Gli uomini pipistrello, l’ornitorinco e la copertina di Focus Junior

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C’è una cosa che non avevo capito finché non ho dovuto farla davvero: scrivere di fake news per un bambino di otto anni è molto più difficile che scriverne per un adulto.

Con gli adulti puoi appoggiarti a qualcosa. Puoi citare uno studio, puoi dire “lo dice l’OMS”, puoi usare la parola bias e tirare dritto. Con un bambino di otto anni non funziona niente di tutto questo. Ogni frase se la deve guadagnare da sola, e se gli chiedi di fidarsi di te perché sei tu a dirlo hai già perso in partenza, perché è esattamente il meccanismo che stai cercando di smontare.

Da oggi, 27 ottobre, è in edicola il numero 274 di Focus Junior, quello di novembre. In copertina c’è una giornalista con il taccuino e la macchina fotografica, e il titolo è “A caccia di fake news”. Dentro, il dossier si chiama “Fake news: giù la maschera”, sono dieci pagine che ho scritto insieme a Elisabetta Pittana, da volontari del CICAP Scuola, con i disegni di Luca Poli.

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Ci sono gli uomini pipistrello che nel 1835 un giornale di New York dichiarò di avere avvistato sulla Luna, per sei giorni di fila, attribuendo la scoperta a un astronomo vero che non ne sapeva niente. Ci sono le due cugine inglesi che nel 1917 fotografarono quattro fate ritagliate da un libro e convinsero perfino Arthur Conan Doyle, cioè l’uomo che aveva inventato Sherlock Holmes. C’è la Grande Muraglia che dalla Luna non si vede, anche se continuano a ripetercelo tutti. C’è il mostro di Loch Ness, che pesava pochi etti. C’è lo squalo che nuota in autostrada a ogni alluvione, sempre lo stesso squalo, sempre nella stessa posizione. E ci sono le bufale che fanno male sul serio, quelle sui vaccini e quelle sul clima.

Ma la pagina di cui vado più fiero è quella dell’ornitorinco.

Nel 1799 arriva a Londra la pelle di un animale mai visto: becco d’anatra, coda da castoro, zampe palmate, e per di più depone le uova pur essendo un mammifero. Gli scienziati inglesi sono certi che sia uno scherzo, un falso cucito insieme da qualche burlone. Uno di loro prende le forbici e prova a staccare il becco per smascherare il trucco. I segni delle forbici si vedono ancora oggi sull’esemplare conservato a Londra. Il trucco non c’era: l’ornitorinco esiste davvero.

L’ho voluta lì dentro per una ragione precisa. Quando insegni a un ragazzino a diffidare, il rischio non è che resti credulone: è che diventi cinico. Il passo da “non credere a tutto” a “non credere a niente” è cortissimo, e chi non crede a niente non è più libero, è soltanto più solo. Il dossier non dice ai ragazzini di non fidarsi. Dice di controllare. E dice che qualche volta, controllando, si scopre che la cosa assurda era vera.

Sull’umiltà ho poco da scegliere, perché questo lavoro me ne ha servita parecchia.

Di una storia famosissima, che credevo di conoscere a memoria, ho dovuto buttare via il dettaglio più citato in giro, perché su nessuna fonte primaria sono riuscito a trovarlo. E sullo squalo in autostrada ero partito scrivendo che è sempre un falso. Non è vero. Nel 2022, durante l’uragano Ian, un video di uno squalo tra le strade allagate di Fort Myers è stato verificato ed è risultato autentico. Se non me ne fossi accorto in tempo avrei pubblicato una semplificazione comoda su una rivista per bambini, firmandola CICAP. È andata bene, ma è andata bene perché qualcuno controlla, non perché io sia infallibile.

Che poi è l’ultimo dei sei consigli del dossier, quello a cui tengo di più: non è stupido chi ci casca, è furbo chi poi cambia idea.

Il grazie più grande va a Elisabetta Pittana (@elisabetta.pittana), che ha preso una scaletta che da solo avevo costruito storta e l’ha rimessa in piedi, e che ha avuto l’idea della sfida finale, quella che secondo me funziona meglio di tutto il resto. Grazie a Luca Poli (@lucapoli_illustrator), che ha disegnato queste pagine rendendole molto più belle di come le avevo immaginate, e alla redazione di Focus Junior per la fiducia e per la pazienza.

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Se avete figli, nipoti o alunni tra gli otto e gli undici anni, leggetelo insieme a loro. La sfida finale si gioca meglio in due.

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Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito.

Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti.

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