Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Sulla disobbedienza civile

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La notizia è sulla bocca di tutti, non serve neppure raccontarla ma per i più pigri e i meno attenti si può riassumere così: Marco Cappato ha aiutato Elena, una signora che desiderava accedere all’eutanasia, ad andare in Svizzera dove l’eutanasia è legale. Fatto questo è andato dai carabinieri ad autodenunciarsi e ora rischia fino a 12 anni di carcere.

Non mi soffermerò sul discorso dell’eutanasia semplicemente perché trovo ovvio che ogni persona con una coscienza civile dovrebbe essere d’accordo sulla sua importanza. Quello su cui voglio soffermarmi, ancora una volta, è la Disobbedienza Civile, il gesto che definirei eroico di Marco Cappato. Non è la prima volta che parlo di Disobbedienza Civile (https://wp.me/pQMJM-1Cp), è un tema che mi è caro e nel tempo la comprensione di questo concetto sembra essere solamente peggiorata. E così ad ogni buona occasione mi piace ribadirlo.

La disobbedienza civile non risiede nell’atto di violare una legge che non ci piace. Non è postando su un social una foto senza mascherina, o passando con il semaforo rosso che si fa Disobbedienza Civile, non è neppure scendendo in piazza con altre decine o centinaia di anonimi che ti rendono anonimo e invisibile dandoti forza apparente che si fa Disobbedienza Civile. La Disobbedienza Civile non è l’atto in sé di violare una regola altrimenti saremmo una nazione di eroi, e non si può fregiarsi del concetto di Disobbedienza Civile solo perché non si ha voglia di seguire una regola.

Disobbedienza Civile è quello che viene dopo aver violato la regola. Disobbedienza Civile è andare dai carabinieri, consapevoli di rischiare anni di carcere, e auto denunciarsi per costringere le istituzioni, la magistratura, a interrogarsi su quella legge, o su quel vuoto legislativo. Disobbedienza Civile significa rischiare seriamente la propria incolumità e la propria libertà per tentare di scardinare qualcosa che non funziona, per tentare di cambiare le regole. Nella Disobbedienza Civile il perdere qualcosa, il rischiare qualcosa è insito nel concetto.

Altrimenti si tratta solo di vile protesta, di egocentrismo o di una scusa per giustificare la propria negligenza.

A tal proposito consiglio il libro, sempre di Marco Cappato, Credere disobbedire combattere (https://short.staipa.it/eenbl). Parla esattamente di questo, di Disobbedienza Civile e delle battaglie vinte o combattute attraverso di essa.


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