al massimo per la biodiversità degli insetti locali e per mantenere più fresco qualche metro quadrato attorno a esse. La quantità di carbonio che possono assorbire è ragionevolmente molto minore di 50kg all&#8217;anno, probabilmente 20 (<a href="https://short.staipa.it/isk63">https://short.staipa.it/isk63</a>), a fronte per esempio del fatto che per produrre un kg di caffè si emettono circa 16kg di CO2 (<a href="https://short.staipa.it/bhxr6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/bhxr6</a>); Se usassi un kg di caffè al mese mi servirebbero quattro grossi alberi per assorbire tutta la CO2 prodotta solo da quello. Quattro alberi ben più grandi di quelli che posso mettere in giardino.<br>Sempre che io non poti le piante, perché il legno che taglio sarà destinato a tornare carbonio bruciandolo o compostandolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I motivi per cui piantare piante ci sono eccome, ma sono altri, e ben più complessi dell&#8217;assorbimento di CO2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E la radice quadrata? Semplicissima!</p>



<p class="wp-block-paragraph">[math] \sqrt{25} = 2 + 5 = 7\\<br>7-2 = 5 \hspace{1cm} \checkmark<br>\\\\<br>\sqrt{64} = 6 + 4 = 10\\<br>10-2 = 8 \hspace{1cm} \checkmark<br>\\\\<br>\sqrt{196} = 1 + 9 + 6 = 16\\<br>16-2 = 14 \hspace{1cm} \checkmark[/math].</p>



<p class="wp-block-paragraph">Incredibile, a scuola non vi hanno mai insegnato che bastava sommare le cifre del numero e poi togliere 2. Pazzesco no?<br>No, perché è sbagliato, sarebbe troppo semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">[math] \sqrt{49} = 7[/math]<br>ma<br>[math]\sqrt{49} = 4 + 9 = 13\\<br>13-2 = 11 \hspace{1cm} X[/math].</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oppure</p>



<p class="wp-block-paragraph">[math] \sqrt{144} = 12[/math]<br>ma<br>[math]\sqrt{144} = 1 + 4 + 4 = 9\\<br>9-2 = 7 \hspace{1cm} X[/math].</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riguardo all&#8217;impossibilità di costruire una macchina che si autoalimenta, va beh, dai l&#8217;ho messa solo per poter mettere un&#8217;immagine di un&#8217;auto elettrica che si alimenta da sola con una dinamo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="799" height="770" data-attachment-id="18259" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/le-soluzioni-semplici-sono-quelle-sbagliate/image-1-22/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?fit=799%2C770&amp;ssl=1" data-orig-size="799,770" data-comments-opened="1" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?fit=799%2C770&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=799%2C770&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-18259" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?w=799&amp;ssl=1 799w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=300%2C289&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=768%2C740&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=498%2C480&amp;ssl=1 498w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=100%2C96&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=24%2C24&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=36%2C36&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/image-1.png?resize=48%2C46&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.facebook.com/adottaunanalfabetafunzionale/">fonte</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, tanta gente crede anche a queste cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni pubblicizzano in televisione un integratore alimentare in cui il tema principale dello spot è il fatto che quattro persone diverse con quattro problematiche diverse prendono lo stesso integratore per risolvere i loro problemi. Soluzione troppo facile, no? Non è più probabile che in definitiva non serva a risolvere nessuna delle quattro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">I problemi più sono importanti più hanno soluzioni complesse e vanno affrontati da punti di vista complessi e multidisciplinari. Chi vi racconta la soluzione semplice o vuole vendere qualcosa, o vuole guadagnare una qualche forma di consenso o, ed è il caso più triste a mio avviso, si è fatto a sua volta convincere da qualcun&#8217;altro che quella soluzione funzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vale per molte situazioni, da chi vuole vendervi un integratore che curi qualunque cosa, o dell&#8217;omeopatia priva di effetti collaterali, o la dieta rivoluzionaria senza fare fatica, o il metodo per guadagnare tanti soldi stando a casa a far poco o nulla, o il trading online dai guadagni sicuri. La prima domanda da farsi è sempre &#8220;se è così semplice, perché non lo fanno tutti?&#8221; o &#8220;se la soluzione è questa perché non è già stata attuata&#8221;? Ovviamente la risposta a queste domande non è mai &#8220;colpa dei poteri forti&#8221; perché se quella soluzione è disponibile pubblicamente, se funzionasse sarebbero molte di più le persone che ne fanno uso. Soprattutto le soluzioni che sembrano alla portata di un qualunque cittadino medio. Se esistesse una minuscola modifica da fare all&#8217;auto per viaggiare gratis ci sarebbero molti meccanici che fanno la modifica, anche solo agli amici, se esistesse un modo per dimagrire senza fare fatica tutti quelli che vogliono essere magri lo sarebbero, se esistesse un modo per prevenire qualunque malattia, al sistema sanitario nazionale converrebbe dare quello invece che spendere miliardi che non ci sono per curare a posteriori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più triste, e a mio avviso più pericoloso, è quando la &#8220;soluzione semplice&#8221; viene fornita in buona fede. Magari rientrando nella <em>narrazione sensazionalistica che uccide una notizia vera</em> (<a href="https://short.staipa.it/ak6g6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ak6g6</a>). In quel caso il rischio è che le persone aderiscano a una soluzione convinti di fare qualcosa di davvero utile e magari lavandosene le mani poi di soluzioni realmente efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono allora le risposte dei problemi complessi? Il più delle volte non esiste una risposta ma molteplici risposte che vanno attuate pezzo per pezzo, punto per punto. Analizzate, valutate, costruite. Esistono persone che studiano una vita per queste soluzioni e difficilmente le soluzioni arriveranno dal guru di turno che ci vende la risposta facile, la risposta comprensibile e potabile per tutti, o la risposta che non ci costringa a rinunciare a niente. Ma c&#8217;è sempre qualcosa che ognuno di noi può fare e quel qualcosa ha una radice comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se io con i miei due alberi e il mio pannello solare sulla testa mi sentissi appagato dell&#8217;infinitesimo risultato che ottengo, diventerei inutile ai fini del miglioramento della situazione. Se invece resto consapevole che la mia è solo una molecola d&#8217;acqua in un deserto gigantesco posso continuare a cercare altre soluzioni, a informarmi, a fare pressione sulle istituzioni. Non è vero che <em>tanto non cambierà mai niente</em>, i governi, come i media, fanno quello che gli fa ricevere più consensi.<br>Se tutti improvvisamente diventassimo appassionati di <em>Curling</em> improvvisamente le tv inizierebbero a parlare solo di quello, e i politici farebbero a gara per far costruire campi da <em>Curling</em>. Diventiamo appassionati di salvare il mondo in cui viviamo, ma prima informiamoci, e poi diamo il nostro piccolo contributo all&#8217;opinione pubblica invece di sprecare grandi energie in minuscole soluzioni poco efficaci. Solo assieme si può cambiare il mondo, si può spostare l&#8217;attenzione di chi può prendere decisioni, non guardando il proprio piccolo giardino. Ma bisogna informarsi, abbandonare i pregiudizi e fare un po&#8217; di fatica.</p>
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		<title>La retorica dell&#8217;avvelenamento del pozzo</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/la-retorica-dellavvelenamento-del-pozzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Polemipolitica]]></category>
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		<category><![CDATA[Negazionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Non sempre i dati possono essere fraintesi, e non sempre un&#8217;idea di qualche genere è facilmente attaccabile. A volte le evidenze portano in una direzione che non è quella dove vorremmo si andasse e non c&#8217;è modo di far invertire la rotta con il ragionamento e le informazioni. Di come i dati possano essere esposti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non sempre i dati possono essere fraintesi, e non sempre un&#8217;idea di qualche genere è facilmente attaccabile. A volte le evidenze portano in una direzione che non è quella dove vorremmo si andasse e non c&#8217;è modo di far invertire la rotta con il ragionamento e le informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di come i dati possano essere esposti in maniera fuorviante ne ho parlato in <a href="https://short.staipa.it/p51n9">Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News</a> (<a href="https://short.staipa.it/p51n9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/p51n9</a>) e in <a href="https://short.staipa.it/p51n9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cherry picking, le fake news amano le ciliege</a> (<a href="https://short.staipa.it/gq0xv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/gq0xv</a>), in <a href="https://short.staipa.it/ak6g6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera</a> (<a href="https://short.staipa.it/ak6g6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ak6g6</a>) ho parlato anche di come non farsi del male da soli esponendo un&#8217;idea, ma non è nessuno di questi il caso, quando tutto depone contro di noi resta un solo strumento, una sola <em>fallacia argomentativa</em>: <strong>l&#8217;avvelenamento del pozzo</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per &#8220;avvelenamento del pozzo&#8221; si intende un tipo di&nbsp;fallacia argomentativa&nbsp;per cui ciò che sarà sostenuto dall&#8217;avversario viene pubblicamente delegittimato in anticipo insinuando un sospetto circa la sua&nbsp;buona fede&nbsp;o sulla sua credibilità. Ogni cosa che dirà l&#8217;interlocutore sarà quindi ignorata, considerata irrilevante o del tutto falsa, da parte degli astanti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;avvelenamento del pozzo è un caso particolare di&nbsp;argumentum ad hominem. L&#8217;origine del termine proviene dalla pratica di gettare una piccola quantità di veleno in un pozzo prima che un esercito nemico invada il territorio, in questo modo tramite una piccola azione si ottengono risultati micidiali.</strong></p>
<cite><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Avvelenamento_del_pozzo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Avvelenamento_del_pozzo</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica si tratta di una tecnica retorica in cui si cerca di screditare un argomento o un individuo presentando informazioni negative o false sul contesto in cui si trova l&#8217;argomento o l&#8217;individuo stesso. Si cerca di minare la credibilità dell&#8217;argomento o dell&#8217;interlocutore prima che l&#8217;argomento venga discusso o ascoltato. <br>Il caso tipico è quello in cui durante un dibattito si cerchi di screditare la persona invece di discutere del nocciolo del discorso.<br>&#8220;Cosa vuoi saperne tu che sei&#8230;&#8221;, &#8220;Parli di questo argomento ma tu&#8230;&#8221;, eccetera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono molti esempi in cui questo tipo di retorica viene utilizzata, in primis nella discussione degli utenti medi sui social, dove prima di discutere un argomento spesso le persone vanno a verificare sul profilo di una persona quali punti possano essere usati per attaccarlo e poi invece di discutere dell&#8217;argomento i due passano agli insulti reciproci. Tipicamente accusandosi a vicenda di essere di una o l&#8217;altra fazione politica, come se questo fosse un offesa o come se il mondo si dividesse tutto tra due fazioni opposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>retorica dell&#8217;avvelenamento del pozzo</em> però viene usata sempre più spesso anche in ambienti o su temi che dovrebbero essere trattati in modo decisamente più professionale ed edificante di un flame sotto un post su Facebook:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Politica</strong>: Durante una campagna elettorale, ma ormai anche il resto del tempo, capita quotidianamente che si cerchi di diffondere o rafforzare opinioni e preconcetti per inasprire il confronto verso avversari. In Italia succede invariabilmente e si arriva al giorno delle elezioni senza che molti esponenti abbiano espresso un vero programma, in compenso hanno passato buona parte del tempo a criticare quello che gli altri propongono, quello che hanno fatto i loro predecessori, o quello che rappresentano secondo qualche stereotipo. In parte questa è una delle cause di disinteresse da parte di molti elettori, ed è la causa dell&#8217;inasprirsi dei toni e del fatto che la propaganda elettorale sia più vicina a una gara di insulti su <em>Melee Island</em> (<a href="https://short.staipa.it/owt3f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/owt3f</a>) che a una discussione tra persone adulte.</li>



<li><strong>Multinazionali</strong>: Esistono aziende più o meno etiche, e che producono prodotti più o meno validi, ma quanto spesso capita che ci siano delle vere e proprie campagne di odio nei confronti di alcune di esse? Fino a qualche anno fa andava di moda una battaglia a spada tratta contro alcuni <em>fast food</em>, per un po&#8217; si sono viste battaglie contro alcuni grandi produttori di prodotti tecnologici per dove e come fabbricano i loro prodotti, invariabilmente senza chiedersi dove e come lavorassero i diretti concorrenti. Più un&#8217;azienda è grande, più sarà probabile debba affrontare di queste campagne, che poi tipicamente nel giro di pochi anni passano al dimenticatoio se a farle non è il presidente degli Stati Uniti. </li>



<li><strong>Pubblicità</strong>: Una società potrebbe lanciare una campagna pubblicitaria che diffonde informazioni false o fuorvianti sui prodotti dei suoi concorrenti, cercando di danneggiarne l&#8217;immagine e di guadagnare così una quota di mercato. Un esempio è stato quello dell&#8217;Olio di Palma di pochi anni fa (<a href="https://short.staipa.it/e0usw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/e0usw</a>) quando diverse campagne mediatiche hanno puntato in modi diversi sul prodotto, dal punto di vista salutistico, di sostenibilità, di pericolosità, modificando il mercato nella direzione di utilizzare altri tipi di olii che non sono necessariamente più sani, né più sostenibili ma coltivati e prodotti da aziende diverse.</li>



<li><strong>Religione o filosofia</strong>: Da quanti anni sentiamo parlare di religioni diverse da quella dominante come di terroristi, come di persone che vogliono portarci via le nostre tradizioni, come di persone che ci stanno invadendo? Secondo le stime di uno studio del 2021 del Centro studi sulle nuove religioni (CESNUR), il 74,5 per cento degli italiani e degli stranieri residenti nel Paese è cattolico, il 15,3 per cento ateo o agnostico, il 4,1 per cento cristiano di altre confessioni, il 3,7 per cento musulmano e il 2,2 per cento seguace di altre religioni (<a href="https://short.staipa.it/tn2kv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/tn2kv</a>). Ma per alcuni esponenti politici è fondamentale alimentare la paura di questa invasione. La paura raccoglie consensi, a discapito però di persone oneste che finiscono per essere oggetto delle ripercussioni di chi è spaventato.</li>



<li><strong>Immigrazione:</strong> vale più o meno quanto sopra per quanto riguarda le paure, ma anche qui vanno considerati i dati (<a href="https://short.staipa.it/z0wl8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/z0wl8</a>). Negli ultimi <strong>dieci anni</strong> sono sbarcate circa 1 milione di persone, vuol dire che tra alti e bassi la media sarebbe di circa 100.000 all&#8217;anno e in Italia siamo 60 milioni. Non sembrerebbe un&#8217;invasione, soprattutto se ben gestiti dato che la gran parte di loro vorrebbe andare in altre aree dell&#8217;europa. Resta un problema da gestire, certo. Ma non è terrorizzando gli elettori e parlando di invasione che si risolvono determinate problematiche, eppure la paura porta voti, molti voti. Forse se c&#8217;è un problema è nella difficoltà di fare figli da parte degli italiani dato che dal 2021 al 2022 sono diminuiti ci sono stati quasi 33.000 cittadini italiani e 7.000 nascite in meno (<a href="https://short.staipa.it/ozn5b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ozn5b</a>) e non ci sono abbastanza asili (<a href="https://short.staipa.it/spc0i" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/spc0i</a>) per mandarci i figli se hai il coraggio e la disponibilità economica di farli e mantenerli.</li>



<li><strong>Destra, Sinistra, su giù centro:</strong> esistono istanze come quelle dei diritti delle minoranze o della salvaguardia dell&#8217;ambiente o la che non dovrebbero essere legate a una specifica corrente politica, eppure molto spesso per screditarle si usa proprio tale appartenenza. In altre nazioni sono cose che vengono spinte superpartes indipendentemente dall&#8217;appartenenza politica. Da noi invece di discutere gli argomenti si tende a discutere di preconcetti che ci stanno attorno. Quante volte se si parla di una tematica di una nicchia ristretta ci si sente attaccati perché &#8220;di destra&#8221; o &#8220;di sinistra&#8221;? Anche questo è avvelenamento del pozzo, non affrontare l&#8217;importanza della tematica ma le idee generali di chi la porta. </li>



<li><strong>Nuove tecnologie: </strong>3g, 4g, 5g, WiFi, cuffie Bluetooth, sono tutte tecnologie che appena uscite sono state ricoperte di fake news spaventose su rischi, tumori, controllo della mente, ma sono tutte tecnologie che ormai abbiamo assimilato e utilizziamo quotidianamente. Sta succedendo lo stesso con le auto elettriche che secondo alcuni sembrano incendiarsi come fiammiferi quando in realtà i casi di incendio di auto elettriche sono irrisori (<a href="https://short.staipa.it/cr8g1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/odjc2</a>), succede con Intelligenza artificiale (<a href="https://short.staipa.it/s6u5y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/s6u5y</a>) e succederà sicuramente con ogni nuova tecnologia. </li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, quando su un argomento c&#8217;è tanta gente incazzata, o impaurita, è probabile che qualcuno li abbia aizzati. E se qualcuno li ha aizzati un motivo deve esserci; per affondare concorrenti o anche solo per vendere libri, notizie, click.<br>Forse è meglio fidarsi delle persone pacate, quelle che hanno la lucidità mentale di mettersi a discutere e spiegare come persone adulte e ragionevoli. </p>
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		<title>Cherry picking, le fake news amano le ciliege</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 11:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Polemipolitica]]></category>
		<category><![CDATA[cherry picking]]></category>
		<category><![CDATA[complotti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Negazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Critico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Esistono svariati modi per utilizzare dati e informazioni e piegarli verso conclusioni che non sono quelle corrette, di recente nell&#8217;articolo Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News (https://short.staipa.it/p51n9) ho parlato di come si possa utilizzare la statistica per forzare il significato di dati verso una direzione diversa da quella che dimostrano, e nell&#8217;articolo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Esistono svariati modi per utilizzare dati e informazioni e piegarli verso conclusioni che non sono quelle corrette, di recente nell&#8217;articolo <em><a href="https://short.staipa.it/ak6g6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News</a></em> (<a href="https://short.staipa.it/p51n9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/p51n9</a>) ho parlato di come si possa utilizzare la statistica per forzare il significato di dati verso una direzione diversa da quella che dimostrano, e nell&#8217;articolo <em><a href="https://short.staipa.it/ak6g6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera</a></em> (<a href="https://short.staipa.it/ak6g6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ak6g6</a>) ho parlato di come una semplice narrazione scorretta possa danneggiare invece una mozione etica e positiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di fallacie logiche:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le&nbsp;fallacie&nbsp;sono errori nascosti nel&nbsp;ragionamento&nbsp;che comportano la violazione delle regole di un confronto&nbsp;argomentativo&nbsp;corretto. I ragionamenti fallaci appaiono come rigorosi e logici, ma in realtà non sono&nbsp;<em>validi</em>&nbsp;(da non confondere con &#8220;veri&#8221;):<br>-valido&nbsp;è riferito alla correttezza logica degli argomenti (come le premesse che implicano le conclusioni);<br>-vero&nbsp;riguarda invece la veridicità delle proposizioni con cui si enunciano gli argomenti.<br><br>Il termine fallacia deriva dal latino&nbsp;<em>fallere</em>&nbsp;che significa ingannare. Il più delle volte tali ragionamenti vengono costruiti&nbsp;<em>ad hoc</em>&nbsp;da colui o coloro che li propongono, con l&#8217;intento di ingannare o anche persuadere l&#8217;interlocutore. Diverse definizioni di fallacia sono state proposte da vari autori.<br>Tutte le definizioni, comunque, le descrivono come un problema logico linguistico caratterizzato da un paio di aspetti:<br>-sembrare qualcosa che non è;<br>-avere una forma di erroneità, invalidità o scorrettezza.</strong></p>
<cite><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fallacia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Fallacia</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle fallacie più frequenti nell&#8217;esporre <em><a href="https://www.staipa.it/blog/fakenews" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fake News</a></em> (<a href="https://www.staipa.it/blog/fakenews" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.staipa.it/blog/fakenews</a>), ma che causa in generale a tutti noi il rischio di ingannarci da soli quando vogliamo sperare in qualcosa che i dati non riportano in maniera esplicita è il <em>cherry picking</em>, ed è tra i principali motivi per cui è nato il metodo scientifico. Parlare del <em>cherry picking</em> è un buon modo per introdurre il metodo scientifico nella discussione e per capire in che modo il parere della<em> comunità scientifica</em> abbia un forte valore di affidabilità. Non ho usato a caso il termine <em>comunità scientifica</em>, perché non è del singolo scienziato che bisogna fidarsi ma del metodo e questo è davvero determinante, e non ho usato a caso il termine <em>affidabilità</em> perché molto di quello che ci dice la ricerca scientifica è sempre passibile di miglioramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em><strong>cherry picking</strong></em>&nbsp;è la fallacia logica di quando un individuo tende ad ignorare tutte le prove che potrebbero andare contro la propria tesi evidenziando solo quelle a favore. Alcuni esempi banali sono il classico &#8220;a me funziona&#8221;, o &#8220;conosco persone che&#8221;, ma si estende a situazioni potenzialmente più gravi e assurde come quando all&#8217;evidenza pratica di un anno che è il più caldo mai registrato qualcuno ribatte con &#8220;come mai se è l&#8217;anno più caldo mai registrato oggi nevica?&#8221;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come funziona il metodo scientifico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle prime realtà con cui ogni scienziato si trova a confrontarsi è la propria tendenza a sbagliare interpretando un fenomeno. In realtà è una sensazione che, a ben pensarci, proviamo tutti quando in uno o l&#8217;altro evento della propria vita abbiamo l&#8217;impressione che tutte le cose che ci stanno attorno spingano in una direzione e poi finiamo per schiantarci contro un muro di gomma. Se riuscissimo a guardarci indietro razionalmente ci accorgeremmo che abbiamo solo scelto di considerare segnali positivi una certa quantità di eventi e di ignorare un&#8217;altra certa quantità di eventi. Succede molto spesso nell&#8217;ambito sentimentale/relazionale ed è spesso la causa di grandi delusioni che per chi ci sta attorno erano ampiamente annunciate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Succede anche agli scienziati, anche ai più razionali. Nell&#8217;agonismo di portare a termine una ricerca sperano in un risultato e finiscono per interpretare i dati raccolti in maniera non conforme, o per realizzare esperimenti non sufficientemente ben congegnati e a trarsi in inganno. Nasce da questo il metodo scientifico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cercando di semplificare al massimo quello che si fa in una ricerca scientifica è scegliere una teoria, una serie di concetti ipotetici, e metterla alla prova cercando di <em>falsificarla</em>, cercando di dimostrare che questa non è vera. Se non si è in grado di dimostrarla come falsa allora sarà considerata vera fino a prova contraria, finché qualcuno di più bravo non riuscirà a dimostrare con un esperimento che quella teoria non funziona. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente le cose non sono così semplici. Per evitare la fallacia del <em>Cherry picking</em> prima che una ricerca sia considerata valida deve essere sottoposta alla comunità scientifica, ad altri scienziati e ricercatori che non si limiteranno a dire &#8220;sì o no&#8221; in base al sentimento o a una lettura superficiale. I dati e gli esperimenti realizzati dovranno essere condivisi con la comunità scientifica ed altri, numerosi altri se la teoria risulta essere particolarmente importante, la metteranno alla prova, leggeranno i dati, faranno altri esperimenti sempre allo scopo di <em>falsificare</em> quella teoria. Solo quando ci sarà stato questo processo la teoria verrà considerata valida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è neppure così semplice, perché per essere presa sul serio una teoria deve essere appunto <em>falsificabile</em>. Nel senso che sia possibile costruire un esperimento o una dimostrazione che la mettano alla prova. &#8220;<em>Ho nel garage un unicorno rosa invisibile che non si può toccare né percepire</em>&#8220;, non è una teoria falsificabile perché non esiste alcun metodo empirico per mettere alla prova l&#8217;esistenza o meno dell&#8217;unicorno.<br>Una teoria di questo genere, fino a che qualcuno non trovi un modo per metterla alla prova non sarà considerabile come scientifica. Può entrare nell&#8217;ambito della fede, o della psicosi, ma non della scienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa interessante e da sottolineare è che per il metodo scientifico non importa se chi fa una affermazione abbia un premio Nobel o un diploma di quinta elementare. Importa che sia in grado di dimostrare la propria affermazione e di renderla dimostrabile e verificabile da parte di altri ricercatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E le grandi rivoluzioni scientifiche? Galileo Galilei? Newton? Einstein? Amiocuggino che ha fatto l&#8217;auto ad acqua?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo scientifico non funziona a grandi rivoluzioni improvvise e a grandi geni incompresi che sovvertono la visione di tutti gli altri. Così è come piace raccontarlo ai media, o nei libri sensazionalistici. Quello che accade è essenzialmente una grandissima collaborazione molto spesso internazionale. Esistono uomini o donne che espongono una nuova teoria, come lo sono state le teorie della relatività, la teoria della gravitazione universale o il sistema eliocentrico, ma non vengono mai dal nulla, ogni <em>gigante</em>, si appoggia sulle conoscenze pregresse e così le idee di Galileo sull&#8217;universo erano simili a quelle di Keplero che si basavano su quelle di Copernico, Newton ha definito le stesse idee migliorandole dal punto di vista matematico e dimostrandole universali, Einstein ha migliorato la teoria di Newton andando a coprire alcune incongruenze che si rivelavano tra la teoria di Newton e la realtà e perfino la relatività di Einstein ha dei limiti nelle singolarità gravitazionali dei<em> buchi neri</em>, del <em>big bang</em> e dei <em>buchi bianchi</em>, e si sta studiando per allargarla ulteriormente. Probabilmente presto o tardi verrà migliorata attraverso una nuova teoria della gravità quantistica che quando arriverà sarà una rivoluzione, ma non un salto inaspettato di un singolo genio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda invece il cugino che ha fatto l&#8217;auto ad acqua la questione è piuttosto semplice e lineare: come per tutte le ricerche scientifiche non ha che da sottoporre ad altri i propri risultati, con tutti i dati.<br>Se la comunità scientifica considera invenzioni come queste solamente panzane è perché il cugino di turno non è riuscito a mostrare qualcosa che sia verificabile e riproducibile da fonti indipendenti. Se la cosa è così facilmente realizzabile da essere stata fatta in un normale garage, basta mettere su internet gli schemi di funzionamento e chiunque con sufficiente tecnica dovrebbe essere in grado di costruirne una, anche indipendentemente da presunti poteri forti, lobby del petrolio e della corrente elettrica o alieni rettiliani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il <em><strong>cherry picking</strong></em>?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>cherry picking</em> funziona proprio come raccogliere le ciliegie: questa sì, questa no, questa sì, questa no. Abbiamo un bel cesto di ciliegie in cui ci sono centinaia di belle ciliegie rosse e un po&#8217; di ciliegie nere. Se leggiamo il dato per quello che è abbiamo tante ciliegie rosse e un po&#8217; di nere, se raccogliamo dal cesto solo quelle nere e le mostriamo al pubblico, il pubblico invece penserà che nel cesto siano tutte scure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può succedere a tutti noi quando iniziamo a far caso alle notizie di un certo genere e ci sembra di esserne sopraffatti (anche perché poi i social ci mettono del loro nel farcene trovare di più <a href="https://short.staipa.it/umaes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/umaes</a>), o quando speriamo tanto che qualcosa sia come vorremmo, ma è una tecnica comunemente usata soprattutto da <em>negazionisti</em> e <em>complottisti </em>per supportare le proprie teorie ignorando dati contrari o contestualmente rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco alcuni esempi in cui il <em>cherry picking </em>è spesso utilizzato: </p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Cambiamento climatico</strong>: molte delle tesi negazioniste sul cambiamento climatico prendono in esame scale ridotte, ad esempio di pochi mesi, o di pochi anni, o di zone del mondo specifiche per mostrare che in quei range il cambiamento non è così radicale. Di fatto si ignorano l&#8217;insieme della vastità dei dati che se analizzati nel loro insieme danno una visione schiacciante e priva di ogni dubbio e si focalizzano su un insieme più specifico e ridotto. In alternativa fanno anche un <em>cherry picking</em> sulle fonti: basta costruire una narrazione sui pochissimi scienziati che non riconoscono l&#8217;evidenza e contrapporli come eroi all&#8217;enorme quantità di scienziati che invece la riconoscono da ormai diversi decenni. Chiamarli eroi, magari aggiungendo che anche Galileo Galilei ai suoi tempi non era accettato ed è cosa fatta. Per altro ignorando che, a parte i suoi bisticci col papa, Galilei insegnava nelle più prestigiose università dell&#8217;epoca, era molto apprezzato per la sua divulgazione scientifica e intesseva svariati rapporti epistolari con diversi studiosi dell&#8217;epoca. <em>Cherry picking</em>, sulla vita di un personaggio storico.</li>



