Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?

Tempo di lettura 5 minuti

Nelle ultime settimane si sta riaprendo una domanda che in realtà per gli addetti al settore è trita e ritrita: rimuovere un account social è ledere la libertà di parola? Sinceramente se il problema fosse stato solo la rimozione degli account di Donald Trump non mi sarei neppure messo a scrivere. Ho sempre dato per scontato che chiunque fomenti violenza e possa potenzialmente causare una pesante rivolta popolare con morti e feriti non dovrebbe avere spazio sui media, un po’ come da qualche anno si è smesso di parlare di suicidi, di gente che lancia sassi dal cavalcavia o di altre tematiche che possano creare emulazione.

A contraddire quella che a me sembra un’ovvietà, però, capita sempre più spesso di vedere discussioni utenti comuni che ritengono un diritto inalienabile (https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani) scrivere sui social qualunque cosa vogliano, invocando il primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti o l’articolo 21 della costituzione italiana.

Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances.

Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.

Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America (https://www.whitehouse.gov/about-the-white-house/the-constitution/)

Chi cita il primo emendamento senza sapere cosa sta citando non considera il fatto che in questo contesto specifico parla del fatto che il congresso degli Stati Uniti non debba promulgare leggi che limitino la libertà di parola.
Il fatto che un social network blocchi o non blocchi un utente non ha assolutamente nulla a che fare con il congresso degli Stati Uniti.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Costituzione Italiana – Articolo 21 (https://www.senato.it/1025?sezione=120&articolo_numero_articolo=21)

Chi invece si attacca all’articolo 21 della Costituzione Italiana forse sta utilizzando un qualcosa che oltre a essere valido sul nostro territorio sembra scritto in maniera più generale e quindi vagamente più applicabile. Sempre che si ignori la parte in cui si legge “Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.” e sicuramente l’istigazione alla violenza, o alla sommossa popolare anche in Italia rientrano nell’elenco dei reati.

Il problema vero però è che il ricorrere in un modo o nell’altro alla libertà di espressione sposta l’attenzione erroneamente dalla realtà dei fatti a una discussione generalista poco attinente.
Un social network è di fatto un prodotto che non ci è dato di diritto ma ci è dato come strumento utilizzabile o no. Il proprietario del social network stilla una serie di regole in maniera unilaterale che l’utente sceglie di accettare o no.
Togliere un account da un social network non lede la possibilità di quella persona di esprimere la propria opinione, può esprimerla parlando, lo può fare in piazza, lo può fare su altre piattaforme, lo può fare chiedendo ai giornali di pubblicare una lettera, lo può fare chiedendo di partecipare a trasmissioni televisive.

Visto così il tutto viene riportato a una dimensione più semplice e naturale. Il fatto che io non possa andare su Rai 1 a dire che ci stanno mentendo e in realtà gli attaccapanni sono tutto un complotto per sformare i nostri cappotti e costringerne a comprarne di altri grazie all’obsolescenza programmata è una violazione della mia libertà di parola o piuttosto nessuno ha voglia di perdere tempo e risorse a pubblicare le mie mattate? Rai 1 è obbligato a darmi spazio o ha libertà di scegliere a chi dare parola o meno? Per i social deve valere e vale lo stesso meccanismo.
Per quanto possa risultare fastidioso o impopolare Rai 1, come ogni altro mezzo di diffusione di massa, ha il diritto di scegliere, e noi abbiamo il diritto di andare altrove se non ci piace.
Questo non lede la libertà di espressione. Se sono uno stronzo, è giusto che qualcuno non voglia pubblicare le mie stronzate. Resto però libero di aprirmi un sito, di scrivere lettere, di pagare qualcuno per farmi pubblicità (se questo sia disposto per soldi a pubblicare le stesse cose), di andare a parlarne in giro, di organizzare manifestazioni pacifiche, di fare raccolte firme, di proporre un referendum…

A privare della libertà di parola sono altre istituzioni, sono governi che avvelenano gli oppositori con il polonio o il novichock (Giornalisti uccisi in Russia https://it.wikipedia.org/wiki/Giornalisti_uccisi_in_Russia) , o che li incarcerano e li fanno sparire (Dissidenti della Repubblica popolare cinese https://it.wikipedia.org/wiki/Dissidenti_della_Repubblica_popolare_cinese), che mandano la polizia e organizzano guerre contro di loro (La Turchia finanzia una guerra invisibile contro i suoi dissidenti https://www.vice.com/it/article/jmybmk/turchia-guerra-contro-i-dissidenti).
Finché avrete la possibilità di andare a raccontare le vostre cose ai vostri amici, uscire a urlarle, andare al bar a tramandare la fake news o il complotto del momento state tranquilli. La vostra libertà di parola, come quella di Donald Trump è ben salda e viva.

