Le cose che iniziano

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Era quel suono.
Ma non solo quel suono.

Il rumore delle foglie gialle e rosse
calpestate dai miei scarponi da montagna,
e quell’odore così forte di sottobosco e pioggia.
I silenzi e il fiato grosso, il cuore.

Era tutto questo e altro:
la grandine in testa che faceva sorridere
il cielo, le nubi
ma soprattutto era che se mi fermavo quel suono continuava,
il calpestio di scarponi sulle foglie rosse e gialle d’autunno
e quel pronome personale che hai iniziato ad usare all’improvviso come se fosse normale

Non era più io ma noi,
come se fosse normale.
E c’è ancora quel suono:
foglie gialle e rosse
calpestate dai nostri scarponi,
sulla montagna,
sulla strada.

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Disclaimer su racconti e poesie

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazione di vissuti, sogni e immaginazioni. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona, sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato, sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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