Apr 152019
 

Come nella parte (https://wp.me/pQMJM-1xB) precedente abbiamo fatto un piccolo e noioso video anche sulla seconda!
Nel frattempo abbiamo comprato i biglietti per la terza parte, finalmente per arrivare a Santiago!


Il nostro Cammino di Santiago: parte prima
https://www.youtube.com/watch?v=_7NyY4tjHnM
Mar 212019
 

“Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardrate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.”
-Vangelo di Matteo. 6,25-29-

Oggi è il secondo giorno di realtà dopo un’altra settimana di cammino. Abbiamo superato la metà del percorso. Le Mesetas di inverno sono state un cammino strano rispetto alla prima parte. Paesi deserti, negozi chiusi, bar chiusi. Partire e non avere la certezza di avere un posto dove fermarsi. Però è stato bello così. Perché?
Siamo abituati nella vita ad avere paura. Ad avere paura di restare con il cellulare scarico, ad avere paura di finire all’ospedale con le mutande sporche, ad avere paura di essere impreparati, ad avere paura di non avere abbastanza cose. Andiamo in vacanza e ci chiediamo se abbiamo abbastanza magliette, usciamo e abbiamo paura di non avere abbastanza soldi, abbiamo paura di non sapere cosa fare sta sera e di annoiarci, abbiamo paura che di non essere pronti, abbiamo paura che le cose non siano pronte.
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Mar 172019
 

Da El Burgo Ranero a Leon

“Hakuna matata, ma che dolce poesia!
Hakuna matata, tutta frenesia!
Senza pensieri la tua vita sarà
chi vorrà vivrà in libertà
Hakuna matata!“
-Timon e Pumbaa, il Re Leone-

Quella di oggi è stata una nuova ultima tappa per il nostro cammino. Oggi siamo a Leon e domani mattina prenderemo il pullman per Madrid e il volo per casa.

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Mar 162019
 

Da Moratinos a El Burgo Ranero

“Il modo migliore di amare ogni cosa è quello di rendersi conto che ogni cosa può essere persa.”
-GK Chesterton-

La giornata di oggi è stata ricca di emozioni. Potrei scrivere della bellissima strada bianca a bordo tangenziale, degli alberi straziati e morenti a intervalli di 165 cm circa l’uno dall’altro, dei campi verdi, di quei gialli e degli altri campi, dell’autostrada, degli altri alberi straziati e morenti a intervalli però di circa 180 cm, della strada asfaltata vicino al sentiero.

Ed invece oggi ci sono stati alcuni eventi che trascendono la varietà variosa del paesaggio.

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Mar 152019
 

Da Carrión De Los Condes a Moratinos

“La maggior parte della vita è così monotona che non c’è proprio niente da dirne, e i libri e i discorsi che la descrivono come una cosa interessante sono costretti a calcare la mano, nella speranza di giustificare la propria esistenza.”
-Edward Morgan Forester-

Le Mesetas oggi ci hanno dato grandi emozioni, soprattutto nei primi 17 km. Parlarne in maniera esaustiva sarebbe davvero difficile, basti pensare che il percorso dei primi 17 km, inizialmente avvolto nella nebbia, era di circa 17 km. Tutti a bordo di una statale dritta e senza curve. Un incrocio al km 6 ha preceduto incredibilmente una quercia al km 9. Non ci siamo lasciati sfuggire un secondo bellissimo incrocio al km 10,6 con l’indicazione sbiadita di un bar inesistente. Per concludere al km 12 un altra querciosissima quercia. Oltre il diciassettesimo km finalmente un paese e una emozionante strada accanto alla statale per svariati altri km fino ad una emozionante tappa di 30. Degna di nota la scoperta che il ragazzo con le crox è ora il ragazzo con la crox perché sull’altro piede indossa lo scarpone. Abbiamo avuto però modo di osservare la crox scoprendo che non è una normale da ospedale ma super carrozzata con la suola da scarpone. La magia è un po’ calata.

