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	<title>Facebook Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Facebook Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Meta: l&#8217;uso dei nostri dati nell&#8217;IA grazie al tacito consenso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni molti utenti stanno ricevendo una mail da Meta — l’azienda madre di Facebook, Instagram e WhatsApp — con un oggetto tanto rassicurante quanto ambiguo:“Scopri come useremo le tue informazioni mentre miglioriamo l&#8217;intelligenza artificiale (IA) in Meta.” Un tono pacato, un linguaggio neutro, qualche parola chiave (IA, innovazione, trasparenza) e un link per [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni molti utenti stanno ricevendo una mail da Meta — l’azienda madre di Facebook, Instagram e WhatsApp — con un oggetto tanto rassicurante quanto ambiguo:<br><strong>“Scopri come useremo le tue informazioni mentre miglioriamo l&#8217;intelligenza artificiale (IA) in Meta.”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tono pacato, un linguaggio neutro, qualche parola chiave (IA, innovazione, trasparenza) e un link per opporti. Ma leggendo con attenzione si scopre qualcosa che merita una riflessione profonda.<br>E, forse, un po’ di inquietudine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa dice davvero la comunicazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Meta ci informa che, per migliorare la sua intelligenza artificiale generativa (come Meta AI e i suoi strumenti creativi), utilizzerà <strong>le informazioni pubbliche dei nostri account</strong>: post, commenti, interazioni. Tutto ciò che abbiamo mai reso pubblico da quando abbiamo creato l’account.<br>Non solo: useranno anche le nostre interazioni con i servizi di intelligenza artificiale integrati nei loro prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto, specificano, “<strong>sulla base dei legittimi interessi</strong>”. In altre parole: non stanno chiedendo il tuo consenso. Ti stanno informando che useranno i tuoi dati — a meno che tu non ti opponga esplicitamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il paradosso del consenso implicito</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In teoria, secondo il GDPR, abbiamo il diritto di sapere come vengono usati i nostri dati. Ma in pratica, molte piattaforme come Meta stanno trasformando il diritto all&#8217;informazione in una <em>giustificazione retroattiva</em>: “Ti abbiamo avvisato, se non ci dici di no, per noi è sì.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa forma di “consenso implicito” ribalta completamente il principio della protezione dei dati: non sei tu a dare il permesso, è l’azienda a dartelo… per toglierglielo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma sono solo dati pubblici, no?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo il punto: sono pubblici, certo, ma erano pubblici <strong>per le persone</strong>, non per le macchine.<br>Scriviamo post pubblici perché vogliamo che siano letti da amici, conoscenti, magari da un pubblico generico. Ma da lì a diventare materiale grezzo per l’addestramento di un algoritmo ce ne passa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è solo una questione di privacy. È una questione di <strong>contesto</strong>.<br>Un nostro commento su un post, una battuta, una riflessione personale — anche se pubblica — assume un altro significato quando viene inghiottita da una macchina che ne estrae pattern linguistici, bias culturali, frasi da replicare.<br>In un certo senso, perdiamo il controllo non solo dei nostri dati, ma anche del senso di ciò che scriviamo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il diritto di opposizione… ma quanto è facile?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Meta ci concede il diritto di opposizione. Ma per esercitarlo bisogna compilare un modulo, aspettare una mail, e sperare che il processo funzioni davvero.<br>Un meccanismo volutamente macchinoso? Forse no, ma di sicuro poco incentivante.<br>Siamo davanti a una dinamica ricorrente: si fa affidamento sull’<strong>inerzia dell’utente</strong>, sulla pigrizia digitale, sulla fiducia residua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E infatti, quanti si prenderanno la briga di opporsi? Quanti andranno a cercare le impostazioni sulla privacy, a capire cosa è pubblico e cosa no, a leggere le righe scritte in piccolo?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una normalizzazione silenziosa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se oggi consideriamo normale che i nostri dati siano usati per addestrare un&#8217;intelligenza artificiale senza un nostro consenso esplicito, domani potremmo abituarci ad altri tipi di accessi non richiesti. Le conseguenze possibili non sono solo teoriche: basti pensare alla possibilità che un algoritmo impari dai nostri commenti più impulsivi, dai post scritti in momenti delicati, o da battute fraintese, e che tutto questo venga utilizzato per addestrare un modello che genera contenuti, risposte automatiche o persino campagne pubblicitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è anche il rischio concreto di un effetto “boomerang reputazionale”: se una parte delle nostre parole finisce, anche in modo anonimo, nel patrimonio culturale e linguistico di un&#8217;IA, ciò che abbiamo scritto pubblicamente può essere reinterpretato, ricontestualizzato, o addirittura “ritornare” in una forma simile in altri contesti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il fatto che queste informazioni alimentino algoritmi che verranno poi utilizzati per migliorare l&#8217;engagement o influenzare comportamenti (come già avviene nella pubblicità mirata), introduce una forma di sfruttamento che merita di essere chiamata col suo nome: <strong>estrattivismo digitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio più grande non è tanto che Meta usi i nostri dati.<br>È che cominciamo a trovarlo normale.<br>Che la prossima volta non ci faccia nemmeno più caso.<br>Che smettiamo di distinguere tra cosa è pubblico per scelta e cosa è pubblico per sfruttamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale, per come viene venduta oggi, è il nuovo <em>“motore del progresso”</em>. Ma se il carburante siamo noi, almeno dovremmo essere messi nella condizione di scegliere <strong>se</strong> e <strong>quando</strong> farci usare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il prezzo della comodità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Viviamo in un’epoca in cui molti strumenti digitali sembrano gratuiti, ma non lo sono mai davvero.<br>Paghiamo con tempo, attenzione, dati… e, sempre più spesso, con la nostra <strong>identità digitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di demonizzare Meta o l’intelligenza artificiale. Si tratta di pretendere <strong>un rispetto più profondo per la nostra autonomia</strong>.<br>Perché una vera innovazione non può basarsi sull’uso disinvolto della nostra fiducia.</p>
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		<title>L&#8217;era dei social tradizionali sta per finire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 21:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Disclaimer iniziale: questo è un articolo di opinionismo spiccio che potrebbe risultare parzialmente divisivo, un po&#8217; iperbolico, nostalgico e magari pure saccente. Ma (spoiler iniziale) ha anche una morale positiva. Quindi vedete voi, ecco. Frequento internet da più di qualche anno, più o meno da quando ha iniziato a essere noto sul territorio italiano e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Disclaimer iniziale</strong>: questo è un articolo di opinionismo spiccio che potrebbe risultare parzialmente divisivo, un po&#8217; iperbolico, nostalgico e magari pure saccente. Ma (<strong>spoiler iniziale</strong>) ha anche una morale positiva. Quindi vedete voi, ecco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Frequento internet da più di qualche anno, più o meno da quando ha iniziato a essere noto sul territorio italiano e si viaggiava ancora con rumorosi modem analogici</p>







<p class="wp-block-paragraph">e da allora ho assistito a una lunga serie di cicli che rendevano estremamente importante e apparentemente insostituibile un nuovo paradigma di navigazione rendendo obsoleto e inutile il precedente. La mia sensazione è che stiamo vivendo la fine di un nuovo ciclo e l&#8217;inizio di un altro e che le vittime sacrificali siano questa volta i <em>social network</em> per come li conosciamo oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Agli albori della rete non esistevano i motori di ricerca, come non esistevano i social network. Esistevano solamente siti statici, ossia senza possibilità di veder cambiare i contenuti in tempo reale, e l&#8217;unico modo di trovare un sito era conoscerne l&#8217;indirizzo, generalmente per averlo incontrato in qualche ambiente al di fuori della rete stessa. Non era comodissimo ma era il meglio che la tecnologia offrisse all&#8217;epoca e per chi utilizzava Internet era già una rivoluzione senza precedenti. Immagini a bassissima definizione, pagine senza fronzoli, terribili sfondi a pattern erano quanto di meglio il futuro ci presentasse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo cambiamento rivoluzionario, assieme a terribili gif animate che iniziarono ad ammorbare la rete e a siti con sfondi musicali in grado di far saltare i nervi a un morto è stato quello delle <em>directories</em>: siti che contenevano elenchi di siti. Se avevi bisogno di fare una ricerca su un determinato argomento ma non conoscevi un sito specifico potevi collegarti a una <em>directory</em> e navigarla per tematiche. Bastava scegliere una tematica, una sotto tematica e si trovava una ridotta lista di siti che la trattavano, posto che quella tematica fosse trattata, e la <em>directory</em> aggiornata. Esistevano decine di <em>directory</em> e ognuna era migliore di altre per qualche aspetto o tematica. Se un sito non riusciva a farsi censire nelle <em>directory </em>che contavano era tagliato fuori e senza conoscerne l&#8217;indirizzo era impossibile trovarlo. Non c&#8217;era un solo grande monopolio dove era possibile trovare <em>la qualunque</em>. Dovevi conoscere tu quali <em>directory</em> frequentare, un po&#8217; come in precedenza dovevi scegliere una buona enciclopedia cartacea tra le tante disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente era comodo e piacevole, i siti indicizzati erano pochi ma buoni, e se qualcuno non era interessante, comunque il numero di siti indicizzati era relativamente piccolo e non ci voleva moltissimo a scartare quelli non buoni. Nel tempo però internet è cresciuta, si è popolata, e se in un primo tempo i pochi siti presenti erano prevalentemente affidabili perché realizzati da specialisti sono iniziati a comparire i primi siti <em>fatti male</em>, i primi <em>siti brutti,</em> i primi siti <em>poco affidabili</em> e i primi siti di <em>fake news</em>. Probabilmente anche i primi siti <em>complottisti </em>e di <em>pseudoscienze</em>. Tenere affidabile una directory era diventato sempre più difficile se fatto a mano, del tutto inaffidabile se fatto con automatismi. Il sistema delle directory stava collassando, ed è stato in quel momento che sono nati i primi motori di ricerca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I motori di ricerca, prima semplici e poi sempre più ricchi hanno iniziato ad assolvere al difficile compito di raccogliere elenchi di siti e contenuti e aiutare l&#8217;utente a dirimere il complesso bandolo della matassa di internet. Nel frattempo, figli delle directory nascevano i primi forum. Elenchi di discussioni via via più complessi. Siti divisi per tematiche e argomenti, a loro volta divisi per topic, o discussioni. Utenti iscritti con un nickname e un avatar come immagine potevano scambiarsi informazioni, conoscersi, discutere, scambiarsi messaggi pubblici e privati. Erano tutti tendenzialmente piccoli, con non più di qualche migliaio di utenti, molti erano locali e permettevano di conoscere persone che abitavamo in zona e si riuscivano a incontrare, creando spesso forti amicizie nate da interessi comuni, in pratica i forum erano più <em>social </em>in termine stretto dei grandi siti che li avrebbero soppiantati qualche anno dopo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Era un mondo bello, pulito, le discussioni erano quasi sempre su temi di interesse, a parte le sezioni <span style="background-color: rgba(51, 51, 51, 0.2);"><i>off</i></span><em> topic</em> dove si spaziava. Inizialmente non erano neppure moderati, poi sono arrivati i moderatori a controllare le dispute o i post illegali. La diffusione di internet stava ulteriormente crescendo e sui forum si riversavano orde di utenti non abituati a questo genere di ambiente e con tracotanza spesso facevano passare la voglia a chi frequentava da anni i forum. È stato come distruggere una forma di intimità, equilibri e consuetudini che si erano creati in anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collasso quasi totale dei forum è arrivato infine con i social network.<br>I vecchi utenti insoddisfatti dai forum si sono riversati su queste nuove piattaforme, desiderosi di aria fresca e di sperimentare, li hanno fatti crescere a dismisura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i social network all&#8217;inizio erano un ambiente socievole, scambi pacati, possibilità di conoscere persone al di fuori della propria cerchia, condivisione di esperienze. All&#8217;inizio esistevano solo i profili, niente pagine, niente gruppi, poca pubblicità, tanta iterazione. Chi proveniva dai forum sentiva la mancanza di ambienti di discussione e così vennero presto create le pagine e i gruppi, anche se in questi, contrariamente ai forum che restavano un compendio di informazioni sempre disponibili erano un pozzo in cui dopo poco tempo le discussioni sparivano. In compenso c&#8217;erano l&#8217;interazione e il dialogo che da tempo erano andati perduti nel forum. Qualcuno è riuscito perfino a farne un lavoro, vivere dei contenuti che produce e condivide, un nuovo mondo da costruire assieme che è stato bello a suo modo finché è durato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla diffusione degli smartphone poi, internet si allargata ulteriormente e di nuovo si sono riversate anche sui social nuove persone non abituate alle interazioni tipiche. I social si sono riempiti di complottisti dell&#8217;ultima ora, prepotenti, persone che usano l&#8217;ambiente con un forte egocentrismo, persone che non riescono a non dire la propria su qualunque argomento e ad ingaggiare discussioni tossiche rendendo l&#8217;ambiente difficile da vivere. Lo stesso che era accaduto sui forum qualche anno prima. Già ora a ogni nuova tipologia di social c&#8217;è un bum relativamente breve di utenti che la popolano e uno di utenti che se ne vanno dalla piattaforma più vecchia. Negli ultimi anni si stanno prediligendo piattaforme dove si condivide sempre di più contenuti e si discute sempre di meno, piattaforme dove si fruisce principalmente delle immagini e dei video lasciando meno spazio alle discussioni, soprattutto quelle tossiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo sull&#8217;orlo di un nuovo collasso, le piattaforme per discutere come era Facebook prima di ibridarsi di ogni cosa o Twitter stanno diventando obsolete, ma anche Instagram non sta passando il suo periodo migliore, molti migrano su Tiktok, Twitch, Discord, creando una certa frammentazione del monolitico uso di un solo social network, e sempre con la propensione a condividere contenuti, non al litigare boriosamente tra ignoranti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quale sarà il nuovo paradigma? Vedo crescere molto piattaforme che erano meno seguite, piattaforme di informazione specifica come quelle di molti divulgatori tematici, vedo crescere i singoli personaggi che producono buoni contenuti indipendentemente dalla piattaforma usata, vedo crescere la voglia di una nuova forma di social, di video, di condivisione in genere ma senza il vincolo delle pubblicità e degli algoritmi di fidelizzazione, piattaforme come il Fediverso (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fediverso" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Fediverso</a>) , Mastodon (<a href="https://www.staipa.it/blog/twitter-e-morto-lunga-vita-a-mastodon/">https://wp.me/pQMJM-2BR</a>) e PeerTube (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/PeerTube" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/PeerTube</a>), creatori di contenuti che non si appoggiano più ai guadagni dati dalle visualizzazioni sui social ma su piattaforme esterne come Patreon, Indiegogo, KIkstarter, Liberapay, o altre piattaforme di crowdfunding, che usano la loro visibilità per pubblicizzare e monetizzare con altri prodotti come libri scritti da loro o merchandising allontanandosi dalle grandi aziende informatiche che nel frattempo attraversano un grande momento di crisi (<a href="https://www.wired.it/article/licenziamenti-aziende-tech/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.wired.it/article/licenziamenti-aziende-tech/</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non escludo di venire smentito da qui a qualche anno ma la mia impressione è che Internet e i suoi vecchi utenti e quelli meno nuovi abbiano in qualche modo preso una direzione inaspettata, che il nuovo paradigma possa essere più open, più libero e meno legato ai vincoli delle grandi aziende. O forse la mia è solo una speranza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma che l&#8217;era dei social tradizionali sia in declino, per me resta una convinzione.</p>
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		<title>Sul sessismo, sull&#8217;impossibilità di mettersi nei panni degli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 15:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non amo parlare di casi di cronaca specifici perché in generale passano, perché saltare sulla notizia è qualcosa che non amo fare, perché comunque se oggi inizio a scrivere un articolo lo pubblicherò probabilmente tra qualche giorno quando l&#8217;hype sul tema sarà calato, ma soprattutto perché non è il mio lavoro. Però talvolta le notizie [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Non amo parlare di casi di cronaca specifici perché in generale passano, perché saltare sulla notizia è qualcosa che non amo fare, perché comunque se oggi inizio a scrivere un articolo lo pubblicherò probabilmente tra qualche giorno quando l&#8217;hype sul tema sarà calato, ma soprattutto perché non è il mio lavoro. Però talvolta le notizie di cronaca mi stimolano delle riflessioni su temi che mi sono cari, e che magari impattano la tecnologia e l&#8217;uso consapevole delle tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta della condanna alla persona che ha dato uno schiaffo sul sedere di una giornalista, Greta Beccaglia, in diretta televisiva (<a href="https://www.fanpage.it/sport/calcio/condannato-il-tifoso-che-ha-molestato-greta-beccaglia-un-anno-e-6-mesi-per-violenza-sessuale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/nfjam</a>), non credo servano grandi riassunti ma la storia è più o meno questa: un padre di famiglia, professionista, lavoratore, bravo ragazzo schiaffeggia sul sedere una giornalista in diretta TV davanti allo stadio, lei lo denuncia, lui viene condannato a un anno e 6 mesi, pena abbreviata a seguito del giudizio e che verrà annullata se il colpevole frequenterà nei prossimi 5 anni un percorso di recupero. Semplice, chiaro lineare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me non ci sarebbe neppure da discutere sull&#8217;argomento. Un essere umano ha svolto un reato in diretta televisiva, tutti lo hanno visto, è stato denunciato, è stato condannato. Eppure, non è così per la grande platea dei social.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="736" height="599" data-attachment-id="10213" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/sul-sessismo-sullimpossibilita-di-mettersi-nei-panni-degli-altri/image-1-15/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?fit=736%2C599&amp;ssl=1" data-orig-size="736,599" data-comments-opened="1" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?fit=736%2C599&amp;ssl=1" data-id="10213" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?resize=736%2C599&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-10213" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?w=736&amp;ssl=1 736w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?resize=300%2C244&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?resize=590%2C480&amp;ssl=1 590w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?resize=100%2C81&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?resize=24%2C20&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?resize=36%2C29&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png?resize=48%2C39&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="761" height="602" data-attachment-id="10212" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/sul-sessismo-sullimpossibilita-di-mettersi-nei-panni-degli-altri/image-65/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?fit=761%2C602&amp;ssl=1" data-orig-size="761,602" data-comments-opened="1" data-image-title="image" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?fit=761%2C602&amp;ssl=1" data-id="10212" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?resize=761%2C602&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-10212" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?w=761&amp;ssl=1 761w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?resize=300%2C237&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?resize=607%2C480&amp;ssl=1 607w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?resize=100%2C79&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?resize=24%2C19&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?resize=36%2C28&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/12/image.png?resize=48%2C38&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 761px) 100vw, 761px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Insulti, incapacità di comprendere come schiaffeggiare il sedere di una persona sia offensivo e svilente, e soprattutto incapacità di comprendere che lasciare impunita e non gestita una situazione del genere accaduta in diretta televisiva creerebbe non solo un precedente, ma una consuetudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché accade? Sono gli stessi meccanismi di cui ho parlato in <a href="https://www.staipa.it/blog/il-bullismo-spacciato-come-valore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il bullismo spacciato come valore</a> (<a href="https://www.staipa.it/blog/il-bullismo-spacciato-come-valore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1Qo</a>), ormai due anni fa. È lo stesso meccanismo che invariabilmente costringe personaggi come Chiara Ferragni a sorbirsi gli insulti a ogni foto considerata anche solo un po&#8217; provocante (<a href="https://www.open.online/2022/12/18/chiara-ferragni-lingerie-social-insulti-hater/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/qq347</a>) e che non fa capire agli stessi insultatori che quello che fanno è farle soprattutto pubblicità, e che il suo lavoro è appunto far girare il più possibile le proprie foto per pubblicizzare i vestiti che indossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vicino a casa mia c&#8217;è un distributore di GPL nel quale lavora un simpatico signore di mezza età il cui piacere più grande è evidentemente lamentarsi. Lo trovo simpatico e un po&#8217; patetico ma ogni volta che mi capita di andarci si sfoga con me (e immagino con tutti quelli che passano) sui comportamenti dei propri responsabili, su quelli di chi entra nel distributore dalla parte sbagliata, sul governo ladro&#8230; e mentre si sfoga cerca la mia approvazione. Credo che i fattori che lo spingono a farlo siano due: un po&#8217; di frustrazione generale e soprattutto l&#8217;approvazione da parte dei clienti che in quella situazione non possono fare altro che dire &#8220;eh sì, hai ragione, è proprio vero&#8221; per non entrare in una discussione che li porterebbe a spendere un quantitativo di tempo impossibile da sostenere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Eh sì, è proprio vero&#8221; è l&#8217;equivalente del <em>Like</em> sui social, è un segno di approvazione che alimenta quel pochino l&#8217;ego da spingere a ripetere l&#8217;azione. E sui social le persone che dicono &#8220;eh sì, è proprio vero&#8221; con un veloce <em>click </em>sono molte ma molte di più di quanto possano essere i clienti in una giornata di un anonimo distributore di GPL della provincia. Vedere poi attorno a te altri che lamentano la stessa cosa fa sentire nel giusto. Fa pensare che allora in fondo non siamo noi sbagliati che la pensiamo diversamente, ce ne sono tanti come noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo si applica a qualunque tema che ci tocchi e il sessismo tocca moltissimi uomini. Siamo cresciuti e educati in un ambiente in cui dare uno schiaffetto sul sedere a una donna è non solo accettabile ma simpatico. La commedia all&#8217;Italiana (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Commedia_all%27italiana" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Commedia_all%27italiana</a>) è piena di scene di questo genere con donne che sembrano approvare, perché a nessuno è mai interessato se le donne approvassero. Rendersi conto che quello schiaffetto può essere offensivo sembra in qualche modo togliere potere all&#8217;uomo, sembra un affronto allo status quo ed è facile per chi non sia in grado di mettersi nei panni dell&#8217;altro non capire, tanto più che è probabile che se una donna desse lo stesso schiaffetto all&#8217;uomo che sente il proprio status quo leso, questi se ne sentirebbe onorato, sentirebbe che lei lo apprezza, non che lo considera un oggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come spesso accade si tratta di una questione di ruoli. Da una parte una categoria che quotidianamente si trova esposta, nuda, buttata su cartelloni pubblicitari e in televisione senza vestiti, sente che a ricevere uno schiaffo sul sedere in pubblico davanti a centinaia di migliaia di telespettatori equivalga a trattarla per l&#8217;ennesima volta come un oggetto, dall&#8217;altra una categoria abituata a disporre di tutto a scelta, valutata per le proprie performance di conquista, disegnata nei film e nella letteratura come capace di superare le ritrosie del rifiuto si sente il potere di sottolineare il proprio potere con un gesto che gli sembra innocuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il gesto non è affatto innocuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gesto va fermato perché il mondo dei like non lo alimenti. Va fermato perché non è un benzinaio che si lamenta che il proprio responsabile non alza un dito per lavorare, va fermato perché come i commenti sessisti proliferano e fanno sentire forti, gesti del genere non devono seguire lo stesso percorso. Non devono far sentire ad altri che in fondo è normale. No. Ognuno di noi deve sentire quanto vile, sporco, squalificante sia un gesto di tale inutilità. Che cosa ci guadagna in fondo un uomo a dare uno schiaffetto sul sedere a una donna se non un inutile brividino di potere a fronte del senso di oggettificazione che lei si porterà dentro? Quel gesto va deplorato e vanno deplorati tutti i commenti delle persone che non sono in grado di capire questo semplice concetto. Deplorati. Non eliminati o vietati. Anche qui vige la libertà di pensiero, anche per questo ormai social come Facebook vengono sempre più abbandonati o non seguiti dai giovani, perché tanto vale lasciarlo essere il covo di rancorosi che nel tempo sta diventando. Le alternative ci sono, Mastodon (<a href="https://www.staipa.it/blog/twitter-e-morto-lunga-vita-a-mastodon/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-2BR</a>) per dire è davvero un mondo migliore, per ora. Un tentativo di ripartire da un modo diverso di discutere, senza le offese, senza il modo sporco e schifoso di comunicare a cui ci siamo abituati negli ultimi anni. Ma è anche colpa nostra. Perché siamo noi a non opporci a questo meccanismo. Siamo noi a lasciare che quei rancorosi continuino a portare avanti questa cultura di odio e di incapacità di mettersi nei panni degli altri.<br><br>Si tratta dello stesso meccanismo del bullismo (<a href="https://www.staipa.it/blog/sul-bullismo-e-sul-cyberbullismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-2qu</a>). La colpa è del bullo, ma anche di chi sta a guardare e non si oppone. Soprattutto di chi sta a guardare e non si oppone. Adoriamo tutti guardare <em>IT</em> con i suoi <em>perdenti</em>, <em>Mercoledì </em>con i suoi reietti, <em>Tredici</em> e <em>Kobra Kai</em> con le sue storie di bullismo, vorremmo sentirci forti come <em>Eddie </em>di <em>Stranger Things</em>, compatiamo <em>Carrie</em>, <em>Daniel LaRusso</em>, <em>Bastian </em>de <em>La Storia Infinita</em>, <em>Billy Elliot</em>, <em>Forrest Gump</em> e il <em>tenente Dan</em>, ci piace sentirci nella parte della vittima perché in qualche modo ci fa sentire a posto con noi stessi, possiamo dare la colpa ad altri delle nostre mancanze. Ma quando ci troviamo a non essere noi la vittima finiamo quasi invariabilmente per infierire, o per stare zitti e guardare la scena senza opporci. Preferiamo pensare che come nei film poi in caso il bullizzato se la caverà da solo con un colpo di reni all&#8217;ultimo, ma se quel colpo di reni è una denuncia e una causa legale vinta&#8230; allora ha esagerato, allora in fondo la vittima è il colpevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è così che si cambiano le cose. Le cose si cambiano ogni giorno. Lottando noi per primi per chi è più debole. Le società non si cambiano lasciando fare, le società si cambiano prendendosi l&#8217;impegno di farlo, scornandosi a volte contro le difficoltà. Mettendosi nei panni degli altri e cercando di capire cosa provano, e se quello che provano non è positivo, lottare perché le cose in futuro non si ripetano. Lottare per un mondo migliore, anche solo di un briciolo migliore, ma non uguale a prima.</p>
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		<title>Real-Time Bidding, privacy violata nonostante il GDPR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 15:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[Il GDPR, o Regolamento generale per la protezione dei dati (https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue) è stato indubbiamente un grande passo avanti per la gestione della nostra privacy, ha imposto regole a volte un po&#8217; farraginose ma senza dubbio molto importanti ed efficaci per proteggerla. Ma come sempre c&#8217;è chi è molto creativo nel trovare alternative per aggirare ogni [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il GDPR, o<em> Regolamento generale per la protezione dei dati </em>(<a href="https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue</a>) è stato indubbiamente un grande passo avanti per la gestione della nostra privacy, ha imposto regole a volte un po&#8217; farraginose ma senza dubbio molto importanti ed efficaci per proteggerla. Ma come sempre c&#8217;è chi è molto creativo nel trovare alternative per aggirare ogni forma di regola, soprattutto quando di mezzo possono esserci forti guadagni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La più grave di queste è probabilmente il <em>Real-Time Bidding</em>, che in italiano si traduce in <em>Offerte in tempo reale</em>. La cosa emerge da un&#8217;inchiesta di <em>Iccl Irish Council for Civil Liberties</em> (<a href="https://www.iccl.ie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.iccl.ie/</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>real-time bidding</em> è un processo a cui tutti siamo costantemente sottoposti nella nostra navigazione Internet o nell&#8217;uso di app che riportano pubblicità. Un processo a cui siamo tutti sottoposti e che quasi nessuno (dei non addetti ai lavori) conosce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho già parlato di come la pubblicità sfrutti massivamente informazioni legate alla nostra navigazione nell&#8217;articolo <strong>Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</strong> (<a href="https://wp.me/pQMJM-26S">https://wp.me/pQMJM-26S</a>), ma la scelta di quale pubblicità venga veicolata è legata al meccanismo del <em>real-time bidding</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il <em>real-time bidding</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in clicchiamo su un risultato di un motore di ricerca o digitiamo l&#8217;indirizzo di un sito di una specifica tematica potenzialmente commerciale, in pochi millesimi di secondo viene lanciata una specie di asta tra le agenzie pubblicitarie. In quel momento Google/Microsoft/Facebook/Amazon&#8230; sa una tematica a cui siete certamente interessati in quell&#8217;istante e dove vi trovate permettendo di avvisare le agenzie pubblicitarie di questa informazione e attendendo offerte -automatizzate- da parte di queste per scegliere quale mostrarvi. Quella che ha offerto di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sembra nulla di spaventoso, asta a parte è esattamente quello che ci si aspetta da questo genere di sistema pubblicitario, giusto?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto del dell’<a href="https://www.iccl.ie/">Irish Council for Civil Liberties</a>&nbsp;o ICCL sul <em>real-time bidding</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto&nbsp;dell&#8217;ICCL il&nbsp;<em>real-time bidding</em>&nbsp;sarebbe&nbsp;<em>“la più grande violazione di dati personali mai vista”</em>, e che&nbsp;<em>“agisce dietro le quinte nei siti web e nelle app, traccia quello che guardi, non importa quanto sia privato o sensibile, e registra dove vai. Ogni giorno trasmette continuamente questi dati su di te a una serie di aziende, permettendo loro di profilarti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le principali aziende che si occupano di <em>real-time bidding</em>, come ci si può immaginare, sono anche le più grandi multinazionali dell&#8217;informatica, Google, Microsoft, Meta (la società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp) e Amazon. Tutte queste raccolgono una grande quantità di dati per ogni utente creando per ognuno una sorta di identikit virtuale, e non ci sono molti modi per proteggersi da questo tipo di dossieraggio senza smettere di usare ogni forma di tecnologia. Nulla di nuovo ne ho già parlato in parecchi articoli.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La modalità in incognito del browser protegge la mia privacy? </a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/perche-ognuno-vede-risultati-diversi-nelle-ricerche-su-internet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perché ognuno vede risultati diversi nelle ricerche su Internet?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/sui-dati-rubati-a-facebook/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parliamo dei dati rubati a Facebook?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/parliamo-anche-dei-dati-rubati-a-linkedin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parliamo anche dei dati rubati a Linkedin?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/nuovo-aggiornamento-della-privacy-su-whatsapp-maggio-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuovo aggiornamento della privacy su WhatsApp (Maggio 2021)</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La modalità in incognito del browser protegge la mia privacy?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sono-i-cookies/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sono i Cookies?</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che non ci sono neppure modi per avere la certezza che i dati inviati da questi colossi alle agenzie pubblicitarie per permettere l&#8217;asta del <em>real-time bidding</em> non siano a loro volta utilizzati in maniera scorretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sua volta un&#8217;indagine del <em>Financial Time </em>(<a href="https://short.staipa.it/6vv0k">https://sho</a><a href="https://short.staipa.it/6vv0k" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rt.staipa.it/6vv0k</a>) indica come esista un mercato illegale di scambio di questi dati, tra i quali appaiono informazioni delicate come l&#8217;orientamento sessuale, lo stato di salute, le posizioni politiche e l&#8217;etnia, religione, divorzio, lutto, salute mentale, infertilità e malattie sessualmente trasmissibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie al GDPR i dati non possono essere legati ad una anagrafica in stile umano, non possono esserci il nome e il cognome di un utente, ma questo non impedisce che tale profilo sia sufficientemente dettagliato da rappresentare una persona in maniera puntuale e così volendo non è impossibile attraverso i dati rappresentati risalire alla persona specifica, tanto più collegando la geolocalizzazione. Ne avevo parlato in maniera molto più limitata in <a href="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La modalità in incognito del browser protegge la mia privacy? </strong></a> mostrando come sia facile identificare in maniera univoca un utente anche senza usare o cookies e simili tecnologie.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://i0.wp.com/blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEirNLrZspe7k4RaADOKPNbNf_JkOF7FbfI35_uUzEAtdXqpyqOkRPTsDsde2XOCfxRfYAjx715wZkQbfTn7ej5DGw4885AMDP8VVK2dYumeCaU2VTX9YOCq4Vj3seE-ZDTpHpLMk7w5GtH1VKt4IlYFgx6m9Hvg506PVFmgENQNTwJPEN_FKP4/s767/Screen%20Shot%202022-05-18%20at%2023.35.49.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEirNLrZspe7k4RaADOKPNbNf_JkOF7FbfI35_uUzEAtdXqpyqOkRPTsDsde2XOCfxRfYAjx715wZkQbfTn7ej5DGw4885AMDP8VVK2dYumeCaU2VTX9YOCq4Vj3seE-ZDTpHpLMk7w5GtH1VKt4IlYFgx6m9Hvg506PVFmgENQNTwJPEN_FKP4/s16000/Screen%20Shot%202022-05-18%20at%2023.35.49.png?ssl=1" alt=""/></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;rapporto&nbsp;dell’ICCL indica come Google invii dati per il <em>real-time bidding</em>&nbsp;a più di 4500 aziende e che alcuni di questi abbiano usato, in particolare i dati di geolocalizzazione, per profilare chi avesse partecipato alle manifestazioni di Black Lives Matter i come perfino il Dipartimento per la Sicurezza Interna statunitense abbia usato lo stesso tipo di dato per tracciare persone senza richiedere un mandato.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file aligncenter"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/Mass-data-breach-of-Europe-and-US-data-1.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Incorporamento PDF."></object><a href="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/Mass-data-breach-of-Europe-and-US-data-1.pdf" class="wp-block-file__button" download>Download</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema però non può essere circoscritto al suolo americano e nonostante il GDPR, secondo lo stesso rapporto, i dati europei vengono tracciati 71 mila volte l&#8217;anno, a fronte di 107 mila di quelli statunitensi. Una differenza tutto sommato non così grande, anche se consideriamo che la popolazione europea è poco più del doppo di quella statunitense capiamo che il GDPR allo stato attuale ci riesce a proteggere solo fino ad un certo punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia le attività online di un singolo utente vengono inviate per il <em>real-time bidding</em> una media di 284 volte al giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto include però solamente Google, e di questo un archivio di trenta giorni, A questi dati vanno quindi aggiunti teoricamente quelli di Microsoft, Meta (la società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp) e Amazon.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="653" height="783" data-attachment-id="9789" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/real-time-bidding-privacy-violata-nonostante-il-gdpr/image-7-6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?fit=653%2C783&amp;ssl=1" data-orig-size="653,783" data-comments-opened="1" data-image-title="image-7" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?fit=653%2C783&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=653%2C783&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9789" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?w=653&amp;ssl=1 653w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=250%2C300&amp;ssl=1 250w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=400%2C480&amp;ssl=1 400w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=83%2C100&amp;ssl=1 83w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=20%2C24&amp;ssl=1 20w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=30%2C36&amp;ssl=1 30w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=40%2C48&amp;ssl=1 40w" sizes="auto, (max-width: 653px) 100vw, 653px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le industrie del settore del&nbsp;<em>real-time bidding</em> tendono a giustificare il loro operato usando il GDPR stesso, che prevede la clausola «motivi di legittimo interesse» (<a href="https://short.staipa.it/4au2j" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/4au2j</a>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" id="risposta"><p><strong>In qualità di azienda/organizzazione, è spesso necessario trattare dati personali per svolgere compiti legati alle attività aziendali. Il trattamento dei dati personali in questo contesto può non essere necessariamente giustificato da un obbligo giuridico o dall’esecuzione delle clausole di un contratto con una persona fisica. In questi casi, il trattamento dei dati personali può essere giustificato sulla base del legittimo interesse.</strong></p><p><strong>La tua azienda/organizzazione deve informare le persone del trattamento al momento della raccolta dei dati.</strong></p><p><strong>La tua azienda/organizzazione deve anche verificare che, perseguendo i propri legittimi interessi, i diritti e le libertà di tali persone non siano seriamente pregiudicate, altrimenti la tua azienda/organizzazione non potrà invocare il legittimo interesse come giustificazione per il trattamento dei dati e bisognerà trovare un’altra base giuridica.</strong></p><p>Esempio</p><p><strong>La tua azienda/organizzazione ha un interesse legittimo quando il trattamento avviene all’interno di una relazione con il cliente, quando si trattano dati personali per scopi di marketing diretto, per prevenire frodi o per garantire la sicurezza della rete e dei dati dei sistemi informatici dell’azienda.</strong></p><cite>Fonte: Sito dell&#8217;Unione euiropea <a href="https://short.staipa.it/4au2j" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/4au2j</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ma già diversi enti di regolamentazione hanno respinto l&#8217;uso di questa clausola e ci sono azioni legali in corso su questo tema in Regno Unito, Belgio, Germania e Irlanda nel tentativo di limitare il&nbsp;<em>real-time bidding</em>. </p>
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		<title>Come funziona la censura sui Social Network?</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/come-funziona-la-censura-sui-social-network/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho parlato di censura (e di come evitarla) in Esiste la censura su Internet? (https://short.staipa.it/23xml) e in altri articoli, ma non ho ancora affrontato nello specifico la cosa che sembra terrorizzare (o spingere) di più il complottista medio. Come funziona la censura su Facebook e sugli altri social network? Esiste? Quali sono le logiche? Davvero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ho parlato di censura (e di come evitarla) in <strong>Esiste la censura su Internet?</strong> (<a href="https://short.staipa.it/23xml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/23xml</a>) e in altri articoli, ma non ho ancora affrontato nello specifico la cosa che sembra terrorizzare (o spingere) di più il complottista medio. Come funziona la censura su Facebook e sugli altri social network? Esiste? Quali sono le logiche? Davvero alcuni argomenti vengono censurati?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La censura sui social network esiste, ma la gran parte dei contenuti censurati non sono quelli che usano lo spauracchio della censura per convincere gli utenti a condividere più velocemente possibile le cose.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=dQw4w9WgXcQ" target="_blank" rel="noopener"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="619" data-attachment-id="8859" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/esiste-la-censura-su-internet/condividi-prima-che-cancellino/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/condividi-prima-che-cancellino.png?fit=1755%2C1061&amp;ssl=1" data-orig-size="1755,1061" data-comments-opened="1" data-image-title="condividi prima che cancellino" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/condividi-prima-che-cancellino.png?fit=1024%2C619&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/condividi-prima-che-cancellino.png?resize=1024%2C619&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8859" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/condividi-prima-che-cancellino.png?resize=1024%2C619&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/condividi-prima-che-cancellino.png?resize=300%2C181&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/condividi-prima-che-cancellino.png?resize=768%2C464&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/condividi-prima-che-cancellino.png?w=1755&amp;ssl=1 1755w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle generalmente rientrano nell&#8217;ampia tematica delle Fake News di cui ho parlato qui, o quantomeno rientrano in quel modus operandi tipico. (<a href="https://short.staipa.it/fake3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/fake3</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bisogno di una censura sui social network è nato principalmente nelle fasi dopo l&#8217;11 settembre e la minaccia terroristica che ne è seguita, l&#8217;obbiettivo era quello di cercare di evitare che i social venissero usati per radicalizzare e reclutare persone che avrebbero potuto finire per far parte di gruppi terroristici. Il problema era ovviamente quello di diminuire questo rischio senza però creare una discriminazione religiosa o un blocco totale delle discussioni di carattere religioso. Non tutto l&#8217;Islam è terrorismo, e non tutti i discorsi sulla fede afferiscono all&#8217;odio religioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito, anche con le elezioni presidenziali del 2006 negli stati uniti e quanto successo con lo scandalo di <strong>Cambridge Analytica</strong> (<a href="https://short.staipa.it/ikbei" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ikbei</a>) si è riproposto il problema di come limitare la pubblicazione sui social, in quel caso non tanto per questioni di terrorismo quanto per il proliferare di <em>Fake News</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe le situazioni (come poi anni dopo il fenomeno di QAnon e dell&#8217;assalto al Campidoglio degli Stati Uniti nel 2020) hanno in comune l&#8217;uso massivo dei social per fini propagandistici, ne ho parlato anche in <strong>Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</strong> (<a href="https://short.staipa.it/9f1em" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/9f1em</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A causa di tutte queste cose è divenuto sempre più necessaria un&#8217;opera di filtraggio di quanto viene pubblicato sui social, e una serie di linee guida e di strumenti che possano rendere questo filtraggio sufficientemente flessibile e non troppo restrittivo da disturbare la fruizione del prodotto da parte dell&#8217;utente medio e senza ledere la libertà di espressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna ricordare che i Social Network non sono organizzazioni governative, né onlus, ma aziende vere e proprie e giustamente con il loro scopo di lucro. Questo implica che, come qualsiasi prodotto, le regole sono decise internamente secondo le proprie logiche commerciali e di sensibilità. Anche se uno di questi decidesse di bloccare tutte le persone che usano la parola <em>sternocleidomastoideo</em>, questo non rappresenterebbe una reale <em>censura</em> o una <em>violazione del diritto di parola</em> ma semplicemente una scelta. Le persone resterebbero comunque libere di usare la parola <em><em>sternocleidomastoideo</em></em> altrove, su un altro social, su un blog, in tv, sui giornali, a casa, al bar. Da qui a urlare al totalitarismo, dunque, ne passa parecchia di acqua sotto i ponti. Se poi uno come canale di comunicazione conosce solo il<em> social network</em> in questione, allora il c&#8217;è un grosso problema, ed è tutto suo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Generalmente la <em>censura sui social network</em> viene applicata a esternazioni che possano integrare <em><strong>ipotesi di reato</strong></em> o facciano rischiare una richiesta di risarcimento da terze parti. A titolo puramente esemplificativo <em>incitazione alla violenza</em>, <em>organizzazione terroristica</em>, <em>violazione della proprietà intellettuale</em>, <em>diffamazione</em>, <em>pedofilia</em>, <em>violenza di genere</em>, <em>discriminazione raziale</em>. A questo vanno aggiunte le scelte tematiche specifiche della piattaforma spesso dettate dal target a cui si rivolgono, da qui il blocco di<em> pornografia</em> o di eventuali altre tematiche controverse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la censura sui Social Network</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Il sistema di controllo su Facebook</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci sono moltissime informazioni pubbliche su come Facebook agisca, ma il sistema si fonda in parte su filtri basati sull&#8217;intelligenza artificiale e in parte da controlli umani che agiscono a posteriori dopo il filtro automatico o dopo le segnalazioni da parte degli utenti. Nel periodo della pandemia, tuttavia, i controlli umani sono molto diminuiti e rallentati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che succede è che un&#8217;<em>Intelligenza artificiale</em> molto complessa è in grado entro certi limiti di valutare se un testo o un&#8217;immagine possano violare le regole imposte, se le viola il post viene temporaneamente bloccato e verificato (teoricamente) da un gruppo di esseri umani. Lo stesso avviene se un post viene segnalato numerose volte. Ovviamente però i controlli umani sono lenti e prenderanno in considerazione prima i post con priorità alta segnalati dall&#8217;intelligenza artificiale o quelli con moltissime segnalazioni. Come discusso nella<strong><a href="https://short.staipa.it/qgp4q" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> chiacchierata sull&#8217;Intelligenza Artificiale con @LaSignoraConiglio </a></strong>(<a href="https://short.staipa.it/qgp4q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/qgp4q</a>) e in <strong><a href="https://short.staipa.it/uljf5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’intelligenza artificiale può essere razzista?</a></strong> (<a href="https://short.staipa.it/uljf5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/uljf5</a><a href="https://short.staipa.it/uljf5">)</a> non esiste un&#8217;<em>Intelligenza Artificiale</em> perfetta, può essere erroneamente bloccata la copertina di un album <em> prog anni 70</em> perché scambiata per pedofilia a causa della foto di un bambino nudo, può essere bloccata una recensione di un libro contro il fascismo perché contiene frasi fasciste (a me è successo), il problema è che poi non sempre il controllo umano a posteriori è accurato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Recentemente su Facebook è stato aumentato il controllo sui profili falsi e la possibilità di segnalarli allo scopo di bloccare account che sistematicamente pubblichino contenuti che violano le regole o pubblicano notizie false. Anche in questo caso però capita che qualche account finisca nella rete anche avendo fatto poco o nulla.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sistema di controllo su Instagram</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Instagram, sempre di proprietà di <em>Meta</em> e quindi sorella di <em>Facebook</em>, è più semplice. I controlli vengono fatti sulle immagini per evitare che contengano violazioni delle regole (non sempre intelligenti, si veda il caso dei capezzoli <a href="https://short.staipa.it/ia0il" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/ia0il</a>), e separatamente un filtro per i commenti offensivi e uno per i commenti di spam. Si basano su meccanismi di <strong>machine learning</strong>, quindi almeno teoricamente in grado di imparare da soli. La segnalazione arriva comunque a operatori umani che poi prendono la decisione finale secondo le regole dettate dall&#8217;azienda</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sistema di controllo su Twitter</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Twitter utilizza un sistema basato su <em>Intelligenza Artificiale</em>, e in genere riesce ad eliminare i commenti e i tweet prima delle segnalazioni. Questo avviene anche perché il social è più semplice degli altri e con meno utenti. Se la segnalazione arriva da un utente gli operatori di Twitter possono contattare direttamente la vittima e valutare con questa prima di decidere il da farsi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sistema di controllo su YouTube</h3>



