Poesia
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“L’amore non è quello che quei poeti del cazzo vogliono farvi credere. L’amore ha i denti, i denti mordono, i morsi non guariscono mai.”
-Stephen King-
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La mia prima volta (L’anima)
Stefano Giolo
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<- La mia prima volta <- La mia prima volta (La vita) Ricordo la prima volta come se fosse appena accaduta. I suoi capelli erano mossi, castano chiari, ricordo che a far scattare il tutto fu un ricciolo sbarazzino sulla fronte, si staccava dal resto dei capelli per spingersi fiero verso il centro e risalire. Quel ricciolo aveva attratto la mia attenzione, sembrava richiedere tutta la mia attenzione, sembrava volere che la mia attenzione si concentrasse solo su di lui quasi ignorando il resto della figura che lo portava. Avevo tredici anni ed eravamo a scuola nell’aula magna, non ricordo…
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Risparmio energetico
Stefano Giolo

Osservo una pianta, nella siccità. La osservo mentre lascia seccare i propri rami -cadono le foglie- mentre i suoi rami deboli si spezzano sotto il peso di piccoli animali. Osservo una pianta, nella siccità. Sopravvive, sopravvivrà a lungo ancora, sopravvivrà grazie ai rami secchi, le foglie cadute. Sopravvivrà alimentando solo il necessario. Osservo una pianta, priva di emozioni, priva di dolore, sopravvivere ancora temendo il sole. In attesa del sole, in attesa del’acqua che possa fargli amare il sole. Temendo il sole. In attesa.
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Silenzio.

Sento un dolore forte entrarmi nella testa sento forte un dolore come una punta entrare dall’orecchio sento forte un dolore sordo come urla nel fondo del cervello -sento- sordo il dolore di urla che mi accecano impedendomi di sentirti -sento- un dolore cane nell’orecchio che urla fino nel profondo del mio cervello (sento) nella testa entrare da dentro l’orecchio urla pulsanti che rodono e grattano il cervello (sento) nelle urla dentro la testa sputare fuori il dolore di roditori che mordono assordanti ogni pensiero (sento qualcosa strapparsi) Silenzio.
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Il mago di Oz (La porta del paese delle meraviglie – Sequel)
Stefano Giolo

Fu sul tragitto di quella strada, su quei mattoni gialli che affrontai infine il destino che attendevo. Fu quando scoprii il mago dietro al telo, quando dietro al telo scoprii lo specchio che mostrava il mago. Mi scoprii con un cilindro in mano, mi scoprii con una mano nel cilindro, ma non c’era pubblico a cui mostrarlo. Mi scoprii il mago, e il pubblico, e tutto, e nulla. Tirai fuori la mano ma il coniglio era già fuggito. Tirai fuori la mano e trovai un orologio rotto. Il pubblico non applaudì.
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Come l’ombra.

Come l’ombra, nessuno di noi esiste se non per l’immagine che proietta. Come l’ombra, l’immagine di ognuno di noi è vicina o lontana da ciò che siamo. Come l’ombra, il mezzo che ci proietta -la luce se vogliamo- è fuori da ogni nostro controllo.
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Scórso è il tempo
Stefano Giolo

Da lassù guardo il tempo scorrere, mi chiedo cosa occorrerebbe per ripercorrerlo al contrario, per modificare quella scelta. Da lassù guardo scorrere il tempo, mi chiedo cosa occorrerebbe per ripercorrerlo al contrario, poterlo almeno rivivere. Da lassù guardo scorrere il tempo da che non ci sei più, da che sei altrove. E non è la tua presenza, non è ciò che siamo stati, non è ciò che abbiamo condiviso lassù, non è ciò che avremmo dovuto essere a creare un vuoto. È tutto il resto del mondo. scórso agg. e s. m. [part. pass. di scorrere]. 1. agg. Passato, trascorso:…
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Una rivoluzione immaginaria
Stefano Giolo
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Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a…
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C’è un abisso
Stefano Giolo

C’è un abisso C’è un abisso per sempre nascosto (c’è un abisso da sempre nascosto) ((c’è un abisso nel sempre, nascosto)) C’è un abisso da cui ti proteggo (da cui mi proteggo) ((da cui li proteggo)) E crea un eco nel suono, (se suono) ((quel suono)) un riverbero interno che crea quella dissonanza implicita (quei silenzi) ((le distanze)) un vuoto come un crepaccio nel bianco liscio di una morbida nevicata. (morbido liscio delicato) ((molle livido deflorato)) Sta vibrando. Chiede una vittima e suona le sue deboli campanelle. (suonano campane) ((suonano i suoni di sottili sottilità)) C’è un abisso da sempre…
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Silenzio
Stefano Giolo

Silenzio La distanza amplifica le emozioni (il silenzio) amplifica la dominante. Proverei un’amore più forte se t’amassi. Proverei mancanza se avessi bisogno di te. Proverei commozione se apprezzassi gli istanti vissuti assieme. Ma provo rabbia. Solamente rabbia e nient’altro. Una rabbia che sale nel tempo che urla, strappa, brandisce parole. E copre l’affetto, la mancanza, la commozione. La rabbia è la mia dominante per te. Non per tutte le volte in cui hai detto farò e non hai fatto non per tutte le volte che hai detto sono ma non eri. Per tutte le volte in cui hai fatto questo senza parlare. È…
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Bologna
Stefano Giolo

Bologna 25/05/2004 (Da “Contrapposizioni” Stefano Giolo, Edizioni Il Filo) È ancora fermo a quell’ora l’orologio della stazione. Quando la gente saliva sul proprio sogno, per un viaggio che non era l’ultimo né il più bello forse, ma era il loro, la vita. Persone immerse nella routine, tristi, § felici, amanti, piccoli infanti. Ed ora sono un ora, una crepa in un muro coperte da torri lontane da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro.
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Cammino comunque sia in una direzione
Stefano Giolo

Cammino in bilico su un filo indeciso tra rincorrere e fuggire. Cammino comunque sia in una direzione. Cammino in bilico su un filo tra la coscienza di saper rovesciare un mondo e la noia del non volersene sporcare le mani. Cammino comunque sia in una direzione. Cammino in bilico su un filo sul pavimento, dove comunque non posso cadere. Cammino comunque sia in una direzione. Cammino in bilico su di un filo attendo che tu mi prenda per mano, ovunque tu ti trovi Cammino comunque sia in una direzione, ovunque essa si trovi. Là rovescerò il mondo. Ovunque serva. Comunque…
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Fallimento
Stefano Giolo

Non se ne andrà questo senso di fallimento. Sono stato in un luogo, oggi. In un prato in cui ho fatto l’amore con te anni or sono. Di nascosto da un mondo. Non lo ricordavo. Come un pugno nello stomaco il mondo ancora una volta si è voltato. Ancora una volta mentre sei lontana. Scrivo. Scrivo di un sogno in cui t’incontrai tanti anni prima, il mio primo ricordo d’infanzia su cui costruire un altro mondo che potrebbe portarmi lontano. Ne mancano ancora due da raccontare ed un mondo. Lontano. Racconto di te, di ciò che sei stata in un altro mondo ancora di cosa…
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