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Mar 142019
 

Da Boadilla a Carrión De Los Condes

“Una certa capacità di sopportare la noia è quindi indispensabile per avere una vita felice, ed è una delle cose che si dovrebbero insegnare ai giovani.”
-Bertrand Russel-

Le Mesetas non sono noiose. A meno che tu consideri noiosi 25 km di strada piana accanto ad una tangenziale senza curve e con nessun percepibile cambio di scenario ovviamente. Della tappa di oggi posso dire che probabilmente il ragazzo con le crox ci ha ampiamente superato e, se ha ancora I piedi, aveva ragione lui. Abbiamo incontrato altri tre personaggi interessanti uno, il barbone, si è presentato come un vecchio dai capelli bianchi che seduto su una panchina beveva dalla sua bottiglia con una chitarra e un sacchetto della spesa. Abbiamo pranzato poco distante da lui e siamo ripartiti. Tutto normale se dopo pochi minuti non ci avesse sorpassato con uno zaino enorme, la chitarra in una mano, il sacchetto nell’altra e degli scarponacci tipo militare. Era un pellegrino, molto più forte di noi. I due reporter invece sono una coppia di coreani, lui con due bandiere dello stato allo zaino, una telecamera sulla testa e pure un microfono di quelli grossi attaccato all’orecchio.

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Mar 132019
 

Da Hontanas a Boadilla Del Camino

Quando uno scienziato importante ma anziano afferma che qualcosa è possibile, ha quasi sempre ragione. Quando dice di qualcosa che è impossibile, con ogni probabilità si sta sbagliando. L’unico modo per scoprire i limiti del possibile sta nell’andare un po’ oltre e avventurarsi nell’impossibile. Ogni tecnologia abbastanza progredita è indistinguibile dalla magia.
—Michio Kaku—

Ieri sera abbiamo conosciuto Sean Connery. Travestito da “se stesso a sessant’anni che interpreta uno spagnolo” ma sono sicuro che fosse lui, nessun umano potrebbe camminare a quella velocità ma i marchingegni di James Bond possono aiutarti. Abbiamo conosciuto anche una coppia di Hostess e Steward di volo Ryanair, per fortuna questa volta nessuno ci ha perso bagagli. In fine abbiamo conosciuto il ragazzo con le crocs. A dire il vero indossava ancora degli scarponi ma i suoi piedi erano zeppi di vesciche, prontamente curate dal figlio di Shean Connery, che però non era né Indiana Jones né Harrison Ford. La notte è stata stupenda, abbiamo dormito come se la notte prima non avessimo dormito e al risveglio il ragazzo si era trasformato nel ragazzo con le crocs. Tutti gli hanno ovviamente sconsigliato di proseguire con quelle calzature, sarebbe contro ogni senso, contro ogni sicurezza, contro ogni… e invece no lui ci crede davvero.

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Mar 122019
 

Da Burgos a Hontanas

Dio benedica chi ha inventato il sonno, mantello che avvolge i pensieri di tutti gli uomini, cibo che soddisfa ogni fame, peso che equilibra le bilance e accomuna il mandriano al re, lo stolto al saggio.

-Miguel de Cervantes-

Il viaggio è stato rilassante e piacevole. Riposante. Partiti alle 21 da Verona siamo arrivati a Madrid a mezzanotte. A mezzanotte e 45 avevamo l’autobus per Burgos. Quello di cui avevamo preso il biglietto nella data sbagliata, quella del giorno prima. Dopo aver chiesto indicazioni a tre persone che ci hanno indicato tre luoghi diversi dove prenderlo lo abbiamo trovato e abbiamo ripagato il biglietto. Poi finalmente alle tre e un quarto siamo arrivati a Burgos. Quattro selfie e via verso il cammino

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Dic 272018
 

Da quando siamo tornati dal Cammino di Santiago è passato parecchio e tra una cosa e l’altra questo filmato è rimasto nel cassetto e in elaborazione per mesi, siamo forse più vicini a quando inizieremo la seconda parte che da quando abbiamo finito la prima ma mi va di condividerlo con chi volesse vederlo.


