Mar 152019
 

Da Carrión De Los Condes a Moratinos

“La maggior parte della vita è così monotona che non c’è proprio niente da dirne, e i libri e i discorsi che la descrivono come una cosa interessante sono costretti a calcare la mano, nella speranza di giustificare la propria esistenza.”
-Edward Morgan Forester-

Le Mesetas oggi ci hanno dato grandi emozioni, soprattutto nei primi 17 km. Parlarne in maniera esaustiva sarebbe davvero difficile, basti pensare che il percorso dei primi 17 km, inizialmente avvolto nella nebbia, era di circa 17 km. Tutti a bordo di una statale dritta e senza curve. Un incrocio al km 6 ha preceduto incredibilmente una quercia al km 9. Non ci siamo lasciati sfuggire un secondo bellissimo incrocio al km 10,6 con l’indicazione sbiadita di un bar inesistente. Per concludere al km 12 un altra querciosissima quercia. Oltre il diciassettesimo km finalmente un paese e una emozionante strada accanto alla statale per svariati altri km fino ad una emozionante tappa di 30. Degna di nota la scoperta che il ragazzo con le crox è ora il ragazzo con la crox perché sull’altro piede indossa lo scarpone. Abbiamo avuto però modo di osservare la crox scoprendo che non è una normale da ospedale ma super carrozzata con la suola da scarpone. La magia è un po’ calata.

Nell’insieme comunque un’esperienza mistica. Forse sono davvero le tappe più noiose ma al contempo le più introspettive. Credo che il miglior modo di affrontarle, e questa volta dico seriamente, sia la capacità di estraniarsi nella propria mente. Trovare uno spazio dentro in cui stare mentre il resto del corpo se ne va a zonzo. Tornare fuori giusto quando devi comunicare con l’esterno e poi rientrare là. E là costruire mondi, incontrare te stesso, o altri. Fino poi a guardare dove sei arrivato e scoprire che sono passate ore.

Probabilmente deve fare così l’uomo che abbiamo incontrato a fare il percorso inverso. Gli abbiamo chiesto dove stesse andando, ha detto che tornava a casa dopo aver completato il cammino. Ha detto che abita a Lione, in Francia.



Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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