Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Vite

Tempo di lettura 2 minuti
Credo che tra le tante divisioni del tipo “il mondo si divide in due, quelli che… e quelli che” possa dividersi in questo modo.
Quando scopri che un pezzo metallico che non doveva essere lì ti sta ruotando da un po’ di tempo nella zona pastiglie dei freni e dintorni di una ruota della tua automobile, automobile con la quale hai già avuto qualche lieve diverbio e che tale pezzo avrebbe potuto inchiodare la ruota improvvisamente, quando ti accorgi che è sufficientemente consumato da darti l’idea che sia lì da un po’ hai due modi secondo me per prendere questa questione.
Il primo è dire “Cacchio ma quanta sfiga ho? Andrà a finire che prima o poi mi sfracellerò da qualche parte se vado avanti così” oppure “Cacchio ma quanto sono fortunato? Mi va sempre bene, avrei potuto sfracellarmi un sacco di volte tra questa macchina e l’altra ma alla fine o accorgendomi di un rumorino anomalo o controllando la perdita di aderenza o in qualche altro strano modo me la sono sempre cavata!”
Io la vedo nel secondo modo, e sorrido, ed ogni volta che accade qualcosa del genere sono contento perché so che da qualche parte si è scelto che dovesse andare così. Certo, sicuramente prima o poi come per tutti sarà il mio momento no? Ma non ora evidentemente, o non così, ed è bello vedere che il mondo prosegue.
E così ancora una volta oggi sono tornato a girare con la mia Cincent, non che lei sia esente da problemi, no, ho rischiato di cappottare già almeno un paio di volte, di cui una non certo per colpa mia o perché corressi…
Ed eccomi li, il tettuccio aperto che ti fa vedere il mondo da un’altra prospettiva, che ti mostra dettagli delle case, del cielo, delle strade, del mondo che non puoi notare altrimenti, e ti fa ridere del traffico e della gente con i macchinoni che non sa far manovra e del fatto che nei parcheggi devi solo sperare che la gente parcheggi male, perché sai che nello spazio lasciato da chi non sa parcheggiare tu con la tua piccolina ci stai perfettamente.
E così ringrazio quella vite che ha rischiato di bloccarmi il sistema frenante e che mi ha fatto passare un pomeriggio allegro!
Vite
Vite

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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