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Il Blog di Stefano Giolo

Come riconoscere una Fake News? Parte 6

Tempo di lettura 9 minuti

Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell’esserci incappati abbiamo iniziato a vedere gli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News. Molto spesso, per convincere della veridicità di una notizia vengono usate come prova delle foto. Sicuramente è il metodo più sicuro per convincere, ma spesso è anche il metodo più veloce per farsi scoprire.
Nella gran parte dei casi sono i piccoli dettagli a farci scoprire l’inganno e non è assolutamente facile dare un metodo utile a scoprire tutti i casi di foto false. Proverò a proporre alcuni strumenti ed alcune metodologie, spesso una o l’altra funzionano, molto più spesso però sono l’esperienza e l’inventiva di chi indaga a fare la differenza.

Google Immagini

Avete una foto e volete sapere cosa sia e dove sia stata scattata. Non funziona sempre ma un buon tentativo è sempre quello di usare google immagini all’indirizzo https://images.google.it/

A volte, anche una foto di qualità non particolarmente alta con un scorcio non immediato da riconoscere, viene riconosciuto con facilità dai servizi di Google.

E può essere un buon punto di partenza per un’indagine. Spesso è in grado di riconoscere il volto di persone note, scorci di ambienti, oggetti e molto altro. Tra l’altro cercando in questo modo un’immagine ci viene indicato se la stessa è stata pubblicata altrove in altri momenti. Spessissimo ci permette ad esempio di scoprire che la foto usata in un articolo e spacciata come scoop possa essere in realtà una foto di repertorio o peggio una foto decontestualizzata e riutilizzata altrove.
Allo stesso modo se la foto è già nuova è possibile cercare a ritroso nel tempo per trovare quale sia la fonte che l’ha pubblicata per prima. Per le ricerche per data invito a leggere il mio precedente articolo https://wp.me/pQMJM-1TD

Altre volte, più semplicemente ci permette di trovare la foto originale da cui è stata creata quella contraffatta.

In tutti i browser moderni, facendo click con il tasto destro del mouse è in genere possibile fare una ricerca per immagini.

Visualizzazione dei Metadata della foto

Se un autore di Fake News è un bravo mentiore sa sicuramente che nei file di immagine possono esserci delle informazioni che si chiamano metadata e che possono dirci molto della foto, ma se la foto arriva da una fonte meno raffinata è possibile fare un tentativo.
Aprendo un file da computer, con qualunque sistema moderno, c’è la possibilità di visualizzare le informazioni di una foto

A volte possiamo sapere perfino dove sia stata scattata, in che data, che tipo di obbiettivo e di dispositivo sia stato usato. Raramente questo accade sulle foto pubblicate sulle testate giornalistiche ma quasi sempre sulle foto inviate da amici.

Google Street View

Google Street view? Cosa c’entra con le foto? C’entra moltissimo. Il servizio Google Maps https://www.google.it/maps, permette di visualizzare una versione “passeggiabile” delle mappe, in una versione fotografica.

Molto spesso in caso di attentati, incidenti o fatti di cronaca viene indicato il luogo dove è avvenuto. Con Google Street View è possibile visitare virtualmente il luogo. Ovviamente le immagini sono prese in un momento nel passato che potrebbe non esserci utile, ma ad esempio nel caso delle notizie sui danni precedenti al crollo del ponte di Genova anche Google Street View è stato utile per ricostruire parecchie informazioni

Lo stesso in altre situazioni come nella “Strage di Nizza” (https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Nizza) dove alcuni complottisti hanno urlato al “False Flag” (https://it.wikipedia.org/wiki/False_flag) portando a prova alcune foto.

jpeg-snoop

Jpeg-snoop è una piccola applicazione scaricabile gratuitamente a questo indirizzo: tinyurl.com/y8u8rkw3. Fornisce moltissime informazioni su una foto, compresi numerosi dati tecnici. Alla fine dell’analisi fornisce anche la probabilità che la foto sia contraffatta ma per i test che ho fatto quest’ultima funzione non è molto affidabile perché probabilmente si basa sui livelli di compressione delle varie zone dell’immagine e i software delle fotocamere degli smartphone di oggi tendono a migliorare le immagini di fatto modificandole a monte e quindi vanificando questo genere di software.