<li><strong>Vaccinazioni</strong>: Il movimento anti-vaccinista tende a enfatizzare le reazioni avverse, che nessuno ha mai negato, e ignorare i risultati effettivi. Inoltre <em>cherry picking</em> nel <em>cherry picking</em> tende a enfatizzare il numero di reazioni avverse ma a nascondere la tipologia di reazione, perché un mal di testa non è la stessa cosa di una trombosi, costruendo una narrazione diversa da quella che emerge analizzando l&#8217;insieme completo dei dati. Un&#8217;altra forma di <em>cherry picking</em> è inoltre la scelta, tra le numerosissime pubblicazioni scientifiche, di singole affermazioni di un limitato numero di scienziati &#8220;fuori dal coro&#8221;.</li>



<li><strong>Medicine alternative</strong>: Sostenitori di alcune cosiddette <em>medicine alternative</em> spesso selezionano studi limitati, che mostrano presunti benefici ma non forniscono modo di testare le stesse cure da parte di ricercatori indipendenti, un po&#8217; come era successo ai tempi di <em>Stamina</em> (<a href="https://short.staipa.it/exkq3">https://short.staipa.it/exkq3</a>) o di <em>Di Bella</em> (<a href="https://short.staipa.it/mrfa2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/mrfa2</a>) dove di cure apparentemente miracolose non venivano fornite abbastanza informazioni per testarle indipendentemente. Un altro esempio tipico è l&#8217;omeopatia, che secondo le leggi vigenti non richiede le stesse sperimentazioni dei farmaci reali, né in termini di efficacia, né in termini di sicurezza.</li>



<li><strong>Ogm</strong>: molti oppositori degli organismi geneticamente modificati si limitano anche qui a citare alcuni studi che suggeriscono <em>potenziali</em> rischi per la salute, ignorando la vasta quantità di studi che non hanno trovato evidenze di pericoli significativi o che hanno evidenziato diversi benefici in termini di sicurezza alimentare e sostenibilità.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Tra tutte le <em>fallacie logiche</em>, probabilmente il <em>cherry picking </em>è quella più ampiamente sfruttata quando si vuole dare credibilità all&#8217;informazione, perché si basa su <em>mezze verità</em>, su dati reali e spesso corretti ma letti in maniera -volutamente o no- errata. Capirne il meccanismo è fondamentale per crearsi una forma mentis di <em>pensiero critico</em>. Sospettare è lecito, farsi domande è necessario, ma cadere nelle trappole di chi vuole deviare il nostro sospetto e sfruttare le nostre paure è fin troppo semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediamoci sempre da dove vengono presi i dati, quali sono le fonti, e cerchiamo di ragionare sul set più ampio possibile di dati, quando questo è disponibile altrove.</p>
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		<title>Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni assistiamo tra le varie &#8220;cattiverie&#8221; dei social a un fenomeno di grammarnazi che provano profondo piacere nell&#8217;offendere chi manca una h, un accento, o una coniugazione verbale. Non importa se questo avvenga a causa di ignoranza della grammatica della lingua italiana o di un errore di battitura, come non importa se chi [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni assistiamo tra le varie &#8220;cattiverie&#8221; dei social a un fenomeno di <em>grammarnazi</em> che provano profondo piacere nell&#8217;offendere chi manca una <em>h</em>, un <em>accento</em>, o una <em>coniugazione verbale</em>. Non importa se questo avvenga a causa di ignoranza della grammatica della lingua italiana o di un errore di battitura, come non importa se chi ha scritto si chiami <em>Mario Rossi </em>o <em>Kinari Mudaliar</em>. Non sto necessariamente demonizzando il tenere all&#8217;importanza del formalismo linguistico, ne sono un profondo difensore anche io, ma è importante riflettere su questo fenomeno prima di proseguire con l&#8217;argomento dello <em>snobismo della matematica</em>. Chi tiene molto alla correttezza linguistica da un lato tende a dimenticare che storicamente esiste un distinguo tra il linguaggio parlato, dove molte forme scorrette sono comunemente accettate, e quello scritto dove tali forme scorrette non sono accettabili e che i social sono più simili a un ambiente di linguaggio parlato che uno formale di linguaggio scritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono d&#8217;accordo con l&#8217;obbiezione comune secondo cui, se non si padroneggia la lingua sarà molto più difficile sia essere credibili, che riuscire a leggere e comprendere un testo complesso quale un contratto, un articolo di giornale, o un libro che potrebbe incrementare la propria cultura. Ma perché con la matematica non vale lo stesso ragionamento? E quali sono le conseguenze?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente al fenomeno <em>grammarnazi</em> stanno proliferando &#8220;giochini&#8221; matematici in cui vengono proposti imbarazzanti esercizi fatti esclusivamente di somme, sottrazioni, moltiplicazioni e parentesi e oltre al fatto che quasi sempre le persone le sbagliano, ci sono sempre commenti come &#8220;io di matematica non ci capisco niente&#8221;, &#8220;la matematica non serve a niente&#8221; eccetera. Spesso usando queste affermazioni come vanto. Eppure, si tratta anche in questo caso della grammatica di un linguaggio, quello dell&#8217;aritmetica di base. Quella che tutti hanno fatto alla scuola dell&#8217;obbligo assieme alle coniugazioni verbali, e all&#8217;uso delle<em> h</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché qui non vale la stessa obbiezione sul fatto che chi non sappia fare una banalissima operazione aritmetica non ha credibilità e difficilmente riuscirà a interpretare correttamente un contratto, una bolletta o un dato letto in un articolo di giornale? Perché ci si preoccupa e ci si infervora se una persona non sa dove mettere una <em>h</em> ma non ci si preoccupa e non ci si infervora se una persona non sa fare una banale operazione matematica composta da una moltiplicazione e una somma?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggiamo quotidianamente articoli di giornale (o blog complottistici) che ci forniscono informazioni e dati, ma se non sappiamo fare una banale operazione aritmetica come facciamo a fidarci delle statistiche, o a verificarne il senso? Si parla di medie, di popolazioni, di crescite percentuali ma se non sappiamo fare dell&#8217;aritmetica di base come facciamo a capire se stanno manipolando l&#8217;informazione e valutare l&#8217;affidabilità di quello che stiamo leggendo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco qualche esempio di come i dati possano essere esposti in modo poco chiaro, spesso per fargli raccontare qualcosa che non è davvero quello che quei numeri raccontano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La Media non sempre racconta tutta la storia:</strong><br>La media viene spesso usata, e nel sentire comune è un dato di una grande importanza. Per esempio, all&#8217;inizio del 2024 sembra che lo stipendio lordo medio annuo degli italiani dipendenti sia di 27.000€ con uno stipendio mensile di circa 1.600€ (Fonte Forbes: <a href="https://short.staipa.it/s82wf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/s82wf</a>) è un valore alto? Basso? Ma soprattutto ha senso ragionare sulla media?<br>Spesso no. Ad esempio, prendiamo una popolazione molto più ridotta:<br>Persona A: 3.000€<br>Persona B: 5.000€<br>Persona C: 10.000€<br>Persona D: 22.000€<br>Persona E: 25.000€<br>Persona F: 35.000€<br>Persona G: 50.000€<br>Persona H: 70.000€<br>La media di questi stipendi è di 27,500€, ma non rispecchia gran che né lo stipendio della persona G e H, né tantomeno delle persone A, B, C, e D. La disparità è enorme e la maggior parte della popolazione è decisamente al di sotto della media.</li>



<li><strong>Importanza della Popolazione di Riferimento:</strong><br>Qualcos&#8217;altro di cui tenere conto è la popolazione di riferimento. Facciamo un esempio: un sondaggio afferma che il 60% degli intervistati preferisce il caffè di marca X. Questo potrebbe far pensare che quella marca sia decisamente buona, più della metà degli intervistati la preferisce, è una percentuale stratosferica. Ma la domanda giusta è: chi sono gli intervistati? Se il sondaggio fosse stato condotto solo tra gli impiegati di una società di caffè, i risultati potrebbero non essere rappresentativi della popolazione generale. Sapere come è stata selezionata la popolazione di riferimento è fondamentale per garantire la validità dei risultati, e anche in questo caso è un dato che non ci viene mai fornito, ma che a volte possiamo desumere dal contesto e può decisamente fare la differenza. Un esempio sono i sondaggi sulle pagine di un social: chi segue quella pagina è una popolazione eterogenea composta da interessi casuali o da persone interessate tutte a determinati temi specifici?</li>



<li><strong>Crescita/Rischio Percentuale:</strong><br>La crescita percentuale è forse una delle informazioni più sfruttate per mostrare i dati a sproposito. Un esempio tipico è quello della probabilità di avere un tumore. <br>Un documento pubblicato nel 2017 dal World Cancer Research Fund sul rischio di tumore colorettale ha stimato che un consumo elevato di carni rosse lavorate (50 grammi al giorno) aumenta del 16% il rischio di ammalarsi di questa neoplasia. Non è una Fake News, è addirittura AIRC a fornirci i dati dalla ricerca di World Cancer Research Fund, (<a href="https://short.staipa.it/iwgok" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/iwgok</a>). Chiedere maggiore affidabilità da una fonte su questo tema è davvero difficile. Ma il dato va letto nel modo giusto. In quella frase non si sta dicendo che se mangio carne ho il 16% di probabilità di avere un tumore e se non la mangio no. Sta dicendo che la probabilità di avere un <em>tumore colorettale</em> aumenta del 16%. Quindi nello spaventarsi va considerato che tale tipologia di tumore è il 10% di tutti i tumori (<a href="https://short.staipa.it/citht" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/citht</a>), c&#8217;è una probabilità diversa a seconda dell&#8217;età e di svariati stili di vita (<a href="https://short.staipa.it/2pdh3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/2pdh3</a>), e una serie di altri fattori. Facciamo che la probabilità di sviluppare un tumore sia il 50%, la probabilità di un cancro colorettale sarebbe intorno al 5%, un aumento del 16% di quel 5% sarebbe intorno al 0,8%. Che è ben diverso dal 16% che si potrebbe credere ad una lettura superficiale.<br>Con questo ovviamente non sto dicendo che l&#8217;affermazione sul 16% sia errata, non lo è affatto, ma che è importante saper leggere e interpretare il dato.<br><br>Un altro caso tipico è quello di &#8220;Rispetto allo scorso anno gli incidenti XYZ sono aumentati&#8221; del 10%, cosa ce ne facciamo di questo dato senza sapere quanti fossero in precedenza? Erano 10 e sono diventati 11 o erano 10.000 e sono diventati 11.000? Perché nel primo caso può essere una piccola fluttuazione priva di particolare interesse, nel secondo potrebbe rappresentare un aumento molto preoccupante. E poi questi incidenti cosa hanno causato? Fastidi e costatazioni amichevoli o morti?<br><br>Senza conoscere il contesto di partenza una crescita percentuale può essere estremamente fuorviante.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se non siamo in grado di saper leggere i dati ma fruiamo passivamente dei risultati che ci stanno esponendo come possiamo distinguere se due differenti fonti ci forniscono informazioni discordanti? Magari in una discussione sui tumori una fonte ci dice che mangiare carne incrementa del 16% il rischio di tumori colorettale, e un&#8217;altra che mangiare carne aumenta solo dello 0,8% il rischio di prendere un tumore in generale. Di chi ci dovremmo fidare? Come dimostrato più in su ci dovremmo fidare di entrambi i dati perché le definizioni, seppur partendo da presupposti diversi sono la conseguenza della stessa fonte di dati raccontata in maniere differenti. Eppure, la gran parte di noi tenderà a ricordare maggiormente il rischio del 16% che sembra enorme e fa paura rispetto al rischio dello 0,8% che sembra minuscolo e di poco conto, motivo per cui è mediaticamente più impattante mostrare il dato nel primo modo. Spesso è il modo in cui vengono veicolati dati per convincerci di qualche pericolo e spaventarci, o al contrario per minimizzarlo e puntare l&#8217;attenzione su altro. Viene usato anche per creare Fake News ibride, ossia notizie che formalmente utilizzando dati corretti, ma che li presentano in modo tendenzioso per convincere i lettori che un problema si più grave o meno grave di quanto dicano altre fonti e indirizzare l&#8217;opinione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, considerato che tutte le persone accanto a noi contribuiscono alla scelta dei nostri governanti, a decisioni che possono impattare sulla nostra vita, più in generale all&#8217;opinione pubblica, perché ci lamentiamo solo dell&#8217;<em>h</em> e non dell&#8217;incapacità di comprendere semplici operazioni aritmetiche? </p>
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		<title>Come riconoscere le immagini create con l’intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 14:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
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		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;era digitale in cui viviamo, l&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) ha compiuto passi da gigante nel campo della creazione di contenuti visivi. Immagini straordinarie, video mozzafiato e grafica sorprendente sono diventati parte integrante del nostro panorama mediatico. Tuttavia, con la proliferazione di queste nuove forme di media, sorge una domanda cruciale: come possiamo distinguere tra contenuti creati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;era digitale in cui viviamo, l&#8217;<em>Intelligenza Artificiale</em> (<em>IA</em>) ha compiuto passi da gigante nel campo della creazione di contenuti visivi. Immagini straordinarie, video mozzafiato e grafica sorprendente sono diventati parte integrante del nostro panorama mediatico. Tuttavia, con la proliferazione di queste nuove forme di media, sorge una domanda cruciale: come possiamo distinguere tra contenuti creati dall&#8217;IA e quelli catturati con una normale fotocamera?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, non è semplice, e ogni regola che si scriva oggi domani potrebbe non valere più nulla. Si tratta dello stesso principio del fare un elenco di modi per nascondere le chiavi di riserva fuori casa. I metodi funzionano, ma una volta dichiarati in pubblico sarà i primi luoghi dove un ladro andrà a mettere le mani, così per quanto riguarda la contraffazione di immagini se oggi diamo un metodo per scoprirle, domani chi sviluppa le intelligenze artificiali cercherà di migliorare il più possibile per non lasciare quel segnale di allarme così in vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come Riconoscere Immagini Generata dall&#8217;IA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le immagini generate dall&#8217;<em>IA</em> possono essere sorprendentemente realistiche, molto più dei video, e se corredate da un testo che ci fa arrabbiare o emozionare è facile distrarsi e non fermarsi a ragionare, ne parlo nei miei articoli sulle Fake News (<a href="https://www.staipa.it/blog/fakenews" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.staipa.it/blog/fakenews</a>). Però ci sono alcuni elementi che ci dovremmo abituare ad osservare, quantomeno per aiutarci a sollevare il dubbio.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Dettagli Perfetti</strong>: Uno dei segnali più evidenti è la perfezione dei dettagli. Le immagini generate dall&#8217;<em>IA</em> possono sembrare troppo perfette per essere vere. Cerca di individuare la mancanza di piccole imperfezioni o dettagli realistici che spesso sono presenti nelle foto reali: graffi, polvere, nei, peli o imperfezioni sulla superficie degli oggetti e della pelle di persone e animali.</li>



<li><strong>Simmetria e Coerenza Eccessive</strong>: Le <em>IA</em> tendono a cercare la simmetria e la coerenza visiva. Pertanto, se noti una simmetria eccessiva o una coerenza troppo precisa nell&#8217;immagine, potrebbe essere un segno di generazione da parte dell&#8217;<em>IA</em>. Le foto reali spesso presentano piccole asimmetrie e variazioni casuali, soprattutto se magari sono immagini che nel racconto sono state prese in una situazione particolare come un&#8217;emergenza o da fotografi non professionisti.</li>



<li><strong>Errori o Incoerenze Inaspettate</strong>: Le <em>IA</em> possono commettere errori o creare incoerenze inaspettate. Ad esempio, potresti notare oggetti che sembrano &#8220;galleggiare&#8221; in aria senza un supporto visibile o oggetti che sembrano essere fusi in modo strano insieme, persone con un numero scorretto di dita o dettagli strani, soprattutto sullo sfondo. Questi errori sono dovuti alla natura dell&#8217;apprendimento automatico e possono essere un segno di immagini generate.</li>



<li><strong>Esame dei Dettagli</strong>: Dedica del tempo a esaminare attentamente i dettagli dell&#8217;immagine. Ingrandisci l&#8217;immagine e osserva gli oggetti in primo piano e sullo sfondo. Cerca dettagli che sembrano fuori posto o che non si integrano perfettamente nell&#8217;immagine.</li>



