Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

I dimenticati d'Abruzzo

di Fabrizio Gatti

Centri storici abbandonati, strade invase dalle macerie, 30 mila ancora sfollati, 15 mila senza lavoro. Nuovi alloggi già deteriorati. Viaggio nei luoghi martoriati dal terremoto. Sedici mesi dopo le scosse

(19 agosto 2010)

Il centro di Sant Eusanio Forconese foto di Fabrizio Gatti Il centro di Sant’Eusanio Forconese
foto di Fabrizio Gatti
Qualcuno ha chiamato per nostalgia il numero della sua casa pericolante. E un bel giorno ha sentito rispondere. “Chi parla?”. “Chi parla? Ma chi sei tu?”. Quello dell’Aquila è stato il primo grande disastro italiano nell’era della comunicazione. E la comunicazione non può aspettare. È per questo che Telecom, secondo quanto è stato detto ad alcuni sfollati dallo sportello clienti, sta assegnando ad altri i numeri dei contratti sospesi dopo il terremoto.

Comincia così l’oblio. Ti cancellano dall’elenco telefonico.



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L'Aquila, protesta "delle 1000 chiavi" in centro

Iniziativa simbolica “1000 chiavi per riaprire la città” capoluogo d’Abruzzo

L’AQUILA – Gli aquilani sono tornati in centro, molti di più rispetto ai trecento della scorsa settimana, per appendere simbolicamente delle chiavi sulle transenne del corso e dire così “riprendiamoci la città, si riapra per quanto possibile il centro storico, si comincino i lavori di ricostruzione”. Ma stavolta non si sono accontentati di oltrepassare le barricate per raggiungere piazza Palazzo, la piazza del Comune, ma hanno proseguito oltre raggiungendo vicoli e vicoletti per 10 mesi interdetti ai cittadini dopo il terremoto del 6 aprile.

Vicolo dopo vicolo, senza ordine, a piccoli gruppi: i cittadini aquilani sono poi ritornati – molti per la prima volta dal giorno del terremoto – nella zona rossa.

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L'Aquila aspetta il miracolo

di Primo Di Nicola

Sfollati a quota 40 mila. Macerie ancora da rimuovere. Rischi inquinamento. È lungo l’elenco dei problemi irrisolti. A dieci mesi dal sisma

Vigili al lavoro davanti al palazzo del Governo

VIDEOINCHIESTA L’Aquila, l’emergenza continua
La nomina a ministro annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una commossa lettera di addio agli abruzzesi su una pagina del ‘Centro’. Così Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, alla fine di gennaio ha passato le consegne al nuovo commissario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi e al suo vice, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Se ne è andato con la riconoscenza dei terremotati per il modo in cui la Protezione civile ha offerto i suoi generosi aiuti e l’orgoglio per quanto realizzato per avviare

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L'Aquila, in 300 nella zona rossa: "Io non ridevo"

Appalti G8, quegli imprenditori che ridono del terremoto

Gli aquilani si sono ritrovati in piazza con cartelli con scritto “Io non ridevo” e “Riapriamo la nostra città” in segno di protesta alla luce delle intercettazioni divulgate negli ultimi giorni relative all’inchiesta fiorentina sugli appalti del G8, ed hanno forzato un posto di blocco all’altezza dei Quattro cantoni, nel cuore della zona rossa, per entrare a Piazza Palazzo, considerata inaccessibile.

Dopo aver creato su Facebook il gruppo “Quelli che a L’Aquila alle 3:32 non ridevano” i cittadini hanno organizzato la mobilitazione a scopo dimostrativo per riappropiarsi del centro storico distrutto dal sisma e

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Vite

Credo che tra le tante divisioni del tipo “il mondo si divide in due, quelli che… e quelli che” possa dividersi in questo modo.
Quando scopri che un pezzo metallico che non doveva essere lì ti sta ruotando da un po’ di tempo nella zona pastiglie dei freni e dintorni di una ruota della tua automobile, automobile con la quale hai già avuto qualche lieve diverbio e che tale pezzo avrebbe potuto inchiodare la ruota improvvisamente, quando ti accorgi che è sufficientemente consumato da darti l’idea che sia lì da un po’ hai due modi secondo me per prendere questa questione.
Il primo è dire “Cacchio ma quanta sfiga ho? Andrà a finire che prima o poi mi sfracellerò da qualche parte se vado avanti così” oppure “Cacchio ma quanto sono fortunato? Mi va sempre bene, avrei potuto sfracellarmi un sacco di volte tra questa macchina e l’altra ma alla fine o accorgendomi di un rumorino anomalo o controllando la perdita di aderenza o in qualche altro strano modo me la sono sempre cavata!”


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Sullo scrivere su questi giorni, sui prossimi.

