Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Thinking Day

« Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo un po’ meglio di come l’hai trovato e, quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo ma hai fatto del tuo meglio. »
B.P.

Il 22 febbraio di 152 anni fa a Paddingto nacque un uomo, un uomo semplice.
Era il 185 in famiglia e fra amici veniva chiamato Stephe ma il suo nome completo era Robert Stephenson Smyth Powell, il sesto figlio di otto del reverendo Baden Powell il quale morì però tre anni dopo.
Quando Robert aveva 12 anni, sua madre, con l’intento di fornire, anche nel cognome, un sostegno al futuro dei figli, cambiò il cognome di famiglia da Powell in Baden-Powell. Un doppio cognome all’epoca risultava più “di classe”in alcuni ambienti, ed il fatto che Baden fosse un nome di origine tedesca comportava vantaggi sociali perché vicino al germanismo della famiglia reale.
Non fu uno studente particolarmente bravo, ma sicuramente fu uno dei più vivaci, se qualcosa succedeva nel cortile di scuola sicuramente lui era lì in mezzo. Era notato particolarmente per le sue capacità come portiere nella squadra di calcio della scuola, come disegnatore, e come attore. Ogni volta che gli si proponeva di organizzare uno spettacolo lui era capace di accendere gli entusiasmi di tutti gli studenti.
Si interessava anche alla musica e suonava in modo ambidestrio pianoforte e violino con un certo talento.
Uno sei suoi più grandi divertimenti erano anche cacciare e cucinare animali nei boschi limitrofi, oltre a nascondervisi dai professori.
A 19 tentò di entrare a Oxford ma non essendo troppo studioso non superò mai gli esami di ammissione, provò anche ad entrare in cavalleria e in fanteria dove riuscì con successo e optò per la nobile cavalleria.
Prestò un eccelente servizio militare tanto che a soli 26 anni era già capitano in India.
Proprio in quelle terre conquistò il trofeo più ambito di tutto il paese, quello del pig-sticking o caccia del cinghiale a cavallo, con una corta lancia come sola arma.
Il cinghiale selvatico in India è definito «il solo animale che osi bere alla stessa pozza d’acqua della tigre».
Le sue capacità come topografo e come esploratore lo fecero assegnare presto ad incarichi di grande responsavilità.
Negli anni 80 perfezionò le sue doti di esploratore attraverso la conoscenza del popolo Zulù nella provinica del KwaZulu, in Sudafrica, i suoi superiori furono impressionati da tali doti tanto da segnalarlo e farlo trasferire ai servizi segreti britannici.
Tra il 1892 e il 1893 fu responsabile dell’Intelligence nel mediterraneo e nei suoi viaggi in cerca di informazioni militari progettò i Forti Cavalli che tuttora punteggiano le coste dello stretto di Messina.
Durante la Seconda Guerra Boera era era il più giovane colonnello dell’esercito britannico e responsabile dell’organizzazione di forze di frontiera che dovevano assistere l’esercito regolare.
Durante qesto incarico fu bloccato in assedio a Mafeking e circondato dall’esercito Boero il quale si trovava in vantaggio per numero di qualche migliaio di unità.
Nonostante la schiacciane inferiorità numerica la sua guarnigione resse 217 giorni l’assedio grazie a diverse tecniche escogitate da lui. Fece realizzare dei finti campi minati e istruì i suoi soldati a simulare di dover evitare grandi recinzioni di filo spinato, compì la gran parte dei lavori di esplorazione delle aree e istruiì un gruppo di ragazzi del luogo in modo che facessero da vedette e portaordini e insegnò loro a oltrepassare le linee nemiche.
Molti di questi ragazzi persero la vita in queste missioni e il colonnello fu impressionato dal coraggio e dalla generosità con cui i ragazzi attendevano ai loro compiti.
L’assedio terminò con la liberazione della cittadina il 16 maggio del 1900.
Fu promomosso Generale e divenne eroe nazionale con grande giubilo di tutta l’inghilterra aprendo il dizionario inglese si può trovare il verbo to maffick (“celebrare con stravaganti manifestazioni pubbliche”) e la parola maffication (“celebrazione tumultuosa”).
Dopo aver organizzato un servizio di polizia nazionale in Sudafrica Robert ritornò in Inghilterra nel 1903, assumendo l’incarico di ispettore generale della cavalleria.
Al suo ritorno, in Inghilterra scoprì che il suo manuale d’addestramento “Aids to Scouting” aveva avuto un grande successo e che era stato adottato da insegnanti e da associazioni giovanili.
Avendo seguito conferenze dello scozzese sir William Alexander Smith, che aveva fondato a Glasgow il 4 ottobre 1883 le Boys’  Brigades, e dell’altro scozzese naturalizzato canadese, Ernest Thompson Seton, fondatore dei cosiddetti “Woodcraft Indians” già nel 1902, B.-P. accettò incarichi in questa organizzazione interconfessionale cristiana, che campeggiava dal luglio 1886. A seguito di ciò, B.-P. decise di riscrivere Aids to Scouting per un pubblico più giovane, e nell’agosto 1907 tenne un campo sull’isola di Brownsea con venti ragazzi di diverse estrazioni sociali, per verificare la praticabilità di alcune delle sue idee.
“Scoutismo per ragazzi” fu in seguito pubblicato, nel marzo 1908, in sei fascicoli. Ragazzi e ragazze si unirono spontaneamente per formare squadriglie ed il movimento scout divenne inaspettatamente un fenomeno di massa, dapprima nazionale, in seguito internazionale.
Nel frattempo il piccolo Stephe era diventato Sir Robert Stephenson Smyth Lord Baden-Powell, Primo Barone Baden-Powell di Gilwell, o come si faceva chiamare e tutt’ora è chiamato da ogni scout nel mondo B.P.
Fu in quel campo che nacque lo Scoutismo, il movimento da allora è in continua crescita fino a raggiuingere più di 28 milioni di scout nel mondo che tra le tante attività ogni 22 febbraio organizzano il “Thinking Day”

« Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo un po’ meglio di come l’hai

trovato e, quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo

ma hai fatto del tuo meglio. »
B.P.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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