Come da un sogno rimetto piede in casa dopo un campo scout, l’ennesimo.
Questa volta invernale con i Lupetti, come cambusiere, ma rigorosamente in uniforme!
Rimetto lo zaino, sempre pronto nell’armadio, tolgo l’uniforme e il fazzolettone ancora una volta pronto a indossarli di nuovo alla prima occasione e ripenso a questi giorni.
A quel ragazzino che faceva il grande, e il superiore che poi a fine campo quasi piangendo mi ha abbracciato, a me, semplice cambusiere ringraziando del campo, agli occhioni azzurri di una ragazzina che faceva una tenerezza da stritolarla di abbracci, all’avversione di un altro ragazzino per il formaggio Emmental, alla bimba che continuava a mettermi la sua sciarpa rosa e io a sudare dal caldo con questa sciarpa che non potevo mai togliere, alla semplicità e alla purezza dei bimbi che mi chiedevano chi della staff stesse con chi se c’erano intrallazzi e coppiette, e sentirli parlare di cose che neppure sanno cosa sono, e giocare, e trovarsi su una sedia con cinque o sei bimbi urlanti che vogliono saltarti in braccio e fare foto con te, e farsi prendere in braccio, e rovesciare e correre, e saltarti sulle spalle, e farli giocare, divertire, e ridere con loro. E camminare nella neve, scivolare, e prendersi a palle di neve e ancora tante tante tante cose, e cucinare con amore e vederli contenti di mangiare e ancora infinite cose e sentire i canti come quelli del mio vecchio gruppo, e raccontarsi le avventure di tanti anni di scoutismo, le tradizioni, i bei momenti, e ricordare quelli passati assieme e sentirsi a casa ovunque ci sia un fazzolettone e una camicia azzurra, sentirsi fratelli, fratelli davvero, non uno tra tanti ma tanti assieme e basta.
Non credo lascerò ancora questo mondo, no non ancora, no. Anche se non so ancora bene in che forma o dove resterò, devo prima chiarire delle cose quando io, lei, noi, quando ce la si sentirà, e sistemar la mia nuova casa, e la mia “vita artistica”. Finché queste tre cose non saranno sistemate non potrò tornare, non dove ero lo scorso anno almeno.
Forse farò già un campo di formazione quest’anno se mi sarà permesso, e ne voglio fare uno l’anno prossimo, ne ho in mente almeno due, se non tre. Formazione sul metodo Lupetti, aggiornamento al nuovo metodo del Reparto e se ci scappa fuori formazione metodo Noviziato/Clan.
Comunque sia torno come da un sogno, carico e vivo, la mia strada è ancora lì.
La mia strada è ancora qui, con questi calzoncini corti, gli scarponi nuovi, la mia camicia azzurra ricordo di anni ed anni stupendi e delle più belle esperienze passate, il mio fazzolettone blu ricordo dei giorni e delle notti più belli che abbia mai passato, e quel cappellone dalla larga tesa ricordo di sconfitte e di soddisfazioni. Si la mia strada è ancora qui e non sono che all’inizio di quel che sogno di fare, di mille progetti, di sogni, di avventure.
Non mi fermo qui, no.
Non mi fermo ancora qui.
Guardami negli occhi, non mi fermerò qui.
p.s. Perle del campo….
Con in mano tre carte a caso in una partita a scala quaranta “Ho solo questo tris-tezza”… (Erika)
Perle di scoutismo moderato: “Lascia il mondo un po’ come l’hai trovato” (io)
Uscendo dal bagno “Oggi credo di aver adempiuto agli insegnamenti di B.P. Sono sicuro: sento che ora il mondo è un po’ migliore di qualche minuto fa” (io)
“Estote PaNati” le cotolette degli scout. (Ricciolina in modalità remota)
In verifica “La cambusa è stata molto buona a me mi è piaciuto tutto” (Vari Lupetti che avevano evidentemente morso il tavolo o il frigorigero)
“Mi sento un vero scout. Mi sono fatto la manicure con la lama del coltello. Compreso il taglio delle unghie” (io)
“Che bello il tuo telefono plantare!!” (una Lupetta)


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