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	<title>Recensioni Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Recensioni Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Ritorno sulla Luna. Dal sogno dell’Apollo alla sfida di Artemis, di Paolo Attivissimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:52:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho iniziato questo libro con una curiosità molto concreta: capire davvero perché ci abbiamo messo così tanto a tornare sulla Luna. È una domanda che ogni tanto torna, soprattutto oggi che si parla di Artemis, e che spesso viene liquidata con spiegazioni troppo semplici. Qui invece la risposta arriva, ma richiede tempo, perché è fatta [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho iniziato questo libro con una curiosità molto concreta: capire davvero <em>perché ci abbiamo messo così tanto a tornare sulla Luna</em>. È una domanda che ogni tanto torna, soprattutto oggi che si parla di Artemis, e che spesso viene liquidata con spiegazioni troppo semplici. Qui invece la risposta arriva, ma richiede tempo, perché è fatta di tanti elementi che si incastrano tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che mi ha colpito di più è proprio questa: non esiste una spiegazione unica. Tecnica, politica ed economia si intrecciano continuamente, e leggendo diventa evidente che il problema non è mai stato semplicemente “non volerci tornare”. Tornarci è difficile, costoso e, soprattutto, ha significati diversi a seconda del momento storico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro parte dall’Apollo, ma non si ferma lì. Allarga lo sguardo, racconta cosa è successo dopo, cosa hanno fatto — o provato a fare — le altre nazioni, e come si è arrivati alla situazione attuale. Questo è uno degli aspetti che ho apprezzato di più: non è un racconto nostalgico, ma una ricostruzione che dà profondità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c’è il livello di dettaglio. È alto, a tratti molto alto. Si entra nei razzi, nelle navicelle, nelle architetture delle missioni, nei compromessi progettuali. È chiaramente un libro che non ha paura di essere un po’ “da nerd”, ma nel senso positivo: più si va avanti, più cresce la voglia di capire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che il dettaglio trova senso. Non è mai fine a sé stesso: serve a far capire che non stiamo parlando di un’impresa semplice rimandata nel tempo, ma di un sistema complesso fatto di vincoli reali, di risorse limitate e di scelte che spesso nascono fuori dall’ingegneria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un momento, mentre leggevo, in cui mi sono accorto che stavo cambiando modo di guardare la questione: non più una linea spezzata tra Apollo e oggi, ma una continuità fatta di tentativi, pause e ripartenze. Ed è una differenza sottile, ma importante, perché sposta il discorso da “perché abbiamo smesso” a “perché è così difficile continuare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che mi porto a casa è proprio questo cambio di prospettiva. Capire quanto sia complesso tornare sulla Luna aiuta a dare più valore non solo a quello che è stato fatto, ma anche a quello che si sta provando a costruire oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A me è piaciuto molto. È un libro che non cerca effetti speciali, ma che riesce comunque ad accendere la curiosità. E, alla fine, forse è proprio questo il segnale migliore: quando chiudi l’ultima pagina, non hai l’impressione di aver “finito” un argomento, ma di aver finalmente iniziato a capirlo.</p>
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		<title>Le recensioni online: perché contano davvero (soprattutto per te e per chi arriva dopo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IA e social, istruzioni per l'uso]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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					<description><![CDATA[Ti è mai capitato di scegliere un libro guardando le recensioni… e poi pensare: “ok, ma non mi ha detto nulla di utile”?Cinque stelle. “Bellissimo”. “Consigliato”. Fine.Il problema non è che le recensioni esistano. È che, molto spesso, non servono davvero a chi le legge.E quando non servono, succede una cosa semplice: si compra un [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ti è mai capitato di scegliere un libro guardando le recensioni… e poi pensare: “ok, ma non mi ha detto nulla di utile”?<br>Cinque stelle. “Bellissimo”. “Consigliato”. Fine.<br>Il problema non è che le recensioni esistano. È che, molto spesso, non servono davvero a chi le legge.<br>E quando non servono, succede una cosa semplice: si compra un libro (o qualsiasi altro prodotto) un po’ alla cieca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le recensioni funzionano così male</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non è cattiveria. È il sistema.<br>Le piattaforme premiano la quantità: più interazioni ci sono, più qualcosa viene mostrato.<br>Risultato:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chi pubblica ha bisogno di recensioni per emergere</li>



<li>chi recensisce spesso lo fa per cortesia</li>



<li>chi legge si ritrova con contenuti poco utili</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E così le recensioni diventano rumore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso (quello vero)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le recensioni sono spesso inutili agli umano ma sono anche una delle poche cose che determinano se qualcosa verrà visto oppure no.<br>Questo significa che, anche quando sono fatte male, continuano a contare, e qui nasce il corto circuito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il punto che cambia tutto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando lasci una recensione, non stai parlando con l’autore, stai parlando con la prossima persona che passerà da lì, quella che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non conosce il libro</li>



<li>non conosce chi lo ha scritto</li>



<li>deve decidere se vale il suo tempo</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se trova solo “bellissimo”, non capisce nulla, se trova anche solo tre righe fatte bene, cambia tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rende utile una recensione (davvero)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non serve scrivere tanto, serve scrivere qualcosa di concreto. Cose come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>cosa ti è rimasto</li>