<p class="wp-block-paragraph">YouTube è probabilmente il social network in cui per realizzare un&#8217;<em>Intelligenza Artificiale</em> efficace ci sono le maggiori difficoltà, in quanto devono essere analizzati interi video, le immagini contenute e gli audio. Ha un sistema improntato alle scelte dell&#8217;utente il quale può scegliere di non vedere determinati tipo di contenuto. Il sistema riesce comunque nella maggior parte dei casi a riconoscere audio e video protetti da diritti di autore e in genere, a seconda delle richieste dell&#8217;autore, il video verrà bloccato, demonetizzato (l&#8217;autore del video &#8220;fraudolento&#8221; non percepirà guadagni dalle visualizzazioni&#8221;), mostrato meno agli utenti, o silenziato. Per quanto riguarda i contenuti offensivi o che contengano materiale che non violi i diritti d&#8217;autore ma che possano integrare altre <em><strong>ipotesi di reato</strong></em> il controllo è molto più difficile e la precisione più bassa. Lascia comunque la possibilità agli utenti di segnalare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Problematiche legate alla censura</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono diversi casi in cui i filtri automatizzati hanno bloccato erroneamente contenuti, account bloccati inutilmente o altro. Questo non è dovuto in genere a mala fede ma semplicemente ad una <em>Intelligenza Artificiale</em>. Poi ci sono casi di politici o personaggi famosi e non rispetto ad altri. Ne ho parlato approfonditamente nell&#8217;articolo <strong><a href="https://short.staipa.it/0m1nl" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?</a></strong> (<a href="https://short.staipa.it/0m1nl" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/0m1nl</a>), in particolare per quanto accaduto agli account di Donald Trump.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Facebook ha pagato per diffamare TikTok?</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/facebook-ha-pagato-per-diffamare-tiktok/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 13:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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					<description><![CDATA[Qualche tempo fa, in un articolo sulla #BlackoutChallenge (https://short.staipa.it/blckoutc) che terrorizzava all&#8217;epoca i genitori degli adolescenti che usano TikTok, mi sono lamentato di come i giornalisti abbiano fomentato un pericolo inesistente demonizzando una piattaforma per ignoranza.Ma se non fosse così? Se dietro tutto questo ci fosse una forma di complotto? Il Washington Post ha pubblicato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Qualche tempo fa, in un articolo sulla #BlackoutChallenge (<a href="https://short.staipa.it/blckoutc">https://short.staipa.it/blckoutc</a>) che terrorizzava all&#8217;epoca i genitori degli adolescenti che usano <strong><em>TikTok</em></strong>, mi sono lamentato di come i giornalisti abbiano fomentato un pericolo inesistente demonizzando una piattaforma per ignoranza.<br>Ma se non fosse così? Se dietro tutto questo ci fosse una forma di <em>complotto</em>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Washington Post</em> ha pubblicato un&#8217;inchiesta (<a href="https://short.staipa.it/wptiktik" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/wptiktik</a>) secondo la quale Facebook avrebbe pagato per mettere in giro questo genere di voci e discreditare TikTok. Interessante direi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzi tutto, come indicato anche dall&#8217;articolo dire che sia stata <em>Facebook </em>è improprio, per essere più precisi da qualche tempo la società <em>Facebook</em>, che detiene il controllo dei prodotti <em>Facebook, Instagram</em>, <em>WhatsApp</em>, <em>Oculus</em> oggi si chiama <em>Meta</em> e continua a detenere il controllo dei prodotti <em>Facebook, Instagram</em>, <em>WhatsApp</em>, <em>Oculus</em>. Per questo il titolo corretto di questo articolo dovrebbe essere:</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meta ha pagato per diffamare TikTok?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente per ora si tratta di una certezza, ma di un&#8217;inchiesta alla quale per ora non risulta che <em>Meta</em> e <em>Targeted Victory</em> abbiano dato smentite né conferme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quanto risulta dall&#8217;inchiesta Meta avrebbe pagato l&#8217;azienda Targeted Victory (<a href="https://targetedvictory.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">targetedvictory.com/</a>) per potenziare i messaggi mediatici che definiscono TikTok come pericoloso per i ragazzini americani. <em>Targeted Victory</em> è una società che si occupa tra le altre cose di <em>spingere</em> candidati per le elezioni potenziando notizie e informazioni e cercando di modificare l&#8217;opinione pubblica.</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="791" height="692" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-9457" data-id="9457" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/04/targetedvictory1.png?resize=791%2C692&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/04/targetedvictory1.png?w=791&amp;ssl=1 791w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/04/targetedvictory1.png?resize=300%2C262&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/04/targetedvictory1.png?resize=768%2C672&amp;ssl=1 768w, 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<p class="wp-block-paragraph">La richiesta di <em>Meta</em> alla società di consulenza sarebbe quella di organizzare una campagna a livello nazionale per portare l&#8217;opinione pubblica a diffidare di <em>TikTok</em>, anche con l&#8217;inserimento di editoriali, lettere a giornali e editori e ai principali organi di informazione e a politici inventando o ingrandendo situazioni che creino paura nei genitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda decisamente quanto successo all&#8217;epoca di <em>#BlackoutChallenge</em> o di <em>#bluewhale</em> (<a href="https://short.staipa.it/blckoutc">https://short.staipa.it/blckoutc</a>) anche in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tattiche usate comunemente per la politica ma che sia una tattica usata da un colosso dell&#8217;informatica rende la cosa ancora più preoccupante data la quantità di denaro a disposizione. Tentare di screditare agli occhi dell&#8217;opinione pubblica un concorrente divenuto ormai troppo grande per essere acquisto -come già fatto con molti altri- aumenta di molto il dubbio che ciò che acquistiamo, usiamo, stimiamo sia frutto del risultato di campagne pubblicitarie e non di reale apprezzamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dipendenti di <em>Targeted Victory</em>, hanno lavorato per spostare l&#8217;attenzione da <em>Meta</em>, sotto attacco per i problemi di privacy a <em>TikTock</em>, dipingendolo come il vero pericolo per i ragazzini e per la società intera. In una mail del direttore della società lo scopo era &#8220;far uscire il messaggio secondo il quale mentre <em>Meta </em>è l&#8217;attuale sacco da boxe, <em>TikTok </em>è la vera minaccia soprattutto come app di proprietà straniera che è la numero 1 nella condivisione dei dati che i giovani adolescenti stanno utilizzando&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il sogno sarebbe quello di ottenere storie con titoli come &#8216;Dalle danze al pericolo: come <em>TikTok </em>è diventato lo spazio di social media più dannoso per i bambini'&#8221;, ha scritto lo staff.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Targeted Victory ha rifiutato di rispondere alle domande sulla campagna, dicendo solo che ha rappresentato Meta per diversi anni ed è orgogliosa del lavoro che ha fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il portavoce di Meta Andy Stone ha difeso la campagna dicendo: &#8220;Crediamo che tutte le piattaforme, incluso TikTok, dovrebbero affrontare un livello di controllo coerente con il loro crescente successo&#8221;.</p>
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		<title>La percezione della realtà nei social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 16:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Poleminformatica]]></category>
		<category><![CDATA[Polemipolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Percezione della realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;opinione pubblica è da sempre un fattore importante che tende però a sbilanciare il concetto di democrazia in maniera non lineare. Basti pensare al concetto che nel calcio conti più l&#8217;opinione del pubblico rispetto ai risultati per rimuovere un allenatore della nazionale, o che lo stesso possa valere in talune situazioni per quanto riguarda ministri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opinione pubblica è da sempre un fattore importante che tende però a sbilanciare il concetto di democrazia in maniera non lineare. Basti pensare al concetto che nel calcio conti più l&#8217;opinione del pubblico rispetto ai risultati per rimuovere un allenatore della nazionale, o che lo stesso possa valere in talune situazioni per quanto riguarda ministri in politica. In quei casi una percentuale urlante determina una scelta prettamente economica (nel caso del calcio) o di mero consenso (nel caso della politica) non dettata da una reale maggioranza in quanto in genere la reale maggioranza è semplicemente quella in silenzio: se non ho motivo di lamentarmi non mi metterò ad alzare la voce e lascerò che chi alza la voce si scaldi senza il mio intervento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a poco tempo fa avrei creduto non fosse necessario fare un ripasso su cosa significhi <em>democrazia</em> e probabilmente per la larga maggioranza di chi segue questo blog non è necessario; tuttavia, nel dubbio ci tengo a ricordare che una democrazia si muove sul volere di una maggioranza e non delle piccole minoranze che urlano più forte. Democrazia, quindi, non è il volere di tutti e non mette tutte le opinioni allo stesso livello. Democrazia è una discussione dove la maggior parte del popolo sceglie.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="l-amplificazione-dei-social-delle-minoranze">L&#8217;amplificazione dei social delle minoranze</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a qualche anno fa, andando in un qualunque bar di paese capitava regolarmente di rimanere ad ascoltare le lamentele del <em>beone di turno</em>, era anche divertente perché la cosa finiva tendenzialmente lì. Lanciava proclami sui politici, o su qualche pettegolezzo locale, era divertente ascoltare e qualche volta provare a rispondere, era chiaro che il più delle volte rispondere fosse simile all&#8217;atto odierno del <em>trolling</em> (<a href="https://short.staipa.it/troll" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/troll</a>), stimolare il <em>beone di turno</em> a spararne di più grandi e ascoltarne la reazione, ma tutto generalmente finiva lì. Con il <em>beone di turno</em> o ancora più incazzato o convinto di aver fatto un grande comizio su temi a lui importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un tempo questo fenomeno era estremamente ridotto dall&#8217;audience limitata oggi viene amplificato all&#8217;ennesima potenza dalla possibilità di chiunque di avere una voce sui social e di incontrare altre voci simili alla sua. In qualche modo <em>Internet</em> da rete di computer si è trasformata in una rete dei <em>vecchi bar</em> che mette in comunicazione in ognuno il <em><em>beone di turno</em></em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;articolo <a href="https://short.staipa.it/kre4d" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stupidità e ignoranza non sono la causa</a> (<a href="https://short.staipa.it/kre4d" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/kre4d</a>) ho già parlato di come sia sbagliato dividere in modo manicheo tra stupidi che ci cascano e intelligenti che no e in <a href="https://short.staipa.it/9f1em" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</a> (<a href="https://short.staipa.it/9f1em" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/9f1em</a>) di come i social fornendoci contenuti simili a quelli che già ci interessano finiscano per rafforzare le nostre opinioni radicalizzando la nostra visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che dovrebbe farci riflettere però sono le proporzioni dei fenomeni. In un bar quanti erano i <em>beoni di turno</em>? Ovviamente la mia non è una statistica ma una stima esperienziale priva di fondamento scientifico; tuttavia, credo che chiunque possa convenire non fossero più di due o tre per locale. Esageriamo: uno per tavolo. Uno su cinque clienti. Altrimenti sarebbe mancato un pubblico con cui lamentarsi o sarebbe stato tutta una rissa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi, ormai quasi due anni, l&#8217;argomento che sta radicalizzando di più le persone è la diatriba tra <em>a favore dei vaccini</em> e <em>contro i vaccini</em>. Ormai è finito per essere un argomento così radicalizzante da far scendere in secondo piano il tifo da stadio per il mondo del calcio e quello per l&#8217;esponente politico di turno. In qualunque discussione invece dei soliti &#8220;<em>e i marò?</em>&#8220;, &#8220;<em>e le foibe?</em>&#8220;, &#8220;<em>e Bibbiano?</em>&#8221; si sono trasformati in scontri su presunti rischi e benefici dei vaccini e libertà di scelta sui vaccini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai in qualunque discussione sui social, su qualunque argomento, salta fuori chi è contro il vaccino o convinto che ci sia un gigantesco complotto. Questo, per chi pensi che i social siano uno specchio della realtà e non quello del <em>vecchio bar</em>, finisce per essere la conferma assoluta delle proprie opinioni, la conferma che ci siano poteri occulti o decisioni antidemocratiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo trovo interessante, non tanto per l&#8217;argomento quanto perché questa <em>unione di intenti</em> su un argomento altamente misurato permette di ragionare su quanto i social rispecchino la realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="lo-scarso-gradimento-dei-vaccini-sui-social-rispecchia-la-realta">Lo scarso gradimento dei vaccini sui social rispecchia la realtà?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto quant&#8217;è grande, nel mondo reale, la fetta di popolazione che non vuole vaccinarsi? Siamo in una <em>dittatura sanitaria</em> in cui una larga maggioranza della popolazione resta inascoltata o siamo in un fenomeno da <em>vecchio bar</em> dove una piccola quantità di <em>clienti beoni</em> monopolizza l&#8217;attenzione di tutti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Sole 24 ore ci fornisce su questo argomento una serie di dati chiari e aggiornati (<a href="https://short.staipa.it/s24vaccini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/s24vaccini</a>) di cui faccio affidamento ai dati del 04 novembre 2021, ore 07:12, quando sto scrivendo questo articolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="508" data-attachment-id="9158" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-percezione-della-realta-nei-social/image-59/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?fit=1404%2C696&amp;ssl=1" data-orig-size="1404,696" data-comments-opened="1" data-image-title="image" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?fit=1024%2C508&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=1024%2C508&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9158" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=1024%2C508&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=300%2C149&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=768%2C381&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=640%2C317&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=100%2C50&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=24%2C12&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=36%2C18&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?resize=48%2C24&amp;ssl=1 48w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image.png?w=1404&amp;ssl=1 1404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 75,81%&nbsp;della popolazione&nbsp;ha completato il ciclo vaccinale</strong>.&nbsp;Il 2,95%&nbsp;è in attesa di seconda dose. Complessivamente – contando anche il monodose e i pre-infettati che hanno ricevuto una dose &#8211;&nbsp;<strong>è almeno parzialmente protetto&nbsp;il 78,76%&nbsp;della popolazione italiana</strong>. Considerando solo gli over 12, oggetto della campagna vaccinale, rispetto alla platea individuata dal Commissario straordinario per l&#8217;emergenza Covid-19 la percentuale di almeno parzialmente protetti è del&nbsp;86,41%&nbsp;mentre&nbsp;<strong>l&#8217;83,18%&nbsp;è completamente vaccinato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che la percentuale degli<em> irriducibili novax</em>, posto che di questa percentuale lo siano tutti non è superiore al 16,82%. Da cui vanno tolte le persone che <em>realmente</em> hanno motivi per cui non possono essere vaccinati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Praticamente uno su sei, numeri da <em>vecchio bar</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro dato interessante è quello per le fasce di età.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="496" data-attachment-id="9159" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-percezione-della-realta-nei-social/image-1-10/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?fit=1851%2C896&amp;ssl=1" data-orig-size="1851,896" data-comments-opened="1" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?fit=1024%2C496&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=1024%2C496&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9159" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=1024%2C496&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=300%2C145&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=768%2C372&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=1536%2C744&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=640%2C310&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=100%2C48&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=24%2C12&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=36%2C17&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?resize=48%2C23&amp;ssl=1 48w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/image-1.png?w=1851&amp;ssl=1 1851w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ad eccezione della fascia tra i 12 e i 19 anni, soggetta in larga parte al parere dei genitori e comunque vaccinabile da un tempo ridotto, le fasce di età con minori vaccinazioni è quella tra i 30 e i 60 anni e anche qui si resta su una media vicina a quella generale, al di sotto del 17%. Uno su sei. I dati più alti nelle vaccinazioni sono quelli delle fasce di età oltre i sessanta, che probabilmente ricordano bene la <em>poliomielite</em> e quando sia stato determinante il vaccino per sconfiggerla, o ricordano i danni dell&#8217;<em>influenza spagnola</em>. Man mano che ci si allontana da quelle età l&#8217;adesione al vaccino diminuisce progressivamente, tornando più alta nelle persone al di sotto dei trent&#8217;anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="perche-sui-social-il-mondo-sembra-massivamente-no-vax">Perché sui social il mondo sembra massivamente no-vax?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che accade è che i social, <em>Facebook </em>soprattutto, sono frequentati principalmente proprio dalle fasce di età che in cui la vaccinazione è vista più criticamente, quelli che hanno visto crescere la tecnologia vivendola con paura e che si sono trovati a rincorrerla di più non essendoci nati ma essendo stati costretti ad adottarla, contrariamente a fasce di età più alte che non la usano o più basse che nascendoci hanno imparato a prendere con il giusto peso quello che leggono in rete.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/business.trustedshops.it/hs-fs/hubfs/1-TS_B2B/content/IT/20210120-gruppi-social-media/eta-media-utenti-facebook.png?ssl=1" alt="eta-media-utenti-facebook"/><figcaption>Fonte: https://business.trustedshops.it/blog/gruppi-utenti-social-media#facebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La fascia tra i 25 e i 55, quella meno vaccinata, copre in effetti il 63% di Facebook, mentre le fasce più vaccinate, cioè oltre i sessanta è presente per meno dell&#8217;11%. Questo sbilancia per forza di cose la nicchia <em>Facebook</em> ad essere un <em>vecchio bar</em> particolarmente frequentato da <em><em>beoni di turno</em></em>. In pratica il 17% dei non vaccinati appartenenti alla fascia di età tra i 25 e i 55 viene amplificato perché le altre fasce di età sono sottorappresentate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di nuovo, anche sui social l&#8217;opinione pubblica rischia di sbilanciare il concetto di democrazia in maniera non lineare. Ma è l&#8217;83% che non urla ad essere quella grande maggioranza nel mondo reale. Non quel 17% amplificato dentro al mondo digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza contare che è più probabile che a lanciarsi in proclami e battaglie siano in generale gli insoddisfatti. Gli altri occuperanno il loro tempo nelle proprie passioni, nel proprio lavoro, in altro che non sia convincere qualcuno a vaccinarsi. La vita è fatta di cose molto più interessanti e piacevoli di questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non ne teniamo conto, stiamo pretendendo che a prendere le decisioni sia il <em><em>beone di turno</em></em> al <em>vecchio bar</em>, e non il resto della popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="l-aggravante-della-crisi-del-giornalismo">L&#8217;aggravante della crisi del giornalismo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aggiungersi a questo fenomeno c&#8217;è la <em>crisi del giornalismo</em>. Cosa farà vendere più copie? Aizzare il <em>vecchio beone</em> perché incendi il<em> vecchio bar</em>, o parlare dei noiosi ottimi risultati della medicina moderna? Per questo capita sempre più spesso di vedere dibattiti tra persone non titolate a discutere su argomenti di cui non sanno nulla per avvalorare tesi di parte, o servizi che ammiccano ai no-vax e titoloni sibillini. Sia nel giornalismo che per altro in politica. <br>Posizioni prese a metà per lasciare una strada aperta, per lasciare un dibattito antiscientifico che però attira consensi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Fa sorridere poi che vista da questo punto di vista siano proprio i <em>vecchi beoni</em> quelli che vengono usati e manipolati, e lo sono per aumentare l&#8217;audience e i consensi politici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione è che a parte gli invitati alle trasmissioni, scienziati costretti a difendersi da personaggi di spettacolo, alla popolazione di chi il vaccino lo ha fatto tutto questo non interessa. Ha cose più interessanti e utili da fare che scendere in piazza a chiedere un diritto che ha già, a protestare per cure che ha già, a lamentarsi che la scienza l&#8217;ha salvata da un pericolo da cui 4 milioni di persone in Italia di cui 132.000 morte non sono scampate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo si sentono solo le urla della sparuta minoranza che viene amplificata dai social. Una volta compreso questo, tutto il resto del dibattito perde completamente di interesse.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Cos&#8217;è il diritto all&#8217;oblio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2021 15:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto All&#039;Oblio]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho parlato di privacy in molti modi, in molti articoli. Da un lato per quanto ci preoccupa dell&#8217;uso dei nostri dati personali che fanno siti, dall&#8217;altra dell&#8217;uso che invece possono farne le persone. In Cosa può scoprire una persona dai miei profili social? (https://wp.me/pQMJM-2ab) ho ragionato su che cosa possano scoprire di noi le persone [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho parlato di privacy in molti modi, in molti articoli. Da un lato per quanto ci preoccupa dell&#8217;uso dei nostri dati personali che fanno siti, dall&#8217;altra dell&#8217;uso che invece possono farne le persone. In <a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa può scoprire una persona dai miei profili social? </a>(<a href="https://wp.me/pQMJM-2ab">https://wp.me/pQMJM-2ab</a>) ho ragionato su che cosa possano scoprire di noi le persone da quello che pubblichiamo, un possibile datore di lavoro, qualcuno che debba fornirci un&#8217;assicurazione, un futuro partner&#8230; In <a href="https://www.staipa.it/blog/?p=8790&amp;preview=true">Cos&#8217;è il Revenge Porn? </a>(<a href="https://wp.me/pQMJM-2hM">https://wp.me/pQMJM-2hM</a>) invece ho riflettuto sul rischio che immagini intime e personali vengano condivise in rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che accomuna questo aspetto della privacy è il bisogno, forte, che le informazioni su di noi scompaiano dalla rete. Possono esistere molti motivi. Può trovarsi in rete qualcosa che possa compromettere il nostro futuro lavorativo, qualcosa che non rispecchi più il nostro modo di essere, o qualcosa che possa creare problemi legali, o semplicemente dopo un passato in cui ci piaceva condividere moltissime cose ora vogliamo mantenere un profilo più anonimo.<br>Il problema poi si amplifica in caso di decesso. Cosa vogliamo resti di noi nella rete? Vogliamo che resti tutto immutato in eterno o vogliamo che sia tutto rimosso? Ci va bene che un giorno qualcuno possa riuscire a leggere le nostre vecchie mail e chat private o vogliamo che siano eliminate per sempre? Se in rete ci sono articoli di giornali che ci riguardano e raccontano cose imprecise, o magari di situazioni giudiziarie già risolte è corretto che restino per sempre tracciate?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale il dirotti all&#8217;oblio o diritto alla cancellazione è garantito dall&#8217;articolo 17 del GDPR (<a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv:OJ.L_.2016.119.01.0001.01.ITA&amp;toc=OJ:L:2016:119:TOC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">General Data Protection Regulation</a>), il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che elenca i casi e motivi in cui il titolare al trattamento e alla cancellazione dei dati deve procedere alla rimozione degli stessi <em>senza ingiustificato ritardo</em>. Uno dei casi, quello più conosciuto è quelli di quando il trattamento di quei dati non siano più necessari rispetto alle finalità di raccolta, quando viene revocato il consenso al trattamento o quando i dati sono stati raccolti in maniera illecita. Si tratta del classico <em>trattamento dei dati</em> che oggi viene indicato in tutti i documenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso articolo vale anche in caso di pubblicazioni di altri dati come gli articoli di giornale, le notizie, le foto pubblicate da terze parti.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Articolo 17 del GDPR</p><p><strong>Diritto alla cancellazione («diritto all&#8217;oblio»)</strong></p><p><strong>1. L&#8217;interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l&#8217;obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti:</strong></p><p><strong>a) i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;</strong></p><p><strong>b) l&#8217;interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento conformemente all&#8217;articolo 6, paragrafo 1, lettera a), o all&#8217;articolo 9, paragrafo 2, lettera a), e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;</strong></p><p><strong>c) l&#8217;interessato si oppone al trattamento ai sensi dell&#8217;articolo 21, paragrafo 1, e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento, oppure si oppone al trattamento ai sensi dell&#8217;articolo 21, paragrafo 2;</strong></p><p><strong>d) i dati personali sono stati trattati illecitamente;</strong></p><p><strong>e) i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto dell&#8217;Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;</strong></p><p><strong>f) i dati personali sono stati raccolti relativamente all&#8217;offerta di servizi della società dell&#8217;informazione di cui all&#8217;articolo 8, paragrafo 1.</strong></p><p><strong>2. Il titolare del trattamento, se ha reso pubblici dati personali ed è obbligato, ai sensi del paragrafo 1, a cancellarli, tenendo conto della tecnologia disponibile e dei costi di attuazione adotta le misure ragionevoli, anche tecniche, per informare i titolari del trattamento che stanno trattando i dati personali della richiesta dell&#8217;interessato di cancellare qualsiasi link, copia o riproduzione dei suoi dati personali.</strong></p><p><strong>3. I paragrafi 1 e 2 non si applicano nella misura in cui il trattamento sia necessario:</strong></p><p><strong>a) per l&#8217;esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione;</strong></p><p><strong>b) per l&#8217;adempimento di un obbligo giuridico che richieda il trattamento previsto dal diritto dell&#8217;Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento o per l&#8217;esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse oppure nell&#8217;esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento; </strong></p><p><strong>c) per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica in conformità dell&#8217;articolo 9, paragrafo 2, lettere h) e i), e dell&#8217;articolo 9, paragrafo 3;</strong></p><p><strong>d) a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici conformemente all&#8217;articolo 89, paragrafo 1, nella misura in cui il diritto di cui al paragrafo 1 rischi di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento degli obiettivi di tale trattamento; o</strong></p><p><strong>e) per l&#8217;accertamento, l&#8217;esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.</strong></p><cite>Fonte: <a href="https://www.privacy-regulation.eu/it/17.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Articolo 17 EU regolamento generale sulla protezione dei dati (EU-RGPD)</a> (<a href="https://www.privacy-regulation.eu/it/17.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.privacy-regulation.eu/it/17.htm</a>)</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;articolo, tuttavia, stabilisce anche che il diritto alla cancellazione ha dei limiti, ossia quando i dati siano necessari per soddisfare esigenze come l&#8217;esercizio del&nbsp;<strong>diritto alla libertà di espressione e di informazione</strong>&nbsp;oppure&nbsp;<strong>a fini di archiviazione nel pubblico interesse</strong>, di&nbsp;<strong>ricerca scientifica o storica</strong>. Questo per evitare possa avvenire una censura preventiva o la sparizione di informazioni che debbano essere necessariamente di pubblico dominio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A scegliere quale sia il limite nello specifico caso dovrà in generale essere un giudice o il garante della privacy</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due sentenze utili sul diritto all&#8217;oblio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con una&nbsp;<strong><a href="https://www.altalex.com/documents/news/2018/07/04/liberta-giornalistica-diritto-all-oblio-non-puo-esser-sempre-riconosciuto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentenza del 26 giugno 2018</a></strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo</strong>&nbsp;ha affermato che il diritto all&#8217;oblio rientra nell&#8217;ambito del&nbsp;<strong>diritto alla tutela della vita privata</strong>&nbsp;previsto dall&#8217;art. 8 CEDU (Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo), mentre la libertà di espressione è garantita dall’art. 10 CEDU.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://app.go.wolterskluwer.com/e/er?s=1364398973&amp;lid=150129&amp;elq=~~eloqua..type--emailfield..syntax--recipientid..encodeFor--url~~" target="_blank"><strong>sentenza del 13 maggio 2014</strong></a>&nbsp;(<strong>caso&nbsp;<em>Google Spain</em></strong>), la&nbsp;<strong>Corte di giustizia dell’Unione europea</strong>&nbsp;ha affermato che i motori di ricerca sono responsabili del trattamento dei dati che indicizzano. Questo significa che se cercando il proprio nome su un motore di ricerca compaiono pagine o informazioni relative a noi, possiamo sia chiedere a chi gestisce quella pagina di rimuovere i dati, sia chiedere al motore di ricerca di rimuovere l&#8217;indicizzazione a quell&#8217;informazione specifica e non mostrarla in ulteriori ricerche. Almeno per le versioni del motore di ricerca visualizzate per il territorio europeo. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esercizio del diritto all’oblio: a chi ci si può rivolgere?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qualunque sito, motore di ricerca, entità giuridica deve per legge avere un responsabile del trattamento dei dati e una policy privacy pubblica, quindi in linea di massima è sempre possibile rivolgersi al sito, al motore di ricerca o all&#8217;azienda per chiedere la rimozione delle informazioni personali indicando dove esse si trovino. Ovviamente alle stesse regole devono stare anche le persone che eventualmente abbiano diffuso le informazioni tramite social, o qualunque altro mezzo di diffusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di mancata risposta, o di risposta negativa, è possibile rivolgersi al <strong>Garante della Privacy</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di mancata risposta o di risposta negativa, il successivo rimedio è il&nbsp;<strong>reclamo al Garante Privacy</strong>&nbsp;ai sensi dell&#8217;<strong>art. 77 del GDPR</strong> o all&#8217;autorità giudiziaria</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Articolo 77 del GDPR</p><p><strong>Diritto di proporre reclamo all&#8217;autorità di controllo</strong><br><br><strong>1. Fatto salvo ogni altro ricorso amministrativo o giurisdizionale, l&#8217;interessato che ritenga che il trattamento che lo riguarda violi il presente regolamento ha il diritto di proporre reclamo a un&#8217;autorità di controllo, segnatamente nello Stato membro in cui risiede abitualmente, lavora oppure del luogo ove si è verificata la presunta violazione.<br><br>2. L&#8217;autorità di controllo a cui è stato proposto il reclamo informa il reclamante dello stato o dell&#8217;esito del reclamo, compresa la possibilità di un ricorso giurisdizionale ai sensi dell&#8217;articolo 78.</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;indirizzo del Garante della Privacy (<a href="https://www.garanteprivacy.it/home/diritti/come-agire-per-tutelare-i-tuoi-dati-personali">Come agire per tutelare i tuoi dati personali: </a><a href="https://www.garanteprivacy.it/home/diritti/come-agire-per-tutelare-i-tuoi-dati-personali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.garanteprivacy.it/home/diritti/come-agire-per-tutelare-i-tuoi-dati-personali</a>) ci sono tutte le informazioni utili per rivolgersi al Garante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Diritto all&#8217;oblio di una persona deceduta</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai, anche il diritto all&#8217;oblio di una persona deceduta è diventato importante. Se ne occupa  Il primo comma dell&#8217;<strong>articolo 2-terdecies del Codice Privacy</strong> Italiano.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Art. 2-terdecies Nuovo Codice Privacy</em><strong>&nbsp;– D.lgs 196/2003 aggiornato al D.lgs 101/2018 &#8211; Diritti riguardanti le persone decedute<br>1. I diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento riferiti ai dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela <em>dell’interessato, in qualità di suo mandatario, o per ragioni familiari meritevoli di protezione.</em></strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi tale diritto può essere esercitato dalle figure parentali prossime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti siti offrono in anticipo la possibilità di fare una scelta:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://myaccount.google.com/inactive?pli=1">Gestione account google inattivo</a> (<a href="https://myaccount.google.com/inactive?pli=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://myaccount.google.com/inactive?pli=1</a>)</li><li><a href="https://www.facebook.com/help/103897939701143" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa succede al mio account Facebook dopo il mio decesso?</a> (<a href="https://www.facebook.com/help/103897939701143" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.facebook.com/help/103897939701143</a>)</li><li><a href="https://help.instagram.com/264154560391256" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come faccio a segnalare su Instagram l&#8217;account di una persona deceduta?</a> (<a href="https://help.instagram.com/264154560391256" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://help.instagram.com/264154560391256</a>)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Altri eleminano i dati in automatico dopo un certo periodo di inattività</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale è vero anche il contrario. L&#8217;eredita digitale è parte integrante dell&#8217;eredità di una persona, quindi qualora il deceduto non avesse richiesto al servizio di eliminare i suoi dati dopo il decesso, dovrebbe essere possibile richiedere al fornitore del servizio le informazioni necessarie all&#8217;accesso dei dati del defunto.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Esiste la censura su Internet?</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/esiste-la-censura-su-internet/</link>
					<comments>https://www.staipa.it/blog/esiste-la-censura-su-internet/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 15:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<category><![CDATA[VPN]]></category>
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					<description><![CDATA[Esiste la censura su Internet? Sebbene non sia la domanda più diffusa in rete, il fatto che esista una censura è una delle convinzioni più ampiamente condivise dai complottisti. Hanno ragione? Non ce l&#8217;hanno? Come quasi sempre la risposta giusta sta nel mezzo. Tutto dipende da cosa si intenda per censura e di quale situazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Esiste la censura su Internet? Sebbene non sia la domanda più diffusa in rete, il fatto che esista una censura è una delle convinzioni più ampiamente condivise dai complottisti. Hanno ragione? Non ce l&#8217;hanno?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come quasi sempre la risposta giusta sta nel mezzo. Tutto dipende da cosa si intenda per censura e di quale situazione o luogo si stia parlando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si vuole sviscerare un tema in maniera sufficientemente completa bisogna partire ancora una volta dalle basi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Brevissimo racconto di cosa sia Internet</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Internet, riassumendo ai minimi termini, è una enorme rete di computer che condividono informazioni su scala globale. Il termine rete non è affatto casuale.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8861" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/esiste-la-censura-su-internet/rete-rotta/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/Rete-rotta-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&amp;ssl=1" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="1" data-image-title="Rete-rotta" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/Rete-rotta-scaled.jpg?fit=1024%2C683&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/04/Rete-rotta.jpg?resize=512%2C342&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8861" width="512" height="342"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In origine Internet era un progetto militare per permettere la continuazione delle comunicazioni anche in caso di guerra o disastro, di conseguenza proprio per come è costruita è fatta per aggirare (quasi) ogni tipo di attacco. Se un punto della rete non è stato colpito dal disastro, sarà sempre raggiungibile da ogni altro punto che non sia a sua volta stato direttamente colpito da un disastro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Così è stata progettata e voluta dagli <em>Hacker</em> di cui ho parlato in <a href="https://www.staipa.it/blog/?p=8678&amp;preview=true">Cos&#8217;è un Hacker e cosa un Cracker?</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-2fY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-2fY</a>), e così ancora si lotta perché resti. <br>Ma quindi non è possibile attuare una censura? La presenza della rete ovviamente non implica che se un sito che commette reati, o non piace a qualcuno non possa essere direttamente spento, tuttavia la possibilità di installare quel sito su un server in una nazione in cui non ci sia giurisdizione da parte di chi vorrebbe spegnerlo rende le cose molto più complesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi non esiste modo di censurare Internet? Purtroppo, esistono comunque svariati modi, alcuni facilmente aggirabili altri molto meno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come i governi attuano la censura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In <a href="https://www.staipa.it/blog/?p=8504&amp;preview=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cos&#8217;è il Dark web? </a>(<a href="https://wp.me/pQMJM-2da" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-2da</a>) ho spiegato a grandi line il funzionamento di un <em>dns</em>: quando nel nostro browser digitiamo un indirizzo web come&nbsp;<a href="https://www.staipa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.staipa.it</a>&nbsp;il nostro computer andrà a connettersi per prima cosa a un cosiddetto&nbsp;<em>server DNS</em>&nbsp;o&nbsp;<em>Domain Name System</em>, ossia un sistema di gestione dei nomi di dominio, il quale gli dirà che il vero indirizzo è in IPv4 104.21.78.161 oppure 172.67.223.191, in IPv6 2606:4700:3031::6815:4ea1 oppure 2606:4700:3032::ac43:dfbf, in entrambi i casi non propriamente qualcosa di mnemonico per noi umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fornitori di servizi internet, in generale l&#8217;operatore telefonico o chi ci fornisce la connessione, utilizzano un <em>DNS </em>predefinito e questo <em>DNS </em>dovrebbe garantire l&#8217;accesso da parte nostra a tutti i siti del mondo. Nella pratica le ordinanze dei governi locali possono obbligare tutti i <em>DNS </em>nazionali a &#8220;oscurare un sito&#8221;. Questo accade per esempio nel caso il sito da osculare non sia nel territorio nazionale o in un luogo dove la giurisdizione, ad esempio europea, possa agire diversamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che succede nella pratica è che quando digitiamo il nome del sito nel browser questo andrà a interrogare il <em>DNS</em> e questo risponderà come se il sito non esistesse, rendendolo di fatto non raggiungibile.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Come aggirare il blocco dei DNS</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il blocco dei DNS è un limite che funziona per la grande maggioranza degli utenti, ma che in realtà è facilmente e legalmente aggirabile qualora un utente ne abbia motivo. Basterà semplicemente scegliere da un servizio di DNS internazionale come quello di <a href="https://www.opendns.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenDNS</a>, quello di <a href="https://www.cloudflare.com/it-it/learning/dns/what-is-1.1.1.1/">Cloudflare</a> o altri disponibili gratuitamente. Meglio rivolgersi in ogni caso a servizi conosciuti e affidabili in quanto un DNS malevolo potrebbe indirizzare ogni vostra navigazione verso siti malevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale è possibile modificare il DNS sul proprio router qualora se ne faccia uso, o sul proprio dispositivo.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Modificare il DNS su Windows 10</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per cambiare i server DNS su Windows 10 è sufficiente premere sul menù&nbsp;<strong>Start</strong>, scrivere <strong>Pannello di&nbsp;controllo&nbsp;</strong>nel menu, e premere su <strong>Pannello di&nbsp;controllo</strong>. Una volta aperta la finestra andare su&nbsp;<strong>Rete e Internet&nbsp;</strong>e poi su&nbsp;<strong>Centro connessioni di rete e condivisione</strong>, scegliere il nome della rete a cui si è collegati e poi andare su&nbsp;<strong>Proprietà</strong>&nbsp;nella finestra che compare. Nello spazio indicato con <strong>La connessione utilizza gli elementi seguenti</strong> andare su&nbsp;<strong>Protocollo Internet versione 4 (TCP/IPv4)</strong>, andare su <strong>Proprietà</strong>, selezionare&nbsp;<strong>Utilizza i seguenti indirizzi server DNS</strong> e inserire i numeri del DNS scelto. Per i DNS di <a href="https://www.cloudflare.com/it-it/learning/dns/what-is-1.1.1.1/">Cloudflare</a> per esempio 1.1.1.1</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.aranzulla.it/wp-content/contenuti/2017/12/cmdnswind10_1.jpg?ssl=1" alt="Come cambiare DNS Windows 10" class="wp-image-1038369"/></figure></div>



