Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Racconti

Storia di un giorno freddo e di stufe a legna e di incontri

I personaggi son due in questa storia, il cambusiere e il Ragazzino, o forse il Capo e il Ragazzino.
Non sono due personaggi a caso, non sono due persone e basta ma sono speciali a loro modo come ognuna delle persone presenti con loro, e non sono due singole persone, ne una coppia di persone ma due di un gruppo, sono semplicemente parte di un gruppo, di un mondo, di una grande famiglia. Non si conoscono ne mai forse si frequenteranno.
C’è freddo fuori e neve, neve ovunque, la casa è riscaldata solo da qualche stufa a legna e dei termosifoni malandati, in casa si gira con la sciarpa, chi per voglia chi per costrizione, chi per moda. I ragazzini sono molti e scatenati, i loro responsabili sono quattro capi e due cambusieri entrambi scout, come tutto il gruppo d’altronde. Per questo sono tutti qui, è un campo invernale, un campo di lupetti.

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Odori

C’è l’odore dell’erba dell’estate che avanza senza una primavera decisa, c’è il profumo del tempo e del tuo dentro.
Quell’odore che non potrei scordare come tu non dimentichi le mie mani. Odore liquido, metallico, caldo di un calore avvolgente come immergersi in un lento declivio, come sussurri impercettibili.
E c’è l’odore della pioggia e dei fantasmi

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Le cose cambiano

Sono solo a casa, da qualche giorno, ancora per diversi giorni.
La casa deserta, girando per la casa ci sono diversi mondi.
Camera mia sconvolta, disfata, in disordine, il letto sfatto.
Il salotto in ordine, pronto ad accogliere.
La cucina in fermento, ordinata, pulita ma con ancora il profumo del cibo appena cucinato, ho preparato il panino per domani, con la cotoletta e l’insalata, ho preparato la cena, carne cotta ai ferri col vino rosso, verdura.
Le tartarughe ed i pesci che mangiano felici, l’orto bagnato e sistemato.
Camera mia in disordine.
Mondi. Mondi distinti.
Il mio mondo dentro, quello che vedo io, e i mondi esterni.
Ascolto ad libitum “Alessandra” di Biagio Antonacci, di quando Biagio era un po’ più… vero forse.
Non ha nulla a che fare con il mio stato d’animo ma è sempre stata una canzone di “pausa” di riflessione.

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