Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Il sexting: un’ottima occasione per conoscere meglio il tuo smartphone

Una cosa che tutti dovremmo imparare da piccoli è che non è mai lo strumento a essere negativo ma l’uso che se ne fa. Quello che conta però è conoscere lo strumento in maniera approfondita prima di utilizzarlo. Un trapano se usato bene non è particolarmente pericoloso, se lo si sa usare. Altrettanto un’automobile è terribilmente pericolosa se non si sa usarla. La stessa cosa è lo smartphone. Nasconde pericoli e insidie che la maggior parte di noi non immagina ma tutti lo usiamo senza pensarci.

Quali sono questi pericoli? Parlando di un atto semplice come mandare una foto intima a un partner e analizzandone ogni micro passaggio è interessante scoprire quanti siano e quanto siano sottovalutati.

Credo che nessuno dei miei lettori si scandalizzi per l’argomento, ho già parlato di sextorsion (https://wp.me/pQMJM-2iu), revenge porn (https://wp.me/pQMJM-2hM

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Possono spiarmi dalla webcam?

Ho parlato di immagini rubate e pericolo della diffusione delle stesse negli articoli Cos’è il Revenge Porn? (https://wp.me/pQMJM-2hM) e Cos’è una sextortion? (https://wp.me/pQMJM-2iu), in entrambe le situazioni ho dato per scontato che le immagini venissero inviate attivamente dalla vittima o recuperate da sistemi passivi dove erano state salvate.
Ma potrebbero esserci altri modi per incappare in questo genere di rischio.

È possibile essere spiati dalla webcam senza che ce ne accorgiamo?

La risposta -ovviamente- è sì.

Su qualunque dispositivo, computer, tablet, smartphone che sia è possibile farlo, ed è possibile farlo anche e soprattutto se possedete una webcam in casa per il controllo della sicurezza o di altro.
Esistono numerosi software per farlo, sono una versione specifica degli spyware, software malevoli scritti appositamente per spiare, rubare dati e informazioni.

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Cos’è una sextortion?

In Cos’è il Revenge Porn? (https://wp.me/pQMJM-2hM) ho parlato dei reati di diffusione delle immagini private, di come in genere funzioni e di alcune cose da sapere per cercare di limitare il rischio. Esiste tuttavia anche un tipo di truffa piuttosto codificata legata al concetto di Revenge Porn, la sextortion: l’estorsione con utilizzo di immagini private.

Come funziona la sextortion?

In generale si parla di sextortion nel momento in cui qualcuno minaccia qualcun’altro di diffonderne immagini intime. In alcuni casi pubblicamente in altri inviandole a parenti, amici, datori di lavoro o altro.

Esistono principalmente due situazioni in cui si verifica una sextortion, una è la tipica aggravante del revenge porn, quando per esempio la persona che intende perpetrare l’estorsione ha ricevuto in buona fede l’immagine o il video privato e decide di minacciare la vittima di diffonderlo.

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Cos’è il Revenge Porn?

Negli articoli passati ho parlato ho parlato in senso generico di molti pericoli della rete. In Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me? (https://wp.me/pQMJM-26S), ad esempio ho parlato dei pericoli della privacy riguardanti i sistemi automatici dei Social Network e in Cosa può scoprire una persona dai miei profili social? (https://wp.me/pQMJM-2ab) dei pericoli relativi agli altri esseri umani sempre sui social. Ma è tutto qui? Ovviamente no.

Esistono molti altri pericoli che vengono spesso sottostimati, soprattutto quando si ha a che fare con persone delle quali ci si fida, ma anche semplicemente quando si utilizza uno strumento senza saperne le conseguenze.
Uno di questi pericoli, che ne riassume in realtà diversi altri è il Revenge Porn.

Cos’è il Revenge Porn?

Il Revenge Porn, o in italiano la vendetta porno, è in generale la situazione in cui una persona condivide foto intime di un’altra persona senza la volontà di quest’ultima.

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