Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Guidare il potente mezzo

Il più vecchio ricordo che ne ho credo si a di me seduto sul sedile dietro. Ero talmente piccolo da potermi rannicchiare e starci nella zona al di sotto del finestrino. All’epoca non c’erano ancora i sedili rialzati per i bambini e non erano neppure obbligatorie le cinture di sicurezza davanti o dietro che fosse, gli appoggia testa erano un optional. Li avrebbe installati mio padre qualche anno dopo. Gli interni erano di un materiale diverso dalla stoffa grigia che li ricopre ora, ricordo che vi fossero degli interni di un materiale plastico, forse vinile. Era rosso. Mi sentivo al sicuro lì dietro e osservavo il mondo dal piccolo finestrino laterale. Attaccati c’erano due adesivi tondi. La copertura in vinile aveva un piccolo buco. Ci giocavo, infilavo il mio piccolo dito e immaginavo che dietro ci fosse un altro mondo, un giorno ci è finita dentro Birba, la mia piccola action figure della gatta di Gargamella dei puffi.

Continua a leggere

La bellezza

È quel piccolo neo la cosa che non scorderò più.
Non le sue labbra fine e perfette, disegnate in punta di un pennello, né i suoi occhi sorridenti che mi guardavano fissi e pieni di luce.
Quel piccolo neo, timido, quasi invisibile sulla gota destra, qualche centimetro sopra quelle labbra, dove la curva del sorriso spinge in alto, accanto alla fossetta.
È quel piccolo neo la cosa che non scorderò più.
Non quel sorriso che ti entra dentro e ti rende felice senza sapere nulla, senza sapere il perché.
Quel piccolo neo che si nasconde, che non puoi vedere se non da vicino prendendoti il tempo dell’attenzione.
È quel piccolo neo che fa l’effetto di quelle cose piccole e preziose incastonate in luoghi nascosti. Quelle cose che finché non conosci non noti ma che dopo la prima volta le guardi sorridendo. Pensi a quanti gli passino accanto ogni giorno senza notarle.

Continua a leggere

Quel tempo, la nebbia, la luna

Una luna fine nel cielo nero e privo di stelle, quasi privo di stelle. Solo una, sempre lei, in basso a destra della Luna. Credo sia Venere probabilmente quindi si, nessuna stella come in quelle notti.
Una lieve nebbia e il respiro che si addensa come una nuvola davanti alla mia bocca.
Non c’è freddo ma neppure è arrivato il caldo dell’estate.
Credo significhi qualcosa mentre dal giardino di casa resto immobile a guardarla.
Mi aspetto di vederti arrivare da un moment all’altro ma non guardo, non cerco. Osservo questa luna finissima come un sorriso storto, osservo quella stella o quel pianeta come un piccolo neo alla Marilyn in questo cielo a donare quel tocco di bellezza all’universo.
Il mio respiro si addensa, scompare, si addensa, scompare.
Sento la tua presenza qui, accanto a me.
Come se mi stessi pensando a tua volta, no di più sento la tua presenza qui accanto a me.

Continua a leggere

Le tue foto.

Guardo le tue foto ogni tanto.
Ho detto che non mi va di farlo ed è vero, ma ogni tanto le guardo.
Osservo il cambiamento negli anni del tuo sorriso, del tuo sguardo.
Guardale anche tu le tue foto talvolta.
Guarda le foto vecchie, le foto meno vecchie, le foto di oggi. Potrei quasi darti delle date precise.
Guarda il tuo volto.
Non sei più tu, non sei più il tuo sorriso, non sei più il tuo sguardo e non serve a nulla sofisticarti con una pettinatura nuova, con un trucco nuovo, con una giacca nuova, con delle scarpe più costose.
Sei tu a non essere più tu, sei tu a non stare bene da un po’ a questa parte.
Ed io da lontano ti osservo, osservo anche le mie di foto che nel tempo cambiano paradossalmente al contrario delle tue.
Lo sai conosco ogni dettaglio del tuo volto, ogni piega, ogni neo, ogni lentiggine nascosta visibile solo con la giusta luce, conosco ogni espressione, ogni infinitesimo.

Continua a leggere

Racconti

Foto.

Vorrei fare una foto, forse la foto di un ricordo, chissà, vorrei essere in grado di fare una foto, vorrei poter fare una foto.
Seduta in auto nella penombra, unica luce un lampione lontano, o forse i fari di un’auto di passaggio.
I capelli sono lunghi qualche ciuffo attraversa stancamente il viso, sono un po’ mossi, non molto. Nella semi luce si vede che sono chiari ma non ne è ben chiaro il colore, l’immagine è color seppia, quasi bianco e nero a causa dell’assenza di luce.
Nel bordo del vetro del finestrino aperto per metà la luce del lampione o di chissà di cosa si filtra e un po’ come in un prisma si allarga in un raggio, una linea che le taglia il volto, dalla fronte ampia e liscia, passa all’attaccatura del naso, accanto ad un occhio,

Continua a leggere

Scroll Up

Questo sito usa cookies per fornirti la migliore esperienza. Se sei d'accordo clicca sul tasto 'Accetta cookies', altrimenti controlla la privacy cookies policy e scegli nel dettaglio.

Impostazioni Cookie

Di seguito puoi scegliere quale tipo di cookie consentire su questo sito Web. Fai clic sul pulsante "Salva impostazioni cookie" per applicare la tua scelta.

FunctionalOur website uses functional cookies. These cookies are necessary to let our website work.

AnalyticalOur website uses analytical cookies to make it possible to analyze our website and optimize for the purpose of a.o. the usability.

Social mediaOur website places social media cookies to show you 3rd party content like YouTube and FaceBook. These cookies may track your personal data.

AdvertisingOur website places advertising cookies to show you 3rd party advertisements based on your interests. These cookies may track your personal data.

OtherOur website places 3rd party cookies from other 3rd party services which aren't Analytical, Social media or Advertising.