Stefano Giolo
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Tutto.
Stefano Giolo

Tutto ciò che c’era da fare è fatto, tutto ciò che andava preparato è pronto. Ora non resta che raccogliere i sogni, e tutto ciò che ne verrà. Vorrei allungare la mano, portarti con me, ma andrò veloce. Prendila se lo vuoi, prendila e non mi seguirai: ti porterò con me.
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Bologna
Stefano Giolo

Bologna 25/05/2004 (Da “Contrapposizioni” Stefano Giolo, Edizioni Il Filo) È ancora fermo a quell’ora l’orologio della stazione. Quando la gente saliva sul proprio sogno, per un viaggio che non era l’ultimo né il più bello forse, ma era il loro, la vita. Persone immerse nella routine, tristi, § felici, amanti, piccoli infanti. Ed ora sono un ora, una crepa in un muro coperte da torri lontane da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro.
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La bellezza
Stefano Giolo

È quel piccolo neo la cosa che non scorderò più. Non le sue labbra fine e perfette, disegnate in punta di un pennello, né i suoi occhi sorridenti che mi guardavano fissi e pieni di luce. Quel piccolo neo, timido, quasi invisibile sulla gota destra, qualche centimetro sopra quelle labbra, dove la curva del sorriso spinge in alto, accanto alla fossetta. È quel piccolo neo la cosa che non scorderò più. Non quel sorriso che ti entra dentro e ti rende felice senza sapere nulla, senza sapere il perché. Quel piccolo neo che si nasconde, che non puoi vedere se non…
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Di lei non so.

“Lei? Non lo so. Non lo capisco se è ferita. Non la capisco e basta. Per me è un enorme muro inattaccabile ed incomprensibile. Un muro bellissimo. Le altre donne spesso sono un libro aperto, talmente aperto da essere noioso, di lei credo di non aver mai compreso neppure il titolo.”
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Àncora.
Stefano Giolo

La verità è che non importa niente. Non importa il tempo. Non importa lo spazio. Non importa. Solo un istante breve non serve accada nulla. Un istante breve lungo immobile. Non importa. Cancello tutto. Torno indietro. Mi riporti alla partenza. E ricomincio di nuovo a tentare di allontanarmi, di andare altrove, di cercare altri mondi. E poi tu. Di nuovo. Di nuovo ancora. Non cambierà. Non ancora. Àncora.
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Cammino comunque sia in una direzione
Stefano Giolo

Cammino in bilico su un filo indeciso tra rincorrere e fuggire. Cammino comunque sia in una direzione. Cammino in bilico su un filo tra la coscienza di saper rovesciare un mondo e la noia del non volersene sporcare le mani. Cammino comunque sia in una direzione. Cammino in bilico su un filo sul pavimento, dove comunque non posso cadere. Cammino comunque sia in una direzione. Cammino in bilico su di un filo attendo che tu mi prenda per mano, ovunque tu ti trovi Cammino comunque sia in una direzione, ovunque essa si trovi. Là rovescerò il mondo. Ovunque serva. Comunque…
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L’attesa
Stefano Giolo

Sei stato tu -nel tempo- ad insegnarmi l’attesa.Non ero in grado -prima di te- di sedermi ed attendere. Nel silenzio.Cullare lentamente il desiderio, sorridere dell’assenza, dare da bere ai sogni senza costringerli in nessuna direzione, osservarli crescere. Ed attendere.Da semi distorti di confuse pulsioni mi hai insegnato a far nascere ciò che può essere armonico.E ancora -o per la prima volta dopo di te- attendo qualcosa di nuovo. Non posso dire che io ci creda, non posso dire che io non ci creda. Non posso dire cosa sia. Ma mi fa sorridere.Scrivo più strano dopo la mezzanotte.Scrivo più bello forse.Scrivo…
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Le parole nel tempo, ciò che è scritto non se ne andrà.
Stefano Giolo

“Io voglio essere la tua oasi e vorrei tu fossi la mia, non qualcosa da lasciare indietro ma un luogo dove tornare a respirare, a bere acqua, a rinfrancarsi, da portare nel cuore chiamandolo casa. Vai dunque, e quando lo vorrai, allunga la mano e cerca la mia.” Le parole assumono significato nel tempo. Il tempo stesso assume significato nel mutare delle parole. Il tutto in un continuo circolo che è paradosso. “Vai dunque. Ci sono altri mondi oltre a questo” -Roland di Gilead-
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Fallimento
Stefano Giolo

Non se ne andrà questo senso di fallimento. Sono stato in un luogo, oggi. In un prato in cui ho fatto l’amore con te anni or sono. Di nascosto da un mondo. Non lo ricordavo. Come un pugno nello stomaco il mondo ancora una volta si è voltato. Ancora una volta mentre sei lontana. Scrivo. Scrivo di un sogno in cui t’incontrai tanti anni prima, il mio primo ricordo d’infanzia su cui costruire un altro mondo che potrebbe portarmi lontano. Ne mancano ancora due da raccontare ed un mondo. Lontano. Racconto di te, di ciò che sei stata in un altro mondo ancora di cosa…
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Ore sogni
Stefano Giolo

L’idea solo che da lì a poche ore, o giorni avrei potuto incontrarne lo sguardo mi tenne sveglio per giorni. Ero consapevole che non sarebbe accaduto niente di diverso dal solito nulla, era il nostro ruolo che ciò accadesse in questo modo. Ma era qualcosa dentro, qualcosa che non avevo scelto. La cosa che faceva sì che incontrassi quello sguardo in un mondo o nell’altro, da una parte o dall’altra del confine onirico. A intervalli regolari. Ed era l’incontrarla di rado a farmi invecchiare in fretta tra una volta e l’altra pur di accelerare i tempi. Non fu che un…
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La torre.
Stefano Giolo

Esiste una torre lontana, odiata da tutti, odiata dalla tua genia. Si staglia contro il mondo con sfacciata inutile superiorità. Esiste una torre lontana, visibile da ogni landa di questa terra stanca in cui il mondo è andato avanti. La sorveglia dall’alto, ridendo con i suoi occhi rossi. La sorveglia dall’alto, irridendo con i suoi occhi rossi. Ma io la amo quella torre. Non per ciò che rappresenta ma per ciò che mi rappresenta. Il luogo lontano verso cui guardare e sapere che tu esisti, che sei lì, che lotti, che lotterei accanto a te. Il luogo lontano, all’orizzonte verso…
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Lettera sul nulla che è tutto
Stefano Giolo

Continuo a ripetere ossessivo nella mia mente le stesse note “Nulla cade dal cielo, ad eccezione delle stelle quando, avvolte nel velo della notte, come perle scivolano dal niente dentro ai sogni della gente.” Una canzone di Gazzè, non un caso, non una scelta. “Nulla sfavilla al confronto dei lunghi albori sul mare, quando lampi amaranto fabbricano martingale di luce sospesa, pendente, a sorreggere l’orizzonte.” Penso ancora all’averti vista ed al mio modo nuovo di viverti, l’unico in fondo che mi sia possibile, l’unico che la mia mente possa reggere davvero senza che qualcosa straripi e si scontri con qualcos’altro.…
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