LO SPAZIO? PROFUMA DI BISTECCA E METALLO CALDO

IA e Social – Istruzioni per l’uso
Leggi il mio libro
Clicca per saperne di più
blank
Tempo di lettura 1 minuto

Sul sito Ansa viene riportata la seguente notizia
"Lo spazio fuori dall’atmosfera terrestre avrebbe un odore che ricorda quello di una bistecca in padella e del metallo riscaldato"
Notizia completa
Beh come per quanto già detto sulla birra credo che tutto ciò significhi qualcosa, e quando parlo dell’odor di carne cotta… beh chi mi conosce un minimo sa quanto per me rappresenti!
Per quanto riguarda l’odor di metallo… mmmm beh, chi sa sa, e ora si sta sganasciando di certo, però le persone che sanno di cosa parlo e leggono il mio blog si riassumono più o meno in… una.
Con questo però di certo abbiamo un riassunto del senso della vita.
Si divertono anche loro lassù nei cielo!

Categorie Articolo: ,
blank

Conferenze

Sono disponibile per l’organizzazione di conferenze su Uso consapevole delle tecnologie, e su Come riconoscere le Fake News, o altri temi analoghi.
Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito.

Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti.

Potete visitare l’apposita pagina Conferenze e Corsi per maggiori informazioni.

3 risposte a “LO SPAZIO? PROFUMA DI BISTECCA E METALLO CALDO”

  1. Avatar MARY
    MARY

    SON CURIOSA….

  2. Avatar Stefano
    Stefano

    Io! Andrea non aveva posto la settimana scorsa… a proposito! Si sta organizzando per la prossima, vieni?

  3. Avatar euridice
    euridice

    Ho sentito questa notizia questa mattina alla radio e sono rimasta abbastanza perplessa… proprio non capisco cosa ci fa nello spazio la carne cotta… chi è che griglia su Marte?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Short link

short.staipa.it/78vti

Citazioni a caso

L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.
Il deserto era l’apoteosi di tutti i deserti, sconfinato, vasto fino a traboccare nel cielo per quella che sembrava un’eternità in tutte le direzioni. Era bianco e accecante e arido, amorfo salvo che per l’abbozzo labile e nebuloso delle montagne all’orizzonte e per l’erba diavola che portava dolci sogni, incubi, morte. A indicare la via appariva di tanto in tanto una lapide, perché un tempo la pista semicancellata scavata nella spessa crosta alcalina era stata una strada importante, percorsa da carri e corriere. Da allora il mondo era andato avanti. Il mondo si era svuotato.
Stephen King
L’ultimo cavaliere

Categorie Articoli