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Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Genocidio?

Tempo di lettura 3 minuti

Genocidio. “Il termine “genocidio” non esisteva prima del 1944. Si tratta di un termine molto specifico, che indica crimini violenti commessi contro determinati gruppi di individui con l’intento di distruggerli. I Diritti Umani, così come stabilito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazione Unite del 1948, riguardano i diritti fondamentali degli individui.
Nel 1944, un avvocato […], Raphael Lemkin (1900-1959), cercò di descrivere le politiche naziste di sterminio sistematico che prevedevano anche la distruzione degli Ebrei Europei. Egli coniò la parola “genocidio” unendo il prefisso geno-, dal greco razza o tribù, con il suffisso -cidio, dal latino uccidere. Nel proporre questo nuovo termine, Lemkin aveva in mente “l’insieme di azioni progettate e coordinate per la distruzione degli aspetti essenziali della vita di determinati gruppi etnici, allo scopo di annientare i gruppi stessi”

Non ho scelto una definizione a caso. Ho scelto quella del United States Holocaust Memorial Museum (https://short.staipa.it/46ndr), credo quindi possa essere tranquillamente condivisibile da ogni parte in causa. L’articolo stesso prosegue con la definizione data dalle Nazioni Unite nella Convenzione per la Prevenzione e la Repressione del Crimine di Genocidio:

Per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
(a) uccisione di membri del gruppo;
(b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
(c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
(d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
(e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.

Ad oggi sono morti circa 35.000 cittadini palestinesi (https://short.staipa.it/lkkt8), feriti 78.755, in 221 (Dato aggiornato al 15 maggio 2024) significa su per giù 160 morti al giorno, 490 feriti. Gli Israeliani morti d’altra parte si contano nell’ordine delle centinaia in totale. Quindi intorno al centesimo dei morti palestinesi.

(a) uccisione di membri del gruppo;

Nel frattempo, i soldati Israeliani si filmano e pubblicano sui social i loro video mentre deridono i civili palestinesi (https://short.staipa.it/yq8fz), in rete è possibile trovare anche video dove gli stessi defecano sui tappetini da preghiera dei palestinesi, distruggono simboli religiosi o fanno scritte offensive in luoghi sacri.

(b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
(c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;

Circa la metà dei morti palestinesi sono minorenni (https://short.staipa.it/78wvi), ci sono video di soldati che ammazzano bambini a sangue freddo (https://short.staipa.it/if3zs)

Ora, dobbiamo discutere sul singolo cavillo legale e capire se ci sia trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro o meno? Se le lesioni siano sufficientemente gravi o meno? Se l’ammazzare bambini sia interpretabile o meno come misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo o se ammazzare tutti lo sia?

Vogliamo stare a discutere se la parola Genocidio si possa dire liberamente sui media o se debba essere censurata tanto da dover fare una dichiarazione ufficiale da parte di una rete nazionale? (https://short.staipa.it/bdmwy)

Stiamo discutendo su stronzate mentre la gente laggiù muore, discutiamo di cavilli, guardiamo la polizia fare cariche su chi solleva la questione dell’incoerenza dell’occidente (https://short.staipa.it/5u99j) mentre gli stessi che mandano aiuti a Gaza vendono armi a chi la sta radendo al suolo. E chi è che vende le armi a Israele? La classifica dei maggiori esportatori di armi contiene:

  1. Stati Uniti
  2. Germania
  3. Italia

Sì, l’Italia sta guadagnando un botto di soldi grazie al Conflitto Israelo-Palestinese (https://short.staipa.it/uwy4q) e ipotizzare che il terzo venditore di armi a Israele si schieri contro questo conflitto temo possa essere da ingenui.

Ma è importante saperlo. Perché può permetterci di guardare le notizie con un’ottica diversa. Di scegliere se fidarci ciecamente delle fonti governative come la RAI che ha i suoi ormai noti problemi di libertà di espressione (https://short.staipa.it/o4724 ) o provare a informarsi da fonti diverse.

Il difficile è ovviamente non cadere dall’altra parte nel complottismo o nell’anti-semitismo, perché non è questione di diffidare o odiare una specifica etnia, non nel caso di noi che siamo solo osservatori almeno, ma piuttosto di una certa ideologia. Sono perfettamente consapevole che la goccia che ha fatto scatenare la guerra sia stata un brutale attentato palestinese ma anche fermarsi a questo senza analizzare quello che c’è stato prima (https://short.staipa.it/dat6g) è estremamente limitante.
D’altra parte non ha senso alimentare l’odio che già c’è verso gli ebrei in genere, né cittadini delle nazioni in cui viviamo né cittadini generici di Israele stesso. Sono i sionisti a portare avanti l’ideologia politica della distruzione di chiunque stia sul territorio che considerano la loro terra promessa, e il sionismo è un movimento politico/religioso (https://it.wikipedia.org/wiki/Sionismo), non una intera religione, non una intera etnia.

Questo blog non è solo sull'Uso Consapevole Delle Tecnologie

Questo è un blog politico. Che piaccia o no. Ma difficilmente mi si vedrà schierato a favore di un partito, o contro un partito… per partito preso.
Politica è essere o non essere razzisti, essere o non essere a favore dei diritti e delle libertà, politica è scegliere di buttare per terra una cartaccia o di raccoglierla e metterla in un cestino della differenziata, politica è scegliere tra accogliere o discriminare, sono tutte cose che non sono di destra o di sinistra, che non dovrebbero appartenere a l’uno o all’altra fazione politica. Sono “cosa pubblica”, sono bene pubblico.
Qui puoi leggere di più sulla mia idea di politica

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