<li><strong>Sfondo Irreale</strong>: Presta attenzione anche allo sfondo dell&#8217;immagine. Se lo sfondo sembra troppo perfetto o irreale, potrebbe essere un indicatore di generazione da parte dell&#8217;<em>IA</em>. Gli algoritmi possono avere difficoltà a generare sfondi complessi e dettagliati in modo realistico.</li>



<li><strong>Riflessi e ombre</strong>: presta attenzione alla luminosità e ai riflessi. Le <em>IA</em> potrebbero avere difficoltà a simulare correttamente la posizione delle ombre rispetto a eventuali punti luce presenti come lampioni o fari e nella gestione dei riflessi su vetri o pozze di acqua, vale soprattutto nei riflessi su oggetti come occhiali, oggetti lucidi o specchi.</li>



<li><strong>Contesto Inconsueto</strong>: Se l&#8217;immagine sembra mostrare oggetti o situazioni insolite o improbabili, potrebbe essere un segno di generazione da parte dell&#8217;<em>IA</em>. Ad esempio, un animale esotico fuori dal suo habitat naturale potrebbe sollevare dei dubbi.</li>



<li><strong>Confronta con Immagini Reali</strong>: Quando hai dei dubbi sull&#8217;autenticità di un&#8217;immagine, confrontala con immagini reali simili. Cerca fotografie di oggetti, luoghi o situazioni simili per verificare se ci sono differenze evidenti.</li>



<li><strong>Utilizza Strumenti di Analisi</strong>: Esistono strumenti online e plugin per browser che possono aiutarti a identificare immagini generate dall&#8217;<em>IA</em>. Alcuni di questi strumenti utilizzano l&#8217;analisi delle caratteristiche delle immagini per rilevare segni di generazione automatica. </li>



<li><strong>Verifica la Fonte</strong>: Cerca informazioni sulla fonte dell&#8217;immagine. Ad esempio, se il video proviene da una fonte dubbia o poco conosciuta, potrebbe essere più probabile che sia stato generato artificialmente. Usa gli strumenti di ricerca per le immagini che ho spiegato nell&#8217;apposito articolo sulle Fake News (<a href="https://wp.me/pQMJM-1Ub">https://wp.me/pQMJM-1Ub</a>).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riconoscere Video Generati dall&#8217;IA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Identificare video generati dall&#8217;<em>IA</em> spesso è più semplice, se ci si ferma a guardare i singoli fotogrammi, in fondo si tratta di migliaia di foto generate e i problemi che valgono per le foto qui possono moltiplicarsi.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Fluido e Senza Interruzioni</strong>: I video generati dall&#8217;<em>IA</em> tendono a essere molto fluidi e privi di interruzioni o scatti tipici nei video reali. I movimenti degli oggetti e delle persone possono sembrare troppo perfetti e uniformi quando nella realtà spesso i movimenti sono meno precisi, soprattutto nel caso si tratti di video registrati in momenti concitati.</li>



<li><strong>Comportamenti Insoliti</strong>: Un segno distintivo dei video generati dall&#8217;<em>IA</em> è la presenza di comportamenti insoliti o impossibili. Ad esempio, potresti vedere oggetti o persone che si muovono in modi non naturali o che eseguono azioni fisicamente improbabili.</li>



<li><strong>Prospettiva e Luminosità Inconsuete</strong>: Presta attenzione alla prospettiva e alla luminosità inusuali nei video. Le <em>IA</em> potrebbero avere difficoltà a simulare la prospettiva realistica o a gestire la luce in modo coerente. Questo può manifestarsi come ombre irrealistiche o effetti di luce strani. Soprattutto nei riflessi, specchi o pozze di acqua, o nel movimento delle ombre rispetto ai punti luce.</li>



<li><strong>Audio Inconsistente</strong>: Non dimenticare l&#8217;audio. Se il suono in un video sembra strano o poco naturale, potrebbe essere un segno di generazione da parte dell&#8217;<em>IA</em>. Ad esempio, voci che suonano sintetiche, effetti sonori fuori posto, o parole non perfettamente sincronizzate con le labbra di chi parla.</li>



<li><strong>Movimenti Ripetitivi</strong>: Alcuni video generati dall&#8217;<em>IA</em> potrebbero presentare movimenti o azioni che sembrano ripetersi in modo identico. Questo è dovuto al fatto che l&#8217;<em>IA</em> può imparare dai dati di addestramento e ripetere schemi. Un po&#8217; come i deja voo in matrix.</li>



<li><strong>Qualità Troppo Alta o Troppo Bassa</strong>: Presta attenzione alla qualità del video. Se sembra troppo perfetta o, al contrario, troppo scadente, potrebbe essere un segno di generazione da parte dell&#8217;IA. Le IA cercano spesso di massimizzare l&#8217;aspetto estetico, il che può portare a una qualità visiva innaturale. Pensa sempre alla fonte da cui proviene il video: un filmato fatto al cellulare da un passante può essere perfettamente stabile e con una luminosità perfetta anche di notte? O al contrario un filmato eccessivamente caotico alla <em>The Blair Witch Project</em> è credibile in ogni situazione?</li>



<li><strong>Confronta con Video Reali</strong>: Se hai dubbi sulla natura di un video, cerca video reali simili per confrontarli. Gli elementi visivi e comportamentali sospetti saranno più evidenti quando vengono messi a confronto con video autentici.</li>



<li><strong>Utilizza Strumenti di Analisi</strong>: Esistono strumenti e software che possono aiutarti a riconoscere video generati dall&#8217;IA. Alcuni di questi strumenti utilizzano l&#8217;analisi dei movimenti e delle caratteristiche visive per individuare anomalie.</li>



<li><strong>Verifica la Fonte</strong>: Cerca informazioni sulla fonte del video. Ad esempio, se il video proviene da una fonte dubbia o poco conosciuta, potrebbe essere più probabile che sia stato generato artificialmente.</li>



<li><strong>Educarsi Continuamente</strong>: Poiché l&#8217;IA sta evolvendo costantemente, è importante educarsi in modo continuo sull&#8217;argomento. Segui gli sviluppi nell&#8217;IA e impara a riconoscere nuovi segnali di generazione.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alcuni strumenti di analisi utili</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>InVID Verification Plugin</strong>: Questo è un plugin per il browser che aiuta a verificare la provenienza e l&#8217;autenticità dei video online. È utile per identificare video manipolati o generati artificialmente. Può rilevare cambiamenti di pixel e altre anomalie. (<a href="https://www.invid-project.eu/tools-and-services/invid-verification-plugin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/mr35fhn6</a>)</li>



<li><strong>Forensically</strong>: Questo è un sito web che fornisce una suite di strumenti per analizzare immagini e video. Puoi utilizzarlo per rilevare modifiche e manipolazioni nelle immagini, tra cui la generazione da parte dell&#8217;IA. (<a href="https://29a.ch/photo-forensics/#forensic-magnifier" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/yck2xpbc</a>)</li>



<li><strong>TinEye Reverse Image Search</strong>: Questo strumento consente di effettuare una ricerca inversa delle immagini, il che significa che puoi caricare un&#8217;immagine e vedere se esiste su Internet in altre forme o contesti. Se l&#8217;immagine è stata generata dall&#8217;IA, potrebbe essere difficile trovare corrispondenze in altri contesti. (<a href="https://tineye.com/">https://tineye.com/</a>)</li>



<li><strong>Video Analyzers</strong>: Esistono strumenti di analisi video specializzati che possono individuare anomalie nei video, come movimenti irrealistici o modifiche pixel. Alcuni di questi strumenti possono essere utilizzati per l&#8217;analisi forense.</li>



<li><strong>Software di fotoritocco</strong>: Un software di fotoritocco come Photoshop (a pagamento) o Gimp (Gratuito) può essere utilizzato per esaminare dettagli avanzati nelle immagini, come livelli, canali e modifiche. Tuttavia, richiede una certa competenza nell&#8217;uso del software.</li>



<li><strong>Software di Analisi Audio</strong>: Per analizzare l&#8217;audio nei video, puoi utilizzare software di analisi audio come Audacity per individuare anomalie nelle registrazioni audio, come artefatti di sintesi vocale. (<a href="https://www.audacityteam.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.audacityteam.org/</a>)</li>