<h5 class="wp-block-heading">Modificare il DNS su Mac Os X</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per cambiare i server DNS su Mac Os X basta andare su <strong>Preferenze di sistema</strong> presente sulla&nbsp;<strong>barra Dock</strong>, e successivamente su&nbsp;<strong>Rete</strong>, selezionare la connessione in uso dalla barra laterale di sinistra e poi&nbsp;<strong>Avanzate…</strong>, infine andare nella scheda&nbsp;<strong>DNS</strong>, cancellare tutti gli indirizzi presenti nel riquadro selezionandoli con il mouse e cliccando sul pulsante&nbsp;<strong>[-]</strong>&nbsp;che si trova in basso a sinistra. Infine, premendo il pulsante <strong>[+]&nbsp;</strong>aggiungere un nuovo DNS, per esempio per esempio 1.1.1.1 per i DNS di <a href="https://www.cloudflare.com/it-it/learning/dns/what-is-1.1.1.1/">Cloudflare</a>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.aranzulla.it/wp-content/contenuti/2013/08/dnMHgOGFF1.jpg?ssl=1" alt="Come cambiare DNS su Mac" class="wp-image-1102620"/></figure></div>



<h5 class="wp-block-heading">Modificare il DNS su Smartphone o Tablet</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Android e iOs permettono la modifica dei DNS sotto Wi-Fi ma non per quanto riguarda la linea telefonica. Un modo per bypassare questo sistema è l&#8217;utilizzo di una <em>VPN</em>, spiegherò nei paragrafi successivi di che cosa si tratti Cloudflare ne fornisce una gratuita a questo scopo all&#8217;indirizzo <a href="https://1.1.1.1/">https://1.1.1.1</a> con un&#8217;apposita app.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il caso della Cina</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In paesi meno democratici come la Cina l&#8217;approccio alla censura in rete è ben diverso. In queste nazioni è stata realizzata qualcosa che a tutti gli effetti risulta essere una sottorete a cui tutti i dispositivi della nazione sono collegati. A nessun dispositivo è permesso collegarsi direttamente alla rete Internet globale. Questa rete interna a sua volta è connessa alla rete globale ma attraverso alcuni filtri. Questo fa in modo di avere un controllo completo su quello che è possibile vedere in internet e quello che non è possibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi è all&#8217;interno di quella rete semplicemente quello che non deve essere raggiunto non esiste. Ovviamente anche in questo caso esistono dei sistemi per superare le restrizioni, e sono le VPN, ma dato il genere di rete costruita dal governo anche le VPN non sono sempre utilizzabili ed è possibile essere scoperti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il caso della Russia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Russia da qualche anno sta lavorando per fare una transizione a una rete simile a quella cinese. Notizia abbastanza recente è che abbia scelto di rallentare l&#8217;accesso a social network che non sottostanno alle sue regole (<a href="https://www.wired.it/attualita/politica/2021/03/10/twitter-russia-rallentamento-velocita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Twitter, perché la Russia lo sta rallentando &#8211; Wired</a> : <a href="https://www.wired.it/attualita/politica/2021/03/10/twitter-russia-rallentamento-velocita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/46bccyv4</a>).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il caso dell&#8217;Italia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">No. In Italia il blocco è ancora solo quello dei DNS descritto prima, ma alcuni esponenti politici vorrebbero invece spostarsi verso un modello <em>Russia</em> o peggio <em>Cina</em> (<a href="https://tinyurl.com/hu3cwptu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/hu3cwptu</a>).<br>Non scordiamolo mai quando parliamo di libertà e quando temiamo le censure.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Blocchi georeferenziati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro genere di blocco è quello <em>regionale</em> o <em>georeferenziato</em>, è quel tipo di blocco che impedisce a una determinata regione del mondo di vedere qualcosa che è in un&#8217;altra regione del mondo. Può essere usato da servizi di streaming che proteggono diritti d&#8217;autore diversi in zone del mondo diverse ma anche da nazioni non democratiche che non vogliono che da fuori sia possibile vedere la propaganda interna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso spesso è possibile superare tale blocco attraverso una <em>VPN</em>, <em>Virtual Protected Lan</em>, <em>Rete Virtuale Protetta</em>. Si tratta di un sistema attraverso il quale le comunicazioni che il nostro dispositivo fa attraverso internet passano attraverso una rete privata virtuale in modo che non sia possibile da parte del fornitore del servizio capire da dove essa arrivi, ne sia possibile per un intermediario vedere tali comunicazioni. Le <em>VPN</em> in genere forniscono la possibilità anche di fingere di essere connessi in una specifica parte del mondo, ad esempio per utilizzare un servizio presente solo in una certa nazione sarà possibile fingere di essere connessi da quella nazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono molti fornitori di reti VPN, alcuni gratuiti e altri a pagamento. Consiglio di utilizzare in questo caso un servizio a pagamento, ce ne sono molti a prezzi davvero economici, perché come ho detto altre volte </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Se non paghi un prodotto, allora il prodotto sei tu</strong>.</p><cite><strong>Questa volta niente autore della citazione, l’hanno detto in troppi per risalire a un primo.</strong></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">E se si parla di sicurezza, meglio non essere il prodotto di qualcun&#8217;altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Censura su social e siti proprietari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sui Social Network esiste la censura? Ne avevo parlato in maniera piuttosto specifica nell&#8217;articolo <a href="https://www.staipa.it/blog/rimuovere-un-account-social-e-ledere-la-liberta-di-parola/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-27K">https://</a><a href="https://wp.me/pQMJM-27K" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wp.me/pQMJM-27K</a>). Dal punto di vista morale la questione della censura su Social Network e più in generale siti di proprietà è piuttosto dibattuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista tecnico invece ogni sito internet a cui ci si può iscrivere e nel quale si può pubblicare materiale ha delle linee guida che generalmente nessuno legge. In queste linee guida ci sono tutte le regole, e in genere quando queste regole vengono violate il nostro post viene rimosso, o il nostro utente limitato o bloccato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa interessante, e che apprezzo sinceramente molto, è che queste regole esistano e valgano per tutti. Quando ho pubblicato l&#8217;articolo <a href="https://www.staipa.it/blog/rimuovere-un-account-social-e-ledere-la-liberta-di-parola/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-27K">https://</a><a href="https://wp.me/pQMJM-27K" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wp.me/pQMJM-27K</a>) alcune critiche che ho ricevuto riguardavano il fatto che si fosse scelto di rimuovere l&#8217;account di Trump, ma non per esempio quello di Erdogan. Ed è proprio lì che va ragionato sulle regole: non viene valutata integerrimità di una persona, viene valutato il suo violare le regole. Un pluriomicida serial killer può stare in un social, purché sul social stesso si comporti come un normale cittadino. Un angelico cherubino incapace di peccare verrà comunque sanzionato, nonostante il suo background, nel caso dovesse pubblicare una foto erotica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono le regole accettate in fase di registrazione a far fede, non idee morali, o fini. Nel caso dei social non è il fine a contare ma il mezzo. La cosa è ovviamente discutibile, e ci diverse battaglie come <a href="https://www.wired.it/play/cultura/2015/07/14/free-the-nipple/">Free The Nipple</a> che critica il fatto che venga applicata la censura sui capezzoli femminili e non su cose decisamente più importanti. Ben venga questo genere di proteste, ma l&#8217;ottica che va considerata è che le regole sono quelle e sono pubbliche, al massimo si può chiedere di modificarle.<br>I social, come funziona per la TV, funzionano a share. Sono costretti ad accontentare la più vasta maggioranza di persone e se sono tante a volere qualcosa finirà per accettare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di queste regole però implica anche non esistano censure su tematiche che non siano esplicitate. Quando qualcuno pubblica video o immagini con frasi come &#8220;Condividete prima che tolgano&#8221;, &#8220;Condividete prima che censurino&#8221; eccetera sa perfettamente che non è vero, magari lo toglierà volutamente dopo qualche tempo per aumentare la propria credibilità e sta usando gli stessi trucchi che ho spiegato in <a href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-4/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come riconoscere una Fake News? Parte 4: Come riconoscerle </a>(<a href="https://wp.me/pQMJM-1Tp">https://wp.me/pQMJM-1Tp</a>) per convincere più persone possibile a condividere nel minor tempo possibile. A meno che non sia esplicitamente indicato nelle linee guida e nelle regole non esiste un sistema che vada a verificare post per post per rimuovere i <em>terrapiattisti</em>, i <em>no-vax</em>, i <em>complottisti dell&#8217;11 settembre</em>, o quelli di <em>big pharma</em>, e la prova è già nel fatto che sia possibile vedere quei post. Se un sito volesse bloccare post e articoli su un tema specifico farebbe molta meno fatica a implementare un sistema <em>blacklist</em> del tipo se il post contiene la frase &#8220;<em>terra piatta</em>&#8221; non può essere pubblicato. Se si trova sul social ha superato quel passaggio e a quel punto può essere tranquillamente condiviso e letto da chiunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversa invece è la segnalazione. Un post che è già pubblicato può violare comunque altre regole, ossia essere offensivo nei confronti di qualcuno, o presentare scene di violenza, di nudo o altro che comunque si trova scritto all&#8217;interno delle linee guida e delle regole pubbliche. A quel punto può essere che utenti terzi segnalino il post e questo venga rimosso, o l&#8217;autore sanzionato. Ma non verrà sanzionato per il tema, per nascondere un grandissimo segreto che <em>nessuno ce lo dice</em> o motivazioni di questo genere. Verrà sanzionato perché molte persone, offesesi, hanno segnalato qualcosa che a priori andava contro le linee guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo ripeto ancora: quando leggete &#8220;Condividete prima che tolgano&#8221;, &#8220;Condividete prima che censurino&#8221; è essenzialmente una balla per convincervi a condividere di più, a indignarvi. In soldoni c&#8217;è grande puzza di <a href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/fake-news/?order=asc"><em>Fake News</em></a>.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Parliamo dei dati rubati a Facebook?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Poleminformatica]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Cracker]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></category>
		<category><![CDATA[Violazione della privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni si sta parlando parecchio di un grosso furto di dati a Facebook, contrariamente alla gran parte delle altre volte in questo caso gli allarmismi hanno un fondamento piuttosto marcato. Di questo furto si era già parlato nel 2019, e chi parla di ennesimo furto di dati, sbaglia. Tuttavia, fino a pochi mesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni si sta parlando parecchio di un <em>grosso furto di dati a Facebook</em>, contrariamente alla gran parte delle altre volte in questo caso gli allarmismi hanno un fondamento piuttosto marcato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo furto si era già parlato nel 2019, e chi parla di <em>ennesimo furto di dati</em>, sbaglia. Tuttavia, fino a pochi mesi fa non c&#8217;era certezza su l&#8217;impatto di tale furto di dati né erano disponibili gli stessi su canali facilmente raggiungibili mentre da gennaio (forse prima) è stato reso semplice e alla portata di tutti accedervi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è l&#8217;entità del furto di dati da Facebook?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di <strong>533 milioni di utenti</strong>, di cui oltre 35 milioni in Italia, terzo paese in classifica. Significa che globalmente si parla di circa il 20% degli utenti Facebook nel mondo, ma considerato che in Italia ci sono poco meno di 60 milioni di abitanti, scremando tra gli anziani e i bambini 35 milioni di utenti colpiti probabilmente si avvicinano se non alla totalità almeno ad un numero decisamente elevato. Altri paesi fortemente coinvolti sono Egitto (44,8 milioni), Stati Uniti (32,3 milioni), Arabia Saudita (28,8 milioni), Francia (19,8 milioni).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esiste un modo per sapere se il mio account è coinvolto?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra che l&#8217;attacco abbia colpito principalmente chi ha fornito il proprio numero di telefono al social network, tutti o in parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://haveibeenpwned.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Have I Been Pwned (https://haveibeenpwned.com/</a>), di cui ho già parlato in <a href="https://www.staipa.it/blog/come-gestire-le-password-in-modo-sicuro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come gestire le password in modo sicuro?</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-24Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-24Y</a>) fornisce un metodo semplice e sicuro per verificare se il proprio indirizzo mail o numero di telefono sia coinvolto in tale furto. Nello specifico per inserire il numero di telefono va usato il formato internazionale, ad esempio se il numero è <em>3220nnnn1</em> va inserito per l&#8217;Italia <em>+393220nnnn1</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://haveibeenpwned.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Have I Been Pwned</a> è un sito affidabile ed è meglio diffidare di altri servizi simili se non li si conosce: potrebbero essere un ulteriore metodo di furto di dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Haveibeenfacebooked.com, sito italiano era affidabile ma è stato bloccato dal garante della Privacy: se lo avete usato, non vi siete messi in pericolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è stato possibile?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;ipotesi di <em><a href="https://twitter.com/mikko/status/1379686946117668867" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mikko Hypponen</a></em> di <em>F-Secure</em> il furto di dati potrebbe essere stato effettuato &#8220;semplicemente&#8221; creando una <em>rubrica</em> elenco di tutti i numeri di telefono del mondo e chiedendo a Facebook di trovare gli amici presenti nella <em>rubrica.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-twitter"><blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">How was Facebook scraped? Effectively, the attacker created an address book with every phone number on the planet and then asked Facebook if his ’friends’ are on Facebook.</p>&mdash; @mikko (@mikko) <a href="https://twitter.com/mikko/status/1379686946117668867?ref_src=twsrc%5Etfw">April 7, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre su twitter un thread di <em><a href="https://twitter.com/ashk4n/status/1379190936970829825" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ashkan Soltani&nbsp;</a></em>elenca molti dettagli tra cui sembra risultare che l&#8217;attacco abbia colpito anche chi aveva impostato il numero di telefono come privato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-twitter"><blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Facebook confirms that a sample of the 533M data is related to a ‘contact importers vulnerability’ which was fixed in Aug 2019<br><br>While there was some reporting of a ‘contact importer vuln’ in 2019, <a href="https://twitter.com/facebook?ref_src=twsrc%5Etfw">@Facebook</a> never actually disclosed any details or notified affected users (1/6) <a href="https://t.co/7V9L6zeGWJ">pic.twitter.com/7V9L6zeGWJ</a></p>&mdash; ashkan soltani (@ashk4n) <a href="https://twitter.com/ashk4n/status/1379190936970829825?ref_src=twsrc%5Etfw">April 5, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come indicato da &nbsp;<a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/533-million-facebook-users-phone-numbers-leaked-on-hacker-forum/">BleepingComputer</a> (<a href="https://about.fb.com/news/2021/04/facts-on-news-reports-about-facebook-data/"></a><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/533-million-facebook-users-phone-numbers-leaked-on-hacker-forum/">533 million Facebook users’ phone numbers leaked on hacker forum: </a><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/533-million-facebook-users-phone-numbers-leaked-on-hacker-forum/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bleepingcomputer.com/news/security/533-million-facebook-users-phone-numbers-leaked-on-hacker-forum/</a>) i dati rubati da Facebook sono stati prima messi in offerta su un sito di <em>hacking </em>già a giugno 2020 e risalgono a prima di settembre 2019.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono presenti dati di persone importanti quali Donald Trump e lo stesso Mark Zuckerberg.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come ha commentato Facebook il furto di dati?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il commento di Facebook sulla vicenda (<a href="https://about.fb.com/news/2021/04/facts-on-news-reports-about-facebook-data/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Facts on News Reports About Facebook Data: https://about.fb.com/news/2021/04/facts-on-news-reports-about-facebook-data/</a>) è che sembra essere stata un&#8217;azione che si definisce <em>scraping</em>,<em> raschiatura</em>. Uno <em>scraping</em>, confermando la teoria di <em><a href="https://twitter.com/mikko/status/1379686946117668867" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mikko Hypponen</a></em>, è l&#8217;operazione di recuperare grossi quantitativi di dati con un sistema automatizzato che faccia più o meno le stesse cose che potrebbe fare un utente comune: visitare pagine e salvare informazioni dalle pagine. Quindi senza il bisogno effettivo di un attacco ai server, o un furto da database. Attualmente sembra che questa operazione sia stata inibita e che non sia più possibile raccogliere un così grosso quantitativo di dati neppure attraverso lo s<em>craping</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i rischi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I rischi di questi dati nelle mani di un buon <em>social engineer</em>, sono parecchi. I dati sono sicuramente in gran parte validi e legati a persone reali. Possono essere utilizzati per l&#8217;invio di messaggi per truffe e <em>phishing</em>, resi maggiormente credibili dal fatto che la conoscenza dei dati sarà quasi certamente corretta. I numeri risultano anche divisi per nazione e quindi facilmente organizzabili. Erano comunque già disponibili da mesi quindi presumibilmente molti attacchi sono già avvenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conoscenza di dati sull&#8217;identità, indirizzi mail e numeri di telefono, tra l&#8217;altro, può essere usati per altre genere di truffe o per arricchire altre basi di dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Inoltre, non meno importante, chi è a rischio di stalking o violenza e ha scelto di cambiare numero di telefono per nascondersi, se ha inserito il numero in Facebook ora non può più considerare il proprio numero privato e deve considerarsi potenzialmente in pericolo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come rimuovere il proprio numero da Facebook</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il danno è ormai fatto e i dati sono già stati diffusi, dopo aver verificato da <a href="https://haveibeenpwned.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Have I Been Pwned (https://haveibeenpwned.com/</a>) se il proprio account è stato violato, è comunque consigliabile rimuovere il proprio numero di telefono dai servizi dove non è necessario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico per Facebook a <a href="https://www.facebook.com/settings?tab=account&amp;section=advertising_email&amp;view" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo indirizzo</a> (<a href="https://www.facebook.com/settings?tab=account&amp;section=advertising_email&amp;view" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.facebook.com/settings?tab=account&amp;section=advertising_email&amp;view</a>) è possibile verificare se il proprio numero di telefono è presente nelle impostazioni di contatto ed eventualmente rimuoverlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso si voglia utilizzare l&#8217;autenticazione a due fattori che rende più sicuro l&#8217;accesso al sito in caso di furto delle credenziali chiedendo una conferma prima di lasciar accedere con user e password, è possibile attivarla o mantenerla attiva anche senza l&#8217;uso del numero di telefono tramite <a href="https://www.facebook.com/settings?tab=security" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo indirizzo</a> (<a href="https://www.facebook.com/settings?tab=security" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.facebook.com/settings?tab=security</a>) scegliendo “Usa l’autenticazione a due fattori” e “Modifica”. A quel punto sarà possibile scegliere un metodo di autenticazione diverso dal numero di telefono.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



