Racconti
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I miei racconti, o articoli sui racconti di altri, o racconti di racconti di altri che raccontano racconti raccontando. Cose così.
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Immemori battaglie pt4: Spari?
Stefano Giolo

“Puzzi di grappa Baffo.” Nessuna risposta. “Puzzi di grappa, Stronzo mi vuoi dire che hai fatto la sta notte? Sei rimasto a scolarti la bottiglia? Non sembrerebbe, è ancora quasi del tutto piena!” Nessuna risposta. “Hai una bottiglia nascosta da qualche parte?” si stava alterando. “Senti Biondo. Lo sai che non bevo, non troppo almeno.” Baffo sembrava realmente dispiaciuto e altrettanto dispiaciuta parve la risposta di Biondo. “Lo so, qui beviamo tutti, non c’è modo di sopravvivere a questo senza bere ma non mi piace affatto come ti stai comportando, sembri bloccato, in panico, e lo sembri da giorni. Allunga…
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Immemori battaglie pt3: Lettere e notti
Stefano Giolo

Succede in notti come queste, notti subito prima o subito dopo di una battaglia, notti insonni, che accade. Dovresti pensare a fare un briefing per il giorno successivo o un debriefing del precedente ma non importa. Non ci riusciresti comunque. E forse è la grappa che hai buttato giù per non pensarci o il manto stesso della notte, del silenzio attorno mentre il mondo sembra scomparso e così lontano ma le inibizioni se ne sono andate, resti solo con te stesso e con i demoni che questa guerra avrebbe dovuto esorcizzare, i demoni da cui volevi scappare il giorno in…
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Immemori battaglie pt2: “Quindi? Hai deciso?”
Stefano Giolo

“Quindi? Hai deciso?” La persona da cui proveniva la voce lo stava guardando con aria interrogativa dall’altra parte di una scrivania. Lui era immobile, nel suo completo elegante leggermente stropicciato. “Sì, non è stata chiara la mia risposta?” Sembrava stupito del sentire nuovamente chiedere in merito alla decisione, era molto sudato ma apparentemente era come se qualunque fatica avesse fatto fosse relegata al di fuori di quella stanza, in una specie di oblio di cose dimenticate. “Ricordi cosa hai risposto poco fa?” disse la persona dall’altra parte della scrivania. “Certo ho detto che…” il volto dell’uomo si rabbuiò qualche istante.…
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Immemori battaglie pt1: La fine.
Stefano Giolo

Sembrava quello il giorno. Dietro di me una vita di scontri, di lotte. Davanti finalmente l’obbiettivo di una vita, di molte vite. Troppe. Lì, in tutta la sua mirabile essenza. Di fronte a me. Ebbi il tempo di fermarmi ad osservarne l’intera figura e ricordare. Non ero in grado di fare l’elenco di tutti gli uomini, gli amici, che avevo lasciato dietro alle spalle. Delle vite perdute nell’obbiettivo comune di raggiungere questo che ora stavo osservando. Ci provai, provai a ricordare i volti ma mi apparivano distorti, con le bocche aperte o le teste esplose, nei miei ricordi stessi riconoscevo…
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Ore sogni
Stefano Giolo

L’idea solo che da lì a poche ore, o giorni avrei potuto incontrarne lo sguardo mi tenne sveglio per giorni. Ero consapevole che non sarebbe accaduto niente di diverso dal solito nulla, era il nostro ruolo che ciò accadesse in questo modo. Ma era qualcosa dentro, qualcosa che non avevo scelto. La cosa che faceva sì che incontrassi quello sguardo in un mondo o nell’altro, da una parte o dall’altra del confine onirico. A intervalli regolari. Ed era l’incontrarla di rado a farmi invecchiare in fretta tra una volta e l’altra pur di accelerare i tempi. Non fu che un…
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La torre.
Stefano Giolo

Esiste una torre lontana, odiata da tutti, odiata dalla tua genia. Si staglia contro il mondo con sfacciata inutile superiorità. Esiste una torre lontana, visibile da ogni landa di questa terra stanca in cui il mondo è andato avanti. La sorveglia dall’alto, ridendo con i suoi occhi rossi. La sorveglia dall’alto, irridendo con i suoi occhi rossi. Ma io la amo quella torre. Non per ciò che rappresenta ma per ciò che mi rappresenta. Il luogo lontano verso cui guardare e sapere che tu esisti, che sei lì, che lotti, che lotterei accanto a te. Il luogo lontano, all’orizzonte verso…
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Lo scorrere del tempo
Stefano Giolo

