Staipa’s Blog

Esercizi di stile, poesie o urla.

Credevo che gli antiabortisti fossero i personaggi di un libro

Sono sempre stato un vorace lettore di Stephen King, lo amo e l’ho amato per le storie, per il modo di scrivere e per lo sguardo antropologico che spesso i suoi romanzi contengono. Quando molti anni fa ho letto Insomnia provavo un piacere divertito nella sua descrizione drammaticamente reale del movimento antiabortista americano. Una affermazione in particolare mi era rimasta impressa:

“Noi non siamo antiabortisti, noi siamo per la vita!” proruppe Dalton “C’è un enorme differenza, che voi giornalisti evidentemente non riuscite a vedere!”

La trovavo ridicola. Avevo sì e no diciassette anni e pensavo quanto fossero fuori di testa gli americani. Poi pensandoci bene avevo giustificato quel personaggio pensando “Ok, ok, è sicuramente un esagerazione di King. Non può essere davvero reale, soprattutto non potrebbe mai diventare reale dove vivo io.”
Invece no.

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Trailer di Romanzo

Finalmente dopo tempo sembra che “il motore sia ripartito”, e sto scrivendo parecchio. Probabilmente più di quanto abbia mai fatto ed in una forma che è decisamente diversa da quella di un tempo. Si cambia, si cresce, ed è bello.

Ho scritto un romanzo “Romanzo incompiuto“, che non so se davvero mai mi impegnerò a pubblicare, mi piace, si. Ma riconosco che c’è troppo “me” come fosse una contorta biografia immaginaria.
Le pochissime persone che me ne hanno dato un parere, tra le poche persone che lo hanno avuto in mano me ne hanno fatto dei complimenti che non ritengo del tutto sinceri, come a non avere il coraggio di dire il vero. Mi fa ridere perché proprio nel romanzo stesso parlo del fastidio dell’incapacità delle persone che ti vogliono bene di dirti davvero cosa pensano di cosa produci.

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