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<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Come funziona il controllo parentale per i minori?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 16:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi anni risulta sempre più difficile non dare uno smartphone o un tablet a bambino e le paure nel farlo aumentano progressivamente. A scuola sempre più ragazzini lo hanno e chi cerca di resistere a questo processo di abbassamento dell&#8217;età minima fatica a resistere per il concetto de &#8220;se gli altri ce l&#8217;hanno perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In questi anni risulta sempre più difficile non dare uno smartphone o un tablet a bambino e le paure nel farlo aumentano progressivamente. A scuola sempre più ragazzini lo hanno e chi cerca di resistere a questo processo di abbassamento dell&#8217;età minima fatica a resistere per il concetto de &#8220;se gli altri ce l&#8217;hanno perché io no?&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti si chiedono quale sia l&#8217;età giusta per consegnarlo ed esistono innumerevoli studi sui problemi che l&#8217;uso precoce di questi dispositivi può causare. L&#8217;argomento è fuori dalle mie competenze e per tanto non mi metterò a scrivere di psicologia dell&#8217;infanzia, mi limiterò ad esporre principalmente argomentazioni di tipo tecnico/legale legate all&#8217;opportunità di lasciare il dispositivo sotto il completo controllo del minore senza la vigilanza di un adulto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda gli aspetti psicologici, invece, mi limiterò a citare il sito <em>Amico Pediatra</em> nel suo articolo <a href="https://www.amicopediatra.it/crescita/lo-smartphone-fa-davvero-male-ai-bambini_dipendenze_tecnologia-e-mass-media/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo smartphone fa davvero male ai bambini?</a> (<a href="https://www.amicopediatra.it/crescita/lo-smartphone-fa-davvero-male-ai-bambini_dipendenze_tecnologia-e-mass-media/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/13ss3dnx</a>) che riporta i seguenti rischi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Obesità</li><li>Riduzione delle ore di sonno</li><li>Disturbi della vista</li><li>Distorto senso del limite</li><li>Isolamento</li><li>Problemi comportamentali</li><li>Ritardi dell’apprendimento e delle abilità sociali</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Consiglio in ogni caso di fare riferimento all&#8217;articolo linkato o a qualche professionista del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che posso dire dal punto di vista delle mie competenze è che non dovreste fornire a vostro figlio nessuno strumento, di nessun genere, che non conosciate per primi voi stessi. Dareste a vostro figlio un oggetto che può diventare un&#8217;arma senza conoscere voi a fondo l&#8217;oggetto? Fareste usare a vostro figlio un elettrodomestico senza conoscere voi come funziona? Dareste a vostro figlio una medicina su cui non vi siate informati almeno da un medico di fiducia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato vuole che ci appaia tutto immediato, tutto semplice, tutto veloce ma nessuno si sofferma davvero a farci riflettere sui pericoli. Sarebbe come se qualcuno che ci vende un&#8217;auto ci ricordasse che basta schiantarsi ai 50km contro un muro per avere quasi la certezza di subire un danno mortale. Si tratta di un&#8217;informazione vera, ma contro producente alla vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I rischi dal punto di vista tecnico per quanto riguarda l&#8217;utilizzo di Smartphone e Tablet da parte di un minore possono essere ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Capitare su siti\video pornografici o di violenza in genere</li><li>Cyber-bullismo</li><li>Dipendenza da Internet (si veda l&#8217;articolo <a href="https://wp.me/pQMJM-27Z" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Esiste la dipendenza dai social e da Internet? https://wp.me/pQMJM-27Z</a>)</li><li>Grooming (si veda l&#8217;articolo <a href="https://wp.me/pQMJM-2bD" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come riconoscere un profilo falso?</a> <a href="https://wp.me/pQMJM-2bD" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-2bD</a>) che implica:<ul><li>adescamento</li></ul><ul><li>truffe</li><li>pedopornografia</li><li>estorsioni sessuali </li></ul></li><li>Challenge pericolose (si veda l&#8217;articolo <a href="https://www.staipa.it/blog/su-blackoutchallenge-e-su-tiktok/">Su BlackoutChallenge e su TikTok </a><a href="https://wp.me/pQMJM-28Y">https://wp.me/pQMJM-28Y</a>) che implicano:<ul><li>Rischi reali o presunti di suicidio, atti inconsulti, danni gravi (In realtà probabilmente no, ma dovreste conoscerli lo stesso.) </li></ul></li><li>Pericoli connessi dalla condivisione di <em>contenuti personali</em> che implicano in particolare:<ul><li>pedopornografia</li><li>adescamento</li><li>estorsioni sessuali</li><li>bullismo</li></ul></li><li>Subire pesanti modifiche delle proprie idee e opinioni (si veda l&#8217;articolo <a href="https://www.staipa.it/blog/i-social-possono-influenzare-la-mia-mente/">I social possono influenzare la mia mente? </a><a href="https://wp.me/pQMJM-27V" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-27V</a>) che implica:<ul><li>Acquisire idee poco educative</li><li>&#8220;Entrare in brutti giri&#8221;</li></ul></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se avete paura di ciò che un minore possa fare con un qualsiasi strumento è molto probabile sia perché non avete idea di che cosa possa fare o non sapete come evitare si faccia male. Lo stesso vale in questo ambito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cosa che dovreste fare a questo punto è provare voi a fare le cose. Provare a iscrivervi a un social, vedere come funzionano Instagram, TicTok e Snapchat, o chiedere a qualcuno che sa come funzionino quali siano i pericoli o i vantaggi che possono esserci nel far usare quel prodotto. Per molti degli adulti iscritti a Facebook vedere quotidianamente il genere di discussioni e di comportamenti che contiene potrebbe essere già illuminante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda cosa che dovreste fare è insegnare al minore cosa sia bene fare e cosa non sia bene fare, chiarendo i rischi e le opportunità in maniera chiara. Esattamente come fareste quando lo fate andare in piscina o su una giostra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mio piccolo, occupandomi di questo argomento, posso consigliarvi di chiedere alla scuola o all&#8217;associazione giovanile dove va vostro figlio di proporre un <a href="https://www.staipa.it/blog/conferenze-e-corsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corso o una piccola conferenza</a> sull&#8217;<strong>Uso Consapevole delle Tecnologie</strong>. Se volete informazioni su quelli organizzati da me basta andare sul mio sito nella sezione <a href="https://www.staipa.it/blog/conferenze-e-corsi/">conferenze e corsi </a>(<a href="https://wp.me/PQMJM-292">https://wp.me/PQMJM-292</a>) ma sul mercato se ne trovano molti, certamente anche migliori dei miei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consiglio di essere per primi consapevoli di come funzionino questi meccanismi perché se è vera la paura che hanno alcuni che i ragazzini siano più svegli degli adulti, allora è vero anche che per loro sarà facile aggirare i vostri controlli se non sapete quello che state facendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo consiglio che mi sento di dare prima di parlare dei <em>controlli parentali</em> o <em>parental control</em>, è quello di non lasciarli soli. Lasciarli soli davanti a un dispositivo tecnologico di questo tipo è più o meno come lasciarli soli nel parco giochi o a giocare in strada, o in piscina. Anche lasciarli davanti a qualcosa di apparentemente sicuro come YouTube o Netflix li si espone a una probabilità <strong>altissima</strong> di capitare su contenuti non adatti a loro, lasciarli soli su un social peggio che peggio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal mio punto di vista -un punto di vista tecnico/legale e non psicologico- almeno fino ai 14 anni, età in cui anche la legge inizia a considerare il ragazzo in grado di prendersi responsabilità (<a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-iv/capo-i/art97.html">Art. 97 codice penale</a>), i minori non dovrebbero essere lasciati liberi di usare un dispositivo di questo tipo. Si consideri anche che i 13 anni sono il limite minimo per molti servizi e social: YouTube, Facebook, Instagram, TickToc, WhatsApp, SnapChat sarebbero ufficialmente vietati ai minori di 13 anni se non fosse che in genere gli adulti non leggono le istruzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ancora siete convinti di lasciare questi dispositivi a un minore di 14 anni o se avete un motivo per impostare delle restrizioni a qualcun&#8217;altro in famiglia arriviamo finalmente al punto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si fa a impostare il parental control?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Diversamente dalle prime versioni di Android e iOS che richiedevano necessariamente di installare applicazioni di terze parti negli ultimi anni il <em>parental control</em>, è stato inserito come un&#8217;opzione base all&#8217;interno dei dispositivi. <br>Ho parlato dello stesso argomento, ma declinato per il benessere dell&#8217;adulto nell&#8217;articolo <strong><a href="https://wp.me/pQMJM-27Z" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Esiste la dipendenza dai social e da Internet? </a></strong>(<a href="https://wp.me/pQMJM-27Z" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://wp.me/pQMJM-27Z</strong></a>)</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come attivare il controllo genitori su Android</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per attivare il <em>parental control </em>su Android è sufficiente andare nelle impostazioni ed entrare in &#8220;Benessere Digitale e Controllo Genitori&#8221;, se l&#8217;impostazione non dovesse esserci e il dispositivo non fosse troppo vecchio, è possibile installare &#8220;Benessere Digitale e Controllo Genitori anche dal <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.apps.wellbeing&amp;hl=it&amp;gl=US" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Play Store</a>.<br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="506" height="227" data-attachment-id="8455" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-funziona-il-controllo-parentale-per-i-minori/image-2-7/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?fit=506%2C227&amp;ssl=1" data-orig-size="506,227" data-comments-opened="1" data-image-title="image-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?fit=506%2C227&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?resize=506%2C227&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8455" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?w=506&amp;ssl=1 506w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?resize=300%2C135&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?resize=100%2C45&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?resize=24%2C11&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?resize=36%2C16&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-2.png?resize=48%2C22&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 506px) 100vw, 506px" /><figcaption>Icona di Benessere Digitale su Play Store</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scorrendo in basso si arriva al menù &#8220;Configura Controllo Genitori&#8221;</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="485" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8457" data-id="8457" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-1.jpg?resize=485%2C1024&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-1.jpg?resize=485%2C1024&amp;ssl=1 485w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-1.jpg?resize=142%2C300&amp;ssl=1 142w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-1.jpg?resize=227%2C480&amp;ssl=1 227w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-1.jpg?resize=47%2C100&amp;ssl=1 47w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-1.jpg?w=606&amp;ssl=1 606w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="485" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8458" data-id="8458" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=485%2C1024&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=485%2C1024&amp;ssl=1 485w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=142%2C300&amp;ssl=1 142w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=227%2C480&amp;ssl=1 227w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=47%2C100&amp;ssl=1 47w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=11%2C24&amp;ssl=1 11w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=17%2C36&amp;ssl=1 17w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?resize=23%2C48&amp;ssl=1 23w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-2.jpg?w=606&amp;ssl=1 606w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="485" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8459" data-id="8459" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-3.jpg?resize=485%2C1024&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-3.jpg?resize=485%2C1024&amp;ssl=1 485w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-3.jpg?resize=142%2C300&amp;ssl=1 142w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-3.jpg?resize=227%2C480&amp;ssl=1 227w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-3.jpg?resize=47%2C100&amp;ssl=1 47w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Gentitori-3.jpg?w=606&amp;ssl=1 606w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta impostato verrà data la possibilità di connettere il dispositivo del minore al proprio e quindi controllare dal proprio le regole di utilizzo: tempi di utilizzo di ogni singola app installata, quali app è permesso utilizzare, quali siti web è possibile visualizzare o no, la possibilità o meno di scaricare e installare nuove app, e limiti di utilizzo in generale del dispositivo, compreso l&#8217;orario a cui andare a dormire.<br>Sarà possibile anche bloccare il telefono del minore da remoto o installare applicazioni &#8220;invisibili&#8221; al minore stesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come attivare il controllo genitori su iPhone/iPad</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per attivare il parental control su iPhone dal menù Impostazioni bisogna andare su <em>Tempo di utilizzo</em> e scegliere tra le opzioni “È il mio [dispositivo]” o “Questo [dispositivo] appartiene a un bambino”. Per impedire la modifica da parte del minore è necessario selezionare <em>Utilizza codice “Tempo di utilizzo”</em> e creare un apposito codice di attivazione. All&#8217;interno del menù sarà possibile impostare app per app il tempo di utilizzo.</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="510" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8462" data-id="8462" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=510%2C1024&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=510%2C1024&amp;ssl=1 510w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=149%2C300&amp;ssl=1 149w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=239%2C480&amp;ssl=1 239w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=50%2C100&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=12%2C24&amp;ssl=1 12w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=18%2C36&amp;ssl=1 18w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?resize=24%2C48&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-3.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="510" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8463" data-id="8463" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=510%2C1024&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=510%2C1024&amp;ssl=1 510w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=149%2C300&amp;ssl=1 149w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=239%2C480&amp;ssl=1 239w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=50%2C100&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=12%2C24&amp;ssl=1 12w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=18%2C36&amp;ssl=1 18w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?resize=24%2C48&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-2.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="510" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8464" data-id="8464" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=510%2C1024&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=510%2C1024&amp;ssl=1 510w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=149%2C300&amp;ssl=1 149w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=239%2C480&amp;ssl=1 239w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=50%2C100&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=12%2C24&amp;ssl=1 12w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=18%2C36&amp;ssl=1 18w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?resize=24%2C48&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Controllo-Iphone-1.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre da <em>Tempo di utilizzo</em> è possibile selezionare <em>Restrizioni contenuti e privacy</em> per scegliere di quali app sarà consentito l&#8217;utilizzo. Nello stesso menù con la scelta <em>Restrizioni dei contenuti</em> sarà possibile scegliere quali contenuti saranno visualizzabili, ad esempio vietando contenuti per minori sia su web che su app.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la valutazione di quali siano i siti o contenuti per adulti e quali no?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In teoria, e ripeto sottolineandolo <em><span style="text-decoration: underline;">in teoria</span></em>, i produttori di contenuti, siti web o altro per adulti dovrebbero indicare la presenza di tali contenuti in modo che questi non vengano visualizzati da dispositivi che li limitano. Nella pratica, seppure sarebbe obbligatorio, chi produce questo genere di cose molto probabilmente non lo farà. Va ricordato che Internet è sparsa sull&#8217;intero mondo e le regole che possono valere in una nazione possono valere in altre nazioni. Questo implica che se lasciate navigare il minore liberamente su internet con un browser, il più delle volte queste restrizioni non funzioneranno e sarà facile capitare su contenuti per adulti. Lo stesso vale per le app che seguiranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta quindi torno a sottolineare che la migliore e unica protezione è che usino il dispositivo solamente sotto il vostro controllo, e soprattutto che voi per primi siate informati e vi occupiate di educare i minori all&#8217;<strong>Uso consapevole della tecnologia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alternative al Parental Control di Android e di iOs</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di proseguire la lettura o pensare seriamente di utilizzare questi prodotti suggerisco sempre di andare a vedere la puntata della serie <strong>Arkangel </strong>di <em>Black Mirror</em> su Netflix (<a href="https://www.netflix.com/title/70264888">https://www.netflix.com/title/70264888</a>). Bene inteso, non sono necessariamente contro l&#8217;utilizzo di questi prodotti, sono a favore di comprendere e far comprendere i pericoli, e non consegnare strumenti pericolosi a chi non sia in grado di utilizzarli. Adulti compresi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In genere evito di consigliare prodotti specifici perché non amo fare pubblicità, ma soprattutto perché citare qualcosa e non qualcos&#8217;altro potrebbe far pensare che il qualcos&#8217;altro sia peggiore o che non mi piaccia. Non è così. Semplicemente come tutti conosco un po&#8217; di cose e un altro bel po&#8217; le ignoro. In questo caso metterò qualche applicazione, perché so che altrimenti mi verrebbe chiesto quali applicazioni installare, ma consiglio comunque di utilizzare i sistemi già indicati e integrati in Android e iOs. Anche perché resta il fatto che se il minore è sufficientemente <em>sgamato</em> e voi no, c&#8217;è un&#8217;alta probabilità che riesca ad aggirare il sistema.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.whisperarts.kidsshell&amp;hl=it&amp;gl=US" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kid Shell (Android)</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per i bambini questa è l&#8217;app che consiglierei davvero. Niente controllo del minore, semplicemente la possibilità di creare una visualizzazione delle singole app a cui volete dare accesso. Installerei qualche gioco educativo, installerei Kid Shell e darei in mano il dispositivo pochi minuti al giorno come gioco alternativo. Per il resto non lascerei bambino navigare o fare altro che giocare con i giochi che ho scelto, selezionato, verificato. Insomma, una sorta di Game Boy moderno finalizzato al puro aspetto ludico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.mobilefence.family" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Mobile Fence</strong> (Android)</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Funzioni principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Blocco App</strong>&nbsp;&#8211; Scelta di quali app possono essere usati e quali no o impostazione di limiti di tempo per app.</li><li><strong>Blocco Siti Web </strong>&#8211; Protezione dall&#8217;accesso a siti non adatti, e monitoraggio. L&#8217;adulto può verificare quali siti siano visitati dal minore.</li><li><strong style="font-size: 1.125rem;">Pianificazione Tempo Dispositivo</strong><span style="font-size: 1.125rem;">&nbsp;&#8211; Impostazione di un tempo massimo giornaliero, diverso giorno per giorno per l&#8217;uso del dispositivo.</span></li><li><strong>Geo Barriera</strong>&nbsp;&#8211; Possibilità di tracciare la posizione del dispositivo in caso di rapimento o fuga e indicazione di una zona sicura. Uscendo da tale zona sicura arriverà una notifica all&#8217;adulto.</li><li><strong>Monitoraggio di tutte le attività</strong>&nbsp;&#8211; L&#8217;adulto può visualizzare tutte le attività del minore, come il tempo di utilizzo del dispositivo, le app usate più di frequente, i siti web visitati, le chiamate e gli SMS.</li><li><strong>Blocco Chiamate</strong>&nbsp;&#8211; Possibilità di bloccare determinati numeri o tutti tranne una lista</li><li><strong>Avvisi per parola chiave</strong>&nbsp;&#8211; Avviso nel caso in cui il minore riceva un testo contenente determinate parole chiave impostata dall&#8217;adulto in modo da agire tempestivamente in caso di abusi o bullismo.</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a target="_blank" href="https://it.vpnmentor.com/?Track_link=MzIxODYyfA%3D%3D&amp;vid=321862&amp;target=ShortCodeAffiliateLink_387867_post_82889&amp;pageid=387867&amp;type=post&amp;clickout_id=KL7XN5JNK9K8E&amp;pageview_id=KL7XN59B1LQW2" rel="noreferrer noopener">Qustodio (Android e iOs, ma anche PC e Mac)</a></strong></h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Funzioni principali</strong></h4>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Monitoraggio delle attività</strong> &#8211; Navigazione sul web e tramite app, SMS, chiamate, giochi, posizione, Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp, YouTube e altri social network.</li><li><strong>Filtro dei contenuti</strong> &#8211; Cosa è possibile visualizzare e cosa no</li><li><strong>Pianificazione Tempo Dispositivo</strong>&nbsp;&#8211; Impostazione di un tempo massimo di utilizzo</li><li><strong>Pulsante SOS</strong> (solo su Android) &#8211; Per chiamare aiuto da parte del minore</li><li><strong>Localizzatore di famiglia</strong> &#8211; Conoscere in tempo reale la posizione del minore</li></ul>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Come riconoscere un profilo falso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 16:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[Una parte della nostra vita Reale è ormai indissolubilmente legata a quella digitale. Volenti o nolenti siamo costretti a comunicare in maniera virtuale quotidianamente e talvolta capita di essere contattati per offerte interessanti, interessanti amicizie, o per svariati motivi. Io che lavoro nell&#8217;ambito informatico, ad esempio, so bene quanto la presenza online sia importante e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Una parte della nostra vita Reale è ormai indissolubilmente legata a quella digitale. Volenti o nolenti siamo costretti a comunicare in maniera <em>virtuale</em> quotidianamente e talvolta capita di essere contattati per offerte interessanti, interessanti amicizie, o per svariati motivi. Io che lavoro nell&#8217;ambito informatico, ad esempio, so bene quanto la presenza online sia importante e quanto oggi sia più probabile trovare lavoro attraverso social network come <em>Linkedin</em> o analoghi che limitandosi a inviare curriculum o sperare in qualche agenzia di collocamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <em>social network</em> non sono il male. Tuttavia, come ogni strumento vanno trattati con un minimo di attenzione per non incappare in clamorose figure gravi truffe.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Adescamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un problema comune, soprattutto per i minori è quello dell&#8217;adescamento, altro motivo per il quale è fondamentale un <strong><a href="https://www.staipa.it/blog/conferenze-e-corsi/">uso consapevole delle tecnologie</a></strong> sia per gli adulti che per gli adolescenti o bambini. Un criminale studia il profilo del ragazzino attraverso quello che condivide, capisce dove abita, quali sono i suoi gusti, quali sono le cose che lo colpiscono maggiormente e che gli interessano, se il ragazzino è ingenuo riesce a carpire anche informazioni su dove abita, che posti frequenta e chi sono i suoi genitori. Una volta raccolte abbastanza informazioni lo contatterà fingendosi qualcun&#8217;altro e riuscendo a colpirlo e abbattere a una a una le sue barriere psicologiche e le sue paure conquistandosi la fiducia. A quel punto potrà incontrarlo all&#8217;esterno, o chiedergli favori di vario genere, insomma coronare il motivo per cui ha scelto di adescarlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Truffa per vendita</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una truffa piuttosto comune è quella perpetrata nei gruppi o siti di vendita. Qualcuno con un falso profilo abbastanza credibile propone un oggetto in vendita, si fa pagare e poi non si fa più vedere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Truffa alla nigeriana</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di truffa tipica sui social, ma anche postale, è la cosiddetta <em>Truffa alla nigeriana</em>. Non è una definizione che mi piaccia particolarmente quindi sono obbligato a spiegare il motivo per cui si sia diffusa con questo nome o con l&#8217;alternativo meno mnemonico <em><strong>419 scam</strong></em> proprio dall&#8217;articolo del Codice penale nigeriano che punisce questo genere di truffa. Sembra che nel 2015 alcuni report della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/FireEye">FireEye</a> abbiano riscontrato che la grande parte delle truffe di questo genere venissero dalla Nigeria, tanto da essersi guadagnata il poco politically-correct nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>truffa alla nigeriana</strong> consiste nell&#8217;ingannare la vittima fingendosi qualcun&#8217;altro, in genere una persona facoltosa che per problemi tecnici o burocratici si trova ad avere una grossa somma di denaro bloccata da un istituto di credito o un governo. Di solito viene richiesto di anticipare dei soldi alla vittima per poter sbloccare la cifra e offerta in cambio una buona percentuale.<br>Ovviamente la cifra non verrà mai restituita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono però diverse varianti in base alla fantasia di chi organizza la truffa posso citare per esempio</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Avvocato che chiede agli eredi di un presunto parente un finanziamento per sbloccare l&#8217;eredità</li><li>Un avvocato che chiede un finanziamento per sbloccare una vincita economica che riguarda la vittima</li><li>Qualcuno dopo aver creato un profilo con le foto di un vostro conoscente vi contatta dicendosi in difficoltà e chiedendo un aiuto economico</li><li>Un aitante uomo, o donna, che colpiti al cuore dalla propria vittima la seducono e arrivano a chiedere un aiuto economico per uscire da una situazione difficile o per ricongiungersi all&#8217;amato</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;ultima purtroppo è una delle più comuni e nelle quali moltissime persone, soprattutto sole e anziane sono cadute e cadono quotidianamente (<a href="https://attivissimo.blogspot.com/2009/01/truffa-alla-nigeriana-vittima-perde.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Truffa alla nigeriana, vittima perde oltre 90˙000 euro</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quanto pare se ne trovano tracce già dal sedicesimo secolo (<a href="https://tinyurl.com/wpkzrcbh" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/wpkzrcbh</a>).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vari altri motivi per cui possa esistere un profilo falso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono svariati motivi per cui qualcuno possa creare un profilo falso</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Insultare o delinquere liberamente</li><li>Spiare qualcuno per avere informazioni su di lui</li><li>Proteggere la propria privacy per seri motivi (ma in quel caso difficilmente cercheranno di truffare o infastidire)</li></ul>



<h1 class="wp-block-heading">Come riconoscere un profilo falso?</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscere un profilo falso non è sempre facile ma si può prendere una serie di precauzioni, alcune applicabili in ogni situazione, altre applicabili più specificatamente sui social network</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cerca il nome su un motore di ricerca:</strong> compaiono informazioni sulla persona? Profili Social? Articoli di Giornale? Curriculum? Le informazioni sono coerenti tra loro? Più cose compaiono e più sono credibili più è probabile che la persona esista, e meno è probabile che sia interessata a delinquere. Sarebbe troppo facilmente rintracciabile per rischiare.</li><li><strong>Ragiona se ha senso il modo in cui sei stato contattato:</strong> ha senso che un avvocato di contatti su un social? Se sei stato contattato via mail da dove può essere stata reperita la mail? La persona che si è innamorata di te come ha trovato il tuo contatto? Ha senso si sia innamorata davvero?</li><li><strong>Guarda se il profilo è o meno compilato:</strong> foto profilo e cover, informazioni personali sono presenti? Se non ci sono non ha neppure senso iniziare a discutere sulla sua affidabilità.</li><li><strong>Cerca la foto su Internet:</strong> Se la foto profilo è presente, ma la cover e le informazioni sono inesistenti, o il profilo non sembra sufficientemente utilizzato scarica la foto profilo sul tuo PC, vai su Google, clicca in alto a destra ‘immagini’, fai ‘upload’ e fai una ricerca. Se la foto è chiara e limpida, Google ti aiuterà a cercare immagini simili e a capire se la foto corrisponde o meno a quell’utente, o se magari la foto è quella di un personaggio famoso o di altre persone. Non sempre questa ricerca restituisce risposte, dipende davvero dalla qualità della foto, ma il più delle volte se un profilo è falso la foto è presa da qualche altra parte su internet e la troverai</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="690" height="388" data-attachment-id="7344" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/goo-immagini/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Goo-Immagini.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" data-orig-size="690,388" data-comments-opened="1" data-image-title="Goo-Immagini" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Goo-Immagini.gif?fit=690%2C388&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/05/Goo-Immagini.gif?resize=690%2C388&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7344"/><figcaption>Esempio di ricerca per immagini tratto dall&#8217;articolo <a href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come riconoscere una Fake News? Parte 6: Strumenti di indagine per le immagini</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-1Ub" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1Ub</a>)</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cerca su altri social network</strong>: Lo stesso nome è presente su altri social, la foto è la stessa? Gli altri social sono usati?</li><li><strong>Verifica l’anzianità dell’account:</strong>&nbsp;Spesso un profilo fake è stato appena aperto. Su molti social viene indicato da quanto un profilo è iscritto e se il profilo è stato aperto lo stesso giorno in cui ti viene chiesto il contatto, o pochi giorni prima questo è certamente un grande campanello di allarme!</li><li><strong>Verifica da quanto tempo condivide e cosa:</strong>&nbsp;Se le uniche immagini condivise sono la foto profilo e la cover avremo un altro campanello di allarme.</li><li><strong>Verifica se avete &#8220;Amici&#8221; e contatti in comune:</strong>&nbsp;Se la risposta è no e oltretutto l’account ha pochissimi contatti, spesso provenienti da zone mondiali che non corrispondono alla tua, certamente sei di fronte a un profilo sospetto.</li><li><strong>Occhio a cosa condividi!</strong> È facile dedurre gusti e abitudini di una persona attraverso i contenuti che lei stessa condivide: hobby, interessi e stati d’animo spesso sono usati da truffatori per fare leva sui gusti o sulla solitudine delle persone. Ecco perché è fondamentale pensare alla propria privacy.</li></ul>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Come navigare in modo sicuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 16:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo aver parlato di Privacy e Identità digitale, un tema che non abbiamo ancora trattato a fondo è quello di navigare in maniera sicura. Chi naviga in Internet da prima dell&#8217;ADSL (facciamo pure prima dell&#8217;ISDN), quando la navigazione occupava direttamente la linea telefonica e i modem facevano dei caratteristici suoni, ha vissuto un&#8217;epoca storica nella [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver parlato di Privacy e Identità digitale, un tema che non abbiamo ancora trattato a fondo è quello di navigare in maniera sicura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi naviga in Internet da prima dell&#8217;ADSL (facciamo pure prima dell&#8217;ISDN), quando la navigazione occupava direttamente la linea telefonica e i modem facevano dei caratteristici suoni, ha vissuto un&#8217;epoca storica nella quale il rischio della navigazione era davvero alto.</p>







<p class="wp-block-paragraph">Anche il solo navigare sul sito sbagliato (spesso legato pornografia o al download di software piratato) esponeva al rischio di enormi spese economiche. Il dialer che si occupava della connessione a internet funzionava in maniera similare ad una telefonata, era quindi possibile incappare in un virus che sostituisse quel dialer e riconnettesse alla rete attraverso un numero a pagamento pesando in maniera talvolta pesante sulla bolletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi il mondo è cambiato, gli attacchi informatici sono più subdoli e meno visibili, ne ho parlato anche in <a href="https://www.staipa.it/blog/perche-un-criminale-informatico-dovrebbe-scegliere-proprio-me/">Perché un criminale informatico dovrebbe scegliere proprio me?</a> <a href="https://wp.me/pQMJM-22w">https://wp.me/pQMJM-22w</a>. D&#8217;altra parte, anche la sicurezza è decisamente cambiata e bastano pochi accorgimenti per diminuire drasticamente il rischio di brutte sorprese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa serve per navigare in sicurezza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se si parla di aspetti tecnici i più importanti sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Un <em>browser </em>moderno e aggiornato: oggi tutti i sistemi operativi per computer o per smartphone supportano un browser nativo di buon livello. Per i dimenticoni ricordo che Internet Explorer, come Windows XP, Windows Vista e Windows 7 sono fuori supporto e quindi semplicemente <strong>non vanno usati</strong>. Se li state ancora usando, potete fermarvi con la lettura e aggiornare il vostro sistema.</li><li>Un buon antivirus: sia Windows che Mac Os X hanno di base ottimi antivirus gratis già integrati nel sistema,<strong> Windows Defender</strong> e <strong>Gatekeeper</strong> e per quanto alcuni detrattori ne parlino male funzionano piuttosto bene. Per scovare chi ne parla male basta chiedergli &#8220;E Internet Explorer?&#8221; se saranno ancora convinti che esista Internet Explorer allora potrete scartare la loro opinione. <br>Se non vi fidate di quanto offerto dalla casa madre potete chiedere al buon Aranzulla quali siano <a href="https://www.aranzulla.it/i-migliori-antivirus-gratis-26511.html">i migliori antivirus gratis</a>, ma sinceramente non lo vedo necessario.<br>Su smartphone invece non esistono ancora veri antivirus integrati, io consiglio di installarne uno, nel dubbio. Ma ognuno è ovviamente libero di fare le proprie scelte.</li><li>Un po&#8217; di testa.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa serve sapere per navigare in sicurezza</h2>



<h3 class="wp-block-heading">HTTP VS HTTPS</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto è bene imparare a guardare gli indirizzi digitati. Esistono principalmente due <em>protocolli</em> che vengono usati dalle pagine web, un <em>protocollo</em>, proprio come in burocrazia è una serie di regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il protocollo su cui internet è nata era il vecchio <em>http</em> quello che vedete sempre prima degli indirizzi web: <em>http://</em>, si tratta del protocollo <em>Hypertext Transfer Protocol</em>.<br>Se fino a pochi anni fa era lo standard incontrastato, nel tempo è stato sostituito dal più sicuro <em>https</em>. Uguale ma con una S che significa <em>sicuro</em>, si tratta dell&#8217;<em>HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer</em>, e utilizza il sistema di protezione SSL, <em>Secure Socket Layer</em>.</p>



<figure class="wp-block-jetpack-image-compare"><div class="juxtapose" data-mode="horizontal"><img loading="lazy" decoding="async" id="7974" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/12/UrlScorretto.png" alt="" width="576" height="307" class="image-compare__image-before"/><img loading="lazy" decoding="async" id="7973" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/12/UrlCorretto.png" alt="" width="576" height="307" class="image-compare__image-after"/></div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">HTTP, ormai obsoleto è un protocollo che permette l&#8217;attacco cosiddetto <em>man in the middle</em>, <em>uomo in mezzo</em>, in pratica chiunque stia tra voi e il server che espone il sito può con un certo impegno vedere tutto quello che passa. Di conseguenza sarebbe possibile costruire un software che resti in ascolto della vostra rete e salvi tutte le password, immagini, file, pagine che vedete, proprio come le vedete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">HTTPS invece utilizza un sistema simile a quello già discusso nell&#8217;articolo <a href="https://www.staipa.it/blog/whatsapp-telegram-signal-sono-sicuri/">WhatsApp? Telegram? Signal? Sono sicuri? (</a><a href="https://wp.me/pQMJM-27a">https://wp.me/pQMJM-27a</a>), ossia la cifratura SSL a chiave pubblica e chiave privata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cercando di dare una spiegazione il più possibile semplice è come se io inviassi a qualcuno una busta con dentro un lucchetto aperto (chiave pubblica) e tenessi per me la chiave (chiave privata), chi deve comunicare con me mette il suo messaggio in una scatola e la chiude con il mio lucchetto. Nessuno potrà aprirla fino a quando io, con la mia chiave privata la aprirò.<br>Lo stesso ovviamente verrà fatto dall’altra parte e ogni messaggio io lo chiuderò con un lucchetto di cui non ho la chiave, la chiave ce l’ha il mittente e non la fa mai transitare in rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo rende impossibile un attacco <em>man in the middle</em>, rendendo di fatto sicura la nostra comunicazione. Nessuno sarà in grado di vedere quello che inviamo e quello che riceviamo. Questo non significa però che non possa vedere gli URL, gli indirizzi.<br>Nello specifico se andiamo su <a href="http://www.stefanogiolo.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.stefanogiolo.it</a>, da parte di qualcuno che controllasse la rete sarà possibile sapere che avete visitato quel sito, ma non sarà possibile vedere le informazioni scambiate tra voi e il sito stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tanto è importante evitare di visitare siti ancora in http, soprattutto se volete inserire informazioni bancarie o private.<br>I browser moderni in genere segnalano l&#8217;anomalia con l&#8217;indicazione &#8220;Non sicuro&#8221;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="576" height="307" data-attachment-id="7974" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-proteggersi-da-un-attacco-informatico/urlscorretto/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/12/UrlScorretto.png?fit=576%2C307&amp;ssl=1" data-orig-size="576,307" data-comments-opened="1" data-image-title="UrlScorretto" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/12/UrlScorretto.png?fit=576%2C307&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/12/UrlScorretto.png?resize=576%2C307&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7974" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/12/UrlScorretto.png?w=576&amp;ssl=1 576w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/12/UrlScorretto.png?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In quel caso meglio navigare altrove.<br></p>



<h3 class="wp-block-heading">Certificati SSL</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il protocollo <em>https </em>si chiama <em>HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer</em> perché la comunicazione avviene attraverso <em>Secure Socket Layer</em> o <em>protocollo ssl</em>, che oltre a prevedere la cifratura appena spiegata prevede un certificato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="315" height="385" data-attachment-id="8382" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-navigare-in-modo-sicuro/image-22-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?fit=315%2C385&amp;ssl=1" data-orig-size="315,385" data-comments-opened="1" data-image-title="image-22" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?fit=315%2C385&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?resize=315%2C385&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8382" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?w=315&amp;ssl=1 315w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?resize=245%2C300&amp;ssl=1 245w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?resize=82%2C100&amp;ssl=1 82w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?resize=20%2C24&amp;ssl=1 20w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?resize=29%2C36&amp;ssl=1 29w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-22.png?resize=39%2C48&amp;ssl=1 39w" sizes="auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px" /><figcaption>Segnalazione di sito inaffidabile, privo di certificazione SSL</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a comunicare via <em>HTTPS</em>, un sito deve possedere un <em>Certificato SSL valido</em>. Il browser in genere lo segnala in modo molto simile a quello di una comunicazione <em>HTTP</em>. Cliccando sul lucchetto che in genere compare subito prima dell&#8217;indirizzo web nella barra degli indirizzi è in genere possibile visualizzare tutte le informazioni relative al certificato e alla sua validità</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="377" height="58" data-attachment-id="8383" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-navigare-in-modo-sicuro/image-23-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?fit=377%2C58&amp;ssl=1" data-orig-size="377,58" data-comments-opened="1" data-image-title="image-23" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?fit=377%2C58&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?resize=377%2C58&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8383" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?w=377&amp;ssl=1 377w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?resize=300%2C46&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?resize=100%2C15&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?resize=24%2C4&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?resize=36%2C6&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-23.png?resize=48%2C7&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 377px) 100vw, 377px" /></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">Ma quindi con HTTPS posso fidarmi?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente no. HTTPS è la sicurezza minima indispensabile, posso dire piuttosto il contrario, senza HTTPS non puoi fidarti. Prima di inserire dati di carta di credito, informazioni personali e altro è bene essere sicuri di essere su un sito affidabile e conosciuto. Verificare bene che l&#8217;indirizzo in alto nella barra sia quello che volevamo vedere e solo dopo eventualmente inserire i dati. Comprare su un sito affidabile e noto è generalmente sicuro, se facesse qualcosa di illecito e si scoprisse i danni sarebbero talmente devastanti da distruggerne per sempre la reputazione. Su siti invece di cui non avete esperienza, poco conosciuti o di dubbia provenienza è meglio evitare di fare acquisti o inserire dati personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un sito affidabile in genere ha sempre una sezione <em>informazioni</em> dalla quale è possibile conoscere informazioni della società, partita iva, indirizzi e recapiti. Chi non fornisse informazioni di questo genere potrebbe avere validi motivi per nasconderli e quindi non essere affidabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="VPN">Le VPN</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un modo per incrementare di molto la sicurezza è l&#8217;uso di una VPN, una <em>Virtual Private Network</em>.<br>Nella gran parte degli usi legali di Internet una VPN non è necessaria ma per chi fosse paranoico, o avesse bisogno effettivo di nascondere la propria navigazione o apparire virtualmente come connesso da un&#8217;altra parte del mondo, ad esempio per fruire di un servizio non presente nella propria nazione possono essere un buon servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semplificando molto funziona come se voi invece di comunicare con il servizio direttamente lanciaste la vostra richiesta in un gruppo di computer connessi a questa VPN, sarà poi uno a caso di loro a comunicare con il servizio inviando poi a voi la risposta. In pratica il sito che riceverà la richiesta di visualizzazione non la riceverà da voi ma da un computer sparso sulla rete in un qualsiasi altra parte del globo. La comunicazione tra voi e questo computer sarà invece maggiormente criptata e quasi impossibile da rilevare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una trattazione lunga sull&#8217;argomento uscirebbe dallo scopo di questo articolo ma il motivo per cui ho preferito nominarle è per mettere in guardia con la solita frase:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Se non paghi un prodotto, allora il prodotto sei tu</strong>.</p><cite><strong>Questa volta niente autore della citazione, l’hanno detto in troppi per risalire a un primo.</strong></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono moltissimi servizi che forniscono VPN, alcuni sono gratis. L&#8217;unico motivo sensato per costruire un sistema VPN gratis è quello di raccogliere dati quindi consiglio VIVAMENTE di evitare questo genere di servizi, promettono sicurezza ma probabilmente non la mantengono. Meglio una VPN a pagamento, ce ne sono molte e spesso fanno buone offerte, brevi periodi di prova e hanno opzioni adatte per tutte le tasche. Se volete essere sicuri, andate sul sicuro.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Nuovo aggiornamento della privacy su WhatsApp (Maggio 2021)</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/nuovo-aggiornamento-della-privacy-su-whatsapp-maggio-2021/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 09:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
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		<category><![CDATA[WhatsApp]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è passato molto dal 7 gennaio 2021, quando WhatsApp spaventata tutti con un aggiornamento della privacy malfatto (di cui avevo parlato qui https://wp.me/pQMJM-27x) in cui almeno all&#8217;apparenza dichiarava che avrebbe condiviso con Facebook molte nostre informazioni. Ne era seguito un fuggifuggi dall&#8217;applicazione abbastanza imbarazzante, soprattutto quando molti condividevano proprio su Facebook o su Instagram [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Non è passato molto dal 7 gennaio 2021, quando WhatsApp spaventata tutti con un aggiornamento della privacy malfatto (di cui avevo parlato qui <a href="https://wp.me/pQMJM-27x">https://wp.me/pQMJM-27x</a>) in cui almeno all&#8217;apparenza dichiarava che avrebbe condiviso con Facebook molte nostre informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne era seguito un fuggifuggi dall&#8217;applicazione abbastanza imbarazzante, soprattutto quando molti condividevano proprio su Facebook o su Instagram il loro imbarazzo. Sembra che il nome Facebook sia ormai assimilabile al Babau e tutte le sue società satellite invece no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi dilungherò ulteriormente su cose già dette come fatto negli articoli <a href="https://www.staipa.it/blog/whatsapp-telegram-signal-sono-sicuri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">WhatsApp? Telegram? Signal? Sono sicuri? (</a><a href="https://wp.me/pQMJM-27a">https://wp.me/pQMJM-27a</a>), <a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me? (</a><a href="https://wp.me/pQMJM-26S">https://wp.me/pQMJM-26S</a>), e su <a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa può scoprire una persona dai miei profili social? (<a href="https://wp.me/pQMJM-2ab">https://wp.me/pQMJM-2ab</a></a>) articoli che da soli dovrebbero servire a far capire che WhatsApp, al contrario di altre app di messaggistica, non può leggere i nostri messaggi, che le cose che Facebook sa di noi sono quelle che decidiamo di regalargli e che i rischi di privacy sono soprattutto altri che rischiano di essere sottovalutati. Soprattutto quello che <a href="https://www.staipa.it/blog/i-social-possono-influenzare-la-mia-mente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I social possono influenzare la mia mente (<a href="https://wp.me/pQMJM-27V">https://wp.me/pQMJM-27V</a></a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa volta in ogni caso WhatsApp si è organizzato per spiegare in maniera più precisa e meno spaventosa che cosa sia il cambiamento della privacy, tra l&#8217;altro non obbligando a leggere le policy di privacy sul sito (<a href="https://www.whatsapp.com/legal/updates/privacy-policy/?lang=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Informativa sulla privacy &#8211; febbraio 2021 (whatsapp.com)</a>), cosa che sembra terrorizzare l&#8217;utente medio, ma fornendo una spiegazione semplice, puntuale e chiara della modifica.</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" height="1024" width="508" decoding="async" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8554" data-id="8554" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Agg-w-1.jpeg?resize=508%2C1024&#038;ssl=1"/></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="508" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8555" data-id="8555" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Agg-w-2.jpeg?resize=508%2C1024&#038;ssl=1" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Agg-w-2.jpeg?resize=508%2C1024&amp;ssl=1 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<p class="wp-block-paragraph">Come già previsto quello che accadrà è sostanzialmente una modifica per le funzioni per aziende. Per semplificare la vita alle aziende verrà data la possibilità alle stesse di utilizzare i robot di auto risposta di Facebook e per tanto alcune informazioni in quel caso dovranno necessariamente essere condivise con Facebook stesso. Si tratta di una funzione che potrà essere usata solo ed esclusivamente se l&#8217;utente sceglie di interagire con account aziendali, i quali saranno bene indicati, per tanto nell&#8217;uso comune non cambierà assolutamente nulla riguardo alla privacy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà facoltativo da parte di ogni utente poi interagire o meno con questi account aziendali.</p>
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		<title>Cosa può scoprire una persona dai miei profili social?</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/</link>
					<comments>https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 16:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
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		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
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					<description><![CDATA[La gran parte dei timori delle persone riguardo ai Social Network è legata alle informazioni che questi possono carpire su di noi. Ho già affrontato l&#8217;argomento nell&#8217;articolo &#8220;Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?&#8220; (https://wp.me/pQMJM-26S), quello che viene quasi invariabilmente ignorato è il rischio legato alle informazioni che altri esseri umani possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La gran parte dei timori delle persone riguardo ai Social Network è legata alle informazioni che questi possono carpire su di noi. Ho già affrontato l&#8217;argomento nell&#8217;articolo <a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/">&#8220;</a><a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</a><a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/">&#8220;</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-26S" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-26S</a>), quello che viene quasi invariabilmente ignorato è il rischio legato alle informazioni che altri esseri umani possono scoprire. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho giocato su questo tema con l&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.staipa.it/blog/modi-in-cui-violiamo-la-nostra-privacy-ogni-giorno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Modi in cui violiamo la nostra privacy ogni giorno</a>&#8221; nel quale esponevo alcuni modi in cui spesso tendiamo a lasciare sfuggire informazioni sulla privacy e si trattava di una provocazione nei confronti di chi temeva ad installare l&#8217;app per il tracciamento delle pandemie il discorso però può essere ulteriormente approfondito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il mondo digitale è parte della realtà</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cosa da ricordare è che il mondo digitale è parte della realtà, esattamente quanto lo sono i giornali, la televisione, o i cartelloni stradali. Pubblicare qualcosa su Internet e pretendere che non sia visto da occhi indiscreti è come installare nel proprio giardino un cartello pubblicitario e sperare che non venga visto da chi non è invitato a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti social network, hanno delle opzioni per la gestione della privacy, in genere si trovano nello stesso posto dove possiamo modificare i dettagli del profilo, nome foto, eccetera. La prima cosa da fare quando ci si iscrive a questo genere di servizio è andare a studiarsi la privacy e poi comportarsi di conseguenza. Ad esempio, se su Facebook è possibile impedire agli sconosciuti di vedere le nostre condivisioni e i nostri stati (ma poi ne vedremo i limiti) selezionando in maniera molto granulare le opzioni anche foto per foto o stato per stato, altri social come Instagram permettono solamente la scelta tra profilo completamente privato (solo i conoscenti possono vedere) o completamente pubblico (tutti possono vedere).<br>Questo è importante da sapere per decidere cosa è bene pubblicare e cosa no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene l&#8217;atteggiamento di molte persone sia quello di &#8220;tanto cosa ho da nascondere&#8221; in realtà probabilmente anche loro ne hanno diverse. <br>Attraverso i profili di molte persone che hanno il desiderio compulsivo (<a href="https://www.staipa.it/blog/?p=8183&amp;preview=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Esiste la dipendenza dai social e da Internet? </a><a href="https://wp.me/pQMJM-27Z">https://wp.</a><a href="https://wp.me/pQMJM-27Z" target="_blank" rel="noreferrer noopener">me/pQMJM-27Z</a>) di pubblicare qualunque cosa, un malintenzionato può risalire a moltissime informazioni. Ancora di più correlando più social. Ambienti frequentati, gusti, orari, assenza o presenza in casa, una disamina più approfondita l&#8217;ho già fatta in <a href="https://www.staipa.it/blog/modi-in-cui-violiamo-la-nostra-privacy-ogni-giorno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Modi in cui violiamo la nostra privacy ogni giorno</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-203">https://wp.me/pQMJM-203</a>), e alcune delle ricerche che è possibile fare per esempio attraverso immagini per comprendere dove siano state scattate. L&#8217;ho spiegata in <a href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-6/">Come riconoscere una Fake News? Parte 6: Strumenti di indagine per le immagini</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-1Ub">https://wp</a><a href="https://wp.me/pQMJM-1Ub" target="_blank" rel="noreferrer noopener">.me/pQMJM-1Ub</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello di cui non ho ancora parlato è di come tutto ciò che passa da Internet, ha la tendenza a rimanere registrato da qualche parte. Per fare un esempio potete cancellare le mail inviate, i messaggi, le foto che avere pubblicato ma il fatto che ci siano state delle comunicazioni da voi verso uno specifico servizio o persona lasceranno comunque traccia nei vari server attraverso cui il servizio è passato e molto probabilmente sul servizio usato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio lampante è l&#8217;utilizzo delle immagini su Facebook</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le privacy delle immagini sui social</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vi propongo due esperimenti interessanti che mostrano la permanenza di ciò che pubblicato in rete e il livello di privacy.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Privacy delle immagini su Facebook</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Su Facebook, attraverso il mio segretissimo profilo dal quale non accetto nessuna amicizia ho pubblicato una segretissima foto condivisa solamente con i miei amici, ossia con nessuno.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="604" height="464" data-attachment-id="8322" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/image-7-3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?fit=604%2C464&amp;ssl=1" data-orig-size="604,464" data-comments-opened="1" data-image-title="image-7" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?fit=604%2C464&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?resize=604%2C464&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8322" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?w=604&amp;ssl=1 604w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?resize=300%2C230&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?resize=100%2C77&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?resize=24%2C18&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?resize=36%2C28&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-7.png?resize=48%2C37&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa interessante è che l&#8217;immagine, sebbene non sia visibile a nessun profilo Facebook attraverso la piattaforma stessa, è perfettamente visibile a chiunque &#8220;da fuori&#8221;, potete raggiungerla da questo indirizzo https://tinyurl.com/y3k649ce, e addirittura inserirla in un altro sito, come ho fatto qui sotto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="585" height="94" data-attachment-id="8433" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/htmlinclusione/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?fit=585%2C94&amp;ssl=1" data-orig-size="585,94" data-comments-opened="1" data-image-title="HtmlInclusione" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?fit=585%2C94&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?resize=585%2C94&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8433" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?w=585&amp;ssl=1 585w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?resize=300%2C48&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?resize=100%2C16&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?resize=24%2C4&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?resize=36%2C6&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione.png?resize=48%2C8&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px" /></figure></div>