“…e poi comincerà a sentire le palpebre pesanti, sempre più pesanti” “uno” “due” “tre” Un orologio. Un orologio da taschino. Si muove a destra e sinistra, lentamente. Lo vedo accelerare quando scende e rallentare fino a fermarsi qualche istante quando sale. Prima da un lato e poi dall’altro. Troppo lentamente per essere credibile. La lancetta dei secondi non si muove. “quattro” L’orologio è rotto, segna le sette e diciannove. Oscilla. Continua nel suo moto imperturbabile. Lento. Lento e mosso da una catenella in bronzo brunito. Lento. Lento e mosso da una mano in un guanto di pelle bianca. È rotto…
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nel tempo
Stefano Giolo

Era mentre osservavo quegli occhi, i tuoi, i suoi, quelli di Lei che sta accadendo, proprio ora mentre osservavo nei tempi antichi la loro luce, e mentre stava accadendo come un fiore la mia corolla si apre, lentamente i petali si stanno schiudendo e lasceranno entrare questa luce che sta scaldando il mio corpo, illuminando l’interno del mio corpo, scaldando quello che era il mio corpo, la mia mente schiusa alle emozioni che non avevo mai incontrato prima. Fu quel giorno che amai l’ansia, che amai il battere forte del cuore in gola ed i tremori e il non sapere…
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Ora
Stefano Giolo

Non avevo mai compreso fino a quel momento ciò che mi dicevano degli uomini, non avevo mai compreso fino a quel momento ciò che volesse dire umanità. Ero giunto in questo mondo per vie che voi non comprendereste, ero giunto in questo mondo per mezzo di ciò che voi chiamereste dolore, di ciò che voi definireste sofferenza. Non le conosco, non ancora, queste cose, non mi appartengono questi termini. Ero giunto in questo mondo come ognuno giunge al proprio, un istante prima non esistevo, il successivo ero qui con una storia davanti ed una dietro, un puntino in movimento su…
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Achille
Stefano Giolo

Fu così che infine scelse di pugnalarsi nell’unico punto in cui il suo corpo era vulnerabile, non lo fece per morire, ne scelse di voler soffrire per punire una propria scelta od errore. Si pugnalò nell’unico punto in cui avrebbe potuto creargli dolore, forse morte, e scelse di farlo accanto ad una persona che conosceva appena, una persona di cui aveva però piena fiducia. “Questo è il più grande dono che possa farti” disse. “Questo è il dono della conoscenza di ciò che sono, il dono della mia stessa esistenza” Fu così che scelse di porgergli l’elsa dell’arma. “Questo è…
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Fumo
Stefano Giolo

“Ricorda di quando iniziò ad avere queste fantasie?” Fantasie? “Si, omicidi morti, cose di questo genere” Io non ho di queste fantasie, e soprattutto non vedo perché dovrei averne, al limite ho fatto qualche sogno, poco altro. “Bene, ricorda quando è iniziata questa sua ossessione, questa serie di sogni, questo suo pensare alla morte di donne?” Non credo di esserne ossessionato, nel modo più assoluto, mi capita qualche volta di pensarci, si come può capitare di pensare nuda una bella donna che passa, ma non direi di esserne ossessionato o dipendente, io sono uno che sta ben alla larga dalle…
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Attese
Stefano Giolo
Abisso, Amore, Anni, ansia, attesa, cane, Casa, Chiara, desiderio, divenire, Domani, Emozione, Emozioni, Fede, Fine, forza, Fotografia, Il tempo, Immagini, inferno, Inizio, lavoro, Libro, Luce, mani, memoria, mostro, movimento, Ora, Parole, paure, Pelle, Pensiero, Persone, profumo, rabbia, Racconti, Ricordi, rumore, scoperta, Scrivere, sguardi, sguardo, Sogni, sogno, stazione, Storia, Strada, Tempo, vecchiaia, vento, Vita, Volto
Cosa ci faccio qui seduto su questa panchina? La ricordavo diversa, ma non la ricordo davvero. Le mie mani sono mani di un vecchio, tremano, mani spoglie e rugose con una fede al dito, le vene ingrossate e le dita ossute, magre con nocche nodose quasi come noci. La panca su cui sono seduto è di metallo verde, credo sarebbe scomoda con i calzoncini da bimbo con tutti quei buchi ma io la ricordo di legno. Era appena stata inaugurata questa stazione dei bus ed io qui aspettavo mano nella mano con mia madre per andare verso la scuola nel…
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