Mar 242019
 

Dal 29 al 31 marzo di quest’anno come ormai già arcinoto si svolgerà il tredicesimo Congresso Mondiale delle Famiglie.
Il tredicesimo dovrebbe accendere nella testa di qualcuno che non si tratta di un’idea estemporanea del ministro Fontana o del cattivone di turno. Il tredicesimo. Il primo risale al 1997.
Quest’anno i temi ufficiali saranno secondo il sito ufficiale (https://wcfverona.org/it/about-the-congress/)

  1. La bellezza del matrimonio
  2. I diritti dei bambini
  3. Ecologia umana integrale
  4. La donna nella storia
  5. Crescita e crisi demografica
  6. Salute e dignità della donna
  7. Tutela giuridica della
  8. Vita e della Famiglia
  9. Politiche aziendali per la famiglia e la natalità

Tutti temi positivi. Chi non sarebbe d’accordo con questi temi? Ed allora perché tante polemiche? Perché tante lamentele? La cosa è presto detta. L’organizzazione di questi tredici eventi riunisce attivisti, politici, persone d‘affari, personalità ecclesiastiche unite sotto la bandiera della “famiglia tradizionale”, quindi patriarcale ed eterosessuale, contro l’aborto, contro il diritto di riproduzione, contro i matrimoni non eterosessuali, contro i diritti delle persone LGBTQI, contro il diritto di divorzio, contro gli studi di genere e e contro l’immigrazione. L’organizzazione in passato ha anche finanziato diversi studi per tentare di consolidare le proprie posizioni con quelle della scienza, creare nessi tra famiglie omosessuali e danni nella crescita dei figli, e aumento di pedofilia. Studi che sono puntualmente stati screditati e smentiti dalla scienza stessa. Sono gli stessi che hanno letteralmente inventato l’esistenza della cosiddetta teoria del gender (
https://www.wired.it/play/televisione/2017/01/30/gender-revolution-national-geographic/ , https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=278005 ) per avere un nemico contro cui scagliarsi e attirare proseliti.

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Ott 052018
 

Sono sempre stato un vorace lettore di Stephen King, lo amo e l’ho amato per le storie, per il modo di scrivere e per lo sguardo antropologico che spesso i suoi romanzi contengono. Quando molti anni fa ho letto Insomnia provavo un piacere divertito nella sua descrizione drammaticamente reale del movimento antiabortista americano. Una affermazione in particolare mi era rimasta impressa:

“Noi non siamo antiabortisti, noi siamo per la vita!” proruppe Dalton “C’è un enorme differenza, che voi giornalisti evidentemente non riuscite a vedere!”

La trovavo ridicola. Avevo sì e no diciassette anni e pensavo quanto fossero fuori di testa gli americani. Poi pensandoci bene avevo giustificato quel personaggio pensando “Ok, ok, è sicuramente un esagerazione di King. Non può essere davvero reale, soprattutto non potrebbe mai diventare reale dove vivo io.”
Invece no. Invece a Verona, proprio dove abito io la città viene dichiarata dalla giunta comunale “Città a favore della vita” (https://goo.gl/oeCkCz). La città in cui vivo si trova a schierarsi contro una legge 194 approvata ormai quarant’anni fa, si trova a scegliere di finanziare associazioni cattoliche affinché facciano proselitismo contro l’aborto, contro la libera scelta, contro i diritti che le donne hanno lottato per ottenere, diritti per cui molte sono morte, hanno subito violenze, continuano a subire violenze.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Privacy Policy Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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