Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

In viaggio sul cammino di Santiago: Giorno 29

Tempo di lettura 1 minuto

Da Villachà a Casanova

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

Charles Bukowski

La tappa di oggi è stata lunga. 33 km. Ma dovrebbe permetterci di arrivare a Santiago un giorno in anticipo. Il meteo è stato propizio e i panorami generosi.

Sotto i 100 km però qualcosa è cambiato: abbiamo abbandonato definitivamente la solitudine riflessiva e pacifica del cammino per raggiungere gradualmente la bolgia. Migliaia di persone in fila come formichine poco consce della fatica e del senso stesso del cammino e svariati casi assurdi.

Proverò a renderne l’idea.

Caso 1. Durante la notte, in un piccolo sono stato svegliato dolcemente alle quattro del mattino dal telefono che la ragazzina sopra di me si è lasciata sfuggire e che mi è arrivato in faccia. Successivamente la ragazzina ha continuato a messaggiare per ore con le notifiche con la vibrazione per essere certa di non addormentarsi. E non lasciarmi addormentare.

Caso 2. Una ragazza con la caviglia rotta e il tutore che camminava da sola e senza stampelle.

Caso 3. Persone che camminano con una borsa termos per l’acqua in mano.

Caso 4. Tizio che si sente libero di slegare la corda della campana di una chiesetta antica e di giocarci. Non pago della grande emozione invita la compagna a fare altrettanto.

Caso 5. “Pellegrini” che camminano con zaini vuoti e poi so fanno recapitare trolley giganteschi in Hotel nelle grandi città.

Caso 6. Culturisti che si fermano a riposare in pose improbabili per mostrare i muscoli.

Caso 7. “Pellegrine” senza zaino che non sapendo come usare i bastoncini li usano per fare esercizi per la schiena camminando o lo fanno roteare come majorette.

Caso 8. Vecchietti italiani vestiti come aristocratici in giardino a farsi il cammino.

Caso 9. Un tizio con uno sgabello attaccato allo zaino.

Non so se possa poi definirsi un caso 10 ma arrivati a Casanova il ristorante ha dichiarato che non esiste alcun albergue in paese gettandoci nel panico. Si è offerto però di chiamarne un altro (evidentemente suo amico) per farci venire a prendere. Solo dopo aver verificato che l’albergue amico era pieno ci ha indicato quello del paese.


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