Se siete qui a raccontarlo e a lamentarvi, la privazione della libertà di parola è evidentemente qualcosa di cui non avete avuto mai esperienza, e se in una discussione arrivate a concludere usando la retorica della libertà di pensiero forse state ammettendo di sostenere una tesi talmente poco convincente che non avete altri elementi a sostengo.


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Sono disponibile per l'organizzazione di conferenze su Uso consapevole delle tecnologie, e su Come riconoscere le Fake News, o altri temi analoghi. Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito. Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti. Potete visitare l'apposita pagina Conferenze e Corsi per maggiori informazioni.

49 thoughts on “Rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?

  1. mah…. non è così lineare…
    1) questo era vero finché i social mantenevano una dimensione popolare (diciamo “tra amici” ) ma ora sono in grado di spostare e condizionare i voti e i governi .
    e la tv su questi argomenti è stata regolamentata (par condicio ecc..)

    2) Se blocchi Trump, parimenti e per coerenza blocchi anche i suoi “simili” nel senso esteso della parola (destra sinistra centro, USA , Turchia o chicchessia)

    1. blocchi chi organizza sovversioni. non gente di destra o sinistra per il fatto che è di destra o sinistra. se conosci di gente che ha aizzato le folle come trump em non è stato sanzionato facci sapere.

    1. Le elezioni sono regolamentate da leggi specifiche che (almeno in Italia) hanno a che fare solo con radio e TV, motivo per cui Salvini viola regolarmente il silenzio stampa dai social e gli viene permesso.

      Ma se non rispondo è semplicemente perché in questo caso le elezioni non hanno nulla a che fare con questa situazione, le elezioni negli stati uniti sono state fatte a Novembre.
      Questa situazione ha a che fare con un bambinone che non sa perdere e che ha in mano un potere immenso e pericoloso.

    2. ma tu ti stai focalizzando sui personaggi(che ti stanno sui maroni,se parla Gigino al posto di Salvini ti sta bene? ),
      Il problema invece è la linea di principio Mondiale.
      Io di quella sto parlando, che si tratti di Trump, Fedez o Peppa Pig deve essere trovata una forma di equilibrio/ regolamentazione uguale per tutti.
      Come detto, io la soluzione non ce l’ho, ma vedo una profondissima vulnerabilità del sistema data dalla possibilità di condizionare la massa.

    3. Non mi sto focalizzando sulle persone ma sui reati.
      Se Trump commette reati su una piattaforma, la piattaforma ha il diritto e il dovere di rimuoverlo.
      Se Trump non lo fa, sarebbe scorretto rimuoverlo, mi sembra semplice.
      Se Facebook lasciasse commettere reati sulla sua piattaforma sarebbe complice.

    4. questa dei reati mi è un po’ nuova sinceramente…
      TW: Dopo aver revisionato i più recenti tweet di @realDonaldTrump e averli contestualizzati, analizzando come vengono recepiti e interpretati
      FB: “Lo abbiamo rimosso perché riteniamo che contribuisca al rischio di violenze”, spiega Facebook.

      di reati non ne ho sentito parlare, ma magari me lo sono perso…

    5. Vero, la gente che ha fatto l’assalto e i quattro morti, e gli ulteriori richiami fatto da Trump dopo questi eventi non sono affatto configurabili come istigazione all’insurrezione vero?

    6. “non si può correre il rischio di emarginare chi è diverso o chi la pensa in maniera differente. Ritengo che una decisione come quella adottata possa essere presa senza esitazioni se l’uso del social significa commissione di reati, ovvero se i messaggi trasmessi costituiscano già reati. Per questo dico che a valutare questo sia un organismo indipendente e non lo stesso gestore. Siamo oggi in grado di affermare che quei messaggi costituissero reato?”
      Beh… Stefano è in grado. Quindi assumetelo…

    7. ottimo, anche perchè la mia discussione non verte su l’innocenza o meno di Trump… anzi non me ne frega una cippa di Trump..
      La questione è un’altra, che è però emersa in modo evidente nel caso Trump..