<li><strong>Algoritmi di Identificazione di Deepfake</strong>: Ci sono anche algoritmi e tool specializzati progettati per rilevare deepfake nei video. Alcuni di questi strumenti sono sviluppati da aziende di sicurezza informatica e università.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente nessuno di questi strumenti è infallibile, e la loro efficacia dipenderà dalla complessità della generazione dell&#8217;IA e dalla qualità dell&#8217;analisi. Spesso avviene anche il contrario, una foto scattata con un moderno smartphone spesso viene manipolata in maniera automatica per correggere dettagli come occhi rossi, luminosità scadente o altro, in questo caso un software potrebbe rilevare l&#8217;immagine come falsa o manipolata anche se è stata realizzata in presa diretta nel mondo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione di più strumenti e l&#8217;uso del buon senso nella verifica delle fonti sono le migliori strategie per identificare contenuti generati dall&#8217;<em>IA</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Fai da te le tue ricerche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 15:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo ormai da tempo nell&#8217;era dell&#8217;informazione, la tecnologia permette di condividere il sapere in tempi estremamente ridotti, tutto corre e sembra sempre più alla portata di tutti farsi un&#8217;opinione, capire, studiare, scavare nella conoscenza e così sono tanti quelli che non si fidano, quelli che fanno da sé le proprie ricerche. Il discrimine però tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Siamo ormai da tempo nell&#8217;era dell&#8217;informazione, la tecnologia permette di condividere il sapere in tempi estremamente ridotti, tutto corre e sembra sempre più alla portata di tutti farsi un&#8217;opinione, capire, studiare, scavare nella conoscenza e così sono tanti quelli che <em>non si fidano</em>, quelli che <em>fanno da sé le proprie ricerche</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il discrimine però tra fare queste ricerche in maniera accurata e farle in maniera superficiale però è spesso lo stesso discrimine tra scoprire una (probabile) verità e convincersi di una grande castroneria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto come si fa a trovare informazioni affidabili e scartare informazioni inaffidabili in tutto il marasma di pro-cose, no-cose, complotti falsi, e complotti veri?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente non ci sono metodi certi, anche il più esperto dei ricercatori della rete, come dei ricercatori di qualunque campo, può cadere in errore. Le cose importanti da sapere però sono poche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I Bias Cognitivi</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il&nbsp;<em>bias</em>&nbsp;cognitivo<strong>&nbsp;(pron.&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:IPA_per_l%27inglese">‘baiəs</a>)&nbsp;</strong>è un&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pattern">pattern</a>&nbsp;sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nel&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giudizio_(filosofia)">giudizio</a><strong><sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_cognitivo#cite_note-1">[1]</a></sup>. In&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia">psicologia</a>&nbsp;indica&nbsp;</strong>una tendenza a creare la propria realtà soggettiva<strong>, non necessariamente corrispondente all’evidenza,&nbsp;</strong>sviluppata sulla base dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_(filosofia)">interpretazione</a>&nbsp;delle informazioni in possesso<strong>, anche se non&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Logica">logicamente</a>&nbsp;o&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Semantica">semanticamente</a>&nbsp;connesse tra loro,&nbsp;</strong>che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio<strong>.<br><br>Un bias cognitivo&nbsp;</strong>è uno schema di deviazione del giudizio<strong>&nbsp;che si verifica in presenza di certi presupposti. I bias cognitivi sono forme di comportamento mentale evoluto. Alcuni rappresentano forme di adattamento, in quanto portano ad azioni più efficaci in determinati contesti, o permettono di prendere decisioni più velocemente quando maggiormente necessario. Altri invece&nbsp;</strong>derivano dalla mancanza di meccanismi mentali adeguati, o dalla errata applicazione di un meccanismo altrimenti positivo in altre circostanze<strong>. Questo fenomeno viene studiato dalla&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scienza_cognitiva">scienza cognitiva</a>&nbsp;e dalla&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_sociale">psicologia sociale</a>.</strong></p><cite>Fonte:&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_cognitivo">https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_cognitivo</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti siamo vittime, e beneficiari dei&nbsp;<em>Bias Cognitivi</em>. Sono il meccanismo che in natura ci permetteva di avere più paura del dovuto e ci faceva scappare dal pericolo in anticipo, sono quelli che ci permettono a volte di frenare in auto prima di aver realmente avuto il tempo di ragionare coscientemente sul pericolo.<br>Allo stesso tempo, però, sono il meccanismo per cui tendiamo a fidarci di quello che conferma le nostre idee. Se io sono convinto che un conoscente sia subdolo e ladro, avrò la tendenza a non fidarmi di un suo invito a bere una birra, indipendentemente dal fatto che altri mi dicano che è una bella persona. E così se sono convinto che un’informazione sia vera tenderò a fidarmi di chi la dà per vera, e di non fidarmi per chi la dà per falsa. Senza verificare.<br>Ne siamo tutti vittima, giornalisti, lettori, debunker, scienziati, bambini, adulti, psicologi… tutti senza distinzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire l’argomento consiglio questo articolo:&nbsp;<strong>I 23 bias cognitivi che ti incasinano la vita</strong>&nbsp;(<a href="https://www.efficacemente.com/mente/bias-cognitivi/">https://www.efficacemente.com/mente/bias-cognitivi/</a>)</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;effetto Dunning-Kruger</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>L&#8217;effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva ipotetica, a causa della quale individui poco esperti in un campo, tendono a sopravvalutare le proprie abilità.</strong></p><p><strong>Come descritto dagli socio-psicologi&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/David_Dunning">David Dunning</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Justin_Kruger">Justin Kruger</a>, la distorsione deriva da un&#8217;illusione interna nelle persone con scarse abilità e dalla loro errata percezione esterna delle persone estremamente abili, concludendo che: «l&#8217;errore di valutazione dell&#8217;incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri».</strong></p><p><strong>La distorsione è legata al pregiudizio cognitivo della superiorità illusoria e deriva dall&#8217;incapacità delle persone di riconoscere la loro mancanza di capacità. Senza l&#8217;autoconsapevolezza della metacognizione, le persone non possono infatti, oggettivamente, valutare il loro livello di competenza.</strong></p><cite><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger</a></cite></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/47/Effetto_Dunning-Kruger.png" alt="" width="536" height="402"/><figcaption>Grafico sull&#8217;effetto Dunning-Kruger, che mette in relazione la conoscenza percepita e l&#8217;esperienza effettiva</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;uso della paura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se quello che stiamo leggendo ci spaventa molto è il caso di sospettare. In questo periodo storico, soprattutto, molte notizie e molte informazioni tendono a spaventarci. La paura attiva altri <em>bias cognitivi</em> impedendo di ragionare in maniera razionale e di prenderci il tempo per capirne di più. Se una notizia ci spaventa c&#8217;è buona probabilità che sia stata scritta per spaventarci e attirarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto il succo è scritto nel titolo e l&#8217;articolo è povero di informazioni? Sembrerebbe proprio un attira-click fatto da qualcuno che non abbia competenze o conoscenze per sostenere poi l&#8217;argomentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi l&#8217;ha scritta? Ci sono nomi e cognomi, nomi di aziende, dati che siano verificabili?<br>Se non ce ne sono meglio bollare la notizia come falsa.<br>Se ce ne sono meglio andare a controllare le referenze di chi e cosa viene nominato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un titolo, anche un premio Nobel, non vuol dire una garanzia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ordine dei medici, come quello dei giornalisti, degli avocati, degli ingegneri, dei notai sono elenchi pubblici. Non è difficile andare a verificare se un dato personaggio per esempio &#8220;il Primario dell&#8217;ospedale tal dei tali&#8221; sia davvero un medico, se la sua specializzazione sia davvero quella dichiarata e se sia davvero primario di un dato ospedale. Sono tutte informazioni pubbliche ed è meglio verificarle prima di fidarsi. Ci sono tanti ciarlatani. Lo stesso vale ovviamente per un ingegnere, un avvocato o altro.<br>Se la persona che fa la dichiarazione non è titolata a farlo dovrebbe almeno citare qualche altra ricerca o persona che possa dare autorità alla propria affermazione. In caso contrario meglio bollarla come non verificabile e quindi non prenderla per vera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Neppure il Nobel è una garanzia. Il premio Nobel è un riconoscimento non sempre dato a persone che lo meritano a pieno, basti pensare al criticato premio Nobel per la Pace dato preventivamente a Barack Obama come presidente degli Stati Uniti. (Qui un approfondimento interessante: <a href="https://www.ilpost.it/2017/02/12/le-guerre-di-obama/">Le guerre di Obama &#8211; Il Post</a> <a href="https://www.ilpost.it/2017/02/12/le-guerre-di-obama/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ilpost.it/2017/02/12/le-guerre-di-obama/</a>).<br>Il premio Nobel, se ben meritato, dimostra comunque solamente che una persona ha ottenuto uno specifico grande risultato su uno specifico campo, non che quella persona sia un genio a tutto tondo. Un premio Nobel di un settore può non essere un&#8217;autorità in un altro, e un premio Nobel che abbia scoperto qualcosa di importante negli anni Sessanta non necessariamente ha negli anni Venti del secolo successivo le stesse competenze di chi è cresciuto e ha studiato usando nuove tecnologie all&#8217;epoca inesistenti.<br>Per fare un esempio un medico che abbia scoperto e studiato un virus con un microscopio negli anni Sessanta non è detto che oggi sia un esperto di bioinformatica in grado di sequenziare un genoma di un virus.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le fonti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni articolo scientifico almeno decente indica delle fonti. Le fonti sono altri articoli correlati che è possibile visionare, citazioni con l&#8217;indicazione di autore e libro/intervista/situazione in cui le frasi sono state dette, rimandi a ricerche altrettanto verificabili.<br>&#8220;Una ricerca scientifica&#8230;&#8221;, &#8220;La scienza dice&#8230;&#8221;, &#8220;Alcuni medici dicono&#8230;&#8221;, &#8220;Secondo alcuni studi&#8230;&#8221; sono tutte frasi che in un articolo scientifico non hanno motivo di esistere. Se un articolo usa frasi di questo genere non è da considerarsi affidabile. Diverso invece se viene specificato chi abbia fatto quella ricerca, dove, e dove sia stato pubblicato il relativo articolo. A quel punto sarà semplice fare come indicato nel precedente paragrafo: cercare informazioni sui ricercatori, sulla struttura e sull&#8217;articolo per vedere se sono credibili e se a loro volta riportano fonti e dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati e l&#8217;aneddotica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di dati è necessario parlare di grandi numeri e di statistiche. Non tutti padroneggiano questo genere di informazione e spesso è facile essere tratti in inganno, soprattutto se chi scrive vuole effettivamente trarci in inganno.<br>&#8220;Conosco una persona che&#8230;&#8221;, &#8220;A me è successo&#8230;&#8221;, &#8220;Alcuni ricercatori&#8230;&#8221;  e frasi di questo genere non trovano spazio in nessuna ricerca scientifica. Ma neppure test su poche centinaia di persone sono considerati attendibili. Ogni ricerca scientifica che si rispetti deve prendere in considerazione migliaia o milioni di casi (salvo ricerche specifiche dove questo non sia oggettivamente possibile o sensato).<br>Non a caso quando si parla di efficacia di qualcosa o di sicurezza di qualcosa si parla di percentuali. Se una ricerca dimostra che qualcosa funziona nel 99% dei casi è probabile che per quanto vicini a noi i casi in cui non funziona appartengano comunque a quell&#8217;1% di margine. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aneddotica invece è appunto la raccolta di aneddoti, &#8220;Conosco una persona che&#8230;&#8221;, &#8220;Alla mia amica è successo&#8230;&#8221;, &#8220;Su di me funziona&#8230;&#8221; e ha prevalentemente a che fare con quell&#8217;1% di margine e con l&#8217;<em>effetto placebo</em> o l&#8217;<em>effetto nocebo</em>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Un placebo è una sostanza inerte o un trattamento me­dico senza alcuna proprietà terapeutica, mentre l’effetto placebo, o risposta placebo, è la conseguenza della sua somministrazione. Tale effetto consiste in un cambiamento organico o mentale collegato al significato simbolico attribuito a un evento o a un oggetto in ambito sanitario. È importante sottolineare che l’effetto placebo è dovuto al contesto psicosociale nel quale si trova il pa­ziente sottoposto a terapia ed è costituito da qualsiasi oggetto o persona in relazione con il trattamento, capace di ‘comunicare’ al paziente che si sta effettuando una terapia e che quindi si prevede una riduzione dei sinto­mi nel prossimo futuro. Per misurare l’effetto placebo occorre escludere una serie di fattori che nulla han­no a che fare con l’effetto placebo reale.</strong></p><p><strong>[..]</strong></p><p><strong>L’effetto placebo può andare anche in direzione opposta. Se per es., il soggetto si aspetta l’incremento di un sintomo, questo può verificarsi realmente. In tal caso, si parla di effetto nocebo. Quest’ultimo è stato dimostrato in numerose condizioni, come il dolore e la&nbsp;<em>performance</em>&nbsp;motoria. I processi alla base dell’effetto nocebo sono praticamente gli stessi dell’effetto placebo, solo che vanno in direzione opposta: possono essere coinvolti meccanismi di aspettativa o condizionamento. Poco si sa sulle sue basi neurobiologiche, considerati gli inerenti problemi etici. Infatti, al fine di studiare l’effetto nocebo è necessario indurre aspettative negative, come effettuare, per es., una procedura che secondo il soggetto produrrà un aumento del dolore. In altre parole, una procedura nocebo induce stress nei soggetti che si sottopongono a essa, quindi è eticamente possibile indurre una risposta nocebo solo in condizioni particolari, per es., in soggetti volontari sani ma non in pazienti.</strong></p><cite>Fonte: <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/effetto-placebo-e-nocebo_%28XXI-Secolo%29/">EFFETTO PLACEBO E NOCEBO in &#8220;XXI Secolo&#8221; (treccani.it)</a></cite></blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">La Statistica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la statistica non è facile comprenderne a fondo le implicazioni per chi non ha avuto modo di studiarla ma proverò a scrivere un prontuario di frasi di cui diffidare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>In media/mediamente/la media dei casi</strong>: la media, senza ulteriori dati è spesso fuorviante. Basti pensare che se su dieci persone una mangia dieci polli e nove non ne mangiano, in media ogni persona ha mangiato un pollo. Infatti (10+0+0+0+0+0+0+0+0+0) / 10 = 1<br>Parlando di media sarebbe bene che venissero forniti almeno il range di valori, già dire che in media viene mangiato un pollo ma ci sono alcuni che ne mangiano due e alcuni che non ne mangiano aiuta a capire che probabilmente nessuno ne mangia tre e che quindi al massimo sono metà a mangiarne due e metà a non mangiarne e ci si fa un&#8217;idea del possibile squilibrio<br>(2+2+2+2+2+0+0+0+0+0) /10 = 1 oppure (2+2+2+1+1+1+1+0+0+0) /10 = 1<br>Proprio per questo, infatti, in statistica si definiscono indici più significativi come la varianza, la mediana o lo scarto quadratico medio, ma non sono molto adatti alla lettura da parte di un cittadino medio, o di un giornalista medio.</li><li><strong>Rispetto al periodo precedente gli eventi sono raddoppiati/triplicati/dimezzati:</strong> anche in questo caso per valutare è necessario sapere se nel periodo precedente c&#8217;era stato un singolo evento e in questo due, o se nel precedente erano un milione e ora due milioni. C&#8217;è una certa differenza e se il dato non viene fornito, meglio diffidare o informarsi, potrebbe essere il classico <em>titolone spaventone</em>.</li><li><strong>Rispetto al periodo precedente gli eventi sono millecinquecentosessantadue in più/meno:</strong> vale lo stesso del precedente paragrafo. Il numero a cosa si riferisce? Quanti erano prima e quanti dopo? Quanto è la popolazione completa? Perché se si parla di mille italiani si parla di mille su 60 milioni, mille israeliani sono mille su 9 milioni, mille statunitensi sono mille su 328 milioni. Le proporzioni in questo caso contano, e parecchio.<br>Per esempio, se si parla di posti di lavori presi o persi è sbagliato rapportarli ai 60 milioni di italiani, meglio rapportarli ai&nbsp;23 milioni di occupati e se si parla di 1000 posti di lavoro persi o trovati possono sembrare moltissimi, e per ognuno di quei mille può essere un grosso dramma, ma rapportati a 23 milioni risulta una percentuale piuttosto bassa, se invece si tratta di dipendenti di una singola azienda potrebbero essere moltissimi. Tutto dipende essenzialmente dal contesto.</li><li><strong>Correlazione dei dati:</strong> una correlazione può essere apparente, non basta che i dati si somiglino per rendere la correlazione è reale. Come non basta che due fatti siano temporalmente consequenziali. Confrontando per esempio i soldi spesi negli stati uniti per scienza, spazio e tecnologia con il numero di suicidi per stritolamento, strangolamento e soffocamento tra il 1999 e il 2009 i dati sembrano fortemente correlati. Ciò nonostante, credo che anche il complottista più spinto non arriverebbe a considerare i soldi spesi per scienza, spazio e tecnologia come causa dei suicidi per stritolamento, strangolamento e soffocamento, o i casi di suicidi per stritolamento, strangolamento e soffocamento causa dei soldi spesi per scienza, spazio e tecnologia. Prima di dichiarare vera una correlazione tra due eventi serve esaminare altri dati o mettersi nelle mani di qualcuno che di statistica ci capisca davvero per capire come quei dati siano stati raccolti generati o rappresentati.</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="7229" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/grafico-assurdo/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo.jpeg?fit=2080%2C820&amp;ssl=1" data-orig-size="2080,820" data-comments-opened="1" data-image-title="Grafico Assurdo" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo.jpeg?fit=1024%2C404&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo.jpeg?resize=852%2C336&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7229" width="852" height="336"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo il fatto che io abbia mangiato della pastasciutta prima di subire un grosso incidente non implica necessariamente che la colpa dell&#8217;incidente sia imputabile alla pastasciutta.<br>Anche nel caso che il legame apparente tra due eventi sia apparentemente più stretto, ad esempio che siano entrambi eventi medici, o entrambi eventi meccanici.<br>Se il gommista mi ha cambiato le gomme e poi mi si è rotto lo spinterogeno, i due eventi non sono necessariamente collegati. Anche se la parola <em>spinterogeno </em>sembra una cosa brutta e spaventosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere qualcuno di cui fidarsi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fidarsi di qualcuno è necessario. Quando saliamo su un aereo scegliamo -magari inconsciamente- di fidarci degli ingegneri che lo hanno progettato, di chi ha scelto quanto carburante caricare (perché sì, non vanno col pieno, dipende dal peso del carico e dalla distanza), di chi ha fatto la manutenzione del mezzo. Lo stesso lo facciamo quando entriamo in una casa, passiamo su un ponte, usiamo lo smartphone (per esempio la batteria se mal realizzata potrebbe esplodere), l&#8217;allarme di casa, un qualunque elettrodomestico, l&#8217;automobile, la moto, perfino la bicicletta. Certo in molti casi preferiamo una marca a un&#8217;altra, un produttore a un altro, un professionista a un altro. Non c&#8217;è nulla di male.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo nessuno è onnisciente e il limite di <em>cercare da sé le informazioni</em> è che a un certo punto bisogna fidarsi. Si può scavare all&#8217;infinito ma prima o poi ci si scontrerà sempre con una ricerca o qualcosa che non possiamo verificare e toccare con mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La distanza tra Sole e Terra è in media 149,60 milioni di chilometri, ma un cittadino medio non ha gli strumenti per verificare se tale distanza sia corretta, la circonferenza della terra è di circa 40.075&nbsp;chilometri, si può calcolare in autonomia verificando la curvatura della terra misurando l&#8217;orizzonte da più altezze ma chi ha il tempo e la voglia di verificarlo? Eppure, se la <em>scienza ufficiale</em> ci stesse mentendo su questo dato magari le compagnie aeree ci starebbero facendo pagare più soldi di biglietto fingendo di coprire distanze diverse dal vero!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, a un certo punto finiamo per fidarci di uno o di un altro esperto, di uno o di un&#8217;altra ricerca. Ma di chi fidarsi?<br>La scienza funziona per <em>peer review</em>, in pratica tutto è pubblico e ognuno può verificare le ricerche degli altri. Se la maggioranza di quelli che hanno le competenze su un argomento la pensano in un certo modo è probabile che quella sia la cosa giusta, fermo restando che chi non è d&#8217;accordo può sempre confutare le ricerche con altre ricerche, le quali subiranno <em>peer review</em> e in caso di rivoluzioni presto o tardi la maggior parte cambierà opinione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contrariamente a quanto si racconti non ci sono mai state vere <em>rivoluzioni</em>, ma sempre <em>evoluzioni</em>, anche Galilei e Copernico hanno &#8220;solo&#8221; evoluto le teorie Tolemaiche evidenziandone le criticità, anche Newton ha &#8220;solo&#8221; allargato le teorie di Copernico correggendone dei difetti, anche Einstein ha &#8220;solo&#8221; allargato correggendone dei difetti delle teorie di Newton. Ogni grande <em>evoluzione scientifica</em> poggia ben salda i piedi sulle teorie precedenti. Tutto il resto, l&#8217;inquisizione, le abiure, i roghi, non hanno a che fare con la scienza e la sua evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quindi di chi fidarci? Se si tratta di persone meglio fare una ricerca delle referenze sullo specifico albo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Albo dei medici: <a href="https://portale.fnomceo.it/cerca-prof/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://portale.fnomceo.it/cerca-prof/</a></li><li>Albo degli ingegneri: <a href="https://www.cni.it/albo-unico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.cni.it/albo-unico</a></li><li>Albo degli avvocati: <a href="https://www.consiglionazionaleforense.it/ricerca-avvocati" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.consiglionazionaleforense.it/ricerca-avvocati</a></li><li>Albo dei notai: <a href="https://www.notariato.it/it/trova-notaio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.notariato.it/it/trova-notaio</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Si possono cercare le referenze di &#8220;Scienziato tal dei tali dell&#8217;università pinco palla&#8221; sul sito dell&#8217;università stessa, si può valutare se quando porta una tesi su un argomento cita fonti verificabili e provare a verificarle. Poi ovviamente conta anche il modo di esprimersi, rispettoso o meno, chiaro o meno. Ma come se per fidarci di un aereo preferiamo un Boeing invece di un Vattelapesca, sia che viaggiamo con una compagnia di bandiera che se viaggiamo con una compagnia low-cost, resta fondamentale che la prima scelta siano il curriculum e la sua dimostrabilità, come la dimostrabilità delle sue affermazioni.<br>Per esempio, il 90% di quelli che usano la parola <em>quantistico</em> o peggio <em>quantico</em> non sono fisici ma usano termini di fisica per giustificare fuffa <em>new age</em>, e per scoprirli basta verificare il loro curriculum.<br>A meno che per <em>Quantico</em> non intendano la città della Virginia negli Stati Uniti ovviamente&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fidarsi per partito preso di chi urla di più o di chi dice quello che vogliamo sentirci dire è sempre un errore. Anche se poi quello che viene detto si rivela vero è il processo che abbiamo scelto per fidarci a essere scorretto. Poi, ovviamente, dopo aver verificato a sufficienza come è giusto che sia possiamo scegliere di fidarci di quella fonte senza dover verificare punto per punto, sempre però con la consapevolezza che anche quella che abbiamo scelto come fonte di fiducia sarà comunque passibile di errori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conoscenza ed esperienza su come vengano fabbricate le notizie false</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, è importante studiare e capire come funzionino le Fake News, per questo non posso che rimandare alla mia serie di articoli sulle <a href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/fake-news/?order=asc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">serie di articoli.</a> (<a href="https://short.staipa.it/fake" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/fake</a>)</p>
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		<title>WhatsApp, nuova funzione anti Fake News</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/whatsapp-nuova-funzione-anti-fake-news/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2020 07:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Critico]]></category>
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		<category><![CDATA[WhatsApp]]></category>
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					<description><![CDATA[WhatsApp oltre a essere l&#8217;applicazione di messaggistica più usata in Italia e in molte parti del mondo, è fisiologicamente uno dei principali vettori di diffusione delle Fake News. Già lo scorso anno gli sviluppatori dell&#8217;applicazione avevano aggiunto un blocco sul numero degli inoltri che è possibile fare per un singolo messaggio, lo scopo era quello [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">WhatsApp oltre a essere l&#8217;applicazione di messaggistica più usata in Italia e in molte parti del mondo, è fisiologicamente uno dei principali vettori di diffusione delle <em>Fake News</em>. Già lo scorso anno gli sviluppatori dell&#8217;applicazione avevano aggiunto un blocco sul numero degli inoltri che è possibile fare per un singolo messaggio, lo scopo era quello di rendere più difficile, per una notizia diventare <em>virale</em> (anche se questo termine oggi non è così <em>bello da usare</em>). Lo scopo è stato raggiunto in termine di una grossa diminuzione di invio dei messaggi ma la tendenza resta quella di inoltrarli senza fare alcuna verifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito per i più virtuosi che le verifiche invece preferiscono farle consiglio i miei articoli a questo link: <a href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/fake-news/?order=asc">https://www.staipa.it/blog/fake</a><a href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/fake-news/?order=asc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">news</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni WhatsApp, sta attivando in Italia una nuova funzione che ha lo scopo di diminuire ulteriormente il diffondersi delle <em>Fake News</em>. Come ho già scritto più volte è difficile, se non impossibile, creare una struttura superpartes che verifichi se una notizia è vera o no, soprattutto quando alcune informazioni possono essere interpretate in maniera diversa a seconda della sensibilità o dell&#8217;orientamento politico. Chi deve imparare a distinguere siamo noi stessi. Se le <em>Fake News</em> si diffondono è essenzialmente colpa di chi ci crede e non verifica (<a href="https://www.staipa.it/blog/la-colpa-delle-fake-news-e-vostra/">https://wp.me/pQMJM-1PG</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova funzione di WhatsApp in effetti sarà una piccola lente di ingrandimento che permetterà di cercare in automatico sul web il testo della &#8220;news&#8221; ricevuta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="891" height="367" data-attachment-id="7653" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/whatsapp-nuova-funzione-anti-fake-news/whatsapp-ricerca-web1-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?fit=891%2C367&amp;ssl=1" data-orig-size="891,367" data-comments-opened="1" data-image-title="whatsapp-ricerca-web1-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?fit=891%2C367&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=891%2C367&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7653" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?w=891&amp;ssl=1 891w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=300%2C124&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=768%2C316&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=640%2C264&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=100%2C41&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=24%2C10&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=36%2C15&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/whatsapp-ricerca-web1-1.jpg?resize=48%2C20&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 891px) 100vw, 891px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come già visto nell&#8217;articolo &#8220;<em>Come riconoscere una Fake News? Parte 5</em>&#8221; (<a href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1TD</a>) il più delle volte basta davvero una piccolissima ricerca per scoprire che la notizia è falsa e che sono già stati scritti articoli per dimostrarlo. Questo tasto, nelle intenzioni degli sviluppatori di WhatsApp ha appunto lo scopo di abituare gli utenti a fare una minuscola ricerca prima di credere e prima di condividere una notizia ricevuta. Semplicemente rendere immediato quello che ognuno di noi dovrebbe fare ogni volta che riceve qualche cosa di sensazionale.<br>Al momento questa funzione sarà attivata solamente sui messaggi che hanno ricevuto un alto numero di inoltri e condivisioni, e che quindi sono potenzialmente quelli più pericolosi da questo punto di vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se qualcuno avesse il dubbio che l&#8217;esistenza di questa funzione dimostri il fatto che WhatsApp è in grado di leggere i messaggi che inviamo e che quindi la <em>crittografia end to end</em> non sia reale non è così. WhatsApp sa quante volte un messaggio è stato inoltrato ed è in grado di seguire il percorso di tali inoltri, ma non di conoscere il contenuto dello stesso. In pratica è come se avesse in mano una busta chiusa e sapesse a quanti l&#8217;ha recapitata. Se la busta viene recapitata troppo suggerisce a chi la apre di controllarne il contenuto.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Fonte: <a href="https://blog.whatsapp.com/search-the-web">https://blog.whatsapp.com/search-the-web</a></p>
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		<title>Come riconoscere una Fake News? Parte 6: Strumenti di indagine per le immagini</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 14:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver approfondito e capito come funzionano le <em>Fake News</em> e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell&#8217;esserci incappati abbiamo iniziato a vedere gli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle <em>Fake News</em>. Molto spesso, per convincere della veridicità di una notizia vengono usate come prova delle foto. Sicuramente è il metodo più sicuro per convincere, ma spesso è anche il metodo più veloce per farsi scoprire.<br>Nella gran parte dei casi sono i piccoli dettagli a farci scoprire l&#8217;inganno e non è assolutamente facile dare un metodo utile a scoprire tutti i casi di <em>foto false</em>. Proverò a proporre alcuni strumenti ed alcune metodologie, spesso una o l&#8217;altra funzionano, molto più spesso però sono l&#8217;esperienza e l&#8217;inventiva di chi indaga a fare la differenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Google Immagini</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Avete una foto e volete sapere cosa sia e dove sia stata scattata. Non funziona sempre ma un buon tentativo è sempre quello di usare google immagini all&#8217;indirizzo <a href="https://images.google.it/">https://images.google.it/</a></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" data-attachment-id="7335" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/wp_20171120_22_14_33_pro/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?fit=1280%2C720&amp;ssl=1" data-orig-size="1280,720" data-comments-opened="1" data-image-title="WP_20171120_22_14_33_Pro" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?fit=920%2C518&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7335" style="width:559px;height:314px" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=100%2C56&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=24%2C14&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=36%2C20&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/WP_20171120_22_14_33_Pro.jpg?resize=48%2C27&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A volte, anche una foto di qualità non particolarmente alta con un scorcio non immediato da riconoscere, viene riconosciuto con facilità dai servizi di Google.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="690" height="388" data-attachment-id="7344" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/goo-immagini/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Goo-Immagini.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" data-orig-size="690,388" data-comments-opened="1" data-image-title="Goo-Immagini" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Goo-Immagini.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Goo-Immagini.gif?resize=690%2C388&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7344"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E può essere un buon punto di partenza per un&#8217;indagine. Spesso è in grado di riconoscere il volto di persone note, scorci di ambienti, oggetti e molto altro. Tra l&#8217;altro cercando in questo modo un&#8217;immagine ci viene indicato se la stessa è stata pubblicata altrove in altri momenti. Spessissimo ci permette ad esempio di scoprire che la foto usata in un articolo e spacciata come scoop possa essere in realtà una foto di repertorio o peggio una foto decontestualizzata e riutilizzata altrove.<br>Allo stesso modo se la foto è già nuova è possibile cercare a ritroso nel tempo per trovare quale sia la fonte che l&#8217;ha pubblicata per prima. Per le ricerche per data invito a leggere il mio precedente articolo <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/" target="_blank">https://wp.me/pQMJM-1TD</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre volte, più semplicemente ci permette di trovare la foto originale da cui è stata creata quella contraffatta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter is-resized"><img data-recalc-dims="1" height="576" width="768" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2017/03/foto_protesta_catalana_bandiera-768x576.jpg?resize=768%2C576" alt="" style="width:546px;height:410px"/></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2017/03/foto_protesta_catalana__senza_bandiera.jpg" alt="" style="width:537px;height:403px"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti i browser moderni, facendo click con il tasto destro del mouse è in genere possibile fare una ricerca per immagini.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="690" height="388" data-attachment-id="7342" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/ricerca-per-immagini/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Ricerca-Per-immagini.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" data-orig-size="690,388" data-comments-opened="1" data-image-title="Ricerca-Per-immagini" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Ricerca-Per-immagini.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Ricerca-Per-immagini.gif?resize=690%2C388&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7342"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Visualizzazione dei Metadata della foto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se un autore di <em>Fake News</em> è un bravo mentiore sa sicuramente che nei file di immagine possono esserci delle informazioni che si chiamano <em>metadata</em> e che possono dirci molto della foto, ma se la foto arriva da una fonte meno raffinata è possibile fare un tentativo. <br>Aprendo un file da computer, con qualunque sistema moderno, c&#8217;è la possibilità di visualizzare le informazioni di una foto </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="3576" height="1940" data-attachment-id="7338" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/image-37/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-37.png?fit=3576%2C1940&amp;ssl=1" data-orig-size="3576,1940" data-comments-opened="1" data-image-title="image-37" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-37.png?fit=1024%2C556&amp;ssl=1" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-37.png?fit=920%2C500&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7338" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-37.png?w=3576&amp;ssl=1 3576w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-37.png?resize=300%2C163&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-37.png?w=2000&amp;ssl=1 2000w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-37.png?w=3000&amp;ssl=1 3000w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A volte possiamo sapere perfino dove sia stata scattata, in che data, che tipo di obbiettivo e di dispositivo sia stato usato. Raramente questo accade sulle foto pubblicate sulle testate giornalistiche ma quasi sempre sulle foto inviate da amici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Google Street View</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Google Street view? Cosa c&#8217;entra con le foto? C&#8217;entra moltissimo.  Il servizio Google Maps <a href="https://www.google.it/maps">https://www.google.it/maps</a>, permette di visualizzare una versione &#8220;passeggiabile&#8221; delle mappe, in una versione fotografica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="690" height="388" data-attachment-id="7331" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/street-view/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Street-View.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" data-orig-size="690,388" data-comments-opened="1" data-image-title="Street-View" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Street-View.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Street-View.gif?resize=690%2C388&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7331"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso in caso di attentati, incidenti o fatti di cronaca viene indicato il luogo dove è avvenuto. Con Google Street View è  possibile visitare virtualmente il luogo. Ovviamente le immagini sono prese in un momento nel passato che potrebbe non esserci utile, ma ad esempio nel caso delle notizie sui danni precedenti al crollo del ponte di Genova anche Google Street View è stato utile per ricostruire parecchie informazioni</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-twitter"><blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Qualcuno sostiene che sia una foto scattata molti anni fa, addirittura nel 2006. C&#39;è un elemento che è presente nella foto (evidenziato) che non è presente nelle foto scattate per Google Street View nel 2011 (<a href="https://t.co/aR535oXnGJ">https://t.co/aR535oXnGJ</a>) e 2015 (<a href="https://t.co/Xw0kGT4PYu">https://t.co/Xw0kGT4PYu</a>). <a href="https://t.co/649IJP2hym">pic.twitter.com/649IJP2hym</a></p>&mdash; David Puente (@DavidPuente) <a href="https://twitter.com/DavidPuente/status/1029718348945403906?ref_src=twsrc%5Etfw">August 15, 2018</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso in altre situazioni come nella &#8220;Strage di Nizza&#8221; (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Nizza">https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Nizza</a>) dove alcuni complottisti hanno urlato al &#8220;False Flag&#8221; (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/False_flag">https://it.wikipedia.org/wiki/False_flag</a>) portando a prova alcune foto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">jpeg-snoop</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Jpeg-snoop è una piccola applicazione scaricabile gratuitamente a questo indirizzo: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.impulseadventure.com/photo/jpeg-snoop.html" target="_blank">tinyurl.com/y8u8rkw3</a>. Fornisce moltissime informazioni su una foto, compresi numerosi dati tecnici. Alla fine dell&#8217;analisi fornisce anche la probabilità che la foto sia contraffatta ma per i test che ho fatto quest&#8217;ultima funzione non è molto affidabile perché probabilmente si basa sui livelli di compressione delle varie zone dell&#8217;immagine e i software delle fotocamere degli smartphone di oggi tendono a <em>migliorare</em> le immagini di fatto modificandole a monte e quindi vanificando questo genere di software.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Metodi empirici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molto più spesso si riesce a scoprire il falso in una foto da metodi empirici, ossia osservando i dettagli.<br>I dettagli più difficili da contraffare sono ad esempio le ombre ed i riflessi. Non è affatto facile realizzare con un editor di immagini un ombra che sia esattamente coerente con la posizione della luce o con la forma del terreno, per questo spesso ci si accorge della contraffazione analizzando le differenze tra la parte di foto aggiunta e il resto. Lo stesso vale con i riflessi. Per esempio se qualcuno ha creduto che ci si possa fare un selfie guidando un aereo, basta guardar il riflesso negli occhiali del pilota per scorgere la pista di atterraggio e il selfie stick.</p>



