Stefano Giolo
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Arrivederci.
Stefano Giolo

In questi ultimi mesi questo bLog è stato un esperimento sociale e tecnico. Un bell’esperimento. Ho avuto modo di testare vari stili di scrittura dove per testare intendo sia nello scrivere sia nelle reazioni di chi legge. Ho visto come far ripartire il giro dai pochi lettori dello scorso anno ai numerosi che ora lo leggono regolarmente fino a picchi impensabili più di dieci volte superiori al suo standard con l’uso di titoli e tematiche ad oc. Ho conosciuto perfino qualche persona nuova che leggendolo mi ha interpellato non per chiedere ma per ringraziare o dare un’opinione. Pareri preziosi. Certo…
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Non era previsto 2
Stefano Giolo

Ragionare, scegliere, costruire. Erigere, distruggere, divenire. Rinunciare forse. Scegliere una direzione. E poi qualcosa -dentro- esplode. E non c’è un perché, non conta quello che hai scelto. Il cervello, la mente, qualcosa -dentro- sceglie la direzione opposta. Qualcosa -dentro- decide che il mondo non è quello di fronte, ma la scia che come una cometa lasciavi dietro.
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Non era previsto

Come descrivere l’esplosione di un cervello, i pezzi di pensieri esplosi sparsi attorno a pezzi interi a mescolarsi formando forme nuove? Come descrivere l’esplosione di un cervello senza immaginarne un colpo di pistola o di fucile? Come descrivere l’esplosione di un cervello che però non sia cruenta, né dolorosa, dolce piuttosto o spiazzante anche se improvvisa, i pezzi di pensieri esplosi sparsi attorno a pezzi interi a mescolarsi formando forme nuove? Come descrivere? Niente altro che la sospensione dell’incredulità.
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La mia prima volta (L’anima)
Stefano Giolo
adolescente, Adolescenza, Amicizia, Amore, Anima, Anni, auto, Blog, cambiamento, cammino, Casa, caso, Chiara, consapevolezza, Contrapposizioni, coscienza, crescita, depressione, desiderio, diciannove, dipendenza, dipendenze, dodici gradi, domande, Domani, droga, Edgar Poe, Emozione, Emozioni, esperienze, esperimenti, fatica, Fernando Pessoa, Fine, forza, fuga, giochi, giochi di parole, gioco, Il tempo, Immagine, incontri, inizi, Inizio, Jazz, Libri, Libro, Me stesso, media, memoria, mondi, Mondo, morte, nebbia, nulla, Occhi, Ora, Orgasmo, Oscar Wilde, Parole, Passato, passione, paure, Pelle, Pensieri, Pensiero, percorso, Persone, piacere, Poesia, Presente, Racconti, racconto, Ricordi, romanzo, sangue, scrittura, Scrivere, scrivere racconti, Scuola Palomar, sensi, sogno, solitudine, stazione, Stephen King, Storia, Strada, Stranezze, Tempo, Treni, Universo, urla, viaggi, Viaggiare, viaggio, Vista, Vita, vuoto
<- La mia prima volta <- La mia prima volta (La vita) Ricordo la prima volta come se fosse appena accaduta. I suoi capelli erano mossi, castano chiari, ricordo che a far scattare il tutto fu un ricciolo sbarazzino sulla fronte, si staccava dal resto dei capelli per spingersi fiero verso il centro e risalire. Quel ricciolo aveva attratto la mia attenzione, sembrava richiedere tutta la mia attenzione, sembrava volere che la mia attenzione si concentrasse solo su di lui quasi ignorando il resto della figura che lo portava. Avevo tredici anni ed eravamo a scuola nell’aula magna, non ricordo…
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La fine.

È stato quando ho provato a dirti l’unico segreto, la fine. È stato quando ti ho confidato ciò che nessuno ha mai saputo, la fine. È stato quando hai deciso di ignorarlo, la fine. Non esiste ritorno.
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Fuga dal mondo. Parte 3

<-Fuga dal mondo. Parte 1 <-Fuga dal mondo. Parte 2 L’uomo gigantesco indossava degli enormi pantaloni di stoffa marroni, a guardare bene era una salopette enorme e marrone. Gli scarponi al bambino sembravano essere due grosse barche piene di terra. Oltre alla salopette il gigante indossava una camicia a scacchi rossa ed aveva una folta barba nera e unta, e dei capelli altrettanto unti. “Cosa ci fai qui?” disse con voce baritonale. Il bambino rimase a guardarlo in silenzio fino a quando il gigante lo prese per un orecchio e lo trascinò lontano fino ad un capanno. “Dov’è la tua…
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Risparmio energetico
Stefano Giolo