<li>cosa ti aspettavi e cosa hai trovato</li>



<li>a chi lo consiglieresti (e a chi no)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tre righe così valgono più di dieci recensioni entusiaste ma vuote.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E qui arrivo al punto (senza girarci troppo intorno)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche settimana fa raccontavo cosa succede dopo aver pubblicato un libro: lo lanci nel mondo… e poi silenzio. (<a href="https://short.staipa.it/9lrkn" target="_blank" rel="noreferrer noopener">short.staipa.it/9lrkn</a>)<br>Dentro quel silenzio, una delle poche cose che fa davvero la differenza sono le recensioni, non per l’ego dell’autore.<br>Perché sono uno dei pochi segnali che permettono a un contenuto di emergere dal rumore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quindi sì, questa è una richiesta (ma fatta bene)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai letto il mio libro e ti è rimasto qualcosa, anche poco: scriverlo in una recensione, su Amazon, su IBS, sul tuo store preferito (e anche su tutti gli altri se vuoi strafare) è probabilmente la cosa più utile che puoi fare.<br>Non serve esagerare. Non serve dire che è perfetto.<br>Serve solo essere onesti e concreti, anche le critiche vanno più che bene.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché alla fine non riguarda me</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una recensione fatta bene non “aiuta l’autore”, aiuta chi arriva dopo a non perdere tempo.<br>In un sistema pieno di rumore, sono quelle poche voci chiare a fare la differenza, e spesso bastano davvero poche righe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi un aspetto meno visibile, ma concreto: le recensioni sono uno dei segnali che gli algoritmi usano per decidere cosa mostrare di più e cosa lasciare in fondo, non è magia e non è un segreto: più un contenuto riceve interazioni reali, più ha probabilità di essere visto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che una recensione fatta bene non solo informa chi legge, ma aumenta anche la possibilità che quel contenuto venga trovato da altre persone a cui potrebbe essere utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se poi quelle righe finiscono anche sotto il mio libro, tanto meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il punto non cambia.</p>
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		<title>Dibattito tra Islam e Ateismo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 14:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la lettura di Padre Kayn vs Don Ambrogio — di cui avevo scritto una recensione qui: short.staipa.it/ok730 — ero incuriosito dal prosieguo della collana, ma non particolarmente da questo titolo sull’Islam. Da ex cattolico mi sentivo più chiamato in causa dal primo. Proprio per questo è stata una lettura utile. E, rispetto a Padre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo la lettura di <em>Padre Kayn vs Don Ambrogio</em> — di cui avevo scritto una recensione qui: <a>short.staipa.it/ok730</a> — ero incuriosito dal prosieguo della collana, ma non particolarmente da questo titolo sull’Islam. Da ex cattolico mi sentivo più chiamato in causa dal primo. Proprio per questo è stata una lettura utile. E, rispetto a <em>Padre Kayn vs Don Ambrogio</em>, ho trovato diversi miglioramenti concreti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro questa volta è tra l’imam <strong>Saifeddine Maaroufi</strong> e <strong>Cane Nero</strong>. <strong>Saifeddine Maaroufi</strong> è un imam attivo nel dialogo interreligioso in Italia; nel libro porta un approccio teologico‑giuridico con riferimenti a testi e tradizione, ma anche un’attenzione pratica alle ricadute etiche. Nato a Tunisi, ha studiato Medicina e teologia islamica (scuola malikita, Zaytuna); dal 2011 vive in Italia, dove è imam a Lecce dal 2012, laureato in Sociologia (Università del Salento) e con un master a Padova. È impegnato in progetti sociali, prevenzione della violenza di genere e mediazione culturale. <strong>Cane Nero</strong> è una divulgatrice laica e creatrice di contenuti nota online con questo pseudonimo; qui struttura domande e risposte dal punto di vista non teistico, con attenzione a metodo, evidenza e linguaggio. È la voce del canale YouTube <strong>“L’Islam spiegato da un cane”</strong> (dal 2023). La scelta del nome richiama il tabù tradizionale sul “cane nero” in alcune fonti islamiche: una provocazione per dare spazio a ciò che spesso viene messo ai margini, con attenzione alle condizioni di donne, apostati e minoranze sessuali nelle comunità musulmane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come avevo notato nel volume su cristianesimo–ateismo, la struttura conta. Qui il salto di qualità rispetto al titolo precedente è chiaro: <strong>trenta domande totali</strong>, distribuite in modo paritario. Dieci <strong>provocazioni dell’imam Saifeddine Maaroufi</strong> a cui risponde prima <strong>Cane Nero</strong> e poi replica Saifeddine Maaroufi; dieci <strong>provocazioni di Cane Nero</strong> con risposta iniziale di Saifeddine Maaroufi e controreplica dell’atea; dieci <strong>quesiti della casa editrice</strong> posti a entrambi. Questo ritmo simmetrico evita monologhi e consente di vedere <strong>le curiosità reciproche</strong>: cosa interessa davvero all’atea dell’esperienza di un musulmano praticante, e <strong>viceversa</strong>. Nel precedente invece non era chiaro chi fosse a fare le domande e questo rendeva il dibattito e gli intenti del progetto leggermente meno immediati per il lettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tono resta misurato e la cornice è paritaria. Ci sono temi che di solito accendono gli animi, ma qui si lavora per <strong>chiarire termini e premesse</strong> prima di contestare le conclusioni. Quando i due non concordano, è chiaro su cosa e perché, senza scivolare nella gara di slogan. Per chi, come me, non ha un bagaglio solido sull’Islam, questo impianto riduce al minimo i “salti logici” e rende il confronto leggibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come nel libro precedente c’è il supporto dei materiali multimediali, anche se mancano le bellissime vignette del precedente. I&nbsp;<strong>video di approfondimento</strong> che si affiancano ai capitoli non spezzano: aggiungono contesto, esempi, toni. È come avere una nota a margine che respira.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su <strong>origine e senso della vita</strong>, <strong>aldilà e vita</strong>, il gioco è pulito e abbastanza prevedibile, del resto sono temi che non si potevano evitare: Saifeddine Maaroufi presenta argomenti teologici sulla creazione e sul senso dell’esistenza; Cane Nero porta il punto di vista scientifico sull’origine dell’universo e della vita, distinguendo tra le domande del «perché» e quelle del «come». Immagino che risultino decisamente più interessanti per chi diversamente da me non ha opinioni pregresse o ha un interesse particolare sulle posizioni nell&#8217;Islam.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando toccano <strong>morale e legge divina</strong>, le cose si fanno più interessanti: si mettono a confronto cornici religiose (Sharia intesa come riferimento giuridico‑etico) e prospettive etiche secolari. Il punto non è stabilire chi “vince”, ma su quali basi si giustificano le norme e quali effetti pratici producono. La simmetria dello spazio aiuta: obiezioni e chiarimenti procedono per turni, senza sovrapporsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme alle altre <strong>questioni controverse</strong> (schiavitù nella storia, diritti delle persone LGBTQ+, rapporto tra religione e violenza) sono per me il succo interessante del libro. Utile anche a chi di Islam non vuole sapere più di tanto ma vuole capire cosa sta succedendo nel mondo. Vengono affrontate con un metodo dichiarato: contesto delle fonti, distinzione tra testo, interpretazioni e prassi, e richiesta di coerenza tra principi ed esempi. Il formato speculare costringe entrambi a chiarire criteri e limiti, non solo a rilevare quelli altrui e il risultato è far comprendere meglio al lettore la provenienza di alcuni pregiudizi e farsi un’opinione su quanto e cosa possa esserci di realistico o meno in essi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, <strong>fede e ragione</strong>: rivelazione ed evidenza empirica sono presentate come ambiti con linguaggi diversi e confini esplicitati. Quanto all’<strong>Islam oggi</strong>, si ragiona su percezioni pubbliche, paure e <strong>diffidenze reciproche</strong> (islamofobia e sospetto verso l’ateismo), mantenendo una cornice civile e leggibile anche per chi parte da zero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro, al netto delle differenze di opinioni — ovviamente — non risolte tra i due autori, funziona perché <strong>mette sul tavolo le domande giuste</strong> e le fa arrivare a entrambi, con lo stesso spazio e lo stesso obbligo di risposta. Non è un dibattito che cerca il KO; è un confronto che prova a capire dove stanno davvero i punti di frizione — e dove, invece, c’è solo un equivoco di linguaggio. Rispetto al precedente, la griglia speculare aiuta a individuare i nodi senza dispersioni, riduce gli sbilanciamenti che avevo notato in <em>Padre Kayn vs Don Ambrogio</em> ed è meno un “<em>vs</em>” e più un dialogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che cosa resta: la sensazione di una <strong>collana in crescita</strong>. La parità di schema, le risposte speculari, l’editing più pulito e i video fanno pensare a un progetto che impara dai propri titoli. Mi ha acceso la curiosità per la prossima uscita, anche qualora trattassero temi che — sulla carta — mi emozionano meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui il link per acquistare il libro (comunque disponibile nelle librerie e nei principali store online): <a href="https://www.lcieditore.it/catalogo/dibattito-tra-islam-e-ateismo">https://www.lcieditore.it/catalogo/dibattito-tra-islam-e-ateismo</a></p>
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		<title>Padre Kayn vs Don Ambrogio. Ateo contro cristiano, opinioni a confronto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una forma di divulgazione che riesce a scivolare con grazia tra leggerezza e profondità. Ecco, &#8220;Padre Kayn vs Don Ambrogio. Ateo contro cristiano, opinioni a confronto. Ediz. illustrata&#8221; ci riesce benissimo. Un libro che non si prende troppo sul serio, ma che sa perfettamente cosa sta facendo: far pensare, sorridere, riflettere, senza mai rinunciare [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una forma di divulgazione che riesce a scivolare con grazia tra leggerezza e profondità. Ecco, &#8220;<em>Padre Kayn vs Don Ambrogio. Ateo contro cristiano, opinioni a confronto. Ediz. illustrata</em>&#8221; ci riesce benissimo. Un libro che non si prende troppo sul serio, ma che sa perfettamente cosa sta facendo: far pensare, sorridere, riflettere, senza mai rinunciare alla complessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori del volume sono: <strong>Padre Kayn</strong>, youtuber noto per la sua satira religiosa e i contenuti di critica alla fede da una prospettiva razionale e laica, e <strong>Don Ambrogio Mazzai</strong>, sacerdote cattolico molto seguito sui social, noto per la sua capacità di comunicare con un linguaggio semplice e diretto, specie verso i più giovani.<br>Il libro nasce come dialogo a distanza tra le loro posizioni, portando sulla carta un confronto che ha preso forma sui social e nella cultura digitale contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le illustrazioni che accompagnano il testo sono di <strong>Smeriglia</strong> e <strong>Ongaro</strong>, due fumettisti italiani con stili diversi ma complementari. Le loro tavole intervallano i capitoli e aiutano a visualizzare lo spirito del dibattito: ironico, tagliente, ma mai privo di profondità. La scelta di inserire illustrazioni contribuisce a rendere il libro più accessibile, mantenendo alta l’attenzione del lettore anche nei passaggi più teorici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padre Kayn rappresenta l’ateo razionale, colto, ironico, armato di scienza, filosofia e storiografia. Don Ambrogio è il prete tradizionale, fedele alla dottrina, ma spesso impacciato nelle risposte, evasivo, e in qualche caso addirittura sviante. L’alchimia che ne nasce è brillante e, a tratti, spietata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro è strutturato come una lunga chiacchierata tra i due personaggi, ma ogni battuta apre un mondo: si parla dell’esistenza di Dio, del senso della vita, dell’origine dell’universo, ma anche di morale, sessualità, miracoli, contraddizioni della Bibbia. Ogni capitolo è un affondo, una provocazione, uno stimolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalmente  -chi se lo sarebbe mai potuto aspettare?-, ho trovato più solida e convincente la voce di Kayn. Non solo perché ne condivido la visione del mondo, ma per la coerenza e la precisione delle argomentazioni. Kayn non lancia slogan: costruisce. Utilizza dati storici, riferimenti biblici analizzati con cura, osservazioni scientifiche. È tagliente, ma mai gratuito. Don Ambrogio, invece, tende spesso a deviare il discorso, a rispondere con slogan, o peggio, a evitare le domande con voli pindarici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure non siamo di fronte a una caricatura. Questo è uno dei meriti maggiori del libro: riesce ad essere un vero dialogo, nonostante la sproporzione tra le due voci. Il tono è ironico, brillante, ma non svuota mai i contenuti. Anzi: si percepisce quanto studio, quanto mestiere, quanta profondità ci sia dietro. Le citazioni – bibliche, storiche, scientifiche – sono corrette, ben contestualizzate e soprattutto messe lì per offrire qualcosa in più, non per fare sfoggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se c’è un limite, forse è proprio nella scrittura del sacerdote. Don Ambrogio, pur avendo dalla sua la tradizione e la fede, sembra non voler mai davvero ingaggiare un confronto alla pari. Il risultato è che Kayn vince facile. Sarebbe stato bello vedere un sacerdote in grado di rispondere con argomentazioni altrettanto solide, non per &#8220;vincere&#8221;, ma per far riflettere anche chi parte da un’altra posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Padre Kayn vs Don Ambrogio&#8221; è un libro per tutti. Anche per i credenti. Anzi, forse soprattutto per loro. Perché mette in discussione senza insultare, stimola senza giudicare, provoca ma non umilia. Certo, chi ha una fede molto rigida potrebbe sentirsi attaccato. E chi non è in grado di apprezzare l&#8217;ironia, offeso. Ma chi ha voglia di mettersi in gioco troverà qui una miniera di spunti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine di ogni capitolo, poi, oltre alle belle illustrazioni c&#8217;è un QR Code che porta ogni volta a una serie di video dove il confronto tra i due autori continua, anche se, anche qui, si evidenzia ancora di più la sproporzione tra i due contendenti, forse non seguiti da un editor come nella scrittura, dei due si vede maggiormente l&#8217;animo e la qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come spesso accade su questo blog, non consiglio libri per convincere qualcuno a pensarla come me. Lo faccio perché credo che leggere, riflettere, mettere in discussione anche ciò in cui si crede –o non si crede– sia un atto di libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se Dio dovesse esistere, sono abbastanza sicuro che riderebbe di gusto leggendo questo libro. Si parla anche di questo in un capitolo. A quanto pare, secondo Don Ambrogio, Dio sarebbe molto ironico e divertente, soprattutto in alcuni passi della bibba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui il link per acquistare il libro, comunque disponibile nelle librerie e nei principali store online: <a href="https://www.lcieditore.it/catalogo/padre-kayn-vs-don-ambrogio">https://www.lcieditore.it/catalogo/padre-kayn-vs-don-ambrogio</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il mito dell&#8217;intelligenza artificiale di Erik J. Larson</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parlo spesso di Intelligenza Artificiale (https://short.staipa.it/3qsdr) e cerco di inquadrarla nella realtà al netto dei miti e delle esagerazioni dei media (https://short.staipa.it/661lc). &#8220;Il mito dell&#8217;intelligenza artificiale. Perché i computer non possono pensare come noi&#8221; di Erik J. Larson è un saggio che tratta proprio di questo, sfidando le convinzioni comuni sull&#8217;intelligenza artificiale. Larson smonta la [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Parlo spesso di <em>Intelligenza Artificiale</em> (<a href="https://short.staipa.it/3qsdr">https://short.staipa.it/3qsdr</a>) e cerco di inquadrarla nella realtà al netto dei miti e delle esagerazioni dei media (<a href="https://short.staipa.it/3qsdr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/661lc</a>). &#8220;<strong>Il mito dell&#8217;intelligenza artificiale. Perché i computer non possono pensare come noi</strong>&#8221; di Erik J. Larson è un saggio che tratta proprio di questo, sfidando le convinzioni comuni sull&#8217;<em>intelligenza artificiale</em>. Larson smonta la narrazione dominante secondo cui i computer potranno in breve tempo raggiungere o superare l&#8217;intelligenza umana, offrendo una prospettiva critica e scientificamente fondata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Larson esplora i limiti intrinseci delle attuali tecnologie di <em>Intelligenza Artificiale</em>, mostrando come i modelli di<em> machine learning</em> e gli algoritmi complessi manchino di capacità fondamentali del pensiero umano, come la comprensione contestuale e la coscienza. L&#8217;autore argomenta che, nonostante i progressi nella potenza di calcolo e nell&#8217;elaborazione dei dati, i computer rimangono strumenti incapaci di replicare il vero ragionamento umano. L&#8217;IA, secondo Larson, può eccellere in compiti specifici, ma fallisce nel comprendere e interagire con il mondo in modo autenticamente umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un punto cruciale che Larson sottolinea è la distinzione tra <em>intelligenza artificiale ristretta</em> (<em>narrow AI</em>) e<em> intelligenza artificiale generale</em> (<em>AGI</em>). Mentre la <em>narrow AI</em> è già in uso in molte applicazioni, come il riconoscimento delle immagini e la traduzione automatica, l&#8217;<em>AGI</em>, che rappresenterebbe una macchina con capacità cognitive pari a quelle umane, rimane una chimera. Larson critica l&#8217;idea che l&#8217;<em>AGI</em> sia inevitabile o imminente, evidenziando le profonde lacune teoriche e pratiche che ostacolano questo traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel saggio adotta uno stile accessibile e di lettura abbastanza semplice ma tecnicamente e scientificamente rigoroso. La sua analisi è supportata da esempi concreti e riferimenti scientifici, rendendo il libro una lettura ottima per chiunque sia interessato alla verità dietro le promesse dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre agli aspetti tecnici, Larson affronta le implicazioni etiche e sociali dell&#8217;intelligenza artificiale e mette in guardia contro l&#8217;uso indiscriminato di queste tecnologie in settori critici come la sanità, la giustizia e la sicurezza, senza una comprensione chiara dei loro limiti. L&#8217;autore evidenzia il pericolo di riporre troppa fiducia nelle macchine, suggerendo che questa fede cieca potrebbe portare a decisioni sbagliate e conseguenze negative per la società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, &#8220;<strong>Il mito dell&#8217;intelligenza artificiale</strong>&#8221; è un&#8217;opera che invita alla riflessione critica e alla prudenza. Larson non nega i benefici dell&#8217;IA, ma ci ricorda che questi strumenti devono essere utilizzati con consapevolezza e responsabilità. Il libro è un contributo prezioso al dibattito contemporaneo sull&#8217;intelligenza artificiale, offrendo un contrappeso necessario all&#8217;entusiasmo spesso esagerato che circonda questo campo.</p>