<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento del 08/03/2021. L&#8217;immagine è stata resa non raggiungibile da Instagram dopo un mese, si veda l&#8217;<a href="#aggiornamento">appendice a fine articolo</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo, senza particolari moralismi sul fatto che ciò che condividiamo può ritorcersi contro di noi, dimostra quantomeno che ciò che pubblichiamo rischia seriamente di essere accessibile a chiunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a poco tempo fa, tra l&#8217;altro, anche le foto eliminate rimanevano accessibili. <a href="https://trucchifacebook.com/facebook/guida/foto-eliminate-cancellate-su-facebook-sono-accessibili/#:~:text=Una%20volta%20che%20aggiorneranno%20il,dopo%20vengono%20essere%20eliminate%20definitivamente." target="_blank" rel="noreferrer noopener">(le foto eliminate su Facebook sono accessibili su trucchifacebook.com https://tinyurl.com/1pkck3u6) </a><br>Il problema è stato risolto nello specifico su Facebook, a chi può garantirci che lo stesso valga per altri siti, social o ovunque decidiamo di pubblicare nostro materiale?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Privacy delle immagini su Instagram</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Instagram per via di immagini sembra più sicuro invece, giusto? No.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho caricato un&#8217;immagine molto privata in un altro misteriosissimo account supersegreto, e impostato come privato</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8437" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/misterioso-profilo-instagram/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Misterioso-profilo-instagram.jpg?fit=946%2C1280&amp;ssl=1" data-orig-size="946,1280" data-comments-opened="1" data-image-title="Misterioso-profilo-instagram" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Misterioso-profilo-instagram.jpg?fit=757%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/Misterioso-profilo-instagram.jpg?resize=406%2C549&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8437" width="406" height="549"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso nonostante la privacy impostata basta poca fatica e un PC per dimostrare che l&#8217;immagine è comunque visibile e raggiungibile a questo indirizzo https://tinyurl.com/27wv3bhp e tranquillamente includibile in un altro sito.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="593" height="96" data-attachment-id="8438" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/htmlinclusione-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?fit=593%2C96&amp;ssl=1" data-orig-size="593,96" data-comments-opened="1" data-image-title="HtmlInclusione-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?fit=593%2C96&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?resize=593%2C96&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8438" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?w=593&amp;ssl=1 593w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?resize=300%2C49&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?resize=100%2C16&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?resize=24%2C4&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?resize=36%2C6&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/HtmlInclusione-1.png?resize=48%2C8&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /></figure></div>





<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento del 08/03/2021. L&#8217;immagine è stata resa non raggiungibile da Instagram dopo un mese, si veda <strong>l&#8217;<a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/##aggiornamento"><strong><a href="#aggiornamento">appendice a fine articolo</a></strong></a></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo ulteriore test, infine, ho eliminato un&#8217;immagine dal mio profilo Instagram il 4 febbraio 2020, il link a tale immagine su Instagram è questo: https://tinyurl.com/2odahgh7. Con Facebook avevo fatto la stessa prova e l&#8217;immagine era stata eliminata dopo circa quindici giorni, come funzionerà con Instagram?</p>





<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento del 08/03/2021. L&#8217;immagine è stata rimossa da Instagram dopo un mese dalla richiesta di cancellazione, si veda <strong>l&#8217;<a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/##aggiornamento"><strong><a href="aggiornamento">appendice a fine articolo</a></strong></a></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in cui scrivo questo articolo l&#8217;immagine è ancora visibile, questo implica che su Instagram, e questo non esclude possa accadere su altri social o siti, il rischio sia la permanenza delle nostre immagini anche dopo la presunta eliminazione. Se per esempio l&#8217;immagine fosse stata indicizzata da un motore di ricerca accanto al vostro nome (cosa probabile visto che la state pubblicando dal vostro profilo) potrebbe essere indissolubilmente legata a voi, e facilmente trovabile solo scrivendo il vostro nome sul motore stesso: detto in maniera più semplice cercando il vostro nome su <em>google immagini</em> potrebbe comparire anche la foto compromettente che avete nascosto o cancellato da un social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può obbiettare che per avere l&#8217;indirizzo di entrambe le foto bisogna essere &#8220;amici&#8221; o &#8220;seguire&#8221; l&#8217;account. Verissimo per quanto riguarda chi lo va a copiare, falso per tutti gli altri che possono riceverlo. Inoltre, per evitarlo dovremmo avere la certezza di conoscere e poterci fidare di tutti i nostri follower. E se tra essi si nascondesse un ex collega di lavoro, un ex partner, o qualcuno che dovesse avere un motivo presente o futuro di usare le nostre foto contro di noi, non saremmo comunque garantiti.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">In tutti i casi ho &#8220;accorciato&#8221; gli indirizzi con il servizio <a href="https://tinyurl.com/app" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/</a> in quanto sono molto lunghi e avrebbero appesantito la lettura, ma cliccando sui link brevi si viene reindirizzati automaticamente sulla versione originale dell&#8217;indirizzo direttamente sui server di Facebook e di Instagram.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le copie cache</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni social permettono ai motori di ricerca di salvare le informazioni in <em>copia cache</em> (Ne ho parlato qui: <a href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come riconoscere una Fake News? Parte 5: Strumenti di indagine </a><a href="https://wp.me/pQMJM-1TD">https://wp.me/pQMJM-1TD</a>)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="670" height="141" data-attachment-id="8331" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/image-10-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?fit=670%2C141&amp;ssl=1" data-orig-size="670,141" data-comments-opened="1" data-image-title="image-10" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?fit=670%2C141&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?resize=670%2C141&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8331" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?w=670&amp;ssl=1 670w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?resize=300%2C63&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?resize=640%2C135&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?resize=100%2C21&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?resize=24%2C5&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?resize=36%2C8&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-10.png?resize=48%2C10&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 670px) 100vw, 670px" /><figcaption>Copia cache su Google di post Twitter</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8333" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/image-12-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?fit=791%2C331&amp;ssl=1" data-orig-size="791,331" data-comments-opened="1" data-image-title="image-12" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?fit=791%2C331&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?resize=629%2C263&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8333" width="629" height="263" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?w=791&amp;ssl=1 791w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?resize=300%2C126&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?resize=768%2C321&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?resize=640%2C268&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-12.png?resize=100%2C42&amp;ssl=1 100w" sizes="auto, (max-width: 629px) 100vw, 629px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">E in questo caso se cancellate il post dal social rimarrà visibile per diverso tempo nel motore di ricerca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Posso eliminare da Google qualcosa che mi riguarda?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, a questo indirizzo: <a href="https://support.google.com/websearch/troubleshooter/3111061?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rimozione di informazioni da Google</a> (<a href="https://support.google.com/websearch/troubleshooter/3111061?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://support.google.com/websearch/troubleshooter/3111061?hl=it</a>), tuttavia il processo ha una serie di problematiche complesse. L&#8217;immagine potrebbe avere diversi indirizzi, Google potrebbe richiedere prove del fatto che l&#8217;immagine vi appartenga o vi ritragga. L&#8217;immagine potrebbe essere presente su altri motori di ricerca diversi da Google e sarà necessario cercare motore di ricerca per motore di ricerca come richiedere la rimozione.<br>Inoltre, le vostre richieste potrebbero essere rifiutate, o peggio qualcuno potrebbe aver già linkato, salvato o ripubblicato l&#8217;immagine altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io ci sono passato per una <em>piccola</em> querela per diffamazione e vi assicuro che l&#8217;eliminazione completa di un&#8217;informazione da Internet può essere un processo lungo e frustrante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali soluzioni si possono adottare?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unica soluzione è quella preventiva. Ragionare prima di pubblicare. Stai per pubblicare qualcosa che non vorresti che vedesse tuo figlio una volta cresciuto? Stai per pubblicare qualcosa che non vorresti vedesse un&#8217;azienda a cui hai mandato il curriculum? Stai per pubblicare qualcosa che potrebbe crearti problemi quando un giorno sarai un politico famoso o un attore famoso? Stai per pubblicare semplicemente qualcosa di cui potresti pentirti più avanti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo è la stessa del valutare se togliersi la maglietta e camminare a petto nudo in centro città in un torrido giorno d&#8217;estate. Puoi farlo, ma non sai chi incontrerai e chi ti vedrà, tutto dipende dall&#8217;immagine che vuoi o sei disposto a dare di te di fronte agli altri. L&#8217;unica differenza è che poi tutti potranno tornare a rivedere quella scena, anche quelli che in quel momento se l&#8217;erano persa.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="Aggiornamento"><strong>Aggiornamento del 08/03/2021.</strong></h6>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un mese, le immagini private e quelle eliminate sono state rese irraggiungibili dal sistema, semplicemente cambiando la &#8220;firma&#8221; dell&#8217;indirizzo web. Se siano state cancellate o meno non è dato sapere.<br>Provando ad accedere all&#8217;indirizzo vecchio si riceve un errore in quanto la firma dell&#8217;indirizzo non è più valida</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="339" height="74" data-attachment-id="8571" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-puo-scoprire-una-persona-dai-miei-profili-social/image-1-8/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?fit=339%2C74&amp;ssl=1" data-orig-size="339,74" data-comments-opened="1" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?fit=339%2C74&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?resize=339%2C74&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8571" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?w=339&amp;ssl=1 339w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?resize=300%2C65&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?resize=100%2C22&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?resize=24%2C5&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?resize=36%2C8&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image-1.png?resize=48%2C10&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica svolgendo uno degli indirizzi utilizzati, quello dell&#8217;immagine Instagram privata:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Indirizzo Vecchio:</strong><br><em>https://scontent-mxp1-1.cdninstagram.com/v/t51.2885-15/sh0.08/e35/s640x640/145594938_793972537880601_6585422647598428101_n.jpg?_nc_ht=scontent-mxp1-1.cdninstagram.com&amp;_nc_cat=109&amp;_nc_ohc=YWMN91KQqGkAX_MxsAY&amp;tp=1&amp;oh=2944a36f5a86e95e350bf7df67f3afa0&amp;oe=60438E01</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Indirizzo Aggiornato:</strong><br><em>https://scontent-mxp1-1.cdninstagram.com/v/t51.2885-15/sh0.08/e35/s640x640/145594938_793972537880601_6585422647598428101_n.jpg?tp=1&amp;_nc_ht=scontent-mxp1-1.cdninstagram.com&amp;_nc_cat=109&amp;_nc_ohc=URGXjFbglzoAX9t2e_x&amp;oh=1997da4793f624b6d7f8b21e335a844f&amp;oe=606F0F81</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può notare che la parte finale <strong>_nc_ohc=YWMN91KQqGkAX_MxsAY&amp;tp=1&amp;oh=2944a36f5a86e95e350bf7df67f3afa0&amp;oe=60438E01</strong> è cambiata. In pratica il sistema autorizzativo varia questa parte probabilmente una volta al mese per evitare che l&#8217;indirizzo venga utilizzato dall&#8217;esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente questo implica che un vostro conoscente ha comunque un mese di tempo per &#8220;rubare&#8221; l&#8217;immagine, posto che non ne faccia semplicemente uno screenshot, e che l&#8217;immagine ha avuto comunque un mese di tempo per essere eventualmente salvata e indicizzata nei motori di ricerca.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Esiste la dipendenza dai social e da Internet?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 15:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza da Internet]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Addiction Disorder]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni l&#8217;esplosione tecnologica degli smartphone ci ha resi progressivamente più attaccati e connessi a una rete che in realtà esiste già dal 1989. Molti degli strumenti che la rete ci fornisce sono di grandissima utilità, per esempio la possibilità di comunicare velocemente con chiunque, la possibilità di inviare documenti ufficiali certificati digitalmente, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni l&#8217;esplosione tecnologica degli smartphone ci ha resi progressivamente più <em>attaccati</em> e <em>connessi</em> a una rete che in realtà esiste già dal 1989. Molti degli strumenti che la rete ci fornisce sono di grandissima utilità, per esempio la possibilità di comunicare velocemente con chiunque, la possibilità di inviare documenti ufficiali certificati digitalmente, la possibilità di cercare e trovare informazioni su quasi tutto, quella di ordinare cibo o prodotti da casa, di avere dei navigatori stradali costantemente aggiornati anche sul traffico, ricevere ricette dal proprio medico direttamente per via telematica, lavorare a distanza e decine o centinaia di altre cose che un tempo erano pura utopia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altro lato però forse non c&#8217;è stato modo di imparare per tempo come utilizzare tutto questo senza esserne sopraffatti. Se un tempo era facile <em>staccare</em> e bastava per esempio spegnere la televisione oggi siamo pieni di notifiche, richieste, messaggi. Spesso facciamo fatica a staccare gli occhi dal telefono e quando abbiamo le mani libere e niente da fare ci sentiamo quasi a disagio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I social tendono a cercare di attrarci con quello che sanno di noi e di farci venire voglia di visitarli il più spesso possibile e a volte è davvero difficile resistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma qual è il limite? Quando siamo in una dipendenza e quando no?</p>



<h3 class="wp-block-heading">La dipendenza da Internet</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente non essendo uno psicologo e non volendone rubare il ruolo mi limiterò a citare.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>I sintomi della dipendenza da Internet</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">lo psichiatra americano Ivan Goldberg, nel 1995 -quindi non ieri- ha definito la cosiddetta&nbsp;<strong>“Internet Addiction Disorder” (Disordine da dipendenza da Internet)</strong> prendendo a modello un&#8217;altra dipendenza, quella del gioco d&#8217;azzardo patologico. La&nbsp;<strong>dipendenza da Internet</strong>&nbsp;viene descritta come un abuso di tale tecnologia e delle tecnologie correlate con delle conseguenze negative importanti sulla propria vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua definizione di <strong>Internet Addiction Disorder</strong> Goldberg ha inserito i seguenti sintomi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il bisogno di trascorrere in rete un tempo sempre maggiore e di connettersi sempre più spesso, per ottenere soddisfazione</li><li>la marcata riduzione dell’interesse per ogni altra attività che non riguardi l’uso di Internet</li><li>se l’abuso viene ridotto o interrotto, la persona sviluppa agitazione, sintomi depressivi e ansiosi, pensieri ossessivi o sogni su quello che sta accadendo in rete</li><li>l’incapacità di interrompere o tenere sotto controllo l’utilizzo di Internet</li><li>continuare ad usare il web nonostante la consapevolezza di aver sviluppato dei problemi di ordine sociale, psicologico e fisico (difficoltà del sonno, problemi familiari e coniugali, problemi lavorativi)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">E indicato come modificazioni psicologiche e fisiche prodotte nell’individuo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>perdita o impoverimento delle relazioni interpersonali</li><li>modificazioni a carico dell’umore</li><li>alterazione della percezione del tempo</li><li>tendenza a sostituire il mondo reale con un luogo virtuale, nel quale si cerca di costruire un proprio mondo personale</li><li>veri e propri sintomi fisici come tunnel carpale, dolori diffusi al collo e alla schiena, problemi alla vista: essi sono la conseguenza del protrarsi di lunghi periodi di attività in rete in posizioni poco salutari e, di conseguenza, di lunghi periodi di inattività fisica</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In generale però, esiste un problema di dipendenza quando il comportamento dell&#8217;individuo influenza la salute fisica e mentale dello stesso, danneggia le relazioni con gli altri o causa instabilità lavorativa ed economica e la <strong>dipendenza da internet</strong> ha uno spettro molto vasto di comportamenti problematici molto diversi da loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è capitato, durante alcune<a href="https://www.staipa.it/blog/conferenze-e-corsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> conferenze</a> sull&#8217;<strong>uso consapevole delle tecnologie</strong> (<a href="https://wp.me/PQMJM-292">https://wp.me/PQMJM-292</a>), di proporre un gioco-esercizio: all&#8217;inizio della conferenza ho chiesto ai partecipanti di spegnere <strong>volontariamente </strong>i loro dispositivi elettronici e di non guardarli fino a quando non avrebbero capito il gioco dalle mie parole. Ho spiegato che era una cosa del tutto volontaria e che se non si fossero sentiti di spegnerlo e di partecipare a questo esperimento sarebbero stati perfettamente liberi di farlo, io non avrei controllato e nessun&#8217;altro lo avrebbe fatto. Dopo di che ho presentato la conferenza nelle sue parti principali e ho iniziato con alcuni altri argomenti. Verso metà della conferenza sono arrivato finalmente ad esporre questi stessi <strong>sintomi della dipendenza da Internet</strong>. A quel punto ho detto loro che l&#8217;esperimento iniziato con lo spegnimento dei loro dispositivi era terminato e chiesto alcune riflessioni su che cosa ne avevano tratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti di noi, si ritrovano in uno o più punti di quelli citati. Non significa certamente soffrire di una <strong>dipendenza da internet</strong>, come non riuscire a resistere ai biscotti al cioccolato non significa avere un disturbo compulsivo dell&#8217;alimentazione, e non deve spaventarci. Tuttavia può essere utile come esercizio mentale per rendersi conto che forse non è un problema così remoto in cui sia impossibile incappare, e può essere utile a cercare di vivere con maggiore distacco quello che accade nella rete e sui social rispetto a quello che è la vita reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Consigli per evitare dipendenza da Internet</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come già detto, il mio articolo non potrà per forza di cose avere un taglio eccessivamente psicologico ma le mie competenze mi consentono di dare dei consigli prettamente tecnici su strategie che possono essere buone per limitare il proprio legame con la rete. Strategie che ho imparato a conoscere io stesso per limitare la mia vita digitale e vivere al meglio quella reale.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Disabilitare le notifiche dei social</strong> e app non importanti</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un primo passo è disabilitare sul proprio smartphone le notifiche relative alle applicazioni non fondamentali. Siamo sicuri che sia necessario essere avvisati ogni volta che riceviamo un like, ogni volta che un amico pubblica qualcosa, ogni volta che soffia un filo di vento nel mondo del virtuale?</p>



<h5 class="wp-block-heading">Per disattivare le notifiche fastidiose push su uno dispositivo con Android</h5>



<ul class="wp-block-list"><li>Vai su Impostazioni &gt; App e notifiche</li><li>Seleziona Notifiche</li><li>Seleziona dalla lista di app installate sul device l’app desiderata e spostare la levetta a sinistra</li></ul>



<h5 class="wp-block-heading">Per disattivare le notifiche fastidiose push su un dispositivo con iOs</h5>



<ul class="wp-block-list"><li>Vai in Impostazioni&nbsp;&gt; Notifiche.</li><li><span style="font-size: 1.125rem;">Tocca un&#8217;app sotto “Stile notifiche”, quindi disattiva “Consenti notifiche”</span></li></ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Non portarti dietro il telefono ovunque</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Lascialo in un&#8217;altra stanza o su un mobiletto, magari sempre nello stesso punto non troppo vicino a te, in modo da essere costretto ad alzarti e andarlo a prendere ogni volta che ne hai bisogno. Se hai disattivato tutte le notifiche più importanti sentirai meno il bisogno di raggiungerlo.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Attiva la modalità non disturbare</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Quando devi lavorare o dormire abilita la funzione &#8220;non disturbare&#8221; che metterà in silenzioso il telefono per un determinato periodo, è possibile farlo anche in maniera automatica puoi scegliere anche chi può disturbarti: il capo a lavoro, i genitori, l&#8217;amico del cuore.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://support.google.com/android/answer/9069335?hl=it#zippy=%2Cimpostare-cosa-bloccare" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Limitare le interruzioni con la modalità Non disturbare su Android (https://tinyurl.com/y5kbp9yt</a>)</li><li><a href="https://support.apple.com/it-it/HT204321" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come usare Non disturbare su iPhone, iPad e iPod&nbsp;touch (https://tinyurl.com/yxwpaj4a)</a></li></ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Metti dei limiti all&#8217;utilizzo del telefono</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Installa un&#8217;applicazione come <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.apps.wellbeing&amp;hl=it&amp;gl=US">Benessere digitale</a> per Android o <a href="https://support.apple.com/it-it/guide/ipad/ipadaf2aa9f2/ipados">configura “Tempo di utilizzo”</a> su iOs. <br>Avrai la possibilità di sapere giorno per giorno quanto tempo hai utilizzato un&#8217;applicazione e di limitarne il tempo massimo di utilizzo. Usi troppo quell&#8217;app? Potrai impostare che dopo un&#8217;ora al giorno il sistema ti impedisca di utilizzarla.</p>



<figure data-carousel-extra='{&quot;blog_id&quot;:1,&quot;permalink&quot;:&quot;https://www.staipa.it/blog/esiste-la-dipendenza-dai-social-e-da-internet/&quot;}'  class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="620" height="548" data-attachment-id="8228" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/esiste-la-dipendenza-dai-social-e-da-internet/benesseredigitaleandroid/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/BenessereDigitaleAndroid.png?fit=620%2C548&amp;ssl=1" data-orig-size="620,548" data-comments-opened="1" data-image-title="BenessereDigitaleAndroid" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/BenessereDigitaleAndroid.png?fit=620%2C548&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/BenessereDigitaleAndroid.png?resize=620%2C548&#038;ssl=1" alt="" data-id="8228" data-full-url="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/BenessereDigitaleAndroid.png" data-link="https://www.staipa.it/blog/?attachment_id=8228" class="wp-image-8228"/></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="593" height="443" data-attachment-id="8229" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/esiste-la-dipendenza-dai-social-e-da-internet/tempo-di-utilizzo-ios/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?fit=593%2C443&amp;ssl=1" data-orig-size="593,443" data-comments-opened="1" data-image-title="Tempo-di-utilizzo-IOS" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?fit=593%2C443&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?resize=593%2C443&#038;ssl=1" alt="" data-id="8229" data-full-url="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg" data-link="https://www.staipa.it/blog/?attachment_id=8229" class="wp-image-8229" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?w=593&amp;ssl=1 593w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?resize=300%2C224&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?resize=100%2C75&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?resize=24%2C18&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?resize=36%2C27&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/Tempo-di-utilizzo-IOS.jpg?resize=48%2C36&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /></figure></li></ul></figure>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>La modalità in incognito del browser protegge la mia privacy?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 15:10:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<category><![CDATA[In Private Browsing]]></category>
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					<description><![CDATA[La domanda è lecita. Chiedersi se la modalità in incognito del browser protegga realmente la privacy di chi la usa è naturale. Anche questa volta però la risposta è piuttosto binaria e tutto dipende da che cosa si intenda per privacy e quale tipo di privacy si intenda proteggere. Alcuni browser non sono particolarmente chiari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La domanda è lecita. Chiedersi se la modalità in incognito del browser protegga realmente la privacy di chi la usa è naturale. Anche questa volta però la risposta è piuttosto binaria e tutto dipende da che cosa si intenda per <em>privacy</em> e quale tipo di <em>privacy</em> si intenda proteggere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni browser non sono particolarmente chiari su che cosa faccia la modalità privata, io personalmente apprezzo molto Microsoft Edge per svariati motivi, uno dei quali è la chiarezza in merito alla <em>privacy.</em></p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8192" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/image-1-6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?fit=1014%2C729&amp;ssl=1" data-orig-size="1014,729" data-comments-opened="1" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?fit=1014%2C729&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=761%2C547&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8192" width="761" height="547" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?w=1014&amp;ssl=1 1014w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=300%2C216&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=768%2C552&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=640%2C460&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=100%2C72&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=24%2C17&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=36%2C26&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-1.png?resize=48%2C35&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 761px) 100vw, 761px" /><figcaption>Visualizzazione della modalità privata nel browser Microsoft Edge</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8194" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/image-2-6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?fit=1306%2C554&amp;ssl=1" data-orig-size="1306,554" data-comments-opened="1" data-image-title="image-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?fit=1024%2C434&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=768%2C326&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8194" width="768" height="326" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=1024%2C434&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=300%2C127&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=768%2C326&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=640%2C271&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=100%2C42&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=24%2C10&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=36%2C15&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?resize=48%2C20&amp;ssl=1 48w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-2.png?w=1306&amp;ssl=1 1306w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption><em>Visualizzazione di &#8220;Altri dettagli&#8221; nella modalità privata nel browser Microsoft Edge</em></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Potrebbe bastare la spiegazione che ci dà il browser stesso, ma immagino che una spiegazione più esplicita e chiara possa essere utile. Con qualche dimostrazione pratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>modalità privata</em>, in <em>private browsing</em> o <em>modalità incognita</em> proteggono la privacy di chi naviga, è vero. Ma la protegge da altri utenti che usino lo stesso computer, non dai servizi internet. In pratica si limita a aprire una nuova sessione &#8220;pulita&#8221; senza salvataggi di informazioni e <em>cookies </em>e a cancellare alla chiusura tutte le informazioni che verranno acquisite durante la navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va benissimo ad esempio se usate il pc di un amico o di un negozio: eviterete che le vostre utenze e password e la cronologia di quello che fate venga salvata su quel PC. Va bene anche a casa se volete visitare qualche sito e non volete che gli altri se ne accorgano (a meno che qualcuno abbia installato un proxy o un firewall in grado di tracciare le chiamate). <br>A lavoro, spesso, è del tutto inutile in quanto se ci sono dei controlli in genere sono a livello di rete e sicuramente la navigazione privata non vi protegge dai controlli aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno, tuttavia, pensa che questa modalità possa proteggere anche dalla tracciatura da parte dei siti, questo è generalmente falso, a meno di aver installato diversi altri controlli all&#8217;interno del browser. In generale il metodo utilizzato per collezionare dati e riconoscervi non è solamente quello di collegare i cookies o le vostre precedenti navigazioni. In generale è facile dal punto di vista di un software riconoscervi e quindi collegare informazioni alla vostra <em>identità digitale</em> di cui abbiamo parlato nel precedente articolo <strong><em><a href="https://www.staipa.it/blog/?p=8179&amp;preview=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I social possono influenzare la mia mente?</a></em></strong> Per farlo basta raccogliere informazioni come il nome del vostro browser, la risoluzione dello schermo, informazioni sulla CPU, la posizione geografica, i tipi di caratteri installati, e varie informazioni che il browser comunica intrinsecamente ai siti. Unendo tutte le informazioni diventa piuttosto semplice avere una specie di <em>impronta digitale</em> -notare il gioco di parole- del vostro dispositivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prova, in versione piuttosto semplice la potete trovare su questo sito: <a href="https://siamogeek.com/jsinfo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Informazioni raccolte via JavaScript (</a><a href="https://siamogeek.com/jsinfo/">https://siamogeek.com/jsinfo/</a>) </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro sito decisamente interessante, e illuminante è <a href="https://coveryourtracks.eff.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cover Your Tracks (coveryourtracks.eff.org)</a></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8202" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/image-4-3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?fit=955%2C492&amp;ssl=1" data-orig-size="955,492" data-comments-opened="1" data-image-title="image-4" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?fit=955%2C492&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=716%2C369&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8202" width="716" height="369" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?w=955&amp;ssl=1 955w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=300%2C155&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=768%2C396&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=640%2C330&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=100%2C52&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=24%2C12&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=36%2C19&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-4.png?resize=48%2C25&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Permette di visualizzare quanto il vostro browser è protetto dai tracciamenti e da quali tipi di tracciamenti. Nel momento in cui compare la scritta &#8220;Your browser has a unique fingerprint&#8221;, significa che anche questo sito è riuscito a costruire una <em>impronta digitale</em> univoca con cui siete facilmente riconoscibili. Indipendentemente dall&#8217;uso fatto di <em>social network</em> e di altre protezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://uniquemachine.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unique Machine (http://uniquemachine.org/)</a> infine vi fornisce un elenco maggiormente dettagliato dei dati che si possono recuperare dal vostro browser e genera addirittura un codice univoco corrispondente alla vostra <em>impronta digitale</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="598" height="1024" data-attachment-id="8204" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/image-6-3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-6.png?fit=1093%2C1871&amp;ssl=1" data-orig-size="1093,1871" data-comments-opened="1" data-image-title="image-6" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-6.png?fit=598%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-6.png?resize=598%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8204" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-6.png?resize=598%2C1024&amp;ssl=1 598w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-6.png?resize=175%2C300&amp;ssl=1 175w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-6.png?w=1093&amp;ssl=1 1093w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption>Sì, è il fingerprint di un computer reale, no non è il mio pc</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso a sinistra la mia <em>impronta digitale</em> con il browser senza protezioni, a destra alzando tutte le barriere di privacy di un buon browser e la modalità privata.</p>



