Set 102018
 

Da Logroño a Najera

Polvere, fango, sole e pioggia, è il cammino di Santiago.
Migliaia di pellegrini, e più di migliaia di anni.

Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non il cammino delle stelle, né le grandi Cattedrali.

Non la selvaggia Navarra, né il vino dei Riojani,
né i frutti di mare galleghi, né i campi della Castiglia.

Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non la gente del cammino, né gli usi rurali.

Non la storia e la cultura, né il gallo della Calzada,
né il palazzo del Gaudì, né il castello di Ponferrada.

Tutto questo vedo passando e vederlo è una gioia,
ma la voce che mi chiama è molta più profonda.

La forza che mi spinge, la forza che mi attira,
non so spiegarla neanche io, solo chi arriva lo sa.

-Eugenio Garibay-

Questo è un piccolo poemetto che si trova all’inizio della città di Najera.

Di oggi c’è poco altro da dire se non di scoiattoli che sembrano domestici tanto ti stanno accanto, di un cane che per qualche decina di minuti è stato il nostro migliore amico, di un’alba magnifica sulla città e di sudore, fatica, soddisfazione.



Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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