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Il Blog di Stefano Giolo

Cos’è il Revenge Porn?

Tempo di lettura 8 minuti

Negli articoli passati ho parlato ho parlato in senso generico di molti pericoli della rete. In Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me? (https://wp.me/pQMJM-26S), ad esempio ho parlato dei pericoli della privacy riguardanti i sistemi automatici dei Social Network e in Cosa può scoprire una persona dai miei profili social? (https://wp.me/pQMJM-2ab) dei pericoli relativi agli altri esseri umani sempre sui social. Ma è tutto qui? Ovviamente no.

Esistono molti altri pericoli che vengono spesso sottostimati, soprattutto quando si ha a che fare con persone delle quali ci si fida, ma anche semplicemente quando si utilizza uno strumento senza saperne le conseguenze.
Uno di questi pericoli, che ne riassume in realtà diversi altri è il Revenge Porn.

Cos’è il Revenge Porn?

Il Revenge Porn, o in italiano la vendetta porno, è in generale la situazione in cui una persona condivide foto intime di un’altra persona senza la volontà di quest’ultima. Come fatto per altre tematiche, come quella della dipendenza da internet che ho trattato in Esiste la dipendenza dai social e da Internet? (https://wp.me/pQMJM-27Z) mi dilungherò principalmente sugli aspetti tecnici, di mia competenza, ma in questo caso non posso esimermi dal trattare anche l’aspetto umano della questione.

Un recente studio del 2019 dell’American Psicological Association ha evidenziato che le persone colpite dal Revenge Porn siano in media quasi una su dieci, con picchi molto più alti nel caso dei minori e che il 51% di queste persone contempli seriamente la possibilità del suicidio. Il 90% delle persone che lo subiscono sono donne. (fonte: Eurispes Osservatorio Cyber Security. Revenge porn: la vendetta può colpire chiunque https://tinyurl.com/vp5x9rb3)

Il nome stesso del fenomeno, includendo la parola vendetta, tende a far pensare che siano “solamente” fenomeni dovuti appunto a tale sentimento, tuttavia la realtà dei fatti è decisamente più desolante.

In rete, non farò i nomi per non farne pubblicità, si trovano abbastanza facilmente grossi archivi di foto di ragazzine, spesso minorenni, con nomi cognomi, numeri di telefono e spesso anche indirizzi postali. Esistono perfino gruppi Telegram e Facebook (in questo caso privati) in cui mariti condividono foto erotiche delle mogli, senza bisogno di vendette o rabbia, solo per poter vedere le foto di mogli di altri. Talvolta anche di figlie.

Ecco alcuni casi di cronaca:

Gli aspetti morali del revenge porn

Il Revenge Porn copre numerosi aspetti ma la gran parte dei casi si tratta di uomini che condividono immagini di donne, e si tratta di un problema serio che va affrontato a livello educativo non solo insegnando alle potenziali vittime come proteggersi ma soprattutto educando i potenziali aggressori a cosa significhi una simile violenza, al rispetto degli altri e all’educazione alla sessualità e all’affettività.

Non esiste nulla che possa giustificare una tale violenza.

Va letto e ripetuto: non esiste nulla che possa giustificare una tale violenza. Ho già parlato di come spesso ci sia la tendenza di accusare la vittima ignorando il colpevole (La vittima è il colpevole: https://wp.me/pQMJM-1xl) e spesso purtroppo accade così anche in queste situazioni con affermazioni come non avrebbero dovuto fare quei video o quelle foto, e meno di consueto facendo notare che è chi le ha condivise che non avrebbe dovuto condividerle.

Ognuno è libero di fare ciò che preferisce nella propria intimità, ma nessuno è libero di violare l’intimità di qualcun’altro.

Gli aspetti tecnici del revenge porn

Quando si parla di revenge porn, dal punto di vista prettamente informatico è bene conoscere alcuni aspetti della tecnologia che al di là degli aspetti morali, o personali, una volta incappati in persone talmente becere da avere l’interesse a condividere immagine intime di qualcun’altro possono, essere determinanti.

Cos’è un file

Il primo aspetto, anche se forse noioso, che va conosciuto è che cosa sia un file. Non importa che sia un’immagine, un video, un documento, un file di testo. Un file è essenzialmente un’informazione, un insieme di bit, scritta su un dispositivo. Generalmente un hard disk. Vale per i computer, vale per un tablet, vale per uno smartphone, vale per una cornice digitale o per qualsiasi dispositivo in grado di gestire questo genere di informazioni. In genere la struttura del disco -o dispositivo- su cui sono scritti i file prevede una tabella virtuale che contiene la posizione del file sul disco. Ai fini di quello che sto per scrivere non serve capirne molto di più, quello che conta sapere però è che quando si dice al proprio dispositivo di cancellare un file, di cancellare una foto, di cancellare un video, in genere quello che accade è che viene semplicemente indicato nella tabella che lo spazio occupato da quel file è da considerarsi libero per eventuali scritture.

Semplificando ancora, cosa significa? Significa che se consideriamo che lo spazio in cui sta un file sia un cassetto, quando diciamo al nostro dispositivo di eliminarlo il sistema non svuoterà il cassetto, ci appiccicherà sopra un adesivo con scritto riutilizzabile ma il cassetto continuerà a contenere la nostra foto, o il nostro video, almeno finché il sistema deciderà che quello spazio serve per metterci dentro qualcosa di nuovo.

