Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

In viaggio sul cammino di Santiago: Arrivo a Santiago

Da Alborada a Santiago

I finali eclatanti a strappare l’applauso di solito me li riservo per le canzoni.

Fabrizio de Andrè

Oggi era prevista finalmente la tappa finale. 19-09-2019. Sembra un giorno fico, scelto ad arte. Eppure in origine avremmo dovuto arrivare il 20. Eppure è una data così interessante.

Siamo partiti alle sei nel profondo buio del bosco, paesaggi quasi orrorifici e occhi luminosi di gatti che ci osservavano. Abbiamo tirato tantissimo per arrivare a Santiago alle 12:30. 28 kilometri di emozione, le gambe che corrono follemente e ben tre colazioni con pane e marmellata.

Poi d’un tratto il cartello della città di Santiago.

Bella? No. Come tutte le altre città un agglomerato di palazzi, negozi, polvere, smog, auto. Questo non toglie l’emozione di vedere finalmente la Cattedrale. Vorrei dirne cose poetiche ma probabilmente riuscirò a farlo solo più avanti. Ora c’è la stanchezza, il male ai piedi, il sole negli occhi e un gruppo di amici che ancora non sanno separarsi. Domani andremo a Finisterre, poi chissà.

Per avere la credenziale è necessario prendere un biglietto entro le 14 (o più probabilmente entro un certo numero) e aspettare ore e ore. Prendendolo abbiamo incontrato una donna con cui abbiamo percorso un anno fa il nostro primo tratto di cammino, lei oggi finiva quello portoghese. È stato stupendo rivedersi, riconoscersi, abbracciarsi. Scoprire nella cattedrale una macchina per fare le offerte con la carta di credito.

Abbiamo incontrato anche il personaggio forse più incredibile del cammino. Un uomo che cammina da nove anni e pare che questo fosse il suo ultimo cammino. Ci ha raccontato la sua esperienza e rimandato ad una sua vecchia intervista.

https://youtu.be/IslEub5GrQg

È stato un regalo bellissimo per questo finale.

Ah. Ho chiesto a Niobe di sposarmi. Ha detto di sì.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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