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		<title>Se pianto un albero posso mangiare una bistecca? di Giacomo Moro Mauretto </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 11:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Seguo Giacomo da tempo attraverso il suo canale YouTube @EntropyforLife (https://www.youtube.com/c/EntropyforLife), per chi non lo conoscesse è un giovane divulgatore scientifico, il suo percorso di studi è improntato sulla Biologia Evoluzionistica ma si occupa spesso anche di temi ambientalisti. Lo fa con un altissimo livello di razionalità e di scrupolosità nei dati, cercando di essere [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Seguo Giacomo da tempo attraverso il suo canale YouTube <a href="https://www.youtube.com/c/EntropyforLife">@EntropyforLife</a> (<a href="https://www.youtube.com/c/EntropyforLife" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/c/EntropyforLife</a>), per chi non lo conoscesse è un giovane divulgatore scientifico, il suo percorso di studi è improntato sulla Biologia Evoluzionistica ma si occupa spesso anche di temi ambientalisti. Lo fa con un altissimo livello di razionalità e di scrupolosità nei dati, cercando di essere sempre il più imparziale possibile ed esponendo interamente le analisi dei dati che porta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel descrivere questo suo libro, il cui titolo completo è <em>Se pianto un albero posso mangiare una bistecca? Guida scientifica per un ambientalismo consapevole</em>, sono costretto a usare almeno in parte la sua sinossi, perché in questo caso è davvero esplicativa del messaggio che il libro stesso vuole trasmettere:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Emetto più CO2 se mangio carne bovina biologica, polli da allevamento intensivo, frutti di mare o un trancio di pesce spada? È davvero utile adottare alveari di api o finanziare aziende o associazioni che piantano alberi in giro per il mondo? Ogni giorno la nostra vita è riempita da una serie di dilemmi etici e morali che assomigliano molto a queste domande. Ormai, infatti, abbiamo tutti gli strumenti per capire che ogni nostro comportamento produce un impatto sul pianeta. Eppure, nonostante questa consapevolezza, spesso ci sentiamo impotenti di fronte ai mille problemi che la crisi ambientale ci pone di fronte quotidianamente. È difficile capire quale delle possibili soluzioni sia la migliore e così anche la nostra buona volontà di azione ne viene minata. </strong></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono alcune azioni che hanno un grandissimo impatto in termini di inquinamento e di produzione di CO2, come mangiare meno carne soprattutto bovina, o coibentare la propria abitazione e altre che seppur decantate hanno impatti decisamente infinitesimi come farsi i saponi in casa o produrre da sé il cibo nell&#8217;orto, altri ancora possono avere impatti negativi e far guadagnare soldi a chi ne sfrutta l&#8217;ideale come adottare un alveare di api da miele.<br>Ci sono anche ideali come il veganesimo che al di là dei motivi etici portano un impatto ecologico molto più basso di soluzioni intermedie e più applicabili alla massa, o scelte come l&#8217;allevamento intensivo che ci pongono davanti alla scelta tra il benessere animale o il consumo di suolo e un impatto enorme sull&#8217;inquinamento dell&#8217;aria, delle falde acquifere e sulla biodiversità. Ci sono momenti in cui è necessario scegliere tra uccidere oggi un certo numero di animali invasivi o lasciare che questi uccidano molti altri animali causando rischi per le specie autoctone. Ci sono modi di piantare boschi che possono aiutare la biodiversità e modi in cui invece può essere un ulteriore colpo contro la biodiversità. Lo stesso piantare alberi quale impatto positivo ha? Ha senso farlo per la CO2 o i motivi più importanti per farlo sono invece altri? E quali invece possono essere i risvolti negativi? C&#8217;è modo di quantificarlo? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esistono scelte che portino conseguenze esclusivamente positive, se non nelle semplificazioni che ci vengono portate da idealisti che stanno spingendoci in una o l&#8217;altra direzione, consapevolmente o meno, in buona fede o meno. Le cose sono quasi sempre più complicate di così ed esistono dei <em>trade off</em> che ci impediscono di fare scelte completamente radicali in una qualsiasi direzione. In maniera più semplice si può dire che in qualsiasi scelta ambientale &#8220;la coperta è corta&#8221;, si può andare in determinate direzioni scegliendo di tralasciarne altre, ma qualunque scelta porta una ampia gamma di conseguenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa fare quindi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo libro non ci da nessuna risposta su cosa sia meglio fare e cosa no, ma ci fornisce una serie di dati e informazioni su cui riflettere per capire le motivazioni di alcune scelte o per poter scegliere consapevolmente. Ci insegna soprattutto che se vogliamo impegnarci per migliorare l&#8217;ambiente il primo passo è quello di cercare di capire quali tra le azioni che possiamo intraprendere siano quelle con un maggiore impatto in modo da non trovarci a perdere energie, tempo e risorse in azioni prive di un impatto reale. E tutto questo lo fa in maniera semplice e chiara, alla portata di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo definirei un modo finalmente razionale e consapevole di impegnarsi nell&#8217;ambientalismo in mezzo a <a href="https://short.staipa.it/ak6g6">centinaia di slogan troppo spesso altisonanti </a>(<a href="https://short.staipa.it/ak6g6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ak6g6</a>).<br>E ce ne è davvero bisogno.</p>
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		<title>L&#8217;avvocato dell&#8217;Atomo di Luca Romano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 11:47:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si parla molto di decarbonizzazione, di soluzioni legate alle energie rinnovabili, e talvolta -di rado- spunta fuori il solito che parla della possibilità di rientrare nel mondo dell&#8217;energia atomica, in genere venendo ricoperto di insulti. Ma come stanno davvero le cose? Quanto le persone che parlano di nucleare lo fanno con cognizione di causa o [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Si parla molto di decarbonizzazione, di soluzioni legate alle energie rinnovabili, e talvolta -di rado- spunta fuori il solito che parla della possibilità di rientrare nel mondo dell&#8217;energia atomica, in genere venendo ricoperto di insulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come stanno davvero le cose? Quanto le persone che parlano di nucleare lo fanno con cognizione di causa o quanto lo fanno mossi da paure poco razionali che sono state instillate nel tempo dall&#8217;opinione pubblica?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;avvocato dell&#8217;Atomo, In difesa dell&#8217;energia nucleare&#8221; di Luca Romano si occupa di questo. Di sfatare miti e di tentare di riaprire la discussione sull&#8217;argomento. Non nega ovviamente la necessità dell&#8217;apporto importante delle energie rinnovabili, ma fa una profonda analisi dello stato tecnologico e mediatico del problema dell&#8217;energia atomica da quando è stata scoperta ad oggi, con uno sguardo verso le nuove tecniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parla di sicurezza, di rischi effettivi evidenziando un confronto con le altre tecnologie di produzione di energia che stiamo utilizzando e mostrando come le cose sono andate negli altri paesi che hanno avuto approcci simili o diversi dal nostro sul tema energetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo lo fa con un tono scanzonato e leggero che rende il saggio leggibile e comprensibile alla maggior parte delle persone che abbiano voglia di impegnarsi a capire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal mio punto di vista l&#8217;ho trovato illuminante sotto molti aspetti. Credo che chiunque voglia approcciarsi al tema del nucleare con uno sguardo critico e non fidandosi alla cieca di <em>quello che si dice in giro</em>, questo sia un ottimo compendio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi aspetto già commenti e lamentele, soprattutto sui social, per aver parlato di questo libro, se accadrà spero vengano da persone che almeno lo abbiano letto e che smontino per punto qualcosa che vi hanno trovato dentro. Sarebbe interessante, perché è proprio di un dibattito scientifico che c&#8217;è oggi bisogno su questi temi ed è proprio un dibattito scientifico che il libro cerca di riaprire.</p>
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		<title>Da zero a tre anni, Piero Angela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 11:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni ho letto un libro rivoluzionario e di una modernità sconcertante. Si tratta di un libro del 1977, di un autore che tutti conosciamo: Piero Angela. Lo sappiamo tutti bene, Piero Angela ha spaziato su praticamente qualunque tema di carattere scientifico nella sua lunga carriera, quello che io non sapevo è che tra [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni ho letto un libro rivoluzionario e di una modernità sconcertante. Si tratta di un libro del 1977, di un autore che tutti conosciamo: Piero Angela.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sappiamo tutti bene, Piero Angela ha spaziato su praticamente qualunque tema di carattere scientifico nella sua lunga carriera, quello che io non sapevo è che tra questi temi ci fosse la pedagogia. Chi conosce bene il personaggio sa anche quanto spesso si sia espresso anche su temi che di fatto hanno una forte valenza politica.<br>Leggerne uno scritto nel 1977 mi ha fortemente colpito, perché in genere viene dato per scontato che un saggio vecchio, soprattutto su tematiche come l&#8217;educazione o certi ambiti scientifici, mostri tutto il suo tempo e risulti poco utile dopo quasi cinquant&#8217;anni. <br>In questo caso non è così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In <strong><em>Da zero a tre anni</em></strong> Piero Angela ci racconta come funziona la crescita e l&#8217;evoluzione della mente umana a partire dalla nascita dell&#8217;universo fino ai tre anni di vita di un bambino. Dal punto di vista biologico, fisiologico ed infine educativo. Snocciola esempi, spiegazioni ed esperimenti che portano anche chi non abbia grande dimestichezza con questi argomenti a comprendere non solo quali siano i rischi, le metodologie e lo stile migliori nel crescere un bambino, ma quanto sia strategico e determinante quel breve periodo iniziale in cui il bambino è con la famiglia e non ancora affidato ad un asilo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il libro non è solo questo, attraverso gli stessi studi e le stesse spiegazioni ci racconta quali dovrebbero essere i passi che lo stato, le istituzioni e i genitori dovrebbero seguire per migliorare la crescita mentale di ogni nato e rendere così il mondo migliore. Lo dice con gli occhi nel 1977, con le problematiche del 1977. E leggerlo nel 2023, con le grandi innovazioni dei primi venti anni del secolo successivo lascia senza parole perché le problematiche sono le stesse, o meglio le problematiche sono aumentate e le soluzioni sono state in larga parte ignorate. Abbiamo soluzioni a portata di mano da cinquant&#8217;anni, idee che potrebbero rendere le generazioni future cittadini migliori, che potrebbero rendere le future generazioni migliori di noi e in grado di discernere il vero dal falso, di ragionare per associazioni e incrementarne la creatività ma siamo troppo occupati a guardarci i piedi, a litigare, a finanziare cose che migliorino le nostre vite, le nostre pensioni, per poi crescere generazioni di frustrati quanto noi che ci criticheranno per non aver fatto qualcosa per loro.<br>Proprio come facciamo noi oggi con le generazioni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni ho letto un libro rivoluzionario e di una modernità sconcertante. Si tratta di un libro del 1977, ed evidentemente non lo hanno ancora letto abbastanza persone, o non lo hanno preso abbastanza sul serio.</p>
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		<title>Il fantastico regno delle Due Sicilie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 12:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho creduto a una Fake News. Non solo. Ho creduto a un libro zeppo di Fake News, ne ho parlato in giro e l&#8217;ho pubblicizzato inconsapevole di quanto fosse pericoloso e inutilmente divisivo. Si tratta di Terroni di Pino Aprile, l&#8217;ho anche recensito (https://short.staipa.it/1o3iu). A mia discolpa posso dire di averne sentito parlare da una [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho creduto a una Fake News. Non solo. Ho creduto a un libro zeppo di Fake News, ne ho parlato in giro e l&#8217;ho pubblicizzato inconsapevole di quanto fosse pericoloso e inutilmente divisivo. Si tratta di <em>Terroni </em>di Pino Aprile, l&#8217;ho anche recensito (<a href="https://www.staipa.it/blog/terroni-tutto-quello-che-e-stato-fatto-perche-gli-italiani-del-sud-diventassero-meridionali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/1o3iu</a>). A mia discolpa posso dire di averne sentito parlare da una persona cara, a sua discolpa posso dire che il libro prova a rispondere a molte delle domande che chiunque viva al sud giustamente si fa. Domande sulle disparità tra il nord e il sud, disparità nella sanità, nell&#8217;industria, nei trasporti, più in generale disparità sulle possibilità che chi nasce in una zona della nazione può avere rispetto a chi nasce in un&#8217;altra zona. Tutte domande lecite le cui risposte non sono certo quelle fornite dallo sprezzante senso di superiorità di alcuni nordici, soprattutto quelli riuniti in un certo gruppo politico. Domande a cui certamente non rispondono gli stereotipi. Sempre <em>risposte troppo semplici</em>. Sempre risposte in cui si punta il dito contro qualcuno che è il colpevole, ci si assolve in toto e si risolve la questione. Ho pure scritto un articolo che parla di questo meccanismo: <strong><a href="https://www.staipa.it/blog/quando-siamo-estremamente-divisivi-e-probabile-siamo-vittime-di-fake-news/">Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</a></strong> (<a href="https://www.staipa.it/blog/quando-siamo-estremamente-divisivi-e-probabile-siamo-vittime-di-fake-news/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/gsin5</a>). Purtroppo nessuno è immune ai <em>bias</em> e alle <em>Fake News</em> ed è bene ammetterlo anche a sé stessi. Credo sia qualcosa di importante anche su temi più recenti e attuali come quando ci si schiera sulla questione Israelo-Palestinese, la scelta giusta non è mai fidarsi di quello che si legge solo perché la risposta ci piace o arriva da qualcuno di cui abbiamo fiducia, è necessario fare quel passo in più per capire informandosi anche dalle fonti contrapposte. Anche di questo ho parlato spesso nei miei articoli sulle<em> <a href="https://www.staipa.it/blog/fakenews">Fake News</a> </em>(<a href="https://www.staipa.it/blog/fakenews" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.staipa.it/blog/fakenews</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho cominciato a sentire il dubbio di aver creduto a qualcosa di forzato ascoltando alcune conferenze di Alessandro Barbero quando parlando dell&#8217;Unità d&#8217;Italia spesso nomina e liquida i cosiddetti <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neoborbonismo">Movimenti Neoborbonici </a></em>(<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neoborbonismo">https://it.wikipedia.org/wiki/Neoborbonismo</a>) come <em>revisionismo storico</em> spesso senza dilungarcisi ulteriormente. Di Barbero ho una grande fiducia, come immagino chiunque sia un minimo appassionato di storia, ma qui ho scelto di non cadere nell&#8217;errore opposto. Per di più io non sono uno storico e non ho modo di verificare determinate informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo libro Pino Aprile snocciola una grandissima quantità di dati e informazioni, a mente fredda forse ci si rende conto che molti dei dati sono tacciabili della definizione di <em>troppo</em>, troppi morti, troppe cose nascoste, troppo <em>troppo</em> per essere fatti così rimasti nell&#8217;ombra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente poi ho trovato <a href="https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858144374"><em>Il fantastico regno delle Due Sicilie</em>: <em>Breve catalogo delle imposture neoborboniche</em></a> di Pino Ippolito Armino (<a href="https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858144374" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/b7nmw</a>). Non si tratta prettamente di un libro di storia, ma proprio di un libro di analisi di quanto affermato dai <em>Movimenti Neoborbonici</em>, analizzando ogni affermazione e ogni dato in maniera razionale. Parte proprio analizzando <em>Terroni</em> di Pino Aprile, mostrando in maniera chiara e difficilmente controvertibile come molti dei dati utilizzati per la scrittura di quel libro non tornano, anche basilarmente dal punto di vista aritmetico ma non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non di tratta di un libro rivoluzionario e non dà grandi rivelazioni, e contrariamente a quello di Pino Aprile è giusto che sia così. Semplicemente torna ad analizzare nuovamente i dati e le informazioni sull&#8217;Unità d&#8217;Italia e sul risorgimento, in maniera decisamente più chiara ed estesa di come ci è stato raccontato a scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facendo continuamente riferimento al libro di Pino Aprile poi ha senso leggerlo se si ha letto quello o comunque si conosce bene le idee Neoborboniche. La sua importanza risiede nel tentativo di sedare alcune posizioni inutilmente divisive che finiscono per creare uno scontro interno a una nazione già piena di scontri interni, nulla di diverso dalla narrazione leghista con la Padania o il mito di Alberto da Giussano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarà mai dando colpe passate o alimentando la rabbia che si risolveranno i problemi. Al massimo si potrà crearne di nuovi.</p>
