Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

La mia risposta definitiva.

Ne parlavo l’altro giorno con un gruppo con cui mi ritrovo ultimamente… si parlava in quel momento di evangelizzazione, di come in quest ambito sia più importante e corretto parlar dell’esperienza nella propria vita piuttosto che di dogmi e di regole, come sia più importante mostrare se stessi per far apprezzare le proprie scelte.
Si parlava anche di come spesso il dire qualcosa a qualcuno, non necessariamente il voler convincere ma già il dire spesso sia un seminare che non sai dove porterà.
Ho pensato di getto allo scoutismo, ho pensato alla Maggiolina quando mi ha scritto “a mia sorella manca tanto il suo vecchio capo”, ma ho pensato soprattutto a Pietro, alla Lally, ai gemelli, a Claudia (lei si..), a Giovanni, a Elisa ai tanti ragazzini con cui mi sono incontrato/scontrato in anni di scoutismo, a come dopo anni che non ci frequentiamo siano cresciuti grandi, forti e come mi dimostrino incontrandoli che qualcosa gli ho dato nonostante all’epoca mi crucciavo per il non riuscire a dargli abbastanza.
Un cruccio continuo: ti avrò dato abbastanza? Ti avrò dato quel che potevo? Una risposta continua: no, non ho dato il massimo. Una risposta a posteriori: forse si, forse davvero si.
E così ancora a scorrere tra i pensieri, le scelte.
Ho sempre educato a scegliere, quindi io stesso ho fatto la mia scelta.
Non tornerò indietro.
Ho scelto un anno ed in definitiva un anno sarà.
Mi guardo da fuori come mi guardano gli altri a parlar di scoutismo, mi vedo con gli occhi grandi e lucidi, colmi di gioia, di energia, di carica, di amore. Di amore, si.
Parlo dello scoutismo con gli occhi con cui parlo di chi amo. Con cui parlo delle cose che amo di chi amo.
E come un amore lascio lo scoutismo con la serenità e la consapevolezza che ho dato e ricevuto, soprattutto ricevuto più di quanto mai avessi chiesto. Come un amore lascio con la consapevolezza di poter dare ancora molto e di poter ricevere molto di più, molto molto di più ma anche quella che ora non è il momento.
Ora.
Quel che sarà poi si vedrà, si spera, si continua ad amare, si continua a vivere la propria vita, si spera.
Poi sarà quel che deve essere.
Nel frattempo ho il tempo di metabolizzare il passato, i momenti stupendi vissuti, i giorni, i mesi, gli anni.
Tornano a galla momenti scordati, momenti quasi non afferrati, quasi passati inosservati che invece hanno segnato il mio essere nel profondo.
“Ti guardo negli occhi e vedo come tu sia il ricordo di qualcosa che avevo scordato e che sta tornando a galla”
Momenti da rivivere dentro, da cullare, da crescere, da amare ancora di più per trarre energia, forza, espressione. Per andare avanti, per cancellare quelle cadute, quelle bassezze tipiche di quando si è lontani da se, dall’obbiettivo, dalla strada che è la nostra e che Dio ci indica con tanta forza e lasciando però il libero arbitrio.
Francamente me ne infischio!
Quel che poi sarà sarà.
Questa è la mia risposta definitiva.
E penso che allora la mia frase era “Nessuno ha fatto più grave errore di chi non ha fatto nulla perché pensava di poter fare troppo poco” ora è “La vita è sogno, fanne realtà”, in fondo cosa è cambiato?
Nulla.
Solo le cadute che servono a crescere, solo le bassezze che servono a mostrare la purezza dell’amore, l’amore in genere, l’amore in senso lato.
Questa è la mia risposta definitiva:  ti lascio scoutismo, ti lascio amore mio, ti lascio andare perché la tua strada è più forte di ogni strada, perché non hai bisogno di me ne io di te.
Sia quel che sia, e se un giorno le nostre strade torneranno vicine, nella stessa direzione io non sarò che felice di essere accolto tra le tue braccia.
Questa è la mia risposta definitiva, anche se so che non starò lontano per sempre.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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