<div data-carousel-extra='{&quot;blog_id&quot;:1,&quot;permalink&quot;:&quot;https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/&quot;}'  class="wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-columns"><div class="has-rounded-corners-20"><div class="tiled-gallery__gallery"><div class="tiled-gallery__row"><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:100%"><figure class="tiled-gallery__item"><img decoding="async" data-attachment-id="7349" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/image-38/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-38.png?fit=438%2C329&amp;ssl=1" data-orig-size="438,329" data-comments-opened="1" data-image-title="image-38" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-38.png?fit=438%2C329&amp;ssl=1" role="button" tabindex="0" aria-label="Apri immagine 1 di 2 a schermo intero" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-38.png?strip=info&#038;w=438&#038;ssl=1 438w" alt="" data-height="329" data-id="7349" data-link="https://www.staipa.it/blog/?attachment_id=7349" data-url="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-38.png" data-width="438" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-38.png?ssl=1" data-amp-layout="responsive" tabindex="0" role="button" aria-label="Apri immagine 1 di 2 a schermo intero"/></figure><figure class="tiled-gallery__item"><img decoding="async" data-attachment-id="7350" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/occhiali-pilota/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/occhiali-pilota.png?fit=791%2C355&amp;ssl=1" data-orig-size="791,355" data-comments-opened="1" data-image-title="occhiali-pilota" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/occhiali-pilota.png?fit=791%2C355&amp;ssl=1" role="button" tabindex="0" aria-label="Apri immagine 2 di 2 a schermo intero" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/occhiali-pilota.png?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/occhiali-pilota.png?strip=info&#038;w=791&#038;ssl=1 791w" alt="" data-height="355" data-id="7350" data-link="https://www.staipa.it/blog/?attachment_id=7350" data-url="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/occhiali-pilota.png" data-width="791" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/occhiali-pilota.png?ssl=1" data-amp-layout="responsive" tabindex="0" role="button" aria-label="Apri immagine 2 di 2 a schermo intero"/></figure></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Altre volte invece ci vuole un certo spirito di osservazione. Tempo fa questa foto è stata considerata come la foto di un terrorista che si è fatto esplodere in un attentato suicida a Parigi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/web.archive.org/web/20170222034529/https%3A//vice-images.vice.com/images/content-images/2015/11/17/gamergate-members-are-responsible-for-the-terrorist-photograph-of-journalist-veerender-jubbal-503-body-image-1447772794.jpg?ssl=1" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarebbe stato difficile capire di aver preso un granchio osservando bene la foto. Sarebbe bastato farsi alcune domande: perché il ragazzo dovrebbe essere così sorridente? Perché dovrebbe avere un  copricapo Sikh se era un terrorista islamico? Perché le spine di corrente che si vedono sono quelle usate in Usa e in Canada e non quelle francesi? Perché la zona attorno alle dita, delle braccia e al presunto Corano sembra di colore così strano?<br>Vorrei aggiungere anche che nell&#8217;angolo a destra della vasca da bagno sembra esserci un oggetto con una forma che&#8230; potrebbe far pensare ad uno scherzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente si è rivelata essere una foto falsa, nonostante fosse già stata ampiamente pubblicata da tutti i giornali del mondo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/web.archive.org/web/20170222034527/https%3A//vice-images.vice.com/images/content-images-crops/2015/11/17/gamergate-members-are-responsible-for-the-terrorist-photograph-of-journalist-veerender-jubbal-503-body-image-1447772935-size_1000.jpg?ssl=1" alt="" style="width:595px;height:796px"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta della foto del giornalista <strong>canadese</strong> Veerender Jubbal, i religione <strong>Sikh</strong>, senza un <strong>Corano</strong> in mano.<br>E senza quello strano oggetto nell&#8217;angolo della vasca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Clio Makeup ha fatto una carrellata di errori tipici in fase di rielaborazione delle immagini per quanto riguarda le star. Spesso per migliorare una parte del fisico si deforma quella e di conseguenza lo sfondo, o un&#8217;altra parte su cui si focalizza meno l&#8217;attenzione. (<a href="https://blog.cliomakeup.com/2019/08/foto-ritoccate-male-photoshop-errori-star/">https://blog.cliomakeup.com/2019/08/foto-ritoccate-male-photoshop-errori-star/</a>)</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1176" height="1400" data-attachment-id="7355" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/image-42/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?fit=1176%2C1400&amp;ssl=1" data-orig-size="1176,1400" data-comments-opened="1" data-image-title="image-42" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?fit=860%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?fit=860%2C1024&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7355" style="width:555px;height:661px" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?w=1176&amp;ssl=1 1176w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=252%2C300&amp;ssl=1 252w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=860%2C1024&amp;ssl=1 860w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=768%2C914&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=403%2C480&amp;ssl=1 403w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=84%2C100&amp;ssl=1 84w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=20%2C24&amp;ssl=1 20w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=30%2C36&amp;ssl=1 30w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-42.png?resize=40%2C48&amp;ssl=1 40w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra regola di oggi è &#8220;se è in bassa definizione è quasi certamente falsa&#8221;, oggi possediamo tutti uno smartphone che fa foto incredibilmente belle, ormai è quasi matematico che perfino nel rarissimo caso di un aereo che precipita qualcuno fa in tempo a farne una foto o un filmato di definizione discreta. Possibile che tutte le foto e i filmati di avvistamenti ufologici siano in bassa definizione? Probabilmente molti di questi sono artefatti grafici, o foto e filmati modificati. Perdendo molta definizione si tende a perdere anche le prove della contraffazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riassumendo il metodo migliore è purtroppo l&#8217;esperienza. Controllare i riflessi, le ombre, le zone che possono presentare dei pixel di colore strano o sbagliato e guardare gli oggetti che compaiono nella foto per vedere se si nota qualcosa di <em>fuori posto</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E per i video?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I video hanno lo stesso genere di problematica delle foto, ma spesso sono più difficili da riconoscere in quanto la Computer Grafica sotto alcuni aspetti è molto avanzata. Vanno osservati su schermi ad alta definizione e fermati di tanto in tanto per visualizzare singoli frame. Soprattutto nei momenti di &#8220;entrata in scena&#8221; e di &#8220;uscita di scena&#8221; dell&#8217;oggetto o persona o situazione che vogliamo verificare. Abbiamo l&#8217;esperienza che nei film si riescono a fare cose incredibili ma spesso le esplosioni o le scene mirabolanti ci danno la sensazione di &#8220;sbagliato&#8221; e di poco credibile. <br>Negli ultimi anni si parla di Deepfake (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Deepfake">https://it.wikipedia.org/wiki/De</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Deepfake" target="_blank">epfake</a>) che rappresenta la capacità di software complessi di imitare il volto di una persona e i movimenti facciali per creare un falso filmato</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="550" height="310" src="https://www.youtube.com/embed/cQ54GDm1eL0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=35&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati non sono ancora perfetti, osservando in particolare la bocca e gli occhi si vede che qualcosa non va, ma le cose stanno procedendo abbastanza in fretta. Al momento non ci sono grandi strumenti pubblici per verificare che un video non sia un <em>Deepfake</em> tuttavia si stanno sviluppando parallelamente ai software in grado di realizzare questo genere di video anche quelli per scoprirli.<br>In futuro probabilmente questa inizierà ad essere una sfida importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.invid-project.eu/">Invid project</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda i video esiste un interessante progetto, Invid project (<a href="https://www.invid-project.eu/">https://www.invid-project.eu/</a>) che propone un&#8217;estensione per Google Chrome, Microsoft Edge (tutti le estensioni Chrome sono compatibili con Edge) e Firefox. Permette di fare del <em>debunking</em> di video, in particolare video pubblicati sui social network.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="550" height="310" src="https://www.youtube.com/embed/nmgbFODPiBY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio è in continua evoluzione e permette dei discreti risultati in poco tempo.</p>
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		<title>Come riconoscere una Fake News? Parte 5: Strumenti di indagine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 15:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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		<category><![CDATA[Debunker]]></category>
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		<category><![CDATA[Leggende Metropolitane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Critico]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell&#8217;esserci incappati arriviamo finalmente agli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News. Archive.org Archive.org forse non è propriamente uno strumento per riconoscere o indagare su una Fake News ma molte volte ci viene in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver approfondito e capito come funzionano le <em>Fake News</em> e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell&#8217;esserci incappati arriviamo finalmente agli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle <em>Fake News</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Archive.org</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a rel="noreferrer noopener" href="https://archive.org/" target="_blank">Archive.org</a> forse non è propriamente uno strumento per riconoscere  o indagare su una <em>Fake News</em> ma molte volte ci viene in aiuto quando un articolo su una testata giornalistica viene modificato senza scuse e spiegazioni per recuperare la versione vecchia. Si tratta di un servizio che archivia tutti i siti internet periodicamente. Le testate giornalistiche hanno un numero di salvataggi altissimi, i blog semisconosciuti come il mio molto meno.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="7358" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-43/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?fit=1947%2C1706&amp;ssl=1" data-orig-size="1947,1706" data-comments-opened="1" data-image-title="image-43" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?fit=1024%2C897&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?fit=920%2C806&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7358" width="666" height="583" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?w=1947&amp;ssl=1 1947w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?resize=300%2C263&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?resize=1024%2C897&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?resize=768%2C673&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-43.png?resize=1536%2C1346&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /><figcaption>La prima pagina di Repubblica.it del 09 Febbraio del 2006</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sul sito è possibile anche forzare l&#8217;archiviazione di una pagina</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="7359" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-44/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?fit=1276%2C402&amp;ssl=1" data-orig-size="1276,402" data-comments-opened="1" data-image-title="image-44" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?fit=1024%2C323&amp;ssl=1" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?fit=920%2C290&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7359" width="459" height="145" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?w=1276&amp;ssl=1 1276w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=300%2C95&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=1024%2C323&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=768%2C242&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=640%2C202&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=100%2C32&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=24%2C8&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=36%2C11&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-44.png?resize=48%2C15&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa utile, ad esempio, quando si vuole salvarne una versione prima che venga modificata. A differenza di un semplice screenshot questo salvataggio è su un servizio super-partes e per tanto ha valore dimostrativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uso avanzato di Google</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In Google c&#8217;è quasi sempre la risposta ha tutto. Ma a volte è difficile trovarla, vero? Non è l&#8217;unico motore di ricerca al mondo ma sicuramente più diffuso in Italia. Ci sono moltissime alternative e forse, se stessi parlando di sicurezza e privacy non sarebbe primo il motore di ricerca che consiglierei. Tuttavia riguardo agli strumenti di indagine e ricerca avanzata è sotto certi aspetti molto più avanti di altri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Operatori di ricerca avanzata su Google</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Google ha sviluppato alcuni <em>operatori</em>, che possono essere utilizzati all&#8217;interno delle ricerche per arricchirle. Alcuni di questi funzionano anche sugli altri motori di ricerca perché nel tempo sono stati &#8220;copiati&#8221; e sono diventati uno standard. Usarli è semplice, basta aggiungere pochi simboli o parole.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>site</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2143" height="299" data-attachment-id="7300" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-20/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?fit=2143%2C299&amp;ssl=1" data-orig-size="2143,299" data-comments-opened="1" data-image-title="image-20" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?fit=1024%2C143&amp;ssl=1" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?fit=920%2C128&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7300" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?w=2143&amp;ssl=1 2143w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=300%2C42&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=1024%2C143&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=768%2C107&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=1536%2C214&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=2048%2C286&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=640%2C89&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=100%2C14&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=24%2C3&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=36%2C5&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-20.png?resize=48%2C7&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">aggiungendo una stringa del tipo <em>site:www.ilmiosito.it</em> google cercherà i termini solamente all&#8217;interno del sito specificato. Utile per cercare se lo stesso sito ha trattato l&#8217;argomento altre volte, se ci ricordiamo di aver letto su quel sito qualcosa ma non lo troviamo più, se volgiamo sapere cosa ne pensa una data testata su un certo argomento e per moltissime altre situazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>*</strong> (asterisco)</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-style-rounded"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="80" data-attachment-id="7302" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-21/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?fit=2161%2C168&amp;ssl=1" data-orig-size="2161,168" data-comments-opened="1" data-image-title="image-21" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?fit=1024%2C80&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=1024%2C80&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7302" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=1024%2C80&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=300%2C23&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=768%2C60&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=1536%2C119&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=2048%2C159&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=640%2C50&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=100%2C8&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=24%2C2&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=36%2C3&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-21.png?resize=48%2C4&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Aggiungendo un asterisco stiamo dichiarando di stare cercando una frase o qualcosa che inizi con quelle parole. Ad esempio è diverso cercare &#8220;il cammino&#8221; o &#8220;il cammino*&#8221; nel primo caso tra i primi risultati avremo la canzone omonima di Ramazzotti e risultati che abbiano a che fare prettamente con &#8220;il cammino&#8221;, nel secondo troveremo verranno scartati questo genere di risultati e privilegiati siti che parlano ad esempio de <em>il cammino di Santiago</em>, i<em>l cammino di Dante</em>, <em>il cammino dei briganti.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">+ (più)</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2117" height="176" data-attachment-id="7303" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-22/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?fit=2117%2C176&amp;ssl=1" data-orig-size="2117,176" data-comments-opened="1" data-image-title="image-22" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?fit=1024%2C85&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?fit=920%2C76&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7303" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?w=2117&amp;ssl=1 2117w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?resize=300%2C25&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?resize=1024%2C85&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?resize=768%2C64&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?resize=1536%2C128&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?resize=2048%2C170&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?resize=640%2C53&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-22.png?resize=100%2C8&amp;ssl=1 100w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando il <em>più</em> prima di una parola si indica al motore di ricerca che si ritiene necessaria la presenza di quella parola, quindi verranno scartati tutti i risultati in cui </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>–</strong> (meno)</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2133" height="168" data-attachment-id="7304" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-23/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?fit=2133%2C168&amp;ssl=1" data-orig-size="2133,168" data-comments-opened="1" data-image-title="image-23" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?fit=1024%2C81&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?fit=920%2C73&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7304" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?w=2133&amp;ssl=1 2133w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?resize=300%2C24&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?resize=1024%2C81&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?resize=768%2C60&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?resize=1536%2C121&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?resize=2048%2C161&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?resize=640%2C50&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-23.png?resize=100%2C8&amp;ssl=1 100w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando il <em>meno</em> invece potremo escludere delle parole dalla ricerca. Ad esempio scrivendo &#8220;cammino -santiago&#8221; potremo vedere pagine inerenti al concetto di cammino ma escludendo quelle relative al <em>Cammino di Santiago</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">inurl:</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2143" height="191" data-attachment-id="7305" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-24/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?fit=2143%2C191&amp;ssl=1" data-orig-size="2143,191" data-comments-opened="1" data-image-title="image-24" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?fit=1024%2C91&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?fit=920%2C82&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7305" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?w=2143&amp;ssl=1 2143w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=300%2C27&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=1024%2C91&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=768%2C68&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=1536%2C137&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=2048%2C183&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=640%2C57&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=100%2C9&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=24%2C2&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=36%2C3&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-24.png?resize=48%2C4&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando la parola chiave <em>inurl: </em> cercheremo siti che abbiano quella parola nell&#8217;indirizzo web. Ad esempio &#8220;cammino inurl:santiago&#8221; troveremo risultati che siano su siti che contengono la parola &#8220;santiago&#8221; nell&#8217;indirizzo web, come https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cammino-di-<strong>santiago</strong>-tutto-quello-che-ce-da-sapere/, https://siviaggia.it/cammini/il-cammino-di-<strong>santiago</strong>-tappe-consigli-e-costi/228808/ oppure https://www.greenme.it/viaggiare/cammino-di-<strong>santiago</strong>/</p>