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		<title>Le nuotatrici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 16:05:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tendo a recensire molti libri, ma raramente recensisco un film. Non è un caso, non sono un grande cinefilo e sono pochi i film che mi colpiscono in un modo che mi spinga a parlarne su questa piattaforma, soprattutto tra i film recenti. Non è tra questi Le Nuotatrici diretto da Sally El Hosaini e presentato [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Tendo a recensire molti libri, ma raramente recensisco un film. Non è un caso, non sono un grande cinefilo e sono pochi i film che mi colpiscono in un modo che mi spinga a parlarne su questa piattaforma, soprattutto tra i film recenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è tra questi <em><strong>Le Nuotatrici</strong></em> diretto da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sally_El_Hosaini">Sally El Hosaini</a> e presentato in anteprima mondiale al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Toronto_International_Film_Festival">Toronto International Film Festival</a> del 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ha colpito perché racconta di una storia vera, quella di Yusra e Sara Mardini, due sorelle Siriane che allo scoppio della guerra nel loro paese hanno scelto di tentare di raggiungere l&#8217;Europa. La storia è raccontata anche nel libro &#8220;Butterfly&#8221;, di Yusra Mardini</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="536" height="813" data-attachment-id="10528" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/le-nuotatrici/image-4-9/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?fit=536%2C813&amp;ssl=1" data-orig-size="536,813" data-comments-opened="1" data-image-title="image-4" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?fit=536%2C813&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=536%2C813&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-10528" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?w=536&amp;ssl=1 536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=198%2C300&amp;ssl=1 198w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=316%2C480&amp;ssl=1 316w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=66%2C100&amp;ssl=1 66w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=16%2C24&amp;ssl=1 16w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=24%2C36&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-4.png?resize=32%2C48&amp;ssl=1 32w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Vederlo consapevoli che è una storia vera è un pugno nello stomaco, perché nonostante sia la storia di due ragazze, essenzialmente fortunate, mostra la difficoltà di un viaggio che migliaia di persone percorrono quotidianamente per tentare di sopravvivere a guerre, persecuzioni, clima. Quelle persone spesso muoiono affogate e dimenticate in mezzo al mare, o incastrate in qualche campo profughi, o morte di stenti camminando a piedi e che molti dei nostri politici e dei loro votanti si ostinano a respingere incuranti delle loro vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mostra soprattutto un&#8217;altra cosa interessante: mostra perché non è necessario essere poveri per dover intraprendere quel viaggio. Perché Yusra e Sara non sono povere, non scappano per raggiungere un luogo dove vivere a sbafo degli europei, semplicemente non hanno altra soluzione se non fare quel viaggio nella speranza di salvare la propria famiglia o restare a rischiare di morire sotto le bombe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre però è un film che insegnerà a chi già sa e che non verrà guardato da chi avrebbe bisogno di avere schiaffato in faccia un mondo in cui non crede, un mondo fatto di persone più sfortunate di noi che per puro caso sono nate in un paese con drammi che noi non possiamo neppure immaginare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Il danno scolastico. La scuola progressista come macchina della disuguaglianza.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 14:45:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Il danno scolastico di Paola Mastrocola e Luca Ricolfi non è un libro semplice da spiegare. Si articola sulla tesi che il tentativo, forse idealmente buono, di rendere la scuola accessibile a tutti attraverso semplificazioni e diritti abbia al contrario fatto in modo da amplificare le differenze tra chi già prima di queste riforme veniva privilegiato e chi veniva tagliato fuori dalla società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori sono due, Paola Mastrocola che è stata un&#8217;insegnante e che racconta come è cambiata negli anni la scuola dal suo punto di vista e Luca Ricolfi, sociologo, che alle sensazioni e gli aneddoti di Paola Mastrocola aggiunge la statistica e una misurazione più tecnico-scientifica allo scopo di dimostrare la tesi di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ho trovato un libro disarmante, a tratti destabilizzante per quanta lucidità esprime. Seppure non abbia apprezzato a pieno tutte le parti scritte da Paola Mastrocola perché a volte un po&#8217; semplicistiche e limitate, Luca Ricolfi ha costruito attorno alla tesi una struttura di informazione e di dati difficilmente controvertibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se posso provare minimamente a riassumerne la tesi in maniera semplicistica direi che il meccanismo che si è cercato di creare per rendere a tutti possibile arrivare a un diploma superiore, o a una laurea, ha reso da un lato più facile arrivarci, dall&#8217;altro ha abbassato il livello medio di conoscenza, e quindi di cultura. Il risultato è stato quello di passare da vecchie generazioni in cui una piccola elite di ricchi usciva dalle scuole medie conoscendo il latino, la storia e la matematica, a nuove generazioni in cui molti arrivano alla laurea impreparati e in cui la stessa elite di ricchi può permettersi di prosperare grazie alla disponibilità economica.<br>Siamo così passati da una nazione con un altissimo analfabetismo reale a una nazione con un altissimo analfabetismo funzionale. Le persone sanno sì leggere e scrivere ma non comprendere a fondo testi complessi, e in questa situazione la probabilità che chi è figlio di una elite vada a mantenere la posizione in questa elite, mentre chi è figlio di emarginati continui a mantenere la posizione di emarginato è estremamente alta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo sia un libro importante, da leggere e capire per poterci almeno riflettere. Credo contenga molte spiegazioni, molto più complesse di quanto potrei spiegare io, di come funzioni oggi la nostra nazione sotto diversi punti di vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura, la scuola, l&#8217;istruzione in genere sono qualcosa su cui non si può perdere tempo e rimandare, non sono cose su cui si può risparmiare. Dovrebbero essere il principale interesse di una nazione e purtroppo ad oggi non è così.</p>
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		<title>Un tesoro al piano Terra.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2022 13:38:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Andrea Moccia]]></category>
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					<description><![CDATA[La geologia è spesso considerata una materia noiosa. Spaccare quattro sassi, guardare come sono fatti, magari leccarli per sentirne la presenza di sali o altre sostanze. Girare con un martelletto su per le montagne e batterlo qua e là. Eppure, la geologia non è affatto questo. La geologia è tentare di prevedere i terremoti, è [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La geologia è spesso considerata una materia noiosa. Spaccare quattro sassi, guardare come sono fatti, magari leccarli per sentirne la presenza di sali o altre sostanze. Girare con un martelletto su per le montagne e batterlo qua e là.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, la geologia non è affatto questo. La geologia è tentare di prevedere i terremoti, è capire dove costruire un ponte o una centrale nucleare minimizzando i rischi, è saper cercare un giacimento prima di mettersi a scavare per niente, è capire perché lì c&#8217;è una montagna e là un lago, è rendersi conto che conosciamo più lo spazio interstellare di quanto conosciamo quello che contiene al suo interno il pianeta su cui viviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è solo questo, è capire perché alcune zone della terra sono più ricche di risorse naturali e altre più povere, come sfruttare o non sfruttare tali risorse, perché alcuni popoli abbiano potuto arricchirsi alle spalle di altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Geologia è un grande mondo sconosciuto ai più e Andrea Moccia ce lo racconta in maniera semplice e divertente, con qualche battuta napoletana e qualche riflessione profonda ci porta mano nella mano a scoprire quanto sia bella, importante e moderna la Geologia, e quanto sia strategica per il nostro futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un tesoro al piano Terra. La geologia che non ti aspetti&#8221; di Andrea Moccia è tutto questo ed è di più, perché ogni capitolo si ricollega a un video di <a href="https://www.youtube.com/c/geopop?cbrd=1&amp;ucbcb=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GeoPop</a> (<a href="https://www.youtube.com/c/geopop?cbrd=1&amp;ucbcb=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/c/geopop</a>), il canale di divulgazione che dirige su YouTube ormai diventato anche un sito completo: <a href="https://www.geopop.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.geopop.it</a> dove con il suo gruppo si occupa di geologia, geopolitica, scienza del riciclo dei materiali, e scienza in genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ottimo libro per passare del tempo imparando qualcosa di importante.</p>
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		<title>Nascere nel corpo sbagliato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 14:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Com&#8217;è nascere nel corpo sbagliato? Com&#8217;è sentirsi qualcosa di completamente diverso da ciò che il tuo corpo rappresenta? Perché è oggettivo che i nostri corpi dicano molto su di noi, su ciò che siamo, ed è oggettivo che in molti casi invece non ci rappresenti affatto. Al contrario talvolta rappresenta qualcosa di radicalmente diverso da [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Com&#8217;è nascere nel corpo sbagliato? Com&#8217;è sentirsi qualcosa di completamente diverso da ciò che il tuo corpo rappresenta?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è oggettivo che i nostri corpi dicano molto su di noi, su ciò che siamo, ed è oggettivo che in molti casi invece non ci rappresenti affatto. Al contrario talvolta rappresenta qualcosa di radicalmente diverso da ciò che sappiamo di essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un&#8217;Alice come un&#8217;altra&#8221;, di Alice T. parla esattamente di questo e lo racconta da dentro. Racconta un tratto della vita di questa ragazzina nata in un corpo che non la rappresenta, lo racconta in prima persona con la gioia e la sofferenza di una adolescente, con il giudizio della gente, la violenza dei propri coetanei e la difficoltà dei genitori nel gestire la situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un libro a tratti scanzonato e divertente e a tratti terribilmente drammatico che non lascia spazio a dubbi. Una fotografia indelebile di un punto di passaggio per lei ma anche per l&#8217;intera società ancora incapace di accogliere determinate differenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alice è una ragazza, una signora anziana dice lei, nata in un corpo maschile. Con tutte le difficoltà che ne vengono. È un libro che dovrebbe dare forza ai ragazzini nella sua stessa situazione ma che dovrebbe soprattutto insegnare agli adulti quanto sia difficile affrontarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in libro che parla di vita ma anche di morte, di suicidio. Una situazione così comune tra i giovani LGBTQ+ da meritarsi una pagina Wikipedia (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Suicidio_tra_i_giovani_LGBT) è causata principalmente dalla difficoltà dei genitori e della società di riconoscere la lor realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è questione di <em>teorie del gender</em> o di <em>lobby g</em>ay<em> </em>come<em> </em> vorrebbero derubricare queste situazioni alcune fazioni politiche e religiose, è questione di riconoscere che non tutti gli esseri umani possono, né soprattutto devono, riconoscersi in qualcosa che non sentono proprio. Nessuno spinge perché ci siano più omosessuali o più transessuali nel mondo ma perché ci sia una maggiore comprensione. Basterebbe la comprensione del fenomeno a far dare per scontati i diritti e i doveri e l&#8217;uguaglianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco. Questo piccolo libro aiuta alla comprensione, e lo fa in una maniera quasi leggera, senza lunghi discorsi, senza appelli alle morali. Solo una ragazza che racconta di sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La nostra vita è fatta da tutto ciò che non esisterebbe se non ci fossimo noi&#8221; </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="684" height="1024" data-attachment-id="9917" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/nascere-nel-corpo-sbagliato/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?fit=1000%2C1498&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,1498" data-comments-opened="1" data-image-title="5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?fit=684%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=684%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9917" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=684%2C1024&amp;ssl=1 684w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=768%2C1150&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></figure>
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		<title>&#8220;La bambina che voleva diventare un sasso&#8221; Sio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 16:34:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È qualche tempo che ho comprato &#8220;La bambina che voleva diventare un sasso&#8221; di Sio. Il fumettista veronese ormai famoso per le proprie strisce non-sense ma con spesso un forte doppio-sense. Spesso con punte di sociale che sono la cosa che a mio avviso lo rendono grandioso. È un libro piccolo, strano. La cosa che [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È qualche tempo che ho comprato &#8220;La bambina che voleva diventare un sasso&#8221; di Sio. Il fumettista veronese ormai famoso per le proprie strisce non-sense ma con spesso un forte doppio-sense. Spesso con punte di sociale che sono la cosa che a mio avviso lo rendono grandioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un libro piccolo, strano. La cosa che mi ha sempre fatto pensare di più è la macedonia fatta con mele rosse banane gialle e peperoni verdi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="576" height="768" data-attachment-id="9757" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-bambina-che-voleva-diventare-un-sasso-sio/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?fit=576%2C768&amp;ssl=1" data-orig-size="576,768" data-comments-opened="1" data-image-title="image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?fit=576%2C768&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?resize=576%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9757" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?w=576&amp;ssl=1 576w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?resize=360%2C480&amp;ssl=1 360w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?resize=75%2C100&amp;ssl=1 75w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?resize=18%2C24&amp;ssl=1 18w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?resize=27%2C36&amp;ssl=1 27w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1282065359-16567788629707221169586493337345.jpg?resize=36%2C48&amp;ssl=1 36w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo leggo a mia figlia quasi ogni giorno e mi capita di portarlo con noi quando andiamo da qualche parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un bel giorno, quello in cui ho capito l&#8217;importanza di questo libro, un uomo molto molto arrabbiato è venuto da me con il libro dopo averlo raccolto dal nostro plaid perché a quanto pare sua figlia lo aveva letto e così lui ne era stato incuriosito e l&#8217;ha aperto sulla pagina dove sono rappresentati i genitori della bambina. Quella che voleva diventare un sasso. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="576" height="768" data-attachment-id="9759" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-bambina-che-voleva-diventare-un-sasso-sio/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?fit=576%2C768&amp;ssl=1" data-orig-size="576,768" data-comments-opened="1" data-image-title="image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?fit=576%2C768&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?resize=576%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9759" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?w=576&amp;ssl=1 576w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?resize=360%2C480&amp;ssl=1 360w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?resize=75%2C100&amp;ssl=1 75w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?resize=18%2C24&amp;ssl=1 18w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?resize=27%2C36&amp;ssl=1 27w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image_editor_output_image1698459313-16567790553708865916528019533729.jpg?resize=36%2C48&amp;ssl=1 36w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quel signore trovava così preoccupante questa pagina, perfino più della macedonia con i peperoni verdi, da sentirsi in obbligo di dirmi che questo libro avrebbe causato confusione a mia figlia e che non dovevo mostraeglielo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho risposto che anche a me preoccupava un po&#8217; la questione della macedonia con i peperoni ma infine ognuno è giusto che metta in quello che mangia un po&#8217; quello che preferisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il signore insisteva e non siamo riusciti a trovare un punto di incontro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ho apprezzato però, perché so che quel signore non capirà mai cosa racconta quella bambina che vuole diventare un sasso, e non comprende che la colpa dell&#8217;incomunicabilità e della difficoltà di sognare di alcuni bambini è causata dai comportamenti come il suo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ho apprezzato perché quel signore era proprio come la mamma e il papà della bambina che voleva diventare un sasso. Ma non come avrebbe pensato lui. </p>
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		<title>Missione alle origini dell&#8217;universo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 14:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Astrofisica]]></category>
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					<description><![CDATA[Missione alle origini dell&#8217;universo è un romanzo per bambini scritto Stephen Hawking e sua figlia Lucy Hawking. Credo non ci sia grande bisogno di presentare chi sia Stephen Hawking, lo abbiamo visto mille volte in tv, sui social, citato e a volte presente in serie tv, ovunque. Probabilmente l&#8217;astrofisico più citato e conosciuto dell&#8217;ultimo secolo, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Missione alle origini dell&#8217;universo è un romanzo</strong> per bambini scritto Stephen Hawking e sua figlia Lucy Hawking. Credo non ci sia grande bisogno di presentare chi sia Stephen Hawking, lo abbiamo visto mille volte in tv, sui social, citato e a volte presente in serie tv, ovunque. Probabilmente l&#8217;astrofisico più citato e conosciuto dell&#8217;ultimo secolo, forse più di <a href="https://www.staipa.it/blog/ricordarci-dove-siamo-per-imparare-ad-amarci-tutti/">Carl Sagan</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia inizia con due bambini e un maiale. Il problema è che il maiale non può più stare a casa da loro e devono trovare un luogo nell&#8217;universo dove questi possa vivere felice. Tra un colpo di scena e l&#8217;altro si troveranno a combattere contro un potentissimo gruppo di potere che controlla i complottisti del mondo per ottenere che la scienza non possa progredire attraverso la ricerca. Detto così sembra assurdo, ma è proprio questo il bello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un romanzo che parla di amore per la scienza, di bullismo, di ecologia, di amicizia, e di umanità. E tutto questo, essendo scritto anche da Stephen Hawking coglie i momenti giusti per dare nozioni di astrofisica, di come sono fatti i pianeti, di dove sia la terra nell&#8217;universo, arriva a fare perfino piccoli cenni sulla fisica atomica e sulle teorie della relatività. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un libro che può essere letto a più livelli, fruendo solo della storia principale o gustandosi le foto astronomiche e gli approfondimenti cosmologici che fornisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fantastico sia per ragazzini e ragazzine da dieci anni in su che per gli adulti.</p>
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		<title>Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Aug 2021 15:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[ALLERTA FAKE NEWS: Revisionismo storico. Questo articolo è stato impostato con il testo barrato in quanto recensione di un libro di revisionismo storico, e per tanto pieno zeppo di Fake News. Ne parlo meglio qui: Il fantastico regno delle Due Sicilie (https://www.staipa.it/blog/?p=16872) Il fatto che esistano dei pregiudizi tra il nord e il sud dell&#8217;Italia [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">ALLERTA FAKE NEWS: Revisionismo storico.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo è stato impostato con il testo barrato in quanto recensione di un libro di revisionismo storico, e per tanto pieno zeppo di Fake News. Ne parlo meglio qui: <strong><a href="https://www.staipa.it/blog/il-fantastico-regno-delle-due-sicilie/">Il fantastico regno delle Due Sicilie</a></strong> (<a href="https://www.staipa.it/blog/il-fantastico-regno-delle-due-sicilie/">https://www.staipa.it/blog/?p=16872</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><s>Il fatto che esistano dei pregiudizi tra il nord e il sud dell&#8217;Italia è innegabile. Non vale ovviamente per tutte le persone ma certamente per molte, alcune delle quali non hanno neppure modo di rendersene conto.</s><br><s>I meridionali sono pigri? Dare soldi al sud equivale a darli alle associazioni a delinquere come Mafia, Ndrangeta, Sacra Corona Unita, Camorra? Al sud c&#8217;è pieno di ladri mentre al nord no? Al sud non sono capaci di <em>fare impresa</em>?</s></p>



