Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Racconti

Dodici gradi

Era una sera di quelle in cui la temperatura ti fa rabbrividire solo un istante, il respiro si addensava in una piccola nube prima di scomparire quasi improvvisamente, indossavamo tutti maglioncini leggeri o giacche leggere, ed era buio. Moltissimo buio. Ricordo l’aria frizzante di quella sera come fosse oggi, come fosse vera, e ricordo di aver girato la testa incontrando accanto ai miei occhi la mano di mio padre, la presi e la tirai leggermente verso di me, lui sembrava assorto a guardare nella stessa direzione in cui stavo guardandoContinua a leggere…Dodici gradi

Parto.

Il mio cervello corre, corre. Persone convivono, vivono, corrono in ogni direzione. Razionale irrazionale. Corre. Per strada mi ritrovo a fare strade che non ho mai fatto ma che conosco, strade nuove, vecchie, sconosciutamente conosciute. Ci sei tu che corri nel cervello. Corri, corri come non mai, -ho letto da qualche parte che una pallottola che attraversi la testa ed entri diagonalmente finisca per girare radente al cranio e ruotare per tutto esso all’interno- Corri e ti guardo e rido a vederti correre. Nella mia testa. Non posso chiudere nelContinua a leggere…Parto.

Perchè ho smesso di scrivere

In questi giorni mi sono interrogato sul mio scrivere, anzi per l’esattezza sul mio non scrivere. Perché non scrivo? Non sento più il bisogno di scrivere? Talvolta si, ma è ciò che vorrei scrivere a bloccarmi, o meglio chi leggerebbe e non trovo sensato scrivere solo per me, perché ciò che è scritto lo è per essere letto. La vita è più frenetica, il tempo è meno, vivere da soli ti lascia determinate libertà ma contemporaneamente ti porta via molti tempi morti un tempo utilizzabili per creare, scrivere, comporre, suonare.Continua a leggere…Perchè ho smesso di scrivere

Racconti

La Genesi. Dalla Bibbia secondo me.

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina:  primo giorno. Dio disse:  “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”. Dio fece il firmamento e separòContinua a leggere…La Genesi. Dalla Bibbia secondo me.

Racconti

Acino

Non lo so perché oggi ho scelto di salire sul sedile dietro della macchina, credo sia venuto spontaneo, così… fatto sta che mi ritrovo qui. Alla guida c’è il buon vecchio Simon, lato passeggero nessuno. Io sto piegato in avanti, appoggiato al sedile anteriore con la testa al di là del poggia testa, a parlare con lui, è una bella giornata di sole questa, inverno e sole, ottima per un bel giro sulla neve. Siamo in autostrada già da qualche ora, in tranquillità, Simon non è solito correre ed èContinua a leggere…Acino

Racconti

Salite….

Ho sognato sta notte. Una salita, di roccia, e terra, ripida e pioggia. Mi arrampicavo su di un percorso erto, ripido scivoloso, mi arrampicavo sempre con più fatica, dovevo arrivare lassù, qualunque cosa fosse, dovevo arrivarci, e scivolavo, ero ormai pieno di fango, le mani ferite, stanco, il percorso sempre più Erto, ormai pareva di arrampicarsi in parete, tra sassi, terra chiara, sabbia, stanchezza, scivolavo. Poi infine mi

Sognarti

Non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi… non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni

Sogno

Svegliarsi il mattino da un sogno, dolce sogno. Dolce e forte desiderio. Stupendo. Svegliarsi un po’ delusi ed accoccolarsi ancora tra le coperte sperando di tornarvi almeno un po’. Un altro po’. Pochi istanti. Cullarsi nel ricordo. E poi vivere il giorno nel ricordo di quelle sensazioni dolci. Nel sogno.

Stanotte

Ti ho sognata questa notte. Si, è vero, è stata una notte di sogni strani, ho sognato anche di essere a scuola, tra l’altro in un’altra città, ma ti ho sognata. Perché? Come fossi rifugio, dolcezza in cui riposarsi dopo la confusione dei giorni passati. Ti ho sognata. Te. Vorrei specchiarmi in te, fata. E non ricordo nulla del sogno se non che stavo bene. Poi d’un tratto mi sono svegliato.

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