Mag 132008
 

Sui fatti recentemente accaduti a Verona, sulla violenza, sulla violenza politica o meno in particolare è tempo che volevo scrivere.
Non c’è più l’impeto di rabbia che avevo qualche giorno fa ogni volta che sentivo un servizio al telegiornale, o che leggevo un articolo sui giornali.
Verona Violenta. Si. Temo sia vero.
Verona Fascista. Si. Forse è anche questo in parte.
Violenza Fascista. No.
Questo no.
Si, è vero, è vero, non era il primo pestaggio a Verona in pieno centro, è vero, non era neppure il primo pestaggio di persone “vestite male” in centro, ce ne sono e non pochi, conosco diverse persone che ne hanno subito, è vero. In quante altre città accade questo? Sinceramente non lo so, ho sentito dire che a Bologna succeda che venga picchiata della gente vestita bene, ho sentito dire che nei sobborghi di Milano o di Torino sia facile essere assaliti (…si ok magari non è propriamente il centro)… non lo so non mi importa a dire il vero perché la mia città è Verona e in primo luogo mi piacerebbe migliorasse il luogo dove vivo.
Si, il nostro sindaco non è proprio un paciere, ok, anche questo è vero.
Si, Verona è tradizionalmente una città di destra, si.
Si, i ragazzi che hanno fatto quest’ultimo famoso pestaggio erano di destra, si.
Ma.
Ma che assurdità è demonizzare la destra? Demonizzare l’estrema destra per questi fatti? Vogliamo dire che il comportamento di qualche stupido ragazzo tardoadolescente è il comportamento di tutta una fascia politica? Vogliamo dire che destra = violenza e sinistra no?
Santoro ed altri a far programmi su Verona, a dichiarare Verona città violenta e fascista, violenta e quindi fascista, fascista e quindi violenta.
No. Io non ci sto.
Si, è vero una certa posizione politica a Verona per questi postadolescenti è quella di “sono di destra e quindi sono intollerante e pesto la gente” ma davvero il punto cruciale è essere di destra? Davvero quei ragazzi se non ci fosse la destra sarebbero angioletti? Oppure è vero che quelli sono comunque dei teppisti, dei violenti e si radunano nei centri della destra perché effettivamente qui a Verona c’è la moda del giovane “politicizzato”? Che poi di politico non ha nulla perché non tende a migliorare il proprio mondo come il concetto di politica dovrebbe fare a ma trovare sfogo in una protesta su un pretesto a caso! A Bologna la moda giovanile è a sinistra e i casini li fanno quelli di sinistra, a Verona la destra e lo fanno quelli di destra.
Tutto qua. Ma se ne destra ne sinistra ci fossero quei ragazzi nono sarebbero dolci angioletti, sarebbero che so metallari violenti? Hard core worriors violenti? Satanisti violenti? Semplicemente violenti violenti?
Credo assolutamente di si, e non centra destra, non centra sinistra. Mettere la parola Politica accanto a questi atti insensati di stupida violenza è un paradosso, mettere la parola Politica accanto a questi atti mi sembra più un ossimoro che un concetto sensato.
E la fama di Verona continua nell’immagine della violenza, e giri di sera e c’è il turismo da gossip della gente che cerca la via giusta per vedere dove è successo, gente che viene da altre città per vedere dove è successo!
Ve ne rendete conto?! Venire a vedere dove è stato ucciso un ragazzo? A che scopo? Con che rispetto? Con che faccia tosta?
Turismo sulla morte.
Ma non è finita qui, magari fosse finita qui. Non è finito qui perché perfino il buonismo, perfino “l’informazione buona” che organizza i cortei sembra sbagliare obiettivo! Perfino chi vuol far del bene ed organizza i cortei in ricordo del ragazzo morto. I cortei in favore del ragazzo morto mi sembrano gli stessi contro cui mi sono scagliato tempo fa. Ok, è morto un ragazzo, è la vittima, ed è grave. Gli assassini DEVONO essere puniti per quel che hanno fatto, ma di questo se ne occuperà la “giustizia italiana” (altra parentesi sarebbe da aprire…). Ma questo fatto, questa morte la prendiamo come un “poverino è morto” o come un “cazzo vediamo di far qualcosa contro sta violenza!”?!
Il corteo è più giusto farlo per lui, per quel povero ragazzo o anche per tutti gli altri che fortunatamente non hanno subito le stesse conseguenze? Addirittura è giusto farlo per loro o è giusto farlo contro le violenze, contro tutte le violenze, che siano di destra di sinistra, di centro o di sotto?
Forse la rabbia mi torna, si, mi torna ogni volta che sento parlar di politica in questo modo da questi che si dichiarano schierati politicamente ma sono solo delle persone che giocano con la vita e con il senso stesso della politica, dell’essere cittadino del vivere in una società, incapaci di credibilità ma capaci di danni più o meno gravi a tutta la società attorno.
Il problema di Verona non è la politica, ne la violenza, credo sia l’ignoranza di certe persone, e tale problema credo sia purtroppo su scala quantomeno nazionale, e qui mi fermo, si mi fermo per non pensare al modello da cui prendiamo, per non pensare alla terra della libertà che ci guarda ammiccante dall’altra parte. dell’oceano.



Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  Nessuna risposta a “La mia città tra politica e rabbia.”

  1. Credo ankio ke non sia giusto equiparare violenza e un determinato schieramento politico. Ma credo anke che se gli ideali proclamati, da alcune fasce estreme di destra e sinistra, non fossero di rabbia, di non rispetto per la vita e di intolleranza, FORSE, dei semplici adolescenti non si sentirebbero autorizzati a compiere gesti del genere. La causa prima non è di certo la politica ma non si può affermare ke qst non funga spesso da luogo ke ospita, giustifica e finisce x amplificarla.

  2. Lo schieramento politico fornisce allo stesso tempo alibi e condanna.
    Che tristezza.
    I fascisti non violenti non vengono mai tenuti in conto…

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