<h3 class="wp-block-heading">intitle:</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2126" height="163" data-attachment-id="7306" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-25/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?fit=2126%2C163&amp;ssl=1" data-orig-size="2126,163" data-comments-opened="1" data-image-title="image-25" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?fit=1024%2C79&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?fit=920%2C71&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7306" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?w=2126&amp;ssl=1 2126w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=300%2C23&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=1024%2C79&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=768%2C59&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=1536%2C118&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=2048%2C157&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=640%2C49&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=100%2C8&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=24%2C2&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=36%2C3&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-25.png?resize=48%2C4&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando la parola chiave <em>intitle:</em> cercheremo pagine che contengano quella parola nel titolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">filetype:</h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2112" height="175" data-attachment-id="7307" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-26/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?fit=2112%2C175&amp;ssl=1" data-orig-size="2112,175" data-comments-opened="1" data-image-title="image-26" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?fit=1024%2C85&amp;ssl=1" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?fit=920%2C76&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7307" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?w=2112&amp;ssl=1 2112w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=300%2C25&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=1024%2C85&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=768%2C64&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=1536%2C127&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=2048%2C170&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=640%2C53&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=100%2C8&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=24%2C2&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=36%2C3&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-26.png?resize=48%2C4&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando la parola chiave <em>filetype:</em> troveremo files del formato che indicheremo. Ad esempio scrivendo &#8220;cammino di santiago filetype:pdf&#8221; troveremo documento pdf che abbiano a che fare con il <em>Cammino di Santiago</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>related:</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2130" height="186" data-attachment-id="7308" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-27/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?fit=2130%2C186&amp;ssl=1" data-orig-size="2130,186" data-comments-opened="1" data-image-title="image-27" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?fit=1024%2C89&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?fit=920%2C80&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7308" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?w=2130&amp;ssl=1 2130w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=300%2C26&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=1024%2C89&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=768%2C67&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=1536%2C134&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=2048%2C179&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=640%2C56&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=100%2C9&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=24%2C2&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=36%2C3&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-27.png?resize=48%2C4&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando la parola chiave <em>related:</em> seguita da un dominio internet troveremo siti che abbiano una relazione con quel dominio. Cercando ad esempio &#8220;related:apple.com&#8221; troveremo siti come microsoft, o vari siti di assistenza o forum di discussione legati ad apple.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>cache:</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2129" height="177" data-attachment-id="7309" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-28/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?fit=2129%2C177&amp;ssl=1" data-orig-size="2129,177" data-comments-opened="1" data-image-title="image-28" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?fit=1024%2C85&amp;ssl=1" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?fit=920%2C76&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7309" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?w=2129&amp;ssl=1 2129w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=300%2C25&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=1024%2C85&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=768%2C64&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=1536%2C128&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=2048%2C170&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=640%2C53&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=100%2C8&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=24%2C2&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=36%2C3&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-28.png?resize=48%2C4&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A meno che l&#8217;autore del sito non lo abbia richiesto esplicitamente Google conserva una copia &#8220;cache&#8221; dei siti che indicizza per permettere di visualizzarli anche quando sono offline. Se il sito è presente in cache usando la parola chiave <em>cache:</em> potremo visualizzare una versione vecchia del sito. A volte può essere un buono strumento per trovare pagine che sono state cancellate recentemente o appunto per visualizzare un sito che al momento ha problemi e non è raggiungibile. <a rel="noreferrer noopener" href="https://archive.org/" target="_blank">Archive.org</a>, di cui ho parlato a inizio capitolo, è sicuramente uno strumento più raffinato per vedere lo storico di un sito, ma è anche più complesso, a volte la parola chiave <em>cache:</em> su Google può essere sufficiente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="3321" height="1503" data-attachment-id="7310" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-29/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-29.png?fit=3321%2C1503&amp;ssl=1" data-orig-size="3321,1503" data-comments-opened="1" data-image-title="image-29" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-29.png?fit=1024%2C463&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-29.png?fit=920%2C416&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7310" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-29.png?w=3321&amp;ssl=1 3321w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-29.png?resize=300%2C136&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-29.png?w=2000&amp;ssl=1 2000w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-29.png?w=3000&amp;ssl=1 3000w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><em>&#8220;&#8221; (Virgolette)</em></h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" width="2180" height="150" data-attachment-id="7311" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-30/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?fit=2180%2C150&amp;ssl=1" data-orig-size="2180,150" data-comments-opened="1" data-image-title="image-30" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?fit=1024%2C70&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?fit=920%2C63&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7311" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?w=2180&amp;ssl=1 2180w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=300%2C21&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=1024%2C70&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=768%2C53&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=1536%2C106&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=2048%2C141&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=640%2C44&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=100%2C7&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=24%2C2&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=36%2C2&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-30.png?resize=48%2C3&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo trovare una frase esattamente per come l&#8217;abbiamo scritta possiamo racchiuderla tra virgolette. Se per esempio vogliamo sapere se un articolo è stato copiato di sana pianta potremo scoprirlo cercandone frasi intere tra virgolette. Un po&#8217; come scoprire se uno studente ha copiato da un compagno. Facciamo che lo studente abbia scritto un errore nel proemio dell&#8217;Iliade di Omero e abbia scritto &#8220;cantami, diva, del pelide Achille&#8221; al posto di &#8220;cantami, o diva, del pelide Achille&#8221;, cercando la frase errata con le virgolette troveremmo in un istante da chi quell&#8217;errore è stato copiato.<br>Le virgolette possono essere usate in abbinamento con gli altri operatori, ad esempio se vogliamo cercare un pellegrinaggio che non sia il Cammino Di Santiago possiamo cercare <em>pellegrinaggio -&#8220;cammino di Santiago&#8221;.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Ricerca avanzata di Google</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono altre parole chiave con usi più complessi e diversi modi per abbinarle, ad esempio usando le parentesi in maniera similare all&#8217;algebra matematica o meglio l&#8217;algebra booleana. Volendo approfondire l&#8217;argomento questa all&#8217;indirizzo <a href="https://ahrefs.com/blog/google-advanced-search-operators/">https://ahrefs.com/blog/google-advanced-search-operators/</a> sono spiegate altre parole chiave e simboli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovendo fare una ricerca complessa con diversi abbinamenti, inclusioni, esclusioni o altro Google ha anche creato una apposita pagina di ricerca avanzata (<a href="https://www.google.com/advanced_search">https://www.google.com/advanced_search</a>).<br>Le opzioni sono molte e probabilmente bastano per la grande maggioranza delle situazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2901" height="1790" data-attachment-id="7312" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-31/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-31.png?fit=2901%2C1790&amp;ssl=1" data-orig-size="2901,1790" data-comments-opened="1" data-image-title="image-31" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-31.png?fit=1024%2C632&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-31.png?fit=920%2C568&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7312"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Menù Strumenti di Google</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni pagina di ricerca di Google contiene un menù strumenti a seconda della sezione che stiamo visitando</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="549" height="115" data-attachment-id="7320" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-32/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?fit=549%2C115&amp;ssl=1" data-orig-size="549,115" data-comments-opened="1" data-image-title="image-32" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?fit=549%2C115&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?resize=549%2C115&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7320" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?w=549&amp;ssl=1 549w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?resize=300%2C63&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?resize=100%2C21&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?resize=24%2C5&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?resize=36%2C8&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-32.png?resize=48%2C10&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 549px) 100vw, 549px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle ricerche comuni il menù strumenti ci da accesso alla scelta della lingua con la quale cercare le pagine, la data di pubblicazione o la ricerca &#8220;verbatim&#8221;.<br>La selezione della lingua può essere utile se vogliamo ad esempio avere risultati solo in Italiano o se vogliamo cercare cosa ne pensino in altre nazioni della stessa informazione.<br>La ricerca per data invece può essere utile per cercare informazioni che siano state pubblicate in un certo periodo specifico, o prima o dopo di una certo momento. <br>La ricerca &#8220;verbatim&#8221; infine serve per disabilitare il correttore automatico di Google.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized is-style-rounded"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="7324" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-35/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?fit=1374%2C503&amp;ssl=1" data-orig-size="1374,503" data-comments-opened="1" data-image-title="image-35" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?fit=1024%2C375&amp;ssl=1" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?fit=920%2C337&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7324" width="519" height="190" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?w=1374&amp;ssl=1 1374w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=300%2C110&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=1024%2C375&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=768%2C281&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=640%2C234&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=100%2C37&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=24%2C9&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=36%2C13&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-35.png?resize=48%2C18&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sono sicuro delle parole che sto usando e non voglio che il motore di ricerca le corregga vanificando la mia ricerca? Basta attivare la funzione &#8220;verbatim&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il menù strumenti esiste anche quando stiamo cercando sulla sezione immagini del sito</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="552" height="109" data-attachment-id="7321" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-33/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?fit=552%2C109&amp;ssl=1" data-orig-size="552,109" data-comments-opened="1" data-image-title="image-33" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?fit=552%2C109&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?resize=552%2C109&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7321" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?w=552&amp;ssl=1 552w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?resize=300%2C59&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?resize=100%2C20&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?resize=24%2C5&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?resize=36%2C7&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-33.png?resize=48%2C9&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 552px) 100vw, 552px" /><figcaption><br></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci permette di cercare immagini di una certa dimensione, che abbiano una prevalenza di un certo colore, che abbiano una serie di diritti di utilizzo (vincolate da copyright, liberamente usabili per fini non commerciali, liberamente usabili&#8230;), di scegliere un tipo (Disegno, foto, Clipart) e anche qui una data e un ora. Per questo blog ad esempio uso anche questo strumento per cercare le immagini che inserisco negli articoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso menù appare nella sezione notizie </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="546" height="113" data-attachment-id="7322" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-34/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?fit=546%2C113&amp;ssl=1" data-orig-size="546,113" data-comments-opened="1" data-image-title="image-34" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?fit=546%2C113&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?resize=546%2C113&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7322" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?w=546&amp;ssl=1 546w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?resize=300%2C62&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?resize=100%2C21&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?resize=24%2C5&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?resize=36%2C7&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-34.png?resize=48%2C10&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E ci permette di cercare per lingua, su blog, per data e ordinare per pertinenza piuttosto che per pubblicazione.<br>Per fare un esempio qualche tempo fa è uscita una notizia che parlava delle prime persone che avrebbero isolato il Corona Virus in Italia. Queste notizie fanno sempre un grande scalpore, io però ricordavo di aver letto pochi giorni prima di qualcun&#8217;altro che dichiarava di esserci già riuscito ma non era stato notato dal grande pubblico. Cercare a posteriori era molto complesso perché le nuove notizie riempivano i giornali. Escludendo però le pagine successive alla data di questa nuova scoperta ho potuto recuperare l&#8217;articolo che avevo ricordato di aver letto. Ovviamente non sarò io a dirvi chi ha isolato per primo il virus, e non sono interessato a partecipare alla battaglia del primato, ma posso dirvi che l&#8217;annuncio è stato dato almeno in tre momenti diversi con tre team diversi, e a seconda del team una categoria di persone diverse ha cavalcato la notizia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">books.google.com</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Google, nel servizio <a rel="noreferrer noopener" href="https://books.google.it/" target="_blank">books.google.com</a> ha digitalizzato milioni di libri, andando su questa sezione del motore di ricerca è possibile cercando una frase trovare da quale libro sia tratta. Spesso è utile per verificare citazioni o per trovare fonti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="529" height="331" data-attachment-id="7369" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/image-47/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?fit=529%2C331&amp;ssl=1" data-orig-size="529,331" data-comments-opened="1" data-image-title="image-47" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?fit=529%2C331&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?resize=529%2C331&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7369" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?w=529&amp;ssl=1 529w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?resize=300%2C188&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?resize=100%2C63&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?resize=24%2C15&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?resize=36%2C23&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-47.png?resize=48%2C30&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">E se voglio indagare su delle immagini?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel prossimo articolo inizieremo a vedere come effettuare indagini sulle immagini. Come capire se un&#8217;immagine è falsa? Come risalire alla fonte originale? Anticipo già che la risposta non sarà semplice, e che non sarà alla portata di tutti. Ma sarà comunque affascinante vedere quali strumenti internet ci mette a disposizione e capire quali sono i punti su cui focalizzare la propria attenzione.</p>
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		<title>Come riconoscere una Fake News? Parte 4: Come riconoscerle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 15:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Bonsai Kitten]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale]]></category>
		<category><![CDATA[Debunker]]></category>
		<category><![CDATA[Foto False]]></category>
		<category><![CDATA[Leggende Metropolitane]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Critico]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo aver compreso come sono fatte le Fake News è finalmente arrivato il momento di acquisire alcuni strumenti per riconoscerle e dimostrane la falsità.Tutti richiedono uno sguardo attento e un po&#8217; di esperienza ma non sarà difficile acquisire entrambi. I primi strumenti che proporrò saranno probabilmente i meno interessanti in quanto si basano su evidenze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver compreso come sono fatte le <em>Fake News</em> è finalmente arrivato il momento di acquisire alcuni strumenti per riconoscerle e dimostrane la falsità.<br>Tutti richiedono uno sguardo attento e un po&#8217; di esperienza ma non sarà difficile acquisire entrambi. I primi strumenti che proporrò saranno probabilmente i meno interessanti in quanto si basano su evidenze quasi banali, ma sono strumenti che chiunque può usare. Non serve essere informatici, ne avere troppa manualità con determinati strumenti per riconoscere le <em>Fake News</em> più banali, via via impareremo invece strumenti più sofisticati non alla portata di tutti.<br>Nessuno diventerà un vero debunker leggendo i miei articoli, ma se alla fine chi legge avrà avuto modo di allenare e far crescere il proprio pensiero critico allora avrò raggiunto l&#8217;obiettivo che mi sono fissato.<br>Per eventuali approfondimenti in ogni caso lascerò più avanti una bibliografia, e come sempre sono aperto a rispondere ad eventuali domande.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come riconosco le Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono alcuni segnali che sono tipici delle <em>Fake News</em>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Titoli: </strong>titoloni altisonanti ed esagerati, con forte uso di punti esclamativi e maiuscoli è probabile vogliano attirarti e/o indignarti. Se vogliono prenderti con le emozioni forse c’è un motivo, non credi?</li><li><strong>Indirizzo web:</strong> esistono vere e proprie &#8220;fabbriche delle Fake News&#8221;, aziende specializzate nel realizzare siti zeppi di queste notizie per attirare l&#8217;indignazione e le condivisioni e guadagnare dalle pubblicità che mostrano. Spesso vengono realizzati siti molto simili ad altri affidabili. Ad esempio usano nomi come “Il fatto quotidaino” che ricorda il più famoso &#8220;“Il fatto quotidiano”. Molti invece hanno nell&#8217;indirizzo riferimenti a provider gratuiti in cui chiunque può creare uno spazio: Altervista, Blogspot o simili. Se un giornale è affidabile ha sicuramente le risorse economiche per comprare un proprio dominio del tipo www.nomegiornale.it senza doversi appoggiare a cose come nomegiornale.providergratuito.com </li><li><strong>Immagini: </strong>immagini troppo truculente o comunque che seguano il principio di emozionare o indignare in maniera eccessiva possono essere false o prese da altri contesti allo scopo di attirarti. Impareremo più avanti come scoprire questo genere di situazioni.</li><li><strong>Formattazione ed errori</strong>: gli errori capitano a tutti ma spesso i siti di <em>Fake News</em> non hanno le risorse, la voglia o il tempo, di sottoporre a editor seri il loro lavoro. Purtroppo però a volte capita anche alle testate blasonate.</li><li><strong>Fonti:</strong> devi verificare che la notizia arrivi da una fonte che conosci e di cui ti fidi. Non nel senso di chi ti ha condiviso la notizia ma che la notizia sia scritta su un sito o da un giornale o un’autorità che consideri affidabili. Se non conosci il sito vai a visitare la sezione “informazioni” spesso potrai capire se il sito è affidabile o meno: se non mettono informazioni forse vogliono nascondere qualcosa.</li><li><strong>Altre fonti</strong>: se una notizia è vera ed è importante, sicuramente sarà riportata anche da altri siti o testate giornalistiche. Se è falsa e ha una certa risonanza probabilmente cercandone il titolo e accanto la parola “<em>bufala</em>” o “<em>debunk</em>” troverai che qualcuno lo ha già dimostrato. Se non trovi conferme su altre fonti, pensaci due volte prima di crederci.</li><li><strong>Testimonianze: </strong>Gli articoli ben scritti in genere inseriscono fonti verificabili. Se la notizia è altisonante e non fa nessun riferimento a nomi verificabili, ricerche verificabili o altro, diffida. Frasi come “secondo alcuni studi”, “alcuni scienziati dicono”, “la scienza dice”, “un ricercatore dice”, “una ricerca fatta su dieci cinquanta persone”, sono sintomi che chi scrive non ha verificato le proprie fonti o peggio sta inventando una notizia.</li><li><strong>Date: </strong>controlla sempre la data di pubblicazione dell’articolo, o comunque controlla se l’articolo fa riferimento a date o fatti recenti o no. Spesso questo aiuta a capire se la notizia sia vera e se sia recente.</li><li><strong>Potrebbe essere uno scherzo:</strong> molti siti come <em>Lercio</em>, pubblicano notizie false satiriche. A volte se stanno prendendo in giro qualcosa a cui teniamo tendiamo ad arrabbiarci e a crederci. Basterà un veloce giro sul sito, osservare le altre notizie e la sezione informazioni per scoprire il misfatto e magari farsi una bella risata. <em>Lercio</em> ad esempio riporta a piè pagina la frase &#8220;<em>Lercio è un sito di notizie satiriche. Tutti i contenuti sono coperti dal diritto d’autore salva diversa specificazione. Nessun uso è consentito senza preventiva autorizzazione.</em>&#8221; e il seguente Disclaimer</li></ul>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="929" height="215" data-attachment-id="7282" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-4/image-16/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?fit=929%2C215&amp;ssl=1" data-orig-size="929,215" data-comments-opened="1" data-image-title="image-16" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?fit=929%2C215&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?resize=929%2C215&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7282" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?w=929&amp;ssl=1 929w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?resize=300%2C69&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?resize=768%2C178&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?resize=640%2C148&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-16.png?resize=100%2C23&amp;ssl=1 100w" sizes="auto, (max-width: 929px) 100vw, 929px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come posso comportarmi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I primi comportamenti che puoi mettere in atto di fronte al dubbio di aver letto una Fake News sono i seguenti, e sono alla portata di tutti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Cerca su motori di ricerca con ricerca parole o fatti che siano presenti nella notizia, se è una notizia internazionale e conosci l&#8217;inglese prova anche in inglese. Se la notizia è rilanciata da testate importanti è poco è probabile sia falsa. </li><li>Chiedi a qualcuno di esperto. Si parla di privacy e tecnologia? Hai sicuramente almeno un amico informatico. Si parla di cure mirabolanti e magiche? Hai sicuramente almeno un amico medico. Si parla di motori a fusione a freddo? Hai sicuramente almeno un amico che ha studiato fisica. Se non ti fidi degli scienziati fidati almeno dei tuoi amici. Ma che siano davvero esperti di quel settore specifico, chiedere di medicina ad un ingegnere meccanico potrebbe non essere una scelta giusta.</li><li>Cosa dicono i siti antibufala? Cerca su un motore di ricerca nomi chiave, aziende, dati, leggi citate nell’articolo e aggiungi la parola <em>bufala</em> o <em>debunk</em>. Ad esempio se ti trovi di fronte alla notizia dei <em>Bonsai Kitte</em>n di cui abbiamo già parlato prova a cercare &#8220;<em>Bonsai Kitten Bufal</em>a&#8221;. Più avanti ti indicherò una serie di siti antibufala affidabili.</li><li>Cosa dicono gli altri siti? Cerca nomi chiave, aziende, dati presenti nell’articolo: emergono altri articoli simili o magari articoli che si contrappongono? Da quali fonti?</li><li>Ricerca correlata: ci sono informazioni per «aggirare la notizia»? Ad esempio se stai indagando sulla leggenda del <em>Triangolo delle Bermude</em> potresti chiederti se le assicurazioni pretendano premi più alti alle navi che solcano i mari del triangolo delle bermuda? Per la cronaca, la risposta è <em>no</em>.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quali strumenti posso usare per riconoscere una Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per iniziare ti consiglio alcuni strumenti che ti permettono di essere avvisato quando stai visualizzando una <em>Fake News</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Microsoft Edge su smartphone Android e iOs</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Su Smartphone consiglio di installare Microsoft Edge, sia su Android che su iOS <a href="https://www.microsoft.com/it-it/edge?form=MA13FJ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.microsoft.com/it-it/edge</a>. Nelle impostazioni basterà attivare la Classificazione Notizie di NewsGuard</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/windowsinsiders.com/wp-content/uploads/2019/01/Immagine.jpg?resize=459%2C245&#038;ssl=1" alt="" width="459" height="245"/><figcaption>Impostazione News Guard per Microsoft Edge</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">per avere una semplice icona che segnala la reputazione di un dato sito.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="7287" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-4/image-18/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?fit=708%2C723&amp;ssl=1" data-orig-size="708,723" data-comments-opened="1" data-image-title="image-18" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?fit=708%2C723&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?resize=468%2C478&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7287" width="468" height="478" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?w=708&amp;ssl=1 708w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?resize=294%2C300&amp;ssl=1 294w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?resize=470%2C480&amp;ssl=1 470w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?resize=98%2C100&amp;ssl=1 98w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?resize=24%2C24&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?resize=36%2C36&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-18.png?resize=48%2C48&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 468px) 100vw, 468px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Newsguard è un servizio che di sé dice</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>NewsGuard usa il giornalismo per contrastare il diffondersi di notizie false, cattiva informazione e disinformazione.<br>I nostri analisti, che sono giornalisti esperti, svolgono ricerche sulle testate giornalistiche online per aiutare i lettori a distinguere quelle che fanno realmente giornalismo, da quelle che non lo fanno.</strong></p><cite>Fonte: <a href="https://www.newsguardtech.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.newsguardtech.com/it/</a></cite></blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Estensione Bufale.net</strong> per Google Chrome o Microsoft Edge su Windows o MacOsX</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sui Google Chrome e su Microsoft Edge, due fra i browser per computer più usati è possibile installare l&#8217;estensione &#8220;Bufale.net&#8221; dal seguente indirizzo https://tinyurl.com/EstensioneBufaleNet  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="550" height="266" data-attachment-id="7288" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-4/image-19/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?fit=550%2C266&amp;ssl=1" data-orig-size="550,266" data-comments-opened="1" data-image-title="image-19" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?fit=550%2C266&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?resize=550%2C266&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7288" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?w=550&amp;ssl=1 550w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?resize=300%2C145&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?resize=100%2C48&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?resize=24%2C12&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?resize=36%2C17&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-19.png?resize=48%2C23&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /><figcaption>Estensione Bufale.net</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di uno strumento sviluppato dal sito antibufala <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.bufale.net/" target="_blank">www.bufale.net</a> e aggiunge alcune informazioni mentre visualizzate le notizie su internet o sui social network indicandovi con una bordatura colorata se la notizia provenga da un sito che pubblica <em>Fake News</em> o <em>Satira</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sito propone anche una serie di guide utili <a href="https://www.bufale.net/guide-utili/">https://www.bufale.net/guide-utili/</a> e un elenco di siti da considerare a priori non affidabili in quanto pubblicano esclusivamente <em>Fake News</em>:  <a href="https://www.bufale.net/the-black-list-la-lista-nera-del-web/">https://www.bufale.net/the-black-list-la-lista-nera-del-web/</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Bufalopedia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Bufalopedia, a questo indirizzo <a rel="noreferrer noopener" href="https://bufalopedia.blogspot.com/p/siti-dindagine-antibufala.html" target="_blank">http://tinyurl.com/antibufala</a>, propone un elenco continuamente aggiornato e condiviso di siti che si occupano di <em>Debunking</em>, su questi siti se una notizia è falsa probabilmente ci sarà già qualcuno che se ne è occupato. Il segreto in questo caso è attendere qualche giorno per vedere se uno di loro lo ha fatto, o per alcuni è possibile richiedere informazioni su una specifica notizia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esistono strumenti tecnici per indagare sulle Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente! Molti di voi, ne sono certo, non aspettavano altro che la risposta a questa domanda e si sono sorbiti ben 4 articoli per arrivarci. Ebbene, ne parleremo nei prossimi articoli. <br>Come fare ricerche avanzate con Google, come fare ricerche per immagini, come risalire alla fonte originale di un immagine, come riconoscere foto false, come riconoscere video falsi. Dove possibile ovviamente.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Fonte dell&#8217;immagine in testa: <a href="https://www.instagram.com">https://www.instagram.com/pilotganso/</a></p>
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		<title>Come riconoscere una Fake News? Parte 3: Come sono fatte</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 14:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Come sono fatte le Fake News? La caratteristica principale di una Fake News, posto che non si tratti di una Fake News causata semplicemente da un errore è quella di colpire. Secondariamente lo scopo è quello di far guadagnare qualcosa a chi la crea. Che sia un guadagno economico, di consensi o solamente di buon [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come sono fatte le Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La caratteristica principale di una <em>Fake News</em>, posto che non si tratti di una <em>Fake News</em> causata semplicemente da un errore è quella di <em>colpire</em>. Secondariamente lo scopo è quello di <em>far guadagnare qualcosa a chi la crea</em>. Che sia un guadagno economico, di consensi o solamente di buon umore nessuno mette in giro una <em>Fake News</em> per rimetterci. Questa è già un&#8217;informazione importante. Se un&#8217;azienda dichiarasse qualcosa che le faccia perdere consensi o clienti probabilmente quella sarebbe una notizia vera. Viceversa se dichiarasse qualcosa che aumenti eccessivamente i consensi (spesso purtroppo è il caso delle azioni caritatevoli e umanitarie) sarebbe da osservare con sospetto. Questo ovviamente non significa che nessuna azienda faccia azioni umanitarie o caritatevoli ma che il modo in cui le pubblicizza può far venire il sospetto di azioni mirate alla pubblicità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Una <em>fake news</em>, generalmente, viene creata per il guadagno economico, di consensi, o morale dell&#8217;autore</strong></p></blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Spesso hanno a che fare con i situazioni che confermano pregiudizi:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso nelle <em>Fake News</em> volte al guadagno di consensi si fa leva su pregiudizi. </p>