<p class="wp-block-paragraph"><s>Forse le cose stanno diversamente e i motivi per cui questi pregiudizi sono nati e sono difficili da abbattere partono da eventi storici che non sono esattamente come ce li hanno raccontati.<br>Come sarebbe se Garibaldi e i suoi prima di scendere ad &#8220;unire l&#8217;Italia&#8221; avessero foraggiato e pagato quelli che poi sono diventati Mafia, Ndrangeta, Sacra Corona Unita, Camorra per alimentare dissidi locali? Come sarebbe se Garibaldi stesso dopo i fasti dei mille si fosse reso conto di aver fatto gravi danni e si fosse pentito? Sarebbe possibile per una nazione ormai unita raccontare ai propri cittadini di essere nata attraverso bagni di sangue, milioni di morti, campi di concentramento e distruzione o sarebbe sempre e comunque più semplice indorare la pillola con racconti di azioni eroiche e di pochi terribili briganti abbattuti?</s></p>



<p class="wp-block-paragraph"><s>Eppure, i documenti che raccontano una storia diversa da quella che ci è stata insegnata a scuola esistono, sono alla portata di tutti. <em>Pino Aprile</em> in &#8220;<em>Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»</em>&#8221; ci racconta di questo, documentando, citando molti altri saggi sullo stesso argomento, spiegando le ricerche effettuate e sfatando miti.</s></p>



<p class="wp-block-paragraph"><s>Perché il borbonico Regno delle due Sicilie, che all&#8217;epoca vantava in Napoli la città più industrializzata e grande dopo Londra e Parigi, la più grande diffusione di linee ferroviarie e una delle prime economie d&#8217;Europa si è trovato ad essere fanalino di coda dell&#8217;Italia unita, con linee ferroviarie disastrate e limitate, poche autostrade e pessimi servizi? Perché ha perso la spinta innovatrice che aveva prima dell&#8217;unità e ora, per certi personaggi, è considerato una palla al piede alla crescita del Nord?</s></p>



<p class="wp-block-paragraph"><s>Perché nessuno ricorda che quando la grande e ricca Lombardia era sotto il dominio austriaco si trovava nella stessa identica situazione del sud Italia oggi rispetto al nord e gli austriaci pensavano dei lombardi lo stesso che i lombardi pensano dei «meridionali»?</s></p>



