Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

FaceApp sì ma Immuni no?

Tempo di lettura 4 minuti

Le coincidenze a volte fanno sorridere. In un periodo in cui tante persone hanno paura ad installare un’app utile per la salute pubblica per paura di implicazioni legate alla privacy, torna a spopolare un’applicazione che è notoriamente tra quelle con una peggiore gestione e chiarezza della privacy stessa.
Perché?

Essenzialmente si tratta della consueta abitudine a cadere nel tranello dei Bias Cognitivi e delle Fake news.
Siamo abituati a film sullo spionaggio governativo, ci raccontano della Cina che spia i propri cittadini, di Facebook e Google che da cattivoni ci spiano, ma non siamo capaci di informarci. Non siamo in grado di ragionare su due semplici concetti:

Il primo concetto è che non sono solo Facebook e Google ci spiano, ma anche Apple, Amazon, Microsoft, molti degli schermi pubblicitari nei negozi, il computer di bordo di molte auto evolute come quelle di Tesla, il frigorifero smart, la smart tv, Netflix, il vibratore con controllo remoto, la bambola intelligente che diamo a nostra figlia, la tesserina del supermercato, la nostra banca… tutto dipende da quali siano i dati che raccolgono e se sia pericoloso lasciarglieli raccogliere. Tra l’altro fra tutte le cose che ho indicato forse Google, Apple, Amazon, e Microsoft, sono quelli che ne fanno un uso meno pericoloso, nonostante siano i più temuti. Dovremmo temere di più la miriade di dispositivi connessi a Internet che fanno figo, come le smart tv e gli elettrodomestici, o peggio le telecamere di sicurezza che ci installiamo in casa senza conoscere i concetti base della sicurezza informatica. Da gran parte di questi, è possibile spiare davvero conversazioni e abitudini, contrariamente agli smartphone, come già spiegato un mio precedente articolo (“Google e Apple ci ascoltano? No. Ma forse il tuo smartphone sì.” https://wp.me/pQMJM-1Rc)

Il secondo concetto è che non siamo in una nazione come la Cina o la Russia (da cui proviene FaceApp), siamo in una nazione democratica, in una organizzazione internazionale sovranazionale che ha elaborato il GDPR (https://tinyurl.com/y6vm6vkf) per proteggere la nostra privacy. E se qualcuno all’interno della nazione viola le regole del GDPR, stato compreso, viene praticamente massacrato.

Ma allora perché mettendo da una parte:

  • Immuni: di cui chiunque può visionare il codice sorgente e verificare come quali dati vengono usati, come vengono usati, se usa o non usa il gps, e qualunque eventuale dubbio di sicurezza (come spiegato in un mio precedente articolo “Immuni: l’app anti Covid-19. Parliamone.” https://wp.me/pQMJM-1UW)
  • FaceApp: che chiede l’accesso ai file del nostro telefono, scansiona tutte le nostre fotografie private e non, dicendoci che sta per farlo per altro, ci chiede l’autorizzazione di inviare le foto sui loro server, e nella sua informativa della privacy dice che raccolgono i seguenti dati: Fotografie fornite quando si usa l’app tramite fotocamera o rullino fotografico, o informazioni provenienti dagli account social o informazioni sulla navigazione internet, e che vendono dati a terze parti (https://www.faceapp.com/terms-en.html)

Tutti stanno installando la seconda e molti hanno paura della prima. Da dicembre 2019 (dopo qualche anno di richieste) FaceApp ha reso pubblica una privacy policy tutto sommato decente e in linea con le altre applicazioni usate. Quasi tutte raccolgono gli stessi dati e li vendono a terze parti, ritornando sul primo concetto che avevo espresso in questo articolo. Tuttavia, Immuni non solo non raccoglie nessun genere di dato (se lo facesse verrebbe fuori la richiesta da parte del sistema operativo come accade in FaceApp), ma non vende nulla a terze parti e chiunque può verificarlo non tramite una pagina di dichiarazioni che potrebbero essere false, ma tramite la possibilità di scartabellare nei codici sorgenti direttamente. In quelle robe che scrivono i programmatori per creare l’app.

Adesso, ammesso che i programmatori non siano una gigantesca casta appartenente a un gigantesco complotto simile a quello che vuole i piloti a sganciare scie chimiche per il mondo o nascondere che la terra è piatta direi che qualche eroico programmatore avrebbe affrontato i poteri forti dopo aver visionato i sorgenti e scoperto il complotto, no?
Se invece pensate che i programmatori siano una gigantesca casta appartenente ai poteri forti, tenete conto io sono un programmatore: chiudete subito questo blog e distruggete immediatamente il dispositivo con cui avete fatto accesso se non volete che vi spii e scopra quali sordidi siti visitate!

Forse c’è la paura di non saper cosa fare se l’app vi dice che siete a rischio, ne ho sentito parlare. Quello che c’è da fare però è una propria scelta. Nessuno sa che siete stati allertati del rischio, siete liberi di essere civili cittadini e mettervi in quarantena o di essere incivili cittadini e rischiare di far ammalare altre persone, ma perlomeno sarete informati del fatto che siete a rischio.

Il rischio non è finito, secondo alcuni virologi, epidemiologi e l’OMS è possibile un ritorno del virus in autunno (https://tinyurl.com/yazf8syg). Siamo tutti indignati, affaticati, stanchi della clausura che abbiamo subito e che in parte continuiamo a subire. L’unico modo di diminuire il rischio è che ognuno nel suo piccolo prenda qualche precauzione. Per molti sembra un dramma indossare una mascherina o stare lontano dagli altri, ma mantenere sul telefono una app che non apri mai e a cui non devi fare niente non è una fatica eccessiva. Tanto più che ognuno di noi ha quasi certamente diverse app installate che non usa, App che quando sono state installate però hanno chiesto permessi di accesso a dati che immuni non chiede.

Non è assurdo essere disposti a farsi violare la privacy da una app per modificare foto e aver paura di usare una app che la privacy non la può violare ma che può aiutare noi, i nostri cari, e la nazione intera a non tornare nel baratro di un lockdown?

Nota di colore: Questo è l’articolo numero 1001 sul mio blog. Tanta soddisfazione e tanto tempo passato.
Me ne volo via con il mio tappeto volante.


Conferenze

Sono disponibile per l'organizzazione di conferenze su Uso consapevole delle tecnologie, e su Come riconoscere le Fake News, o altri temi analoghi. Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito. Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti. Potete visitare l'apposita pagina Conferenze e Corsi per maggiori informazioni.

3 thoughts on “FaceApp sì ma Immuni no?

  1. Io per non sbagliare ho scaricato sia Immuni sia la sua cuginetta austriaca.
    Penso che potrei dichiararlo pubblicamente così da fare pulizia tra i miei contatti facebook, il tutto senza muovere un dito (win – win)

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