I file cancellati restano recuperabili per un tempo indeterminatamente lungo e in maniera tutto sommato spesso abbastanza semplice. Esistono modi per prevenire questa cosa ed eliminarli definitivamente, ma richiedono in genere l’installazione di software specifici o almeno di azioni specifiche.

Snapchat, Telegram, Messaggi a tempo che scompaiono

Molte applicazioni di messaggistica, la prima era stata Snapchat, permettono di inviare messaggi a tempo messaggi che dopo un certo numero di secondi o minuti dalla visualizzazione vengono cancellati. Alcuni forniscono anche semplicemente la possibilità di eliminare un messaggio anche sul dispositivo dell’altro partecipante alla chat. Sembra un sistema sicuro, no?
Alla luce di quanto spiegato sui file nel precedente paragrafo è evidente che non lo è. Se su un dispositivo è arrivato un video o un’immagine, anche se questa poi viene cancellata è molto probabilmente possibile recuperarla.

E comunque basterebbe fare una foto o filmare lo schermo prima che il messaggio scompaia.

Backup e sincronizzazioni

La gran parte dei dispositivi che abbiamo possiedono integrati dei sistemi di backup, ad esempio iCloud per i dispositivi apple e GooglePhoto per i dispositivi Android. Se non vengono modificate determinate impostazioni in genere tutte le foto, video o altro che abbiamo sul nostro dispositivo vengono sincronizzate.

Accedendo a queste copie salvate nella rete in automatico nel 2014 è sato fatto il furto di migliaia di immagini intime di moltissime star mondiali (https://it.wikipedia.org/wiki/Furto_di_foto_di_celebrit%C3%A0_del_2014), ovviamente tutte donne. Immagini che semplicemente avevano scattato, spesso per sé o comunque in privato, e che non si aspettavano potessero essere rubate, proprio perché non si aspettavano che venissero automaticamente salvate come backup e che qualcuno potesse violare i servizi. Per altro, fatto interessante, non era stato un vero attacco ai server di Apple ma semplicemente una raccolta centellinata di user e password rubate alle vip attraverso azioni di phishing. (Si veda Perché é necessaria un’educazione all’uso delle tecnologie: https://wp.me/pQMJM-2bq, o Come proteggersi da un attacco informatico?: https://wp.me/pQMJM-24l, o Perché un criminale informatico dovrebbe scegliere proprio me?: https://wp.me/pQMJM-22w, o Come riconoscere un profilo falso?: https://wp.me/pQMJM-2bD)

Furto di dispositivo, prestito, vendita o riparazione

Ovviamente, nel caso ci venisse rubato, lo prestassimo, lo vendessimo, o mandassimo in riparazione il dispositivo sul quale abbiamo foto o filmati o informazioni, chi riceve il dispositivo potrebbe essere in grado di recuperare tutto, a meno di prendere appositi accorgimenti per eliminare tutto in maniera sicura. Per la cronaca non basta una semplice reimpostazione del dispositivo allo stato di fabbrica.

Estorsione

Questo è un raro caso in cui generalmente la vittima del Revenge Porn è maschio. Succede generalmente quando la vittima si fa convincere da (o va in cerca di) una ragazza, o presunta tale, a spogliarsi in videocall o a fare atti di natura sessuale. Esistono sex worker persone che forniscono questo genere di servizio in maniera sicura e con pagamenti certificati, tuttavia esistono anche persone che fingono di appartenere alla stessa categoria, registrano la videochiamata e poi minacciano di condividere il filmato chiedendo un riscatto. Esistono accorgimenti e comportamenti utili per sventare questo genere di estorsione, anche a posteriori, ma esimono al momento le tematiche di questo articolo.

Altri casi

Mi sono volutamente concentrato esclusivamente su fattori tecnici non immediatamente sotto controllo di un utente medio. La gran parte dei casi purtroppo avvengono a fronte di scambi consenzienti di materiale tra persone che godono di profonda fiducia ma che poi dimostrano di non averla meritata. In questo caso è bene sapere che già solo la condivisione di immagini di persone senza esplicita autorizzazione è un reato.
E che la legge 19 luglio 2019 n. 69, all’articolo 10 ha introdotto in Italia il reato specifico di revenge porn, con la denominazione di diffusione illecita di immagini o di video sessualmente espliciti, aggiungendo al Codice Penale l’Articolo 612 ter.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro.

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procederà tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.

Articolo 612 ter del Codice penale (per approfondimenti Il reato di revenge porn: https://www.diritto.it/il-reato-di-revenge-porn/)

è importante quindi denunciare al più presto l’accaduto. Sulla verifica di come le immagini siano state diffuse, come già ampiamente spiegato in WhatsApp? Telegram? Signal? Sono sicuri? (https://wp.me/pQMJM-27a), su richiesta di un giudice è in genere semplice accedere a dati ai quali un comune cittadino normalmente non può accedere e per tanto risalire agli invii del materiale tra utenti incastrando chi ha diffuso il materiale e le autorità faranno il possibile per evitare il diffondersi della cosa. Più tardi si denuncia più è probabile che la notizia si diffonda e i danni alla vittima crescano esponenzialmente.

Leggendo questo articolo ti sono venute delle domande a cui potrei rispondere nei prossimi articoli?

Qui puoi trovare tutte le domande semplici: https://short.staipa.it/ledomandesemplici


Conferenze

Sono disponibile per l'organizzazione di conferenze su Uso consapevole delle tecnologie, e su Come riconoscere le Fake News, o altri temi analoghi. Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito. Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti. Potete visitare l'apposita pagina Conferenze e Corsi per maggiori informazioni.

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