Poesia
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“L’amore non è quello che quei poeti del cazzo vogliono farvi credere. L’amore ha i denti, i denti mordono, i morsi non guariscono mai.”
-Stephen King-
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Petali.

Petali (13/05/09) Petali profumati portati dal vento si posano sulla liscia pietra del quando. Il perché vaga ancora, tra i meandri di questa palude. Chissà nascosto dietro un verbo verde osserva E resta un dunque a proseguire. Il dunque sta andando avanti.
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Mi voltai.
Stefano Giolo

Mi voltai (12/05/09) Mi voltai. Non potevo sopportare di vedere il vento torturare e portar via i miei sogni. Mi voltai come per fuggire l’inevitabile, il destino. Mi voltai e mi tappai le orecchie per non sentire le urla. Passò del tempo. Poi mi rigirai a guardare. Non era cambiato nulla. Il vento imperava e con lui la pioggia. Mi avvicinai lo strappai con le mie mani lasciai che lo portasse via. Il vento. Non potevo sopportare fosse lui a strappar via i miei sogni.
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Frutto
Stefano Giolo

Frutto (11/05/09) Entra la brezza dalla finestra di camera mia, brezza primaverile che scivola sulla mia pelle sui miei pensieri sulle mie ferite Ed io resto qui nel silenzio avvolto nel suono di una chitarra classica e di un flauto alla luce di una candela che danza. Resto qui. Resto a chiedermi cosa sia giusto e cosa no a chiedermi che cosa ci sia dentro me. Come un frutto, come una pesca da aprire con uno schiocco vorrei sapere cosa c’è nel nocciolo. Dentro me dentro me. Nel profondo sotto la dolcezza nel profondo sotto l’essenza stessa. Per scoprirlo, per…
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Fiore
Stefano Giolo

Fiore (30/04/09) Ti osservo da lontano, per quel che posso ti osservo fiore fiore forte aggrappato al terreno nella tempesta di questi giorni aggrappato i petali si piegano al vento segnati feriti i petali ricchi dei tuoi colori il tuo profumo il tuo profumo il tuo profumo si spande e si mescola a quello della terra bagnata e ti osservo non ti arrendi lotti forte ma ti vorresti appoggiare riposare lasciare che sia il sole a scaldarti darti vita illuminarti ti osservo fiore sporco di terra a lottare ti osservo incantato non ti si può mettere in una teca di…
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Sguardo
Stefano Giolo

è stato il suo sguardo a cambiare la mia visione del mondo, è stato un istante solo a cambiarmi la vita, è stato solo quel momento che ha racchiuso tutto quello che c’è stato dopo, ne i suoi sguardi precedenti, ne quelli successivi, ma uno sguardo solo. Indelebile come un tatuaggio. Indelebile. Poi sono nato e da allora sono passati secoli, o millenni, sono passate vite, sogni, destini, morti, sono passate anime.
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Luce Chiara
Stefano Giolo

Luce Chiara 15/02/2009 Osservo il tuo sguardo lucido di lacrime gioia comprensione sogni osservo il tuo sguardo che osserva a sua volta dentro te come fosse dentro me osservarti E poi… e poi d’un tratto dal banale si entra in qualcosa che è nubi ed è cielo ed è montagna e i fiori che la popolano e luci e colori e neve e prati e tutto e tutto ciò che è contraddizione stessa del tutto tutto e ciò che ancora si scontra con l’esistenza e ciò che non esiste si trova ad essere tutto ciò che è e che ha…
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Con te partirò
Stefano Giolo

Le partenze son sempre istanti importanti, ma per quanti una partenza ha il significato che ha per te, per me, per tutti quelli della nostra specie? Ma anche tra questi per quanti la partenza significa così forte quello che significa per te, e per me che invece in un pomeriggio d’estate, seduto attorno ad un cerchio al sentire la parola “diverso” ho deciso di partire diversamente? Ricordo, penso ancora a cosa farei alla mia partenza certe volte, quali segni farei, penso a chi parte e penso “Io alla mia partenza farò…. ah…. no, non lo farò più oramai”. Penso al…
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Il Giardino
Stefano Giolo

Il giardino è grande, grande davvero eppure…. eppure pian piano nell’erba due ricci si avvicinano tra loro. Si allontanano, ognuno nella sua parte di giardino, ognuno con le sue cose. Uno intento rotolar sulle foglie gialle e rosse autunnali, infilarle, raccoglierle, catalogarle, comporre nuovi disegni, nuove sculture e rappresentazioni, cammina, si muove un po’ goffo di qua e di là dondolando sulle zampette corte, pof pof pof… poi vede una foglia che gli piace, e ci rotola sopra, la porta alla sua tana e poi comincia a scuotersi
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Foto.
Stefano Giolo

Vorrei fare una foto, forse la foto di un ricordo, chissà, vorrei essere in grado di fare una foto, vorrei poter fare una foto. Seduta in auto nella penombra, unica luce un lampione lontano, o forse i fari di un’auto di passaggio. I capelli sono lunghi qualche ciuffo attraversa stancamente il viso, sono un po’ mossi, non molto. Nella semi luce si vede che sono chiari ma non ne è ben chiaro il colore, l’immagine è color seppia, quasi bianco e nero a causa dell’assenza di luce. Nel bordo del vetro del finestrino aperto per metà la luce del lampione…
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Edgar Poe
Stefano Giolo

“Mi hanno chiamato folle; ma non e’ ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale”. Ricorre oggi, 19 Gennaio 2009 Il duecentenario della nascita di Edgar Poe. Sono molto legato a lui come scrittore di poesia. Di lui ancora molto di quanto si studia della sua vita è incerto, sbagliato o impreciso, di lui per molto ancora si parlerà e si scriverà.…
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Io sono.

Sono un illuso -un illusore?- Sono un sogno -un sognatore?- Un misto d’amore -o di indifferenza- e speranza -o cinismo? Sono tutto questo e nulla? Chi o cosa sono? Io lo so -lo sai, lo sei- Lo so chi sono migliore di un tempo passato -e inconsapevole- peggiore di un tempo futuro -e consapevole- io sono e attendo io suono e attendo Io darò quel che posso, sarò quel che posso.
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Inizi
Stefano Giolo

Un fuoco. Iniziò tutto lì? Un fuoco? O forse prima, si tra le costruzioni, rialzate, tende, tavoli. Corde e
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Il vagabondo delle stelle
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