<ul class="wp-block-list"><li>Si alimentano le paure verso fantomatici poteri forti giustificando così i problemi della vita. Spesso indicando un&#8217;azienda, o una persona reale o inventata a cui dare la colpa</li><li>Si alimenta la paura di ciò che le persone non conoscono come specifici medicinali, cure, sostanze presenti nei cibi o tecnologie</li><li>Vengono raccontati aneddoti su persone o categorie per fomentare l&#8217;odio o per assegnare colpe e implicitamente assolvere le proprie</li><li>Vengono raccontati aneddoti che sembrano dimostrare la propria superiorità nascondendo quelli che invece potrebbero dimostrare il contrario</li><li>Vengono alterati dati su qualcosa per confermare e aumentare il dissenso verso parti avversarie</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Perfino le <em>leggende metropolitane </em>&#8220;buone&#8221; spesso fanno leva sugli stessi meccanismi, magari per insegnarci qualcosa. Basti pensare all&#8217;idea degli sconosciuti che danno caramelle drogate ai bambini o storie come quella di un gruppo di ragazzini scout tutti investiti da un&#8217;auto in corsa che cambia di città in città indicando un luogo diverso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I casi sono molti ma i meccanismi sono quasi sempre gli stessi: immettere o confermare paure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fateci caso: quando c&#8217;è una notizia falsa su una nuova cura o un nuovo motore ad acqua o simili, la cosa si smonta in poco tempo. Le persone non mantengono interesse su questo a meno che il meccanismo non funzioni al contrario: darci la paura che qualcuno ce lo voglia nascondere. La paura resta. La paura funziona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanti anni hanno provato a convincerci che le auto elettriche erano fattibili ed economiche ma i cattivoni del petrolio remavano contro? Ora che la tecnologia è avanzata abbastanza per dimostrarci che oggi è fattibile ma ieri no, il complotto è svanito nel nulla. Ogni tanto qualcuno riporta ancora la <em>bufala</em> dell&#8217;auto ad aria o di quella ad acqua, ma ormai l&#8217;evidenza che sull&#8217;elettrico le cose non erano bloccate da un complotto ma da un limite tecnico mette in nuova luce anche queste ultime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanta paura c&#8217;era per l&#8217;avvento del terribile 4G sui cellulari? Ora dopo anni di onorato servizio privo di danni, e l&#8217;apparente amnesia di chi se ne lamentava, il 4G sta per essere sostituito dal 5G e la paura torna alimentata per i soliti interessi economici e politici: il paradosso di un complotto finto creduto da molti creato da un complotto vero creduto da pochi (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/05/14/news/le-bufale-sul-5g-pericoloso-per-la-salute-hanno-un-intento-di-destabilizzazione-254480/" target="_blank">https://tinyurl.com/yc78ekle</a>). Un po&#8217; come per l&#8217;Olio di Palma (<a href="https://www.butac.it/un-po-di-chiarezza-sullolio-di-palma/">https://www.butac.it/un-po-di-chiarezza-sullolio-di-palma/</a>) e molti altri.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come vengono costruite le fake news?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono molti modi, quello più immediato è l&#8217;utilizzo di foto false o fuori dal loro contesto. Un caso al limite del ridicolo è stato quello di questa foto:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="257" height="342" data-attachment-id="7236" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/image-6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?fit=257%2C342&amp;ssl=1" data-orig-size="257,342" data-comments-opened="1" data-image-title="image-6" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?fit=257%2C342&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?resize=257%2C342&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7236" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?w=257&amp;ssl=1 257w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?resize=75%2C100&amp;ssl=1 75w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?resize=18%2C24&amp;ssl=1 18w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?resize=27%2C36&amp;ssl=1 27w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-6.png?resize=36%2C48&amp;ssl=1 36w" sizes="auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Venduta come foto di un terrorista suicida ma rivelatasi banalmente una foto ritoccata</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="221" height="286" data-attachment-id="7237" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/image-7/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?fit=221%2C286&amp;ssl=1" data-orig-size="221,286" data-comments-opened="1" data-image-title="image-7" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?fit=221%2C286&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?resize=221%2C286&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7237" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?w=221&amp;ssl=1 221w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?resize=77%2C100&amp;ssl=1 77w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?resize=19%2C24&amp;ssl=1 19w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?resize=28%2C36&amp;ssl=1 28w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-7.png?resize=37%2C48&amp;ssl=1 37w" sizes="auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In uno dei prossimi articoli, quando tratteremo l&#8217;argomento <em>come riconoscere una foto falsa</em> andremo proprio ad analizzare questa e a capire quali sono gli indizi che avrebbero dovuto far storcere il naso a qualunque giornalista prima di crederla una foto reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti altri casi sono state usate foto di repertorio di fatti accaduti in altri momenti fingendo che fossero foto inerenti al momento o all&#8217;articolo, in quei casi vedremo nei prossimi articoli come tentare di risalire alla fonte originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altri vengono usate foto che mostrano una realtà contraffatta dall&#8217;angolazione<br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="645" height="366" data-attachment-id="7243" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/image-11/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?fit=645%2C366&amp;ssl=1" data-orig-size="645,366" data-comments-opened="1" data-image-title="image-11" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?fit=645%2C366&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?resize=645%2C366&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7243" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?w=645&amp;ssl=1 645w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?resize=300%2C170&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?resize=640%2C363&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?resize=100%2C57&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?resize=24%2C14&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?resize=36%2C20&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-11.png?resize=48%2C27&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px" /><figcaption>Foto di un comizio di un politico Italiano visto dal basso</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/static.nexilia.it/nextquotidiano/2018/09/accoglienza-salvini-bari-foto-video-folla-fake-1.png?resize=627%2C346&#038;ssl=1" alt="accoglienza salvini bari foto video folla fake - 1" width="627" height="346"/><figcaption>Foto dello stesso comizio visto dall&#8217;alto.</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size wp-block-paragraph">Fonte: <a href="https://www.nextquotidiano.it/la-verita-sullo-spettacolare-bagno-di-folla-di-salvini-a-bari/">https://tinyurl.com/yakn362x</a> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro metodo è l&#8217;utilizzo di mezze verità per alimentare la rabbia e &#8220;far andare il sangue alla testa&#8221;:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="406" height="262" data-attachment-id="7239" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/image-9/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?fit=406%2C262&amp;ssl=1" data-orig-size="406,262" data-comments-opened="1" data-image-title="image-9" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?fit=406%2C262&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?resize=406%2C262&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7239" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?w=406&amp;ssl=1 406w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?resize=300%2C194&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?resize=100%2C65&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?resize=24%2C15&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?resize=36%2C23&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-9.png?resize=48%2C31&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo ovviamente da 35 euro alle onlus per gestire i profughi dando vitto alloggio, vestiti e beni di prima necessità, non ai profughi direttamente. I 25 euro, che poi si sono rivelati essere 30, invece venivano dati agli alberghi ospitanti terremotati come rimborso del solo alloggio, non dovendo fornire cibo e vestiti e beni di prima necessità. Quindi i due dati non sono immediatamente e facilmente confrontabili.<br>(Fonte: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.bufale.net/bufala-ai-profughi-35-euro-ai-terremotati-solo-25-giustizia-canaglia-bufale-net/" target="_blank">https://tinyurl.com/y879a8e8</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito di correlazioni di informazioni non coerenti, uno altro stratagemma usato spesso in politica è quello di interpretare i dati in maniera scorretta, o alterarne la percezione.<br>Non sempre il fatto che ci sia una correlazione apparente indica che la correlazione abbia una motivazione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2080" height="820" data-attachment-id="7234" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/grafico-assurdo-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?fit=2080%2C820&amp;ssl=1" data-orig-size="2080,820" data-comments-opened="1" data-image-title="Grafico-Assurdo-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?fit=1024%2C404&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?fit=920%2C363&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7234" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?w=2080&amp;ssl=1 2080w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=300%2C118&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=1024%2C404&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=768%2C303&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=1536%2C606&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Grafico-Assurdo-1.jpeg?resize=2048%2C807&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Fonte: Generatore di correlazioni assurde <a href="https://www.tylervigen.com/spurious-correlations">http://www.tylervigen.com/spurious-correlations</a></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio grazie al generatore di correlazioni assurde (<a href="https://www.tylervigen.com/spurious-correlations">http://www.tylervigen.com/spurious-correlations</a>) si può creare facilmente un grafico che sembra dimostrare che ci sia una correlazione diretta tra i soldi spesi dagli stati uniti per scienza, ricerca spaziale e tecnologia e il numero di suicidi per stritolamento, strangolamento e soffocamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro meccanismo spesso usato è utilizzare frasi come &#8220;Dallo scorso anno gli incidenti sono raddoppiati&#8221;. Ma è diverso se lo scorso anno gli incidenti sono stati uno o centomila. Nel primo caso quest&#8217;anno sono stati due, nel secondo duecentomila.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro meccanismo sempre legato alla statistica è l&#8217;uso della media. Ricordiamo sempre che se io mangio due polli e tu zero, in media ne abbiamo mangiato uno a testa, ma tu muori comunque di fame. Una media se non spiegata è un dato spesso privo di valore. Per questo in statistica per definire una popolazione si usano media, mediana, varianza e deviazione standard, e non solo la media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa cosa viene usata spesso per la questione delle cure mediche. Analizzando i dati forniti da <em>Antivaccinisti</em> o dai sostenitori di cure alternative ci si rende conto che spesso i presunti test sono fatti su quantità irrisorie di persone (poche decine) e che vogliono contrapporsi a test fatti su migliaia o milioni di persone. Oppure spesso si basano sulla cosiddetta <em>aneddotica</em>, ossia <em>il principio di mio cugino</em>: a lui ha funzionato quindi è vero. Ovviamente i test clinici non funzionano in questo modo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I Bias Cognitivi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso il motivo per cui siamo vittima delle <em>Fake News</em> sono i cosiddetti <em>Bias Cognitivi</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il&nbsp;<em>bias</em>&nbsp;cognitivo<strong>&nbsp;(pron.&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:IPA_per_l%27inglese">&#8216;baiəs</a>) </strong>è un&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pattern">pattern</a>&nbsp;sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nel&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giudizio_(filosofia)">giudizio</a><strong><sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_cognitivo#cite_note-1">[1]</a></sup>. In&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia">psicologia</a>&nbsp;indica </strong>una tendenza a creare la propria realtà soggettiva<strong>, non necessariamente corrispondente all&#8217;evidenza, </strong>sviluppata sulla base dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_(filosofia)">interpretazione</a>&nbsp;delle informazioni in possesso<strong>, anche se non&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Logica">logicamente</a>&nbsp;o&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Semantica">semanticamente</a>&nbsp;connesse tra loro, </strong>che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio<strong>.<br><br>Un bias cognitivo </strong>è uno schema di deviazione del giudizio<strong> che si verifica in presenza di certi presupposti. I bias cognitivi sono forme di comportamento mentale evoluto. Alcuni rappresentano forme di adattamento, in quanto portano ad azioni più efficaci in determinati contesti, o permettono di prendere decisioni più velocemente quando maggiormente necessario. Altri invece </strong>derivano dalla mancanza di meccanismi mentali adeguati, o dalla errata applicazione di un meccanismo altrimenti positivo in altre circostanze<strong>. Questo fenomeno viene studiato dalla&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scienza_cognitiva">scienza cognitiva</a>&nbsp;e dalla&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_sociale">psicologia sociale</a>.</strong></p><cite>Fonte: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_cognitivo">https://it.wikipedia.org/wiki/Bias_cognitivo</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti siamo vittime, e beneficiari dei <em>Bias Cognitivi</em>. Sono il meccanismo che in natura ci permetteva di avere più paura del dovuto e ci faceva scappare dal pericolo in anticipo, sono quelli che ci permettono a volte di frenare in auto prima di aver realmente avuto il tempo di ragionare coscientemente sul pericolo.<br>Ma allo stesso tempo sono il meccanismo per cui tendiamo a fidarci di quello che conferma le nostre idee. Se io sono convinto che un conoscente sia subdolo e ladro, avrò la tendenza a non fidarmi di un suo invito a bere una birra, indipendentemente dal fatto che altri mi dicano che è una bella persona. E così se sono convinto che un&#8217;informazione sia vera tenderò a fidarmi di chi la da per vera, e di non fidarmi per chi la da per falsa. Senza verificare.<br>Ne siamo tutti vittima, giornalisti, lettori, debunker, scienziati, bambini, adulti, psicologi&#8230; tutti senza distinzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come possiamo quindi <em>fidarci</em>? L&#8217;unico modo è non fermarsi alla <em>prima campana</em>. Cercare informazioni sia a favore di un argomento sia contro, cercare di valutare in maniera oggettiva anche le posizioni opposte alle nostre per farsi un&#8217;idea più ampia. Cosa ne pensano altre fonti? Spesso la verità tende ad essere in qualche zona grigia tra i due estremi assoluti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno strumento fondamentale per cercare di limitare le scelte dovute ai <em>Bias Cognitivi</em> è quello di cercare di capire come funzionano i meccanismi che li stimolano. Per questo in questi articoli prima di mostrare gli strumenti ho voluto mostrare i meccanismi che stanno dietro alla creazione delle <em>Fake News</em> e i meccanismi che ci spingono a crederci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire l&#8217;argomento consiglio questo articolo: <strong>I 23 bias cognitivi che ti incasinano la vita</strong> (<a href="https://www.efficacemente.com/mente/bias-cognitivi/">https://www.efficacemente.com/mente/bias-cognitivi/</a>)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è meglio non condividere cose di cui non siamo sicuri?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non sempre è facile distinguere tra una notizia vera ed una falsa. Spesso non abbiamo il tempo o la voglia di verificare e quando una notizia ci fa indignare tendiamo a condividerla senza pensarci troppo. In fondo che male può fare?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In primo luogo staremmo condividendo una notizia falsa, e già questo dice molto di noi. Può essere una notizia che ci fa sembrare poco intelligenti, razzisti, creduloni. Poco male se questo ha a che fare con l&#8217;immagine che gli altri hanno di noi sui social, il problema è che non sappiamo nelle mani di chi arriverà questa cosa che stiamo condividendo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="466" height="257" data-attachment-id="7249" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/image-12/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?fit=466%2C257&amp;ssl=1" data-orig-size="466,257" data-comments-opened="1" data-image-title="image-12" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?fit=466%2C257&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?resize=466%2C257&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7249" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?w=466&amp;ssl=1 466w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?resize=300%2C165&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?resize=100%2C55&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?resize=24%2C13&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?resize=36%2C20&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-12.png?resize=48%2C26&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px" /><figcaption>Bufala pericolosa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;immagine qui sopra appartiene alla categoria di bufale fatte per una <em>presunta goliardia</em>. Chiunque abbia una certa esperienza di cucina, o anche solo di fisica, o di buon senso, può immaginare che mettendo dell&#8217;acqua nell&#8217;olio bollente c&#8217;è una alta probabilità di generare una fiammata che potrebbe bruciare la faccia di chi lo fa o peggio dar fuoco all&#8217;intera cucina. Si tratta del fenomeno del <em>boilover </em>(<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boilover">https://it.wikipedia.org/wiki/Boilover</a>). Potrebbe sembrare un&#8217;immagine divertente se condivisa tra un gruppo ristretto di amici che sanno dei <em>boilover</em>: <em>cuochi</em>, <em>studenti di fisica</em>, in generale persone che sanno di cosa si sta parlando. Ma se finisse nelle mani di qualcuno che non ha le competenze per comprenderne la <em>presunta ironia</em>? Qualcuno potrebbe provare davvero a farlo e ferirsi seriamente e chiunque abbia condiviso questa immagine ne è direttamente o indirettamente responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra assurdo che qualcuno ci possa credere? è già successo con la &#8220;<strong>Pizzagate Conspiracy Theory</strong>&#8221; (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_cospirazione_del_Pizzagate">https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_cospirazione_del_Pizzagate</a>). </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="287" height="214" data-attachment-id="7250" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/image-13/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?fit=287%2C214&amp;ssl=1" data-orig-size="287,214" data-comments-opened="1" data-image-title="image-13" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?fit=287%2C214&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?resize=287%2C214&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7250" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?w=287&amp;ssl=1 287w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?resize=100%2C75&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?resize=24%2C18&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?resize=36%2C27&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-13.png?resize=48%2C36&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">I fautori della teoria hanno falsamente sostenuto che alcune e-mail di John Podesta, responsabile della campagna di Hillary Clinton, di cui era stato violato l&#8217;account, contenevano messaggi codificati che collegavano diversi ristoranti statunitensi con un presunto traffico di esseri umani e un giro di pedofilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni giornalisti conservatori, e altri che avevano sollecitato le indagini sui Clinton e sulle e-mail, hanno diffuso la teoria della cospirazione su&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/4chan">4chan</a>,&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/8chan">8chan</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Twitter">Twitter</a>&nbsp;e successivamente, un uomo ha fatto fuoco con un fucile all&#8217;interno di uno dei ristoranti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se chi ha condiviso la <em>Fake News</em> lanciata da questi politici avesse ragionato e si fosse accorto delle bugie invece di condividere di pancia il proprietario e i dipendenti di quel negozio non avrebbero dovuto subire un simile attacco fisico, e l&#8217;uomo che ha sparato col fucile, per quanto squilibrato, forse non avrebbe avuto una condanna a quattro anni di carcere. (<a href="https://choice.npr.org/index.html?origin=https://www.npr.org/sections/thetwo-way/2017/06/22/533941689/pizzagate-gunman-sentenced-to-4-years-in-prison?t=1589796055370">https://tinyurl.com/yd3fs22y</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma anche <em>bufale </em>più innocenti possono creare seri problemi, sono ad esempio quelle che riportano il numero di telefono o l&#8217;indirizzo di sconosciuti. Tante persone hanno dovuto cambiare numero o hanno avuto problemi a casa per colpa della condivisione di questo genere di messaggi. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><em>Cucciolata di 7 Golden Retriever. Chi ne prende uno? Altrimenti i proprietari li faranno sopprimere entro le prossime due settimane.</em><br><em>Anche se non lo prendete voi, spargete la voce.</em><br><em>CHI FOSSE INTERESSATO O CONOSCESSE QUALCUNO DI FIDUCIA CONTATTI nome cognome AL N. nn-nnnnnn</em><br><em>P.S. non costano nulla e sono uno piu [sic] bello dell&#8217;altro!</em></strong></p><cite>Fonte <a href="https://attivissimo.blogspot.com/2007/11/antibufala-fermate-quei-golden.html?fbclid=IwAR2PX32f5YbL1OSbiAMWWh7ZoIMvCdtM14Iubvdk4xasKdUIQ-R7JEytE_M" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://attivissimo.blogspot.com/2007/11/antibufala-fermate-quei-golden.html</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è uno degli esempi più noti. Gira da ormai dal prima del 2002 e i cuccioli avranno sicuramente già trovato casa, ma la notizia continua a girare. Come riferisce Paolo Attivissimo, nel 2002, quando si occupò di questa bufala per la prima volta, bastava telefonare al numero indicato per ascoltare la voce registrata della ragazza che diceva:&nbsp;<em>“Sono nome cognome, se state chiamando per i cuccioli, vi ringrazio, sono già stati assegnati, se potete fare il passaparola è utile. Grazie mille, buongiorno”</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Presumibilmente la persona a cui fa riferimento quel numero avrà dovuto cambiare numero. Pensate se a girare fosse il vostro. Magari con scritto qualcosa che possa far arrabbiare chi legge il messaggio, per esempio degli animalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Meglio non condividerle neppure per dire che sono false:</strong> per i <em>clickbait </em>e le pagine che cercano notorietà o pubblicità sarebbe comunque fare il loro gioco, per le altre il rischio è di trovare emulatori, o peggio che qualcuno veda solo l&#8217;immagine e non legga il testo, o non lo comprenda, prendendola nuovamente per vera.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="3087" height="1462" data-attachment-id="7257" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/image-14/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-14.png?fit=3087%2C1462&amp;ssl=1" data-orig-size="3087,1462" data-comments-opened="1" data-image-title="image-14" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-14.png?fit=1024%2C485&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-14.png?fit=920%2C436&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-7257"/><figcaption>Forse ho sbagliato anche io.</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Perché cercando informazioni su un argomento si trovano molto spesso più le tesi complottiste che le informazioni valide?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo capita anche che nel tentativo di cercare un&#8217;informazione <em>pulita</em> ci si trovi subissati di informazioni non affidabili. Si tratta ad esempio del caso dei <em>NoVax</em>, delle s<em>cie chimiche</em>, del <em>5G</em>, delle mirabolanti <em>diete che nessuno ci dice o che usano gli attori famosi</em>, o <em>cure omeopatiche</em>, i <em>collegamenti tra luna e agricoltura</em>, l&#8217;<em>oroscopo</em>&#8230; si finisce sempre per capitare in siti che difendono queste teorie e risulta paradossalmente più difficile trovare le smentite. Si trovano anche libri che ne parlano ma raramente libri che smontino queste teorie. Perché?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché inventare bufale è redditizio, dimostrarne la falsità no. Posso vendere libri, articoli di giornale, pubblicità convincendo le persone a leggere cose di cui instillo la paura. Troverà moltissimi disposti a credere che i vaccini facciano male, o più banalmente all&#8217;oroscopo perché è facile crederci, è facile <em>volerci credere</em>. Tuttavia è difficile dare una dimostrazione scientifica facile da comprendere senza tirare in ballo conoscenze che chi inventa la bufala non tira in ballo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta della cosiddetta &#8220;<em>teoria della montagna di cacca</em>&#8220;: ossia è facilissimo inventare bugie, molto più difficile dimostrare che siano bugie. Anche solo perché ci vuole più tempo a dimostrare che a inventare. Il filosofo Bertrand Russell a tal proposito scrisse:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un&#8217;orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sia un&#8217;intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l&#8217;esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l&#8217;esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all&#8217;attenzione dello psichiatra in un&#8217;età illuminata o dell&#8217;Inquisitore in un tempo antecedente.</strong></p><cite><strong>Teiera di Russell</strong></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">I motori di ricerca funzionano in maniera automatica, privilegiano nelle ricerche i siti e le pagine che sono maggiormente linkate. Ogni volta che qualcuno condivide, o linka una pagina aumenta la sua visibilità. Purtroppo è ovvio che ci siano molte più persone che condividono indignate una notizia falsa su una cura medica che persone che si prendono il tempo di condividere paper scientifici, inoltre molti siti pubblicano volutamente questa <em>fake news</em> per attirare e vivono di quei guadagni, quindi incentivano le <em>Fake</em>, una università, un ospedale o un laboratorio di ricerca non ha invece il tempo di pubblicizzarsi allo stesso modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo è importante che ognuno di noi si informi, pubblicizzi le informazioni utili ed è per questo che c&#8217;è tanta sete di divulgatori scientifici o storici. Meglio condividere una buona notizia vera che cento false.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma quali sono gli strumenti per riconoscere le Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ora abbiamo analizzato perché esistono le <em>Fake News</em>, come vengono realizzate e perché abbiamo la tendenza a crederci, finalmente nel prossimo articolo inizieremo a vedere metodi e strumenti tecnici per riconoscere le <em><em>Fake News</em></em>.</p>
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		<title>Come riconoscere una Fake News? Parte 2: Perchè esistono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 15:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[BioWashball]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale]]></category>
		<category><![CDATA[Clickbait]]></category>
		<category><![CDATA[Debunker]]></category>
		<category><![CDATA[Leggende Metropolitane]]></category>
		<category><![CDATA[omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Critico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il secondo passo per riconoscere una Fake News è capire perché esistono. Gli strumenti tecnici per riconoscerle sono secondari all&#8217;aver capito come funzionano dal punto di vista pratico e spesso emozionale.Vogliono controllarci? Sono scemi e non sanno scrivere un articolo? Ci stanno prendendo in giro? Un po&#8217; e un po&#8217;. Perché esistono le Fake News? [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il secondo passo per riconoscere una<em> Fake News</em> è capire  perché esistono. Gli <em>strumenti tecnici per riconoscerle</em> sono secondari all&#8217;aver capito come funzionano dal punto di vista pratico e spesso emozionale.<br>Vogliono controllarci? Sono scemi e non sanno scrivere un articolo? Ci stanno prendendo in giro? Un po&#8217; e un po&#8217;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché esistono le Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono svariati motivi che fanno si che esistano, cercando di riassumere i più importanti definirei</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scherzo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Capita abbastanza spesso che per una <em>presunta goliardia</em> qualcuno pensi di mettere in giro una voce falsa. Probabilmente è il caso di chi mette in giro voci come quelle del passaggio a pagamento di qualche social network</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2018/01/bufala-whatsapp-pagamento.jpg?resize=492%2C734&#038;ssl=1" alt="" width="492" height="734"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente se ne hanno parlato al TG è stato per dire che è una <em>bufala</em> e il tuo logo (qualunque cosa sia) non diventerà mai blu.<br>Simili sono tutte quelle situazioni in cui si propone qualche azione da fare che non abbia effetti pubblicitari (quelle le vedremo dopo). Un altro esempio è l&#8217;ormai ripetitivo </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho ordinato i miei post bloccati. Volevo sapere … dove erano stati tutti, perché è ridicolo avere quasi 700 amici e solo 25 sono “scelti” da Facebook per vedere le mie pubblicazioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho ignorato questa pubblicazione prima, perché non pensavo che avrebbe funzionato, ma secondo un amico che ha fatto questa procedura, funziona!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vedo pubblicazioni di persone che non vedo da anni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo è il modo per aggirare il sistema che Facebook usa per limitare le pubblicazioni nella sezione notizie (il loro algoritmo sceglie le stesse poche persone – circa 25 – che leggeranno le loro pubblicazioni).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se vuoi correggere questo, tieni premuto il dito ovunque in questa pubblicazione, fai clic su “copia”, quindi vai alla tua pagina, metti il dito dove dice “cosa sto pensando?” da lì si aprirà una pagina vuota, posizionare il dito ovunque e fare clic su “incolla” e questo testo verrà visualizzato sul muro. Fai la pubblicazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo “aggiusterà” il sistema.</strong></p>
<cite>Classica bufala su Facebook</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo di questo genere di <em>bufala</em>, la più diffusa fino a qualche anno fa, è probabilmente quello di divertirsi sull&#8217;ingenuità delle persone e vedere quante persone &#8220;ci cascano&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono per lo più innocue ma condividerle equivale a dimostrare di essere caduti nell&#8217;ingenuità. In questi casi bisogna sempre farsi la domanda come &#8220;<strong>è possibile</strong>?&#8221;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;È possibile che Facebook abbia un baco del genere, se ne siano accorti degli utenti comuni e non venga risolto?&#8221;</li>