<p class="wp-block-paragraph"><s>I motivi ci sono, sono molti, ma non sono quelli che ci raccontano alcuni politici. I motivi sono molto più profondi e seri, e solo con la consapevolezza questa situazione può essere cambiata.</s></p>
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		<title>Sei donne che hanno cambiato il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 15:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati famosi sono soprattutto uomini. Galileo Galilei, Isaac Newton, Albert Einstein, Enrico Fermi, Luis Pasteur, Charles Darwin&#8230; perché non ci sono donne che hanno contribuito altrettanto alla scienza? Gabriella Greyson, fisica e divulgatrice scientifica, in Sei donne che hanno cambiato il mondo ci racconta di questo, sfatando il pregiudizio che le donne non siano [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli scienziati famosi sono soprattutto uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Galileo Galilei, Isaac Newton, Albert Einstein, Enrico Fermi, Luis Pasteur, Charles Darwin&#8230; perché non ci sono donne che hanno contribuito altrettanto alla scienza?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gabriella Greyson, fisica e divulgatrice scientifica, in <em>Sei donne che hanno cambiato il mondo</em> ci racconta di questo, sfatando il pregiudizio che le donne non siano adatte a questi ruoli e spiegandoci attraverso la vita di sei scienziate, dei loro successi e delle discriminazioni che hanno vissuto i modi in cui nonostante abbiano contribuito a cambiare il mondo per i più siano state dimenticate. Marie Curie (1867-1934), Lise Meitner (1878-1968), Emmy Noether (1882-1935), Rosalind Franklin (1920-1958), Hedy Lamarr (1914-2000) e Mileva Marić (1875-1948), sono le donne di cui viene tracciata la storia completa ma sono molte altre quelle che vengono citate, da <em>Ipazia</em>, a Fabiola Giannotti (1960-) attuale responsabile del CERN, Barbara Mc Clintock (1902–1992), Wu Chien Shiung(1912 – 1997), Vera Rubin (1928 – 2016), Jocelyn Bell (1943-), Lisa Randal (1962-) a Samantha Cristoforetti (1977-).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un percorso utile alle donne per capire che possono arrivare ovunque con la loro forza, ma soprattutto per gli uomini perché possano comprendere che non basta una metà dell&#8217;umanità per rivoluzionare il mondo. Perfino Einstein senza Mileva Marić forse non sarebbe stato altrettanto in grado di raggiungere o propri obbiettivi.</p>
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		<title>Ipazia. La vera storia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 15:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho chiamato mia figlia Ipazia. Ormai immagino sia noto per chi mi conosce o mi segue, o forse no. Ma chi è Ipazia? Cosa evoca questo nome? Sicuramente la forza di una donna che nel 400 CE poteva permettersi di insegnare la scienza agli uomini e di gestire uno dei più grandi musei biblioteca del [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho chiamato mia figlia Ipazia. Ormai immagino sia noto per chi mi conosce o mi segue, o forse no. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma chi è Ipazia? Cosa evoca questo nome? Sicuramente la forza di una donna che nel 400 CE poteva permettersi di insegnare la scienza agli uomini e di gestire uno dei più grandi musei biblioteca del mondo ad Alessandria d&#8217;Egitto. Una donna che ha combattuto per ideali di libertà e di conoscenza contro chi invece preferiva che la conoscenza non proliferasse. Sicuramente un esempio rimasto nella storia e cantato da poeti, scrittori e filosofi. Filosofa, scienziata, o strega viene considerata martire per la scienza. Ognuno ha provato a portare la storia di questa donna verso la propria posizione. Scienziati, religiosi, cattolici e protestanti, ognuno ha raccontato di lei una storia diversa usando i propri pregiudizi, i propri interessi. Ma cosa sappiamo davvero di lei?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Silvia Ronchey ce lo racconta in <em>Ipazia. La vera storia</em> analizzando tutte le fonti che abbiamo disponibili. Chi ha scritto di lei tra i suoi allievi, chi ha scritto tra i suoi detrattori, chi parla di chi ha organizzato la sua morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo saggio è un percorso tra tutte le fonti e ci dà un&#8217;idea di chi fosse Ipazia ma soprattutto di chi non fosse.</p>
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		<title>Viaggio nel mondo del paranormale: Indagine critica sulla parapsicologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2021 13:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono ormai quarant&#8217;anni che questo libro è uscito, all&#8217;epoca fece molto scalpore, assieme alle trasmissioni sulla parapsicologia effettuate da Piero Angela. Viaggio nel mondo del paranormale: Indagine critica sulla parapsicologia, che è uscito da poco nella versione riveduta e corretta è un viaggio con il metodo scientifico su praticamente tutto quanto rientra nella caterogria della [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono ormai quarant&#8217;anni che questo libro è uscito, all&#8217;epoca fece molto scalpore, assieme alle trasmissioni sulla parapsicologia effettuate da <em>Piero Angela</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Viaggio nel mondo del paranormale: Indagine critica sulla parapsicologia</strong>, che è uscito da poco nella versione riveduta e corretta è un viaggio con il metodo scientifico su praticamente tutto quanto rientra nella caterogria della parapsicologia, <em>telepatia</em>, <em>chiaroveggenza</em>, <em>precognizione</em>, <em>psicoci nesi</em>, <em>fotografia Kirlian</em>, <em>poltergeist</em>, <em>comunicazione con le piante</em>, <em>agopuntura</em>, <em>yogi e fakiri</em>, <em>guaritori</em>, <em>rabdomanti</em>, <em>chirurgia psichica</em>, <em>sedute spiritiche</em>, <em>fotografia del pensiero</em>, <em>astrologia</em>, <em>sogni premonitori</em>, <em>sensazioni di deja-vu</em>, <em>profezie</em>, <em>medium </em>e <em>sensitivi celebri</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come più volte viene ripetuto nel libro <em>questo non è un libro per chi vuole credere, ma un libro per chi vuole capire</em>, e così Piero Angela attraverso interviste a ricercatori di parapsicologia, scienziati, illusionisti di professione ci porta per mano nell&#8217;analisi di questi fenomeni. Lo scopo non è quello di confutarli quanto quello di darci dei metodi per non farci ingannare e imparare a riconoscere determinati rischi e bias cognitivi che a volte potrebbero ingannarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fornisce materiale prezioso a tutti coloro che si interessano o che si sono interessati ai fenomeni paranormali e che provano il desiderio di documentarsi seriamente sulle ricerche in corso nel mondo, senza abbandonarsi alla semplice suggestione del magico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me riscoprire questi argomenti è stato un po&#8217; tornare bambino. Erano stati documentari come questi del buon <em>Piero Angela</em> ad affascinarmi fin da piccolo e a darmi la curiosità e il desiderio di conoscere che ancora mi porto dentro e il metodo espressivo che tutti conosciamo, chiaro, conciso ed elegante si trova tra queste pagine tanto che sembra di sentire la sua voce a raccontare i fatti. </p>
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		<title>Cosa pensano i pesci. Percezione, coscienza, consapevolezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 14:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra le mie passioni, come in molti sanno, c&#8217;è la subacquea. La vita al di sotto dell&#8217;acqua per me ha un fascino che non ha nulla da invidiare a quella sulla terra. Qualche tempo fa avevo parlato di Altre menti di Peter Godfrey-Smith (https://wp.me/pQMJM-27p), un libro che parla dei Polpi e dei cefalopodi in generale [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra le mie passioni, come in molti sanno, c&#8217;è la <a href="https://www.staipa.it/blog/tag/subacquea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">subacquea</a>. La vita al di sotto dell&#8217;acqua per me ha un fascino che non ha nulla da invidiare a quella sulla terra. Qualche tempo fa avevo parlato di <a href="https://www.staipa.it/blog/altre-menti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Altre menti </a>di <em>Peter Godfrey-Smith</em> (<a href="https://wp.me/pQMJM-27p" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://wp.me/pQMJM-27p">https://wp.me/pQMJM-27p</a>), un libro che parla dei Polpi e dei cefalopodi in generale e della loro intelligenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi abbiamo la tendenza a considerare i pesci, e in generale gli animali che vivono sott&#8217;acqua in maniera molto meno empatica di quelli che vivono sulla terra. Se è facile credere che una mucca o un bradipo provino dolore fisico ed emozioni è più difficile pensarlo di un pesce. Un po&#8217; per l&#8217;assenza di espressioni facciali, un po&#8217; per la nostra incapacità di sentirne i segnali analoghi ai versi degli animali terrestri. Diciamo <em>muto come un pesce</em> e siamo convinti che cuocere le aragoste vive non provochi alcun dolore all&#8217;animale. Diciamo <em>hai la memoria di un pesce rosso</em>, pensando che non siano in grado di ricordare cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cosa pensano i pesci. Percezione, coscienza, consapevolezza</em> di <em>Jonathan Balcombe</em> ci porta invece mano nella mano a conoscere la vita reale dei pesci attraverso gli studi degli ultimi anni. Ci porta a scoprire che i pesci, come gli altri animali, sono in grado di ricordare cose per anni, sono in grado di riconoscere uno specifico umano che li osservi da sopra la superficie dell&#8217;acqua, provano dolore ed emozioni, hanno arzigogolate strategie di cooperazione anche tra specie diverse, alcuni di essi sembrano perfino avere un gusto estetico e cerchino di fare opere più belle dei propri simili per conquistare le proprie compagne.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8622" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-pensano-i-pesci-percezione-coscienza-consapevolezza/circle-sea-1000x640-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?fit=1000%2C640&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,640" data-comments-opened="1" data-image-title="circle-sea-1000&amp;#215;640-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?fit=1000%2C640&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=500%2C320&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8622" width="500" height="320" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=300%2C192&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=768%2C492&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=640%2C410&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=100%2C64&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=24%2C15&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=36%2C23&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=48%2C31&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Fonte: <a href="https://web.archive.org/web/20220704153530/https://www.scuolenaturali.it/cose-questo-misterioso-cerchio-sul-fondo-del-mare/">Cos&#8217;è questo misterioso cerchio sul fondo del mare?</a></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Balcombe riesce capovolge tutte le nostre convinzioni sui pesci, dimostrandoci come non siano creature passive e prive di sentimenti, delle specie di robot senza coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci insegna che esistono più di 30.000 specie diverse di pesci, ognuna con le proprie caratteristiche, la propria individualità e la propria bellezza e lo fa raccontandoci aneddoti, spiegandoci ricerche, affascinandoci con racconti. Infine, ci parla delle statistiche della pesca da parte degli umani e del nostro inquinamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci insegna che, dopo tutto, non sono solo gli animali terrestri a meritarsi la nostra attenzione e le nostre preoccupazioni: ci sono 30.000 specie, laggiù che ignoriamo e distruggiamo senza neppure pensarci.</p>
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		<title>Viaggiare nello spaziotempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 14:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutti abbiamo sentito parlare di Intestellar, il film di Christopher Nolan, e tutti abbiamo sentito parlare (anche se in molti se ne sono già dimenticati) dell&#8217;incredibile scoperta delle Onde Gravitazionali annunciata nel 2016. Non molti invece sanno che ad accumunarli c&#8217;è una persona: Kip Thorne. Kip Thorne è uno dei più brillanti astrofisici del nostro [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Tutti abbiamo sentito parlare di <em>Intestellar</em>, il film di Christopher Nolan, e tutti abbiamo sentito parlare (anche se in molti se ne sono già dimenticati) dell&#8217;incredibile scoperta delle <em>Onde Gravitazionali</em> annunciata nel 2016. Non molti invece sanno che ad accumunarli c&#8217;è una persona: <em>Kip Thorne</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kip_Thorne">Kip</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kip_Thorne" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Thorne </a>è uno dei più brillanti astrofisici del nostro secolo, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_fisica">premio Nobel per la fisica</a>, insieme a&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rainer_Weiss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rainer Weiss</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barry_Barish" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barry Barish</a> appunto grazie alla rilevazione delle prime <em>Onde Gravitazionali</em>. La cosa che non molti sanno è che anche <em>Interstellar</em> è una sua idea e creazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In &#8220;<strong>Viaggiare nello spaziotempo. La scienza di interstellar</strong>&#8221; Kip Thorne ci guida mano nella mano nella storia della creazione di questo film, gestazione durata più di dieci anni fino all&#8217;entrata nel progetto prima di Jonathan Nolan e poi del fratello Christopher. Ci racconta come da anni il suo desiderio fosse di realizzare un film di fantascienza scientificamente attendibile, spingendolo oltre le conoscenze estreme della fisica approdando alle congetture più probabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo libro ci viene spiegato in maniera sorprendentemente semplice la fisica che sta dietro al film. Dal funzionamento di un Wormhole, a quella di un buco nero, dalle fionde gravitazionali alla piaga che all&#8217;inizio della storia sta distruggendo l&#8217;umanità, dalla teoria dello spazio-tempo di Einstein alla possibilità dei viaggi nel tempo, dall&#8217;ipotesi di un universo multidimensionale alla percezione che possa averne un essere umano. Ci rende il film, già magnifico di per sé, ancora migliore, ancora più incredibile proprio perché aderente in molti punti al vero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Niente però, come le parole di Thorn stesso possono spiegare meglio il libro:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Ogni volta che guardo <em>Interstellar,</em> e rileggo questo libro, resto stupito di fronte all&#8217;enorme varietà di temi scientifici &#8211; e alla loro ricca bellezza &#8211; da essi affrontati.<br>La cosa che più mi colpisce è il messaggio ottimistico che sta alla base del film: viviamo in un universo governato da leggi fisiche che noi uomini siamo in grado di scoprire, decifrare, imparare in profondità e usare per controllare il nostro destino. Anche senza l&#8217;aiuto degli esseri del bulk, siamo in grado di affrontare quasi ogni catastrofe che l&#8217;universo può scatenarci contro, così come quelle provocate da noi stessi (dal cambiamento climatico ai disastri biologici e nucleari).</strong></p><p><strong>Per far questo, per controllare il nostro destino, è però necessario che una larga parte della popolazione comprenda e apprezzi la scienza. Il suo modo di operare. Ciò che ci insegna in merito all&#8217;universo, alla Terra e alla vita.<br>I risultati che può raggiungere. Quali sono i suoi limiti dovuti alle inadeguatezze della conoscenza o della tecnologia. In che modo questi limiti possono essere superati. Come possiamo passare dalle semplici congetture alle ipotesi fondate e quindi alla verità. Quanto siano rare -ma molto importanti- le rivoluzioni in cui la nostra percezione della verità viene a cambiare.<br>Spero che il mio libro possa contribuire alla comprensione di tutto questo.</strong></p></blockquote>
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		<title>Mussolini ha fatto anche cose buone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 15:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo&#8221; è un libro di Francesco Filippi. Un libro che vorrei stesse sulla scrivania di parecchie persone che conosco, ma che spero possa finire almeno su quelle delle altre. Quante volte ci si sente raccontare le solite cose, la bonifica delle paludi, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Mussolini ha fatto anche cose buone. </strong>Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo&#8221; è un libro di <a href="https://www.ibs.it/libri/autori/francesco-filippi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesco Filippi</a>. Un libro che vorrei stesse sulla scrivania di parecchie persone che conosco, ma che spero possa finire almeno su quelle delle altre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quante volte ci si sente raccontare le solite cose, la bonifica delle paludi, le pensioni, l&#8217;assistenza sanitaria, l&#8217;educazione fisica, il welfare, la cassa integrazione, i treni in orario, le grandi strade, le tasse basse, l&#8217;assenza di corruzione&#8230; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro si apre con una delle affermazioni più famose di Joseph Goebbels, che fu il ministro della propaganda nazista</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte, e diventerà una verità</p><cite>Joseph Goebbels</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">e prende in esame moltissime delle affermazioni tipiche sul <em>fascismo </em>spiegando punto per punto quali sono le cose che sono realmente realizzate dal duce, quali sono quelle di cui ha acquisito i meriti e quali gli sono state attribuite erroneamente. Fa una disamina dettagliata di quando le varie iniziative sono state fatte e da chi con dati verificabili e chicche interessanti di storia del nostro paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrebbe sembrare di parte, e in effetti lo è, ma ogni affermazione viene esposta dando &#8220;<em>a Cesare quel che è di Cesare</em>&#8221; senza troppa retorica e con molti dati. Andrebbe letto da tutti perché racconta una parte di storia di cui, forse per pudicizia nazionale, si fa ancora fatica a parlare approfonditamente senza trovarsi incastrati in uno schieramento politico e nel tifo da stadio.<br>Dovrebbero leggerlo i detrattori di Mussolini ma anche i suoi fan accaniti per poter smentire o confermare le proprie opinioni con un libro che, pur se di storia, risulta facile da leggere. Troppo semplice conoscere la storia usando gli slogan che abbiamo sentito o letto, non è ripetendo mille volte che Mussolini ha creato le pensioni che Mussolini avrà creato le pensioni. Tuttavia, può essere interessante sapere per esempio che sebbene abbia fondato l&#8217;<strong>INFPS</strong> -Istituto Nazionale Fascista Della Previdenza Sociale-, l&#8217;attuale <strong>INPS</strong>, le pensioni sono nate nel 1895 durante il Governo Crispi quando Mussolini aveva dodici anni, e nel 1919 sono state imposte come obbligatorie a tutte le aziende durante il governo Orlando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imparare come e perché certe affermazioni si sono radicate nell&#8217;immaginario, capire cosa realmente è accaduto e cosa no, è importante anche solo per poter essere intellettualmente onesti con sé stessi quando si vuole sostenere un&#8217;opinione. Qualunque essa sia.<br>In un periodo in cui certe idee pericolose tornano a farsi strada anche nella politica spicciola di aspiranti governanti è fondamentale anche per capire quando ci stanno prendendo in giro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La retorica dovrebbe essere sempre supportata dalla conoscenza storica, altrimenti il rischio è di raccontare baggianate o crederci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sei a favore del Duce non proseguire con questo articolo.</p>



<span id="more-8083"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Se sei interessato, e se ti senti <strong>Antifascista</strong>, al momento in tutti i comuni italiani è in corso una raccolta di firme per una <strong>Legge di iniziativa popolare</strong> &#8220;Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti&#8221;</p>