Metodi empirici

Molto più spesso si riesce a scoprire il falso in una foto da metodi empirici, ossia osservando i dettagli.
I dettagli più difficili da contraffare sono ad esempio le ombre ed i riflessi. Non è affatto facile realizzare con un editor di immagini un ombra che sia esattamente coerente con la posizione della luce o con la forma del terreno, per questo spesso ci si accorge della contraffazione analizzando le differenze tra la parte di foto aggiunta e il resto. Lo stesso vale con i riflessi. Per esempio se qualcuno ha creduto che ci si possa fare un selfie guidando un aereo, basta guardar il riflesso negli occhiali del pilota per scorgere la pista di atterraggio e il selfie stick.

Altre volte invece ci vuole un certo spirito di osservazione. Tempo fa questa foto è stata considerata come la foto di un terrorista che si è fatto esplodere in un attentato suicida a Parigi.

Non sarebbe stato difficile capire di aver preso un granchio osservando bene la foto. Sarebbe bastato farsi alcune domande: perché il ragazzo dovrebbe essere così sorridente? Perché dovrebbe avere un copricapo Sikh se era un terrorista islamico? Perché le spine di corrente che si vedono sono quelle usate in Usa e in Canada e non quelle francesi? Perché la zona attorno alle dita, delle braccia e al presunto Corano sembra di colore così strano?
Vorrei aggiungere anche che nell’angolo a destra della vasca da bagno sembra esserci un oggetto con una forma che… potrebbe far pensare ad uno scherzo.

Ovviamente si è rivelata essere una foto falsa, nonostante fosse già stata ampiamente pubblicata da tutti i giornali del mondo.

Si tratta della foto del giornalista canadese Veerender Jubbal, i religione Sikh, senza un Corano in mano.
E senza quello strano oggetto nell’angolo della vasca.

Clio Makeup ha fatto una carrellata di errori tipici in fase di rielaborazione delle immagini per quanto riguarda le star. Spesso per migliorare una parte del fisico si deforma quella e di conseguenza lo sfondo, o un’altra parte su cui si focalizza meno l’attenzione. (https://blog.cliomakeup.com/2019/08/foto-ritoccate-male-photoshop-errori-star/)

Un’altra regola di oggi è “se è in bassa definizione è quasi certamente falsa”, oggi possediamo tutti uno smartphone che fa foto incredibilmente belle, ormai è quasi matematico che perfino nel rarissimo caso di un aereo che precipita qualcuno fa in tempo a farne una foto o un filmato di definizione discreta. Possibile che tutte le foto e i filmati di avvistamenti ufologici siano in bassa definizione? Probabilmente molti di questi sono artefatti grafici, o foto e filmati modificati. Perdendo molta definizione si tende a perdere anche le prove della contraffazione.

Riassumendo il metodo migliore è purtroppo l’esperienza. Controllare i riflessi, le ombre, le zone che possono presentare dei pixel di colore strano o sbagliato e guardare gli oggetti che compaiono nella foto per vedere se si nota qualcosa di fuori posto.

E per i video?

I video hanno lo stesso genere di problematica delle foto, ma spesso sono più difficili da riconoscere in quanto la Computer Grafica sotto alcuni aspetti è molto avanzata. Vanno osservati su schermi ad alta definizione e fermati di tanto in tanto per visualizzare singoli frame. Soprattutto nei momenti di “entrata in scena” e di “uscita di scena” dell’oggetto o persona o situazione che vogliamo verificare. Abbiamo l’esperienza che nei film si riescono a fare cose incredibili ma spesso le esplosioni o le scene mirabolanti ci danno la sensazione di “sbagliato” e di poco credibile.
Negli ultimi anni si parla di Deepfake (https://it.wikipedia.org/wiki/Deepfake) che rappresenta la capacità di software complessi di imitare il volto di una persona e i movimenti facciali per creare un falso filmato

I risultati non sono ancora perfetti, osservando in particolare la bocca e gli occhi si vede che qualcosa non va, ma le cose stanno procedendo abbastanza in fretta. Al momento non ci sono grandi strumenti pubblici per verificare che un video non sia un Deepfake tuttavia si stanno sviluppando parallelamente ai software in grado di realizzare questo genere di video anche quelli per scoprirli.
In futuro probabilmente questa inizierà ad essere una sfida importante.

Invid project

Per quanto riguarda i video esiste un interessante progetto, Invid project (https://www.invid-project.eu/) che propone un’estensione per Google Chrome, Microsoft Edge (tutti le estensioni Chrome sono compatibili con Edge) e Firefox. Permette di fare del debunking di video, in particolare video pubblicati sui social network.

Il servizio è in continua evoluzione e permette dei discreti risultati in poco tempo.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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