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“San temo che sarà come al solito…”: recensione caustica e polemica

“San temo che sarà come al solito…”: recensione caustica e polemica

PUPO, EMANUELE FILIBERTO: raccapricciante brano inutile che vuole lasciare del buonismo ma che in realtà non trasmette nessun valore, nessuna qualità sonora, nessuna novità, nulla.

POVIA: Se non ascolti il testo ti viene da cantare i piccioni! Le sue canzoni sono tute “tatartta tatta tatta tatartta tatta tatta tatartta tatta tatta” continuano tutte su questo tempo. Direi nulla di interessante.

VALERIO SCANU: alias il sosia di Legolas. Classica canzone “sbregamudade” un po’ alla tiziano ferro, se avesse avuto una parte urlata che desse un po’ di tiro poteva essere decente, ma è un piattume disarmante.

MARCO MENGONI: nonostante abbia cantato secondo me leggermente stonato, leggermente calante, e sull’acuto perda palesemente voce è un bel pezzo decentemente rock. Uno dei migliori di questo festival.

NINO D’ANGELO: anche se non amo la musica napoletana in un festival napoletano non sarebbe stato male, ma a san remo hanno fatto bene a cacciarlo fuori, anche se musicalmente era superiore a molti altri partecipanti.

FABRIZIO MORO:  segue l’anda del “protestiamo perché ho una vita di merda” musicalmente nulla come tutte le sue canzoni, solo che sta volta ha cannato anche il testo… “Pensa” probabilmente gli era uscita per sbaglio visto che è l’unica famosa su sei album che ha fatto.

MALIKA AYANE: credo abbia sbagliato film o personaggio, stava interpretando perfettamente Giusy Ferreri, poteva scegliere un altro personaggio, quello ha già fatto il suo tempo. Tra l’altro Giusy Ferreri in una canzone più brutta di quelle che canta di solito.

ARISA: pazzesca Arisa! La trovo geniale. Sul serio. Brutta, sfigata, che ci naviga sulla brutezza e la sfigatezza, le ballerine ciccione dietro le spalle erano uomini travestiti!!!! Spaziale. Mi sa che mi ha conquistato, è la volta che decido di conoscere la sua musica. Canzone saltellante e allegra, di un amore scanzonato e divertente, “perché a me basta che sei qui vicino che ci sei, il dolore potrebbe farci cadere, ma l’amore può ragionare, sorridere ancora, imboccare una strada sicura”. Carinissima nel personaggio, che non pretende nulla alla fin fine se non spensieratezza, è un “sole cuore amore” ma finalmente ben costruito musicalmente e con sotto del jazzatino carino.

SIMONE CRISTICCHI: lo ascolto con interesse vediamo cosa tira fuori dai capelli e soprattutto se riesce a staccarsi da un plagio di Caparezza ….no…. ha praticamente plagiato perfino pezzi di testi di Caparezza. Interessante ma nulla di nuovo, e ha fatto canzoni decisamente canzoni più belle, in ogni caso sul serio ci sono un sacco di pezzi del testo che sembrano tagliati/incollati da alcuni pezzi di Caparezza… ufff mi ha deluso, su lui ci speravo un po’.

NOEMI: so già che vincerà, perché ho visto il telegiornale RAI e quando guardi il telegiornale RAI il primo giorno capisci già chi hanno deciso di far vincere…. che bella voce che avrebbe, peccato che la canzone sia terribilmente banale e piatta, devono trovarle un produttore serio. Tutte le sue canzoni sono così, voce della madonna ma avendo quella voce nessuno si preoccupa di cosa ci sia sotto e della melodia… la stanno sprecando e finiranno per accantonare una buona voce.

IRENE GRANDI: …deludente…. sembrano i Baustelle, anzi direi che non mi stupirebbe se la canzone fosse scritta dai Baustelle, solo che il cantante dei Baustelle ci sta bene con la sua voce depressa sui suoi brani, Irene Grandi (che in genere mi piace molto) risulta piatta e inutile.

SONOHRA: che brutti che sono. Musicalmente sembrano Gigi D’alessio! Siete due Veronesi! Non potete somigliare a D’Alessio, quando tornate a caso i leghisti e quelli di forza nuova vi linciano!!! Bello a buso come è vestito il morettino, un sacco gay come è vestito il biondo… mmm ok se sto guardando i vestiti è chiaro come sia la musica…. sono dei chitarristi mostruosi e suonano la chitarra come si fa a scout…

Piattume niente interessante, anche se c’è un po’ di tiro, diciamo non ai livelli di Mengoni ma qualcosa di decente c’è.

TOTO CUTUGNO: poteva vincere sanremo del 52…. anzi si è ripreso verso fine canzone, non avrebbe vinto neanche san remo del 52.

IRENE FORNACIARI feat. NOMADI: Deve essersi vestita così perché se no non la guardavano…. almeno ti accorgi che c’è qualcuno sul palco

ENRICO RUGGERI: giro di basso figo in partenza… che fico che è Ruggeri, come personaggio intendo, mi piace sul palco. Un po’ banalotto per i suoi precedenti, niente di che ma carino bel giro di basso, carini gli stacchi ma niente di che, ne delusione ne interesse particolare.

Anche se lo hanno (per me giustamente) escluso e mi spiace…
MORGAN: la canzone che Morgan non ha cantato era molto d’atmosfera, molto interessante, anche se uguale a qualche altra sua canzona vecchia, però aveva unito il classico italiano al suo stile psichedelico, sarebbe stato interessante, non che aggiunga molto a quello che ha già fatto, ma rispetto alle altre di san remo era quella costruita meglio. Come spesso scade un po’ nell’auto referenzialismo e autocitazone e autoplagio mescolato al plagio di Battiato, Beck e i Cure, non ha fatto qualcosa di particolarmente interessante insomma, nulla di “nuovo”.

Concludendo io tifo per ARISA sopra a tutti e in secondo luogo per MARCO MENGONI, sperando stecchi di meno.

A scopo di cuirosità i tre coristi travestiti dietro ad Arisa sono “le sorelle Marinetti”

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

3 thoughts on ““San temo che sarà come al solito…”: recensione caustica e polemica

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