<p class="wp-block-paragraph">Maggiori informazioni sul sito <a href="https://anagrafeantifascista.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anagrafe Nazionale Antifascista (anagrafeantifascista.it)</a> o sull&#8217;articolo di repubblica <a href="https://parma.repubblica.it/cronaca/2021/02/03/news/stop_alla_propaganda_fascista_parma_si_mobilita_per_la_legge_di_iniziativa_popolare-285832883/">Stop alla propaganda fascista: Parma si mobilita per la legge di iniziativa popolare</a><a href="https://parma.repubblica.it/cronaca/2021/02/03/news/stop_alla_propaganda_fascista_parma_si_mobilita_per_la_legge_di_iniziativa_popolare-285832883/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> (https://tinyurl.com/w4mxkrgw</a>), o su un qualsiasi motore di ricerca (<a href="https://bfy.tw/QLYw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bfy.tw/QLYw</a>) o sul sito del proprio comune, obbligato a esporre tale informazione come per ogni altra raccolta di firme per Legge Di Iniziativa Popolare. La raccolta durerà fino al 31 marzo 2021.</p>
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		<title>Altre menti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 15:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei libri che mi ha più emozionato e interessato negli ultimi anni. Non si tratta di un romanzo di avventura, o di un incredibile racconto di Stephen King ma di un saggio di Biologia. Altre Menti di Peter Godfrey-Smith racconta di intelligenza. Ci aiuta a capire attraverso quella dei Polpi e dei cefalopodi in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Uno dei libri che mi ha più emozionato e interessato negli ultimi anni. Non si tratta di un romanzo di avventura, o di un incredibile racconto di Stephen King ma di un saggio di Biologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre Menti</strong> di <em>Peter Godfrey-Smith</em> racconta di intelligenza. Ci aiuta a capire attraverso quella dei Polpi e dei cefalopodi in genere come interpretare l&#8217;intelligenza e come possano esserci forme di intelligenza <em>aliene</em> alla nostra ma non per questo meno affascinanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sapete che un polpo può essere in grado di trovare il modo di spegnere una lampadina fastidiosa? Di punire un umano che gli sta antipatico? Che parte del loro cervello è negli arti? </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo saggio l&#8217;autore tratta anche di evoluzione, di come l&#8217;intelligenza dei vertebrati e quella dei cefalopodi si sia sviluppata su rami evoluzionistici completamente distinti, non una figlia dell&#8217;altra ma due distinte formazioni. Questa spiegazione ci aiuta a immaginare come potrebbe essere un&#8217;intelligenza completamente aliena e nata altrove, magari su un altro pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, in qualche modo è probabile che il contatto con i polpi sia l&#8217;esperienza più vicina all&#8217;incontro con un alieno intelligente che possiamo vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Godfrey-Smith parla anche di un ultimo punto: nel momento in cui siamo costretti ad attribuire un&#8217;attività mentale e di coscienza ad animali completamente lontani e diversi da noi anche dal punto di vista evoluzionistico, siamo costretti ad ammettere anche che quello che noi consideriamo intelligenza e coscienza negli esseri umani non è così certo come abbiamo sempre creduto.</p>
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		<title>Armi, acciaio e malattie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 16:11:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Durante una discussione sull&#8217;immigrazione e sulle cause che hanno portato l&#8217;Europa a essere una zona ricca del mondo a discapito di altre zone meno ricche un amico mi ha consigliato di leggere questo libro: Armi Acciaio e Malattie, Breve storia degli ultimi tredicimila anni&#160;di Jared Diamond. Nella stesura del libro l&#8217;autore parte da una domanda [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Durante una discussione sull&#8217;immigrazione e sulle cause che hanno portato l&#8217;Europa a essere una zona ricca del mondo a discapito di altre zone meno ricche un amico mi ha consigliato di leggere questo libro: <em><strong>Armi Acciaio e Malattie</strong>, Breve storia degli ultimi tredicimila anni&nbsp;</em>di Jared Diamond.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella stesura del libro l&#8217;autore parte da una domanda che gli fece Yali, un abitante della Nuova Guinea. La domanda era &#8220;<em>Come mai voi bianchi avete tutto questo cargo e lo portate qui in Nuova Guinea, mentre noi neri ne abbiamo così poco?</em>&#8220;. Nel linguaggio di Yali il <em>Cargo</em>, è l&#8217;insieme delle tecnologie. Cosa di cui i guineani erano privi prima dell&#8217;arrivo dei coloni. Nel saggio l&#8217;autore cerca di rispondere a questa domanda e di spiegare perché gli europei siano partiti alla conquista degli altri popoli e siano riusciti nel loro intento e non sia avvenuto invece il contrario. Si spinge a riflettere su come mai un popolo come quello nativo americano, ricco di grandi guerrieri sia stato sconfitto dall&#8217;invasione di un popolo che aveva come grande vantaggio l&#8217;agricoltura. O perché un impero fiorente e unitario come quello medievale cinese sia finito per essere in un ruolo secondario rispetto a quello spezzettato in decine di nazioni proveniente dall&#8217;Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il saggio parte da una osservazione in particolare, l&#8217;autore osserva come i guineani&nbsp;nativi avessero pressoché tutti l&#8217;abilità di trovare tracce, riconoscere centinaia di piante ognuna per i propri effetti curativi, velenosi, nutritivi, conoscessero i comportamenti degli animali e cose che un cosiddetto <em>uomo civile</em> non avrebbe lontanamente modo di conoscere neppure dopo anni di studi universitari in biologia e zoologia, eppure non siano stati in grado di arrivare agli stessi risultati tecnologici.<br>Dipende da un&#8217;intelligenza biologicamente impressa nel DNA, dal caso o da fattori esterni non legati alla biologia dell&#8217;evoluzione umana? <br>L&#8217;uomo bianco è stato il grande vincitore perché implicitamente più intelligente o aggressivo o il fattore vincente è stato qualcos&#8217;altro? E cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho trovato questo saggio emozionante e divertente. Decisamente illuminante sulle cause che hanno permesso a dei popoli di prevalere e che hanno fatto soccombere la maggioranza. Ci insegna a capire quanto siamo fortunati e quanto in fondo abbiamo in comune con chi lo è stato meno di noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un libro che andrebbe letto per moltissimi motivi ma essenzialmente per capire meglio il mondo e i suoi equilibri.<br>Un libro che andrebbe consigliato a scuola.</p>
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		<title>&#8220;La tournée&#8221; di Marco Fasoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 18:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni mi è capitato di leggere &#8220;La tournée&#8221; di Marco Fasoli. Per me è un libro &#8220;strano&#8221;, per quello che sono i miei ricordi, non per il suo contenuto.Ho conosciuto Marco tanti anni fa quando frequentavo la parrocchia. Era quello là che prendeva in mano uno strumento e sapeva suonarlo meglio di chiunque. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni mi è capitato di leggere &#8220;La tournée&#8221; di <strong>Marco Fasoli</strong>. Per me è un libro &#8220;strano&#8221;, per quello che sono i miei ricordi, non per il suo contenuto.<br>Ho conosciuto Marco tanti anni fa quando frequentavo la parrocchia. Era quello là  che prendeva in mano uno strumento e sapeva suonarlo meglio di chiunque. Nella mia testa era in grado di suonare qualunque strumento al mondo, e per la prima volta tra le sue mani avevo sentito suonare una chitarra &#8220;come se fossero in due a suonare&#8221;. Di certo l&#8217;ho visto suonare divinamente la chitarra, l&#8217;organo e il suo violino.<br>Ero piccolo e dovevo io stesso ancora prendere in mano uno strumento musicale e così sono cresciuto con il mito di questo personaggio. Ricordo di averlo visto diverse volte laggiù nella fossa dei musicisti in Arena a suonare il violino durante l&#8217;opera. Elegante e perfetto nel suo smoking mentre suonava ed estremamente <em>casual</em> appena uscito. Credo avesse una Fiat 126 fino a pochi anni fa, ma su questo potrei sbagliare. <br>Io, fiero possessore di Fiat 500, abitualmente casual, speranzoso musicista in erba ho continuato a viverlo come mito di adolescenza fino poi a perderlo di vista, se non appunto quando andavo a vedere l&#8217;opera. L&#8217;ho sempre cercato nella fossa indicandolo a chi mi stava accanto: &#8220;lo vedi quello là col violino? Io lo conosco, lo vedevo suonare quando ero piccolo!&#8221;<br>Lui non lo sa neppure, lo sta leggendo ora.<br>Ed è così che anni dopo l&#8217;ho ritrovato su Facebook ed ho iniziato a seguirlo. <br>Poi ha pubblicato un libro: La tournée (<a href="https://www.ibs.it/libri/narrativa-italiana/moderna-contemporanea-dopo-1945-c2124">https://www.ibs.it/tournee-libro-marco-fasoli/e/9788863490640</a>).<br>L&#8217;ho letto con piacere perché si vede che è un pezzo di lui, una storia che forse non racconta di lui ma ti fa entrare in un mondo come il suo, di timidezza e forza. Perché anche quando si sente timido, uno che va a suonare in Arena, uno che suona davanti a un pubblico in qualche modo forte deve esserlo.<br>Il libro insegna in qualche modo questo. Insegna a seguire i grandi sogni, ma quelli giusti, non quelli che le persone si aspettano da te. Insegna a scegliere i valori, ad aspettare, ad agire.<br>Un libro piccolo, semplice, ma a suo modo efficace.<br>Sono stato contento di leggerlo, anche se poi musicista vero non lo sono mai diventato.<br>Grazie.</p>
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		<title>Stelle Minori &#8211; Mattia Signorini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 15:29:08 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Lo aspettavamo da un po&#8217; un nuovo libro di Mattia Signorini. Rimasto per qualche tempo <em>Lontano da ogni cosa</em> finalmente la <em>sinfonia del tempo</em> anche se non <em>breve</em>, lo ha portato <em>ora</em> a pubblicare dopo tante <em>fragile attese</em> il nuovo romanzo<strong> Stelle Minori</strong>. Un piacere tornare a leggerlo, come ritrovare la voce di un vecchio amico che dopo anni viene a raccontarti i fatti dell&#8217;ultimo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il romanzo esce con <strong>Feltrinelli</strong>, ed è un piacere scoprire che in questo Mattia sia riuscito a realizzare un sogno: la casa editrice con cui ha mosso i primi passi da accanito lettore, di cui racconta di aver mangiato i libri sui treni nei viaggi verso l&#8217;università di Padova è ora la casa editrice per cui pubblica e forse qualcun&#8217;altro seguirà le sue orme sugli stessi treni leggendo i suoi libri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il romanzo si svolge proprio in questo stesso ambiente: uno spaccato di vita universitaria di Padova si trasforma lentamente in un mistero sulla morte di un professore amato e stimato dai propri studenti. Un viaggio nell&#8217;eterno essere secondi a qualcuno e la ricerca di uscire dalla condizione di essere una <em>stella minore</em>, oscurata da una stella più grande. Ma cosa succede quando è questa stella a scomparire? Cosa succede a tutte le stelle minori che la stavano attorniando, che si nutrivano della sua luce e al contempo ne erano nascoste?<br>I due protagonisti si sono conosciuti attraverso il professor Nicola Sceriman a sua volta in qualche modo una stella decaduta dopo aver deciso di allontanarsi dal successo e dalla fama che il suo primo e unico romanzo gli ha portato. Grazie al professore i due protagonisti si sono trovati a costruire qualcosa che poteva essere più grande di loro, ma è proprio a causa della morte dello stesso che per nove anni si troveranno ad allontanarsi e perdersi di vista. <br>Il romanzo inizia con il loro nuovo incontro ad una cerimonia di commemorazione per Sceriman e da quella occasione si dipanerà un percorso che porterà a scoprire il vero segreto della morte del professore. Quello che ha diviso i due protagonisti li costringerà infine a riunirsi e a scegliere un destino che per molti lettori risulterà inaspettato fino all&#8217;ultimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avvincente dall&#8217;inizio alla fine, emozionante, pieno di domande questo romanzo è un piccolo gioiello per il quale è valso la pena attendere.</p>
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		<title>Laudate Hominem</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 12:09:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una diatriba interna ormai tra quello che è il cristianesimo, il messaggio contenuto nei vangeli -apocrifi o meno poco importa- e la vita reale di chi lo professa. Non dovrebbe neppure servire farne esempi ma quando esponenti politici portano alta la bandiera di un&#160;cattolicesimo convinto e si trovano a rifiutare tutto ciò che è&#160;carità,&#160;accoglienza,&#160;amore [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una diatriba interna ormai tra quello che è il <em>cristianesimo</em>, il messaggio contenuto nei <em>vangeli </em>-apocrifi o meno poco importa- e la vita reale di chi lo professa. Non dovrebbe neppure servire farne esempi ma quando esponenti politici portano alta la bandiera di un&nbsp;<em>cattolicesimo</em> convinto e si trovano a rifiutare tutto ciò che è&nbsp;<em>carità</em>,&nbsp;<em>accoglienza</em>,&nbsp;<em>amore per il prossimo</em>, quando parte dei cattolici stessi portano la bandiera di questi politici convinti che incarnino i loro valori diviene chiara la dicotomia tra il messaggio che un giovane uomo predicava in giudea duemila anni fa e quello raccolto oggi. Parlarne in maniera asettica, senza abbassarsi allo stesso livello non è mai facile ma qualcuno prima di me, ha trovato il modo elegante e razionale di esprimerlo con un eleganza oggi ancora irraggiunta.<em>&nbsp;Fabrizio De Andrè</em> e&nbsp;<em>Roberto</em> Dané, ne <em>La buona Novella</em>. Ascoltandola, leggendone il testo, approfondendo anche le parole del <em>Faber</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Avevo urgenza di salvare il <em>cristianesimo</em> dal <em>cattolicesimo</em>. I vangeli apocrifi sono una lettura bellissima con molti punti di contatto con l&#8217;ideologia anarchica.</p></blockquote>