<li>&#8220;È possibile un social network decida di diventare a pagamento rischiando di perdere milioni di clienti?&#8221;</li>



<li>&#8220;È possibile che se mando <em>n</em> messaggi ai miei amici l&#8217;azienda che mi vuole regalare qualcosa sia in grado di saperlo?&#8221;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">A volte solo facendosi questo genere di domande possiamo evitare di fare la figura degli ingenui con le persone con cui condivideremmo tale <em>bufala</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Errore o malainformazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo anche i migliori giornali cadono in errore. A volte errori grossolani e facili da capire, altre volte troppo nascosti per essere evidenti. In questo caso, per forza di cose, finiamo per crederci.<br>Non è colpa di nessuno se non del cattivo giornalismo o di editor da strapazzo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/2.bp.blogspot.com/-bZU5w0tfpYY/Vv0akqnSrsI/AAAAAAAANsk/aNYmrxP1Z4otUT1tMdondE8qWuuNM8BXg/s1600/larepubblica.jpg?ssl=1" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">La Repubblica , 26 Marzo 2016: L&#8217;aereo più veloce della luce</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente questo può accadere anche su notizie che possono avere una certa importanza, e se in questi errori possono incappare anche giornali blasonati, ancora più facilmente può cascarci un nostro conoscente, un blog poco professionale, un post su un social network.<br>Purtroppo non c&#8217;è modo di riconoscere questo genere di <em>Fake News</em>, se non la propria cultura personale, anche per questo l&#8217;istruzione scolastica ha una grande importanza.<br>Sapere che un aereo non può verosimilmente superare la velocità della luce (al limite quella del suono) però dovrebbe essere un&#8217;informazione genericamente assodata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Clickbait</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Clickbait </em>è uno dei meccanismi oggi più usati per <em>vendere pubblicità</em> o per guadagnare lettori. Non sempre è legato alle <em>Fake News</em> e a volte il titolone è <em>Fake</em> e il contenuto completamente diverso, ma è bene conoscerlo perché anche quando non sono usate notizie false in genere risultano comunque solo perdite di tempo. Chi non cliccherebbe su un articolo di Libero che accusa un famoso politco di volere una banca per sé?</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="616" height="306" data-attachment-id="7206" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-2/image-5/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?fit=616%2C306&amp;ssl=1" data-orig-size="616,306" data-comments-opened="1" data-image-title="image" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?fit=616%2C306&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?resize=616%2C306&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7206" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?w=616&amp;ssl=1 616w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?resize=300%2C149&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?resize=100%2C50&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?resize=24%2C12&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?resize=36%2C18&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image.png?resize=48%2C24&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Leggendo l&#8217;articolo però </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di cosa si è parlato? Dagli ambienti bancari nulla trapela sull’argomento della chiacchierata, c’è chi parla di un «incontro cordiale, molto cordiale, durante il quale Cardamone ha spiegato a Casaleggio i prossimi obiettivi della banca e quali nuove iniziative si potranno mettere in campo per venire sempre più incontro alle esigenze dei giovani che vogliono affidarsi a Widiba per acquistare casa o per avviare una nuova start-up». Incontro focalizzato sui progetti futuri, perché della recente storia della banca online, il Movimento sa molte cose, quasi tutte.<br>Fondata qualche tempo prima, Widiba si lancia sul mercato il 18 settembre 2013. Nel novembre del 2014, la pubblicità della banca targata Mps compariva sul blog di Beppe Grillo, www.beppegrillo.it. […]<br>Non si può avere tutto dalla vita, ma&nbsp;una&nbsp;banca «amica»&nbsp;magari sì. […]<br>«Questa è tutta un’altra storia, un incontro e&nbsp;una pubblicità&nbsp;alla luce del sole», già fanno sapere i fedelissimi di Grillo e Davide Casaleggio.&nbsp;[…]<br>Ma tra i fuoriusciti dal Movimento c’è subito chi ricorda, con astio e una certa sete di vendetta, una frase ricorrente di Davide. Usata spesso per declinare inviti a colazione, pranzo e cena. La frase: «Che interesse ho io a pranzare con te?». Con Andrea Cardamone qualche interesse c’è.</strong></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nulla di che insomma, soprattutto considerato che all&#8217;epoca la stessa banca era chiamata &#8220;La banca del PD&#8221;, ma ormai abbiamo cliccato (anzi in questo caso comprato il quotidiano), letto l&#8217;articolo, e se si fosse trattato di un sito visualizzato un po&#8217; di banner pubblicitari.<br>Per par condicio questo era un esempio di <em>Clickbait</em> sul sito di Beppe Grillo nello stesso periodo. Chi di <em>Clickbait</em> ferisce, di <em>Clickbait</em> perisce.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://i2.wp.com/www.davidpuente.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/TzeTze.jpeg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo era lo stesso: intanto clicchi e vai a vedere, poi scopri che parlava del Bangladesh e che quindi probabilmente non ti interessava.<br>Altri giornali usano lo stesso meccanismo ma cercando di puntare alle pulsioni più basse dei maschietti, e lo fanno testate che <em>dovrebbero</em> avere una certa rilevanza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="480" height="444" data-attachment-id="7207" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-2/image-1-3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?fit=480%2C444&amp;ssl=1" data-orig-size="480,444" data-comments-opened="1" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?fit=480%2C444&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?resize=480%2C444&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7207" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?w=480&amp;ssl=1 480w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?resize=300%2C278&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?resize=100%2C93&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?resize=24%2C22&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?resize=36%2C33&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-1.png?resize=48%2C44&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non voglio sindacare sull&#8217;eleganza, la raffinatezza e il rispetto di una simile testata ma lo scopo sempre è lo stesso, spingervi a visitare la pagina, e i banner pubblicitari contenuti. Poi, qualunque foto ci fosse, ho molti dubbi che su un quotidiano con tale visibilità si saranno trovate foto di nudo completo senza censura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri tentativi di <em>Clickbait</em> puntano anche solo sulla tenerezza e la curiosità</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.antevenio.com/it/wp-content/uploads/2019/03/Captura.jpg?ssl=1" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo ancora una volta è lo stesso. Probabilmente il soprannome ci sarà pure (Archie), ma immagino non serva la maestria di un grande giornalista e un enorme articolo per questo. Lo scopriremo solo dopo averci cliccato e visto un po&#8217; di pubblicità.<br>Ma non sono solo giornali o siti, anche pagine sui social network usano lo stesso trucchetto. A cosa servono i &#8220;Condividi se hai un cuore&#8221;, i &#8220;Condividi e metti un amen&#8221;, i &#8220;Condividi se sei indignato&#8221; e le altre varie declinazioni?</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://pbs.twimg.com/media/BTpeszcIEAAb_u-?format=jpg&amp;name=small" alt="Immagine"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Semplicemente a far girare e pubblicizzare la pagina o il profilo che la stanno condividendo. Quale altro scopo potrebbe avere condividere questo genere di cose?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscerle non è poi così difficile, frasi altisonanti o che ci colpiscono emotivamente facendo il possibile per distogliere l&#8217;attenzione da qualunque cosa stiamo facendo. Se questo è l&#8217;effetto che ci fa, meglio diffidare: troppo bisogno di colpirci è sempre sospetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Convincere ad acquistare un prodotto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I casi sono molti. Ricordo una delle prime su cui avevo focalizzato l&#8217;attenzione: la vecchissima <em>BioWashball</em>, una palla di plastica che laverebbe meglio dei detersivi e sarebbe ecologica (&#8230;non mettendo il detersivo&#8230;) rivelatasi ovviamente una bufala (spiegazioni: <a href="https://attivissimo.blogspot.com/2008/11/biowashball-una-palla.html">https://tinyurl.com/ybqmzuj2</a>). La palla è ancora in vendita e nonostante sia solo una palla di plastica viene venduta come se avesse mirabolanti poteri. Il caso è facilmente individuabile come bufala ma molti altri casi non lo sono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capita spesso di vedere immagini di dimagrimento o di rimozione delle rughe che ad uno sguardo attento si rivelano posture diverse</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://i2.wp.com/s3-eu-west-1.amazonaws.com/cmu30claudio-content/wp-content/uploads/2017/03/23091154/cliomakeup-pose-corpo-selfie-1-1024x1024.jpeg?resize=640%2C640&amp;ssl=1" alt="cliomakeup-pose-corpo-selfie-1"/><figcaption class="wp-element-caption">Fonte: <a href="https://blog.cliomakeup.com/2017/03/perdere-10-kg-pose-corpo-selfie/">https://blog.cliomakeup.com/2017/03/perdere-10-kg-pose-corpo-selfie/</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">o illuminazioni ed effetti fotografici diversi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste bufale sono più pericolose di altre perché oltre a convincere le persone a spendere soldi inutili a volte le convincono a fare uso di diete o prodotti dannosi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è di molto peggio, come convincere le persone che siano necessari determinati prodotti medici come integratori, lavaggi con famosi disinfettanti che potrebbero essere fatti col solo sapone, mascherine inefficaci al posto di quelle efficaci ma di più difficile reperibilità, o <em>l&#8217;omeopatia</em> che curerebbe tutto senza alcuna controindicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, quando un prodotto ha <em>incredibili benefici</em>, quando è <em>privo di controindicazioni</em>, quando è <em>clinicamente testato</em> ma non ci dicono da chi o come, quando <em>lo dice la scienza</em> ma non ci dicono dove lo dice, quando il <em>100% delle persone intervistate lo hanno apprezzato</em>, forse vogliono convincerci di qualcosa che alla prova dei fatti reali non è così buono. Altrimenti perché non lo userebbero e consiglierebbero tutti? Peggio ancora se a questa domanda vi rispondono con i complotti ovviamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Modifica dei consensi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal mio punto di vista sono le <em>Fake News</em> più pericolose, le vere <em>Fake News</em> di oggi e i casi sono molti. Viene messa in giro una voce per alimentare ad esempio pregiudizi razzisti</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="647" height="239" data-attachment-id="7215" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-2/image-2-3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?fit=647%2C239&amp;ssl=1" data-orig-size="647,239" data-comments-opened="1" data-image-title="image-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?fit=647%2C239&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?resize=647%2C239&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7215" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?w=647&amp;ssl=1 647w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?resize=300%2C111&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?resize=640%2C236&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?resize=100%2C37&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?resize=24%2C9&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?resize=36%2C13&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-2.png?resize=48%2C18&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 647px) 100vw, 647px" /><figcaption class="wp-element-caption">Per fortuna qualche volta vengono puniti</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">O per denigrare un&#8217;avversario politico</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="7216" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-2/image-3-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?fit=531%2C282&amp;ssl=1" data-orig-size="531,282" data-comments-opened="1" data-image-title="image-3" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?fit=531%2C282&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?resize=531%2C282&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7216" width="531" height="282" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?w=531&amp;ssl=1 531w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?resize=300%2C159&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?resize=100%2C53&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?resize=24%2C13&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?resize=36%2C19&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-3.png?resize=48%2C25&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px" /><figcaption class="wp-element-caption">La ragazza nell&#8217;a foto è l&#8217;attrice Krysten Ritter</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Informazioni false per convincere a votare ad un referendum importante come la Brexit</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.ted.com/talks/carole_cadwalladr_facebook_s_role_in_brexit_and_the_threat_to_democracy/transcript"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="7218" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-2/image-4-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-4.png?fit=867%2C478&amp;ssl=1" data-orig-size="867,478" data-comments-opened="1" data-image-title="image-4" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-4.png?fit=867%2C478&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/image-4.png?resize=705%2C389&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7218" width="705" height="389"/></a><figcaption class="wp-element-caption">La Turchia non stava per entrare in EU. Fonte TedX: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ted.com/talks/carole_cadwalladr_facebook_s_role_in_brexit_and_the_threat_to_democracy/transcript" target="_blank">https://tinyurl.com/ycqvjlns </a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche qui il denominatore comune è quasi sempre lo stesso: spevantare, far indignare, ingigantire un problema per distogliere l&#8217;attenzione da altri ed anche qui l&#8217;unica protezione è fermarsi e riflettere. Mi stanno dicendo la verità o vogliono impedirmi di prendermi il tempo e ragionare davvero sulle cose?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora di più se ci sono frasi come &#8220;Vogliono censurarci&#8221;, o &#8220;Condividete prima che lo tolgano&#8221;. Se fossero cose così segrete, pericolose o da far sparire pensate davvero che rimarrebbero pubblicate abbastanza a lungo da essere condivise così tanto? No. Sono solo metodi per convincere a condividere prima di prendersi il tempo di riflettere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diffidate sempre dell&#8217;eccesso di punti esclamativi e puntini di sospensione, sia se sono realmente presenti nella punteggiatura, sia se sono metaforici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quindi come si riconoscono le Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ora abbiamo imparato perché esistono. Comprenderlo è già un primo passo per affrontarlo ma non ci rende immuni. Ci aiuta a fermarci un attimo ogni volta che stiamo leggendo qualcosa e riflettere. Nel prossimo articolo approfondiremo come sono costruite. Spesso i meccanisi sono i medesimi che si ripetono e anche questo ci allenerà a <em>sentire odore di fake</em> prima ancora di analizzare la notizia con gli appositi strumenti. Capiremo perché è meglio non condividere cose di cui non siamo sicuri e cosa possa comportare. Infine vedremo perché spesso cercando informazioni sull&#8217;argomento capita di incappare proprio negli articoli che vogliono convincerci della veridicità della notizia.</p>
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		<title>Come riconoscere una Fake News? Parte 1: Cosa sono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 15:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima di affrontare gli strumenti per riconoscere una Fake News il primo passo è sapere cosa sono e di conseguenza essere più preparati a riconoscerne le caratteristiche.In primo luogo le Fake News, se le consideriamo prettamente come notizie false sono sempre esistite. Basti pensare alla convinzione religiosa che il sole o la luna fossero esseri [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Prima di affrontare <em>gli strumenti per riconoscere una Fake News</em> il primo passo è sapere cosa sono e di conseguenza essere più preparati a riconoscerne le caratteristiche.<br>In primo luogo le <em>Fake News,</em> se le consideriamo prettamente come <em>notizie false</em> sono sempre esistite. Basti pensare alla convinzione religiosa che il sole o la luna fossero esseri senzienti o credenze analoghe. Già allora probabilmente era possibile dividerle in informazioni false dovute all&#8217;ingenuità della popolazione e informazioni false utilizzate da individui più intelligenti per assoggettare individui che lo erano meno.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le Fake News?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le <em>Fake News</em> sono tutte informazioni oggettivamente false e che vengono diffuse, ma questa terminologia ha ormai privato il concetto di molte sfumature che credo sia importante conoscere, anche per valutare su quali abbia senso investire il proprio tempo e quali possano essere tranquillamente ignorate e lasciate nel domenticatoio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una classificazione che a me piace di più è la seguente:</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bufale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di <strong>bufale </strong>quando l’informazione nasce e muore in poco tempo. Generalmente ha una forte diffusione ma scompare nel giro di poco. Per fare qualche esempio vecchio e che farà probabilmente sorridere una delle prime dell&#8217;epoca di Internet è stata quella dei <em>Bonsai Kitten </em>(<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bonsai_Kitten">https://it.wikipedia.org/wiki/Bonsai_Kitten</a>), alla fine del 2000 il <em>bonsaikitten.com</em> sito pubblicò le istruzioni per la creazione di &#8220;Gatti in bottiglia&#8221; e prometteva di vendere un apposito kit fai da te. Secondo il sito era possibile richiudere dei gattini in appositi contenitore di vetro sagomato in modo da farli crescere con quella forma, esatamente come per i bonsai arborei. La voce si sparse e ci furono diverse proteste, anche di testate giornalistiche considerate importanti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.wittgenstein.it/wp-content/uploads/2015/07/bonsaikitten.jpg?ssl=1" alt="bonsaikitten"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Evidentemente non era chiaro, ne ovvio, a tutti che questa notizia non fosse possibile, ma si trattava semplicemente di una goliardata realizzata da alcuni studenti del&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology">Massachusetts Institute of Technology</a>&nbsp;(MIT).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra <em>bufala</em> sempre di moda e sempre attuale è quella di WhattsApp o Facebook che diventano a pagamento, gira per qualche settimana e poi come sempre scompare in in nulla di fatto. Il più delle volte sono cose innocue su cui sorridere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Leggende metropolitane</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiamano <em>Leggende Metropolitante</em> quando invece tendono a ripetersi nel tempo,&nbsp; hanno una storia lunga, e si diffondono in maniera continua. Gli esempi sono molti come il classico degli alieni e l&#8217;<em>Incidente di Roswell</em>  con annessa autopsia (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Roswell">https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Roswell</a>) che nonostante sbugiardato dagli stessi autori viene riportato periodicamente in auge da dubbi programmi televisivi o libri, la <em>Teoria della terra piatta (</em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terra_piatta">https://it.wikipedia.org/wiki/Terra_piatta</a>) di cui non credo di dover specificare nulla o il mito del Triangolo Delle Bermude (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_delle_Bermude">https://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_delle_Bermude</a>) dove le navi e gli aerei sparirebbero misteriosamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fake News</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiamano <em>Fake News </em>quando si basano su fatti di attualità modificando la realtà o inventando realtà alternative. Esistono svariati motivi per cui possono esistere le <em>Fake News</em> e purtroppo capita spesso che vengano generate appositamente per per spostare l’opinione pubblica inventando fatti di cronaca o travisando dati. Questo è il genere di <em>Fake News</em> più subdolo e pericoloso e prende in maniera più appropiata il nome di <strong><em>Disinformazione</em></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Disinformazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di <em><strong>Disinformazione</strong> </em>quando la notizia false viene utilizzata appositamente allo scopo di far credere di informare su un dato argomento, ma in realtà si sta tentando di convincere di qualcosa di non reale, o di pilotare un&#8217;opinione. Sono probabilmente il tipo di <em>Fake news</em>, più subdolo e difficile da eradicare in quanto il più delle volte fanno peso su dei pregiudizi o su bias cognitivi (<a href="https://www.efficacemente.com/mente/bias-cognitivi/">https://www.efficacemente.com/mente/bias-cognitivi/</a>) </p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Nel prossimo articolo parleremo del perché esistono e sarà un&#8217;informazione utile per comprenderle, e per comprendere le motivazioni di chi le crea, se ci sono.</p>
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		<title>Come riconoscere una Fake News?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2020 16:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come riconoscere una Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tema delle Fake News oggi più che mai è di attualità. Se un tempo potevano quasi sempre essere relegate al termine meno pesante di bufala o di leggenda metropolitana, trasmettendosi quasi sempre per via orale da persona a persona oggi anche grazie ai social media e ai social network queste notizie si espandono in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il tema delle <strong>Fake News</strong> oggi più che mai è di attualità. Se un tempo potevano quasi sempre essere relegate al termine meno pesante di <strong>bufala</strong> o di<strong> leggenda metropolitana</strong>, trasmettendosi quasi sempre per via orale da persona a persona oggi anche grazie ai social media e ai social network queste notizie si espandono in maniera così veloce che è stato coniato il termine <strong>virale<em>.</em></strong> E da qualche tempo abbiamo pure imparato quanto il termine scelto sia appropriato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi capita sempre più spesso che qualcuno mi invii una notizia e mi chieda se è vera o falsa. Non è un lavoro che mi piaccia fare e di <em>Debunker </em>è pieno il mondo. Più esperti di me, più conosciuti di me. Però noto con piacere che la sete di sapere come <strong>riconoscere una fake news </strong>è grande. Sarebbe bello poter costruire un sito o un sistema nel quale io inserisco una notizia e lui mi dice se è vera o falsa, no? In realtà per certi versi esiste, se si è disposti ad attendere qualche giorno prima di condividere con tutti i conoscenti la notizia, basta saper cercare e più avanti vedremo come. Spesso però è facile <strong>riconoscere una fake news</strong> anche a colpo d&#8217;occhio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che vorrei fare è raccogliere una certa quantità di strumenti in una serie di articoli che pubblicherò a partire da oggi. Verranno condivisi sui miei profili social, ma avranno una fruibilità maggiore sul sito (<a href="https://www.staipa.it/blog/">www.staipa.it</a>) in quanto conterranno spesso immagini, o grafici collegati ai contenuti testuali.<br>Non saranno difficili da leggere, e avranno un target non eccessivamente tecnico. Non realizzerò un numero di articoli prefissato, sono però interessato a ricevere domande che possono venire da parte di chi legge. Potete farle sui miei profili social, usando i contatti del sito o nel modo che preferite.<br>Non risponderò a domande come &#8220;questa notizia è vera?&#8221; o a provocazioni di alcun genere, non è lo scopo di questi articoli. Lo scopo è rendere i lettori via via più in grado di rendersi autonomi nel distinguere con la propria testa se una notizia possa essere affidabile o meno. Sta poi a loro stessi valutare se le notizie siano vere o false.<br>Non esistono formule magiche o metodi perfetti, ma esistono una serie di strumenti e di ragionamenti che ognuno può utilizzare in autonomia per farsi un&#8217;idea più ampia e ragionare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che vorrei fare è aiutare il formarsi di una <strong>cultura di pensiero critico</strong>, che ci porti a dubitare ma anche a cercare le informazioni per risolvere tali dubbi in maniera proficua, senza cadere dalla padella del dubbio alla brace del complottismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A presto.</p>
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