<figure class="wp-block-jetpack-image-compare"><div class="juxtapose" data-mode="horizontal"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" id="8206" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/FingerPrintNormale.png?resize=630%2C315&#038;ssl=1" alt="" width="630" height="315" class="image-compare__image-before"/><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" id="8207" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/FingerPrintPrivacy.png?resize=632%2C317&#038;ssl=1" alt="" width="632" height="317" class="image-compare__image-after"/></div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come è facile notare sebbene l&#8217;<em>impronta digitale</em> del browser sia variata, non lo è affatto quella del dispositivo utilizzato. Quindi per un qualunque sito ben fatto non è per nulla difficile riconoscermi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="quindi-la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy">Quindi la modalità in incognito del browser protegge la mia privacy?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta è:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>sì, se per privacy intendete contro chi possa utilizzare il vostro PC dopo di voi</strong></li><li><strong>no, se intendete nei confronti della rete, di possibili attacchi informatici o di raccolta di informazioni sul vostro conto</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se dovete proteggervi dall&#8217;esterno, non è di certo questa la strada per rendere sicura o segreta la vostra navigazione.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I social possono influenzare la mia mente?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 15:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[La domanda i social possono influenzare la mia mente? sembra quasi provenire da una storia di fantascienza o da una versione aggiornata di 1984 di George Orwell, quello che ha inventato il concetto di Grande Fratello. Sembra ridicolo che frequentare un sito possa influenzare la nostra mente no? Eppure, entro certi limiti questo accade e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La domanda <strong><em>i social possono influenzare la mia mente?</em></strong> sembra quasi provenire da una storia di fantascienza o da una versione aggiornata di 1984 di George Orwell, quello che ha inventato il concetto di <em>Grande Fratello</em>. Sembra ridicolo che frequentare un sito possa influenzare la nostra mente no? Eppure, entro certi limiti questo accade e il miglior modo per evitarlo è quello di esserne consapevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo su cui si basa la possibile influenza sulla nostra mente è essenzialmente lo stesso su cui si basa la pubblicità. Molti di noi sono convinti di esserne immuni, io ad esempio dico sempre che alla fine degli spot pubblicitari non mi ricordo neppure la marca del prodotto, eppure tutti noi costruiamo involontariamente dei preconcetti che ci spingono a credere migliori determinate marche rispetto ad altre pur non avendole mai provate. Ci viene naturale pensare che una marca di un detersivo di cui abbiamo sentito molte volte il nome sia migliore di una di cui non abbiamo mai sentito parlare, anche se probabilmente la gran parte di noi non ha neppure idea di cosa ci sia dentro a un detersivo e come funzioni. <br>Scegliamo di acquistare acqua di una certa marca perché siamo convinti che sia migliore di quella di un&#8217;altra o di quella del rubinetto nonostante non abbiamo le competenze per valutare le analisi chimiche e spesso sbagliando scelta (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.altroconsumo.it/alimentazione/acqua/news/acqua-minerale-e-potabile-a-confronto" target="_blank">Acqua minerale e potabile a confronto https://www.altroconsumo.it/alimentazione/acqua/news/acqua-minerale-e-potabile-a-confronto</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il semplice vedere e rivedere, sentire e risentire qualcosa, che sia un marchio, un nome, una frase entra sempre e comunque involontariamente all&#8217;interno del nostro modo di ragionare e influenza le scelte che faremo più avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questo cosa ha a che fare con i <em>social network</em>? Non sono io a scegliere cosa vedere e cosa no? Non sono io tramite i miei gusti e interessi a influenzare la mia bacheca? Sì. Ma anche no.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;identità digitale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ho già toccato questo argomento in alcuni altri articoli</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://wp.me/pQMJM-26S" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/quando-siamo-estremamente-divisivi-e-probabile-siamo-vittime-di-fake-news/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/stupidita-e-ignoranza-non-sono-la-causa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stupidità e ignoranza non sono la causa.</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ma in questo caso vorrei approfondire maggiormente il discorso. Come già detto altre volte lo scopo principale di un qualunque prodotto o servizio che venga sviluppato è certamente il ritorno economico. Questo fa sì che molti di questi, in particolare i social network vivano essenzialmente di pubblicità. Non è di questo che voglio parlare ma è da questo che necessariamente devo partire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tempo quando la pubblicità era quasi solamente quella dei cartelloni, la radiotelevisione e i giornali si utilizzavano dei &#8220;semplici&#8221; metodi di targeting. Semplificando molto, il cartellone pubblicitario di un certo prodotto andava posizionato in una zona della città dove c&#8217;era alta probabilità che passasse qualcuno di interessato, e non in zone dove nessuno di interessato lo avrebbe visto, in radiotelevisione le pubblicità per bambini andavano mandate durante gli orari in cui i bambini guardavano la televisione mentre quelle riguardanti il cibo vicino ai pasti, sui giornali per donne venivano pubblicizzati profumi e vestiti, su quelli per uomini strumenti per la palestra e automobili potenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, grazie ai social network, è possibile fare un targeting decisamente più preciso e avanzato, grazie appunto all&#8217;<em>identità digitale</em>. In questo articolo per <em>identità digitale</em>, si intenderà in senso lato, non quella legata allo <em>SPID</em> (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o specifiche <em>identità digitali</em> di specifici altri servizi.<br>Una identità digitale è una serie di informazioni digitali univoche che fanno riferimento ad una persona fisica identificandola e rappresentandone interessi e caratteristiche. In pratica sono i dati che qualcuno o qualcosa ha raccolto su di una persona fisica, possono contenere nome, cognome, indirizzi, recapiti, ma anche gusti, interessi o altro. A partire dall&#8217;interesse per tematiche, o prodotti per arrivare potenzialmente ai gusti e orientamenti sessuali, religiosi e ideologici, legami affettivi, malattie. Dipende tutto dai siti/gruppi/ambienti digitali che frequentiamo e dalle ricerche che facciamo.<br>La cosa interessante è che tale identità digitale può esistere anche senza che il sistema sia a conoscenza del nostro nome, cognome o recapiti, basta essere iscritti al servizio, usare uno dei servizi correlati o visitare un sito che utilizzi il servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se parliamo di Facebook, per fare un esempio, per avere un&#8217;<em>identità digitale</em> all&#8217;interno dei suoi servizi sarà sufficiente aver utilizzato <em>WhatsApp</em>, <em>Instagram</em>, o visitare siti che contengono script di profilazione di Facebook, ossia quasi tutti.<br>La profilazione inizierà anche solo dal registrare le informazioni del browser con cui navighiamo, sarà fatto attraverso Cookies ma anche solo salvando informazioni come risoluzione dello schermo, browser, sistema operativo, e una serie di dettagli che tendenzialmente rendono la vostra <em>impronta digitale</em> univoca. Quando tale impronta viene rilevata altrove la vostra <em>identità digitale</em> viene arricchita. Visitiamo siti di politica? Verrà salvato nella nostra <em>identità digitale</em>, visitiamo siti di wedding planning? Verrà salvato nella nostra <em>identità digitale</em>. Visitiamo siti per incontri, verrà salvato nella nostra <em>identità digitale</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto chi possieda una versione della nostra <em>identità digitale</em> sarà in grado di veicolare nei nostri confronti la pubblicità perfetta per noi. Amiamo i calzini con i gattini, riceveremo pubblicità con i gattini sui calzini. Amiamo le penne rosa? Penne rosa avremo nelle nostre pubblicità. L&#8217;idea è semplice, e per qualcuno anche piacevole. Trovarsi la pubblicità giusta al momento giusto a volte può risolvere piccoli problemi quotidiani, no?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il rovescio della medaglia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se probabilmente tutto questo è nato con una forma di buona fede nel tempo ne sono usciti i lati non solo negativi ma perfino pericolosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo dei risvolti è quello che questo sistema può essere utilizzato anche per veicolare ad ogni utente i <em>contentini</em> preferiti degli utenti. In soldoni chiunque frequenti un <em>social network</em> lo fa in genere per un piacere personale, per passare il tempo, più trova contenuti interessanti e piacevoli più continuerà a frequentarlo. Se il social network conosce perfettamente gli interessi di quella persona potrà fornirgli i contenuti che lei preferisce. Questo è il motivo per il quale ognuno di noi vede una bacheca completamente diversa, con notizie diverse, contenuti diversi. Lo scopo è attrarci e renderci più interessante l&#8217;utilizzo del servizio. Questo può certamente causare una <em>dipendenza dall&#8217;uso dei social network o da Internet</em>, ma non è il tema principale di questo articolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte queste informazioni vengono <em>noleggiate</em> a chi vuole veicolare forme di pubblicità. Non si tratta di un vero e proprio <em>noleggio</em> ovviamente perché le informazioni, estremamente preziose, restano sempre in possesso di chi le raccoglie, quello che viene fornito è la possibilità di raggiungere target specifici: nella fattispecie se io ho bisogno di far raggiungere un messaggio pubblicitario a un target specifico non dovrò fare altro che pagare un <em>social network</em> per farlo e questo saprà esattamente quali utenti raggiungere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se questo venisse usato per fini pericolosi? Qui sta il punto. Ed è già accaduto e documentato per esempio con lo scandalo Cambridge Analytica (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Facebook-Cambridge_Analytica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Facebook-Cambridge_Analytica</a>). Se attraverso la profilazione degli utenti è possibile raccogliere un sufficiente campione di persone sensibili a un determinato tema è possibile bombardarle non con pubblicità ma con informazioni vere o false su un determinato tema modificando l&#8217;opinione pubblica. Per fare un esempio se riesco a trovare un target di persone che abbiano paura delle diversità o che abbiano determinate chiusure a livello psicologico verso gli stranieri sarà facile bombardarle di notizie che li mettano in allarme verso i migranti, non importa se notizie vere o false, così facendo la loro posizione in fase di elezioni si sposterà inesorabilmente verso un certo modo di fare politica o si allontanerà da un altro. Ed è quello che è accaduto appunto nel caso di Cambridge Analytica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ovviamente è un macro-scandalo ben noto, ma quante altre cose è possibile fare? Quante opinioni è possibile variare?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il problema dei Bias Cognitivi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti siamo vittima di questo genere di meccanismi, colti e ignoranti, intelligenti e meno intelligenti. Ci piace considerare vere le notizie che confermano le nostre opinioni, ci piace considerare false quelle che le smentiscono. Ne ho parlato più approfonditamente nell&#8217;articolo <strong><a href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come riconoscere una Fake News? Parte 3: Come sono fatte</a></strong>. Se abbiamo già un&#8217;opinione o una paura su un argomento e qualcuno sceglie di bombardarci di informazioni simili noi tenderemo per forza di cose a rafforzare la nostra opinione e a non andare in cerca di smentite. Ma se la nostra opinione fosse quella sbagliata?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo meccanismo viene poi amplificato ulteriormente dal fatto che quando il social network aggiungerà al nostro profilo il nostro interesse per quella tematica il bombardamento aumenterà ancora esponendoci maggiormente a questo rischio. Lui lo fa per compiacerci, ma noi potremmo riceverne inconsapevolmente un danno difficilmente riparabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente questa è la causa delle radicalizzazioni sempre più forti degli ultimi anni. Io ho un&#8217;idea e sui social trovo infinite conferme e sempre meno smentite, questo mi porta a pensare che chi non abbia la mia stessa opinione non sia degno di stima, non sia intelligente, in quanto quello che per me è palese per lui non lo è. La mia idea si rafforza, il mio disprezzo nei confronti di chi ha opinioni diverse pure. In un continuo circolo vizioso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Esistono modi per evitarlo?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">No, ma sì. La soluzione più radicale sarebbe quella di allontanarsi da ogni social network, da ogni motore di ricerca, in pratica da Internet e la tecnologia, ma esistono soluzioni intermedie. Quella probabilmente più efficace è continuare a informarsi sia sulle proprie opinioni sia su quelle opposte in modo che la nostra <em>identità digitale</em>, come quella reale siano il più possibile pluraliste. Riceveremo notizie e informazioni da tutti i fronti, i nostri e gli opposti, e impareremo a discernere con la testa e a non lasciare che sia un <em>algoritmo</em> a scegliere per noi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Esistono modi per evitare la profilazione?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ma no. Su computer si possono installare delle estensioni del browser come uBolock (<a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/UBlock_Origin" target="_blank">https://it.wikipedia.org/wiki/UBlock_Origin</a>) che oltre a fermare la pubblicità cercano di fermare gli script interni ai siti che raccolgono informazioni per i vari servizi <em>social </em>o <em>pubblicitari</em>, alcuni browser come Microsoft Edge e Mozilla Firefox includono nelle loro opzioni la possibilità di attivare blocchi simili ma su smartphone (per quanto io ne sappia) non esistono strumenti analoghi perché impediti dal sistema operativo di base.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alternativa alcuni Browser come Microsoft Edge danno la possibilità già di base di impedire ai tracker dei siti di raccogliere alcune informazioni e lo fanno meglio di altri che invece sono votati proprio alla raccolta delle informazioni stesse.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8197" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/i-social-possono-influenzare-la-mia-mente/image-3-5/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?fit=850%2C585&amp;ssl=1" data-orig-size="850,585" data-comments-opened="1" data-image-title="image-3" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?fit=850%2C585&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=638%2C439&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8197" width="638" height="439" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?w=850&amp;ssl=1 850w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=300%2C206&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=768%2C529&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=640%2C440&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=100%2C69&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=24%2C17&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=36%2C25&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/image-3.png?resize=48%2C33&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L&#8217;unica altra strada, limitatamente a quanto possibile è cercare in ogni singola servizio le opzioni per disabilitare il più possibile la profilazione, per questo consiglio questo articolo di wired <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.wired.it/internet/web/2019/06/01/pubblicita-privacy/" target="_blank">Pubblicità e privacy, come bloccare chi spia i tuoi dati online</a> (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.wired.it/internet/web/2019/06/01/pubblicita-privacy/" target="_blank">https://www.wired.it/internet/web/2019/06/01/pubblicita-privacy/</a>) che si riferisce a Facebook, Google e Twitter o un completo documento redatto dalla Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD) <a href="https://cild.eu/wp-content/uploads/2019/12/Anonimato_In_Rete-1.pdf">Anonimato_In_Rete-1.pdf</a> (<a rel="noreferrer noopener" href="https://cild.eu/wp-content/uploads/2019/12/Anonimato_In_Rete-1.pdf" target="_blank">https://cild.eu/wp-content/uploads/2019/12/Anonimato_In_Rete-1.pdf</a>).<br>Va tenuto conto però che limitando la possibilità di questi servizi di salvare informazioni in genere sarà il servizio stesso a diventare limitato e meno efficace o utile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Altre fonti interessanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A compendio di tutto questo consiglio i seguenti documentari:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.netflix.com/it/title/80117542" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Great Hack &#8211; Privacy violata</a> ottimo documentario sulla questione del controllo dell&#8217;opinione pubblica attraverso i social network nel caso di Cambridge Analytica</li><li><a href="https://www.ted.com/talks/carole_cadwalladr_facebook_s_role_in_brexit_and_the_threat_to_democracy?language=it&amp;fbclid=IwAR26JOOMDrk-EGajW9Wwm0Bk73enFjrF403ykfYa7shRO9g6SWaQl809Cs4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carole Cadwalladr: Il ruolo di Facebook nella Brexit &#8212; e le minacce alla democrazia</a>, un talk TedX sullo stesso tema, spesso citato nel precedente documentario</li><li><a href="https://www.netflix.com/it/title/81254224" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Social Dilemma</a>, un documentario meno accurato e più sensazionalistico che però da una buona idea di cosa è possibile fare attraverso i Social Network. Abusa un po&#8217; di paroloni e della parola Algoritmo (<a href="https://www.staipa.it/blog/lalgoritmo-di-google-lalgoritmo-di-facebook-ma-cose-lalgoritmo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;algoritmo di Google. L&#8217;algoritmo di Facebook. Ma cos&#8217;è l&#8217;algoritmo?</a>) ma preso con le giuste misure può far capire molto.</li></ul>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 15:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
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					<description><![CDATA[Una paura molto comune che serpeggia nella rete è il dubbio che Facebook, Google o altri siti e social network ci spiino. Ma cosa sanno in realtà di noi? Esiste modo di proteggersi da questa loro conoscenza? La risposta semplificata a queste due domande potrebbe essere tutto quello di cui hanno bisogno e no. Ma [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Una paura molto comune che serpeggia nella rete è il dubbio che Facebook, Google o altri siti e social network ci spiino. Ma cosa sanno in realtà di noi? Esiste modo di proteggersi da questa loro conoscenza?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta semplificata a queste due domande potrebbe essere <em>tutto quello di cui hanno bisogno</em> e <em>no</em>. Ma con dei distinguo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzi tutto, questa problematica non è legata solo a questi due colossi. Anche Microsoft, Apple, Twitter, Instagram (che poi è di proprietà di Facebook), WhatsApp (che pure è di proprietà di Facebook), WeChat e probabilmente chiunque altro raccoglie dati allo stesso modo di Facebook e Google, l&#8217;unica differenza è forse la pervasività di uno o dell&#8217;altro. Esistono due metodi per sapere se queste piattaforme usano e sfruttano i nostri dati, il primo metodo è estremamente noioso ed è quello di leggersi le policy di privacy che abbiamo approvato in fase di registrazione</p>



<h4 class="wp-block-heading">Privacy Policy di&#8230;</h4>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://policies.google.com/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google</a>: <a href="https://policies.google.com/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://policies.google.com/?hl=it</a></li><li><a href="https://www.facebook.com/policy.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a>: <a href="https://www.facebook.com/policy.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.facebook.com/policy.php</a></li><li><a href="https://www.apple.com/legal/privacy/en-ww/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Apple</a>: <a href="https://www.apple.com/legal/privacy/en-ww/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.apple.com/legal/privacy/en-ww/</a> </li><li><a href="https://twitter.com/it/privacy"></a><a href="https://twitter.com/it/privacy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Twitter</a>: <a href="https://twitter.com/it/privacy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://twitter.com/it/privacy</a></li><li><a href="https://help.instagram.com/519522125107875" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a>: <a href="https://help.instagram.com/519522125107875" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://help.instagram.com/519522125107875</a></li><li><a href="https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy/?lang=it">WhatsApp</a>: <a href="https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy/?lang=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy/?lang=it</a></li><li><a href="https://www.wechat.com/it/privacy_policy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">WeChat:</a> <a href="https://www.wechat.com/it/privacy_policy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.wechat.com/it/privacy_policy.html</a></li><li><a href="https://telegram.org/privacy?setln=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Telegram</a>: <a href="https://telegram.org/privacy?setln=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://telegram.org/privacy?setln=it</a></li><li><a href="https://signal.org/legal/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Signal</a><a href="https://signal.org/legal/">: </a><a href="https://signal.org/legal/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://signal.org/legal/</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Basta cercare su un qualunque motore di ricerca &#8220;Privacy Policy&#8221; seguito dal nome del servizio a cui siamo interessati. Sono però spesso lunghe, ampollose e di difficile lettura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo metodo è chiedersi: <em>perché è gratis?</em></p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché è gratis?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia purtroppo abbiamo una lunga tradizione di pirateria e di sensazione che tutto debba esserci fornito gratis. Da quando esistono i computer la gran parte di noi ha piratato i software, da Windows, a Photoshop, a Office, a qualunque minuscola utility nella convinzione che tutto <em>costasse troppo</em>. Qui ci sarebbe una enorme parentesi da aprire sui danni che questa filosofia ha fatto all&#8217;industria del software, quella discografica e quella cinematografica, ma il risultato è che oggi quando qualcosa ci viene proposto <em>gratis</em> a noi sembra del tutto normale, quando ci viene proposto a pagamento ci sembra un oltraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro allo sviluppo, alla gestione, al mantenimento di un software invece ci sono dei costi che sono enormi e crescono in base alla quantità di clienti che un prodotto ha. Sviluppare un&#8217;<em>app</em> o un sito non è una cosa che si faccia in pochi minuti e spesso non è una cosa che possa essere fatta in poche persone. Oltre al software specifico ci sono infrastrutture tecnologiche, sistemi di backup, sistemi che garantiscano la <em>business continuity </em>(fare in modo che il sistema funzioni sempre anche a fronte di malfunzionamenti locali) e <em>disaster recovery</em> (fare in modo che anche a fronte di un disastro come un terremoto, un&#8217;alluvione, un&#8217;esplosione nucleare i dati non vengano perduti e si possa ripartire)</p>



