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Il Blog di Stefano Giolo

Se arriva la polizia basta distruggere l’hard disk?

person in teal long sleeve shirt holding white and black chess piece Tempo di lettura 3 minuti

In seguito al precedente articolo per nascondere le mie navigazioni basta cancellare la cronologia? (https://short.staipa.it/v2mjn) viene naturale chiedersi se distruggere l’hard disk, o il computer sia sufficiente a proteggerci da occhi indiscreti qualora fosse necessario.
L’hard disk, o il disco fisso, è il dispositivo su cui vengono salvate tutte le informazioni, foto, immagini, documenti, dati che avete sul vostro dispositivo.

Per ovvi motivi già ampiamente spiegati in quell’articolo stesso, ai fini di nascondere quanto abbiamo fatto in rete distruggere il disco del nostro dispositivo servirà a ben poco. Diverso invece è se lo scopo di tale azione sia quello di eliminare documenti, foto, o video compromettenti. In questo caso sarà utile?

Come sempre dipende da quanto il disco verrà danneggiato, da quanto sia importante recuperare quei dati e da qualche altra variabile. La prima variabile da considerare sono i sistemi di backup.

Sui computer non è così comune, anche se vari servizi come OneDrive, DropBox, Google Drive o altri vengono utilizzati ormai anche da utenti di media esperienza. Nel caso abbiate installato uno di questi sistemi di backup è ovvio che i dati saranno presenti anche in rete sui servizi di riferimento e nulla garantisce che quando voi li eliminate vengano effettivamente rimossi in maniera irrecuperabile. Qualunque azienda farà il possibile per proteggere i propri interessi ed è possibile che su richiesta di autorità spunti fuori qualche sistema di backup aziendale che permetta di recuperare quanto eliminato dai clienti.

Su Smartphone e Tablet invece quasi certamente il sistema di backup è attivo. Questo farà sì che a seconda del sistema Google o Apple possiedano una copia di backup di tutto quello che avete sul vostro dispositivo. E questo per motivi che è facile intuire può rendere piuttosto complicato far sparire tutto.

Se possiamo escludere un sistema di backup bisogna parlare di come funziona un disco dal punto di vista fisico e logico. Che si tratti di un disco vecchio stile formato realmente da dischi che ruotano all’interno di una scatola o di nuovi dischi allo stato solido (SSD) la logica di funzionamento cambia relativamente poco. Possiamo immaginare un disco, anche su un cellulare o un tablet, come una enorme cassettiera, ogni cassetto è uno spazio per le informazioni. Esiste una cassettiera più piccola che è l’inventario per sapere in quale cassetto trovare l’informazione. Essendo la cassettiera delle informazioni enorme, e avendo il bibliotecario moltissimo lavoro da svolgere quando chiediamo di cancellare un file non andrà a svuotare il cassetto ma solamente a indicare nell’inventario che quel cassetto può essere riutilizzato, in modo che quando dovrà archiviare qualcosa di nuovo saprà di poter riutilizzare quello spazio.
Questo implica che finché quel cassetto non verrà riutilizzato, ossia un file sufficientemente grande sovrascriverà quell’area del disco, le informazioni potrebbero essere ancora recuperabili con un software in grado di scansionare la cassettiera ignorando l’inventario.

Questo è il motivo per cui è possibile recuperare alcuni, se non tutti i file di un disco formattato, o cancellati ed eliminati dal cestino. Quindi cancellare un disco è virtualmente inutile ai fini di non far scoprire un misfatto da parte di qualcuno sufficientemente preparato.

E distruggere il disco?

Dipende anche qui. In generale se il danno va a intaccare solo l’esterno o una porzione del disco fisico interno è sempre possibile smontare il disco, inserirlo in un apposito strumento e cercare file, eliminati o no, nelle zone di disco non danneggiate. L’unico modo di essere relativamente al sicuro è quello di aprire completamente il disco e romperlo fisicamente in più parti possibili. Magari gettandole poi in posti diversi.

In questo caso il recupero diventerà davvero arduo.

La morale è sempre più o meno la stessa: tutto dipende da quanto importante sia recuperare quei dati da parte di qualcuno. Più importante è recuperare i dati più difficile diventa impedirlo.

Esiste un altro modo per rendere difficile il recupero dei dati, ed è la criptazione hardware. Molti smartphone e tablet, hanno un sistema integrato per crittare i dati, e su computer è possibile installare software analoghi (o usare quello presente in alcune versioni di sistema operativo). Anche alcuni dischi esterni hanno questa possibilità. In questo caso tutti i dati, foto, video, documenti, vengono salvati appunto criptati, ossia in maniera che non siano recuperabili se non tramite un codice di sicurezza molto complesso che viene salvato nel sistema e di cui viene fornita una copia all’utente. In quel caso non sarà possibile recuperare i dati (a meno che l’azienda che sviluppa il software per criptare non collabori con le forze dell’ordine e abbia una backdoor) a nessuno, neanche a voi qualora perdeste il codice.

Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!





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