Il nostro Cammino di Santiago: parte prima
https://youtu.be/JDAY7ipuDOc
Set 182018
 

Oggi è il secondo giorno di realtà dopo quasi quindici giorni di cammino.
L’impatto al ritorno è stato strano. Forte. Credo di comprendere più ora che durante il cammino cosa fosse il cammino stesso. L’impatto più grande è quello della gente, incontrare moltissime persone, la folla in aeroporto, sentire sempre ogni istante voci che parlano, il rumore stesso della tastiera, rumori innaturali che erano scomparsi. 
La domanda che mi viene fatta più spesso è cosa si prova durante il cammino? La risposta a caldo, quando ancora deve scomparire parte del ricordo è e resta mal di piedi. La sensazione che mi e ci accompagnava senza mai abbandonarci era senza dubbio il mal di piedi. Sembra stupido dirlo, ridicolo ma in realtà dietro c’è tutto un mondo fatto di scarpe. Le emozioni del cammino per me sono tutte secondarie ai piedi. Ho visto persone piene di vesciche, se si cerca su internet si trovano testimonianze di piedi piagati e disastri vari. Le ho sempre snobbate pensando che bastassero scarpe buone e compeed e così è stato. Nessun problema se parti organizzato, ma il dolore di 25 km al giorno resta e la giornata di cammino finisce con il picco di quel dolore. Il dolore però ti insegna che puoi farcela, è un dolore a cui nei giorni ti abitui, che ti fa capire quanto sei forte, quanto stai crescendo, quanto stai diventando più forte, giorno dopo giorno. Giorno dopo giorno. I primi sono stati terribili. Una pausa ogni 5 o 6 km, gli ultimi quasi leggeri con una pausa dopo 15km e una intorno ai 20, 23km. Il dolore ai piedi i primi giorni era dopo pochi km, poi abbiamo iniziato a parlare della crisi del quindicesimo, poi della crisi del ventesimo. Chissà dove saremmo arrivati camminando altri giorni.

Poi sì, c’è l’incontrare persone, il sentire una forma di unità.
Si traduce tutto nel fare strada, che per me è normale ma per chi non lo ha mai fatto è una rivoluzione. Fare strada non è “camminare”. Non è neppure “camminare molto“.  Fare strada è quello che ti succede quando scegli un percorso difficile, oltre quelle che ti sembrano le tue possibilità e prosegui sempre anche quando ti sembra di crollare. Anche quando a un decimo del percorso sei convinto che ne morirai. Fare strada è quando devi scegliere se fidarti di chi hai attorno e scegli di farlo prima consapevole che non ci sono alternative e poi nel tempo capendo che è la cosa giusta e che gli altri stanno facendo lo stesso con te.  Fare strada è capire quanto sia stupido focalizzarsi su aspetti come l’estetica, il carattere delle persone, uno sgarbo subito una volta. Quando impari che non esiste simpatia e antipatia ma lottare tutti assieme per un comune obbiettivo comune, anche con gli sconosciuti. Perché alla fine tra uno sconosciuto e un amico la differenza è davvero solo il fidarsi. Anche loro hanno il tuo stesso mal di piedi, e se sono sfortunati non hanno scarpe buone come le tue e sentono un male cane, peggiore del tuo. Facendo strada, impari che se la tua borraccia è troppo piena alla fine è solo un peso ed è meglio avere meno acqua, o condividerla con chi ne ha meno e questo vale con molte cose nella vita.  Facendo strada, impari che i trucchi non servono, ne sulla faccia ne nei fatti, che non serve essere vestiti bene per sentirsi a proprio agio ma un pigiama va bene anche nelle grandi città se stai bene con te stesso. Facendo strada, impari che se resisti un altro po’ poi arriva il momento in cui puoi riposare e mangiarti quel gran panino al salame che ti aspetta. E chi se ne importa del ristorante di pesce sul mare perché quel panino lì te lo sei portato sulle spalle e non c’è niente di più soddisfacente.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Privacy Policy Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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