<figure data-carousel-extra='{&quot;blog_id&quot;:1,&quot;permalink&quot;:&quot;https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/&quot;}'  class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="487" data-attachment-id="8126" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/bigg-douglas-county-georgia-data-center/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/BigG-Douglas-County-Georgia-data-center.png?fit=1200%2C571&amp;ssl=1" data-orig-size="1200,571" data-comments-opened="1" data-image-title="BigG-Douglas-County-Georgia-data-center" data-image-description="" data-image-caption="" 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<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente più sono i clienti, più il servizio è sparso per il mondo, più è vitale, più i costi aumentano. E dietro a tutto questo ovviamente ci sono persone che si nutrono, vestono e istruiscono figli e pagano case proprio come ognuno di noi.<br>Tutto questo ci viene fornito gratis, e non solo la cosa non ci stupisce ma quando la <em>catena di Sant&#8217;Antonio</em> di turno ci paventa che possano chiederci mezzo euro all&#8217;anno corriamo a condividere col terrore che ci costringano a pagare qualcosa!<br>Diamo perfino per scontato che questi servizi debbano essere sempre attivi e ci lamentiamo o li scherniamo quando hanno dei malfunzionamenti, come se pagassimo per averli sempre attivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è strano?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Facebook uno può pensare sopravviva solamente della pubblicità che ci propina (ma vedremo che non è assolutamente così), cosa si può dire di altri servizi come quelli di messaggistica che di pubblicità non ne mostrano? Sono degli incredibili benefattori?</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Fratelli Grimm nel 700 avevano già provato a spiegarcelo con il racconto di Tremotino ma:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Se non paghi un prodotto, allora il prodotto sei tu</strong>.</p><cite>Questa volta niente autore della citazione, l&#8217;hanno detto in troppi per risalire a un primo.</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Se non stai pagando tu il servizio che ti viene fornito, allora è evidente che il servizio ti viene fornito usando un&#8217;altra fonte di guadagno. Ma se fornirti il servizio non fosse esso stesso la fonte del guadagno perché qualcuno dovrebbe faticare a fornirtelo? Non si sta parlando di enti benefici, di governi che forniscono la sanità pubblica, di grandi benefattori, o di offerte per convincerti a comprare altro, si sta parlando di normali società e aziende a scopo di lucro che forniscono un servizio completamente gratuito. Come è possibile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello su cui vivono sono esattamente i tuoi dati e se temi per l&#8217;uso che ne fanno l&#8217;unico modo per proteggersi è quello di non utilizzarle. Se temi Google dovresti non usare Google (e gli smartphone e tablet Android e gmail eccetera), se temi Apple dovresti non usare iPhone, iPad o un Mac, se temi Microsoft non dovresti usare Windows o Office, se temi Facebook non dovresti usare Whatsapp, Instagram e Facebook&#8230; eccetera.<br>Certo potresti disabilitare alcune funzioni, per esempio disabilitare il GPS del telefono, ma questo ti impedirebbe di usare alcuni servizi, come per esempio il navigatore stradale anche se in realtà <a href="https://www.staipa.it/blog/non-serve-il-gps-per-tracciare-il-tuo-telefono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non serve il GPS per tracciare il tuo telefono</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-1ZN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1ZN</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto torniamo alla domanda iniziale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò di cui hanno bisogno. Il funzionamento di questo genere di servizio è la raccolta massiva di dati. Per ognuno viene creata una sorta di <em>identità digitale</em>, dove vengono raccolte informazioni in maniera del tutto automatizzata. Per fare un esempio io potrei essere iscritto a WhatsApp, essendoci iscritto avrò fornito al servizio tutta la mia rubrica telefonica (spero ne siano tutti consapevoli, altrimenti come farebbero a metterci in contatto con gli amici?), i messaggi sono criptati e non possono essere visionati se non da chi spedisce e da chi legge, nessuno intermediario può leggerli. Ma le connessioni no. Si può sapere qual è il numero che contatto più di frequente, si può sapere gli orari, si può sapere quali contatti nella mia rubrica sono quelli con cui ho relazioni più continuative. Esisterà una identità digitale senza un nome ma con un numero di telefono. Il mio. E con attaccate miriadi di informazioni. <br>Poi mi registrerò a Instagram, o a Facebook, magari inserendo il mio numero. A quel punto quell&#8217;identità digitale presente su WhatsApp comincerà ad avere un nome e un cognome sui server di Facebook. E le mie connessioni di rubrica acquistano nuovi significati, arricchendosi ulteriormente. Una persona registrata su Facebook che avrà fornito la propria rubrica come me verrà identificata come mio conoscente e se per esempio quella è una delle più contattate da me e lavora in una palestra è possibile che io sia interessato alle palestre e divento un buon target a cui inviare pubblicità mirate di quel genere.<br>Nel frattempo, però sarò magari registrato a Instagram arricchendo ancora quella mia <em>identità digitale</em> di dati, connessioni, like.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto è utile a questo fine, ogni infinitesima informazione. Più informazioni ha il servizio migliori target pubblicitari potrà vendere. E se venisse usato in maniera pericolosa o se i dati dovvessero essere parzialmente o totalmente rubati? Non satebbe la prima volta, è già accaduto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A cosa serve l&#8217;<em>identità digitale</em>?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;identità digitale diventerà in pochissimo tempo un mio alter ego con gusti, interessi, conoscenze, legami sentimentali, luoghi preferiti. Più like metto, più interessi esplicito, più cose faccio su questi servizi più la mia identità digitale crescerà diventando il tutto e per tutto simile alla mia identità reale. Non importa a nessun umano di sapere se mi piace il cioccolato o la fragola, se mi piacciono gli uomini o le donne, se guardo porno bdsm o classici Disney. Non ci sarà nessuna persona interessata a conoscere i miei più ludibri segreti. Tuttavia, ci saranno migliaia di servizi pubblicitari interessati a sapere cosa piace a un uomo di 38 anni, che abiti nella mia zona e abbia un profilo psicologico, tecnico, sentimentale simile al mio. Per sapere quali pubblicità mandarmi, per sapere come attirarmi e spingermi a passare più tempo su un dato servizio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c&#8217;è chi utilizzerà quei dati direttamente mandando pubblicità durante l&#8217;uso del servizio come Facebook, o Instagram, c&#8217;è chi avrà solo lo scopo di raccogliere dati e darli all&#8217;azienda madre come WhatsApp a Facebook, c&#8217;è chi creerà un proprio sistema in cui gli inserzionisti possano comprare statistiche per pubblicità o direttamente inserzioni come Facebook e Google.<br>Dati.<br>Grandi dati aggregati ed elaborazioni degli stessi. E pubblicità, pubblicità per comprare, per usare un altro servizio e purtroppo talvolta per convincerci a cosa credere o su cosa votare alle elezioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Qual è la soluzione?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre la conoscenza. Fuggire da questo meccanismo sarebbe impossibile, oggi solo l&#8217;avere uno smartphone implica scendere a compromessi con una di queste grandi aziende.<br>Esistono alternative, ma estremamente marginali, e poi per comunicare con i conoscenti dovremmo comunque usare uno dei sistemi di messaggistica che usano loro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sapere come funzionano queste cose, però, è utile per decidere la quantità e la qualità dei dati che si è disposti a cedere, a imparare a fare un uso maggiormente consapevole dei servizi, a sapere che più forniamo informazioni più loro sanno conoscerci e renderci in qualche modo dipendenti. Non tanto brandendoci con la forza quanto dandoci i contentini di mostrarci in bacheca le cose che ci attirano. Rendendoci conto che <a href="https://www.staipa.it/blog/quando-siamo-estremamente-divisivi-e-probabile-siamo-vittime-di-fake-news/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quando siamo estremamente divisivi è probabile siamo vittime di Fake News</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-20K" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-20K</a>) inviate proprio a noi perché chi le crea sa che proprio a noi piacciono quelle tematiche.<br>Ci sono mille altri <a href="https://www.staipa.it/blog/modi-in-cui-violiamo-la-nostra-privacy-ogni-giorno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">modi in cui violiamo la nostra privacy ogni giorno</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-203">https://wp.me/</a><a href="https://wp.me/pQMJM-203" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pQMJM-203</a>) e la soluzione non è essere terrorizzati ma essere consapevoli di quello che stiamo facendo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bisogna smettere di utilizzare tutto?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se la paura è per il singolo fornitore la risposta è sì. Se hai paura di Facebook non devi usare nessun suo servizio, se hai paura di Google non devi usare nessun suo servizio, esattamente come se hai paura del tuo vicino, non suonare il campanello neanche per chiedere lo zucchero.<br>Tutto il mio articolo è stato focalizzato maggiormente su Facebook e su Google per un motivo preciso, ma in tutto questo voglio ricordare che lo stesso vale per Apple, Twitter, o qualunque altro servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, sul piatto della bilancia va messo anche il servizio che viene fornito. Se prendiamo nuovamente in analisi i due big che ho citato più volte, premesso che stiate regalando loro la stessa quantità di privacy ad uno lo state facendo per ricevere in cambio foto di amici, soddisfazione nel ricevere like, informazione e disinformazione con parecchie problematiche di limpidezza (<a href="https://wp.me/pQMJM-20K">https://wp.me/pQMJM-20K</a>), la possibilità di tenervi in contatto con persone lontane, con l&#8217;altro state ricevendo in cambio, uno dei  migliori motori di ricerca del mondo, un sistema per fare videoconferenze, una suite per l&#8217;ufficio completa, uno dei migliori servizi mail, un servizio di storage online, un sito di pubblicazione di paper e documentazioni scientifiche e per la scuola, un traduttore in decine di lingue, un navigatore satellitare completo con situazione del traffico in tempo reale e tutti i negozi, orari di apertura e recensioni, un sistema di news avanzato e bipartisan&#8230; e molto altro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta ovviamente sta a ognuno di noi. Persona per persona, servizio per servizio.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Nuovo aggiornamento della privacy su WhatsApp (aggiornato 16 gennaio 2021)</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/nuovo-aggiornamento-della-privacy-su-whatsapp/</link>
					<comments>https://www.staipa.it/blog/nuovo-aggiornamento-della-privacy-su-whatsapp/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 10:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Truffe Online]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[WhatsApp]]></category>
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					<description><![CDATA[Originariamente pubblicato il 07/01/2021 alle 23:06 Oggi 7 gennaio 2020 ha iniziato a comparire per tutti gli utenti WhatsApp una richiesta di approvazione unilaterale di nuove policy di privacy. La scelta è tra approvare le modifiche o rimandare l&#8217;approvazione. Nel caso non si sia d&#8217;accordo con le modifiche l&#8217;alternativa è quella di eliminare il proprio [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Originariamente pubblicato il 07/01/2021 alle 23:06</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi 7 gennaio 2020 ha iniziato a comparire per tutti gli utenti WhatsApp una richiesta di approvazione unilaterale di nuove policy di privacy. La scelta è tra approvare le modifiche o rimandare l&#8217;approvazione. Nel caso non si sia d&#8217;accordo con le modifiche l&#8217;alternativa è quella di eliminare il proprio account e smettere di utilizzare l&#8217;applicazione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="568" height="1024" data-attachment-id="8156" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/nuovo-aggiornamento-della-privacy-su-whatsapp/aggiornamento-privacy-whatsapp/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?fit=1080%2C1948&amp;ssl=1" data-orig-size="1080,1948" data-comments-opened="1" data-image-title="aggiornamento-privacy-whatsapp" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?fit=568%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=568%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8156" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=568%2C1024&amp;ssl=1 568w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=166%2C300&amp;ssl=1 166w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=768%2C1385&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=852%2C1536&amp;ssl=1 852w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=266%2C480&amp;ssl=1 266w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=55%2C100&amp;ssl=1 55w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=13%2C24&amp;ssl=1 13w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=20%2C36&amp;ssl=1 20w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?resize=27%2C48&amp;ssl=1 27w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/01/aggiornamento-privacy-whatsapp.jpg?w=1080&amp;ssl=1 1080w" sizes="auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Come di consueto quasi tutti gli utenti avranno accettato la cosa senza porsi il problema di cosa abbiano accettato, esattamente come quando hanno iniziato ad usare l&#8217;applicazione hanno approvato altre policy in fase di registrazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa abbiamo approvato nelle nuove modifiche della privacy di WhatsApp?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come ormai noto WhatsApp è da tempo di proprietà di Facebook. Nell&#8217;agosto 2016 aveva dato scandalo l&#8217;idea che WhatsApp potesse condividere le nostre informazioni proprio con il famoso social network ma era stata inserita nell&#8217;app stessa un&#8217;opzione per impedire che questa condivisione venisse effettuata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa possibilità da oggi è stata tolta. Se un utente continua a voler utilizzare WhatsApp dovrà necessariamente accettare di condividere con Facebook i dati acquisiti dalla stessa, come indicato anche nella nuova <a href="https://www.whatsapp.com/legal/updates/privacy-policy/?lang=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Informativa sulla privacy &#8211; febbraio 2021</a> (<a href="http://www.whatsapp.com/legal/updates/privacy-policy/?lang=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.whatsapp.com/legal/updates/privacy-policy/?lang=it</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viene dichiarato il &#8220;nobile scopo&#8221; di migliorare l&#8217;esperienza utente, dell&#8217;infrastruttura, e della sicurezza, di fatto però si cede una quantità importante di dati che possono avere un valore economico decisamente alto considerato il business principale di Facebook, ossia l&#8217;elaborazione e vendita di dati a fini pubblicitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come al solito</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Se non paghi un prodotto, allora il prodotto sei tu</strong>.</p><cite>Questa volta niente autore della citazione, l’hanno detto in troppi per risalire a un primo.</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;alternativa? Non c&#8217;è. A meno di smettere di utilizzare WhatsApp e convincere tutti i propri cari a fare altrettanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Muore così la promessa di&nbsp;mantenere WhatsApp un’entità separata e indipendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento 09 gennaio 2021</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">WhatsApp ha diramato la notizia che in Europa grazie al GDPR, le informazioni dei cittadini europei non verranno condivise. Resta da chiedersi quali saranno le informazioni condivise e quali no (dato che l&#8217;accettazione è comunque stata richiesta), e per esempio cosa succeda dei dati di comunicazioni tra utenti europei e non.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione non è comunque chiara. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento 15 gennaio 2021</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il garante della privacy sembra aver aperto un&#8217;indagine in quanto la nuova privacy non sembra chiara.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il messaggio con il quale Whatsapp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati, dall’8 febbraio, nei termini di servizio &#8211; in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo &#8211; e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali, sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy<br><br>Per questo motivo il Garante per la protezione dei dati personali ha portato la questione all’attenzione dell’<a href="https://edpb.europa.eu/">Edpb</a>, il Board che riunisce le Autorità privacy europee.<br><br>Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio.<br><br>Tale informativa non appare pertanto idonea a consentire agli utenti di Whatsapp la manifestazione di una volontà libera e consapevole.<br><br>Il Garante si riserva comunque di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.</p><cite><em>Roma, 14 gennaio 2021</em> Fonte: <a href="https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9519943" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Whatsapp: Garante privacy, informativa agli utenti poco chiara.</a> https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9519943</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento 16 gennaio 2021</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">WhatsApp dal suo blog ufficiale fa sapere di aver fatto parzialmente marcia indietro (<a href="https://blog.whatsapp.com/giving-more-time-for-our-recent-update">Abbiamo posticipato la data per accettare i nuovi termini sulla privacy </a>https://blog.whatsapp.com/giving-more-time-for-our-recent-update) dichiarandosi consapevoli della confusione causata. Viene ribadito il fatto che tutte le comunicazioni tra utenti, testo, immagini, audio sono cifrate in maniera tale che è impossibile da parte loro leggerne i contenuti e per tanto venderne i contenuti. Ma questo almeno alle persone del settore era già ampiamente chiaro.<br>A quanto viene dichiarato le modifiche avrebbero effetto per preparare dal punto di vista legale all&#8217;utilizzo delle nuove funzionalità per aziende in arrivo e testualmente &#8220;offre maggiore trasparenza sulle nostre modalità di raccolta e utilizzo dei dati&#8221;, si tratta a quanto pare di modifiche che si rifanno principalmente a chi fa acquisti attraverso WhatsApp (cosa per ora non molto diffusa in Italia) che secondo i loro piani diventerà molto utilizzata nei prossimi mesi, anche per il coinvolgimento di Facebook con <strong>Shopify</strong>, diretto concorrente di Amazon. Gli utenti che non hanno approvato la policy non verranno eliminati come detto precedentemente l&#8217;8 febbraio, tuttavia verrà rilasciata una nuova policy prima del 15 maggio quando entreranno in vigore le suddette nuove funzionalità per le aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va detto comunque che da mesi si parla dell&#8217;eventualità molto probabile che in futuro le chat di WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger verranno unite, per tanto i dati verranno comunque prima o poi riuniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se siete curiosi di sapere quali dati Facebook è in grado di recuperare, anche attraverso WhatsApp, Instagram e altri servizi e se Telegram e Signal siano effettivamente più sicuri e in quale modo lo siano nelle due prossime settimane troverete su questo blog due articoli specifici.</p>
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		<title>Rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 11:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Poleminformatica]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
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		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle ultime settimane si sta riaprendo una domanda che in realtà per gli addetti al settore è trita e ritrita: rimuovere un account social è ledere la libertà di parola? Sinceramente se il problema fosse stato solo la rimozione degli account di Donald Trump non mi sarei neppure messo a scrivere. Ho sempre dato per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nelle ultime settimane si sta riaprendo una domanda che in realtà per gli addetti al settore è trita e ritrita: <strong>rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?</strong> Sinceramente se il problema fosse stato solo la <em>rimozione degli account di Donald Trump</em> non mi sarei neppure messo a scrivere. Ho sempre dato per scontato che chiunque fomenti violenza e possa potenzialmente causare una pesante rivolta popolare con morti e feriti non dovrebbe avere spazio sui media, un po&#8217; come da qualche anno si è smesso di parlare di suicidi, di gente che lancia sassi dal cavalcavia o di altre tematiche che possano creare emulazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A contraddire quella che a me sembra un&#8217;ovvietà, però, capita sempre più spesso di vedere discussioni <em>utenti comuni</em> che ritengono un diritto inalienabile (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani</a>) scrivere sui social qualunque cosa vogliano, invocando il primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti o l&#8217;articolo 21 della costituzione italiana.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances.</p><p><em><strong>Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.</strong></em></p><cite><em>Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d&#8217;America</em> (<a href="https://www.whitehouse.gov/about-the-white-house/the-constitution/">https://www.whitehouse.gov/about-the-white-house/the-constitution/</a>)</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Chi cita il primo emendamento senza sapere cosa sta citando non considera il fatto che in questo contesto specifico parla del fatto che il congresso degli Stati Uniti non debba promulgare leggi che limitino la libertà di parola.<br>Il fatto che un social network blocchi o non blocchi un utente non ha assolutamente nulla a che fare con il congresso degli Stati Uniti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.<br><br>La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.<br><br>Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell&#8217;autorità giudiziaria [<em>cfr. art.<a href="https://www.senato.it/1025?sezione=135&amp;articolo_numero_articolo=111">111 c.1</a></em>] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l&#8217;indicazione dei responsabili.<br><br>In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell&#8217;autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all&#8217;autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s&#8217;intende revocato e privo d&#8217;ogni effetto.<br><br>La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.<br><br>Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.</p><cite><a href="https://www.senato.it/1025?sezione=120&amp;articolo_numero_articolo=21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Costituzione Italiana &#8211; Articolo 21</a> (<a href="https://www.senato.it/1025?sezione=120&amp;articolo_numero_articolo=21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.senato.it/1025?sezione=120&amp;articolo_numero_articolo=21</a>)</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece si attacca all&#8217;articolo 21 della Costituzione Italiana forse sta utilizzando un qualcosa che oltre a essere valido sul nostro territorio sembra scritto in maniera più generale e quindi vagamente più applicabile. Sempre che si ignori la parte in cui si legge &#8220;<em>Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell&#8217;autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l&#8217;indicazione dei responsabili.</em>&#8221; e sicuramente l&#8217;istigazione alla violenza, o alla sommossa popolare anche in Italia rientrano nell&#8217;elenco dei reati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema vero però è che il ricorrere in un modo o nell&#8217;altro alla libertà di espressione sposta l&#8217;attenzione erroneamente dalla realtà dei fatti a una discussione generalista poco attinente.<br>Un social network è di fatto un prodotto che non ci è dato di diritto ma ci è dato come strumento utilizzabile o no. Il proprietario del social network stilla una serie di regole in maniera unilaterale che l&#8217;utente sceglie di accettare o no.<br>Togliere un account da un social network non lede la possibilità di quella persona di esprimere la propria opinione, può esprimerla parlando, lo può fare in piazza, lo può fare su altre piattaforme, lo può fare chiedendo ai giornali di pubblicare una lettera, lo può fare chiedendo di partecipare a trasmissioni televisive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visto così il tutto viene riportato a una dimensione più semplice e naturale. Il fatto che io non possa andare su <em>Rai 1</em> a dire che ci stanno mentendo e in realtà gli attaccapanni sono tutto un complotto per sformare i nostri cappotti e costringerne a comprarne di altri grazie all&#8217;obsolescenza programmata è una violazione della mia libertà di parola o piuttosto nessuno ha voglia di perdere tempo e risorse a pubblicare le mie mattate? <em>Rai 1</em> è obbligato a darmi spazio o ha libertà di scegliere a chi dare parola o meno? Per i social deve valere e vale lo stesso meccanismo.<br>Per quanto possa risultare fastidioso o impopolare <em>Rai 1</em>, come ogni altro mezzo di diffusione di massa, ha il diritto di scegliere, e noi abbiamo il diritto di andare altrove se non ci piace. <br>Questo non lede la libertà di espressione. Se sono uno stronzo, è giusto che qualcuno non voglia pubblicare le mie stronzate. Resto però libero di aprirmi un sito, di scrivere lettere, di pagare qualcuno per farmi pubblicità (se questo sia disposto per soldi a pubblicare le stesse cose), di andare a parlarne in giro, di organizzare manifestazioni pacifiche, di fare raccolte firme, di proporre un referendum&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A privare della libertà di parola sono altre istituzioni, sono governi che avvelenano gli oppositori con il polonio o il novichock (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giornalisti_uccisi_in_Russia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornalisti uccisi in Russia https://it.wikipedia.org/wiki/Giornalisti_uccisi_in_Russia</a>) ,&nbsp;o che li incarcerano e li fanno sparire (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dissidenti_della_Repubblica_popolare_cinese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dissidenti della Repubblica popolare cinese https://it.wikipedia.org/wiki/Dissidenti_della_Repubblica_popolare_cinese</a>), che mandano la polizia e organizzano guerre contro di loro (<a href="https://www.vice.com/it/article/jmybmk/turchia-guerra-contro-i-dissidenti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Turchia finanzia una guerra invisibile contro i suoi dissidenti</a> <a href="https://www.vice.com/it/article/jmybmk/turchia-guerra-contro-i-dissidenti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.vice.com/it/article/jmybmk/turchia-guerra-contro-i-dissidenti</a>).<br>Finché avrete la possibilità di andare a raccontare le vostre cose ai vostri amici, uscire a urlarle, andare al bar a tramandare la <em>fake news</em> o il <em>complotto</em> del momento state tranquilli. La vostra libertà di parola, come quella di Donald Trump è ben salda e viva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se siete qui a raccontarlo e a lamentarvi, la privazione della libertà di parola è <em>evidentemente </em>qualcosa di cui non avete avuto mai esperienza, e se in una discussione arrivate a concludere usando la retorica della libertà di pensiero forse state ammettendo di sostenere una tesi talmente poco convincente che non avete altri elementi a sostengo. </p>
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		<title>Sull&#8217;app di tracciamento per Covid-19</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/sullapp-di-tracciamento-per-covid-19/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 17:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Abuso della tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cambridge Analytica]]></category>
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		<category><![CDATA[Social]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Strani giorni, viviamo strani giorni&#8221; diceva il buon Battiato (https://youtu.be/QPxmw9mqYRY). Su questo non c&#8217;è alcun dubbio. Non lo siamo solo per i fatti storici che stanno accadendo e che ci porteremo avanti nella memoria ma per il fatto che sempre di più le persone si sentono in grado di sentenziare, pontificare, lamentarsi di argomenti che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><br>&#8220;Strani giorni, viviamo strani giorni&#8221; diceva il buon Battiato (<a href="https://youtu.be/QPxmw9mqYRY">https://youtu.be/QPxmw9mqYRY</a>). Su questo non c&#8217;è alcun dubbio. Non lo siamo solo per i fatti storici che stanno accadendo e che ci porteremo avanti nella memoria ma per il fatto che sempre di più le persone si sentono in grado di sentenziare, pontificare, lamentarsi di argomenti che non conoscono, non solo sui social purtroppo ma anche e soprattutto nelle sfere alte che prendono decisioni sulle nostre vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni si parla di app di tracciamento per il virus Covid-19, si parla dell&#8217;utilità, della paura, della privacy, e se ne parla quasi sempre a sproposito. Se è chiaro che chi si lamenta per la privacy e lo fa su un social network come <em>Facebook</em> magari dopo aver accettato le policy di giochini per <em>scoprire che frutto sei</em>, o che hanno usato per settimane app come <em>FaceApp</em> tende a coprirsi di ridicolo, meno lampante è come chi prende in giro gli stessi stia dimostrando una superficialità solo di poco minore. Non mi metterò a rispiegare &#8220;<em><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/perche-a-prendere-in-giro-chi-ti-lancia-allarmi-sulla-privacy-stai-solo-facendo-la-figura-dello-stupido/" target="_blank">Perché a prendere in giro chi ti lancia allarmi sulla privacy stai solo facendo la figura dello stupido.</a></em>&#8220;, anche se chi lancia l&#8217;allarme si lascia violare la privacy più di te, l&#8217;ho gia fatto in un articolo precedente (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/perche-a-prendere-in-giro-chi-ti-lancia-allarmi-sulla-privacy-stai-solo-facendo-la-figura-dello-stupido/" target="_blank">https://wp.me/pQMJM-1I0</a>), è un argomento ormai talmente noioso che non merita molte altre parole.<br>Mi soffermerò invece a riflettere su quanto una simile applicazione si fattibile, e utile, e per tanto quanto abbia senso investirci realmente allo stato delle cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto vorrei ricordate alcuni dei precedenti tentativi tecnologici realizzati dal nostro governo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Portale italia.it</strong>: è stato un portale costato 45 milioni di euro, fatto come poteva fare un ragazzino delle medie con WordPress, fallito dopo pochi mesi (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.wired.it/economia/business/2014/09/11/italia-it-redazione/" target="_blank">https://tinyurl.com/y8wemcfm</a>)</li><li><strong>Posta certificata gov</strong>: un servizio di posta certificata gratuita per tutti fornita dal governo, ora non riesco a ritrovarne i costi ma anche questo fu un servizio stra pagato, con il piccolo difetto che invece di essere una posta certificata come tutte le altre poteva comunicare solo con pochi indirizzi governativi scelti. Ovviamente è naufragato brutalmente. (<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/04/posta-certificata-rivoluzione-di-brunetta-finisce-con-maxi-flop/398471/">https://tinyurl.com/y9wy2au9</a>)</li><li><strong>Sito INPS:</strong> Non serve che vi ricordi tutto l&#8217;accaduto ma potete trovare tutte le informazioni che avete dimenticato nelle ultime due settimane in Internet (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.punto-informatico.it/inps-ddos-azure-akamai-cache/" target="_blank">https://tinyurl.com/y9o5b642</a>)</li><li>Varie ed eventuali che tutti abbiamo provato: a me hanno cambiato il nome della via e sono dovuto andare io in anagrafe, fornitori elettricità gas e acqua, ufficio rifiuti eccetera ad avvisare che la mia via aveva cambiato nome, per dire.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che ci aspettiamo è che in poche settimane lo stesso governo, che ora sta litigando sull&#8217;app di tracciatura sia in grado di fornire un servizio che abbia almeno questi requisiti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Sapere che i dati sono al sicuro (<strong>INPS </strong>ha appena avuto la più grossa fuga di dati di sempre <a href="https://www.altalex.com/session/set/?returnurl=https%3a%2f%2fwww.altalex.com%2fdocuments%2fnews%2f2020%2f04%2f02%2finps-grave-data-breach&amp;sso=2NPQ447NIRFJK9AHOP9RTI6F14">https://tinyurl.com/yakav53e</a>)</li><li>Elabori in tempi accettabili gli spostamenti di 60 milioni di persone (<strong>INPS </strong>ha appena avuto un blocco totale solo per mostrare i dati delle partite iva che in Italia sono meno di 4 milioni <a href="https://www.varesenews.it/2020/03/sito-inps-sovraccarico-protesta-dei-consulenti-del-lavoro/915706/">https://tinyurl.com/ya5db8om</a>)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi immagino siano i requisiti che si aspetta un utente medio. Un informatico richiederebbe sicuramente almeno:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Chi custodirà i dati e con quale sicurezza?</li><li>Cosa verrà fatto dei dati una volta finita l&#8217;emergenza?</li><li>Quando l&#8217;app segnala che tu sei passato vicino ad un potenziale positivo cosa devi fare? Perché se passi accanto alla fila del supermercato ad esempio hai grandissime probabilità di passare accanto a un positivo e bassissime di essere contagiato.</li><li>Come garantire che un contagiato installi l&#8217;app e si autodenunci considerato che per molti significa perdere il lavoro con contratto temporaneo che magari gli permette di portare a casa il pane?</li><li>Se l&#8217;installazione è volontaria come garantire che la installi un numero sufficiente di persone? Grazie al senso etico di persone che lasciano mascherine e guanti per terra davanti ai supermercati? (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.google.com/search?q=mascherine+guanti+per+terra&amp;sxsrf=ALeKk01jXhOZzhN9hF8T0zc0cEqtzqeXIA:1587401615923&amp;source=lnms&amp;tbm=nws&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjF_brru_foAhXKQEEAHSceCd8Q_AUoBHoECAsQBg&amp;biw=1638&amp;bih=730" target="_blank">https://tinyurl.com/ybf2ylgr</a> )</li><li>Come gestire tecnicamente l&#8217;enorme mole di dati in arrivo da un app del genere? Il governo è in grado di mettere su un infrastruttura come quella di Google o di Apple?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finito con i punti più importanti mi tocca comunque tornare a fare due parole sulla privacy:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi continua con i &#8220;Google già ci traccia, cosa cambia se ci traccia anche il governo?&#8221; vorrei ricordare che lo stesso potrebbe e dovrebbe fare per gli evasori fiscali, quelli che non pagano le tasse che servono per gli ospedali e le terapie intensive. Non lo fa. Come mai?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso no, non siamo tutti tracciati perché a google non interessa quando stai andando dal dermatologo per una malattia venerea, o quando vai a denunciare in un consultorio un atto di violenza subito in casa, o una gravidanza inaspettata, o quando vai dall&#8217;amante. Questa app sarebbe costretta a saperlo, e in caso di problemi di privacy simili a quelli di INPS potrebbero saperlo molte altre persone. Ma non solo, quando tua moglie, tuo marito, il tuo compagno, possono sapere che tu eri dall&#8217;amante solo perché l&#8217;app ha scoperto che sei potenzialmente contagioso per essere potenzialmente stato a casa sua perché l&#8217;altro è passato dalla fila del supermercato chi glie lo spiega cosa ci facevi lì?<br>Basta spegnere il telefono o l&#8217;app quando fai queste cose, giusto?<br>E allora stai rendendo inutile l&#8217;app stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo basta? No. Perché Google, Facebook, Apple non hanno la tua cartella medica, l&#8217;app che si propone sì. E siamo sicuri che tutti siano vogliosi di dire ad un app gestita da server come quelli INPS di aver avuto malattie sessualmente trasmissibili, o di avere un solo testicolo o di avere qualche brutto male?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi qual è la soluzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non ce l&#8217;ho ma non significa che perché non ho una soluzione non abbia senso ascoltare le critiche: se avete un problema e la soluzione che vi viene fornita è sbagliata non apprezzate comunque che vi venga detto?<br>Almeno potete cercare soluzioni migliori, più adatte. Magari prendendo seriamente in considerazione di coinvolgere gli esperti del settore invece di far parlare tra loro politici che pensano che la tecnologia siano i selfie su Instagram, le frasette sagaci su Twitter e le dirette su Facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è detto che una soluzione tecnologica non ci sia, ma questa, allo stato delle cose mi sembra rischi di essere l&#8217;ennesimo buco in cui buttare soldi e poi trovarsi tra le mani un progetto fallimentare.</p>
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		<title>La democrazia della paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2019 14:38:10 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Parlo spesso della privacy, lancio allarmi, cerco di spiegare. Non lo faccio solo io, lo fanno in tanti, ma l&#8217;uso che le persone continuano ad avere dei social mostra palesemente quanto tali allarmi siano assolutamente ignorati dalla gran parte della popolazione. Purtroppo è anche facile comprendere che proprio chi sta ignorando questo genere di allarmi è esattamente il target delle azioni che sono state fatte per il controllo dell&#8217;opinione pubblica.<br>Ho citato più volte il caso di Cambridge Analytica che secondo le indagini sembra aver agito prevalentemente sulla campagna di Trump e su quella della Brexit.<br>&#8220;The Great Hack &#8211; Privacy violata&#8221; è un documentario presente su Netflix (<a href="https://www.netflix.com/it/Title/80117542">https://www.netflix.com/it/Title/80117542</a>) che credo sia fondamentale sia guardato. Le mie parole, i miei allarmi, possono non contare nulla, come quelli di tanti professionisti del settore che come me lo stanno lanciando ma generalmente quando qualcosa è su Netflix appare improvvisamente più interessante anche per le masse.<br>Consiglio di guardarlo con attenzione e ricordare che non è tanto il COSA è stato fatto, ne il QUANDO, ma il metodo con cui è stato fatto che dovrebbe inquietarci. Ed è guardando il nostro recente passato, le notizie false e i dati falsi che sono stati dati su immigrazione e reati per immetterci la paura che dovrebbe farci fare un parallelo con quanto accaduto con  Cambridge Analytica.<br>Quel documentario racconta molto di ognuna di quelle persone che prende sotto gamba la privacy, racconta molto di quelli che si informano attraverso le condivisioni sui social, raccontano molto su quanto la nostra democrazia sia in pericolo.<br>Guardatelo. Pensateci prima di seguire la corrente delle prossime campagne elettorali, pensateci prima di votare. Fatelo con la vostra testa e non con quello con cui venite bombardati.</p>
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		<title>Perché a prendere in giro chi ti lancia allarmi sulla privacy stai solo facendo la figura dello stupido.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 13:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni si parla particolarmente di FaceApp, e della sua privacy. Dopo il consueto scoppio della mania da parte dell&#8217;utente medio, gli esperti hanno alzato scudi e spade e suonato decine di allarmi. Il risultato è stato come sempre che chi non sa nulla dell&#8217;argomento si ritiene più intelligente e si sente in diritto [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni si parla particolarmente di FaceApp, e della sua privacy. Dopo il consueto scoppio della mania da parte dell&#8217;utente medio, gli esperti hanno alzato scudi e spade e suonato decine di allarmi. Il risultato è stato come sempre che chi non sa nulla dell&#8217;argomento si ritiene più intelligente e si sente in diritto di prendere in giro chi da esperto pone determinate questioni. Probabilmente FBI negli stati uniti e il nostro Garante per la privacy sono anche loro dei pivelli stupidi meno intelligenti dei leoni da tastiera dato che entrambi hanno aperto indagini sull&#8217;argomento (<a href="https://web.archive.org/web/20220825193607/https://www.huffingtonpost.it/entry/faceapp-mette-a-rischio-la-privacy-la-denuncia-del-senatore-usa-schumer-allfbi_it_5d304b11e4b004b6adab881e/">https://tinyurl.com/y5yhubts</a>).<br>Forse neppure il fatto che ormai moltissimi Smatphone e computer vengano sbloccati con la faccia del proprietario e che questo uso stia andando sempre più di moda preoccupa mentre state dando la vostra faccia ad un sistema in grado di elaborare in così poco tempo un immagine di quel livello. Perché se non ci avete fatto caso non è il vostro smarphone ad avere quella potenza di calcolo, per fare un lavoro del genere la vostra foto viene inviata ad un datacenter remoto, all&#8217;estero che a quanto pare non rispetta nulla delle leggi sulla privacy che gli espertoni che state snobbando hanno costruito per proteggervi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma sì, a chi possono interessare i miei dati?</strong> Questa è l&#8217;obbiezione più tipica e stupida da cui parte tutto. Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.<br>Uno studio ad esempio è stato fatto dalla <a href="https://onlinemba.unc.edu/">University of North Carolina Kenan-Flagler Business School</a> che ha sviluppato una comodo <span class="removed_link" title="https://onlinemba.unc.edu/news/data-brokers-infographic/">grafico </span>a riguardo.</p>





<p class="wp-block-paragraph">Troppo lungo e noioso da leggere suppongo, giusto? Riassumendo si parla di <strong>426 milioni di dollari</strong> nel 2012, ottenuti dai cosiddetti <em>Data broker</em>, ossia aziende si occupano di raccogliere informazioni personali sui consumatori correlandoli e recuperandoli da fonti pubbliche (o meno pubbliche) per rivenderle a società che si occupano di vendere o pubblicizzare prodotti. E non significa solo prodotti come le scarpe della Lelli Kelly. Significa anche <strong>la vostra assicurazione sulla vita</strong>. <strong>Il vostro mutuo</strong>. <strong>Il finanziamento per pagare l&#8217;università ai vostri figli</strong>. Significa un controllino prima di firmare un contratto di qualche genere con voi. Avete una buona aspettativa di vita? Siete davvero in grado di pagare quel mutuo o siete degli spendaccioni? Significa poter valutare se affidarvi un lavoro importante, magari anche solo perché avete una posizione politica non popolare in azienda. Quante volte vorreste saperne di più su qualcuno? Voi state dando questa possibilità a qualcun&#8217;altro su di voi stessi. Sono indirizzi mail, indirizzi di casa da cui si può risalire al catasto a redditi, numeri di telefono che possono collegare persone tra loro nelle rubriche, o peggio se siete stupidi. Perché allora potrebbero avere anche il vostro stato di salute, quanti soldi consumate in vacanze, quanti in macchinoni e vestiti, quando siete a casa e quando no, la vostra abitudine al gioco d&#8217;azzardo, quella all&#8217;uso di sostanze stupefacenti, il numero e l&#8217;età dei vostri figli e dove vanno a scuola, . E purtroppo non è complottismo, sono <strong>426 milioni di dollari</strong> di business nel 2012. Cresciuto sicuramente nel frattempo grazie al vostro <strong>ma sì, a chi possono interessare i miei dati?</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima ho scritto &#8220;<em>Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.</em>&#8221; Se tutto va bene. E se invece no?<br>Il grande incubo di tutti i complottisti. Il controllo mentale. Sto esagerando? Forse volutamente un po&#8217; ma poco diverso è stato il caso Cambridge Analytica (<a href="https://www.ilpost.it/2018/03/19/facebook-cambridge-analytica/">https://tinyurl.com/y7mgr3by</a>) e non veniva neppure da un&#8217;app russa senza controlli di privacy di cui FBI e Codacons si sono preoccupati, veniva da Facebook. Allora il social network più attivo, amato e conclamato. Come è funzionato lo scandalo?  Cambridge Analytica era una dei tanti Data Broker che vanno a riempire quei  <strong>426 milioni di dollari</strong> di business. Non particolarmente più conosciuta di altre. Era riuscita ad ottenere da Facebook un enorme quantità di dati sugli utenti americani, le loro idee, i loro gusti, le loro posizioni politiche eccetera. Lo aveva fatto con quelle bellissime app dentro al social network dove rispondi a domande e poi condividi con gli amici i risultati. Sai quelle cose divertenti che ti piace fare e che poi ti dicono che sei una persona intelligente, sempre in grado di risolvere problemi e generosa con le persone che ami? Quelle lì. E cosa ci faceva con tutti questi dati? Profili psicometrici. E come sono stati usati? Torniamo alla frase di apertura di questa parte di articolo:  &#8220;<em>Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.</em>&#8221; Se tutto va bene. E se invece no? Se invece no bombardare le singole persone appartenenti ad un gruppo di messaggi mirati. Esagero, ma non troppo: fare arrivare pubblicità di Trump a chi dal profilo psicometrico poteva apparire del Ku Klux Klan con messaggi di odio e la sua foto. Nessun&#8217;altro di nessun&#8217;altra categoria l&#8217;avrebbe notato. Far arrivare pubblicità di Trump agli imprenditori dicendo che Trump sarebbe stata la soluzione. Nessun&#8217;altro di nessuno categoria l&#8217;avrebbe notato. Ad ogni categoria il messaggi perfetto mirato. Quanto potere dà nelle mani? Forse non è controllo mentale ma di certo è influenza dell&#8217;opinione pubblica. <br>Ma è successo?<br>Nel 2016,  Steve Bannon&nbsp;manager della campagna elettorale di Trump spinse per avere una  collaborazione con Cambridge Analytica per la gestione della raccolta dati per la campagna elettorale. Ne era stato per altro vicepresidente in passato. Non sappiamo con certezza come poi questa collaborazione sia andata se non il fatto che Trump puntò gran parte del budget sulla promozione in internet. Partì poi un processo che si concluse con un nulla di fatto per assenza di prove. Si dà il caso purtroppo che i social network non abbiano previsto un modo per vedere quali pubblicità erano state visualizzate da quale utente. In pratica il sistema è fatto in modo che le prove non possano in nessun modo esistere.<br>Emerse però l&#8217;uso di grandi quantità di account fasulli gestiti in maniera automatica che diffondevano post, notizie false e contenuti negativi nei confronti di Hilary Clinton.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Guardian ha dedicato un inchiesta (<a href="https://www.theguardian.com/technology/2017/may/07/the-great-british-brexit-robbery-hijacked-democracy">https://tinyurl.com/y5xaka84</a>) sullo stesso meccanismo che pare possa essere stato applicato nella fase precedente al voto per la Brexit. Ad ognuno il motivo proprio motivo valido per votare a favore. Per ogni gruppo sociale il motivo specifico per farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nostro piccolo anche in Italia sono stati usati automatismi per creare post di consensi automatici da un nostro esponente politico come racconta (<a href="https://www.davidpuente.it/blog/2018/01/24/tweet-automatici-della-lega-nord-su-twitter-un-matteo-salvini-strepitoso-su-la7-siete-daccordo/">https://tinyurl.com/y2hkrjco</a>) David Puente (<a href="https://www.davidpuente.it/blog/">https://www.davidpuente.it</a>), debunker informatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sì ma io avevo solo fatto una foto divertente&#8230;</strong> se sei arrivato a leggere fino a qui e se questa è la tua conclusione, beh. Auguri allora. Continua pure così. Ah e mi raccomando, fidati solo di chi non è del settore. Gli informatici ti vogliono solo manipolare.<br>&#8230;ah. No, aspetta&#8230;</p>
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		<title>Come smettere di ricevere SMS pubblicitari da Vodafone (e forse altri operatori)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2017 16:12:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come molti altri sono stato per qualche tempo cliente di Vodafone, e come molti altri dopo aver cambiato operatore telefonico ho cominciato a ricevere SMS pubblicitari per convincermi a tornare in Vodafone. Nel tempo ho provato a telefonare al 190, ha mandare lettere di reclamo e altre strade e nessuna ha sortito l&#8217;effetto sperato. Stanco [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Come molti altri sono stato per qualche tempo cliente di <strong>Vodafone</strong>, e come molti altri dopo aver cambiato operatore telefonico ho cominciato a ricevere SMS pubblicitari per convincermi a tornare in Vodafone. Nel tempo ho provato a telefonare al 190, ha mandare lettere di reclamo e altre strade e nessuna ha sortito l&#8217;effetto sperato. Stanco di ricevere sms su sms alla fine ho provato a scrivere pubblicamente sulla loro <a href="https://www.facebook.com/login/?next=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvodafoneit%2F">pagina Facebook</a>, per provare a richiedere il blocco dell&#8217;invio degli SMS per il rientro in Vodafone. Ovviamente con il mio stile&#8230;<br>Finalmente ho ricevuto risposte:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="620" height="798" data-attachment-id="4551" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-smettere-di-ricevere-sms-pubblicitari-da-vodafone-e-forse-altri-operatori/smettere-di-ricevere-pubblicita-da-vodafone/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?fit=620%2C798&amp;ssl=1" data-orig-size="620,798" data-comments-opened="1" data-image-title="Smettere di ricevere pubblicità da Vodafone" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?fit=620%2C798&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?resize=620%2C798&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4551" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?w=620&amp;ssl=1 620w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?resize=233%2C300&amp;ssl=1 233w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?resize=373%2C480&amp;ssl=1 373w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?resize=78%2C100&amp;ssl=1 78w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?resize=19%2C24&amp;ssl=1 19w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?resize=28%2C36&amp;ssl=1 28w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone.jpg?resize=37%2C48&amp;ssl=1 37w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver scritto a loro via chat fornendo il mio numero di telefono ho ricevuto un sms sul numero con scritto &#8220;Ciao, rispondi a questo messaggio scrivendo ACCETTO seguito dal Codice Numerico che ti abbiamo inviato tramite Facebook&#8221;, al quale ho risposto appunto &#8220;ACCETTO 1xxxxx&#8221;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="656" height="591" data-attachment-id="4553" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/come-smettere-di-ricevere-sms-pubblicitari-da-vodafone-e-forse-altri-operatori/smettere-di-ricevere-pubblicita-da-vodafone-2-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?fit=656%2C591&amp;ssl=1" data-orig-size="656,591" data-comments-opened="1" data-image-title="Smettere di ricevere pubblicità da Vodafone 2" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?fit=656%2C591&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?resize=656%2C591&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4553" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?w=656&amp;ssl=1 656w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?resize=300%2C270&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?resize=533%2C480&amp;ssl=1 533w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?resize=100%2C90&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?resize=24%2C22&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?resize=36%2C32&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/08/Smettere-di-ricevere-pubblicit%C3%A0-da-Vodafone-2.jpg?resize=48%2C43&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><br>A quanto pare ora non ricevo più sms pubblicitari da parte di Vodafone e mi sono liberato da quella che sembrava una ex morosa disperata alla ricerca di riallacciare un rapporto.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Occidentali’s Karma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2017 15:13:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quest&#8217;anno non ho guardato il festival di Sanremo, in genere nei giorni successivi mi prendo la briga di ascoltare i brani a posteriori e qualche anno mi sono messo a recensirli uno ad uno con cattiverie taglienti o complimenti nei brani dove fosse necessario. Sono sempre critico sulla qualità dei brani quasi mai all&#8217;altezza di essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno non ho guardato il festival di Sanremo, in genere nei giorni successivi mi prendo la briga di ascoltare i brani a posteriori e qualche anno mi sono messo a recensirli uno ad uno con cattiverie taglienti o complimenti nei brani dove fosse necessario. Sono sempre critico sulla qualità dei brani quasi mai all&#8217;altezza di essere memorabili, se non per uno o due pezzi l&#8217;anno.<br />
Quest&#8217;anno ha vinto questa &#8220;Occidentali’s karma&#8221; di questo Francesco Gabbani che non avevo mai sentito nominare prima. Dal mio punto di vista nessun problema, non ho visto il festival, non ho sentito la canzone, sopravviveremo tutti. Ed invece no. Persone che tutti questi giorni parlavano di Sanremo insultandolo e dicendo che non lo guardano sanno in diretta la notte stessa chi ha vinto, e sanno che è una canzone di merda. Perché sa Sanremo escono solo canzoni di merda. E perché è troppo orecchiabile.</p>
<p>Ora, prima di proseguire vorrei che chi è interessato a leggersi il seguito di questo articolo si ascolti il brano, e per ascoltare non intendo subire passivamente ma ascoltare. Ascoltarne il testo, provare a capirne il significato.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="550" height="310" src="https://www.youtube.com/embed/-OnRxfhbHB4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>Bene.  Adesso, e solo adesso che lo avete ascoltato vi prego di proseguire la lettura.<span id="more-4243"></span></p>
<p>Ripeto di non aver ascoltato nessun&#8217;altro brano, non so che cosa abbia cantato di magnifico la Mannoia, non so cosa abbia cantato nessuno ma vorrei riflettere con quello che so di questo brano, senza denigrare gli altri. Anche se mi permetto di dire che se avesse vinto la Mannoia probabilmente vi sareste lamentati che non vince mai nessuno di nuovo.<br />
Il brano è orecchiabile, estremamente orecchiabile, troppo orecchiabile. Tipico da tormentone estivo o pubblicità di qualche operatore telefonico, tipico da &#8220;lo sentiremo un milione di volte in radio&#8221;, il problema è che per veicolare un messaggio in Italia oggi nel periodo dei &#8220;virarle&#8221; l&#8217;unico modo reale è esattamente questo. Rivestire il prodotto in una confezione estremamente vendibile e apparentemente superficiale. Le persone non hanno voglia di riflettere. Credo che il processo che stia accadendo sia simile a &#8220;Fuori dal tunnel&#8221; di Caparezza che prendeva in giro le discoteche e le serate da discotecari e veniva ballata nelle discoteche dai discotecari che ascoltavano il ritmo senza ascoltane il testo.<br />
Bene, per i più pigri, e so che ce ne sono che non hanno ascoltato il brano neanche dal video qui sopra consiglio per l&#8217;ultima volta di apprezzare il testo che trovate qui sotto.</p>
<p><em>Essere o dover essere</em><br />
<em> il dubbio amletico contemporaneo</em><br />
<em> come l’uomo del neolitico</em><br />
<em> nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo</em><br />
<em> intellettuali nei caffè, internettologi</em><br />
<em> soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi</em></p>
<p><em>L’intelligenza è démodé</em><br />
<em> risposte facili, dilemmi inutili</em><br />
<em> AAA cercasi (cerca si)</em><br />
<em> storie dal gran finale</em><br />
<em> sperasi (spera si)</em><br />
<em> comunque vada panta rei</em><br />
<em> and singing in the rain</em></p>
<p><em>Lezioni di Nirvana</em><br />
<em> c’è il Buddha in fila indiana</em><br />
<em> per tutti un’ora d’aria, di gloria</em><br />
<em> la folla grida un mantra</em><br />
<em> l’evoluzione inciampa</em><br />
<em> la scimmia nuda balla</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> la scimmia nuda balla</em><br />
<em> occidentali’s karma</em></p>
<p><em>Piovono gocce di Chanel</em><br />
<em> su corpi asettici</em><br />
<em> mettiti in salvo</em><br />
<em> dall’odore dei tuoi simili</em><br />
<em> tutti tuttologi col web</em><br />
<em> coca dei popoli</em><br />
<em> oppio dei poveri</em><br />
<em> AAA cercasi (cerca si)</em><br />
<em> umanità virtuale</em><br />
<em> sex appeal (sex appeal)</em><br />
<em> comunque vada panta rei</em><br />
<em> and singing in the rain</em></p>
<p><em>Lezioni di Nirvana</em><br />
<em> c’è il Buddha in fila indiana</em><br />
<em> per tutti un’ora d’aria, di gloria</em><br />
<em> la folla grida un mantra</em><br />
<em> l’evoluzione inciampa</em><br />
<em> la scimmia nuda balla</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> la scimmia nuda balla</em><br />
<em> occidentali’s karma</em></p>
<p><em>Quando la vita si distrae</em><br />
<em> cadono gli uomini</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> la scimmia si rialza</em><br />
<em> namastè alè</em></p>
<p><em>Lezioni di Nirvana</em><br />
<em> c’è il Buddha in fila indiana</em><br />
<em> per tutti un’ora d’aria, di gloria</em><br />
<em> la folla grida un mantra</em><br />
<em> l’evoluzione inciampa</em><br />
<em> la scimmia nuda balla</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> occidentali’s karma</em><br />
<em> la scimmia nuda balla</em><br />
<em> occidentali’s karma</em></p>
<p>E poi ci si lamenta che a Sanremo ci sono solo testi melensi sull&#8217;ammmmòre. Credo di non sentire in un brano <em>mainstream</em> un testo così ben costruito e efficace da anni. Una critica ironica ma feroce sul nostro utilizzo dei social, di internet per cercare le risposte, questo sentirsi filosofi perché si condividono frasette per lo più con citazioni errate, questo ricercare filosofia e risposte in internet finendo per navigare su facebook invece di leggere un buon libro, la folla che grida un mantra condividendo a caso cose.<br />
Io sinceramente lo trovo pazzesco. Trovo che la vittoria di Sanremo da parte di un testo del genere sia un passo avanti enorme per la kermesse, e spero (anche se sono abbastanza sicuro che sia così) che chi lo ha votato e scelto lo abbia fatto per il testo, non come molti di quelli che lo denigrano che lo fanno probabilmente per la musicalità senza scendere in profondità.</p>
<p>Non trovo il senso di schierarsi come tifosi a favore o contro a priori senza analizzare, riflettere ragionare, non trovo senso schierarsi a priori contro Sanremo perché fa moda essere contro, e non trovo senso schierarsi contro questo brano perché è ballabile e commerciale quando probabilmente ci si schiererebbe contro anche se vincesse il classico brano sanremese solo perché al contrario è il classico brano sanremese. Ma si sa, oggi bisogna schierarsi, urlare, come la scimmia nuda che balla.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ho Windows 8 ma come faccio a….</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 16:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Staipa Product]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[Windows 8 è un ottimo sistema, stabile e veloce, ma l’impatto non sempre è dei più immediati. Spesso viene da chiedersi “come faccio a…?” Intanto partiamo dal fatto che chiameremo interfaccia “modern” la nuova grafica che ora è andata a sostituire il vecchio menu start, e chiameremo interfaccia “desktop” la classica visualizzazione con il nostro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Windows 8 è un ottimo sistema, stabile e veloce, ma l’impatto non sempre è dei più immediati. Spesso viene da chiedersi “come faccio a…?” Intanto partiamo dal fatto che chiameremo interfaccia “modern” la nuova grafica che ora è andata a sostituire il vecchio menu start, e chiameremo interfaccia “desktop” la classica visualizzazione con il nostro sfondo e le nostre icone vecchio stile. Per quanto riguarda la modalità Desktop funziona tutto come è sempre funzionato, per la modalità “modern” basti sapere che nella barra a destra, attivabile con “<strong>Tasto Windows + C</strong>” o andando con il mouse tutto a destra compaiono tutte le varie impostazioni. Le impostazioni variano da programma a programma, quindi ogni nuovo programma che apriamo è cosa buona guardarne le impostazioni nell’apposito spazio. Andando con il mouse nella zona alta dello schermo in un programma in modalità modern possiamo trascinare verso il basso la schermata e dividere in due lo schermo. In questo modo potremo visualizzare due applicazioni o un’applicazione e il desktop nella stessa vista. Chiameremo questa modalità “split screen” Andando invece con il mouse nell’angolo in alto a sinistra apparirà la “Task bar” che permette di scegliere quale programma già aperto mostrare o di passare alla vista Desktop Alcuni programmi, come quello per le mail o i vari per la messaggistica mostreranno delle notifiche del tipo “Ti è arrivata una mail da tizio”, “Caio ti ha scritto da Facebook”, questo rende comodo accorgersi di determinati eventi. Premendo il tasto destro in qualsiasi punto di una applicazione Modern si aprirà in basso una barra con le funzioni del programma stesso. Nella modalità desktop in basso compare la cosiddetta “barra delle applicazioni” che contiene le icone dei programmi che più ci interessa raggiungere in fretta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi tasti di scelta rapida</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Premere questo tasto</th><th>Per</th></tr></thead><tbody><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+iniziare a digitare</div>
</div>
</td><td>
<div>Eseguire ricerche nel PC</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+più (+) o CTRL+meno (-)</div>
</td><td>
<div>Ingrandire o ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+rotellina di scorrimento</div>
</td><td>
<div>Ingrandire o ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+C</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire gli accessi In un’app, aprire i comandi per l’app</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+F</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Cerca per cercare file</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+H</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Condividi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+I</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Impostazioni</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+K</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Dispositivi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+O</div>
</div>
</td><td>
<div>Bloccare l’orientamento dello schermo, verticale o orizzontale</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+Q</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire una ricerca globale o in un’app aperta (se l’app supporta questo tipo di ricerca)</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+S</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire ricerche in Windows e nel Web</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+W</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Cerca per cercare impostazioni</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+Z</div>
</div>
</td><td>
<div>Mostrare i comandi disponibili nell’app
<p>&nbsp;</p>
<div>
<div>
<div>
<h3>Nota</h3>
<ul>
<li>Per visualizzare alcune impostazioni e opzioni, è inoltre possibile passare all’accesso alle impostazioni&nbsp;quando l’app è aperta.</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+BARRA SPAZIATRICE</div>
</div>
</td><td>
<div>Cambiare la lingua di input e il layout della tastiera</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+CTRL+BARRA SPAZIATRICE</div>
</div>
</td><td>
<div>Modificare un input precedentemente selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+TAB</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+CTRL+TAB</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+MAIUSC+TAB</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop) in ordine inverso</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+MAIUSC+PUNTO (.)</div>
</div>
</td><td>
<div>Ancorare un’app sulla sinistra</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+PUNTO (.)</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app aperte</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ESC</div>
</td><td>
<div>Interrompere o chiudere l’attività corrente</div>
</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tasti di scelta rapida generici</h2>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Premere questo tasto</th><th>Per</th></tr></thead><tbody><tr><td>
<div>F1</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la Guida</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F2</div>
</td><td>
<div>Rinominare l’elemento selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F3</div>
</td><td>
<div>Cercare un file o una cartella</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F4</div>
</td><td>
<div>Visualizzare l’elenco della barra degli indirizzi in Esplora file</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F5</div>
</td><td>
<div>Aggiornare la finestra attiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F6</div>
</td><td>
<div>Passare da un elemento a un altro in una finestra o sul desktop</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F10</div>
</td><td>
<div>Attivare la barra dei menu nell’app attiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+F4</div>
</td><td>
<div>Chiudere l’elemento attivo o uscire dall’app attiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+ESC</div>
</td><td>
<div>Passare da un elemento a un altro nell’ordine in cui sono stati aperti</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+lettera sottolineata</div>
</td><td>
<div>Eseguire il comando per la lettera in questione</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+INVIO</div>
</td><td>
<div>Visualizzare le proprietà dell’elemento selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+BARRA SPAZIATRICE</div>
</td><td>
<div>Visualizzare il menu di scelta rapida per la finestra attiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+freccia SINISTRA</div>
</td><td>
<div>Tornare indietro</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+freccia DESTRA</div>
</td><td>
<div>Inoltrare</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+PGSU</div>
</td><td>
<div>Spostarsi indietro di una schermata</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+PGGIÙ</div>
</td><td>
<div>Spostarsi avanti di una schermata</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+TAB</div>
</td><td>
<div>Spostarsi tra le app aperte, eccetto le app desktop</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+F4</div>
</td><td>
<div>Chiudere il documento attivo nelle app che consentono di avere più documenti aperti contemporaneamente</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+A</div>
</td><td>
<div>Selezionare tutti gli elementi in un documento o una finestra</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+C (o CTRL+INS)</div>
</td><td>
<div>Copiare l’elemento selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+D (o CANC)</div>
</td><td>
<div>Eliminare l’elemento selezionato e spostarlo nel Cestino</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+R (o F5)</div>
</td><td>
<div>Aggiornare la finestra attiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+V (o MAIUSC+INS)</div>
</td><td>
<div>Incollare l’elemento selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+X</div>
</td><td>
<div>Tagliare l’elemento selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+Y</div>
</td><td>
<div>Eseguire di nuovo un’operazione</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+Z</div>
</td><td>
<div>Annullare un’operazione</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+più (+) o CTRL+meno (-)</div>
</td><td>
<div>Ingrandire o ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+rotellina di scorrimento del mouse</div>
</td><td>
<div>Modificare le dimensioni delle icone del desktop o ingrandire/ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+freccia DESTRA</div>
</td><td>
<div>Spostare il cursore all’inizio della parola successiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+freccia SINISTRA</div>
</td><td>
<div>Spostare il cursore all’inizio della parola precedente</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+freccia GIÙ</div>
</td><td>
<div>Spostare il cursore all’inizio del paragrafo successivo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+Freccia SU</div>
</td><td>
<div>Spostare il cursore all’inizio del paragrafo precedente</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+ALT+TAB</div>
</td><td>
<div>Utilizzare i tasti di direzione per spostarsi tra tutte le app aperte</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+tasto di direzione (per spostare un elemento)+Barra spaziatrice</div>
</td><td>
<div>Selezionare più elementi singoli in una finestra o sul desktop</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+MAIUSC con un tasto di direzione</div>
</td><td>
<div>Selezionare un blocco di testo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+ESC</div>
</td><td>
<div>Aprire la schermata Start</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+MAIUSC+ESC</div>
</td><td>
<div>Aprire Gestione attività</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+MAIUSC</div>
</td><td>
<div>Cambiare il layout di tastiera quando ne sono disponibili diversi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+BARRA SPAZIATRICE</div>
</td><td>
<div>Attivare o disattivare Input Method Editor (IME) in cinese</div>
</td></tr><tr><td>
<div>MAIUSC+F10</div>
</td><td>
<div>Visualizzare il menu di scelta rapida per l’elemento selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>MAIUSC con un tasto di direzione</div>
</td><td>
<div>Selezionare più di un elemento in una finestra o sul desktop oppure selezionare testo all’interno di un documento</div>
</td></tr><tr><td>
<div>MAIUSC+CANC</div>
</td><td>
<div>Eliminare l’elemento selezionato senza spostarlo nel Cestino</div>
</td></tr><tr><td>
<div>Freccia destra</div>
</td><td>
<div>Aprire il menu successivo a destra o aprire un sottomenu</div>
</td></tr><tr><td>
<div>Freccia sinistra</div>
</td><td>
<div>Aprire il menu successivo a sinistra o chiudere un sottomenu</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ESC</div>
</td><td>
<div>Interrompere o chiudere l’attività corrente</div>
</td></tr></tbody></table></figure>