Osservo una pianta, nella siccità. La osservo mentre lascia seccare i propri rami -cadono le foglie- mentre i suoi rami deboli si spezzano sotto il peso di piccoli animali. Osservo una pianta, nella siccità. Sopravvive, sopravvivrà a lungo ancora, sopravvivrà grazie ai rami secchi, le foglie cadute. Sopravvivrà alimentando solo il necessario. Osservo una pianta, priva di emozioni, priva di dolore, sopravvivere ancora temendo il sole. In attesa del sole, in attesa del’acqua che possa fargli amare il sole. Temendo il sole. In attesa.
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La mia prima volta (La vita)
Stefano Giolo
adolescente, Amicizia, Anima, Anni, Atletica leggera, Calcio, caso, consapevolezza, coscienza, desiderio, dipendenze, domande, Domani, droga, Emozione, Emozioni, Esperienza, esperienze, fatica, Film, Fine, gioco, Il tempo, Mondo, Musica, nulla, Ora, Ostacoli, Parole, partenza, Persone, sangue, scelte, sfida, Silenzio, sport, stile, Tempo, Viaggiare, viaggio, Vita, voi, vuoto
<- La mia prima volta Quando Marco mi fece provare non sembrava nulla di che. Alla fine lo facevano tutti, o almeno lo facevano le persone che io ritenevo le più intelligenti, le più sensibili, quelle di cui preferivo circondarmi. Ero un ragazzo, eravamo tutti ragazzi e sembrava una cosa figa. Provi. Tanto hai tutta la vita davanti, anzi ai tuoi piedi. Perché a quell’età non hai idea di cosa sia la vita ne davanti ne dietro, sai cos’è l’oggi, l’adesso. Il domani tuttalpiù è il tempo che ti separa tra l’adesso e un evento interessante. Non sapevo ancora che un…
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Chiudere gli occhi
Stefano Giolo

L’ho sempre fatto. Quando sono stanco, quando nella testa le cose non mi ci stanno più e devo lasciare che decantino, chiudo gli occhi. Ormai è un riflesso incondizionato che credo di portarmi dietro fino da quando ero un bambino. Non è solo riposare gli occhi si tratta proprio di non farci entrare più dentro le cose, la luce, le persone, i luoghi e lasciare per un po’ che i pensieri e tutte le cose che già ci sono entrate si riposino, un po’ come aspettare a versare in un imbuto e guardare l’acqua che ruota nel gorgo e scende. Quel…
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Fuga dal mondo. Parte 2

<-Fuga dal mondo. Parte 1 Fu quello il momento in cui sentì il cane. Non lo sentì arrivare, non stava abbaiando. Stava ancora osservando la bambina dall’altra parte della rete, dall’altra parte del giardino, dall’altra parte del mondo, in un altro mondo. Il cane lo sentì sulla caviglia, sentì prima l’alito caldo poi il naso umido che risaliva la gamba sulla stoffa della tuta grigia. Aveva il terrore dei cani e se avesse anche solo immaginato che al di là della rete, al di qua ormai, ce ne fosse stato uno non si sarebbe mai avventurato. Sentì il naso del…
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Oggi

Incapace di ogni sentimento, di ogni emozione, osservo questa scatola nera chiusa. Non so dove sia la chiave, non so neppure se esista non so dove sia la toppa o se basti sollevarne il coperchio. Incapace di ogni sentimento, di ogni emozione, osservo questa scatola. Mi attira. Incapace di ogni sentimento, di ogni emozione, osservo questa scatola. … Incapace.
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La mia prima volta
Stefano Giolo
Amicizia, Anima, Anni, consapevolezza, coscienza, desiderio, Dio, dipendenze, domande, Domani, droga, Emozioni, esperienze, Fine, forza, gioco, Il tempo, incontri, Me stesso, media, Mondo, nulla, Occhi, Ora, Passato, Persone, piacere, sangue, solitudine, Tempo, urla, viaggi, Viaggiare, Vista, Vita, voi
La prima volta che lo feci non sembrava nulla di che. Alla fine lo facevano tutti, o almeno lo facevano le persone che io ritenevo le più intelligenti, le più sensibili, quelle di cui preferivo circondarmi. Ero un ragazzo, eravamo tutti ragazzi e sembrava una cosa figa. Provi. Tanto hai tutta la vita davanti, anzi ai tuoi piedi. Perché a quell’età non hai idea di cosa sia la vita ne davanti ne dietro, sai cos’è l’oggi, l’adesso. Il domani è tuttalpiù il tempo che ti separa tra l’adesso e un evento interessante. Non sapevo che un giorno sarebbe diventato il…
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Citazioni a caso
dall’intervista di Keith Blackmore, Stephen King e “La storia di Lisey”: “È come una ballata country”
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