Staipa’s Blog

Esercizi di stile, poesie o urla.

In viaggio sul cammino di Santiago: Secondo ritorno alla realtà

“Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardrate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.”
-Vangelo di Matteo. 6,25-29-

Oggi è il secondo giorno di realtà dopo un’altra settimana di cammino. Abbiamo superato la metà del percorso. Le Mesetas di inverno sono state un cammino strano rispetto alla prima parte.

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In viaggio sul cammino di Santiago: Ritorno alla realtà

Oggi è il secondo giorno di realtà dopo quasi quindici giorni di cammino.
L’impatto al ritorno è stato strano. Forte. Credo di comprendere più ora che durante il cammino cosa fosse il cammino stesso. L’impatto più grande è quello della gente, incontrare moltissime persone, la folla in aeroporto, sentire sempre ogni istante voci che parlano, il rumore stesso della tastiera, rumori innaturali che erano scomparsi. 
La domanda che mi viene fatta più spesso è cosa si prova durante il cammino? La risposta a caldo, quando ancora deve scomparire parte del ricordo è e resta mal di piedi. La sensazione che mi e ci accompagnava senza mai abbandonarci era senza dubbio il mal di piedi. Sembra stupido dirlo, ridicolo ma in realtà dietro c’è tutto un mondo fatto di scarpe. Le emozioni del cammino per me sono tutte secondarie ai piedi.

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