    8. “e questo spero sia l’avvio di una profonda riforma dei social media, che con le loro bolle informative devastano la democrazia”
      Ecco… qui sono d’accordo!

    9. guarda cosa è successo con il caso Cambridge A. …
      Che poi….
      Possibile che il social sia diventato, per gran parte, una vetrina per gli ideali politici?
      A me piaceva tanto (e per fortuna molti miei amici lo usano ancora per quello che è), quando si mettevano le foto delle vacanze, del concerto, di quello che stavi facendo quella sera…
      E’ cambiato, di molto, di troppo e in peggio….

  2. C’è chi scrive – a proposito dell’imbavagliamento di Trump – che i social sono società private e possono fare ciò che vogliono zittendo ed espellendo chi ha pensieri diversi dai loro. Ma non è così. Al Congresso Usa la discussione è la seguente: o sei il gestore di una rete o sei un editore. Se sei il gestore di una rete (come per esempio è Telecom con la rete telefonica) non puoi discriminare chi ha questa o quella idea (infatti il gestore telefonico non stacca la linea a chi ha idee che lui non condivide). Se invece sei un editore puoi decidere quali contenuti pubblichi e quali non vuoi, ma allora devi rispondere davanti alla legge di quello che sulla tua piattaforma viene pubblicato. La questione sta tutta qui. Non si può pretendere di avere la botte piena e l’oste ubriaco. Mi pare significativo che importanti statisti europei (come la cancelliera tedesca Merkel) abbiano manifestato il loro sconcerto di fronte alla censura al presidente Trump. (cit.)

  3. Quindi se il leader di Al Qaeda o dell’ISIS che sono in grado di spostare l’opinione di milioni di fedeli incita all’odio e alla violenza va bloccato ma se lo fa Donald Trump va tenuto, giusto?
    Chi decide chi sia il cattivo e chi sia il buono? Chi decide chi possa spingere a insurrezioni dai social e chi no?

    1. Stefano io di certo non ho la soluzione, di certo preferivo quando i social erano terreno tra amici e non piattaforme per influencer (politici o meno)..
      Cmq (strettamente al tuo commento) o tutti o nessuno (quindi al tuo “giusto?” rispondo NO, sbagliato. ) per me bloccati tutti…

    2. Quindi su un social dovresti essere libero di fare reati (incitazione alla sommossa popolare, incitazione al terrorismo, incitazione al suicidio) che non puoi fare fuori dai social?

    3. Trump è stato rimosso perché incitava alla violenza e perché ha creato una situazione pericolosa per la sua nazione e i suoi cittadini, non vedo perché sia necessario obbligare una piattaforma privata a permettergli di farlo.

    4. lo fai con trump e viene fuori un casino, ma prima lo facevano con molti altri ma i soliti di destra non se ne curavano. a me mi hanno bloccato un sacco di volte perchè organizzavo sovversioni!

    1. Dispositivo dell’art. 414 Codice Penale
      Fonti → Codice Penale → LIBRO SECONDO – Dei delitti in particolare → Titolo V – Dei delitti contro l’ordine pubblico

      Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione:

      1) con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;
      2) con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a euro 206, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni.
      Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita nel numero 1

      Alla pena stabilita nel numero 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti. La pena prevista dal presente comma nonché dal primo e dal secondo comma è aumentata se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

      Fuori dei casi di cui all’articolo 302, se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà. La pena è aumentata fino a due terzi se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

    2. 270 milioni di armi, il 42 per cento di quelle che attualmente esistono nel mondo … hanno un qualcosa in più di cui preoccuparsi rispetto alle chiacchiere in un bar….

  4. Aprendo uno spunto di riflessione più ampio.. Tutti vogliono diritti senza dar nulla in cambio. Se vuoi diritti devi assumerti anche dei doveri. Ad esempio se vuoi libertà di religione hai anche il diritto di rispettare le altre. I diritti sono controbilanciati da doveri. Vuoi parlare al mondo? Bene. Ne hai diritto. Ma hai il dovere di non fare cazzate.

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