Quel tempo, la nebbia, la luna

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Una luna fine nel cielo nero e privo di stelle, quasi privo di stelle. Solo una, sempre lei, in basso a destra della Luna. Credo sia Venere probabilmente quindi si, nessuna stella come in quelle notti.
Una lieve nebbia e il respiro che si addensa come una nuvola davanti alla mia bocca.
Non c’è freddo ma neppure è arrivato il caldo dell’estate.
Credo significhi qualcosa mentre dal giardino di casa resto immobile a guardarla.
Mi aspetto di vederti arrivare da un moment all’altro ma non guardo, non cerco. Osservo questa luna finissima come un sorriso storto, osservo quella stella o quel pianeta come un piccolo neo alla Marilyn in questo cielo a donare quel tocco di bellezza all’universo.
Il mio respiro si addensa, scompare, si addensa, scompare.
Sento la tua presenza qui, accanto a me.
Come se mi stessi pensando a tua volta, no di più sento la tua presenza qui accanto a me.
Poi torno in casa, chiudo gli scuri, guardo il termometro -dodici gradi- e comincio a scrivere nel cielo nero privo di stelle, della Luna. Fine.

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Disclaimer su racconti e poesie

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazione di vissuti, sogni e immaginazioni. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona, sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato, sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

6 risposte a “Quel tempo, la nebbia, la luna”

  1. Avatar Violante Gabripsa Maller

    Qualcosa che non è più, qualcosa che non è ancora.

  2. Avatar Violante Gabripsa Maller

    Qualcosa che non è più, qualcosa che non è ancora.

  3. Avatar Stefano Giolo

    La tua è una buona interpretazione, in realtà molto diversa dalla mia, ma è proprio l’interpretazione del lettore a rendere delle parole qualcosa che vada al di là di una sequenza di caratteri

  4. Avatar Stefano Giolo

    La tua è una buona interpretazione, in realtà molto diversa dalla mia, ma è proprio l’interpretazione del lettore a rendere delle parole qualcosa che vada al di là di una sequenza di caratteri

  5. Avatar Violante Gabripsa Maller

    Come sempre ognuno vede nelle parole che legge ciò che vorrebbe fosse stato scritto per incarnare una suggestione che lo ha toccato. Per questo il processo di scrittura è infinito.

  6. Avatar Violante Gabripsa Maller

    Come sempre ognuno vede nelle parole che legge ciò che vorrebbe fosse stato scritto per incarnare una suggestione che lo ha toccato. Per questo il processo di scrittura è infinito.

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Un buon numero di giovani si accorgono a ventidue anni di sapere praticamente tutto quello che c’è da sapere e vogliono che gli altri sappiano che essi lo sanno. Quando raggiungono i trentadue anni, si accorgono di avere ancora due o tre cosette da imparare; a quarantadue si gettano a capofitto ad imparare.Robert Baden-Powell
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