Mar 302008
 

Eppure quel pezzo di stoffa Blu e Rosso, quel fazzoletto al collo ancora mi emoziona, ancora mi fa scender le lacrime, ancora lo sento il mio.
Mio.
Casa, vita, esperienza.
E mi guardo, abbasso lo sguardo e guardo cosa mi trovo al collo. Non è la stessa cosa, non lo è.
Non è mio questo, non lo è mai stato.
Teatro di ricordi da ormai quindici anni ad oggi, amici, affetti, qualcuno tenuto anche nascosto, ricordi, si ma non è il mio, non è quel che è stato la mia vita.
Non è quel che sono ma un ripiego di fortuna, anche se il miglior ripiego un ripiego.
Ed ancora nel canto scende una lacrima non vista come ad ogni volta in quel canto, mi giro e osservo chi al collo ha la mia vita, chi ha preso il posto che forse doveva essere il mio e gli auguro buona fortuna, gli auguro ogni bene… si ma… ma se fossi io lì? Forse non farei così bene o forse si, ma sarei dove mi sento d’essere.
Sarei Lì.



Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  3 Risposte a “Quel fazzoletto Blu e Rosso”

  1. Blu e giallo, il mio.
    Il mio è sporco, lacero, ma so che al mio collo fa un figurone. Parla di me. Trasuda me.
    …e sì… anche io mi commuovo. Da morire.

  2. si, ma quello che porto al collo io è solo blu.
    Ed è nuovo.
    E non racconta nulla se non con i porta fazzolettoni che lo adornano.

  3. _tutto quello che indossi racconta una storia. Foss’anche la storia di un cambiamento.

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