Lug 122007
 

Tutto inizia in un parcheggio sterrato al bordo del lago.
Di fronte solo il lago, l’acqua calma che ondeggia lieve, la superficie che riflette il mondo.
In fondo, dietro al lago i monti, alti, grandi, le luci dei paesi, delle città che pian piano cominciano ad accendersi, il cielo rosso che inizia a imbrunire, il sole che sta scendendo dietro ai monti lentamente.
Tutto inizia lì.
Nel silenzio, con nessuno attorno.
Poi cominciano i preparativi, tirare fuori l’attrezzatura, prepararla, montarla, controllare che tutto funzioni a dovere.
Ne va della tua vita ovviamente, e di quella dei tuoi compagni.
Vestirsi.
Entrare lentamente in acqua.
Scendere nel mondo di laggiù.
Un altro mondo.
Sotto solo il silenzio, qua e là talvolta la corrente fa sbattere qualche sasso, ma non oggi, solo il suono delle bolle che salgono.
Il buio.
Guardarsi attorno e vedere che attorno non c’è nulla se non il fondo e chilometri di buio al di fuori del fascio delle torce, vedere i colori nel fascio delle torce, i colori delle formazioni di piante intricate, i colori dei pesci sole, che ti guardano avvicinare fino a pochi centimetri senza paura alcuna, perché sanno cosa sei, sanno che non gli farai del male, piccoli lucci ti nuotano attorno, persici reali, aolette, sarde di lago, tante sarde che quasi ti vien voglia di pizza, e una sirena, una bellissima sirena.
Giu lì hai una visione del mondo che non è più la visione di fuori, i tempi sono stretti ma allungati, sai che puoi starci una quantità di tempo ridotta ma quella quantità è senza fretta, senza un solo movimento rapido. Ti lasci attraversare dal quel mondo e lasci lontano il tuo, nel vuoto, sospeso senza gravità.
Osservi in silenzio, consapevole che nessuno ti verrà a disturbare, a chiamare, a parlare. Ascolti e basta. Osservi e basta, osservi il tutto e il particolare, il vuoto che diventa il tutto.
Guardi in alto e vedi la superficie del lago muoversi, le luci lontane.
Ed infine lentamente poi torni al mondo reale, saluti quei pesci, quelle alghe, la sirena, e speri di rivederli presto. Giù, lì, ancora.



Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  7 Risposte a “Il mondo di laggiù”

  1. … un sorriso

  2. Non sai quanta voglia di silenzio io abbia in questo periodo!

  3. Eh eh eh… licenza poetica motivata.

  4. Scusami… ma “giù lì” è proprio brutto brutto… sembra proprio intenzionale, ma secondo me si può migliorare “giù lì” con un’altra espressione… non che io sia critica o scrittrice, anzi… però se ti va di leggere sul mio blog “Il Suo fondale”: parla di mare e immersioni.
    Un bacio, attendo dure critiche! Purchè non offensive! 😛

  5. Porca vacca mi era sfuggita!!!
    STU SEI UNA CANAGLIA!

  6. …salutami i pesciolini…

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