<span id="more-5631"></span>



<p class="wp-block-paragraph">oggi è come trovarsi tra le mani un messaggio che ti guarda negli occhi fisso, che ti dice in faccia urlando sotto voce la sfida a una scelta tra <em>amare</em> o strumentalizzare un messaggio per giustificarsi.<br>Tutto, o quasi, per me si racchiude in&nbsp;<em>Laudate hominem</em>, la traccia che chiude l&#8217;album gettando un monito, una domanda, un giudizio impietoso nelle sue parole.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Laudate dominum <br>Laudate dominum <br>Il potere che cercava&nbsp;il nostro umore <br>mentre uccideva nel nome d&#8217;un dio, <br>nel nome d&#8217;un dio uccideva un uomo: <br>nel nome di quel dio si assolse.</p><p>[&#8230;]poi chiamò dio quell&#8217;uomo <br>e nel suo nome […],<br>altri uomini uccise .</p><p>Non voglio pensarti figlio di Dio <br>ma figlio dell&#8217;uomo, fratello anche mio.<br><br>Laudate dominum <br>Laudate dominum<br><br>Ancora una volta abbracciamo la fede <br>che insegna ad avere [&#8230;] il diritto al perdono [&#8230;]&nbsp;sul male commesso <br>nel nome d&#8217;un dio che il male non volle[&#8230;]<br>finché restò uomo[…].<br><br>Non posso pensarti figlio di Dio <br>ma figlio dell&#8217;uomo, fratello anche mio.<br><br>Qualcuno […] tentò di imitarlo <br>se non ci riuscì&nbsp;fu scusato <br>anche lui <br>perdonato&nbsp;perché non s&#8217;imita […]&nbsp;un dio, <br>un dio va temuto e […] lodato…<br><br>Laudate hominem <br><br>No, non devo pensarti figlio di Dio&nbsp;ma figlio dell&#8217;uomo,<br>fratello anche mio. <br>Ma figlio dell&#8217;uomo, fratello anche mio. <br>Laudate hominem.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Una visione più laica forse ma più umana ed emotiva, più viva. Una visione che non autorizza a sentirsi migliori, a sentirsi come i&nbsp;<em>farisei</em> contro cui si scagliava, che non autorizza a sobissare gli altri perché diversi da sé, che non autorizza a temere chi la pensa diversamente tanto da volerli rendere inoffensivi, che non autorizza ad arroccarsi dietro crocefissi appesi, porte chiuse.&nbsp;<br>Che non autorizza a sentirsi assolti nel male che si perpetra togliendo i diritti ai più deboli.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il potere che cercava il nostro umore <br>mentre uccideva nel nome d&#8217;un dio, <br>nel nome d&#8217;un dio uccideva un uomo: <br>nel nome di quel dio si assolse.<br></p></blockquote>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>La prima ora del giorno &#8211; Anna Martellato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 May 2018 17:06:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ho letto da un po&#8217;&#160;La prima ora del giorno di Anna Martellato, per settimane ho pensato di non poter essere obbiettivo nello scriverne, vuoi perché ne conosco l&#8217;autrice, vuoi perché ne conosco dei retroscena che me lo fanno vivere diversamente da un normale lettore, vuoi perché un po&#8217; -devo ammetterlo- ne invidio la genesi.In questi [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ho letto da un po&#8217;&nbsp;<em>La prima ora del giorno</em> di Anna Martellato, per settimane ho pensato di non poter essere obbiettivo nello scriverne, vuoi perché ne conosco l&#8217;autrice, vuoi perché ne conosco dei retroscena che me lo fanno vivere diversamente da un normale lettore, vuoi perché un po&#8217; -devo ammetterlo- ne invidio la genesi.<br>In questi giorni ne è stata decisa la stampa della seconda edizione e l&#8217;ho visto nuovamente presentare a <a href="https://www.rovigoracconta.it/">Rovigo Racconta</a>, tra l&#8217;altro con delle acute osservazioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Saveria_Chemotti">Saveria Chemotti</a>. Non credo potrei aggiungere nulla a quelle affermazioni ma in qualche modo sono state un ulteriore apertura, uno scorcio attraverso il romanzo da un punto di vista privilegiato in modo diverso dal mio.<br>Se mi chiedo di che cosa parli il romanzo non saprei dare una risposta precisa, non raccontandone la trama. I temi che emergono attraverso il percorso di vita di una giovane ragazza e di sua nonna, tra l&#8217;oggi moderno e ritmato e i tempi della seconda guerra mondiale sono soprattutto legati all&#8217;eredità morale. Non si tratta ne di una vera e propria eredità storica, che pure si percepisce, ne tanto meno di una eredità materiale. Il romanzo risulta essere un parallelo tra due vite che all&#8217;apparenza sono radicalmente diverse e quasi incompatibili ma che si mostrano infine essere due declinazioni di ciò che è la donna in qualsiasi tempo o luogo.<br>Un percorso tra le fragilità di una ragazza che fa di tutto per apparire forte al mondo e la consapevolezza di una anziana che, alla fine della propria vita, ha vissuto tutto quello che è l&#8217;essere fragile e l&#8217;essere forte, che ha imparato come la felicità non sia nel rincorrere ideali imposti dalla società del proprio tempo, come la felicità non sia cambiata da prima della seconda guerra mondiale ad oggi.<br>Le due donne in un dialogo che ci racconta le frivolezze odierne e i drammatici eventi del 43-45 si confrontano sul crescere, sull&#8217;affrontare la vita e soprattutto sull&#8217;essere madre disegnando un quadro perfetto che come un puzzle arriva a rendere ogni tassello unico e fondamentale.<br>In questo quadro vengono presentati anche i fatti storici, poco studiati e ricordati che durante la seconda guerra mondiale hanno messo l&#8217;isola di Rodi al centro dello scacchiere e delle lotte di potere per la conquista dell&#8217;egeo e gli scontri e gli scambi di favori tra nazioni nemiche. Coglie l&#8217;occasione di riportare alla memoria le deportazioni che avvenivano anche via mare e le migliaia di morti che la Germania nazista ha &#8220;perso&#8221; nelle navi che non sono arrivate ai campi di concentramento.<br>Definire insomma&nbsp;<em>La prima ora del giorno</em>&nbsp;solo un romanzo di due donne, o sulla maternità, o un romanzo storico, ridurlo al racconto della trama o di alcune sfaccettatura, sarebbe sminuire l&#8217;insieme di un romanzo estremamente maturo e profondo in cui ognuno può trovare un proprio percorso, qualcosa a cui legarsi qualcosa di cui sentirsi parte, che sia la guerra, l&#8217;amore, l&#8217;essere madre, il consumismo, la frenesia del mondo moderno questo romanzo parla di oggi e dell&#8217;eredità che ci è stata trasmessa e che dobbiamo considerare preziosa ogni giorno.</p>
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		<title>Sull&#8217;Odissea, su Ulisse, sull&#8217;uomo moderno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 14:56:28 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;argomento è vasto, tanto che ci ragiono da settimane, tanto che non mi ci sta tutto dentro la testa, tanto che probabilmente non riuscirò ad esprimerlo. Non vuole essere una recensione di un libro che tutti dovrebbero leggere e non solo <em>conoscere</em> o che tutti dovrebbero <em>conoscere davvero</em> e non solo averne sentito parlare. Ho letto l&#8217;Odissea di Omero in questi giorni. Non propriamente letto essendo un audio book e ne ho tratta una quantità enorme di riflessioni. La prima, ovvia, è che la costrizione a scuola rende noiosa anche la cosa più avvincente e spesso fruire autonomamente di qualcosa che ci è stato fornito come costrizione ci fa capire perché, sbagliando, ci hanno costretti. La seconda è senza dubbio che l&#8217;opera intera è completamente un&#8217;altra cosa rispetto a studiarne pezzetti ed ancor più rispetto ai film, almeno quelli che ho visto, che sono completamente sbilanciati. La terza e probabilmente più importante è il fatto che l&#8217;immagine che abbiamo oggi dell&#8217;eroe mitico dell&#8217;antica Grecia è probabilmente sbagliata e che di conseguenza ciò su cui si basa il nostro attuale modello di mascolinità è ancora più stupidamente sbagliato.<br>La gran parte dei romanzi, o in genere delle storie che si leggono oggi sembrano più costruite sul modello della fiaba che su quello di un&#8217;opera come l&#8217;Odissea. C&#8217;è un inizio, delle prove terribili da superare, una fine. Probabilmente con una morale. E l&#8217;Odissea in cosa è diversa? Innanzitutto per il fatto che Omero aveva un tantino meno esempi da cui copiare rispetto a chi scrive oggi ma soprattutto nella struttura. Omero ha scritto un&#8217;opera per me incredibilmente moderna, le morali sono decine ogni scena vuole insegnare qualcosa, i personaggi innumerevoli ma soprattutto ha una struttura per nulla lineare, partendo quasi dalla fine e ricostruendo aneddoticamente il passato cosa che in nessuno degli adattamenti cinematografici ho visto tentare di realizzare. Ogni scena è un piccolo episodio a parte in un gigantesco tutto. I ciclopi? Circe? Calipso? Tutti brevi passaggi decisamente secondari in una narrazione ampia che è la storia di un uomo che resiste per tornare a casa, di una donna che lo attende, di un figlio che lo cerca. Un uomo che trovo più umano di ogni altro personaggio di oggi. Ulisse e i suoi compagni sono forti, muscolosi, preparati, intelligenti ma soprattutto piangono. E non dico che piangono una o due volte. Piangono ogni scena o quasi. Hanno paura? Piangono e poi solo dopo aver finito le lacrime si rialzano. Muore un compagno? Piangono. Succede qualcosa di triste? Piangono fino a finire le lacrime. Lo trovo straordinariamente liberante.<br>Gli eroi che ancora oggi consideriamo i più mitici, gli eroi dell&#8217;antica Grecia, Ulisse, Ercole, Agamennone, piangono, soffrono, mentono, sono prima di tutto estremamente umani, fallaci, deboli e solo dopo, solo nel loro secondo strato sono invincibili. Nulla a che vedere con dei super uomini alla Rambo, James Bond, Superman, Ironman, Thor, Avengers&#8230; nulla a che vedere con gli sportivi palestrati e i macho da strada.<br> Ulisse è il mio mito. E piange, e non se ne vergogna.</p>
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		<title>Teo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 17:52:11 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Teo, di&nbsp;Lorenza Gentile è stato un libro che mi ha stupito. Scritto con la voce narrante di un bambino e la stessa apparente ingenuità potrebbe apparire una fiaba per bambini e come tale è raccontata, la stessa innocenza e incoscienza di un bimbo. Solo che questo bimbo ha un sogno: imparare a vincere tutte le battaglie come il suo idolo Napoleone, quello del libro che gli hanno regalato. Non sa ancora nulla di Waterloo e della sua sconfitta, sa solo che è <em>Napoleone è un morto</em> ed è determinato a raggiungerlo per parlargli. Scrive elenchi su modi per morire cercandoli su Wikipedia, interroga gli adulti per capire cosa ci sia dopo la vita, c&#8217;è chi dice il paradiso e l&#8217;inferno, chi la reincarnazione, chi dei numeri, chi il nulla. Ma sul nulla non ci sta, Napoleone dovrà pure essere da qualche parte! La battaglia che Teo vorrebbe vincere, la più grande, è quella di riappacificare i genitori e così si inoltra in questa avventura nel mondo adulto visto con gli occhi di un bambino, nella morte, nella visione della vita.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-medium wp-image-4173"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="188" height="300" data-attachment-id="4173" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/teo/arton157/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/arton157.png?fit=298%2C475&amp;ssl=1" data-orig-size="298,475" data-comments-opened="1" data-image-title="Teo di Lorenza Gentile" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Teo di Lorenza Gentile&lt;/p&gt;
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<p class="wp-block-paragraph">Non ci vuole insegnare niente, vuole</p>



<p class="wp-block-paragraph"> capire, progetta la propria morte come solo un bambino potrebbe fare e con l&#8217;ironia di una storia per bambini ci fa riflettere sulla nostra vita di adulti, sorridendo, ridendo e qualche volta ricordando con un pizzico di malinconia quando anche noi eravamo innocenti.<br>Una piccola chicca da leggere in poche ore e da portare nel cuore.</p>
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