Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

L'Aquila aspetta il miracolo

di Primo Di Nicola

Sfollati a quota 40 mila. Macerie ancora da rimuovere. Rischi inquinamento. È lungo l’elenco dei problemi irrisolti. A dieci mesi dal sisma

Vigili al lavoro davanti al palazzo del Governo

VIDEOINCHIESTA L’Aquila, l’emergenza continua
La nomina a ministro annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una commossa lettera di addio agli abruzzesi su una pagina del ‘Centro’. Così Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, alla fine di gennaio ha passato le consegne al nuovo commissario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi e al suo vice, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Se ne è andato con la riconoscenza dei terremotati per il modo in cui la Protezione civile ha offerto i suoi generosi aiuti e l’orgoglio per quanto realizzato per avviare

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L'Aquila, in 300 nella zona rossa: "Io non ridevo"

Appalti G8, quegli imprenditori che ridono del terremoto

Gli aquilani si sono ritrovati in piazza con cartelli con scritto “Io non ridevo” e “Riapriamo la nostra città” in segno di protesta alla luce delle intercettazioni divulgate negli ultimi giorni relative all’inchiesta fiorentina sugli appalti del G8, ed hanno forzato un posto di blocco all’altezza dei Quattro cantoni, nel cuore della zona rossa, per entrare a Piazza Palazzo, considerata inaccessibile.

Dopo aver creato su Facebook il gruppo “Quelli che a L’Aquila alle 3:32 non ridevano” i cittadini hanno organizzato la mobilitazione a scopo dimostrativo per riappropiarsi del centro storico distrutto dal sisma e

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Terremoto in Abruzzo: 30mila persone ancora fuori città

10/11/2009, ore 22:12
Intanto Bertolaso annuncia il suo possibile ritiro
Terremoto in Abruzzo: 30mila persone ancora fuori città
di: Elisa Scarfogliero

L’AQUILA – Procede la ricostruzione post terremoto in Abruzzo. Anche se, stando agli ultimi dati, un po’ a rilento. Sono infatti 30mila gli aquilani costretti a vivere ancora lontano dalla loro città. In molti poi, pur di non lasciare il capoluogo, hanno preferito restare nelle tendopoli nonostante il freddo che già si fa sentire in questo avvio della stagione invernale.
Ad esporre i numeri e a spiegare lo stato attuale dei fatti, è il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Il primo cittadino aquilano, infatti, dopo la presentazione di questa mattina a Montecitorio di un’iniziativa per raccogliere fondi per la ricostruzione, ha tracciato il quadro della situazione.


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La tendopoli chiude: l'ira degli sfollati

L’AQUILA – La notizia rimbalza di tenda in tenda. “Ci mandano via, ci deportano come gli ebrei”. C’è paura, nella tendopoli di piazza d’Armi. “Per ora – raccontano alcuni sfollati in attesa del pranzo in mensa – non ci sono conferme ufficiali, solo annunci di prossime riunioni. Ma noi sfollati abbiamo già capito che qui stanno smobilitando tutto. Ci sono già i primi segnali: hanno smontato alcuni bagni e lavandini e altri servizi. E poi – ecco un altro segnale – sono arrivate le televisioni, come se sapessero che sta per succedere qualcosa. In tenda si sta male ma fuori si può stare peggio. C’è già chi minaccia di incatenarsi da qualche parte per non farsi deportare. Le voci sono tante. “Ci portano nella caserma della Guardia di

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Abruzzo… articoli interessanti

Tre articoli interessanti…

L’Aquila moribonda: un SOS all’Europa

Siamo agli inizi del quinto mese dal rovinoso sbriciolamento díuna intera città e dalla fuga in massa dei suoi abitanti. Il motto più diffuso, variamente utilizzato in questa o quellíoccasione, è stato ìLíAquila feritaî. Dalle ferite si può guarire o, invece, morire per infezione: ed è purtroppo questa seconda terribile ipotesi che sta consolidandosi sullo spettrale sfondo della città, la cui

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Ecco perché all’Aquila non si ricostruisce

Il Cavaliere di nuovo a Coppito, ma la ricostruzione è ancora in alto mare.

Sale sul montacarichi e si fa portare sul tetto di una casa in costruzione dove scioglie il nastro che tiene chiusa una bandiera italiana. Il tricolore, una volta liberato, garrisce al vento, con accanto il volto sorridente del presidente del consiglio.
Il palcoscenico è quello di Bazzano, una delle zone dove sorgeranno le tremila casette destinate ai terremotati aquilani. Attore protagonista, Silvio Berlusconi,


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Se a settembre sono tutti fuori dalle tende andrò in giro con le mutande in testa per il centro storico della mia città.

Se a settembre sono tutti fuori dalle tende andrò in giro con le mutande in testa per il centro storico della mia città.

Terremoto, Bertolaso ai sindaci: “A settembre fuori dalle tende”

Il Capo della Protezione Civile ha ribadito ai sindaci abruzzesi che entro la fine dell’estate saranno consegnati a tremila famiglie i primi appartamenti

Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha incontrato oggi all’Aquila, nella caserma della Guardia di finanza di Coppito, alcuni sindaci del cosiddetto “cratere” del terremoto insieme ad altri amministratori locali. A loro ha ribadito che entro fine settembre nessuno resterà nelle tende. Bertolaso ha affermato che entro la fine dell’estate saranno consegnati a tremila famiglie i primi appartamenti del “Progetto Case”, in fase di attuazione.



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"La mia uniforme significa di più da quei giorni, dal tuo incontro, da quei colori"

Pensavo al processo mentale che mi porta a scrivere, spesso non parte da un concetto ma da una frase.
Questa mattina nella mia mente ruotava una frase “la mia uniforme significa di più da quei giorni, dal tuo incontro, da quei colori” e con questa frase, in mezzo a questa frase, il fulcro attorno cui questa frase gira è un volto, un sorriso, dei ricordi. Parte così la mia scrittura e da lì anche a me stesso è ignoto cosa ne uscirà.
Potrei scrivere di lei, potrei scrivere solo dello scoutismo, potrei scrivere di quasliasi cosa, potrei scrivere in un meta-discorso quello che avrei scritto senza in realtà scriverlo.
Lo scopo certo è quello di trasmettere le emozioni che ho dentro, di trasmettere che la mia vita è cambiata, di trasmettere.
Parte così una digressione che io stesso seguo,

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Casa

Sono a casa,
si, a casa.
Un divano, una tv, un computer, il mio bagno.
Allungo una mano ed ho tutto.
Allungo la mano e non ho niente.

Niente.

Accendo questa TV e vomito lo schifo che c’è dentro,
guardo le notizie sui giornali,
guardo il mondo sorridente che si crea sofferenze con le telenovela e il gossip.

Osservo.

Osservo ma non ne sono partecipe.
Osservo ma penso ai giorni passati.

Penso a persone senza TV, senza un divano, senza una casa
penso a persone che per lavarsi devono fare cento metri dalla “propria” tenda
penso ai sorrisi, agli abbracci.

Non ci sto,
non ci sto,
non credo sia questo il mondo reale
non credo sia questo il mio mondo.

Non credo sia questa la verità.

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