<div>
<h2>Tasti di scelta rapida con tasto Windows&nbsp;.</h2>
</div>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Premere questo tasto</th><th>Per</th></tr></thead><tbody><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+F1</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire Guida e supporto tecnico di Windows</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;</div>
</div>
</td><td>
<div>Mostrare o nascondere la schermata Start</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+B</div>
</div>
</td><td>
<div>Impostare lo stato attivo per l’area di notifica</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+C</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire gli accessi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+D</div>
</div>
</td><td>
<div>Mostrare e nascondere il desktop</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+E</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire Esplora file</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+F</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire il pulsante di accesso rapido Cerca e cercare file</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+H</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Condividi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+I</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Impostazioni</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+K</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Dispositivi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+L</div>
</div>
</td><td>
<div>Bloccare il PC o cambiare contatto</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+M</div>
</div>
</td><td>
<div>Ridurre a icona tutte le finestre</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+O</div>
</div>
</td><td>
<div>Bloccare l’orientamento del dispositivo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+P</div>
</div>
</td><td>
<div>Scegliere una modalità di visualizzazione della presentazione</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+Q</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire ricerche ovunque o all’interno dell’app aperta (se l’app supporta questo tipo di ricerca)</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+R</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire la finestra di dialogo&nbsp;Esegui</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+S</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire ricerche in Windows e nel Web</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+T</div>
</div>
</td><td>
<div>Passare da un’app all’altra sulla barra delle applicazioni</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+U</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire Centro accessibilità</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+V</div>
</div>
</td><td>
<div>Passare da una notifica all’altra</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+V</div>
</div>
</td><td>
<div>Passare da una notifica all’altra in ordine inverso</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+W</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’accesso Cerca e cercare impostazioni</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+X</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire il menu dei&nbsp;collegamenti rapidi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+Z</div>
</div>
</td><td>
<div>Mostrare i comandi disponibili nell’app
<p>&nbsp;</p>
<div>
<div>
<div>
<h3>Nota</h3>
<ul>
<li>Per visualizzare alcune impostazioni e opzioni, è inoltre possibile passare all’accesso alle impostazioni&nbsp;quando l’app è aperta.</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+,</div>
</div>
</td><td>
<div>Visualizzare temporaneamente il desktop</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+PAUSA</div>
</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la finestra di dialogo&nbsp;Proprietà del sistema.</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+CTRL+F</div>
</div>
</td><td>
<div>Cercare PC in una rete</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+M</div>
</div>
</td><td>
<div>Ripristinare le finestre ridotte a icona sul desktop</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+numero</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire il desktop e avviare l’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero. Se l’app è già in esecuzione, si passerà a tale app.</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+numero</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire il desktop e avviare una nuova istanza dell’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+CTRL+numero</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire il desktop e passare all’ultima finestra attiva dell’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+ALT+numero</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire il desktop e aprire la Jump List per l’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+CTRL+MAIUSC+numero</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire il desktop e aprire come amministratore una nuova istanza dell’app nella posizione indicata sulla barra delle applicazioni</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+TAB</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+CTRL+TAB</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+TAB</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop) in ordine inverso</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+CTRL+B</div>
</div>
</td><td>
<div>Passare all’app per cui è stato visualizzato un messaggio nell’area di notifica</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+freccia SU</div>
</div>
</td><td>
<div>Ingrandire la finestra</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+freccia GIÙ</div>
</div>
</td><td>
<div>Rimuovere l’app corrente dallo schermo o ridurre a icona la finestra del desktop</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+freccia SINISTRA</div>
</div>
</td><td>
<div>Ingrandire la finestra dell’app o del desktop sul lato sinistro dello schermo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+freccia DESTRA</div>
</div>
</td><td>
<div>Ingrandire la finestra dell’app o del desktop sul lato destro dello schermo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+HOME</div>
</div>
</td><td>
<div>Ridurre a icona tutte le finestre del desktop tranne quella attiva (ripristinare tutte le finestre se premuti di nuovo)</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+freccia SU</div>
</div>
</td><td>
<div>Allungare la finestra del desktop verso la parte superiore e inferiore dello schermo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+freccia GIÙ</div>
</div>
</td><td>
<div>Ripristinare/ridurre a icona le finestre attive del desktop in verticale, mantenendo invariata la larghezza</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+freccia SINISTRA o DESTRA</div>
</div>
</td><td>
<div>Spostare un’app o una finestra sul desktop da un monitor a un altro</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+BARRA SPAZIATRICE</div>
</div>
</td><td>
<div>Cambiare la lingua di input e il layout della tastiera</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+CTRL+BARRA SPAZIATRICE</div>
</div>
</td><td>
<div>Modificare un input precedentemente selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+INVIO</div>
</div>
</td><td>
<div>Aprire l’Assistente vocale</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+MAIUSC+PUNTO (.)</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app aperte</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+PUNTO (.)</div>
</div>
</td><td>
<div>Selezionare una alla volta le app aperte</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+/</div>
</div>
</td><td>
<div>Avviare la riconversione IME</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+ALT+INVIO</div>
</div>
</td><td>
<div>Apri WindowsMedia Center</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+più (+) o meno (-)</div>
</div>
</td><td>
<div>Eseguire lo zoom avanti o indietro tramite la Lente di ingrandimento</div>
</td></tr><tr><td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+ESC</div>
</div>
</td><td>
<div>Chiudere la Lente di ingrandimento</div>
</td></tr></tbody></table></figure>



<div>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Tasti per le finestre di dialogo</h2>
</div>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Premere questo tasto</th><th>Per</th></tr></thead><tbody><tr><td>
<div>F1</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la Guida</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F4</div>
</td><td>
<div>Visualizzare gli oggetti nell’elenco attivo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+TAB</div>
</td><td>
<div>Passare alle schede successive</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+MAIUSC+TAB</div>
</td><td>
<div>Tornare alle schede precedenti</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+numero&nbsp;(da 1 a 9)</div>
</td><td>
<div>Passare all’ennesima&nbsp;scheda</div>
</td></tr><tr><td>
<div>TAB</div>
</td><td>
<div>Passare alle opzioni successive</div>
</td></tr><tr><td>
<div>MAIUSC+TAB</div>
</td><td>
<div>Tornare alle opzioni precedenti</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+lettera sottolineata</div>
</td><td>
<div>Eseguire il comando o selezionare l’opzione associata a tale lettera</div>
</td></tr><tr><td>
<div>BARRA SPAZIATRICE</div>
</td><td>
<div>Selezionare o deselezionare la casella di controllo se l’opzione attiva è una casella di controllo</div>
</td></tr><tr><td>
<div>BACKSPACE</div>
</td><td>
<div>Aprire la cartella di livello superiore rispetto a quella selezionata nella finestra di dialogo&nbsp;Salva con nome&nbsp;oApri</div>
</td></tr><tr><td>
<div>Tasti di direzione</div>
</td><td>
<div>Selezionare un pulsante se l’opzione attiva è un gruppo di pulsanti di opzione</div>
</td></tr></tbody></table></figure>



<div>
<h2>Tasti per navigare in Esplora risorse</h2>
</div>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Premere questo tasto</th><th>Per</th></tr></thead><tbody><tr><td>
<div>ALT+D</div>
</td><td>
<div>Selezionare la barra degli indirizzi</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+E</div>
</td><td>
<div>Selezionare la casella di ricerca</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+F</div>
</td><td>
<div>Selezionare la casella di ricerca</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+N</div>
</td><td>
<div>Aprire una nuova finestra</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+W</div>
</td><td>
<div>Chiudere la finestra visualizzata</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+rotellina di scorrimento del mouse</div>
</td><td>
<div>Modificare le dimensioni e l’aspetto delle icone dei file e delle cartelle</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+MAIUSC+E</div>
</td><td>
<div>Visualizzare tutte le sottocartelle della cartella selezionata</div>
</td></tr><tr><td>
<div>CTRL+MAIUSC+N</div>
</td><td>
<div>Creare una nuova cartella</div>
</td></tr><tr><td>
<div>BLOC NUM+asterisco (*)</div>
</td><td>
<div>Visualizzare tutte le sottocartelle della cartella selezionata</div>
</td></tr><tr><td>
<div>BLOC NUM+più (+)</div>
</td><td>
<div>Visualizzare il contenuto della cartella selezionata</div>
</td></tr><tr><td>
<div>BLOC NUM+meno (-)</div>
</td><td>
<div>Comprimere la cartella selezionata</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+P</div>
</td><td>
<div>Visualizzare il riquadro di anteprima</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+INVIO</div>
</td><td>
<div>Aprire la finestra di dialogo&nbsp;Proprietà&nbsp;per l’elemento selezionato</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+freccia DESTRA</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la cartella successiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+freccia SU</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la cartella in cui si trova la cartella corrente</div>
</td></tr><tr><td>
<div>ALT+freccia SINISTRA</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la cartella precedente</div>
</td></tr><tr><td>
<div>BACKSPACE</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la cartella precedente</div>
</td></tr><tr><td>
<div>Freccia destra</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la selezione corrente se è compressa oppure selezionare la prima sottocartella</div>
</td></tr><tr><td>
<div>Freccia sinistra</div>
</td><td>
<div>Comprimere la selezione corrente se è espansa oppure selezionare la cartella in cui si trova la cartella corrente</div>
</td></tr><tr><td>
<div>FINE</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la parte inferiore della finestra attiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>HOME</div>
</td><td>
<div>Visualizzare la parte superiore della finestra attiva</div>
</td></tr><tr><td>
<div>F11</div>
</td><td>
<div>Ingrandire o ridurre a icona la finestra attiva</div>
</td></tr></tbody></table></figure>



<div>
<div>
<div>
<div>
<h2>Tasti da utilizzare per la barra delle applicazioni in modalità Desktop</h2>
</div>
<table summary="Tasti di scelta rapida per utilizzare gli elementi sulla barra delle applicazioni">
<thead>
<tr>
<th>Premere questo tasto</th>
<th>Per</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>
<div>MAIUSC+clic su un pulsante della barra delle applicazioni</div>
</td>
<td>
<div>Aprire un’app o accedere rapidamente a un’altra istanza dell’app</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+MAIUSC+clic su un pulsante della barra delle applicazioni</div>
</td>
<td>
<div>Aprire un’app come amministratore</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>MAIUSC+clic con il pulsante destro del mouse su un pulsante della barra delle applicazioni</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare il menu Finestra relativo all’app</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>MAIUSC+clic con il pulsante destro del mouse su uno dei pulsanti raggruppati della barra delle applicazioni</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare il menu Finestra relativo al gruppo</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+clic su uno dei pulsanti raggruppati della barra delle applicazioni</div>
</td>
<td>
<div>Passare da una finestra all’altra del gruppo</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>



<div>
<h4>&nbsp;</h4>
<h2>Tasti di accesso per la modalità accessibile di Windows utile per ipovedenti</h2>
<div>
<div>
<table summary="Tasti di scelta rapida per le tecnologie per l'accessibilità di Windows">
<thead>
<tr>
<th>Premere questo tasto</th>
<th>Per</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>
<div>MAIUSC di destra per otto secondi</div>
</td>
<td>
<div>Attivare o disattivare Filtro tasti</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT di sinistra+MAIUSC di sinistra+STAMP</div>
</td>
<td>
<div>Attivare o disattivare Contrasto elevato</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT di sinistra+MAIUSC di sinistra+BLOC NUM</div>
</td>
<td>
<div>Attivare o disattivare Controllo puntatore</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>MAIUSC cinque volte</div>
</td>
<td>
<div>Attivare o disattivare Tasti permanenti</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC NUM per cinque secondi</div>
</td>
<td>
<div>Attivare o disattivare Segnali acustici</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;+U</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Aprire Centro accessibilità</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>



<div>
<h4>&nbsp;</h4>
<div>
<h2>Tasti di scelta rapida per lo zoom di Windows</h2>
<table summary="Tasti di scelta rapida da utilizzare con Lente di ingrandimento">
<thead>
<tr>
<th>Premere questo tasto</th>
<th>Per</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+più (+) o meno (-)</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Eseguire lo zoom avanti o indietro</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+ALT+BARRA SPAZIATRICE</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare un’anteprima del desktop in modalità a schermo intero</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+ALT+D</div>
</td>
<td>
<div>Passare alla modalità ancorata</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+ALT+F</div>
</td>
<td>
<div>Passare alla modalità a schermo intero</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+ALT+I</div>
</td>
<td>
<div>Invertire i colori</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+ALT+L</div>
</td>
<td>
<div>Passare alla modalità lente</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+ALT+R</div>
</td>
<td>
<div>Ridimensionare la lente</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+ALT+tasti di direzione</div>
</td>
<td>
<div>Eseguire la panoramica seguendo i tasti di direzione</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+ESC</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Chiudere la Lente di ingrandimento</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>



<div>
<h2>Tasti di scelta rapida per l’assistente vocale di Windows</h2>
<div>
<div>
<table summary="Tasti di scelta rapida da utilizzare con l'Assistente vocale">
<thead>
<tr>
<th>Premere questo tasto</th>
<th>Per</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>
<div>BARRA SPAZIATRICE o INVIO</div>
</td>
<td>
<div>Attivare l’elemento corrente</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>TAB e tasti di direzione</div>
</td>
<td>
<div>Spostarsi nello schermo</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL</div>
</td>
<td>
<div>Interrompere la lettura</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+D</div>
</td>
<td>
<div>Leggere l’elemento</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+M</div>
</td>
<td>
<div>Iniziare la lettura</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+H</div>
</td>
<td>
<div>Leggere il documento</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+V</div>
</td>
<td>
<div>Ripetere la frase</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+W</div>
</td>
<td>
<div>Leggere la finestra</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+PGSU o PGGIÙ</div>
</td>
<td>
<div>Aumentare o diminuire il volume della voce</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+più (+) o meno (-)</div>
</td>
<td>
<div>Aumentare o diminuire la velocità della voce</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+BARRA SPAZIATRICE</div>
</td>
<td>
<div>Eseguire l’azione predefinita</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+FRECCIA SINISTRA o DESTRA</div>
</td>
<td>
<div>Passa all’elemento precedente o successivo</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+F2</div>
</td>
<td>
<div>Mostrare i comandi per l’elemento corrente</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC premuto due volte in rapida successione</div>
</td>
<td>
<div>Attivare o disattivare BLOC MAIUSC</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>BLOC MAIUSC+ESC</div>
</td>
<td>
<div>Chiudere l’Assistente vocale</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">Tasti di scelta rapida da utilizzare con il visualizzatore della Guida.</h2>



<div>
<table summary="Tasti di scelta rapida da utilizzare con il visualizzatore della Guida">
<thead>
<tr>
<th>Premere questo tasto</th>
<th>Per</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>
<div>F3</div>
</td>
<td>
<div>Spostare il cursore nella casella di ricerca</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>F10</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare il menu Opzioni</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>HOME</div>
</td>
<td>
<div>Spostarsi all’inizio di un argomento</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>FINE</div>
</td>
<td>
<div>Spostarsi alla fine di un argomento</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT+freccia SINISTRA</div>
</td>
<td>
<div>Tornare all’argomento visualizzato in precedenza</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT+freccia DESTRA</div>
</td>
<td>
<div>Passare all’argomento successivo già visualizzato in precedenza</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT+HOME</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare la home page della Guida e supporto tecnico</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT+A</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare la pagina del servizio clienti</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT+C</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare il Sommario</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>ALT+N</div>
</td>
<td>
<div>Visualizzare il menu Impostazioni di connessione</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+F</div>
</td>
<td>
<div>Eseguire una ricerca nell’argomento corrente</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>CTRL+P</div>
</td>
<td>
<div>Stampare un argomento</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>



<div>
<h4>Tasti di scelta rapida per ridisporre le app con interfaccia Modern.</h4>
<div>
<div>
<div>
<div>
<div>
<ul>
<li>
<div>Tieni premuto il tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;per l’intero processo di ridisposizione delle app: dall’avvio della modalità di ridisposizione e durante i vari comandi. Al termine della ridisposizione, solleva il dito dal tasto logo Windows&nbsp;&nbsp;per selezionare la disposizione corrente.</div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
<table summary="Tasti di scelta rapida per ridisporre le app moderne">
<thead>
<tr>
<th>Premere questo tasto</th>
<th>Per</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+. (punto)</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Attivare la modalità di ridisposizione e selezionare app o separatori in più monitor</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+freccia SINISTRA</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Spostare il separatore dell’app verso sinistra</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+freccia DESTRA</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Spostare il separatore dell’app verso destra</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+freccia SU</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Ingrandire l’app</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+freccia GIÙ</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Chiudere l’app</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div>
<div>Tasto logo Windows&nbsp;+ESC</div>
</div>
</td>
<td>
<div>Uscire dalla modalità di ridisposizione</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte http://windows.microsoft.com/it-it/windows-8/keyboard-shortcuts</p>



<h3 class="wp-block-heading">Puoi leggere Ho Windows 8 ma come faccio a…. meglio sul bLog originale: Staipa Product!</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di utilizzo del materiale di questo blog, si prega di riportarne la fonte, grazie.<br><a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/deed">Materiale protetto da licenza Creative Commons</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3479</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Perché ho smesso di scrivere</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/perche-ho-smesso-di-scrivere/</link>
					<comments>https://www.staipa.it/blog/perche-ho-smesso-di-scrivere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 18:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Polemipolitica]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni mi sono interrogato sul mio scrivere, anzi per l&#8217;esattezza sul mio non scrivere.Perché non scrivo?Non sento più il bisogno di scrivere?Talvolta si, ma è ciò che vorrei scrivere a bloccarmi, o meglio chi leggerebbe e non trovo sensato scrivere solo per me, perché ciò che è scritto lo è per essere letto.La [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni mi sono interrogato sul mio scrivere, anzi per l&#8217;esattezza sul mio non scrivere.<br>Perché non scrivo?<br>Non sento più il bisogno di scrivere?<br>Talvolta si, ma è ciò che vorrei scrivere a bloccarmi, o meglio chi leggerebbe e non trovo sensato scrivere solo per me, perché ciò che è scritto lo è per essere letto.<br>La vita è più frenetica, il tempo è meno, vivere da soli ti lascia determinate libertà ma contemporaneamente ti porta via molti tempi morti un tempo utilizzabili per creare, scrivere, comporre, suonare.<br>L&#8217;età fa calare <a href="/blog/il-mio-mondo-di-scrivere-e-cambiato/">determinati impeti letterari</a> ma neppure questa ne è la causa.<br>Un tempo la mia vita era più &#8220;tumultuosa&#8221; come quella di ogni adolescente o ragazzo e amavo creare &#8220;mondi&#8221; immaginari o pseudo reali ed applicarli alla realtà del momento, scrivere cose struggenti ed applicarle a realtà non necessariamente tali, scrivere racconti o pezzi poetici da psico killer e camuffarli da rabbia adolescenziale, scrivere di uno sguardo incontrato per strada come fosse l&#8217;amore di una vita, magari applicarlo ad uno sguardo di persona reale ma non necessariamente corrispondente per giustificare il mio scrivere d&#8217;un amore che in realtà non esisteva.<br>Era semplice una volta immaginato -profilato- qualcosa di struggente trovare una situazione a cui applicarlo e quindi scriverlo già su una data situazione, era semplice data un immagine nella mente renderla reale su un volto, su un luogo, su qualcosa che rendesse l&#8217;immagine poetica una poetica realtà.<br>Ora il mondo attorno a me è cambiato, complice l&#8217;età, complice una stabilità (psicologica e sentimentale, dato che quella lavorativa decisamente non è per ora).<br>Scrivere un <a href="/blog/del-suo-sorriso-della-bellezza/">racconto sul sorriso di una donna</a>, o l&#8217;immagine di un ricordo di un <a href="/blog/category/racconti/page/2/">istante modificato nel tempo</a>,&nbsp; mi espone al dover spiegare alle persone che ho accanto da dove venga tale immagine, a inventare sia il sorriso della persona che ho accanto o a giustificare perché non lo sia,&nbsp; scrivere del sentimento di <a href="/blog/assenza/">vuoto ed assenza</a> dato dalla mancanza di qualcuno mi espone a dover giustificare da dove venga questo desiderio di scriverlo, a inventare a chi applicarlo per quietare almeno parzialmente il dubbio, l&#8217;incredulità del fatto che possa non essere applicato a nulla di reale se non al ricordo di ricordi, o a un sogno estemporaneo.<br>Scrivere una parafrasi di <a href="/blog/la-genesi-dalla-bibbia-secondo-me/">passi della Bibbia</a> mi espone al dubbio di blasfemia, da giustificare di fronte ai ragazzi che educo nello scoutismo, o più probabilmente ai loro genitori che al giorno d&#8217;oggi attraverso Facebook possono vedere praticamente tutto, compreso questo post.<br>Lo scrivere un <a href="https://www.staipa.it/blog/alex-pt1/">racconto cyberpunk</a> con la cultura che ci sta dietro legata a modi di dire volgari che lo rendono tale mi espone a sua volta agli stessi rischi, scrivere un <a href="/blog/acino/">racconto di morte</a> invece espone al preconcetto che uno sia psicopatico, che non possa educar ragazzi, che stia male e vada educato quando magari è solo il parto di un sogno, o della visione di un film, o di un&#8217;innocente riflessione sulla morte, ma in passato ho scritto e non pubblicato cose ben peggiori che ai miei occhi sono sfoghi, o provocazioni ma agli occhi di una fidanzata, di un genitore, di un datore di lavoro risultano essere tradimenti, sintomi di violenza, mancanza di rispetto.<br>Poco importa se tutto ciò sia alternato con consigli su come cercare di avere un&#8217;informazione non di parte, o se provo a dimostrare l&#8217;esistenza dell&#8217;anima si può pensar di me che io creda d&#8217;esser arrivato chissà dove o essere chissà chi.<br>Infine se talvolta scrivo cose più <a href="/blog/vite/">filosofiche sulla vita</a>, o cose <a href="/blog/sulla-felicita/">sulla felicità</a>, indubbiamente meno interpretabili, eppure a volerla tirar tutta tra le righe ci possono essere lì più pezzi della mia vita vera di quanto ce ne siano nel resto di quanto scrivo, ma non è sempre e solo questo che scrivo o che trovo da scrivere.<br>Io credo non di &#8220;scrivere&#8221; ma di &#8220;trovar qualcosa da scrivere&#8221; trovarlo dove? Nell&#8217;aria, nel mondo, sotto il cuscino, sotto il tappetino dell&#8217;ascensore di lavoro, nella tua tasca, lo trovo lì.<br>E poi io stesso rileggendomi mi chiedo <a href="/blog/rileggermi-scrivere-rileggermi-io-non-sono-me/">chi abbia scritto ciò che ho trovato da scrivere</a>, estraniandomi completamente da me, dal perché ho scritto da cosa ho scritto, dimenticando chi sia lo scrittore.<br>E da tutto questo nasce un ulteriore dubbio, diatriba, una dicotomia del pensiero, perché questo stesso scritto può essere compreso in fondo o può essere lasciato a un livello che mi indichi semplicemente come paranoico.<br>Quindi in definitiva la domanda è perché non scrivo?<br>Per che non scrivo o per chi non scrivo?<br>Non scrivo per chi mi chiede perché scrivo, non scrivo su chi sbaglia a cercare come interpretare ciò i miei scritti, non scrivo per chi quando descrivo un volto si sofferma a pensare a chi sia quel volto e non alla poesia che voglio esprimere, per chi quando scrivo di un amore vuole sapere se quell&#8217;amore esista&nbsp; e non si sofferma a goderne semplicemente l&#8217;immaginario, non scrivo per chi quando descrivo un sentimento mi chiede a chi sia diretto e non si limiti a provare a viverlo per nessuno o tutti o chi vuole come lo vivo io scrivendolo, al contrario non scrivo per chi quando scrivo rabbia e insulti si sente offeso invece di chiedersi a cosa e chi siano rivolti e perché, non scrivo per chi non ha la capacità di astrarre dal conoscermi e non riesca a leggere un mio racconto horror, cyberpunk o splatter come leggerebbe il racconto di uno scrittore sconosciuto.<br>Non scrivo in definitiva per chi giudica e chi legge ciò che scrivo non per quello che scrivo ma per conoscere cose che non vi sono scritte.</p>
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		<title>Fogli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 16:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Fogli, carta bianco giallastra di un quaderno con la copertina nera. Parole vergate di nero in fretta o lentamente, seguirne la velocità, comprenderne i dubbi, l&#8217;animo, i pensieri. Non credo ci sia nulla come una lettera di carta, un quaderno scritto per te, nel tempo, in quanto tempo ci vuole, ragionato, ricco di cancellature. Vorrei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fogli, carta bianco giallastra di un quaderno con la copertina nera.<br />
Parole vergate di nero in fretta o lentamente,<br />
seguirne la velocità, comprenderne i dubbi,<br />
l&#8217;animo,<br />
i pensieri.</p>
<p>Non credo ci sia nulla come una lettera di carta, un quaderno scritto per te, nel tempo, in quanto tempo ci vuole, ragionato, ricco di cancellature.<br />
Vorrei fare un filmato di come scrivo al computer, forse sarebbe l&#8217;unica soluzione per rendere davvero soddisfacente la scrittura sul web.</p>
<p>Tanti anni or sono, prima dei bLog (andrebbe con la L maiuscola&#8230; viene da Web Log) prima di Skype, di MSN, mySpace, Facebook, quando ICQ si stava espandendo questo aveva un sistema di scrittura oggi considerato bizzarro.<br />
ICQ non è altro (perché esiste ancora) che un sistema di messaggistica immediata analogo a MSN, Skype e gli altri, ma all&#8217;epoca aveva una funzione di chat che permetteva di vedere in tempo reale quello che scriveva l&#8217;altra persona.<br />
Lettera per lettera.<br />
Vedevi se faceva un errore e tornava indietro, si leggevano le indecisioni, le insicurezze, se entrambi scrivevano entrambi si leggevano contemporaneamente, in due parti diverse delle finestre.<br />
Si perdeva lo scripta manent? No! Perché nei log restava la scrittura come era stata fatta, potevi rivedere come l&#8217;altro aveva scritto, non solo COSA ma COME, QUANDO, velocemente o lentamente, o in modo sicuro, o insicuro, vedere le cancellature, era uno scrivere vivo, forse addirittura più vivo della carta, uno scrivere dialogando, uno scrivere senza le incomprensioni che le chat e gli sms portano ora, era uno scrivere simile al parlare dove scrivi in diretta senza minuti di pausa di riflessione, uno scrivere più nudi, più veri, più vivi.<br />
Ecco mi manca.<br />
Mi manca almeno per scrivere con le persone che amo, con le persone con cui vorrei condividere i miei istanti ma vivono lontane, con le persone con cui non posso parlare ogni volta che voglio e che non hanno il tempo di scrivere lettere di carta, di carta vera e parole e con cui non posso vivere di sorrisi, di voce e di sguardi.</p>
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		<title>Il mio blog e Facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:58:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Ora]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[stupidolandia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un problema comune di chi importa il proprio blog su Facebook è che le persone commentano su facebook invece che sul blog e poi il blog risulta privo di commenti&#8230;. Lavorando a Stupidolandia ho trovato una cosa stupenda! Da ora potete commentare finché volete su Facebook e i vostri commenti appariranno anche sul bLog!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un problema comune di chi importa il proprio blog su Facebook è che le persone commentano su facebook invece che sul blog e poi il blog risulta privo di commenti&#8230;.<br />
Lavorando a Stupidolandia ho trovato una cosa stupenda!<br />
Da ora potete commentare finché volete su Facebook e i vostri commenti appariranno anche sul bLog!</p>
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