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Il Blog di Stefano Giolo

Konzentrationslager Warschau: Come modificare l’opinione pubblica tramite Wikipedia

Wikipedia Inverse Color

Wikipedia è un entità che tutti percepiscono come positiva, ed in effetti lo è. Sembrerebbe realizzare il sogno di Asimov di una Enciclopedia galattica che contenga l’intera conoscenza umana.

Lo è? No. Ed è grande il rischio di considerarla tale.

Non solo è riuscita a scalzare le buone vecchie enciclopedie cartacee ma in gran parte anche le moderne enciclopedie online come la Encarta che per qualche anno ha spopolato. I suoi segreti sono la gratuità e il continuo aggiornamento. Sulla carta, (sembra un gioco di parole) la peer review di cui è per forza di cose permeata dovrebbe garantire all’enciclopedia stessa di essere costantemente riveduta e corretta. Qualunque utente può registrarsi e modificare una voce. Se la modificherà in maniera errata verrà corretta da altri utenti rendendo in qualche modo la conoscenza “democratica”.
Perfetto, no?
Il primo problema è che la conoscenza non è per nulla democratica, si può avere opinioni su molte cose ma su molte altre non si può averla: su come si sono svolti fatti storici, su conoscenze scientifiche, fisica, chimica, matematica. Su fatti incontrovertibili. Ed è di questo che qualunque enciclopedia dovrebbe parlare.
Certo spesso anche sulle enciclopedie cartacee alcuni fatti storici e politici sono stati comunque modificati dagli autori, è capitato che contenessero errori o strafalcioni scientifici e Wikipedia sembra risolvere questo problema.
Ma se questa libertà potesse essere usata contro gli utenti stessi?

Se questa libertà finisse per essere usata per spacciare informazioni false e renderle in qualche modo comunemente accettate?

Purtroppo è già accaduto, e non si tratta di complottismo ma di fatti verificati e verificabili. Per assurdo.
Lo racconta il giornale israeliano Haaretz nell’articolo “The Fake Nazi Death Camp: Wikipedia’s Longest Hoax, Exposed” (https://tinyurl.com/yxgdxeec). Per anni su Wikipedia inglese è stata presente una pagina (qui https://tinyurl.com/y2gcpvno il salvataggio su archive.org) sul cosiddetto Konzentrationslager Warschau, un campo di concentramento e sterminio a Varsavia nel quale sarebbero stati assassinati fino a 200.000 polacchi.
Nel luogo dove questo campo di concentramento era indicato su Wikipedia, vicino alla stazione ferroviaria di Warszawa Zachodnia, tutt’ora avvengono pellegrinaggi e cerimonie di commemorazione e molte delle informazioni che erano presenti sulla pagina sono state usate in altre pagine, tradotte in varie lingue, tanto che ad oggi è estremamente difficile reperire dove tali informazioni siano state usate e prese per vere.
Dalle ricerche degli studenti fino ai giornali ormai quasi tutti prendono a mani basse da Wikipedia considerando affidabile ogni suo contenuto, le persone leggono i giornali e questo avvalora maggiormente quanto raccontato.

Ma c’è un ma.

Il campo di concentramento di Konzentrationslager Warschau non è mai esistito. La pagina era stata creata da un movimento polacco di estrema destra allo scopo di minimizzare l’olocausto ebraico attraverso il racconto del cosiddetto polocausto, ossia l’uccisione dei polacchi da parte dei tedeschi.

Le prove che venivano utilizzate a dimostrazione della tesi della presenza del campo di concentramento sono state facilmente smontate negli anni, ad esempio i pozzi di ventilazione che venivano portati come prova a sostegno della presenza delle camere esistono solamente dagli anni Settanta.

Ciò nonostante questa falsa narrazione è diventata quasi realtà, si è espansa in altre pagine, se ne è parlato sui giornali e probabilmente sui libri e nessuno ormai toglierà ai tanti che visitano quei luoghi ogni anno e che ne fanno commemorazioni l’opinione che i fatti di Konzentrationslager Warschau siano accaduti.

Dovremmo ricordarcelo la prossima volta che ci viene da dire “su Wikipedia c’è scritto così“. Wikipedia va benissimo per una ricerca in leggerezza e con scarse conseguenze, ma quando dobbiamo fare un lavoro vero, una ricerca vera, qualcosa su cui basare davvero dell’informazione è e resta necessario risalire alle fonti originali. Scegliere fonti attendibili e verificabili. Faticare un po’ per essere più sicuri di non stare condividendo castronerie.

In questo ci può aiutare Wikipedia stessa attraverso le proprie policy sull’uso delle fonti (https://tinyurl.com/y6xhfd7b).
Ogni pagina ben fatta in coda deve avere informazioni come queste

Da queste sarà possibile navigare a ritroso verso le fonti, verificare la veridicità di quanto dichiarato, farsi un opinione più strutturata sulla validità dell’articolo.

Tornando al salvataggio su archive.org della pagina Wikipedia sul Konzetrazionslager Warschau

come ci si poteva aspettare era completamente priva di fonti. Questo, se gli utenti fossero più avveduti, sarebbe dovuto bastare a non considerare attendibile il contenuto.

La lezione? Fidarsi solo di chi fornisce fonti verificabili. Che sia un giornale, un blog, un’enciclopedia cartacea. Se non fornisce fonti, non è attendibile. Se le fornisce… dipende dalle fonti stesse.

Fonti:
La grande bufala di Wikipedia sul campo di sterminio a VarsaviaIl Post
The Fake Nazi Death Camp: Wikipedia’s Longest Hoax, ExposedHaaretz

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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