In questi giorni son sempre di corsa, sempre di corsa sempre di corsa, sempre di corsa.
La vita cambia ruota, ruotano gli affetti, come capelli ricci cadono ruotano si alzano, improvvisano come jazz come i sogni come le strade che non conosci e i sentieri di montagna, come i flutti dell’acqua nei fiumi, come il fumo di una sigaretta che sale nell’assenza di vento, come le forme delle nubi.

In questi giorni mi sto preparando a dei cambiamenti.

Ho iniziato a raccogliere le ultime cose scritte, le cose scritte negli ultimi due anni e mezzo e mi sono accorto che non è affatto vero che ho scritto



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La mia risposta definitiva.

Ne parlavo l’altro giorno con un gruppo con cui mi ritrovo ultimamente… si parlava in quel momento di evangelizzazione, di come in quest ambito sia più importante e corretto parlar dell’esperienza nella propria vita piuttosto che di dogmi e di regole, come sia più importante mostrare se stessi per far apprezzare le proprie scelte.
Si parlava anche di come spesso il dire qualcosa


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Ti sei sposata.

Ed infine ti sei sposata.
Ti sei sposata, col tuo vestito arancio e verde da elfa e lui in grigio con la tuba nera.
Ti sei sposata in quella chiesa dove ho sempre sognato il mio matrimonio, in quella chiesa che per me significa tanto, significa in qualche modo la mia fede, e ricorda il mio essere scout, che è il nostro essere scout.
Ti sei sposata con quel canto d’inizio che


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Addio….. ?

E così anche l’ultimo mio campo è andato.
Si.
E mi accorgo che per ora va bene così, va bene così, sì.
Non c’è più nulla che io possa dare ora per questo mondo, e quel che potevo prendere l’ho preso, o almeno l’ho incontrato, amato, carezzato, vissuto.
Nelle cose materiali, ma soprattutto in quelle mentali, psicologiche, filosofiche.
Le mie mani sono ancora segnate da un campo che sembra essere di reparto, non riesco a non trovare un motivo per far legature che lascino i segni sui pali (perché come mi è stato insegnato una legatura non è una legatura se non si segnano i pali) o per non mettere le mani nel fuoco.
Qui a Pradasacco tanti anni fa ho fatto il mio primo campo, ho abbracciato (amato) quell’albero contorto in cima alla collina, mi ci accoccolavo e lo carezzavo, ci parlavo.
Quell’Albero è stato dove forse -ancora lupetto- ho deciso sarei stato un giorno capo.

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Perchè si dice addio

Questo è solo un articolo trovato per caso linkato su un forum… lo linko anche io perché mi ha fatto un po’ sorridere, e un po’ mettere il musino triste, mi ha fatto pensare a quante volte il mondo gira così, a quando io mi sono comportato così, a quando tante, non una, persone le ho viste far così e al sogno un po’ che un giorno possa andr a finire come in queste parole

Fonte blog di Giulia Carcasi

Perché si dice addioLa paura dell’abbandono fa fare cose assurde. Come mettere fine a una storia anche quando è quella giusta. E da quel momento, come racconta la scrittrice Giulia Carcasi, vivere come se la persona di cui siamo innamorate potesse ricomparire da un momento all’altro

Mentre le ragazze della mia età facevano



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Varie….

Non scrivo da un po’ ma sono stato “travolto” da mille eventi e il tempo libero sta latitando. Forse dovrei emettere un mandato di cattura in modo da riuscire ad averne un po’…
Ma tanto poi si sa che il tempo libero lo occupo quindi va bene così.
Prosegue il lavoro tra tensioni e assunzioni scelte in modi dubbi, anzi forse neppure tanto dubbi…
Prosegue la mia vita musicale dove finalmente sembra avvicinarsi alla concretezza la nascita di quello che dentro di me ho sempre chiamato il “Progetto M Style”, nella mia vita scout finalmente sono nel pieno di una “botta di vita” finalmente di nuovo nell’entusiasmo di fare, scoprire, vivere ora con i piccoli lupetti invece che con gli adolescenti del reparto.
Ho inizato a fare Jujitzu, sto per completare il corso Advanced SSI di subacquea…
si insomma sono un po’ occupato, ma… ma soprattutto accanto a me c’è una persona importante che rende ogni giorno speciale, e che mi fa sorridere, pensare, sentire a casa.

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L'"Isola dei famosi" e l'isola del mattone

Milano, 3 settembre 2007

comunicato stampa

Dietro il reality show di Rai 2, in programma da metà settembre, c’è un megaprogetto turistico per un resort di lusso sulla costa caraibica dell’Honduras.

Il 17 agosto è stata posata la prima pietra.
A incaricarsi dei lavori è l’italiana Astaldi.
La popolazione locale, i garifuna, protesta e denuncia: “Il progetto minaccia la nostra sopravvivenza”.
Il Collettivo Italia Centro America lancia una campagna internazionale contro Astaldi.

Tutte le informazioni sul

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