Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Sul Bullismo e sul Cyberbullismo

Tempo di lettura 3 minuti

Il bullismo è un tema sempre di moda. Aggiungendoci poi l’uso pericoloso o sconsiderato della tecnologia il cyberbullismo ne è la naturale estensione. Si tratta di un tema che ho a cuore da sempre e che tratto periodicamente nei miei articoli e praticamente in qualsiasi occasione debba parlare di tecnologia con dei ragazzi.

Se devo parlarne in termini generici, e non legati alla tecnologia mi piace sempre ricordare il monologo sul Bullismo fatto da una ragazzina che ho conosciuto tanti anni fa durante l’attività di capo scout, è già nell’articolo Il bullismo visto da dentro e come una vittima può cambiare il mondo. (https://short.staipa.it/qgte8) dove racconto un po’ di più le mie emozioni a vivere l’esperienza di sentire il monologo ma lo riporto anche qui.

Ecco… Allora, io inizio.

Insomma…
Immaginate di essere su un aereo.
L’aereo precipita.

Dovete lanciarvi con il paracadute.

Il paracadute però si rompe (si stringe nelle spalle come a dire… “capita”, vuole far sorridere)
E voi precipitate.

Precipitate nell’acqua per fortuna.
Ma poi vi guardate attorno e siete in mezzo ad un branco di squali.
 (Improvvisamente è seria, non si capisce bene se stia ancora scherzando)

Siete entrati alle medie.

Le scuole medie non sono un posto facile dove vivere. Voi entrate e vi trovate con tante persone che non conoscete. Conta come vi vestite, cosa dite, cosa vi piace e tutti sono lì a guardarvi e giudicarvi.
Un giorno arrivi vestito sbagliato, che non sei alla moda o che non hai le scarpe giuste e sei finito.

E poi non importa più chi sei, quello che fai, cosa pensi.
Conta come ti vesti, se segui la moda oppure no, se guardi le cose che guardi e cosa no.

Poi un giorno, tu sei fan di un gruppo di cinque ragazzini che cantano, sì insomma, li conoscerete tutti gli One Direction.
Beh, ecco, insomma succede che un giorno Zayn lascia il gruppo, tu arrivi in classe e qualcuno ti sbatte in faccia il giornale.
Capisci? Non è che ti dicono qualcosa, che ti rivolgono la parola. Entri in classe e ti sbattono in faccia il giornale letteralmente. Niente altro.

E così vai avanti. Tra quelli che ti sbattono il giornale in faccia, quelli che ti prendono in giro, quelli che ti ignorano perché non ti piacciono le cose che piacciono a loro.
E ti rendi conto che sei in una vasca di squali.
Tutti pronti a mangiarti.

Poi dopo tre anni finalmente le medie finiscono.
A quel punto devi fare un altro salto. Un salto enorme.

Fate un salto enorme e poi siete nella vostra nuova classe, in prima superiore. Entrate e vi trovate con tante persone che non conoscete.

Viviamo in un mondo in cui sembrare forti è l’obbiettivo principale, lo dimostrano molti dei nostri politici (La narrazione della prepotenza (e dell’ignoranza) https://short.staipa.it/n1jbn) che invece di collaborare passano il tempo a offendere e fare schermaglie, lo dimostrano i film che vanno per la maggiore in cui grandi eroi invincibili raramente hanno fragilità psicologiche (si lo so che alcuni più di nicchia ne hanno a pacchi), lo dimostrano le pubblicità, lo dimostrano i social in cui ognuno cerca di mostrare il lato bellissimo della propria normalissima.

Ma perché ci siano i forti devono esserci i deboli. Perché i forti possano mostrare la loro forza, devono esserci deboli su cui mostrarla.
Già solo lo sfoggio di vite fintamente bellissime sui social finisce per creare ansia e depressione a chi non sopporta tutta questa -finta– bellezza concentrata nella vita degli altri (https://short.staipa.it/4lek6).

I tempi in cui Ulisse, forse il più grande eroe di tutti i tempi, poteva permettersi di piangere regolarmente (Sull’Odissea, su Ulisse, sull’uomo moderno https://short.staipa.it/4uizb) sono andati ormai nel dimenticatoio. I tempi in cui per essere uomo, non serviva essere bullo ma bastava essere intelligente, sensibile, coraggioso di un coraggio che non era non avere paura ma tentare di affrontarla con i mezzi che si ha, sono andati.

Lo sono per sempre?
Mi auguro di no.

Mi auguro che nel tempo, leggendo quello che sul bullismo le persone scrivono, tornino i veri eroi. Quelli che non sono i bulli. Perché è in quello spazio che oggi forse le persone considerano mediocrità che stanno gli eroi. L’eroe sei tu che quando vedi una situazione di bullismo scegli di fermarla, di denunciare, di parlare con chi può fermare quella situazione. L’eroe è quello che fa una carezza alla vittima e gli chiede come sta, l’eroe è chi fa gruppo e dice basta senza usare una risposta violenta. L’eroe è chi affronta la paura di schierarsi e prova a farlo con i mezzi che ha.

Conclusione per il genitore

Non sono di quelli che danno a priori la colpa ai genitori di quello che fanno i figli, so perfettamente che il mondo è più complesso di così, tuttavia c’è un altro punto di vista che è bene conoscere, non tanto perché sia di aiuto ai ragazzini bullizzati, quanto forse a scopo di convincere i genitori a buttare un’occhio in più sol mondo dei propri figli. Lo trovate nell’articolo: Social e internet. Cosa rischia il genitore? (https://short.staipa.it/x3bs5)


Conferenze

Sono disponibile per l'organizzazione di conferenze su Uso consapevole delle tecnologie, e su Come riconoscere le Fake News, o altri temi analoghi. Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito. Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti. Potete visitare l'apposita pagina Conferenze e Corsi per maggiori informazioni.

1 thought on “Sul Bullismo e sul Cyberbullismo

  1. Bravo Stefano e ti ringrazio degli esempi e nel nn voler colpevolizzare i genitori che, a volte, sono ignoranti in fatti di computer e nn sanno come fare a controllarne l’utilizzo da parte dei figli.

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