“Non è mai la quantità di tempo che passi con le persone ma la qualità a rendere speciale un rapporto“, non è neanche una citazione, lo hanno detto tutti quelli che lo hanno vissuto, in una forma o in un’altra.
A volte basta solo cambiare la prospettiva, decidere di guardare il mondo a testa in giù, o dalla vetta di una montagna, o attraverso il rosso di un bicchiere.
Sono uno che si annoia facilmente del “normale”, della routine. Sono uno che si annoia facilmente delle persone ordinarie, del tanto tempo ordinario passato. Vivo per i momenti straordinari, per le persone straordinarie, per le cose e le relazioni che lasciano il segno. Quelle che ci passi poche ore e già sai che potresti condividerci le fatiche, e i sogni, e le risate della strada, perché alla fine in qualche modo la vita si riassume sempre nella strada, in un continuo cammino di confluenze e defluenze, in esperienze che riempiono e svuotano lo zaino sulle spalle, che lo rendono leggero o pesante o pieno di cose inutili o pieno di cose che ti serviranno quando incontrerai difficoltà più avanti, o quando le incontrerà qualcuno vicino a te, o quando incontrerai qualcuno su quella strada con cui farne un tratto, corto, lungo, infinito non importa. Si tratta sempre e comunque di strada.


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