Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Dell’amore e di altre sciocchezze

Tempo di lettura 2 minuti

Mi è capitato in questi giorni di essere interpellato sulla mia idea di amore.
Credevo di averne scritto esaustivamente in passato, ma cercando ho scoperto di non averlo fatto, o di aver perso dove ne avevo scritto.
Oggi un uomo che parla della propria idea di amore viene sicuramente preso per debole, stupido, sentimentale. Non si parla di amore, è diventato tabù tra gli adulti, come ridotto ad una esperienza adolescenziale.
L’amore adulto dovrebbe essere una mera scelta, un contratto, qualcosa di freddo e calcolato?

Credo nell’amore. Ma non credo che l’amore sia solo un sentimento.
Credo che l’amore sia per sempre, ma che non sempre il sentimento lo sia.
Credo che l’amore sia una scelta ed al contempo un accadimento.

Sono una persona discretamente facile all’infatuazione, ma difficile all’amore, non dico spesso le parole tanto desiderate da un’aspirante amata, non dico spesso “ti amo”, credo che vi sia un rischio di inflazione dell’affermazione, credo che a ripeterlo, ripeterlo, e ripeterlo ancora perda ogni valore.
Come l’inglese “I Love You” usato ed abusato tanto da perdere per noi significato.
Se arrivo a dire “ti amo” quell’amore è per sempre, non ho mai smesso di amare, non ho mai smesso di essere disposto a dare la vita per chi amo, in modi diversi, talvolta dare la vita significa anche lasciare andare.
Trovo che amare e desiderare il possesso siano due cose estremamente distanti e slegate, non necessariamente complementari, non necessariamente opposte, non necessariamente unite o disgiunte.

Ma forse ora è il momento di esprimere più chiaramente il mio concetto di amore.
L’esempio che prendo in genere è quello della madre. Non esistono molte forme di amore più genuine e forti di quelle della madre che ha generato un figlio, vi è un legame immenso infinito, inscindibile. Ma il figlio può essere cattivo, crudele, fare del male alla propria madre. Lei non cesserà di amarlo, ma non necessariamente proverà sentimenti positivi. Arriverò forse perfino ad odiarlo pur continuando ad amarlo, a volere il suo bene.
Un altro esempio, per chi crede almeno è l’immagine di Cristo sulla croce. Non credo che avesse sentimenti benevolenti nei confronti di chi lo fustigava, di chi gli sputava, gli lanciava pietre, lo insultava.
Ma amava sempre e comunque, indipendentemente dai sentimenti.

Credo che l’amore non sia una scelta da rinnovare ogni giorno ma una scelta che nasce da dentro, che appare nel tempo e che crea un legame, anche se mono direzionale, inscindibile.
Almeno per me è così.

Posso amare e al contempo essere consapevole che una persona non può vivere a contatto con me, e non provare il desiderio di possederla, di incontrarla, di carezzarla. Ma sarò sempre disposto a fare del mio meglio per la sua felicità, per la sua vita, per il suo essere.

Il sentimento va coltivato ogni giorno, la passione, il desiderio, la voglia di stare assieme ogni mattino deve essere una scelta, un rinnovo una ricerca.
L’amore una volta acceso invece per me è una linea retta infinita verso l’universo.
Immutabile.

Si può amare una persona con cui non si desidera condividere più nulla e proprio per questo nell’amore puro non c’è il bisogno della gelosia.
La gelosia è frutto del desiderio di possessione, che è legittimo, è fondamentale alla passione al desiderio, alla piacevolezza dell’essere.

Ma non all’amore.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

9 thoughts on “Dell’amore e di altre sciocchezze

  1. te hai scritto, una volta scritto non sei piu giudice dei commenti fatti sul tuo scritto, ne puoi essere d accordo o meno su come il tuo scritto arriva a chi legge. se non capisci questo non sei uno scrittore, ma sei un opinionista o un rIcercatore di consensi. chi scrive dona parole al lettore che le riceverà diversamente da lettore a lettore e delle quali non sei piu padrone. quindi se io ho capito quel concetto li , significa che c era. è non puoi dire che non ha nulla a che fare con te. perche l ho elaborato leggendo te. ciao ciao e buona carriera di SCRITTORE.

  2. L’autore cui non è dato di comprendere fino in fondo la sua opera, abilità che invece infonde al pubblico/critica il suo valore indispensabile alla piena realizzazione dell’opera stessa, è un concetto così ottocentesco che di più non si può. Just saying.

  3. Non credo che un opinionista (nel momento in cui usa penna/tastiera, ça va sans dire) o un saggista non siano scrittori, innanzitutto. La differenza – se c’è – forse sta nell’obiettivo e/o nello stile. Un opinionista ti dice quello che pensa a proposito di un argomento, un saggista studia/approfondisce un argomento con un metodo che si definisce al principio del suo scritto. La letteratura nasce da un’esigenza artistica, terapeutica, o di intrattenimento, o chi lo sa, tanto quanto un diario personale, un blog (come in questo caso), una lettera, ecc. Non credo che ci sia una distinzione di valore tra tutte queste attività. Ma credo di dare una maggiore legittimazione all’autore intendendolo come consapevole della propria opera. Il lavoro del lettore è altrettanto importante, ma non supera in coscienza quello dell’autore. Uno scrittore non è un deus ex machina per la realizzazione spirituale del lettore.
    Ciò detto, le modalità con cui uno si approccia alla lettura o alla scrittura sono del tutto personali e abitrarie, fatti salvi i criteri culturali che ci stanno dietro.
    Tutta questa pappardella per dire che chi fruisce non aggiunge all’opera, ma la interpreta. Non so se spingermi tanto in là da sostenere che l’interpretazione sia un modo di creare un’opera nuova, ma può essere che io sia troppo attaccata al dato sensibile. In ogni caso, l’aspetto soggettivo della fruizione è una cosa talmente scontata da rendere banale sottolinearla 😉
    Tornando al punto da cui siamo partiti, il fatto che tu veda nel testo cose che non vi sono scritte significa più probabilmente che quelle cose sono dentro di te e che quello scritto te le ha fatte risuonare, intrecciare alle parole che leggevi. Ma resta il fatto che non siano nello scritto. Ma va assolutamente bene così, sta proprio lì il bello dell’espressione e della comunicazione, no? 🙂

  4. <> Appunto. è quello che dico io e appunto quella frase che ho scritto è riscontrabile nel testo , eccome se lo è!! e non è arbitrario. Se poi al ‘autore non piace non so sinceramente che dire. Io non credo che lo scrittore sia totalmente cosciente di ciò che scrive. mentre un opinionista o un saggista lo è sempre a cento per cento. In qualunque scritto che non sia precisa opinione, critica, saggio o recensione analitica, si trova pezzi del pensare e de sentire dell autore che anche lui stesso non sa mettere a fuoco. Tant’è che il modo piu semplice nella psicoterapia per iniziare un cammino di conoscenza di sè è far scrivere un diario a paziente.

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